28 Maggio 2012, 12:43:47Commento scritto da PabloE
Voto: 6.00

Durante la lettura mi è subito balzata in mente una strana idea: che io stessi leggendo una prima stesura, una bozza o brutta copia che dir si voglia, di Nova?
L'impressione mi è rimasta fino alla fine. Il romanzo si divide essenzialmente in tre parti: la ricerca dell'equipaggio, la parte più da space opera, la fine della ricerca di quel qualcosa che fa da motore all'intero libro (se in Nova è in buona sostanza la vendetta, in Babel-17 è la comprensione dell'omonima lingua). Fra queste l'ultima è la "meno peggio", soprattutto dal punto di vista dei contenuti, mentre le altre sembrano più aleatorie, più bozze di qualcos'altro. Nella prima, ad esempio, alla ricerca dell'equipaggio non si accompagna un approfondimento dello stesso (eccetto che per due) che rimane quindi solo un contorno, un qualcosa in più non necessario.

Tutto ciò non permette lo sviluppo dell'ottima idea di partenza di una lingua che più d'ogni altra influenza il modo di pensare arrivando a cancellare i concetti di Io e Tu. Idea che insieme a un paio d'altre sparse all'inizio, salva il romanzo dal limbo della mediocrità.
 
17 Gennaio 2011, 14:56:16Commento scritto da gasp63
Voto: 8.00
Il primo romanzo da me letto di Delany (Nova) non mi aveva lasciato una buona impessione a causa di personali difficoltà di comprensione di alcuni passaggi del racconto.
L'autore si riscatta pienamente con questo Babel-17. La lettura è sempre stata scorrevole. L'argomento stuzzicante dell'idioma sconosciuto
(Babel-17 appunto) è sicuramente inusuale anzi raro da leggersi.
Considero Delany, a modo suo, un genio della fantascienza.
 
07 Marzo 2010, 21:52:03Commento scritto da brz57
Voto: 8.00
un romanzo abbastanza strano, incentrato sulle possibilita' che un linguaggio possa decidere, nel bene o nel male i destini di intere galassie. Comunque ben costruito e con alcuni momenti davvero poetici. Bello.
 
30 Dicembre 2008, 04:34:04Commento scritto da Eremita
Voto: 8.00
Davvero un bel libro! Mi è piaciuto molto!
 
17 Ottobre 2007, 10:45:26Commento scritto da marsman60
Voto: 8.00
autore notevole bella la seconda parte dal macellaio in poi.
 
28 Settembre 2007, 03:07:40Commento scritto da Helena_Velena
Voto: 9.00
Scritto dopo Beta-2 e prima di Nova, questo lavoro ne rappresenta un po’ la via di mezzo, superiore alla semplicita’ e linearita’ del primo, ma incapace di raggiungere la pienezza stilistica e contenutistica del terzo. Col risultato che ci sono non poche forzature e capitoli assolutamente non necessari, se non a costruire una struttura fantascientifica, e avventurosa, tradizionale, che verra’ completamente abbandonata nei lavori successivi.
Perfino il capitolo sulla ricerca della ciurma viene riscritto in Nova con ben altro livello di intensita’, grazia e poesia, senza luogo comune alcuno.
In realta’ se tutto fosse girato esclusivamente attorno a Babel-17, il romanzo avrebbe avuto ben altra profondita’ e spessore…
Pero’ Delany neppure all’epoca era uno sprovveduto, e riesce quindi a giustificare la trama avventurosa per trovare una chiave di lettura, peraltro particolarmente ingegnosa, a svelare la forma, e l’utilizzo di Babel-17.
A grandi linee il sub-genere degli xenolinguaggi, per fortuna poco praticato, ha finora prodotto gioielli veri e propri, e da questo punto di vista il lavoro di Delany non e’ certo da meno, ma concentrarsi solo su questo avrebbe prodotto un lavoro piu’ poetico, anche se piu’ intellettuale e sicuramente piu’ elitario, e d’altra parte anche Iwn Watson con Riflusso, adden trandosi nella stessa tematica e’ incappato, molto piu’ drammaticamente, nel dover aggiungere elementi di trama tradizionale con risultati molto peggiori, scarsamente significativi e molto piu’ copia & incolla.
In ogni caso il personaggio di Rydra Wong e’ uno splendido esempio di personalita’ femminile a tutto tondo, che nulla ha a che vedere con la “superfica bella e coraggiosa”, ma che invece rappresenta un modello di ruolo femminile interessantissimo (che infatti ispiro’ Patti Smith, essa stessa poetessa, che se ne immedesimo’ a tal punto da pubblicare un libro appunto intitolato Babel), mentre il Macellaio gia’ incarna quell’attrazzione per la negativita’ e l’eccesso “al di la’ del bene e del male” che diverra’ una interessante caratteristica dei recenti libri di Delany. Il Macellaio rappresenta, traslatamente da parte di Rydra, l’ attrazione delanyana perfino sessuale verso la trasgressione estrema e fuorilegge, assassinio e ultraviolenza compresa, ma spiegata poi in termini sociopolitici, e attraverso una dinamica socio-fantascientifica d’altissimo livello,  oserei dire di matrice Egan-iana, se non fosse in anticipo di 30 anni almeno.
Quindi in ultima analisi qualche pesantezza, qualche flaw qua e la’, ma certamente un grande lavoro di un grande autore, che dimostra come si possa fare letteratura di approfondimento sociopsicologico (e linguistico) attraverso la fantascienza.
Oltre al fatto che, senza fare spoiler alcuno, il meccanismo della lingua Babel-17 e’ davvero geniale.
 
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