04 Settembre 2013, 15:21:15Commento scritto da fabri
Voto: 6.00
Il mio giudizio è per l'intero ciclo. ritengo il ciclo di Tschai nettamente migliore. ciclo avventuroso ma scontato
 
27 Luglio 2013, 17:23:42Commento scritto da Dart Fener
Voto: 6.50
Storia scorrevole, ma tutto troppo facile per il nostro eroe. Il ciclo sta diventando troppo ripetitivo.
 
09 Giugno 2010, 20:48:42Commento scritto da npano
Voto: 7.50
Ottima lettura, come al solito belle ambientazioni e storia di facile lettura.
Il fascino di Vance si fa sentire.
 
02 Aprile 2009, 22:50:45Commento scritto da maxpullo
Voto: 8.00
La lettura del 4 libro della saga è risultata davvero appassionante e coinvolgente, nella migliore tradizione delle opere di Jack Vance.
Sebbene il canovaccio della storia sia pressochè identico a quello delle puntate precedenti, stavolta, il metodo utilizzato da Kirth Gersen per incastrare il suo nemico, Lars Larque, il quarto principe demone, caratterizzato da un macabro e distorto senso dell'umorismo, è davvero inconsueto e divertente: la "scalata" azionaria per il controllo della sua società è infatti allo stesso tempo poco ortodosso e rocambolesco, ma anche molto emozionante.
La corsa contro il tempo per accaparrarsi la maggioranza azionaria della società del suo nemico, culminata nella cruenta gara di "hadaul" è appassionante e conferisce alla vicenda quel tono avventuroso e dinamico che ci fa dimenticare quasi del tutto quanto la trama sia abbastanza scontata.
Come in altre occasioni, le avventure del protagonista si tingono di rosa, ma la romantica infatuazione per la "methlen" Jerdian Chanset è destinata a finire ancora una volta in maniera sfortunata e nuovamente, Gersen, nonostante tutte le sue risorse e nonostante la fortuna sia sempre spudoratamente al suo fianco, si trova a riflettere sulla sua vita e su quello a cui è costretto, suo malgrado, a rinunciare.
Ma le sue recriminazioni hanno la durata di una sola pagina: appena consumato il rito della vendetta nei confronti del suo antagonista, Gersen si ritrova improvvisamente a condividere la sua stessa condizione di reietto, di "diverso", e, con una felice intuizione, porterà a compimento l'ultima beffa di Lars Larque, una sorpresa finale davvero gustosa che, da un lato, contribuisce a dare il titolo al romanzo e, dall'altro, a fargli acquisire parecchi punti in più rispetto agli episodi precedenti.
Ottimo.
 
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