25 Settembre 2015, 18:18:35Commento scritto da Fedmahn Kassad69
Voto: 8.00
Romanzo d'esordio del grande Dan Simmons, che da esordiente mostrava già una padronanza della tecnica narrativa che molti scrittori con anni di carriera alle spalle possono solo sognarsi.
In breve, il romanzo narra le vicende di uno studioso americano inviato a Calcutta per assicurarsi i diritti letterari sull'ultimo poema di un famoso poeta indiano, dato per morto da anni e che, inaspettatamente è ricomparso dal nulla.
Un compito apparentemente di routine, che si trasforma in una discesa all'inferno per lo studioso e la sua famiglia segnando irreparabilmente le loro esistenze.
La città di Calcutta che fa da sfondo delle vicende narrate diventa in effetti la vera protagonista del romanzo, tramite le vivide descrizioni dell'autore che offrono al lettore apocalittiche visioni di una megalopoli putribonda e brulicante di umanità variamente degradata (questo nel 1985 anno di uscita del romanzo, probabilmente oggi la situazione di Calcutta è ben differente), che, sotto una patina di modernità figlia del colonialismo inglese, vive seguendo dettami di tradizioni millenarie totalmente aliene al lettore (occidentale o comunque non induista).
Le divinità Indù non sono semplicemente delle buffe statuette colorate, ma entità antichissime che attendono (in pieno stile lovecraftiano) il momento per tornare e dominare il nostro mondo diffondendo il loro Canto.
Romanzo che può piacere o non piacere, ma che di sicuro non lascia indifferenti.
 
06 Dicembre 2009, 12:05:35Commento scritto da maxpullo
Voto: 5.50
"Vi sono luoghi troppo malvagi perchè sia consentito loro di esistere. Vi sono città troppo maligne per essere tollerate". Con questa frase inizia il romanzo ed io dopo la lettura mi sento di ribattere dicendo: "Ma vi sono anche libri troppo insulsi perchè meritino di esser letti".
Nonostante abbia visitato un villaggio nubiano in Egitto e sia stato portato in un felice tour in un mercato de Il Cairo, non ho potuto reprimere un moto di disgusto nel leggere la descrizione della città di Calcutta e, fermo restando che ognuno è libero di esprimere le sue credenze e la sua cultura, non posso che dirmi felice e soddisfatto di non esser nato lì e di non esser costretto ad andarci.
Ma la cosa peggiore del libro di Simmons non è l'atmosfera di graveolento putridume che emana dalla città, nè l'evocazione della sozzeria infetta che la pervade; quello che fa rabbia è leggere una storia senza capo nè coda e sprecare una giornata intera di lettura inseguendo un mistero che alla fine non viene spiegato e che sembra solo una scusa per propinare crudeltà gratuite e veicolare immagini disgustose.
Il libro merita senza dubbio un sette più per lo stile narrativo e per la capacità di Simmons di creare suspense e colpi di scena, ma merita un quattro per la trama da mediocre thriller che non ha assolutamente nulla di fantascientifico e ben poche tracce di soprannaturale delle quali probabilmente neppure lo stesso autore riuscirebbe a spiegare il perchè della loro presenza visto che non sono funzionali alla storia.
Serve aggiungere che non mi è piaciuto?
 
08 Giugno 2009, 09:53:23Commento scritto da Thx 1138
Voto: 6.50
Tralasciando le considerazione sul genere cui ascrivere questo romanzo, rimane il senso di angoscia che mi ha trasmesso... un fastidio quasi fisico nell'immergermi nella Calcutta descritta da Simmons. Mi ha irritato e a tratti persin schifato...  Va detto che probabilmente non lo avrei mai letto se non avesse riportato il logo di Urania sul frontespizio, perchè non amo molto Simmons e tantomeno i romanzi che oscillano fra l'horror e il thriller... ma per tutto quello che ha saputo trasmettermi nonostante una mia latente avversione, devo per forza convenire con i giudizi positivi già espressi.
 
