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    La Fantascienza e gli altri generi... => Urania Mondadori => Messaggio iniziato da: maxpullo il 08 Gennaio 2010, 11:10:07
	

Titolo: I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 08 Gennaio 2010, 11:10:07

[B][COLOR=#31859b]Un anno importante...[/COLOR][/B]

Il 2010 sarà un anno importante, non solo perchè tra due anni finisce tutto e quindi non ci si dovrà più preoccupare dello spazio in casa occupato dalle nuove collane o del TFR simpaticamente devoluto ad opere di bene, ma anche perchè sarà un anno ricco di impegni e di sfide.
Dopo due anni di articoletti e recensioni sento infatti di essere a un bivio (e, conoscendomi, quasi certamente imboccherò la strada sbagliata) e per dirla come il buon Carlo Verdone, "[I]o sfonno o m'abbrucio[/I]"... nel senso che, pur avendo ancora molto da raccontare e tante storie da presentare, inizio un po' a sentire il peso di questo cimento e, mentre gli scorsi anni buttavo giù un commento senza pensarci troppo, con irruenza ed entusiasmo, le ultime schede sono state un pochino più "ragionate"... sarà la vecchiaia? O forse sarà che questa rubrica, nata quasi per gioco, è diventata una sorta di diario di vita che racchiude ed al contempo cela le gioie e i dolori che si accompagnano al mio vivere quotidiano?
...
Bene!
Con questo angosciante e pesantissimo interrogativo, anche per quest'anno, ho esaurito la giusta dose di serietà che si conviene a questo appuntamento!
Diamo quindi fiato alle trombe, ci sia il consueto "Pullo di tamburi" che le cose da raccontare sono tante e se mai iniziamo mai finiremo!
A presto

Maxpullo

PS
Chi fosse interessato al "riassunto delle puntate precedenti" può dare una sbirciatina ai tre e-book che ho raccolto [URL=http://www.uraniamania.com/forum.php?board=6&action=display&threadid=4234]qui[/URL].
[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 08 Gennaio 2010, 11:54:19

[SIZE=4][B]Oltre la vita - parte seconda[/B][/SIZE]

Nella prima edizione della rubrica, in una scheda che ormai sarà stata sicuramente dimenticata (ma che se volete trovate [URL=http://www.uraniamania.com/forum.php?board=6&action=display&threadid=3156&start=45#msg24594]qui[/URL]), presentai il romanzo "[I]Fluke l'uomocane[/I]" di James Herbert, da sempre uno dei miei libri preferiti.
Uno dei motivi per cui amo quel libro, oltre alla storia narrata che è al contempo divertente e commovente, c'è il fatto che leggendolo si riesce anche ad avere chiara in mente l'immagine di quello che è forse il vero "senso della vita" e, pur senza avere alcuna certezza, si ha quasi la sensazione che l'autore sia riuscito ad avvicinarsi moltissimo al grande mistero dell'esistenza e della vita dopo la vita. Ben difficilmente, infatti, si riuscirà a trovare una storia in cui la spiegazione del creato e del suo scopo sia più semplice e più bella.
Nonostante il primato di Fluke non sia assolutamente in discussione, c'è, tuttavia, un altro romanzo che mi sento di accostargli e che, sebbene assai diverso per trama e per sviluppo dal capolavoro di Herbert, ci presenta un'altra convinciente immagine dell'aldilà.
Sto parlando di "[B]Poltergeist[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=948]940[/URL], romanzo firmato da James Kahn ma tratto da un soggetto cinematografico di Steven Spielberg da cui è stato realizzato il film omonimo per la regia di Tobe Hooper.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/948.jpg?ft=1252592295[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][TD]Nonostante l'ambientazione horror e la naturale classificazione del libro in questo genere, ho trovato che la storia contiene diversi elementi propri della fantascienza, come ad esempio quello dei piani paralleli di esistenza e delle altre dimensioni.
L'aldilà che ci presentano Steven Spielberg e James Kahn, infatti, non è un luogo sovrannaturale di premio o di tormento dell'anima dopo la vita terrena, ma bensì è una realtà diversa dalla nostra, un differente piano di esistenza in cui l'anima si trasferisce dopo la vita e che, in determinate condizioni, può avere dei punti di contatto con la nostra realtà, dando origine a fenomeni strani, affascinante e terribili allo stesso tempo.
La vera forza del libro è quella di non dare mai nulla per scontato: abbandonati i clichè e gli stereotipi dell'horror classico e delle storie di fantasmi senza capo nè coda, il libro si avventura coraggiosamente alla scoperta di una nuova dimensione, presentandoci fatti concreti, dati, immagini e sensazioni che hanno quasi il sapore della realtà scientifica e che ci permettono di sbirciare, con un occhio privilegiato, dietro una porta che normalmente dovrebbe essere chiusa.
Grazie a questo espediente, la storia si costruisce quasi da se, in modo molto naturale, celandosi dietro il dramma della bambina scomparsa e perduta nell'altra dimensione, senza bisogno di particolari effetti speciali nè di artifici narrativi elaborati.[/TD][/TR][/TABLE]
Non mancano le trovate originali, come ad esempio l'idea di sfruttare le onde radiotelevisive per comunicare con l'altra dimensione e certamente non mancano i momenti toccanti o spettacolari come quando nel salotto della casa si sentono lungo le pareti i passi della bambina che fugge spaventata, quasi a rivelare tangibilmente la realtà del contatto tra i due diversi piani di esistenza.
L'aldilà di Poltergeist, ricco di entità sovrannaturali, di mostri, di spiriti tormentati, ma anche illuminato da una misteriosa e salvifica luce bianca è ben lontano dall'avere quel senso di ordine e di serenità che ispira l'universo di Fluke, ma gli si accosta idealmente per la semplicità e la linearità della sua concezione, secondo un modello che nessun rasoio di Occam può ulteriormente ridurre.
Ed è proprio la semplicità della storia, senza fronzoli e senza spiegazioni ardite a far conservare intatto il fascino di questo libro anche a distanza di anni ed a farne senza alcun dubbio uno dei capolavori di sempre dell'horror fantascientifico.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 08 Gennaio 2010, 12:03:17

A suo modo, il 2010 sarà un anno importante anche perché vi cade il 50° anniversario di pubblicazione de "Il grande ritratto" (1960) di Dino Buzzati, l'unico suo romanzo interamente di fantascienza. Secondo me, anzi, il suo capolavoro.

Solo che è la sua unica opera non reperibile in commercio, se non frugando tra le librerie antiquarie: allora che senso ha recensire un libro impossibile da leggere?? Sigh. Mesi fa ho buttato lì in Mondadori l'ipotesi di ripubblicarlo, ma temo che abbia fatto l'effetto di una goliardata, invece era sul serio...


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 15 Gennaio 2010, 16:19:00

[COLOR=#953734][SIZE=4][B]Catastrofi: introduzione[/B][/SIZE][/COLOR]

