12 Ottobre 2014, 22:25:05Commento scritto da PabloE
Voto: 8.50
Leggo che Ghiaccio-Nove "valse a Vonnegut la laurea ad honorem in antropologia" e non mi stupisco. Forse di Vonnegut mi colpisce proprio la sua conoscenza dell'Uomo; solo avendo piena comprensione di una cosa la si può dissacrare.
Questo è il terzo libro di Vonnegut che leggo e sento di poter affermare che, perlomeno nel decennio '59 (Le sirene di Titano) - '69 (Mattatoio n.5), nella sua letteratura si può individuare un unico grande tema: la dissacrazione dell'Uomo. La stupidità umana.
Così si passa da quella che sembra una carrellata di personaggi vivialla Spoon River, alla religione, dal gioco del ripiglino ("Ma dov'è la cesta?") al perchè della scienza e poi fato, guerra e bomba atomica, bambini mandati a morire al fronte (piccolo seme per Mattatoio n.5) e politica, all'ineluttabilità del fato e alle sue menzogne.



 
22 Ottobre 2013, 23:15:15Commento scritto da Fantobelix
Voto: 7.00
Faccio molta fatica a commentare questo libro, ne sono ancora frastornato e colpito, per la frammentazione narrativa (davvero non comune, quanto trascinante nella lettura) e per l'inaspettata accelerazione degli eventi nel finale, non del tutto disatteso, ma troppo repentino e travolgente.
Ogni micro-capitolo è una piccola storia che lascia un'emozione, un'immagine, un interrogativo, e spesso lascia semplicemente perplessi. Così come perplesso mi ha lasciato il finale che tutto sembra annullare molto "bokonionamente", come a dire: è tutto "foma" (cioè inutili e vuote bugie).
Non riuscendo ancora ad esprimere un commento compiuto e più distaccato, ma non volendo lasciar "raffreddare" le sensazioni vissute, preferisco quindi riferirmi ad alcuni dei commenti precedenti che trovo aver colto esattamente alcuni aspetti condivisi e magistralmente esposti: in particolare ho apprezzato i commenti di mitd e maxpullo, che secondo me riassumono molto bene i tratti salienti della scrittura di questo libro, così come io non riesco a fare.
Ammetto però di fare molta più fatica a sbilanciarmi in un parere molto positivo. Diciamo che ho apprezzato molto più la singolare forma e la suddivisione dello spazio narrativo che il contenuto: la storia mi ha agganciato, coinvolto, stimolato, ma a tratti anche infastidito, provocato, incupito e deluso.
Sarà quest'ironia costante ma velata, sarà l'anti-conformismo spinto ma a volte troppo esagerato e stucchevole, sarà un pessimismo di fondo che da romantico idealista non mi soddisfa in un libro di fantascienza, saranno i tanti anti-eroi e personaggi a vario titolo grotteschi e meschini, o sarà infine l'impressione che un'idea interessante, quella del ghiaccio nove", sia stata solo un pretesto per tutto il resto, non sfruttata ai fini di una storia di fs; ma questo libro non mi ha convinto e ha mancato più obiettivi di quelli che ha raggiunto.
Mi sembra che un certo tempo ed una certa atmosfera culturale l'abbiano un pò sopravvalutato: chissà forse Bokonon era solo la voce di Vonnegut che come lui ha preso in giro anche tutti noi.
Molto interessante invece il dossier: da leggere come il libro. Ma il mio voto è esclusivamente allo stile, non alla visione dell'autore ed al valore del testo.
 
23 Gennaio 2013, 14:48:31Commento scritto da Free Will
Voto: 3.00
127 capitoli in 202 pagine ed il titolo originale "Cat's cradle", sono le cose migliori di questo libercolo.
Per il resto non so proprio che cosa ho letto. Beninteso: le parole e le frasi si capiscono benissimo ed è perfino scorrevole, ma qual è l'obiettivo della storia? C'è un insieme di "freak", nani, ballerine, scienziati pazzi, dittatori folli, santoni di assurde pseudo-religioni, avventurieri codardi, dame svampite, derelitti, ecc.
Sembra quasi un libro di Ron Goulart, per via di tutte le assurdità con cui è infarcito, però Ron Goulart ha il merito di far ridere a crepapelle dall'inizio alla fine e la sua ironia è una vera critica sottile al sistema.
Qui invece non si ride mai, al massimo si solleva il labbro di un millimetro e l'ironia si trasforma in sarcasmo pesante e assai poco convincente.
Attacco al potere? Ma quando mai!
Capolavoro? Ma fatemi il piacere!
 
