27 Febbraio 2011, 15:25:25Commento scritto da Darkyo
Voto: 8.00
Gerrold è sicuramente uno dei migliori autori di fantascienza degli anni Ottanta - Novanta, capaci di mescolare in maniera sapiente il gusto dell'avventura con la speculazione scientifica più estrema (ottimo esempio ne sono i volumi della Guerra contro gli Chtorr). Questo romanzo, il primo di una trilogia - in Italia purtroppo ancora incompiuta - si inserisce a pieno titolo in questo filone e racconta la fuga dei tre ragazzi protagonisti da una Terra morente e da una vita senza opportunità verso le meraviglie dello spazio, attraverso un originale e plausibile ascensore spaziale di clarkiana memoria. Da leggere d'un fiato.
 
06 Luglio 2010, 18:35:44Commento scritto da marco.kapp
Voto: 8.50
Gerrold sviluppa un'idea di Arthur Clarke costruendo attorno all'ascensore orbitale una sua economia, un suo sistema socio-politico e addirittura un microclima. L'avventura della famiglia Dingillian è allo stesso tempo drammatica e divertente, se non altro per il viaggio fantastico che i ragazzi devono affrontare a causa del loro papà.
Buona, come al solito per Gerrold, la caratterizzazione dei personaggi.
Eccellente la descrizione della "Pianta di Fagioli" a partire dalla città posta alla base, sino alla stazione di arrivo.
 
30 Giugno 2009, 19:15:06Commento scritto da cat
Voto: 6.50
L' idea è vecchiotta ( ricordo Topolino, Paperone e Arthur Clarke alle prese con qualcosa di simile) ma è sviluppata in maniera originale. Peccato che la storia sia noiosissima. Spero tanto che le seconda parte sia + movimentata. Un Gerrold deludente
 
02 Settembre 2006, 12:10:21Commento scritto da Free Will
Voto: 7.50
David Gerrold si conferma un autore eclettico, che riesce a costruire storie intriganti, divertenti e piene di pathos, anche senza immaginare mondi lontani o mostri alieni.
Le vicende della famiglia Dingillian potrebbero avvenire in qualunque posto, anche sulla terra, e forse ci si appassiona di più alle connotazioni psicologiche dei rapporti famigliari che non all'avventura, di per sé piuttosto semplice. Se non fosse per quella pazza idea di un ascensore per la Luna...
 
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