Che si tratti di un miracolo o che si tratti invece di pura casualità, è impossibile negare che l'esistenza dell'uomo sulla Terra sia il risultato di una serie di circostanze e coincidenze abbastanza singolari ed uniche. Una serie di equilibri casuali o voluti da una entità onnipotente ha fatto si, ad esempio, che la Terra si trovasse alla giusta distanza da una enorme bomba all'idrogeno persa nel cosmo. Un'altra serie di circostanze ha fatto si che sul Pianeta ci fosse il giusto equilibrio di elementi chimici per garantire la presenza di una atmosfera in grado di schermare i devastanti effetti delle radiazioni di questa bomba. E si potrebbe proseguire ancora citando il fatto che il solido terreno che abbiamo ogni giorno sotto i piedi in realtà è una sottilissima crosta che scivola impercettibilmente (o quasi) su un letto di materiale infuocato. Messa così la cosa è facile comprendere perchè, nonostante un millenario progresso scientifico e tecnologico e nonostante una ostentata sicurezza nelle proprie capacità di dominare l'ambiente, l'uomo rimanga ancora sgomento, terrorizzato e spesse volte anche impotente, di fronte allo scatenarsi delle forze della natura.
Da sempre scrittori, poeti e filosofi hanno provato ad esprimere questo senso di inadeguatezza dell'uomo di fronte al creato ed il senso di pericolo latente che questo ispira, mentre gli scienziati tentavano vanamente di razionalizzare e studiare le colossali forze in gioco che garantiscono il delicato equilibrio che permette la nostra esistenza, ma nonostante gli scritti, le teorie e gli studi, ogni volta che c'è un terremoto, una inondazione o anche una semplice tromba marina, la paura si riaffaccia, mista stranamente ad una sorta di perverso magnetismo che ci porta a contemplare affascinati anche il fenomeno più spaventoso. Al proposito i romantici parlavano di senso del "sublime" intendendo con ciò il "fascino dell'orrendo" ovvero proprio quel misterioso impulso che ci spinge a guardare affascinati il mare in tempesta, un vulcano in eruzione o un tornado, anche se questi minacciano la nostra incolumità.
L'atavica [U]paura della catastrofe[/U] insita in ognuno di noi, la [U]volontà di razionalizzare[/U], studiare e comprendere i fenomeni che ci circondano ed [U]il senso del sublime[/U] ispirato dallo scatenarsi delle forze della natura si legano, infine, indissolubilmente all'[U]imperativo categorico della sopravvivenza[/U] ed è proprio da questo mix di quattro elementi fondamentali che ha la sua scaturigine uno dei filoni più ricchi ed interessanti di tutta la fantascienza, quello cosiddetto "catastrofico".
Nonostante gli elementi fondamentali siano bene individuati, tuttavia, è pressochè impossibile tentare una qualsivoglia classificazione dei romanzi all'interno di questo filone come pure decidere in modo univoco quali romanzi ascrivere ad esso e quali invece no: scopo di questa scheda sarà quindi quello di presentare una serie di libri che affrontano l'argomento "catastrofe", evidenziandone pregi e difetti, ma senza entrare in una analisi letteraria approfondita dei loro elementi caratteristici.
Altro elemento importante da sottolineare è la "[U]causa[/U]" della catastrofe, ovvero quel qualcosa che distrugge il delicato equilibrio chimico/fisico/geologico che permette la nostra esistenza: al proposito va detto subito che in questa scheda, verranno presentati esclusivamente quei romanzi per i quali la causa sia ascrivibile all'uomo (ad un suo esperimento), ad un fenomeno casuale indipendente da volontà umana o aliena oppure sia incognita. Non entreranno cioè in questa scheda tutti quei romanzi in cui la catastrofe sia di origine biologica (batteri, virus e pestilenze varie), meccanica (ribellione di macchine e/o robot) o aliena (invasioni extraterrestri e guerre di conquista).
Come ricordavo nel trailer il conto alla rovescia per il 21/12/2012 è iniziato, ma se ci volgiamo a guardare il passato ci accorgiamo che non c'è proprio niente di nuovo sotto il sole: anche nel Medioevo si guardava con terrore l'approssimarsi dell'anno Mille, e qualche anno fa si scatenarono le paure per l'avvento del secondo millennio o per il cosidetto "millenium bug". Sembra quasi che l'uomo, nonostante il suo cosidetto "progresso", abbia sempre bisogno di avere paura di qualche cosa: sarà la memoria razziale che evoca il ricordo catastrofi dimenticate e perdute nei millenni di esistenza della Terra (il diluvio universale, la scomparsa di Atlantide) o piuttosto sarà che non si sente del tutto tranquillo con la sua coscienza e teme che chi ha creato quel delicato equilibrio cui deve la propria esistenza torni indietro a modificare qualcosa?
La risposta ovviamente è nascosta dentro ognuno di noi: in attesa di conoscerla iniziamo ad esorcizzare un po' le nostre paure, con una rassegna di tutte le peggiori catastrofi che mente umana sia riuscita ad immaginare.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 15 Gennaio 2010, 16:56:37

[SIZE=4][B][COLOR=#953734]Catastrofi: il cantore delle[/COLOR][/B][/SIZE]

Una delle prime storie che presentai in questa rubrica (e precisamente [URL=http://www.uraniamania.com/forum.php/?board=6&action=display&threadid=3156&start=15#msg24216]qui[/URL]) fu "[I]Vento dal nulla[/I]" di James Graham Ballard, cruccio e dolore della mia vita collezionistica giovanile, nonchè da sempre portato da me come illustre esempio di un libro che non vale nulla. Gran parte dell'irritazione per questo classico della fantascienza mi derivò non solo dalla lunga attesa prima di poterlo leggere e delle enormi aspettative accumulate, ma anche dal finale ridicolo, con quel punto messo lì all'improvviso e la conseguente affannosa, vana ricerca di eventuali pagine mancanti.
Oggi ho la certezza che potrei anche apprezzarlo, un po' perchè leggo i libri con altro spirito e la mancanza di una spiegazione non è sempre una pregiudiziale se la trama è ben sviluppata, ma anche perchè mi è capitato di leggere assai di peggio e, addirittura, più di una volta mi è capitato di apprezzare a posteriori un libro che anni prima avevo stroncato, ma ugualmente desidero che l'eventuale processo di "riabilitazione" di "[I]Vento dal nulla[/I]" sia altrettanto lungo e faticoso di quanto lo fu la mia disperata ricerca di una sua copia.
Ma se questo libro è ancora oggi nella mia memoria come una delle più grandi nefandezze mai apparse nella collana, c'è tuttavia un altro romanzo di Ballard che da sempre gli fa da contrappunto e che considero una delle cose migliori mai pubblicate anche se non proprio un capolavoro.
Sto parlando di "[B]Deserto d'acqua[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=656]648[/URL], che, come doveroso tributo al cosidetto "cantore delle catastrofi", ho scelto di utilizzare per l'apertura di questa rassegna.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/656.jpg?ft=1252592287[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]La prosa di Ballard in questo romanzo ci guida sapientemente alla scoperta di un nuova dimensione di esistenza.
La catastrofe che ha colpito la Terra e l'ha resa una sconfinata serie di paludi assolate e di foreste pluviali è solo il pretesto per un libro che tenta di scavare a fondo nella psiche umana e di indagare sull'esistenza prima della nascita quando il feto nuota nel liquido amniotico nell'abbraccio del grembo materno allo stesso modo in cui le prime forme di vita nuotavano nelle paludi preistoriche.
I protagonisti del romanzo si dividono allora in due categorie: quelli che vogliono sopravvivere, lottano contro la catastrofe e tentano di ricostituire una qualche forma di civiltà e quelli che, invece, sentono nascere dentro di se il richiamo della palude, dell'acqua calda che li abbraccia e li protegge e che, attraverso il ricordo ancestrale della memoria di razza, li guida verso il sole vivo e pulsante del sud del mondo in una sorta di corsa folle verso un simbolico ricongiungimento con il grembo materno, ma, più verosimilmente, verso l'autodistruzione.
Un libro difficile ed insolito, ma anche affascinante.[/TD][/TR][/TABLE]
E' importante osservare come nel libro la catastrofe non sia il punto centrale della narrazione, ma, come accade spesso anche in altre trame, essa rappresenti piuttosto lo sfondo per l'azione dei personaggi, una sorta di ambiente di studio per analizzare la psicologia e le reazioni umane di fronte all'inevitabile.
Nel libro non ci sono eventi spettacolari e non c'è una lotta feroce contro la natura, ma si scorge piuttosto un placido abbandono ad essa, una sorta di sottomissione ad una entità più grande di cui i protagonisti riconoscono di far parte: in molti tratti più che un romanzo sembra quasi poesia e non si può non apprezzarlo.
Nonostante la sua singolarità rimane un classico intramontabile del genere.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 16 Gennaio 2010, 09:33:23

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=0#37295 date=1263570997]
[SIZE=4][B][COLOR=#953734]Catastrofi: il cantore delle[/COLOR][/B][/SIZE]
[/quote]

Il filone catastrofista è tra i più antichi e venerabili: "Le acque furono sempre più travolgenti sopra la terra e ricoprirono tutti i monti più alti che sono sotto il cielo. Le acque superarono in altezza di otto metri i monti che avevano ricoperto. Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini... Così fu cancellato ogni essere che era sulla terra: dagli uomini agli animali domestici, ai rettili e agli uccelli del cielo..."

Kadosh Barukhù, "Acqua alta a Venezia, e non solo", Urania Classici n. -10.000


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 22 Gennaio 2010, 07:12:24

[COLOR=#953734][SIZE=4][B]Catastrofi: quando la Terra si spacca - parte prima[/B][/SIZE][/COLOR]

Se James Graham Ballard, a torto o a ragione, viene universalmente considerato il capostipite del filone catastrofico o almeno uno dei suoi esponenti più di spicco e la sua celebre trilogia (Vento dal nulla, Terra Bruciata e Deserto d'acqua) gli vale il titolo di "[I]cantore delle catastrofi[/I]", non bisogna tuttavia dimenticare il contributo di due grandissimi maestri della SF inglese: John Christopher (pseudonimo di Samuel Youd) e Charles Eric Maine (pseudonimo di David McIlwain). Entrambi hanno contribuito ad arricchire il filone con due storie indimenticabili, simili per quanto riguarda la dinamica della catastrofe, ma assai diverse nello sviluppo narrativo e nell'effetto complessivo suscitato dal romanzo.
Questa scheda è dedicata al primo dei due romanzi in questione e precisamente al bellissimo "[B]Una ruga sulla Terra[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=471]463[/URL], che per me rappresenta uno dei capolavori assoluti presentati dalla collana, nonchè uno dei romanzi più "completi" del genere catastrofico.
A mio avviso la vera forza di questo romanzo è quella di riuscire a riunire in una unica storia tutti gli elementi propri del filone, dagli aspetti "tecnici" e spettacolari del disastro a quelli psicologici, regalandoci anche delle pagine che sono un memorabile esempio di quel senso del sublime cui si accennava nella scheda introduttiva. Di seguito il commento.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/471.jpg?ft=1252592305[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Senza dubbio questo è per me uno dei milgiori romanzi catastrofici di tutta la fantascienza.
In pochissime pagine John Christopher riesce a sconvolgere il mondo e la realtà che siamo abituati a conoscere: con un pezzo di bravura e di orrore puro quale raramente si vede in un libro, attraverso gli occhi ed i sensi del protagonista, assistiamo attoniti alla rovina della civiltà umana. E' notte, i cani ululano e gli uccelli fuggono: in una atmosfera irreale e quasi da incubo la catastrofe, contro ogni previsione e aspettativa, si abbatte sul mondo e prima ancora che il protagonista possa rendersene conto, egli diventa un supersite, un sopravvissuto, costretto a fare i conti con una realtà nuova che poco a poco dovrà imparare a conoscere.
Attraverso gli occhi di Mattew, pagina dopo pagina, scopriamo le meraviglie e gli orrori di questa nuova realtà in cui mare e terra si sono irrimediabilmente scambiati di posto ed in cui tutte le coordinate geografiche hanno perduto ogni significato. Un mondo in cui la civiltà non esiste più ed i pochi superstiti si guardano con ostilità perchè la morte di uno può significare la vita di un altro.
Ed è a questo punto che la folle marcia del protagonista, alla disperata ricerca della figlia, si trasforma in una marcia onirica attraverso fondali marini venuti improvvisamente alla luce, ma, soprattutto, si trasforma in una appassionante e sconvolgente mostra dei diversi modi di reagire degli altri superstiti rispetto alla catastrofe. C'è chi tenta di riorganizzare una civiltà, chi si abbandona alla disperazione, chi sceglie di vivere uccidendo, razziando e depredando e chi si rifugia nel baratro della follia, in un bestiario umano davvero variopinto, completo e commovente nelle sue sfumature che l'autore è riuscito a cogliere ed a rendere tangibili.[/TD][/TR][/TABLE]
L'avventura del protagonista e del suo giovanissimo accompagnatore in questo mondo sconvolto ed ostile, finirà quindi per trasformarsi in una ricerca di se stessi e del vero significato della vita: la comprensione che il rimpianto di ciò che si è perduto non vale la bellezza ciò che si è trovato renderà il finale particolarmente bello e degno di una grande storia.
Al di là del filone di appartenenza, questo è per me uno dei capolavori più belli che abbia mai letto.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 29 Gennaio 2010, 08:09:22

