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Galassia - La Tribuna - Scritta Galassia larga

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Codice:2849
 
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Media: 7.50
 
N.:   34
Settore Generale
James WHITE
     Traduzione: Lella POLLINI
     Copertina: Duccio ALESSANDRI
 
Data:   15 Ottobre 1963 ISBN:    non presente
Tit.Orig.:   Hospital Station, 1962
Note:  
 
Genere:   Libri->Fantascienza
 
Categoria:   FANTASTICO Rilegatura:   Brossura
Tipologia:   Principali Dimensioni:   124 x 184
Contenuto:   Romanzo  Nr pagg.:   160
 
 
  Ultima modifica scheda: Tony Lee 14/11/2015-17:16:18
 
   
 

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Cari amici, anche questa è fatta. il primo volume ufficiale dello Science Fiction Book Club è varato e mi auguro che vi piaccia. Ray Bradbury, l'affascinante eretico della science-fiction, il maestro indiscusso della science-fantasy, disertava il pubblico italiano specializzato da tempo immemorabile (a parte il racconto apparso qualche mese fa su Galaxy, ma in questo caso il merito era di Fred Pohl), tanto che altri editori si davano alle ristampe. Naturalmente, era arrivato il momento di dire energicamente "basta!" al gentilissimo Ray e di indurlo a fare onorevole ammenda cedendo per un'edizione italiana la sua più famosa raccolta di racconti, A medicine for melancholy, che è diventata appunto La fine del principio. Per la verità, Bradbury ha accettato con molto entusiasmo l'imposizione e mi ha semplificato grandemente il compito, dichiarandosi felicissimo di poter offrire un suo libro ai suoi ammiratori del paese che (come lui stesso ha scritto), ha dato i natali al creatore della Gioconda, il cui sorriso è stato appunto da Bradbury trasformato nei fulcro ideale d'un racconto che è uno dei gioielli de La fine del principio. Per i devoti fans di Bradbury, questo volume rappresenterà in un certo senso una sorpresa rispetto alla sua produzione conosciuta fino ad oggi in Italia: a parte qualche esempio allucinante (Delirio, Il dragone, per citarne qualcuno), questa raccolta presenta in tutta la sua completezza un aspetto meno noto ma non per questo meno importante di questo autore: non più creatore di racconti "neri", perversi e angosciosi, ma di quadri delicatissimi, aerei e scintillanti, arricchiti di preziose sfumatura di poesia barocca, che senza dubbio rappresentano alcune tra le vette più alte della science-fantasy, un genere che all'estero è considerato un ramo molto prossimo, ma anche nettamente distinto, rispetto alla science-fiction, e che in Italia, per un equivoco che risale proprio alle origini dell'importazione fantascientifica, viene quasi regolarmente confuso con il filone principale, in realtà più ortodosso e meno fantastico. Spero che questo ritorno di Bradbury sia gradito a tutti voi: era giusto, in fondo, che lo SFBC inaugurasse la sua attività con un volume eccezionale, recuperando un autore richiestissimo e purtroppo assente da molto tempo. Spero che questo primo volume vi dia anche un'idea chiara dell'indirizzo che intendo imprimere alla collana: che non sarà affatto una specie di succursale di Galaxy e di Galassia, ma la vetrina in cui verranno offerti autori ormai dati per irrecuperabili anche dai più ostinati... inseguitori, sostanziose antologie di celebri science-fictioneers e romanzi salutati dalla critica, nei loro paesi di origine, come avvenimenti straordinari. Posso assicurarvi che mi sono data da fare e che ho fatto sgobbare i miei amici più preziosi e influenti di due continenti per assicurarmi materiale sufficiente a coprire, fin d'ora, un lungo periodo di attività dello SFBC. Non posso anticiparvi tutto, perché sciuperei le sorprese che verranno realizzate di volta in volta. Scusatemi se debbo lasciarvi con un po' di curiosità... ma se pensate che La fine del principio costituisca una buona garanzia per l'avvenire, mi auguro che vi fiderete di me: e, più che di me, dei miei amici e collaboratori che hanno un'esperienza ed una competenza ben superiore alla mia. Vedete, è il caso di dirvi onestamente che competenti di science-fiction non si nasce. Non ci si può svegliare una mattina e dire «bene, da oggi io faccio l'esperto di sf ». L'unica soluzione, per potersi occupare di sf con la speranza di cavarsela, è andare un po' a scuola, scegliendosi come maestri autori e specialisti con esperienze ventennali o trentennali alle spalle. Ai tempi in cui combinavo romanzetti firmandoli spesso con il nome del mio cane (il mio cane protestava, diceva, a ragione, che lui avrebbe saputo fare di meglio), avevo anch'io, come parecchi miei colleghi indigeni, la ferma convinzione di sapere tutto sulla sf. Poi, quando ho cominciato ad occuparmene sistematicamente, mi sono accorta che avevo ancora una quantità di cose da scoprire, così ho deciso di cominciare ad imparare sul serio da chi ne sapeva più di me. Il mio metodo è tuttora in vigore, e forse è un bene, perché in questo modo posso valermi di consulenti che si chiamano Carnell, Asimov, Pohl, Aldiss, Harrison, Ernsting, Simak, per l'attività dello SFBC: una specie di gestalt, che, mi auguro, riuscirà ad incontrare la vostra costante approvazione. Avete richiesto e ricevuto il Bollettino dello SFBC? Vi consiglio di non lasciarvi sfuggire l'occasione: non è solo un notiziario, ma contiene anche racconti (nel primo numero: Il dono di Ray Bradbury), e articoli critici (sempre nel primo numero: Fantascienza e sociologia, che Franco Valobra, condirettore di Cinema Domani e collaboratore abituale de Le Ore, ha scritto apposta per voi). E adesso che ho finito di fare pubblicità allo SFBC, passo a Galassia: conoscete già il dottor Conway e il maggiore O' Mara: ma non conoscete ancora il dottore Prilicla, un bell'insettone empatico e servizievole che è il nuovo assistente dell'irrequieto Conway: eccovi l'occasione per rimediare a questa... lacuna. In questo numero, poi, riprendendo il discorso sugli italiani iniziato nel numero di febbraio con la presentazione dei racconti di Canal e di Malaguti e subito interrotto forzatamente per mancanza di spazio, posso farvi conoscere un po' meglio uno dei nostri migliori autori, Ugo Malaguti, che proprio con questo Toreador, diede, per la prima volta, la misura delle sue qualità di specialista della tematica sociologica, quelle qualità che gli hanno conquistato l'approvazione di esperti non soltanto italiani ma anche stranieri. E Galassia di novembre? Vi sarà l'esordio, come romanziere "in proprio", di Randall Garrett, che conoscete già come collaboratore di Robert Silverberg. Se volete sapere qualcosa di più su Il robot minorenne, abbiate pazienza un mesetto... Roberta Rambelli