Area Sito

 
Urania

Cambia Area DB:

» HELP HomePage «
» Forum
» Cerca
 
  

Database

 
» Database Collane UM
» Autori
» Novità
» Wanted !!!
» Scambio/Vendita
» La Compagnia del Ciclo
» Giudizi/Commenti
» Libreria Virtuale
 
  

Utenti OnLine

 
Free Will Free Will 
maxborgo maxborgo 
Zia Marisa Zia Marisa 
Mr.Chicago Vedi il profilo utente 
Visitatore Visitatori(16)
 
  

Classifiche

 


 
  

URANIA Mondadori

 

 
  

Le figlie di URANIA

 

 
  

Ricerca Libri

 
Inserisci i dati:
Numero:
Titolo:
Tit.Orig.:
Autore:
Editore:
Trama:
Relazione:
 
  

Links Urania

 

 
  

Contatti

 
Amici di UraniaMania
Lo Staff di
Urania Mania
 
  
 

Urania - Mondadori - Costa rossa

Vai in fondo alla pagina
 
 
Codice:233
 
Piace a 1 utente
Non piace a 1 utente
Media: 6.00
 
N. Volume:   233
Titolo:   L'impossibile ritorno
Autore:   J. B. DEXTER (ps. di John Stephen GLASBY)
   Traduzione: Beata DELLA FRATTINA
   Copertina: Karel THOLE
 
Data Pubbl.:   3 Luglio 1960 ISBN:    non presente
Titolo Orig.:   The Time Kings, 1957
Note:  
 
Genere:   Libri->Fantascienza
 
Categoria:   FANTASTICO Rilegatura:   Brossura
Tipologia:   Principali Dimensioni:   140 x 200
Contenuto:   Romanzo  N. pagine:   128
 
 
  Ultima modifica scheda: mvent 14/06/2012-07:30:04
 
   
 

Vai in fondo alla pagina
 
 
La città stava bruciando, quella sera di pioggia in cui Paul Sanders vi ritornò dopo essere stato alla Centrale Atomica per controllare una inspiegabile dispersione di energia, e le strade erano percorse da strani sconosciuti urlanti che sembravano usciti da una fiaba crudele dei tempi andati. Difficile in quelle condizioni, per Paul Sanders e per chiunque altro al suo posto, convincersi di non essere improvvisamente impazzito, o di non essere in preda a un incubo. Ma il morto abbandonato in una pozzanghera era reale, reali le grida rauche degli uomini alti e luccicanti di metallo, reali le fiamme che divoravano la città, e la stretta brutale delle mani straniere che si impadronirono di Sanders e lo spinsero, insieme con altri scampati, verso l'allucinante cubo avvolto da un'aureola di luce. Un'astronave! Un'astronave quale soltanto una scienza e una tecnica enormemente progredite potevano aver concepito. E quella macchina, che il grande progresso terrestre non era ancora riuscito a realizzare, apparteneva ai barbari in cotta medioevale! Impossibile, assurdo, eppure vero. Ma da dove veniva?