[SIZE=4][B][COLOR=#953734]Catastrofi: quando la Terra si spacca - parte seconda[/COLOR][/B][/SIZE]

Mentre "[I]Una ruga sulla Terra[/I]" di John Christopher ipotizza una causa naturale per la catastrofe che si abbatte sul mondo, Charles Eric Maine, con il suo celebre romanzo "[B]Il vampiro del mare[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=521]513[/URL], non ha esitazione alcuna nel puntare il suo dito accusatore sull'uomo e sulla sua stupidità: lo spaventoso flagello destinato a ridurre progressivamente la terra ad uno sterile deserto è provocato, infatti, da esperimenti umani e non c'è giustificazione alcuna per l'errore commesso.
Da questa semplice considerazione di base diventa facile spiegare la sostanziale differenza che c'è tra le due storie: mentre, infatti, nel romanzo di Christopher, pur nella sciagura e nella devastazione, c'è spazio per un residuo di sogni e speranze per i giusti, in quello di Maine il pessimismo è totale e profondissimo: per l'uomo potrà esserci forse la sopravvivenza della specie, non certo la salvezza e, di fronte alla sciagura, anche l'individuo più "giusto" può trasformarsi in un mostro.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/521.jpg?ft=1252592290[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Sicuramente bello e originale l'incipit del romanzo con la catastrofe che si intuisce appena ma ancora non si vede, poi, però, via via l'attenzione della storia si sposta verso aspetti più propriamente psicologici, rivelando come i valori umani possano essere radicalmente modificati da una situazione in cui entra in ballo la sopravvivenza.
Attraverso l'esperienza del protagonista assistiamo al classico clichè di gran parte dei romanzi catastrofici, con la rovina incipente che bussa alle porte della civiltà e l'umanità che si divide inesorabilmente in due categorie: quelli che grazie ai propri mezzi, alla propria influenza politica ed alla propria posizione sono i maggiori candidati alla sopravvivenza e tutti gli altri, le masse dei derelitti sacrificabili che devono essere ingannati sino alla fine per non ostacolare le operazioni degli altri.
La particolarità della sciagura, infatti, regala all'umanità alcuni mesi in più per potersi organizzare, ma assai realisticamente ed altrettanto crudamente, gli sforzi congiunti dei governi della Terra vengono immediatamente rivolti non già a tentare un impossibile recupero della situazione, ma bensì a garantire a pochi eletti, scelti con criteri discutibili, una agiata sopravvivenza.[/TD][/TR][/TABLE]
Il protagonista si accorgerà a sue spese di come tra i privilegiati (di cui viene chiamato a far parte) e gli emarginati il solco sia profondissimo, ma anche di come, in realtà, sia molto facile passare dall'una all'altra sponda, attraverso un semplicissimo ribaltamento dei propri valori e della propria coscienza oanche semplicemente attraverso un rovesciamento della fortuna.
Il finale amarissimo ci lascia con l'impressione di aver letto una storia vera, cruda e realistica che, pur senza essere un capolavoro assoluto, si ricorda anche a distanza di anni.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 29 Gennaio 2010, 10:22:57

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#37878 date=1264748962]
Il protagonista si accorgerà a sue spese di come tra i privilegiati (di cui viene chiamato a far parte) e gli emarginati il solco sia profondissimo, ma anche di come, in realtà, sia molto facile passare dall'una all'altra sponda, attraverso un semplicissimo ribaltamento dei propri valori (...)
[/quote]

Cfr. Primo Levi, "I sommersi e i salvati".
In Lager esistevano ebrei che erano considerati "alla pari" dalle SS: quelli che cooperavano ai forni crematori.

E Art Spiegelman, in "Maus", cita la "polizia ebraica" che in Germania andava a stanare gli ebrei nascosti, sperando così di salvare la pelle...

Forse questo post butta in mezzo un tema un po' troppo duro, però la SF parla della realtà, pur attraverso storie che sembrano raccontare mondi altrove.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 05 Febbraio 2010, 19:22:13

[COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Realtà e percezione[/B][/SIZE][/COLOR]

Cos'è la realtà? La domanda, così posta, può apparire banale eppure, se ci soffermiamo un attimo a riflettere sulla cosa, ci accorgiamo che non lo è affatto: siamo, infatti, talmente abituati a percepire quotidianamente la "normalità" del mondo che ci circonda che trascuriamo del tutto i meccanismi biologici che rendono possibile questa percezione.
Attraverso i cinque sensi di cui siamo dotati, infatti, il mondo esterno ci invia continuamente dei segnali che il cervello interpreta e rielabora opportunamente, consentendoci di percepire le forme, i colori, i suoni, gli odori ed i sapori, ma nessuno può effettivamente affermare con certezza l'oggettività di queste sensazioni.
Se infatti è il cervello stesso ad essere il termine ultimo di tutta questa elaborazione, chi ci assicura che in realtà esso abbia in effetti bisogno di stimoli da elaborare? Chi ci dice che non sia la nostra stessa mente a "costruire" la realtà circostante nel modo in cui ci appare? Del resto, durante il sonno, anche senza stimolazioni sensoriali, siamo perfettamente in grado di percepire una realtà diversa, quella dei sogni, assolutamente indistinguibile dalla realtà della veglia, al punto che molte cose che da svegli ci appaiono assurde o illogiche, nel sogno ci sembrano, invece, perfettamente logiche, reali o plausibili. In uno dei brani più belli e ispirati della produzione di Lovecraft, il bellissimo "[I]La stella polare[/I]", il protagonista, dopo un "sogno" vividissimo, si domanda in quale modo possa egli dimostrare la "maggiore realtà" della sua vita durante la veglia ed arriva a chiedersi se piuttosto la vera realtà non sia quella che vive notte dopo notte nel suo sogno ricorrente.
Questa considerazione, portata all'estremo è alla base della teoria filosofica del "solipsismo" secondo cui tutto quello che l'individuo percepisce viene in realtà creato dalla propria mente, ma, anche senza spingersi troppo in là con considerazioni filosofiche, è perfettamente plausibile pensare che, attraverso una particolare stimolazione del cervello, sia in effetti possibile portarlo a percepire una realtà "individuale", assolutamente indistinguibile da quella oggettiva, quella che viene definita "realtà virtuale".
Di recente mi è capitato di leggere un romanzo davvero bello e interessante sull'argomento: si tratta di "[B]Ai due lati del muro[/B]", di Francesco Grasso, vincitore del Premio Urania nel 1991 e pubblicato come Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1197]1189[/URL] che è il libro che voglio presentarvi oggi nella rubrica.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1197.jpg?ft=1252591878[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Devo ammettere che avevo aperto questo volume con tante aspettative, perchè di Grasso avevo già apprezzato molto il racconto "[I]Nel ventre di Napoli[/I]", apparso sul Millemondi 14 "Strani giorni" e posso dire che l'ottima impressione del racconto sia stata pienamente confermata anche da questo romanzo.
Il libro affronta in modo brillante e avvincente il tema della realtà virtuale, catapultando dapprima il lettore in un incubo carcerario e poi sorprendendolo con una serie di trovate che, se da un lato fanno decollare la storia in modo imprevisto, dall'altro lo portano a riflettere su quello che viene comunemente definito come "la realtà".
La vivida esperienza carceraria del protagonista, infatti, è solo il punto di partenza per una acuta e intelligente serie di considerazioni sul concetto stesso di realtà e sull'inganno che può essere perpetrato a danno dei sensi attraverso cui la percepiamo. Ho particolarmente apprezzato il velato ma chiarissimo accenno al solipsismo che, non solo è riuscito a riecheggiare in modo abbastanza fedele quella che è una mia comune riflessione sull'esistenza, ma l'ha anche arricchita con una ulteriore considerazione sull'esistenza di ulteriori piani di realtà che verranno scoperti solo al momento della nostra morte.[/TD][/TR][/TABLE]
Ma se da tutte queste mie considerazioni vi aspettate di leggere un romanzo "filosofico", vi sbagliate perchè nel libro c'è anche tantissima azione e non mancano colpi di scena, indagini serrate, sparatorie, amore, trovate ed emozioni: solo il finale è un po' deludente e scontato ma non tale da rovinare l'impressione di aver letto un vero capolavoro.
Senza alcun dubbio, uno dei migliori romanzi di FS "Made in Italy" che mi sia capitato di leggere.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 06 Febbraio 2010, 11:37:47

