21 Ottobre 2014, 12:25:17Commento scritto da remotino
Voto: 6.50
Più che un libro di fantascienza è senz'altro un libro di favola. E' un po' ripetitivo rispetto alla flora e fauna della storia.

Comunque è un libro leggibile.
 
07 Settembre 2013, 02:26:12Commento scritto da fabri
Voto: 5.00
sopravvalutato
 
24 Luglio 2013, 11:48:54Commento scritto da Arne Saknussemm
Voto: 8.00
E' proprio fantascienza? Boh, ma non importa.
E' scientificamente non plausibile ? Forse.
Mi ricorda un pò il Verne del "centro della Terra", lo Swift di "Gulliver", il Tenn de "Gli uomini nei muri" (tutto made in Europe ...).
E' un'avventura che ti prende e ti trascina via, non lascia spazio a supposizioni o ipotesi dal momento che non c'è una base scientifica/razionale sulla quale basarsi quindi non puoi non andare avanti avidamente nella lettura.
L'immagine di un sistema solare morente, dove Terra e Luna sono avvolte in delle specie di "ragnatele" è davvero forte, da proprio l'idea di un pezzo di universo dimenticato da Dio, fuori dalle logiche di un universo che vive.
La storia narrata ci mostrerà anche che in realtà non c'è morte ma un ciclo continuo nel quale si alternano stadi diversi.
La vicenda è piena di strampalate, improbabili, affascinanti creature e di invenzioni fantasiose e di forte impatto.
Non so se lo metterei tra i 50 romanzi di SF più belli e/o significativi di sempre, ma è un romanzo bello e godibilissimo.
 
04 Agosto 2009, 01:11:54Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Questo romanzo farebbe impallidire Jules Verne.
Si può affermare senza timore di smentita che superi così abbondantemente il limite concesso ad una storia di fantasia al punto che, dopo pochissime pagine, smette di essere un libro di fantascienza per divenire una favola vera e propria. Quando si constata definitivamente che le trovate dell'autore non hanno il benchè minimo appiglio biologico, nè la più pallida ombra di verosimiglianza o di attendibilità, si hanno due strade: o si ripone il volume in libreria e lo si bolla con un votaccio oppure si prosegue la lettura senza più alcuna remora per la pura curiosità di scoprire fino a che punto la fantasia umana possa essere spinta senza alcun freno. Io, nonostante la forte tentazione di abbandonare, ho scelto la seconda strada e devo dire che se lo si legge senza troppi pregiudizi, questo non è affatto un brutto libro.
Certo ce ne vuole già molta di fantasia per immaginare che in un lontano futuro, la rotazione della Terra si arresti e che creature vegetali si evolvano ad imitazione degli altri ordini di esseri viventi come insetti, uccelli e mammiferi, ma credo che neppure nei racconti del barone di Munchausen si sia mai parlato di escursioni tra la Terra e la Luna lungo ragnatele tessute da piante evolutesi a guisa di aracnidi.
Eppure, la linearità della trama e l'epica sfida alla natura di una umanità sull'orlo dell'estinzione, nonostante il folle alternarsi dei personaggi sulla scena, frenetico quasi al punto di rendere difficile individuare un protagonista, conquistano il lettore pagina dopo pagina e lo portano a concentrarsi più sull'avventura descritta che non sulle probabilità che un simile futuro possa essere o meno plausibile, sino al punto che il romanzo inizia a scorrere piacevolmente.
E' vero che a volte la realtà supera l'immaginazione, ma credo che per riuscire nell'impresa di superare quanto descritto da Aldiss in questo romanzo, la realtà dovrebbe davvero fare i salti mortali; nonostante tutte le sue follie e le sue ingenuità, tuttavia, proprio non mi sento davvero di stroncare questo classico e, tutto sommato, mi ritengo soddisfatto della lettura.
 
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