05 Settembre 2016, 15:33:39Commento scritto da remotino
Voto: 7.50
Fin dalle prime pagine la storia si mostra molto gradevole e piena di suspense. L'archeologia fantastica è molto intrigante e di mio gradimento. Il finale è un apoteosi di fantascienza degli anni '40.
 
26 Luglio 2015, 15:09:02Commento scritto da astrologo
Voto: 7.50
sono in parte contento di aver letto questo romanzo (riletto, dopo tanti anni), perché l'età matura mi ha dato modo di apprezzarne il contenuto. Ben scritto e ben congegnato questa rivisitazione di cicli lovercraftiani mi è sembrata ben fatta. Un pò tirato per i capelli il finale.
 
11 Gennaio 2014, 12:35:50Commento scritto da brz57
Voto: 6.00
Sinceramente non mi ha entusiasmato particolarmente; e' comunque un romanzo abbastanza scorrevole e quindi la lettura non diventa pesante. L'inizio mi era sembrato molto promettente ma poi la trama non mi ha convinto molto..e neppure il finale.
 
03 Febbraio 2009, 14:55:05Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 6.50
Concordo: godibile, anche se non esaltante. Alcune pagine hanno il loro fascino, altre sono inutili, ma comunque supportate da una scrittura scorrevole. Sono però convinto che la Negretti abbia falciato via interi episodi e pagine dell'originale, col risultato di rendere incomprensibili molti passaggi.
 
11 Giugno 2008, 12:13:01Commento scritto da maxpullo
Voto: 6.50
Donald Wandrei è stato uno dei più grandi fan ed amici di Lovecraft el'influenza del grande visionario di Providence traspare appieno in questo suo romanzo, che, fedele ai temi della narrativa di H.P., ricorda moltissimo "Il richiamo di Chtulhu", pur senza riuscire a riprodurre appieno l'atmosfera.
Nonostante l'argomento sia dei più stimolanti e le premesse per il capolavoro ci siano tutte, la storia non riesce a decollare e con una trama spesso sfilacciata, il racconto si trascina verso il finale senza particolari sussulti, dando l'impressione che l'autore abbia teso più a fare omaggio al suo grande amico, riproponendo un centone dei suoi racconti a più grande effetto, piuttosto che creare un racconto nuovo.
Chi conosce la narrativa di Lovecraft potrà divertirsi ad identificare i brani ripresi dai suoir acconti (la caverna piena di ossa de "i ratti nel muro", il cimitero preistorico de "la dichiarazione di Randolph Carter", la statuina e la storia de "il richiamo di Chtulhu", il mito dei grandi anziani de "le montagne della follia", etc), mentre gli altri lettori potranno cimentarsi nella lettura di un romanzo "diverso dal solito", godibile, anche se forse poco esaltante.

Nota: ripreso commento a Urania n. 120
 
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