23 Ottobre 2010, 10:16:00Commento scritto da Darkyo
Voto: 5.50
I tre racconti dei Supertoys, su cui è stata costruita la sceneggiatura del film di Kubrick/Spielberg (che non ho visto), mi hanno molto impressionato, perché Aldiss riesce, con poche pennellate e quattro personaggi, a descrivere la decadenza emotiva di una società supertecnologica, mescolando l'ironia più cinica con un'atmosfera "autunnale" che mi ha ricordato Bradbury: davvero notevoli e sicuramente da leggere. Gli altri racconti non sono tutti allo stesso livello e devo ammettere che, alla lunga, la lettura risulta stancante: tutte le antologie hanno dei buoni racconti mescolati a racconti meno buoni, in questo caso i primi sono concentrati all'inzio del volume.
 
04 Agosto 2009, 14:05:28Commento scritto da maxpullo
Voto: 4.00
Sono quasi certamente tra i pochi a non aver apprezzato incondizionatamente il film di Spielberg "A.I. Intelligenza Artificiale", ma credo che a Stanley Kubrick vada comunque assegnato un premio speciale per essere riuscito a creare la sceneggiatura di un film a partire dalle quattro scenette asfittiche prodotte da Aldiss.
Sarò superficiale, ma la toccante storia del piccolo androide in cerca di amore materno, non mi ha commosso più di tanto ed anzi ho trovato che i racconti di Aldiss, oltre ad essere assai poveri di idee e di spunti fantascientifici, hanno un qualcosa di irritante. Sarà lo stille dell'autore, sarà la traduzione, ma qualcosa non va e, durante la lettura, l'impulso di saltare le righe è impellente.
Ma se sulle pateiche disavventure del piccolo David potrei anche stendere un velo pietoso di comprensione (in fondo sono favolette moderne senza infamia e senza lode e sarebbe come stroncare le fiabe di Andersen), non si può tollerare che l'intelligenza dei lettori (reale o artificiale che sia) venga insultata dalle storie che fanno da contorno.
Noiose, senza capo nè coda, non sembrano neanche storie di fantascienza, quanto piuttosto esercizi di scrittura a tema libero dell'autore: una specie di "salmone del dubbio", ma senza l'umorismo e l'intelligenza di Adams e con l'aggravante di essere storie che qualcuno considera fatte, finite e degne di pubblicazione. Per dovere di cronaca devo dire che ho abbandonato la lettura dopo il racconto "Il pulsante pausa", per cui se il buon Aldiss aveva preparato qualche caleidoscopica sorpresa per il gran finale, mi voglio scusare con lui: sarà per la prossima volta.
L'unica nota positiva è che in qualsiasi momento il libro viene chiuso e riposto nella libreria, il senso di liberazione è indescrivibile.
 
28 Agosto 2006, 16:56:44Commento scritto da Free Will
Voto: 5.00
I primi tre racconti, cioè quelli dei Supertoys, che hanno dato origine al film di Spielberg, sono molto carini ed emozionanti (ma forse perché ho visto il fim prima di leggere i racconti). Peraltro la sceneggiatura del film è molto diversa e decisamente più ricca e commovente dei racconti stessi.
Tutti gli altri racconti dell'antologia sono molto noiosi, direi pressoché inutili anche se non proprio schifosi.
 
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