09 Novembre 2016, 12:26:38Commento scritto da remotino
Voto: 6.50
Di fantascenza ce n'è poca. La storia che di persè è del tipo surreale e abbastanza e fuori dal comune. La storia di persè è interessante in quanto il protagonista si ritrova nella storia stessa senza poter far nulla contro lo svolgimento del romanzo vorrebbe ribellarsi ma nulla può contro il ticchettio della macchina da scivere e dell'autore.
 
15 Luglio 2015, 17:57:30Commento scritto da astrologo
Voto: 6.00
Uno scrittore scrive ed inventa. Un amico diventa l'eroe della trama e si trova proiettato all'interno del libro.....un esercizio di fantascienza alternativa non del tutto riuscito.
 
30 Giugno 2009, 08:33:57Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.50
Già con "Le quattro ore di Satana" Ron Hubbard aveva proposto una vicenda molto strana e onirica, ma con questo libro si è davvero superato. Tuttavia, mentre lì il mistero delle sovrannaturali esperienze del protagonista era incentrato sulle quattro ore che egli aveva inspiegabilmente perduto, qui non c'è davvero nulla nè di misterioso nè di sovrannaturale: semplicemente il protagonista si trova a vivere una vicenda che ha del surreale, intrappolato nella trama di un libro di un suo amico scrittore che lo vede imprigionato nei panni dell'antagonista dell'eroe del suo romanzo e dunque quasi sicuramente destinato ad una drammatica fine.
L'indiscutibile ticchettio della macchina da scrivere, che sembra provenire dalle nubi e che solo lui può udire, accompagna i momenti di "assenza" di Mike De Wolf, quei momenti cioè in cui egli, nei panni del personaggio del romanzo, non ha facoltà decisionali e, come in una sorta di incubo ad occhi aperti è costretto a vivere passivamente ciò che l'autore sta scrivendo. Ma, fortunatamente, ogni tanto lo scrittore si concede delle pause, ed è in questi momenti di libertà, che Mike, resosi conto della situazione, tenta in tutti i modi di scongiurare il suo tremendo destino.
Il finale sarà forse un pochino scontato, ma è anche l'unico possibile finale ipotizzabile per una vicenda surreale come questa e non è affatto deludente: al contrario, esso rende il romanzo assai più gustoso e divertente, sicuramente molto migliore di quanto avrebbe potuto fare qualunque ipotetico escamotage fantascientifico/sovrannaturale.
E' un libro assultamente unico e fuori dal comune che, senza effetti speciali e trovate sorprendenti, si lascia gustare dall'inizio alla fine, divertendo ed appassionando il lettore che vive, istante dopo istante, il dramma di Mike, imprigionato in un universo in cui le leggi del libero arbitrio sono vere solo parzialmente, in cui è possibile che il sole si fermi in cielo nello stesso punto per ore ed ore senza che il tempo passi, in cui si passa dall'alba al tramonto nel giro di pochi istanti ed in cui è possibile che i personaggi, tutti a loro insaputa tranne il povero Mike, si trovino a rivivere più volte la stessa vicenda ma con esiti diversi, un universo impazzito e soggetto tanto ai marchiani errori di ambientazione di uno scrittore poco informato sui dettagli dell'epoca che descrive, quanto ai suoi repentini ripensamenti sulla trama e sui destini dei suoi personaggi.
Un libro che è un classico senza tempo, che si legge oggi come 50 anni fa e che vi consiglio di leggere appena ne avete il tempo.
 
Utenti cui piace il libro
Utenti cui non piace il libro