[COLOR=#76923c][SIZE=4][B]Quando si legge un capolavoro[/B][/SIZE][/COLOR]

[RIGHT]"[I]Sono rimasto folgorato da questo libro. Il libro potrebbe essere una fonte di citazioni da imparare a memoria e da snocciolare alla bisogna. Bello. Tappa obbligatoria del percorso verso le stelle del lettore di fantascienza.[/I]"
(Gundam 70)[/RIGHT]
[RIGHT]"[I]Più che un romanzo è una riflessione acuta e intelligente, satirica e impietosa sulla scienza asservita agli scopi politici e militari, sugli scienziati e le loro responsabilità di fronte alla distruzione del mondo, sulla assoluta stupidità umana e sulla sua inevitabile fine. Ma si parla anche di religione, di libertà, di società, di letteratura. Un capolavoro, ancora fantascientifico, di uno dei più grandi scrittori del Novecento.[/I]"
(Darkyo)

"[I]Una tappa obbligata per il lettore di fantascienza[/I]"
(rombetto)

"[I]Vonnegut è inimitabile![/I]"
(squeezo)[/RIGHT]
Un capolavoro è un libro che al di là dei gusti personali, delle idee politiche e religiose e della cultura del tempo in cui lo si legge, mette sempre tutti d'accordo. Ma non solo: un vero capolavoro trascende non soltanto l'epoca in cui viene scritto, ma anche i confini definiti tra i diversi generi letterari, per divenire un "classico" della letteratura che non è più soltanto fantascientifica, ma espressione del pensiero umano nella sua forma più libera e bella.
L'anno scorso mi capitò di leggere "[I]Solaris[/I]" di Stanislaw Lem e ne fui entusiasta nonostante sapessi già di avere tra le mani un capolavoro perchè avevo già gradito ed apprezzato la trasposizione cinematografica di Soderberg, ma quest'anno la sorpresa è stata molto più grande, perchè "[B]Ghiaccio-nove[/B]" di Kurt Vonnegut, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1431]1383[/URL], nonostante gli entusiastici commenti degli altri lettori, lo avevo preso quasi per caso dalla libreria, attirato più dal quel suo colore verdino che lo faceva spiccare tra le altre costole che dal titolo o da altre cose.
Ma quando si legge un capolavoro ci si accorge subito che si sta leggendo qualcosa di speciale, un libro destinato a rimanere impresso a lungo nella memoria e ad alimentare quell'elenco di libri imprescindibili e ideali che ognuno di noi si porta dentro per tutta la vita.
Ed è per questo che, per presentarlo degnamente, ho deciso di far precedere il mio commento da quello degli altri "predecessori" nella sua lettura, non già per un appoggio della mia personale valutazione, ma per far capire che questo non è un libro come tutti gli altri e merita una vetrina speciale.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1431.jpg?ft=1252591881[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Sono stato a lungo indeciso sulla valutazione da dare ed alla fine ho deciso che questo capolavoro, meriti davvero un voto alto, perchè è un libro assolutamente fuori dal comune che è stato in grado di darmi, pagina dopo pagina, quasi le stesse identiche sensazioni di un'altra grande storia da me molto apprezzata, quella di "[I]Cent'anni di solitudine[/I]".
Il libro di Vonnegut, infatti, al pari del capolavoro di Garcia Marquez, si caratterizza per una trama geniale e surreale allo stesso tempo, in cui l'importante non è seguire le connessioni o la logica dei vari passaggi tra un episodio e l'altro, quanto piuttosto godere dell'atmosfera brillante ed ironica che si viene a creare ed apprezzare la magia che l'autore riesce a restituire al mondo, dando l'impressione che le cose che accadono, pur sembrando apparentemente sconnesse o casuali, sono in realtà inserite in un piano assai vasto che non riusciamo a comprendere nella sua interezza.
Sebbene la storia si configuri come una intelligentissima e graffiante satira nei confronti della scienza asservita a scopi bellici, il libro riesce a non annoiare mai, mantenendo costantemente uno stile brillante e divertente in cui diviene spontaneo e naturale non solo accettare le continue ed inspiegabili coincidenze che capitano al protagonista, ma in cui è facile anche apprezzare i continui riferimenti alla religione Bokononiana ed alle sue inverosimili massime.[/TD][/TR][/TABLE]
E' un libro che non si dimentica facilmente: una brillante perla dal finale amarissimo e dalle pessimistiche conclusioni che riesce a dire tutto quello che deve dire in modo geniale ed inconsueto, dipingendo un quadro lucido e spietato dell'uomo, dei suoi comportamenti e soprattutto della sua stupidità.
Raramente capita di leggere libri così.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 07 Febbraio 2010, 21:31:21

[COLOR=#1f497d][SIZE=4][B]Oscar Chiconi e Karel Thole: il mistero della copertina dell'Urania 1189[/B][/SIZE][/COLOR]

Una domandina veloce veloce per gli appassionati.
Tutti sanno (o dovrebbero sapere) che la copertina dell'Urania [B]1190[/B] (Metà P - metà S) è un tributo del pittore argentino Oscar Chiconi al grande Karel Thole: nell'immagine infatti, tra gli artigli di un alieno seduto ad un tavolo assieme ad alcuni grandi della FS, appare la copertina dell'Urania [B]735[/B] (Sogno dentro sogno) e, all'interno del volume stesso, la copertina viene di fatto indicata come opera di entrambi gli artisti.
Quello che non tutti sanno, però, è che anche la copertina del numero precedente, [I]Ai due lati del muro [/I]di Francesco Grasso, l'Urania [B]1189[/B] appena recensito, viene indicata come opera di entrambi gli artisti.
Qualcuno sa spiegarmi in che misura i due collaborarono alla realizzazione di questa immagine (peraltro piuttosto bruttina)? Forse Chiconi rielaborò una immagine prodotta in precedenza da Thole? Ed in questo caso sapreste indicarmi quale?
Oppure più verosimilmente la redazione dell'epoca confuse l'attribuzione di questa copertina anticipando la dicitura che sarebbe apparsa nel numero successivo?
All suggestions are welcome!
[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: loacker il 07 Febbraio 2010, 22:08:41

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=0#38255 date=1265574681]
[COLOR=#1f497d][SIZE=4][B]Oscar Chiconi e Karel Thole: il mistero della copertina dell'Urania 1189[/B][/SIZE][/COLOR]
Oppure più verosimilmente la redazione dell'epoca confuse l'attribuzione di questa copertina anticipando la dicitura che sarebbe apparsa nel numero successivo?
[/quote]

Propendo per questa ipotesi, in quanto non vedo nulla di tholiano (e, purtroppo, molto di sinistramente argentino) nella copertina.

Fra l'altro, la pagina di "mondourania" in cui sono riportate le 2 copertine mi ha dato l'occasione di riscoprire uno
dei titoli (inteso proprio come nome italiano dell'opera) più banali e "loffi" dell'intera collana: "Missione pericolosa"!


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 08 Febbraio 2010, 08:10:45

[quote author=loacker qlnk=board=6&threadid=4254&start=0#38258 date=1265576921]

Propendo per questa ipotesi, in quanto non vedo nulla di tholiano (e, purtroppo, molto di sinistramente argentino) nella copertina.

[...]
[/quote]

Io intanto ho "girato" la domanda direttamente ad Oscar Chiconi sperando che non sia passato troppo tempo... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]
Ma se a voi viene in mente qualcosa nel frattempo fatemelo sapere, eh? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: bibliotecario il 08 Febbraio 2010, 09:49:42

Le copertine di Chiconi per me dopo quele di Thole sono state le più belle avute da Urania


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 11 Febbraio 2010, 10:08:14

[SIZE=4][B][COLOR=#ff0000]Fantamore: introduzione[/COLOR][/B][/SIZE]

