31 Marzo 2014, 10:30:42Commento scritto da and
Voto: 8.00
Altro capolavoro di Brussolo, forse un pochino inferiore ai soldati di catrame, ma il suo stile mi fa impazzire (nel senso buono).
Le prime 50 pagine mi sembrava di leggere Ballard, e per me è un complimento.
Da leggere per tutti i motivi che ha elencato il Pullo.
 
07 Gennaio 2013, 14:36:56Commento scritto da attiliosfunel
Voto: 7.00
Non mi ricordo quasi niente del libro, se non che mi piacque (parlo di Ottobre 1987 o giù di lì) assai, e che notai immediatamente la marcata differenza col poco altro di sf americana che avevo letto finora. Per il resto sottoscrivo l'ottima recensione di Max.
 
07 Gennaio 2013, 13:06:01Commento scritto da maxpullo
Voto: 8.00
Grottesco, allucinante e disturbato, ma anche geniale, potente e visionario oltre l'incredibile; Brussolo, come del resto i suoi romanzi, si possono amare oppure odiare, ma giammai potranno lasciare indifferenti.
E' pressochè impossibile comprendere il significato o la chiave di lettura di questo romanzo, nel senso che probabilmente ce ne sono molteplici: possiamo leggerci una condanna della xenofobia o una denuncia dell'irresponsabilità di chi sfrutta scoperte e ritrovati pericolosi per il proprio tornaconto senza preoccuparsi degli effetti a lungo termine; possiamo considerarlo una distopia ecologista sugli effetti nefasti del predominio dell'uomo sulla natura e sulle terrificanti conseguenze della ribellione di quest'ultima quando sfugge al controllo; possiamo infine leggerci una parabola desolante dell'impotenza dell'uomo di fronte a fenomeni che non può comprendere o di fronte a sue creazioni che non riesce a gestire in maniera sicura.
Gli arlecchini (o Patchworks) sono da un lato come i dinosauri di Jurassic Park, anacronismi ambulanti destinati a sfuggire al controllo ed a creare morte e distruzione lungo il loro passaggio, seminando abissi e tracciando un ideale percorso per commemorare i loro dei in modo maestoso e terribile, ma dall'altro sono un anche monito all'incapacità umana di concepire la diversità e di riuscire a riunificare in una unicità biologica quello che la natura ha separato nel corso del tempo attraverso la formazione di diverse etnie in risposta agli stimoli dell'ambiente esterno.
E la loro particolare secrezione, sfruttata a fini commerciali (o peggio di "selezione sociale") è il vaso di Pandora che l'uomo si permette stupidamente di aprire, esponendosi ad una reazione tremenda da parte della natura, una reazione destinata a conseguenze che non è possibile prevedere o calcolare.
Come tutti i libri di Brussolo, anche questo non ha un vero e proprio termine: la rotta è tracciata, la catastrofe si avvicina, il lettore ha tutti gli elementi per poter capire da solo cosa sta per succedere, ma Brussolo non scrive una sola riga più del necessario e non è dato sapere se le previsioni si avvereranno.
Questo modo di fare può disorientare o peggio far arrabbiare, ma se ci si riflette bene, la capacità di dosare parole e descrizioni tagliando il superfluo è un sintomo di perfezionismo non di trascuratezza: le immagini che questo romanzo evoca sono talmente potenti che non gli servono altre parole per ottenere l'effetto voluto.
Per me è un capolavoro
 
28 Ottobre 2012, 09:18:37Commento scritto da Dart Fener
Voto: 6.00
Dopo un inizio promettente, caratterizzato da idee intriganti, si perde e non poco. Sufficienza rosicata.
 
20 Aprile 2006, 22:11:39Commento scritto da cat
Voto: 9.00
Attenzione: sono di parte, e quindi forse non obiettivo. Mi piace moltissimo Brussolo e questo romanzo unisce una serie di invenzioni originalissime ad una trama che tiene fino alla fine ( fatto questo abbastanza insolito in Brussolo)
 
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