26 Luglio 2015, 15:30:39Commento scritto da astrologo
Voto: 6.50
Sicuramente è un romanzo godibile, e si legge facilmente.  Dovrebbe Qualcuno dei nostri politicanti importare questi alberi-casa in Italia! A parte la battura, mi spiace che sia un romanzo d'azione e basta, senza spessore psicologico
 
23 Novembre 2013, 01:46:06Commento scritto da Fantobelix
Voto: 7.50
Un romanzo breve in due atti ed un intermezzo di "collegamento", tra cui il più interessante è a mio avviso sicuramente il primo.
Come mi è capitato già altrove, mi ritrovo in molte delle osservazioni di Maxpullo, che mi ha preceduto (questa volta di poco) nel commento.
Cercando di non ripetere, devo sottolineare anch'io che la capacità di Vance di immaginare scenari e protagonisti alieni, non solo umanoidi, mi ha colpito ancora con la sua potenza nell'idea delle case Iszmiche. Ho letto il libro prima in un'edizione francese (orrore per molti e forse, chissà, anche per il grande Jack), poi in quella che mi è sembrata più raffazzonata e semplificata di Urania, ma nonostante la lentezza e la difficoltà della prima lettura, a causa della ricerca dei molti termini botanici, l'ambientazione mi è apparsa sempre vivida e stupefacente quanto geniale e originale: vero cuore pulsante, le case viventi, frutto delle secolari cure dei complessi abitanti del pianeta, con immagini di una grande ricchezza creativa ed efficacia descrittiva.
A me questo è sostanzialmente bastato a coinvolgermi pienamente nel romanzo, suscitando stupore e gradimento, e a motivare il minor interesse per la seconda parte ambientata sulla terra, per me funzionale solo alla conclusione della trama: di buon ritmo, ma più ordinaria.
Vero che mille altre storie si sarebbero potute svolgere su Iszm, ma lo straordinario pianeta vale sicuramente il viaggio!
Da notare che il volume di Urania contiene anche il mitico racconto di Dick "Rapporto di Minoranza", qui nella sua originale versione, rispetto al ben realizzato, ma molto rielaborato film di Spielberg.
 
07 Settembre 2013, 08:17:05Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Anche questo romanzo, come "L'opera dello spazio" è stato per anni un inspiegabile tabù: avevo voglia di leggerlo ma trovavo sempre qualcosa da anteporgli rimandandone la lettura.
Diciamo subito che questo raccontone ha tre difetti grandi: il primo è che si intuisce come andrà a finire già da metà libro, il secondo è che il finale è talmente brusco da lasciare interdetti, il terzo è che Vance, preso dalla trama "giallesco/economica", trascura di sviluppare nel modo ottimale l'idea centrale delle case vegetali.
Le case di Iszm, che, devo dire, ricordano molto le ballardiane case viventi di Stellavista, rimangono, infatti, relegate sullo sfondo e, a parte un rapidissimo flash sul finale, non sono quasi mai protagoniste, vittime sacrificali di una storia incentrata sull'azione e su considerazioni economico/sociali in verità abbastanza banali.
Anche la parte dell'allevamento e dell'ingegneria delle case vegetali è appena abbozzata e lascia assolutamente insoddisfatti.
Per il resto però il romanzo è puro godimento: frenetico, ricco di colpi di scena e di tutta la maestria di Vance nel saper descrivere mondi esotici e razze umanoidi.
Diciamo quindi che questo è un romanzo appena discreto, ma che ha il merito di essere sorretto da una idea tanto potente e visionaria da renderlo assai migliore di quanto non sia.
Vale la lettura ma resta il rammarico del "capolavoro mancato"
 
24 Febbraio 2012, 15:57:59Commento scritto da gasp63
Voto: 6.50
Questo breve romanzo di Vance è un Fantagiallo scorrevole e avvincente.
Scorrevole a meno dei nomi alieni, che sono pressochè impronunciabili e/o illeggibili (Iszm come diavolo si legge?).
Comunque il romanzo è retto da una buona idea di fondo: le case viventi degli Iszm,
e da un incalzante susseguirsi di eventi nei quali il protagonista viene coinvolto suo malgrado,
fino al (quasi) sorprendente finale. Classico anni 60.
 
24 Giugno 2008, 10:17:56Commento scritto da grifone58
Voto: 6.50
Solito affresco di razze e luoghi, romanzo insolito, ma nel complesso di agile lettura, anche se non raggiunge i livelli a cui il grande Jack Vance da sempre ci ha abituati
 
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