06 Luglio 2016, 17:44:37Commento scritto da astrologo
Voto: 8.00
Finalmente un romanzo di fantascienza! Frederik Pohl, che in passato mi aveva molto deluso (tantum nomine) adesso mi si rivaluta con quest'ottimo romanzo su un astronave perduta nello spazio, un mondo prigione, dei personaggi che saranno copiati e ricopiati a vicenda. Tanta fantasia e qualche dubbio sul finale (ma ho letto che ci sarebbe un seguito).
Tra le altre "perle" un discorso sugli ultimi tempi dell'Umanità che per i Cristiani è il Paradiso.
 
14 Maggio 2008, 14:04:30Commento scritto da luciana
Voto: 8.00
Ho terminato di leggere Gli ostaggi dello Starlab - Urania 1324, del grande Frederik Pohl. E' bellissima e appassionante la storia di questo equipaggio che viene preso in ostaggio e duplicato, con la promessa di arrivare all'eschaton. Ma l'unica cosa che vivono è la repressione della prigionia, la noia, la morte dalla quale non si torna indietro se manca l'energia che gli Orchi hanno tolto. E poi, in fondo, chi sono i prigionieri? Gli originali o le copie? E come si può soffrire per la morte di una copia? Incuriosisce l'idea creata da Pohl, fino al terribile finale, che non è un finale, perchè in quel momento si scopre che è una storia infinita dove i fuggiaschi, Pisolo compreso (che forse è un buono), hanno goduto troppo poco della riconquistata libertà, cioè fino a quando hanno scoperto di essere stati duplicati ancora una volta.
Pohl affronta il tema dell'immortalità e delle implicazioni che questa porta sull'identità delle persone, rompendo gli stati mentali coi quali veniamo educati tutti quanti, e cioè che non sempre la morte rappresenta la fine della vita.
 
18 Febbraio 2007, 08:42:17Commento scritto da Stormbringer
Voto: 7.00
L'autore è sempre una garanzia, questo non è sicuramente una delle sue opere migliori, troppo prolisso ed anche dispersivo nella parte iniziale, molto meglio la seconda.
Indispensabile ora leggere la continuazione sul numero 1338 sempre di Urania.
 
17 Febbraio 2007, 16:34:01Commento scritto da Darkyo
Voto: 6.50
La mia impressione è che Pohl, un maestro della "sociologica", abbia tentato di cavalcare l'onda della fantascienza degli anni novanta (quella post-cyberpunk, farcita di tematiche hard-scientifiche) non riusciendoci completamente. Il prologo alla vicenda è davvero troppo lungo e noioso (tra l'altro anche inutile ai fini della comprensione del romanzo), l'attenzione è tutta rivolta ai personaggi (che non è un male, a parte quando insiste sulla sessualità degli stessi...) e le spiegazioni (fanta)scientifiche si lasciano desiserare... Purtroppo. L'idea alla base del romanzo è affascinante, ma inspiegabilmente relegata nelle ultime 100 pagine. Un buon romanzo mancato.
Spero che il seguito sia migliore...
 
22 Agosto 2005, 12:42:23Commento scritto da Avatar
Voto: 7.50
Non è una delle migliori opere di Frederik Pohl ma il livello è sempre alto. Il seguito della storia la trovate nel numero 1338 dui Urania.
 
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