14 Aprile 2014, 18:05:31Commento scritto da antosimov
Voto: 6.00
Scrittura cruda, trama complicata. In alcuni momenti i fatti sono quasi incomprensibili.
Sarà  perché è un genere che non prediligo ma all'inizio volevo smettere  la lettura. Come al solito ho tenuto duro ma devo dire che non mi ha entusiasmato. Non do una insufficienza perché emerge una società futura supertecnologia che immaginata nel 1986 è quasi preveggente e geniale.  
 
04 Aprile 2008, 11:51:53Commento scritto da Darkyo
Voto: 9.00
Gibson è il Re del Cyberpunk, un genere fantascientifico che o si ama o si odia: gli appassionati della fantascienza classica disprezzano apertamente questa corrente; i neofiti invece appaiono entusiasmati dalla forza evocativa delle descrizioni (a scapito addirittura della stessa coerenza della trama) e soprattutto dalle intuizioni profetiche che oggi sono quasi realtà.
Io personalmente non mi lascio influenzare dal nomen della corrente letteraria di appartenenza di un autore (tra l'altro, lo stesso Gibson nella intervista in appendice pare non molto entusiasta di essere considerato il Re del Cyberpunk): Giù nel ciberspazio mi è piaciuto moltissimo indipendentemente dall'etichetta. Una visione futura cupa e accattivante, una trama fatta di intrighi economici e doppiogiochi tra mercenari e società senza scrupoli, voli nella matrice (la realtà virtuale) e invenzioni artistiche insolite, con un evidente interesse per le Nuove Divinità che soppianteranno quelle attuali, ormai obsolete nella nuova configurazione della tecnologia, della società e dell'uomo.
Le storie dei tre protagonisti (il mercenario, la gallerista e il cowboy della rete alle prime armi), apparentemente diverse, sono ricche di azione e di misteri che verranno svelati in maniera provvidenziale (e non è un caso) soltanto nelle ultimissime pagine quando si intrecceranno, risolvendo la trama. Da leggere.
Sembra strano ma a chi non piace il Cyberpunk potrebbe piacere Gibson.
 
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