31 Dicembre 2010, 19:48:18Commento scritto da Jex
Voto: 10.00
Una trilogia eccezionale che solo Asimov poteva scrivere.
 
31 Dicembre 2010, 16:45:01Commento scritto da maxpullo
Voto: 8.50
Cronache della galassia. 9
Non è facile valutare obiettivamente quello che è universalmente considerato da tutti il ciclo di fantascienza per antonomasia. Del resto è un fatto che Asimov, con questo suo primo libro, non ha solo creato un romanzo immortale che si legge con passione nonostante il trascorrere degli anni, ma ha anche rivoluzionato il concetto stesso di fantascienza, dimostrando forse nel modo migliore possibile come l'elemento umano sia sempre prevalente sugli aspetti di spettacolarità ed originalità dell'ambientazione.
La galassia che ci descrive infatti, non è popolata da una pluralità di razze aliene, ma solo da uomini (proprio uomini, donne ce ne stanno pochissime e non si fanno vedere) e, nonostante si parli di astronavi, di scudi di protezione e di energia atomica, le trovate finiscono qui e se non fosse per questi pochi particolari potremmo quasi immaginare di leggere la storia del declino dell'Impero romano e dell'inizio del medioevo.
Attraverso la geniale invenzione della psicostoriografia e la presentazione dei primi due carismatici personaggi che ne sono interpreti e cioè Hari Seldon e Salvor Hardin, Asimov si gioca gran parte del fascino di questo libro ed è pressochè impossibile smettere la lettura senza prima aver letto e gustato geniali risoluzioni delle cosidette "Crisi Seldon".
Ma l'opera di Asimov non è solo una gustosa cronaca dell'inizio della fine dell'impero galattico ricostruita attraverso episodi magistralmente narrati: è anche la promessa di una storia molto più vasta e di ampio respiro, l'ambiziosa pretesa di affrescare la storia galattica dell'umanità secondo il ben noto principio del "nil sub sole novi", dimostrando come l'uomo, indipendentemente dall'ambiente che lo circonda e dalla tecnologia di cui dispone, sarà sempre portato a seguire gli stessi passi, a vivere quei corsi e ricorsi storici che da sempre caratterizzano la sua esistenza.
E tuttavia è proprio l'ampiezza di questo progetto a sconcertare e ad introdurre quello che, a mio parere, è l'unico difetto di questa opera e cioè l'alternanza dei personaggi: se infatti le prime due parti scorrono piacevolmente grazie al carisma ed al fascino di Seldon ed Hardin, la seconda metà del romanzo è meno entusiasmante e nella storia dei mercanti c'è spazio sufficiente perchè si insinui un po' di noia. Per spiegarla meglio è un po' come quando ci si appassiona a leggere la storia dell'impero romano e delle gesta di Ottaviano, Nerone e Caligola e poi improvvisamente ci si ritrova a fare i conti con imperatori un po' più sbiaditi del cui nome ci si dimentica dopo poche pagine.
A parte questo, l'opera di Asimov rimane uno dei classici fondamentali della fantascienza, forse l'opera più emblematica e famosa al pari di "2001 odissea nello spazio" e del ciclo di "Star Wars".

Il crollo della galassia centrale. 8
Questo secondo volume della prima trilogia galattica soffre un po' degli stessi difetti del primo perchè, avendo la pretesa di narrare vicende che accadono nel corso di diversi anni, finisce da un lato per disorientare il lettore e dall'altro per annoiarlo un po'.
Ma fortunatamente Asimov se ne rende conto abbastanza presto e, dopo una prima parte trascorsa tra vari sbadigli, in cui viene narrato l'incontro/scontro tra la Fondazione e quel che resta dell'Impero galattico in piena decadenza, il libro finalmente decolla, grazie soprattutto all'introduzione del misteriosissimo personaggio del Mule che cattura finalmente l'attenzione del lettore e restituisce alla saga tutto il suo fascino iniziale.
Molto interessante poi l'introduzione (finalmente) dell'elemento femminile nella vicenda: dopo averci fatto immaginare una galassia misogina e popolata esclusivamente di uomini, la figura di Bayta restituisce in parte il giusto equilibrio tra i sessi, rappresentando una gradevole novità.
Tutto sommato il libro ha lo stesso afflato lirico del primo volume della saga anche se, come tutti i "romanzi intermedi" soffre di una certa inconsistenza e, dopo aver introdotto la figura del Mule, averci fatto intravedere il mistero della Seconda Fondazione ed aver rivelato ulteriori aspetti dell'affascinante Progetto psicostoriografico di Hari Seldon, si interrompe in maniera abbastanza brusca (tipo "L'impero colpisce ancora"), rimandando le risposte al terzo volume e creando le giuste aspettative di lettura.
"Semplicemente" ottimo

