15 Aprile 2017, 18:12:59Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Devo dire che questo romanzo mi ha molto sorpreso in positivo: sinceramente non mi aspettavo un libro così coinvolgente ed appassionante, talmente ricco di spunti e trovate da sembrare assai più "giovane" di quanto non sia.
Innanzitutto Vandel (che in realtà è lo pseudonimo del duo Jean Libet e Gaston Vandenpanhuyse) riesce ad infilare nella stessa storia la scoperta del teletrasporto, l'esplorazione del sistema solare e la scoperta di vita aliena senza mai stancare, grazie soprattutto ad un ottimo ritmo e ad una azione assai serrata. La descrizione dell' "attacco alla Terra" tramite una carambola sulla Luna non è privo di nozioni planetarie, eppure non annoia proprio perchè alla parte più scientifica e didascalica (davvero degna della definizione di hard-sf ante litteram), si contrappone quella più propriamente avventurosa e immaginifica.
Nulla viene lasciato al caso e la trama si sviluppa in un crescendo di colpi di scena fino al finale davvero appropriato e che ci propone una piccola interessante idea che sembra quasi l'anticipazione del tema che Clarke svilupperà ben 24 anni dopo nel seguito di "2001 odissea nello spazio".
Insomma: il consiglio è quello di lasciarsi trasportare per mano dagli autori in una sorta di esplorazione del sistema solare ricca di idee e di sense-of-wonder.
L'unica pecca del libro è che questo probabilmente va inserito in un contesto più ampio in quanto presenta numerosi riferimenti ad una organizzazione definita "I cavalieri dello spazio" e ad avventure pregresse: è assai probabile che i romanzi di "Vandel" vadano raggruppati in un ciclo non ancora "catalogato" nè qui, nè altrove (vedi wikipedia etc).
 
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