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Codice:185
 
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Media: 4.75
 
N.:   185
Lo spazio è la mia patria
Lee CORREY
     Traduzione: Gemma BIANCHI
     Copertina: Luigi GARONZI
 
Data:   31 Agosto 1958 ISBN:    non presente
Tit.Orig.:   Rocket Man, 1955
Note:  
 
Genere:   Libri->Fantascienza
 
Categoria:   FANTASTICO Rilegatura:   Brossura
Tipologia:   Principali Dimensioni:   140 x 200
Contenuto:   Romanzo  Nr pagg.:   128
 
 
  Ultima modifica scheda: mvent 13/06/2012-17:45:41
 
   
 

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Satelliti artif√¨ciali, Sputnik, razzi a tre stadi,.. Def√¨nizioni nate in questa nostra epoca di progresso tecnico e scientifico. Red Stone, Atomgrad, Cape Canaveral, White Sands, Los Alamos... Nomi di localit√† pressoch√© sconosciute e improvvisamente balzate alla ribalta della cronaca, e che evocano complesse attrezzature, lucenti e snelle sagome di missili, figure di uomini rivestiti e incappucciati di complicate combinazioni. Spettacolo da fantascienza, si √® spinti a dire davanti a queste immagini. E ci√≤ prova sino a che punto la fantascienza stia diventando realt√†. L'autore del romanzo che vi presentiamo √® uno dei pi√Ļ apprezzati tecnici della base sperimentale americana di White Sands, nel Nuovo Messico, ed √® quindi con profonda conoscenza di causa che ci racconta la storia del giovane Tim Layard e dei suoi compagni. Ci viene persino l'idea che ci sia un pizzico di autobiografia nel racconto di Lee Correy, perlomeno nella parte iniziale. Alla luce degli ultimi avvenimenti in campo astronautico, la grande avventura che gli allievi della Scuola Superiore di Ingegneria di Las Cruces sono chiamati a vivere, assume un tono quasi documentario, anche per gli episodi decisamente avveniristici i quali si inseriscono, ben dosati, negli elementi reali del racconto, cos√¨ da dare al tutto un sapore di affascinante verit√†. Sulla conquista dello spazio, l'autore scrive: ¬ę... ormai non si tratta pi√Ļ di se o di come, ma √® solo questione di quando¬Ľ.