L'altra faccia della spirale. 8
Forse il meno riuscito dei tre romanzi della prima trilogia: alla fine si hanno tutte le risposte sull'enigma della Seconda Fondazione, ma i continui rovesciamenti di fronte e cambi di spiegazione finiscono per rendere tutta la vicenda poco credibile (ed anche per annoiare un po').
Eppure la prima parte della storia promette bene: per la prima volta veniamo introdotti nel sacrario della misteriosissima Seconda Fondazione, ammessi addirittura ad assistere ad una riunione dei suoi rappresentanti e, nonostante la fastidiosa presenza di un narratore onniscente che talvolta si intromette dicendoci "questo ve lo dico questo no" e talvolta se ne rimane intelligentemente fuori campo, non è facile rimanere indifferenti al fascino della situazione.
Pagina dopo pagina comprendiamo tasselli importanti del Progetto Seldon e della funzione di coloro i quali ne sono i "custodi", preposti ad intervenire qualora vengano introdotti fattori di disturbo imprevisti allo svolgersi del piano stesso: assistiamo quindi alla "silenziosa" disfatta del Mule e, al termine della prima parte, siamo pronti a dichiarare che questo volume è un capolavoro assoluto.
Poi purtroppo, nella seconda parte, il veder rimescolate troppe volte le carte in tavola mi ha suscitato un senso di profonda insoddisfazione nei contronti del libro al punto che la valutazione si è abbassata di molto: la manovra della Seconda Fondazione per rimanere incognita è, infatti, di una semplicità sconvolgente, ma il continuo alternarsi di verità e falsità rende difficile seguire i vari passaggi.

Al termine della lettura dei primi tre romanzi del ciclo posso dire che mi rimane l'impressione quasi di aver letto un libro di storia futura in cui però mnca qualcosa: un affresco galattico vastissimo e maestoso nelle premesse, ma insoddisfacente negli sviluppi che lascia (volutamente?) diversi "buchi" e che, nonostante la fama di opera forse più rappresentativa della fantascienza in toto, si rivela alla fine molto meno interessante di altri lavori dello stesso Asimov.
Rimane tuttavia pur sempre un classico che, senza la roboante fama che lo accompagna e senza le attese di lettura derivanti dalla sua perpetua esaltazione da parte dei fan del buon dottore, sarebbe risultato senza dubbio più soddisfacente, soprattutto perchè, nonostante i difetti, è un ciclo intelligente, originale e ben scritto.
 
12 Agosto 2010, 11:53:15Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 7.50
Ho riletto con emozione, dopo ben 23 anni questo "classico dei classici". Prima sensazione curiosa, il fatto di avere completamente dimenticato tutti i personaggi e la trama. Poi, una volta entrato nella trama cosmica, ho rivissuto in parte le emozioni originarie che man mano ritornavano alla memoria. E, inutile dirlo, ho apprezzato tantissimo i romanzi, malgrado il leggerissimo invecchiamento (molto minore di altre opere coeve, in ogni caso) e i colpi di scena alquanto prevedibili 8forse perché li avevo già letti e solo inconsciamente dimenticati?). Quindi giudizio totalmente positivo.
 
20 Giugno 2010, 14:45:33Commento scritto da marsman60
Voto: 10.00
bellissima trilogia voto 10 anche per ogni singolo romanzo
 
19 Maggio 2005, 09:22:54Commento scritto da nemesis
Voto: 10.00
Non esiste nel nostro limitato linguaggio terrestre un termine in grado di rendere giustizia alla bellezza di questi volumi che compongono il ciclo della fondazione, per cui come commento posso solo lasciare il mio silenzio...
 
21 Aprile 2005, 21:22:15Commento scritto da vinmar
Voto: 7.00
Il primo romanzo della Trilogia è veramente bello.Non amo il buon dottore e lo ritengo sopravalutato ma questo deve essere letto, ha un senso di vastità che non si dimentica. La sua lettura ti prende. I personaggi sono comunque alla Asimov
 
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