13 Settembre 2015, 21:43:51Commento scritto da maxpullo
Voto: 7.50
Un romanzo davvero molto bello, scritto da un autore che mi ritrovo ad apprezzare di nuovo dopo diversi anni dalla lettura de "La città degli Aztechi": evidentemente Harrison è nelle mie corde, soprattutto per il suo modo di scrivere e di riuscire a suscitare suspense nel lettore.
La storia non è affatto banale e pone in evidenza il difficile ruolo degli scienziati, impegnati da un lato a tentare di svelare i segreti della natura e dall'altro a cercare di risolvere il problema dell'utilizzo "etico" delle loro scoperte. Tutta la trama ruota attorno a questo difficile argomento e, pur se arriva a conclusioni abbastanza pessimistiche, lascia aperto più di uno spiraglio di speranza per il futuro dell'umanità.
I personaggi che animano la vicenda sono molto ben delineati anche se talvolta non privi di una certa "stereotipia"; non mancano, poi, i colpi di scena e l'elemento umano finisce quasi per prevalere su quello più propriamente fanta-scientifico che pure è assai ben curato. La spiegazione dell'effetto "Daleth", infatti, è vaga e semplicistica quanto basta per permettere all'autore di non divagare in tecnicismi inutili e di cavarsela senza addentrarsi troppo in un terreno difficile, ma è anche, al contempo, convincente e plausibile quanto basta per conquistare il lettore sin dall'inizio, permettendogli di apprezzare il resto della storia.
Insomma, l'ho trovato davvero un buonissimo libro e la valutazione è di conseguenza.
 
17 Novembre 2013, 13:16:30Commento scritto da Fantobelix
Voto: 6.50
Una spy story non cruenta, a sfondo fantascientifico, che ci fa vivere l'avvio di una nuova imaginifica era spaziale, scaturita dall'intuito geniale di un fisico danese-israeliano.
Il libro segue una traccia lineare alla ricerca di un uso corretto e consapevole della scienza, rivelando l'ingenuità e la velleità di ogni tentativo di imbrigliare il sapere scientifico, a qualsiasi fine, anche il più nobile, nella culla della civiltà.
L'uomo moderno non è ancora pronto ad un uso universale della scienza, ma il finale lascia aperta una timida speranza di miglioramento all'umanità.
Forse un pò prolissa la prima parte, utile più che alla storia a far amare i personaggi, in fondo tutti positivi, ad eccezione di chi incarna il potere costituito,
Unica stonatura, benché marginale, è una hostess di troppo, totalmente avulsa dal contesto e dal ruolo iconoclasta nei confronti di uno degli eroi: stona con la serenità di fondo che sostanzialmente pervade il romanzo e ne è la cifra dominante.
Piacevole e godibile, non troppo impegnativo.
 
08 Settembre 2009, 00:28:43Commento scritto da Glystra
Voto: 7.50
una storia fantastica in un mondo fin troppo reale immerso nella realtà della guerra fredda. esito non scontato che pone interrogativi sulla libertà della scienza e sulla banalità della stupidità umana.
 
03 Agosto 2009, 09:19:22Commento scritto da Darkyo
Voto: 7.00
Gli scienziati sono responsabili dell'uso (distorto) che si fa delle loro scoperte e invenzioni, oppure tale responsabilità è della politica, della burocrazia e, più in generale, del lato egoistico dell'Uomo? Con un intreccio semplice ma avvincente e una carrellata di personaggi complessi e ben definiti, Harrison cerca di dare una risposta a questo interrogativo - una risposta ambigua e sconsolata, che risente del clima da Guerra Fredda. Forse si insiste troppo sulle riflessioni dei protagonisti, ma le vivide trovate fantascientifiche rendono il romanzo divertente da leggere.
 
26 Aprile 2005, 10:22:08Commento scritto da Stormbringer
Voto: 7.00
Piacevole libro, ti accompagna dolcemente in un bel sogno, intreccio che non lascia supporre cosa ci sia sotto.
 
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