27 Marzo 2018, 18:08:15Commento scritto da capricorno52
Voto: 7.50
Una scorrevole lettura  , semplice  , leggera , la trama pur limitata e datata,  il libro è del 1951, è ben rappresentata , le ambientazioni sono ancora scientificamente reali e plausibili , mi riferisco al  viaggio Terra  Marte  , il ruolo dei satelliti marziali ,  le possibili soluzioni all’ ambientamento dell’ uomo su Marte , la vita quotidiana sotto le cupole  dei “coloni” per lo piu’ scienziati.  Avendo letto altre opere del medesimo scrittore  non considero questo il miglior libro di Clarke , ma , l’autore, riesce a tratteggiare con sobrietà e leggerezza  ambienti situazioni e personaggi anche nelle loro iterazioni sentimentali parliamo di Gibson, Jimmy , Irene e Hadfield e poi…. Eclatante  , anche se poco plausibile , l’entrata in scena di Quiicc un vero piccolo e simpatico “marziano” , generato a sostegno della trama, da  un colpo di fantasia e di ironia dell’ autore.
Ho maturato un grande interesse per Marte , sicuramente influenzato dai “media “, ed in questi ultimi due anni  mi sono ripromesso di leggere , per quanto possibile, opere di fantascienza a riguardo,  “Le sabbie di Marte” fanno parte dell’ elenco ancora incompleto di letture , in tanti anni non ero riuscito a leggere a leggere il numero 1 di Urania  ma ora appena finito di leggere , sono soddisfatto, anche se è meglio visto il genere in continua evoluzione,  leggere i libri il piu’ vicino possibile al periodo in cui sono pubblicati.
Da leggere anche per i valore storico per gli appassionati del genere.
 
21 Aprile 2016, 21:51:05Commento scritto da astrologo
Voto: 6.00
Riletto dopo tantissimi anni, in questa nuova edizione. Non me lo ricordavo assolutamente, e fui costretto a darlo via perché, avendo comprato un mini-appartamento per me e la mia famiglia attuale, di qualcosa dovevo disfarmi. Poi c'è stato un lunghissimo periodo in cui non avevo più letto Urania. Nell'analisi dell'ospite del senatore Horton c'è la genesi del ritrovo di Urania, che, purtroppo stà per finire, data la reiterata insistenza a pubblicare solo romanzi anglosassoni e fondi di magazzino.
Riletto, il libro mostra la corda, anche se, chiaramente è un opera giovanile di Clarke. Non c'è pathos, lo svolgimento è semplice , la trama inconsistente. Libro noioso, anche se infarinato di termini scientifici comprensibili. Il supposto marziano sembra un cagnolino o un gattino. Sarebbe da voto negativo, ma, essendo il 1° romanzo di questa collana unica nel suo genere in Europa (meditate Uraniofili) gli do una sofferta sufficienza.
 
19 Febbraio 2016, 19:41:44Commento scritto da cat
Voto: 6.00
Probabilmente avessi letto questo libro 50 anni fa ne avrei riportato  altro giudizio.
Quello attuale è di un romanzetto molto superficiale, con risvolti da romanzo rosa e dove i marziani sono figure ridicole, al limite del patetico.
La sufficienza solo per il valore storico dell'opera.
 
05 Febbraio 2016, 09:21:29Commento scritto da Rocheta
Voto: 7.00
Clarke riesce sempre ad essere plausibile quando svolge la trama di un romanzo e nonostante siano passati diversi anni dalla stesura, la storia risulta ancora sufficientemente interessante. Il mio giudizio riguarda solo il romanzo e non è  influenzato dal significato che può avere, per ogni appassionato di fantascienza, questo mitico primo numero di Urania, che ho appena finito di leggere per la prima volta nella versione rombo, per non rovinare l’originale
 
19 Dicembre 2015, 15:56:48Commento scritto da Free Will
Voto: 8.00
Questo non è certo il miglior libro di Clarke, però è tassativo leggerlo almeno una volta, per due motivi: Clarke era e resta uno dei maggiori scrittori di FS di tutti i tempi (secondo forse solo ad Asimov, e comunque nella top 5); e poi si tratta del romanzo con cui Urania, la nostra amata (e purtroppo in declino verso la scomparsa inevitabile) collana, esordì nel lontano 1952 (prima che io cominciassi a camminare). C'è da dire che è molto corto e, forse vuol dire che è stato molto tagliato. Ma non importa perché, in effetti, accade ben poco in questa piccola avventura. Però il bello è che quel poco che accade è strepitoso, perché l'autore immagina il pianeta Marte, non esattamente come è realmente, ma andandoci vicinissimo. Bisogna pensare che altri scrittori che hanno descritto Marte prima e dopo di lui (perfino dopo un decennio, quando se ne sapeva molto di più) hanno scritto delle grandissime cavolate, mentre Clarke rimane sul più che verosimile e l'aspetto "scientifico" è il massimo che si potesse immaginare a quel tempo. Per certi versi è perfino profetico, un po' come accade ai grandi scrittori, come per esempio Heinlein.
L'unico aspetto un po' troppo fantasioso (almeno per ora) è stato immaginare la presenza della vita sul pianeta rosso. Però proprio qui c'è il colpo di scena che solo un grande maestro può escogitare: la vita è ridotta ai minimi termini, ossia pochissime unità di animali (intelligenti?) e rarissime piante che in qualche modo li sostentano, fornendo loro l'ossigeno non (più?) presente sul pianeta. Per questo motivo anche dopo anni dalla prima piccola colonizzazione umana sotto le cupole, nessuno si era accorto di tale presenza, ed è solo per caso e per la curiosità del personaggio principale che si arriva alla scoperta. E allora sorge spontanea la domanda: anche dopo anni che abbiamo mandato lassù delle sonde e dei veicoli robotizzati che hanno girato qua e la, abbiamo visto davvero tutto???
Peccato per aver lasciato la traduzione originale della pessima Maria Gallone. E' abbastanza interessante la biografia in coda al romanzo, anche se decisamente pleonastica per qualunque lettore di FS (a meno che questo non sia il primo libro in assoluto che legge).  
 
21 Novembre 2015, 14:46:55Commento scritto da doge
Voto: 8.00
Bel libro,storia dell'inizio della colonizzazione di Marte come ai bei vecchi tempi..grossi cupoloni per trattenere l'atmosfera e l'inizio dei problemi di 'cooperazione' Terra/Marte;a questo si aggiunge la scoperta dei 'marziani',ben diversi da quel che di solito si vede però!Marte sopravviverà come nuovo pianeta/casa degli esseri umani o la sua storia di colonizzazione è destinata a fallire?..dipende..anche dai marziani!:-)Voto:8
 
18 Novembre 2015, 09:10:58Commento scritto da nickel
Voto: 6.50
Diciamo che non è il romanzo di Clarke che mi è piaciuto di più.
 
23 Agosto 2015, 18:14:13Commento scritto da bibliotecario
Voto: 6.00
Alla fine, alla quinta ristampa di mamma Mondadori, mi sono deciso a leggere il capostipite della madre di tutte le collane di FS; e come mi aspettavo non mi è piaciuto. Forse agli occhi di un lettore del 1951 l'effetto sarà stato diverso, ma letto oggi…. sufficienza obbligata per il valore simbolico del testo non certo per la banalità del contenuto.
 
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