Einstein lo aveva capito bene quando pronunciò la celebre frase "[I]Gravity cannot be held responsible for people falling in love[/I]": l'amore è una delle forze fondamentali dell'universo. Il suo simpatico gioco di parole, al giorno d'oggi, viene utilizzato soprattuto come aforisma "ad effetto" nei cioccolatini o come titolo di poster particolarmente sdolcinati da regalare magari alla persona amata, ma, a mio avviso, non è sbagliato considerare l'accostamento tra la forza di gravità e l'innamorarsi come un paragone assolutamente sensato e non privo di un suo fondamento scientifico.
Mentre, infatti, la forza di gravità fa si che due (o più) corpi dotati di massa si attraggano reciprocamente, l'atto di innamorarsi, la simpatia reciproca, il cosidetto "colpo di fulmine" fanno si che lo stesso identico tipo di attrazione si sviluppi tra due (o più) individui.
Ma il paragone finisce qui: mentre la gravità si esercita sempre e comunque in presenza di masse distinte, l'amore si sviluppa secondo leggi strane e non sempre prevedibili scientificamente. Non è sempre detto che due individui di sesso opposto si attraggano e, soprattutto, non è detto che ciò avvenga reciprocamente, ma nei casi in cui ciò avviene, il legame che si crea, anche se magari può essere di breve durata, è assimilabile in tutto e per tutto ad una vera e propria forza che può addirittura essere quantificata e misurata.
La misura dell'amore è molto semplice, io l'ho imparata da piccolo vedendo un vecchio film alla TV di cui sfortunatamente non ricordo più il titolo. Ad un certo punto, uno dei protagonisti diceva questa frase: "[I]L'amore ha una misura ed è il valore di ciò a cui per esso siamo disposti a rinunciare.[/I]"; magari la citazione non è esatta, ma il senso era proprio questo.
Se, infatti, è vero che la bizzarra alchimia che produce l'attrazione tra due (o più) individui non può essere prevista scientificamente (nè ripetuta), facendo si che il fenomeno venga assolutamente ignorato dalla scienza ufficiale e dal cosidetto "metodo scientifico", per il quale è necesario che ogni cosa sia esprimibile in termini matematici, è altresì innegabile che proprio la forza dell'amore, la cui misura è espressa qualitativamente dalla frase di cui sopra, sia, a volte, alla base di devastanti conseguenze, in grado di turbare equilibri apparentemente consolidati e di condurre alla rovina coloro che la subiscono. Un amore felice che nasce e si sviluppa liberamente, cioè, è una cosa meravigliosa, una vera forza della natura per l'energia positiva che riesce a liberare, ma un amore contrastato o ostacolato da fattori esterni è assai più dirompente e può avere effetti collaterali assimilabili ad una vera e propria catastrofe.
Ma se la scienza umana si limita a non riconoscere alcuna ufficialità al fenomeno naturale dell'innamoramento, riducendo ogni cosa in termini di secrezioni ormonali, bisogna dire che la fantascienza, fedele al suo ruolo di imparziale apripista, ha invece da sempre tenuto conto di questo importante fattore, raccontandoci storie in cui l'amore è l'assoluto protagonista, nel bene come nel male ed è mia intenzione, proprio alla vigilia di San Valentino 2010, dedicare questa nuova scheda multipla a tutte quelle storie in cui l'amore giochi un ruolo fondamentale nello svolgimento e nell'evoluzione della trama e nel destino che attende i protagonisti.
Al proposito va detto ci sono storie che si "divertono" con l'argomento, analizzando l'attrazione fisica e l'affinità con razze aliene o domandandosi in che modo i nostri usi e costumi possano apparire a chi umano non è, mentre ce ne sono altre in cui l'amore è semplicemente il "motore immobile" che guida le azioni dei protagonisti ed è la molla del loro agire, spesso anche in modo scriteriato come accade al protagonista del bellissmo e struggente "[I]Cronomoto[/I]" di Bob Shaw, già presentato in una vecchia scheda (precisamente [URL=http://www.uraniamania.com/forum.php?board=6&action=display&threadid=3156&start=30#msg24449]qui[/URL]), che è anche il tipico esempio di come un amore, portato alle estreme conseguenze, possa avere ripercussioni drammatiche addirittura sull'intero universo.
Ma vista la disomogenità dell'argomento conviene procedere con ordine: la cosa migliore da fare cioè è non avere fretta di mettere troppa carne al fuoco e di affidarsi a chi ha avuto il merito di saper capire in anticipo l'importanza dell'argomento, dandogli la sua giusta valenza. Lasciamoci quindi aprire la porta per questo nuovo viaggio direttamente da Carlo Fruttero e Franco Lucentini, curatori della prima vera antologia di fantascienza che ha voluto (e saputo) riconoscere e trattare l'argomento "amore" ed ascoltiamo le loro stesse parole introduttive.

[RIGHT]"[I]Non si sa esattamente chi sia stato (un sociologo? un critico letterario? uno psicanalista? un parroco di paese?) il primo a osservare, qualche anno fa, che la fantascienza era debole in amore. Non che siano mai mancate dalle copertine delle riviste di f.s. fanciulle discinte strette nell'abbraccio goloso di mostruose cavallette; ma quella che contava, nella storia, era poi la cavalletta, non la fanciulla. E bisogna riconoscere che le principesse denebiane vedi caso umanoidi, le figlie degli scienziati pazzi, le procaci astronome aggregate alla spedizione su Marte, non sono mai state altro che figure di contorno. Possibile, come si affrettarono a dimostrare i teorizzatori di professione, che amore e fantascienza fossero inconciliabili? Possibile che non ci fosse modo di scrivere una storia di f.s. in cui l'amore avesse una parte, diciamo così, funzionale, quanto la macchina del tempo o la telepatia? Punti sul vivo, gli scrittori di f.s. si sono subito messi all'opera e il risultato è questa brillantissima antologia, dove l'amore in tutte le sue accezioni - dal piccante al patetico, dal crudo all'atroce - riceve infine un degno, anche se non proprio ortodosso, omaggio fantascientifico.[/I]"
(terza di copertina di "Storie di fantamore", Urania 455, 12 Febbraio 1967)[/RIGHT]
E proprio domani, 12 Febbraio 2010, ad oltre quarant'anni dalla sua pubblicazione, quella prima avvincente antologia ci introdurrà degnamente all'argomento. Nel frattempo io prendo in prestito il suo titolo per questa introduzione.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 11 Febbraio 2010, 10:24:02

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#38372 date=1265879294]
Al proposito va detto ci sono storie che si "divertono" con l'argomento, analizzando l'attrazione fisica e l'affinità con razze aliene o domandandosi in che modo i nostri usi e costumi possano apparire a chi umano non è
[/quote]

Il primo caso nella storia: l'amore tra Adamo e Lilith (la pre-Eva, la anti-Eva, la Eva demoniaca).

Inoltre le turbe erotiche dell'Alien-Satana quando vede Eva per la prima volta, nel "Paradiso perduto" di Milton.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 11 Febbraio 2010, 10:27:53

Nella Divina Commedia, Inferno canto 25, il "bacio" tra il demone serpente a 6 zampe e l'anima dannata di Agnèl Brunelleschi, prima che i due si fondano in una mostruosità unica.

Infatti nella Commedia illustrata da Beppe Madaudo (1982) il demone ha la vagina.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 11 Febbraio 2010, 10:58:07

Negli anni '80 uscì un film, dal titolo "Ossessione" o simili, effetti speciali di Carlo Rambaldi: un marito scopriva che la moglie lo tradiva, poi piano piano veniva a galla che l'amante, apparentemente umano, era un alieno mostruoso.
Per motivi contingenti, in tv ne vidi solo la prima mezz'ora. Non succedeva niente di "strano", per il momento si descriveva solo la crisi di coppia, ma le inquadrature erano stranianti, le atmosfere sempre tesissime...
Qualcuno l'ha visto per intero? com'era?

[Un antecedente, a ruoli ribaltati, fu "I married a monster from outer space" = "Ho sposato un mostro venuto dallo spazio" di Gene Fowler, 1958. Per non parlare, anche e soprattutto, di "Liquid Sky" di Slava Tsukerman, 1982]

ERRATA CORRIGE
Cercando su internet, era "Possession" di Zulawski, del 1981. E non si trattava di alieno, ma - a quanto pare - di una creatura costruita dalla moglie. In ogni caso, qualcuno ha visto il film? valeva la pena?


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 11 Febbraio 2010, 11:23:46

... E scasso le balle per l'ultima volta con questo disegno di Dino Buzzati, tratto da "Poema a fumetti", 1969.

Oddìo, finora gli esempi riportati non sono mica troppo allegri! (del resto, Giulietta e Romeo insegnano che...). Per riequilibrare, cito "I protomorfi" di Joe Haldeman, il cui titolo originario era ancora più significativo: "Camouflage", Sotto mentite spoglie.
Nonché l'amore tra Actarus e Venusia; e tra Maria e Alcor.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: lalla il 11 Febbraio 2010, 11:52:39


Avevi già scritto di "Astronave senza tempo" di C.L. Harness (Urania 1046) ??? Non mi ricordo più...

Un po' prolisso e cervellotico, ma come storia d'amore per San Valentino non ha prezzo!!!


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 11 Febbraio 2010, 12:01:49

[quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=15#38380 date=1265883826]
... E scasso le balle per l'ultima volta con questo disegno di Dino Buzzati, tratto da "Poema a fumetti", 1969.

Oddìo, finora gli esempi riportati non sono mica troppo allegri! (del resto, Giulietta e Romeo insegnano che...). Per riequilibrare, cito "I protomorfi" di Joe Haldeman, il cui titolo originario era ancora più significativo: "Camouflage", Sotto mentite spoglie.
Nonché l'amore tra Actarus e Venusia; e tra Maria e Alcor.
[/quote]

Ma mica scassi, anzi, gli interventi sono tutti pertinenti e servono ad alimentare la discussione quindi benvengano i tuoi come quelli degli altri.
Inoltre i tuoi spunti mi hanno fatto venire in mente di un altro "filone", solo in parte attinente l'argomento principale ma che comunque merita di essere ricordato: quello della "possessione" di donne umane da parte di esseri extraterrestri (o soprannaturali se proprio preferiamo questo termine "umanocentrico") con eventuale gravidanza voluta o fortuita. Non possiamo non ricordare al proposito il celeberrimo "[I]Rosemary's Baby[/I]", ma anche titoli come "[I]I figli dell'invasione[/I]" (Wyndham), "[I]L'anomalia[/I]" (Sohl), "[I]Il campo degli UFO[/I]" (Zachary) e "[I]Superuomo illegittimo[/I]" (Moudy) calzano perfettamente.
Tra l'altro accetto subito "I protomorfi" come libro da leggere prossimamente.
[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]

[quote author=lalla qlnk=board=6&threadid=4254&start=15#38383 date=1265885559]

Avevi già scritto di "Astronave senza tempo" di C.L. Harness (Urania 1046) ??? Non mi ricordo più...