15 Luglio 2012, 10:08:52Commento scritto da mitd
Voto: 9.50
I libri di Kurt Vonnegut, per me, sono un'esperienza mistica (aggettivo che l'autore disapproverebbe: diciamo allora che mentre li leggo spesso il cuore accelera, come se fossi innamorato). Tutto è straordinario: i temi trattati, la struttura scelta  per la narrazione, la lievità di stile e parole per esprimere concetti di sostanza o scandagliare senza retorica l'umanità dei personaggi.

In Ghiaccio-nove avanziamo di episodio in episodio, ciascuno lungo al massimo un paio di pagine. Sono tasselli  minimali di un mosaico, il quadro di un puntinista. Nelle mani di Vonnegut, però, ciascuna macchia di colore possiede vita propria. La storia di dipana avvincente seguendo la logica frammentaria imposta dall'autore, e il risultato finale è affascinante. Critica anti-militarista e religione Bokoniana (che invenzione!) sono i cardini del romanzo; il ghiaccio-nove, lo strumento perfetto dell'apocalisse; ironia e prosa fluida, i binari su cui la storia scorre veloce dalla prima all'ultima pagina.
 
27 Febbraio 2010, 21:25:46Commento scritto da ovidio80
Voto: 6.00
Sarà che ho letto questo romanzo tanti anni fa, quando ero molto, molto giovane. Devo ammettere che a tratti l'ho trovato un pò difficile. Pretenzioso. Bella l'idea del romanzo. Mi sono piaciute le atmosfere. Sicuramente fuori dal comune.
 
26 Gennaio 2010, 22:46:41Commento scritto da maxpullo
Voto: 9.50
Sono stato a lungo indeciso sulla valutazione da dare ed alla fine ho deciso che questo capolavoro, meriti davvero un voto alto, perchè è un libro assolutamente fuori dal comune che è stato in grado di darmi, pagina dopo pagina, quasi le stesse identiche sensazioni di un'altra grande storia da me molto apprezzata, quella di "Cent'anni di solitudine".
Il libro di Vonnegut, infatti, al pari del capolavoro di Garcia Marquez, si caratterizza per una trama geniale e surreale allo stesso tempo, in cui l'importante non è seguire le connessioni o la logica dei vari passaggi tra un episodio e l'altro, quanto piuttosto godere dell'atmosfera brillante ed ironica che si viene a creare ed apprezzare la magia che l'autore riesce a restituire al mondo, dando l'impressione che le cose che accadono, pur sembrando apparentemente sconnesse o casuali, sono in realtà inserite in un piano assai vasto che non riusciamo a comprendere nella sua interezza.
Sebbene la storia si configuri come una intelligentissima e graffiante satira nei confronti della scienza asservita a scopi bellici, il libro riesce a non annoiare mai, mantenendo costantemente uno stile brillante e divertente in cui diviene spontaneo e naturale non solo accettare le continue ed inspiegabili coincidenze che capitano al protagonista, ma in cui è facile anche apprezzare i continui riferimenti alla religione Bokononiana ed alle sue inverosimili massime.
E' un libro che non si dimentica facilmente: una brillante perla dal finale amarissimo e dalle pessimistiche conclusioni che riesce a dire tutto quello che deve dire in modo geniale ed inconsueto, dipingendo un quadro lucido e spietato dell'uomo, dei suoi comportamenti e soprattutto della sua stupidità.
Raramente capita di leggere libri così
 
24 Dicembre 2009, 11:50:25Commento scritto da rombetto
Voto: 9.00
Si concordo, questo è un capolavoro. Una tappa obbligata per il lettore di fantascienza.
Mi rammarico di non avere altre opere di Vonnegut nella mia libreria e neppure si trovano facilmente.
 
23 Novembre 2009, 09:56:03Commento scritto da Darkyo
Voto: 9.50
Più che un romanzo è una riflessione acuta e intelligente, satirica e impietosa sulla scienza asservita agli scopi politici e militari, sugli scienziati e le loro responsabilità di fronte alla distruzione del mondo, sulla assoluta stupidità umana e sulla sua inevitabile fine. Ma si parla anche di religione, di libertà, di società, di letteratura. Un capolavoro, ancora fantascientifico, di uno dei più grandi scrittori del Novecento.
 
08 Settembre 2009, 07:20:05Commento scritto da Gundam70
Voto: 9.00
Sono rimasto folgorato da questo libro. Il libro potrebbe essere una fonte di citazioni da imparare a memoria e da snocciolare alla bisogna. Bello. Tappa obbligatoria del percorso verso le stelle del lettore di fantascienza.
 
07 Luglio 2005, 14:40:32Commento scritto da squeezo
Voto: 9.00
Vonnegut è inimitabile! Peccato che Urania lo snobbi in continuazione (problemi editoriali?)
 
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