27 Aprile 2017, 14:35:02Commento scritto da capricorno52
Voto: 5.50
Romanzo deludente per il calibro dello scrittore , la storia e' molto debole anche secondo i canoni del fantastico. Di tutta la storia mi è piaciuto il personaggio di Chevette che è furba , ma anche molto fortunata nelle circostanze in cui si scontra con i Killer inviati per recuperare gli occhiali. Alla fine , romanzo che sa molto piu' di Thriller che di SF anche perchè parecchia della tecnologia descritta è già in uso, aggiungo che lettura non mi è sembrata scorrevole e che in fondo non mi ha lasciato nulla da ricordare.
 
08 Dicembre 2014, 01:39:33Commento scritto da adso
Voto: 6.00
Romanzo 'eccessivo' in puro stile Gibson. In alcuni tratti, però, la trama risulta talmente oscura da essere quasi incomprensibile. Giudizio sufficiente, ma nulla più
 
04 Settembre 2013, 22:37:24Commento scritto da fabri
Voto: 6.00
non sicuramente il meglio di Gibson, leggibile
 
14 Settembre 2010, 20:27:34Commento scritto da Darkyo
Voto: 6.50
Sono d'accordo, la storia non è un granché - William Gibson ha scritto di meglio -, però non posso nascondere di essermi divertito nella lettura di un romanzo che è più un thriller che una storia di fantascienza. Primo volume della "Trilogia del Ponte", un ciclo francamente minore del Padre del cyberpunk, raccoglie qualche buona idea e descrive un'America futura che non stupisce più di tanto, forse perché molto più attuale di quanto sembri. A mio parere, poi, lo stile di Gibson è garanzia di una lettura divertente e affascinante.
 
01 Dicembre 2008, 14:53:08Commento scritto da marsman60
Voto: 5.50
una storiella grande casino grande strage per una stronzata come se non ci fosse il modo di mettere una password agli occhiali c'era gia' per i telefoni portatili.
 
08 Luglio 2005, 18:15:42Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 6.00
Gibson ha fatto molto di meglio. Prosa troppo involuta, episodi spesso incomprensibili.
 
06 Giugno 2005, 12:19:40Commento scritto da francibass
Voto: 5.50
Romanzo deludente: da tanta maniacale cura nel descrivere i dettagli (bastino i dodici strati di vernice del mezzo della sicurezza) per costruire un'immagine accettabile di un futuro vicino e realistico dove viene addirittura citata la Padania (sic!) mi aspettavo un respiro decisamente piu' ampio dei temi e della trama. Per visionarie che siano le idee di Gibson, come il popolo del ponte di San Francisco, il romanzo lascia l'amaro in bocca: mi aspettavo ben altre mirabolanti cose da questi occhiali. Come al solito poi il titolo e' la cosa migliore del libro, e aiutato dalla quarta di copertina lascia presagire vicende di cui non si avra' godimento nella lettura. Al massimo puo' solleticare la fantasia di architetti astigmatici...
 
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