Un po' prolisso e cervellotico, ma come storia d'amore per San Valentino non ha prezzo!!!
[/quote]

No, non l'ho ancora fatto... recupero il libro e ci penso.
Gracias
[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG]


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 11 Febbraio 2010, 20:40:45

FANTAMORI & STRANAMORI
nei racconti di Primo Levi

"Il Versificatore": una macchina desidera avere rapporti con una donna umana
"Quaestio de centauris": un centauro si unisce a normali cavalle (vicercersa, le centaure - donne con testa di cavallo - non sono feconde)
"Vilmy": un animale terrestre, ma con caratteristiche aliene; se un uomo beve il latte di una femmina di Vilmy, sviluppa nei suoi confronti una vera tossicodipendenza
"Disfilassi": ogni donna può essere fecondata da qualsiasi seme, inclusi i pollini delle piante
"I costruttori di ponti": una gigantessa si innamora di un uomo preistorico
"I figli del vento": una nuova specie di animali, che si riproduce a distanza
"Erano fatti per stare insieme": love story tra due esseri bidimensionali (rielaborazione della Flatland di Abbott)
"Il passa-muri": un alchimista acquista la capacità di attraversare le pareti; a causa di questo, le notti con la moglie hanno caratteristiche speciali...
"Le fans di spot di Delta Cep.": ammiratrici extraterrestri di un giornalista scientifico
"Scacco al tempo": se cambia la percezione soggettiva nel tempo, migliorano anche le prestazioni sessuali


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 12 Febbraio 2010, 07:44:13

[SIZE=4][B][COLOR=#ff0000]Fantamore: l'antologia numero 1[/COLOR][/B][/SIZE]

La parola "Fantamore" appare per la prima volta come azzeccatissimo titolo dell'antologia "[B]Storie di fantamore[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=463]455[/URL], prima raccolta in assoluto ad aver voluto trattare in modo esplicito e sistematico l'argomento "amore e attrazione" nella fantascienza.
Il merito di questa raccolta è in sostanza quello di aver "aperto la strada" e di aver rappresentato una sorta di presa di coscienza che l'argomento poteva essere di un certo interesse ed avere una sua specifica dignità senza nulla togliere agli altri argomenti eventualmente di contorno (esplorazioni, invasioni, viaggi nel tempo, ecc...). E' chiaro poi che l'antologia è figlia dei suoi tempi e quindi non ci troverete nulla di particolarmente "esplicito" o piccante, ma i racconti sono tutti godibilissimi e vale la pena leggerla. Di seguito il commento.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/463.jpg?ft=1252592292[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Antologia a tema davvero simpatica e coinvolgente che tratta in modo abbastanza originale il tema dell'amore nella fantascienza; le storie sono tutte ben scritte e intriganti e non manca una certa puntina di malizia davvero appropriata visto l'argomento trattato.
Il racconto iniziale di Asimov, "[I]I terrestri fanno così[/I]" è molto simpatico ed ironizza sul modo in cui forme di vita aliene al nostro pianeta possono considerare la nostra vita sessuale, mentre il secondo, "[I]il primo amore[/I]", storia di un ragazzino che si innamora di una misteriosa creatura indubbiamente femminile, sembra insegnarci che, anche se le cose non sempre sono quello che sembrano, quando un sentimento è forte non ci sono ostacoli che tengano.
I due racconti successivi, "[I]L'eterna Eva[/I]" e "[I]Jumbo[/I]", firmati rispettivamente da due maestri del calibro di John Wyndham e Bob Shaw, vertono sul difficile tema della riproduzione e della sopravvivenza dellla specie; ma mentre l'"Eva" di Wyndham è una donna normale alle prese con un "problema" più grande di lei e con una scelta apparentemente difficile, la "Jumbo" di Shaw è una donna molto particolare che, messa di fronte alla verità sul proprio passato, dimostrerà come certi sentimenti e certi istinti non siano necessariamente una prerogativa dell'universo femminile.
Il penultimo racconto "[I]Donna di bordo[/I]" del maestro Robert Silverberg tratta del miglior modo in cui i membri di un equipaggio interamente maschile possano conservare il loro equilibrio mentale durante i lunghi viaggi nello spazio; il racconto è semplicemente gustoso, ma bisogna leggerlo fino all'ultima pagina per apprezzare in pieno la grottesca ironia della vicenda.[/TD][/TR][/TABLE]
L'ultimo racconto, infine, "[I]l'auto addosso[/I]" di Robert Franklyn Young, ci presenta un futuro che, anche se a prima vista appare un po' bizzarro, non ci possiamo davvero permettere di escludere: ma è bello constatare che, anche in una società "meccanizzata" ed in cui l'apparenza conta più della sostanza, l'amore alla fine riuscirà a trionfare.
Sei racconti sorprendenti e divertenti che si leggono rapidamente e rimangono impressi, senza dubbio una antologia che, senza essere un capolavoro, va annoverata tra le cose migliori mai apparse nella collana.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 12 Febbraio 2010, 10:04:53

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#38435 date=1265957053]
ironizza sul modo in cui forme di vita aliene al nostro pianeta possono considerare la nostra vita sessuale
[/quote]

Anni fa vidi in tv un film (americano) in cui una love story era raccontata da una voce fuori campo, di un alieno, come se si trattasse di un documentario naturalistico.
Ad esempio, quando la ragazza scriveva su un foglietto il proprio indirizzo e numero di telefono e lo dava al ragazzo, la voce fuori campo commentava: "La femmina traccia dei segni su un pezzo di corteccia, per significare la propria disponibilità all'accoppiamento".


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: Algernon il 12 Febbraio 2010, 14:43:38


Qualche giorno fa ho letto l'antologia "Guerra eterna: ultimo atto" e mi ha fatto molto riflettere la sequente cosa:
Alla fine del racconto che riprende le vicende di "Guerra eterna" è riportata la stessa lettera che Marygay lascia a Mandella, nella speranza che i due si possano rincontrare, dopo essere stati sbalzati in epoche diverse dalle vicende belliche, ma anche nel timore che al momento dell'incontro le loro età biologiche possano essere assai diverse da quelle del primo incontro.
La lettera termina con una frase che nel romanzo (sia ediz. Nord che Urania Collezione) era tradotta (più o meno perché non l'ho qui con me) "Se non potrò essere la tua amante sarò la tua infermiera". Nel racconto è: "Se non potrò essere la tua amante sarò la tua badante".
(Una soluzione con rima che ho trovato molto azzeccata, perché dà un tocco in più di leggerezza e cerca, come nello stile dei due personaggi, di sdrammatizzare un po' la situazione. (E certo ci dà anche un'idea di come sia cambiata la nostra società). E complimenti anche per la traduzione del romanzo di Haldeman sull'ultimo Urania! Non che abbia letto la versione originale, ma comunque il romanzo era godibilissimo, secondo me, anche perché la traduzione "filava" molto bene).
Comunque, per riprendere il filo, pensate a quanto amore c'è in quella frase!!
E com'è bella la fantascienza che riesce a creare una situazione in cui un essere umano la possa esprimere!!

(Acc... quante "E" all'inizio di una frase!!)


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 12 Febbraio 2010, 15:15:37

[quote author=Algernon qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#38448 date=1265982218]
Una soluzione con rima che ho trovato molto azzeccata, perché dà un tocco in più di leggerezza e cerca, come nello stile dei due personaggi, di sdrammatizzare un po' la situazione. (E certo ci dà anche un'idea di come sia cambiata la nostra società). E complimenti anche per la traduzione del romanzo di Haldeman sull'ultimo Urania!
[/quote]

Grazie di cuore, 2 volte.

Invece su un altro sito ho trovato per caso una stroncatura totale della traduzione di "Bran Mak Morn". Mi sono sentito un "verme della terra", e non solo per l'orgoglio spezzato, la professionalità e blablablà (altra rima), ma per l'eventualità di avere fatto un pessimo servizio al grande Robert Howard, siggghhh...

A proposito, però! In "Vermi della terra" accade una improbabile, repellente, affascinante storia di sesso tra Bran e...


