08 Marzo 2013, 13:48:12Commento scritto da maxpullo
Voto: 9.00
Questo seguito conferma quanto di buono c'era già nel primo libro, attenuando moltissimo l'impressione di artificiosità che rimaneva legata al fatto che l'autore era riuscito ad inserire in un unico romanzo diverse sottotrame basate guardacaso proprio sui principali filoni della fantascienza.
Se una critica può esser mossa a questo libro, invece, ci si può appellare esclusivamente alla sua prolissità: Simmons indugia molto sulle descrizioni e questo, se da un lato arricchisce l'impatto "visivo" del romanzo, da un altro provoca ansia nel lettore (almeno a me l'ha provocata) rendendolo impaziente di sapere come va a finire la vicenda.
Per il resto ci sono solo note positive, la principale tra cui quella di esser riuscito non soltanto a fondere felicemente tanti filoni tra loro tanto differenti come ad esempio la space opera, il cyberpunk e la military SF, creando un'opera di genere quasi indefinibile, ma soprattutto di averlo fatto in modo tale da creare un "congegno narrativo" praticamente perfetto in grado di regalare emozioni sino alle ultimissime pagine.
Semplicemente meraviglioso il modo in cui si conclude la drammatica vicenda della piccola Rachel: confesso che mi è stato quasi impossibile trattenere l'emozione di fronte al colpo di scena riguardante il suo destino e che raramente ho visto la fantascienza arrivare a vette così geniali.
Interessantissimi, infine, riferimenti alla divinità (ed al concetto di trinità), sapientemente inseriti e resi "immanenti" nelle maglie di una realtà cosmica in cui spazio, tempo, probabilità ed universi paralleli perdono la loro connotazione di mistero ed incomprensibilità divenendo elementi quasi quotidiani che sono letteralmente plasmati come creta dalle abilissime mani dell'autore in grado di farne ciò che vuole.
La vicenda si conclude spiegando quasi tutto ed esaurendo la storia dei vari personaggi ma lascia aperte numerose questioni irrisolte che mettono la curiosità di correre a leggere i seguiti della storia.
Un capolavoro
 
12 Aprile 2012, 12:21:35Commento scritto da Arne Saknussemm
Voto: 7.50
Quoto in pieno il commento di Francibass.
Non l'ho trovato all'altezza del precedente. Troppo prolisso e ripetitivo nelle descrizioni, la prima metà del romanzo è davvero lenta...a volte pesante. Si riprende nella seconda parte anche se la conclusione lascia perplessi.
Dopo mille e passa pagine vorrei qualcosa di piu'... invece dobbiamo affidarci alle avare spiegazioni di Moneta, ai monosillabi di una IA ed ai (Trooooppi!) versi di Keats.
E che dire sulla "vera missione della vera voce dell'albero Het Masteen" ?? Non voglio spoilerare, ma si sfiora il ridicolo !
Manca la sperimentazione che tanto avevo apprezzato in "Hyperion".
Resta la maestria di Simmons, i bei dettagli (ma anche in questo "Hyperion" è nettamente superiore) ed il potere immaginifico del testo. E nonostante i difetti elencati resta comunque una gran bella lettura.
Leggero' sicuramente i 2 volumi seguenti.
Do un 7,5 che sarebbe stato 8 se il romanzo avesse avuto 200 pagine in meno !
 
28 Novembre 2011, 02:08:14Commento scritto da Dart Fener
Voto: 5.00
La trama procede con una lentezza esasperante. Le interminabili descrizioni invogliano a saltare pagine intere. Tuttavia, anche se è stata dura, sono riuscito a leggere tutto il romanzo. Per fortuna vengono fornite molte delle risposte rimaste in sospeso nel primo volume. Da questo punto di vista la lettura non è stata vana. Ma c'era bisogno di scrivere così tanto?
 
