22 Novembre 2014, 23:38:26Commento scritto da and
Voto: 9.00
Bellissimo, io adoro a differenza di altri lo stile di Clarke.
Eccezionale la descrizione di 'Rama', inoltre il finale non mi ha per niente deluso.
Pietra miliare  
 
22 Novembre 2014, 17:09:23Commento scritto da remotino
Voto: 8.00
Molto bello, mi ricorda altri romanzi dove enormi cilindri sono usati come arche spaziali.

Arthur Clark sviluppa il romanzo in modo magnifico, c'è di tutto, suspance, azione, tecnologia, ed anche la stupidità dell'uomo soprattutto se vive su Mercurio, leggetelo e lo saprete.

Lettura scorrevole, questo è il mo genere e quindi sono rimasto ore a leggerlo per terminarlo.
 
05 Settembre 2013, 23:04:24Commento scritto da fabri
Voto: 9.50
La grande Fantascienza di Clarke, uno dei romanzi più belli in assoluto della SF. A quando il FILM?
 
21 Aprile 2013, 21:28:13Commento scritto da brz57
Voto: 9.50

Un maestro della fantascienza in azione: situazioni semplici e chiare ma mai banali e scientificamente plausibili, dialoghi essenziali e perfetti, personalita', seppur non particolarmente approfondite, ben delineate. Il tutto sapientemente miscelato ed amalgamato con la madre di tutte le situazioni fantacientifiche: l'incontro con un incredibile manufatto alieno che a poco a poco, in un crescendo di suspance, svela i suoi segreti fino al finale dal gusto amarognolo. Sicuramente da leggere e rileggere.  
 
26 Agosto 2012, 20:33:33Commento scritto da Rocheta
Voto: 8.00
Realistico e plausibile sono gli aggettivi che meglio si addicono a questo romanzo, che descrive la cronistoria dell’avvistamento di un enorme cilindro, penetrato nel sistema solare, e il tentativo da parte di una spedizione di scoprirne il contenuto. Pochi altri sarebbero riusciti ad immaginare quello che verrà scoperto all’interno dell’oggetto e a descrivere con precisione le peripezie degli umani intenzionati a risolvere l’enigma.
 
19 Luglio 2012, 10:07:40Commento scritto da marsman60
Voto: 8.00
consigliato uno tra i primi letti e' bellissimo.
 
20 Maggio 2010, 14:06:29Commento scritto da luciana
Voto: 8.00

Il libro è la storia di un gruppo militare che va all'esplorazione di questo oggetto misterioso che viene chiamato "Rama", e che sta attraversando il sistema solare.
Clarke ci porta su Rama, ce lo fa esplorare, lasciandoci per tutto il libro il dubbio su cosa sia. Mette in evidenza la voglia di esplorazione e di conoscenza di qualcosa di nuovo. E' una sensazione in contrasto con ciò che stiamo vivendo ora, dove il "nuovo" e il "diverso" vengono guardati male e allontanati, invece di essere capiti e conosciuti (come invece fanno gli esploratori dei Pianeti Uniti con Rama).
Rama, però, va al di là di ciò che è la conoscenza dei P.U.; l'incapacità di capire ciò che si cerca di scoprire, finirà per dare un senso di frustrazione sia al protagonista che al lettore.
Clarke lascia un pò di amaro in bocca quando mette in evidenza il nostro limite di comprensione.
 
27 Aprile 2010, 11:14:27Commento scritto da slan
Voto: 10.00
Un bellissimo e avvincente romanzo che unisce l'azione dell'avventura ad una sapiente dose di suspence. Il tutto condito con basi scientifiche accettabili e plausibili. E' anche un'ironica riflessione sulla razza umana, sui suoi limiti, sulle sue aspettative e sui vari aspetti della sua natura. Rama diventa uno specchio in cui si riflette la natura dell'uomo. La vicenda narrata sembra una parabola, una novella, un proverbio... Decisamente un capolavoro.
 
18 Febbraio 2009, 12:06:17Commento scritto da gasp63
Voto: 8.00
Avvincente, lettura scorrevole, nessuna spiegazione del mistero di Rama.
In questo periodo mi sto imbattendo in romanzi che non descrivono glialieni, ma lasciano tutto all'immaginazione del lettore (l'altro èGomorra e dintorni di T.Disch completamente diverso da questo maaltrettanto misterioso). Romanzo fondamentale
 
24 Gennaio 2009, 16:28:29Commento scritto da Jex
Voto: 10.00
Vedere il commento su Urania n.634 e su Urania Classici n.58
 
02 Maggio 2006, 11:57:53Commento scritto da francibass
Voto: 8.50
Arthur Clarke non tradisce mai. La trama lineare, la prosa limpida, le spiegazioni logiche ed efficaci rendono un piacere qualsiasi sua opera. E' sicuramente un metodo infallibile per riacquistare fiducia nella fantascienza dopo essersi imbattuti in un romanzo di avanguardia o troppo pretenzioso oppure semplicemente mal scritto. A quanto ne so, solo Clarke e Asimov hanno questo potere cristallino di rendere chiara la prosa e affascinare il lettore con la bellezza delle idee, con lo stile asciutto ma non banale, e soprattutto libero da quelle sovrastrutture che spesso riempiono pagine inutili. Forse non è un caso che sono entrambi scienziati. L'ambientazione è il massimo che ci si può aspettare: l'incontro (anche se nel titolo originale si parla di appuntamento) con l'ignoto. E in questo caso lo sconosciuto è rappresentato da un'astronave aliena, della quale però destinazione e funzionamento si rivelano inesplicabili, cosa che contribuisce moltissimo al fascino del romanzo. Coerenti e dettagliate le descrizioni di Rama e come al solito, qualche azzeccata previsione sulla struttura del sistema solare: la luna di Plutone è stata scoperta nel 1978, cinque anni dopo il romanzo, sebbene il nome attribuito sia Caronte invece di Persefone.
 
20 Aprile 2005, 01:16:45Commento scritto da Longfang
Voto: 9.00
Scenari mastodontici e suggestivi. Clarke nella sua migliore forma.
 
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