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 14 Febbraio 2010, 10:10:50

[SIZE=4][B][COLOR=#ff0000]Fantamore: accettare il rischio[/COLOR][/B][/SIZE]

Tempo addietro sul blog della Mondadori, un caro amico, recentemente scomparso, propose di suggerire un elenco di titoli da "ristampare" su Urania Collezione e, incautamente, mise a disposizione dell'iniziativa la propria e-mail; dico incautamente perchè solo da me, tra ripensamenti, aggiustamenti e successive modifiche gli arrivarono almeno una decina di messaggi. Vista la stima che avevo del personaggio, poi, devo confessare che gongolai nell'intimo per ogni volta in cui egli scrisse "concordo" accanto al titolo che gli proponevo, mentre provai una piccola grande delusione quando, a fianco di alcuni titoli, scrisse "discordo", esprimendo una bocciatura per il libro stesso: fortunatamente di queste bocciature ce ne furono solo tre anche se una di queste in particolare, riguardante proprio il libro che voglio proporvi oggi, mi dispiacque moltissimo.
Ma non si può essere sempre d'accordo su tutto e, nonostante, tenessi in grande conto l'opinione di questo amico, non posso che seguire il mio istinto e visto che, per me, si tratta di uno dei romanzi più belli mai apparsi sulla collana, non posso che presentarvelo nella mia rubrica proprio il giorno di San Valentino, come una delle più belle e drammatiche storie d'amore che la fantascienza sia mai riuscita a proporre, accettando il "rischio" di essere clamorosamente smentito da chi invece non lo considera tale.
Sto parlando di "[B]Rischio calcolato[/B]", di Charles Eric Maine, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=595]587[/URL], esempio lampante e praticamente perfetto di come un grande amore possa muovere le persone a compiere gesti disperati, a sfidare tutto e tutti e ad accollarsi "rischi" che normalmente non si accollerebbe.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/595.jpg?ft=1252592305[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Quando lessi il romanzo lo scorso anno ne rimasi talmente colpito che scrissi di getto un commento in cui cercai di esprimere, anche attraverso il linguaggio, la forza di questo mio entusiasmo e devo dire che l'anafora che ne venne fuori, e che qui vi riporto, sottolinea abbastanza fedelmente il mio stato d'animo dopo la lettura.

[I]Difficile trovare un difetto in un libro che ti avvince sin dalle prime pagine e ti costringe a divorarlo pagina dopo pagina.[/I]
[I]Difficile non immedesimarsi nei due sfortunati protagonisti e, nonostante non incarnino affatto un ideale etico positivo, difficile non fare il tifo per loro e per l'ambizioso e arduo obiettivo che si propongono contro tutto e contro tutti.[/I]
[I]Difficile non vivere intensamente il dramma di questo amore capace di travalicare i confini del tempo e di trascendere le umane convenzioni.[/I]
[I]Difficile rimanere indifferenti di fronte alla vicenda umana dei due amorali protagonisti e delle loro vittime che si consuma fino al suo sconcertante e drammatico epilogo.[/I]
[I]Difficile non apprezzare la cura dell'autore nel costruire una trama praticamente perfetta in cui i sentimenti dei personaggi e la loro ottima caratterizzazione fanno da contorno ad una delle trovate più originali e sconvolgenti che la fantascienza ricordi.[/I]
[I]Difficile considerare questo romanzo meno di un capolavoro.[/I][/TD][/TR][/TABLE]
Nonostante la figura retorica e la sua particolarità il commento sottolinea in modo efficace tutti i pregi del romanzo: l'originalità della storia, l'eccellente caratterizzazione psicologica dei protagonisti del dramma, la grande forza dei sentimenti espressi dalle loro azioni e lo sconvolgente e catastrofico epilogo.
Difetti non sono riuscito a trovarne e, a costo di correre il "rischio" di ripetermi, vi dico che questo è un libro bellissimo che vale la pena di leggere.
Concludo augurando un buon San Valentino a tutti, soprattutto a quelli che non hanno paura di rischiare per il loro amore.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 14 Febbraio 2010, 11:28:37

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=15#38510 date=1266138650]
Sto parlando di "[B]Rischio calcolato[/B]", di Charles Eric Maine
Difficile non immedesimarsi nei due sfortunati protagonisti e, nonostante non incarnino affatto un ideale etico positivo, difficile non fare il tifo per loro e per l'ambizioso e arduo obiettivo che si propongono contro tutto e contro tutti.
[I]Difficile non vivere intensamente il dramma di questo amore capace di travalicare i confini del tempo e di trascendere le umane convenzioni.
[/quote]

Se ho capito bene, una specie di “Bonnie e Clyde all'aliena"?

Già nella mitologia classica si narravano varie vicende di xeno-amori, tutti più o meno maledetti. Gli dèi, cioè entità aliene (*), avevano spesso rapporti con donne terrestri; più raramente le dee, ninfe ecc. con uomini.
Spesso questi esseri divini avevano un aspetto solo parzialmente umano: corna, zampe caprine, serpenti o pinne al posto delle gambe... oppure per nulla umano: una pioggia d'oro, una nube... Pasife, istigata "telepaticamente" da Poseidone, si unì con un toro.

(*) [I]Gli dèi greco-romani non avevano nulla in comune con l'attuale concetto di Dio: non erano spirituali, non erano santi, e non avevano neppure creato il mondo, ma erano emersi dal caos insieme al resto dell'universo. Erano entità superiori, più potenti degli umani, e in grado di mutare la forma del proprio corpo. In pratica, corrispondevano al protagonista dei "Protomorfi" di Haldeman[/I].

Perfino nella Bibbia però, in Genesi 6,4, si parla di "figli di Dio" che si uniscono alle "figlie degli uomini". Numerosi autori, sia antichi sia moderni, hanno interpretato l'espressione "figli di Dio" come angeli, demoni e/o alieni.[/I]


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 14 Febbraio 2010, 19:31:12

[quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#38513 date=1266143317]
Già nella mitologia classica si narravano varie vicende di xeno-amori, tutti più o meno maledetti. Gli dèi, cioè entità aliene (*), avevano spesso rapporti con donne terrestri; più raramente le dee, ninfe ecc. con uomini.
[/quote]

Oggi che è san Valentino, poi, salta particolarmente all'occhio che, in tutte queste narrazioni mitologiche, il sentimento non ha quasi nessun ruolo. Per dirlo in termini moderni: sono "solo storie di sesso".
Va a finire che l'unico ad attribuire enorme importanza ai sentimenti, nelle relazioni di coppia interplanetarie, è stato Go Nagai.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 14 Febbraio 2010, 19:46:44

Nel campo del Fantamore, un caso assolutamente unico nella storia della letteratura è quello rappresentato da "un'aliena di nome Sin".

Sin - cioè Peccato - nel poema [I]Paradiso perduto[/I] di Milton è un'entità femminile che viene... non proprio partorita, ma prodotta dalla mente di Satana, quando è ancora in paradiso prima di precipitare all'inferno. (Cfr. Athena che nacque dalla testa di Zeus)
Dopodiché Sin, sempre in paradiso, ha una relazione incestuosa con Satana, e rimane incinta.
Sin viene precipitata dal cielo insieme al diavolo; suo figlio, che nasce all'inferno, è il temibile Death. Death, nato già adulto, per prima cosa violenta la propria madre.
Dopo che Satana avrà fatto peccare Adamo ed Eva, Sin e Death - che nel frattempo si sono riconciliati - prenderanno il possesso del mondo.
Spero che nessuno si scandalizzi per i risvolti hard. Pur scritta nel Seicento, è una storia molto moderna; e non è certo letteratura di serie B perché Milton, quasi sconosciuto in Italia, nel mondo anglosassone è l'autore in assoluto più importante insieme a Shakespeare.

Sin è ovviamente un personaggio simbolico: raffigura il peccato che deriva dal diavolo, e che rovina l'umanità. Ma è anche un grandioso esempio di xenobiologia. E soprattutto una "donna vera", con una personalità forte e affascinante. Molto più riuscita della protagonista del film [I]Specie mortale[/I].
Su Sin, pochi mesi fa, è comparsa una discussione tra studiosi internazionali di Milton sul sito
http://lists.richmond.edu/pipermail/milton-l/2009-December/date.html

P. S. Da notare, di fuggita, che anche in [I]Specie mortale[/I] il rapporto tra l'aliena e l'essere umano è puramente fisico, senza sentimento. Vedi post precedente.
Il "contrario" di [I]Specie mortale[/I] è il romanzo [I]Rollback[/I] di Robert J. Sawyer, dove gli alieni... no, non roviniamo il finale, perché in Italia deve ancora uscire.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 14 Febbraio 2010, 20:57:22

N.B. il post dedicato al personaggio Sin è stato aggiornato e completato.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 20 Febbraio 2010, 12:43:10

[COLOR=#76923c][SIZE=4][B]Dick si, Dick no[/B][/SIZE][/COLOR]

Tutti i grandi autori di FS prima o poi prendono una "stecca" ed è proprio dalla lettura, appena terminata, di una di quelle più clamorose che mi viene l'impulso di scrivere questa scheda, interrompendo brevemente il filone delle catastrofi e del fantamore. Visto che sto per parlare di uno degli autori più amati della FS di tutti i tempi, Philip Kindred Dick, mi aspetto anche qualche polemica, ma come diciamo a Roma: "quanno ce vò, ce vò...".
Per giusto contrappeso approfitto anche per presentare un altro romanzo di Dick, che, viceversa, ritengo essere uno dei capolavori assoluti della collana: ecco quindi, in una unica scheda, le recensioni del bellissimo "[B]L'uomo dei giochi a premio[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=499]491[/URL] e del confusissimo e grottesco "[B]L'occhio nel cielo[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=533]525[/URL].