25 Aprile 2008, 08:48:39Commento scritto da caioiii
Voto: 8.00
è vero, non è fantascienza e mi sono chiesto ad un certo punto cosa ci facesse in questa collana, ma dopo averlo finito, in 2 giorni, ed essere rimasto inchiodato ad esso, mi sono rallegrato di aver avuto la possibilità di leggere un capolavoro di Simmons dopo il ciclo di Hyperion. Descrizione così vivide mi hanno fatto angosciare per il personaggio e la vita a Calcutta.
 
24 Aprile 2008, 20:47:53Commento scritto da Eremita
Voto: 6.50
Bravo Dan Simmons, le sue solite atmosfere Onirico-psico-mistiche che prendono il lettore per mano e lo conducono in un incubo continuato, in cui ogni risveglio non è che il preludio per il successivo incubo...
Peccato che non sia fantascienza, ma uno psico thriller horror...
 
14 Settembre 2006, 19:21:47Commento scritto da Free Will
Voto: 9.00
Calcutta è il buco del culo del mondo. In questa semplice (e tragicamente vera) frase è sintetizzato lo spirito terrificante del romanzo. Certo, tutto è portato all'estremo limite in quello che potremmo definire un thriller-fantasy-para-psico-mistic-pulp. E' vero, non è fantascienza, ma un'invenzione così straordinaria, così allucinante, così "diversa", che non può essere accantonata come se fosse un horror qualsiasi.
 
01 Maggio 2006, 17:17:59Commento scritto da cat
Voto: 9.00
A me è piaciuto moltissimo. Forse il più scorrevole dei libri di Simmons che ho letto
 
21 Marzo 2006, 11:04:26Commento scritto da marsman60
Voto: 5.00
questo romanzo e' piu' propriamente un giallo-horror dove di fantascientifico c'e' solo il fatto che nel mezzo di calcutta un bianco americano nel 1975-6 non sia stato ucciso e spogliato fino alle mutande.
se fosse stato presentato come horror meriterebbe un 9 perche' il romanzo scorre ed e' avvincente ma come fantascienza 1 la media per cui pota al mio voto un 5...
 
03 Ottobre 2005, 01:34:34Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 7.50
Concordo appieno con i precedenti giudizi, ma otto e mezzo (Fellini docet...) è forse un po' troppo anche per un romanzo davvero ottimo come questo (e per un ottimo, davvero ottimo scrittore come Simmons). Io sarei per dare certi voti solo a romanzi che sfiorino il capolavoro.... cioé, se "Cent'anni di solitudine" o "Delitto e castigo" possono meritare quasi un dieci, magari opere come questa andrebbero giudicate di conseguenza.
 
18 Maggio 2005, 14:43:29Commento scritto da Stormbringer
Voto: 8.50
Dan Simmons come autore mi piace molto, eclettico, tiene il lettore costantemente attento, molto particolareggiate le descrizioni, il romanzo si legge avidamente.
 
18 Maggio 2005, 12:08:09Commento scritto da francibass
Voto: 8.50
Francamente questo non e' un romanzo di fantascienza ma piuttosto un horror nella migliore tradizione ottocentesca, dove pero' l'orrore non e' limitato alla parte fantastica ma travalica l'immaginazione per raggiungere la realta' di una Calcutta devastata nel paesaggio e nelle anime. Dan Simmons si rivela uno scrittore magistrale che come tutti ormai sanno e' in grado di tenere il lettore avvinto a doppia catena alla sua vivida creazione. Notevole il racconto allucinato degli adepti di Kali come le descrizioni della citta' e dei suoi abitanti: non esistono momenti sotto tono. In ogni caso un romanzo di questa levatura e' degnissimo di essere accolto nella collana nonostante non sia strettamente del genere, con buona pace dei puristi.
 
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