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Galassia - La Tribuna - Scritta Galassia larga

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Codice:2847
 
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Media: 7.50
 
N.:   32
Stazione Ospedale
James WHITE
     Traduzione: Lella POLLINI
     Copertina: Duccio ALESSANDRI
 
Data:   15 Agosto 1963 ISBN:    non presente
Tit.Orig.:   Hospital Station, 1962
Note:  
 
Genere:   Libri->Fantascienza
 
Categoria:   FANTASTICO Rilegatura:   Brossura
Tipologia:   Principali Dimensioni:   124 x 184
Contenuto:   Romanzo  Nr pagg.:   160
 
 
  Ultima modifica scheda: Tony Lee 14/11/2015-12:13:15
 
   
 

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Cari amici, oggi voglio raccontarvi la storia di Hospital Station: è abbastanza movimentata perché ne valga la pena. Dunque, qualche mese fa Ted Carnell, che ha lanciato autori come Jim Ballard e Brian Aldiss, mi segnala Hospital Station di James White, la terza delle sue grandi scoperte. Mi aveva appena fatto leggere Base per negoziati, di Aldiss, Informandomi che nessun editore americano aveva osato pubblicarlo per la scabrosità — e la plausibiità — della situazione politica esposta; e a me, anche se il finale non era audace quanto l'impianto generale del romanzetto, era piaciuto moltissimo, proprio per la violenza della satira; inoltre, siccome non sono nata, purtroppo, con la Suprema Conoscenza Fantascientifica infusa nel cervello per volontà di Zeus, cerco di rimediare imparando da chi ne sa più di me. Così, mi affretto a leggere diligentemente il romanzo di White. E, appena l'ho finito, scrivo immediatamente a Carnell: «Voglio i diritti, prego, e alla svelta ». Ted Carnell mi risponde che lui sarebbe felicissimo, poiché Hospital Station è il capolavoro di White, un autore ancora sconosciuto In Italia, ma teme che il romanzo in questione sia opzionato da qualche parte (il linguaggio e la politica editoriale, credetemi, non hanno niente da invidiare alle complicazioni della diplomazia). Però, se White mi ha fatto proprio colpo, è felice di assicurarmi i diritti di Second ending, dello stesso autore, che è libero come l'aria. Mi leggo Second ending: non è Hospital Station, ma è pur sempre un romanzo rispettabile. «All right, mr. Carnell, mandi il contratto ». «All right, mrs. Rambelli, lo faccio firmare a mr. White e lo spedisco ». Ma due giomi dopo, il servizio di controspionaggio mi informa che Second ending è stato passato a un traduttore uraniano (e uscirà, poi, con il titolo Vita con gli automi). Partenza di una letterina pepata per l'Inghilterra: «Mr. White, are we doublecrossing?» (eufemismo inglese equivalente a: «Ma mi crede proprio scema?»). Entra in azione il costernato Carnell, il quale giura sull'innocenza di White, che ha firmato il contratto per Galassia. Volo di lettere dall'Italia all'Inghilterra, agli Stati Uniti, dove finalmente si scopre la verità. La rivista Amazing Stories, che ha pubblicato a puntate Second Ending ed è pertanto in possesso dei first serial rates (una formula più misteriosa ed efficace d'una preghiera dell'egizio Libro dei Morti), ha rivenduto i diritti a chi le è piaciuto — il che era nei suoi diritti — senza neanche informare l'autore — il che non era proprio un esempio monumentale di correttezza. Ad ogni modo, ci guadagno ancora io, anche se ormai White non è più una primizia per l'Italia: infatti Carnell e White, affetti da un prezioso complesso di colpa nonostante la loro provata innocenza, si guardano intorno per una settimana, poi mi annunciano che adesso Hospital Station è libero, e se lo voglio... Naturalmente li perdono con molta magnanimità e annetto il romanzo. Poi, siccome è molto lungo ed è costituito da episodi indipendenti, per non mutilarlo lo divido in due, dietro consiglio di Carnell e consenso di White. Ed eccovi Stazione ospedale, la prima rata. Settore generale, la seconda, è prevista per ottobre. Adesso la tragicommedia è finita e tocca a voi, cari amici, giudicare se valeva la pena di tutto questo sconquasso. Secondo me, sì. White non avrà la potenza gotica dei suoi più famosi compagni della « giovane guardia britannica », Aldiss e Ballard, ma è spesso più divertente e dotato d'una immaginazione più fresca. Il pupo hudlariano, che bisogna sfamare spruzzandolo di cibo e vezzeggiare prendendolo a calci; il gestalt telfi, che si nutre di radiazioni dure; il coccodrillo di Chalderescol II, lungo dodici metri, malato immaginario e mitomane; il medico VUXG, che quando è preoccupato mangia i tavoli senza accorgersene; il neobrontosauro Emily, per il quale è stata dispendiosamente adattata un'astronave intera, costituiscono una delle più straordinarie gallerie di ritratti extraterrestri della science-fiction; e White, in questo romanzo, da una nuova vita alla fantascienza tecnologica, da qualche anno trascurata dai grandi autori occidentali a favore soprattutto della sf sociologica, e trasformata, dagli autori orientali minori, in una noiosa variante della divulgazione scientifica mescolata all'avventura. Buone vacanze e appuntamento a settembre, con altre novità.