12 Gennaio 2014, 00:06:46Commento scritto da and
Voto: 7.50
Anche questo terzo e conclusivo titolo si mantiene sui buoni livelli dei precedenti, anche se questa trilogia di Shaw mi ha leggermente deluso dopo avere letto 'Altri giorni e altri occhi' e 'Quando i neutri emergono dalla terra' che ho trovato entrambi eccezionali.
 
14 Novembre 2012, 10:39:36Commento scritto da wawawa
Voto: 7.50
Forse leggermente meglio del secondo soprattutto grazie alle ultime pagine che chiudono stupendamente la trilogia.
Il primo libro però resta il migliore in quanto ad idee e storia.
 
28 Gennaio 2012, 14:48:24Commento scritto da Free Will
Voto: 8.50

Il terzo romanzo del ciclo di Mondo e Sopramondo (dopo "Sfida al cielo" - Urania 1053 e "Attacco al cielo" - Urania 1085) è decisamente il migliore da tutti i punti di vista.
La storia è, come al solito, molto appassionante, ed occorre rilevare che gli eventi fantastici (strani alieni, pianeti "sparati" istantaneamente verso altre galassie, ecc.) sono paradossalmente più credibili delle descrizioni inverosimili sugli abitanti dei due mondi e sulla loro tecnologia.
Addirittura l'autore sembra quasi cercare di mettere una pezza alle idee dei primi due libri, accennando a piccole giustificazioni pseudo-scientifiche, ma soprattutto spostando l'attenzione su avvenimenti molto più potenti e carichi di implicazioni. A questo proposito vale per tutti lo strepitoso finale, che avrebbe meritato un seguito.
Per fortuna, questa volta la traduzione è stata affidata a Giorgio Pagliaro che, pur con molte imperfezioni, usa per lo meno un linguaggio più moderno di quello terribile degli altri due.
 
20 Dicembre 2011, 19:01:21Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.00
Bob Shaw incorre nello stesso tipo di "errore" su cui era naufragato anche Jack Vance con la sua trilogia del mondo di Durdane: il continuo spostare l'attenzione "altrove", come se non bastassero le meraviglie naturali congenite del suo geniale sistema di mondi gemelli, finisce per rovinare le premesse da saga-capolavoro del primo volume.
Il continuo mettere nuovi ingredienti alla sua pietanza la rende troppo ricca al punto che non se ne percepisce più l'ottimo gusto: spezia dopo spezia il sapore cambia ed alla fine ci si ritrova a chiedersi cosa si stia in effetti mangiando.
Ma mentre il ciclo di Vance finisce per sfociare nel grottesco e nel noioso senza alcuna scusante, Shaw ha il merito di perpetrare il suo piccolo "scempio" in modo molto più signorile al punto che non si riesce davvero a bocciare il suo ultimo capitolo, ma piuttosto si rimane un po' spaesati dalla pletora di eventi, razze aliene e scoperte che si susseguono a ritmo incessante per tutta la durata del libro, minandone la verosimiglianza e la credibilità.
Il finale tuttavia, con le palesi allusioni al mistero dei differenti continuum spazio-tempo, caratterizzati da diverse proprietà fisiche ed all'approdo di Sopramondo in quello che sembra in effetti un sistema solare a noi abbastanza noto, restituiscono in parte tutto il fascino e la magia che Shaw ci aveva regalato nel primo capitolo, a dimostrazione del fatto che non servono sempre i "fuochi d'artificio" per fare una buona storia, ma a volte sono sufficienti delle buone idee appena accennate.
In conclusione un buon romanzo anche questo, ma che purtroppo non rispetta (o rispetta solo in parte) le ottime premesse dei primi due romanzi.
 
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