11 Febbraio 2011, 14:45:13Commento scritto da Free Will
Voto: 9.50

Il seguito del grande classico "Hyperion" ha una struttura completamente diversa, nel senso che non è costruito in forma "Decameron", o meglio "racconti di Canterbury", ma ha un'impalcatura più tradizionale dal punto di vista narrativo, anche se la narrazione salta su vari livelli e scenari e addirittura uno dei protagonisti parla in prima persona, mentre gli altri vengono descritti in terza persona. Ciò rende la lettura un pochino più difficile, ma basta un po' di concentrazione per entrare in questo fantastico universo.
Fantastico è la parola giusta perché, effettivamente, la fantasia prende il sopravvento sull'aspetto "scientifico" e, come tutti i libri di Simmons, non si tratta di SF classica, ma qualcosa di non bene etichettabile.
Per quanto riguarda la storia, vengono chiariti quasi tutti i misteri lasciati in sospeso con il primo libro del ciclo e molti protagonisti arrivano al compimento del loro destino superiore, alcuni subendolo, altri diventandone artefici.
Dal punto di vista letterario, l'autore si colloca ad un livello decisamente superiore a moltissimi altri scrittori del genere; certo non è facile inseguirlo in tutti i meandri linguistici e nei vari riferimenti alla letteratura anglosassone, con particolare riguardo ai poemi del suo mito John Keats a cui ha dedicato addirittura il titolo dei suoi romanzi. Per fortuna ci viene in soccorso la traduzione quasi perfetta di Staffilano (con pochissimi ricalchi troppo "alla lettera").
Per il resto, vale quanto già detto su "Hyperion" in merito alla grande potenza linguistica di Simmons, che riesce sempre a farci entrare fisicamente dentro la storia e farci sentire in profondità ogni sensazione dei protagonisti, come se i loro organi sensoriali fossero i nostri.
 
13 Marzo 2006, 15:45:11Commento scritto da marsman60
Voto: 7.50
se fosse solo per il primo e il secondo volume come storia unica e cosi' e' stato presentato nelle copertine ,il voto non dovrebbe arrivare al 5, anche se sono notevoli e avvincenti le storie singole che pero' non sono legate le une alle altre;
senonche' spunta fuori il proseguo della storia con la caduta di hiperion 1° e 2°
e allora tutto si lega e tutto va a posto, la storia diventa ben legata e interessante .
compreso la parte finale un po' astrusa tra il prima e il dopo.
 
24 Febbraio 2006, 14:36:46Commento scritto da francibass
Voto: 6.50
Simmons è indubbiamente pagato a pagina: altrimenti non si spiegherebbe l'inutile prolissità di molti capitoli. Per carità le parti espositive sono estremamente dettagliate ed evocative nella costruzione, quasi maniacale, di una realtà distante otto secoli nel futuro. Però, dopo le quasi 700 pagine del prequel, mi sembra quasi minestra riscaldata. I furia di descrivere suggestivi tramonti alla fine i colori si esauriscono e francamente il contorno è sovrabbondante rispetto alla narrazione, che fino ad ora non è poi molta per un volume che deve raccontare tutto quello che non è successo nel precedente. Il protagonista è ottuso e per giunta  consapevole di non sapere neanche perché esiste: non è proprio intrigante come premessa. Inoltre i particolari delle espressioni dei personaggi sono maggioritari rispetto ai dialoghi e, sebbene assolutamente perfetti, diventano nauseanti nel prosieguo della lettura. Per fortuna non ci sono riferimenti a scroti contratti, che invece abbondano nel primo volume. L'unica cosa che fa marciare il romanzo è l'avvincente mistero dello Shrike che presagisco non si esaurirà se non leggendo anche i due voluminosi sequel...
 
12 Maggio 2005, 14:19:30Commento scritto da nemesis
Voto: 6.00
Purtroppo io l'ho letto solo dopo un anno dall'aver letto il primo volume e probabilmente ha contribuito al fatto di trovarlo un libro piuttosto difficile. Ho faticato molto a portarlo a termine, sebbene la storia non sia per nulla malvagia.
 
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