Area Sito

 
Urania

Cambia Area DB:

» HELP HomePage «
» Forum
» Cerca
 
  

Database

 
» Database Collane UM
» Novità
» Wanted !!!
» Scambio/Vendita
» La Compagnia del Ciclo
» Giudizi/Commenti
» Libreria Virtuale
 
  

Utenti OnLine

 
victory Vedi il profilo utente Amico di Urania Mania
npano Vedi il profilo utente Amico di Urania Mania
Mr.Chicago Vedi il profilo utente 
Visitatore Visitatori(43)
 
  

Classifiche

 


 
  

URANIA Mondadori

 

 
  

Le figlie di URANIA

 

 
  

Ricerca Libri

 
Inserisci i dati:

Numero:        
Titolo:        
Tit.Orig.:        
Autore:        
Editore:        
Trama:        
Relazione:

 
  

Links Urania

 

 
  

Contatti

 
Amici di UraniaMania
Lo Staff di
Urania Mania
 
  
 

Biblioteca Adelphi - Adelphi

Vai in fondo alla pagina
 
 
Codice:50725
 
Piace a 0 utenti
Non piace a 0 utenti
Media: 0.00
 
N.:   483
Gormenghast
Mervyn PEAKE
     Traduzione: Roberto SERRAI
     Copertina: Victor HUGO
 
Data:   Ottobre 2005 ISBN:    8845920232
Tit.Orig.:   Gormenghast, 1950
Note:  
 
Genere:   Libri->Fantasy
 
Categoria:   FANTASTICO Rilegatura:   Brossura con sovraccoperta
Tipologia:   Principali Dimensioni:   140 x 220
Contenuto:   Romanzo  Nr pagg.:   600
 
 
  Ultima modifica scheda: Stilgar 15/10/2012-14:56:09
 
   
 

Vai in fondo alla pagina
 
 
Tito ha sette anni. I suoi confini sono quelli di Gormenghast. Ne sugge le ombre come latte; lo svezza, per così dire, il garbuglio dei rituali: alle sue orecchie si offrono echi, agli occhi un labirinto di pietra: eppure ha dell'altro in corpo - ben altro che un lascito d'ombra. Perché prima di tutto, e pur sempre, è un bambino.
Un nuovo rituale, invincibile più di quanti ne abbia escogitati l'uomo, lotta contro il buio indolente. Un rituale del sangue; del sangue impetuoso. Per questi accessi di senso Tito non deve nulla ai suoi antenati, ma alle moltitudini irresponsabili, legione dopo legione, della fanciullezza del mondo. Il dono del sangue vivo. Del sangue che se la dottrina bofonchia «Piangi!» le ride in faccia. Del sangue che se le leggi ammuffite rantolano «Gioisci!» si veste a lutto. Oh, minuscola rivoluzione tra le ombre immense!
Tito il settantasettesimo. Erede di una montagna che si sgretola: di un mare d'ortiche: di un impero di ruggine rossa: di percorsi rituali, scavati nella pietra fino alle caviglie. Gormenghast.
In disparte, in disgrazia, cova nell'ombra; le mura immemoriali; le torri, le spianate. È davvero tutto in rovina? No. Un venticello soffia per i viali di guglie; un uccello cinguetta; un rivo si scosta dal fiume stagnante. Una mano di bambola stretta in un pugno di pietra si divincola, ardente e ribelle contro il palmo senza vita. Un'ombra si allunga. Un ragno muove le zampe…
E il buio si insinua tra i personaggi.