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/499.jpg?ft=1252592292[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Un ottimo ritmo e una trama ben congegnata sono i due punti di forza di questo bellissimo romanzo che, nonostante la lunghezza, si legge tutto d'un fiato: partendo dalla tranquilla e monotona quotidianità della vita del protagonista, il bravo Philip Kindred Dick costruisce una delle trame più intriganti ed originali della collana, dimostrandoci come a volte la realtà che ci circonda possa essere solamente una sorta di "copertura" per qualcos'altro.
Le allucinanti esperienze del protagonista e le misteriose stranezze che talvolta sembrano accadergli intorno sono, infatti, solo il preludio alla stupefacente rivelazione finale nonchè il felicissimo spunto per una interessante analisi di come ogni individuo riesca a percepire la realtà circostante in modo diverso per effetto di condizionamenti interni o esterni.
La conclusione della storia appare un po' affrettata e poco sviluppata: vista la mole del romanzo forse era lecito attendersi qualche paginetta in più, ma, nonostante questo trascurabile difetto, rimane un bellissimo romanzo che si ricorda anche a distanza di anni.
Un vero peccato che, nonostante la scritta "I capolavori" riportata in copertina, questo numero sia l'unica edizione del romanzo mai pubblicata nella collana principale.[/TD][/TR][TR][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][/TR][TR][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][/TR][TR][TD][IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/533.jpg?ft=1252592288[/IMG][/TD][TD][/TD][TD]Delirante e confuso sin dalle prime pagine questo libro è senza dubbio una delle riprove più convincenti che anche i grandi possono sbagliare.
L'idea dell'incidente nel bevatrone, all'origine delle disavventure "oniriche" dei protagonisti, è originale e interessante, ma è anche purtroppo l'unico pregio di un libro incomprensibile, banale e che non da (nè tenta di dare) alcuna spiegazione plausibile dell'accaduto.
Gli otto personaggi, infatti, per cause ignote attribuibili presumibilmente alle particolari circostanze dell'incidente, si trovano a vivere grottesche disavventure in realtà parallele che sono il frutto delle idee personali, delle paure e delle convinzioni politiche di ciascuno di essi: dal mondo totalmente condizionato dalla presenza del divino a quello in cui è abolito il sesso, passando per realtà parallele in cui trionfano la paranoia o i deliri pseudo-comunisti, ogni avventura rappresenta un capitolo a se stante dedicato ad uno dei protagonisti. Per pura fortuna (o forse perchè le idee erano finite) l'autore si arresta dopo sole quattro storie: se, infatti, gli fosse balenato in testa di protrarre la storia anche negli "universi" degli altri quattro personaggi il libro sarebbe stato inopinatamente più lungo.
I punti di transito da una storia all'altra non sono molto ben delineati e l'impressione generale è di estrema confusione: anche la caratterizzazione dei personaggi è molto all'acqua di rose ed i dialoghi hanno un che di surreale che può sembrare ironia, ma che a me ha dato solo l'impressione di estrema vacuità e approssimazione.[/TD][/TR][/TABLE]
Lo spunto felice di ambientare le diverse storie in una sorta di "immaginario collettivo" finisce per svanire, dimenticato e sepolto sotto un cumulo di banalità affrettate e senza senso e la mancanza di compiutezza della storia è rivelata anche dal finale assurdo e approssimativo. Uno dei peggiori urania che mi sia mai capitato di leggere.

Entrambi i romanzi affrontano in modo originale il tema della realtà e della sua percezione, ma mentre il primo lo fa in modo lineare, intelligente e convincente, il secondo appare forzato, banale ed involuto al punto che sono arrivato quasi a dubitare della corretta attribuzione dell'opera.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 20 Febbraio 2010, 21:21:20

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=30#38865 date=1266666190]
[COLOR=#76923c][SIZE=4][B]Dick si, Dick no[/B][/SIZE][/COLOR]
[/quote]

Uno dei romanzi spesso vituperati di Philip Dick è [I]Valis[/I], che invece secondo me è fenomenale, in quanto descrive un'esperienza - autobiografica - improvvisa, potente, la famosa "luce rosa", che apre a una nuova percezione del mondo. L'esperienza migliore che si può fare in una vita.

Quanto però agli altri due romanzi della trilogia, ho iniziato il secondo e l'ho mollato a metà perché c'era troppo Gnosticismo rifritto. La straordinaria esperienza di partenza era già diventata un pretesto per alambiccate costruzioni intellettualistiche. [E senti chi parla...]

P.S. [I]Valis[/I] era uno dei regali di Natale che avevo prenotato da un parente. Si è dovuto cambiare articolo perché quello risultava irreperibile (??!! sic) in libreria (a Torino, mica nel paese dei picciominidi!). Meglio ancora, però: in sostituzione sono arrivati i racconti di Primo Levi.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 22 Febbraio 2010, 06:51:33

[quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=30#38883 date=1266697280]

Uno dei romanzi spesso vituperati di Philip Dick è [I]Valis[/I], che invece secondo me è fenomenale, in quanto descrive un'esperienza - autobiografica - improvvisa, potente, la famosa "luce rosa", che apre a una nuova percezione del mondo. L'esperienza migliore che si può fare in una vita.

Quanto però agli altri due romanzi della trilogia, ho iniziato il secondo e l'ho mollato a metà perché c'era troppo Gnosticismo rifritto. La straordinaria esperienza di partenza era già diventata un pretesto per alambiccate costruzioni intellettualistiche. [E senti chi parla...]

P.S. [I]Valis[/I] era uno dei regali di Natale che avevo prenotato da un parente. Si è dovuto cambiare articolo perché quello risultava irreperibile (??!! sic) in libreria (a Torino, mica nel paese dei picciominidi!). Meglio ancora, però: in sostituzione sono arrivati i racconti di Primo Levi.
[/quote]

Come consuetudine della collana, su Urania è stato pubblicato solo il secondo volume della trilogia (Divina invasione, U1031) la cui lettura avevo provvidenzialmente rimosso dal mio subcosciente.
Non è che fosse particolarmente brutto come romanzo, ma era ostico e pieno di riferimenti poco chiari, quasi certamente un brutto scherzo attribuibile al fatto che non avevo letto il primo volume.
Non è importante ricordarlo, ma ecco [URL=http://www.uraniamania.com/forum.php?board=6&action=display&threadid=3156&start=105#msg26776]QUI[/URL] la scheda...


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: AgenteD il 22 Febbraio 2010, 12:58:19

Parlando di Fantamore ritengo sia necessario citare "Gli Amanti di Siddo" di P.J. Farmer, recentemente pubblicato su Urana Collezione, secondo me un capolavoro!

Comunque Complimenti Maxpullo: i tuoi commenti stanno diventando sempre più interessanti e profondi! Continua così!!

P.S. Cominciando a leggere l'incipit di "Dick sì, Dick no" pensavo che riguardasse "L'Uomo dei Giochi a Premio", anche per me bellissimo...e invece no...Meno male[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 22 Febbraio 2010, 13:48:51

[quote author=AgenteD qlnk=board=6&threadid=4254&start=30#38971 date=1266839899]
Parlando di Fantamore ritengo sia necessario citare "Gli Amanti di Siddo" di P.J. Farmer, recentemente pubblicato su Urana Collezione, secondo me un capolavoro!

Comunque Complimenti Maxpullo: i tuoi commenti stanno diventando sempre più interessanti e profondi! Continua così!!

P.S. Cominciando a leggere l'incipit di "Dick sì, Dick no" pensavo che riguardasse "L'Uomo dei Giochi a Premio", anche per me bellissimo...e invece no...Meno male[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
[/quote]

Grazie dei complimenti sono molto apprezzati. [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
Ho pronto sul comodino "[I]Astronave senza tempo[/I]" di Harness, suggerito da Lalla, "[I]Gli amanti di Siddo[/I]", invece, era tra quelli già preventivati entro l'anno, ma non so quando lo leggerò, anche perchè è finito nella seconda fila della mia "Libreria Tetris"* e per prenderlo devo scostare due pile di volumi orizzontali e la pila dei volumi che gli stanno davanti [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cry.gif[/IMG]
A proposito di Dick, spero che la mia "stroncatura" non impedisca a nessuno di leggere "[I]L'occhio nel cielo[/I]": dai commenti che ho visto, tra l'altro, lo hanno apprezzato in molti e quindi sono proprio in minoranza [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]


* [U]Libreria Tetris[/U]: tipo particolare di libreria in cui i volumi sono disposti ad incastro, in modo da ridurre al massimo il volume vuoto complessivo.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: gretana il 24 Febbraio 2010, 22:58:27

Ero abituata ad un quasi commento al giorno........
Diamoci una mossa [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG]


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 24 Febbraio 2010, 23:47:34

[quote author=gretana qlnk=board=6&threadid=4254&start=30#39084 date=1267048707]
Ero abituata ad un quasi commento al giorno........
Diamoci una mossa [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG]
[/quote]

Hai proprio ragione... sono inqualificabile... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_embarassed.gif[/IMG]
E' che per adesso il lavoro sugli indici assorbe la quasi totalità della mia attività quotidiana qui su UM [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
Ma presto arriveranno un po' di "pezzi forti": ancora "catastrofi" e "fantamore" perchè ci sta tanto da scrivere, soprattutto sulle prime... poi però riprendiamo pure il tema della religione nella FS... più due o tre schede "singole" una delle quali senz'altro sul tema dei B-Movies e degli horror da 4 soldi...
Infine, sto raccogliendo le idee per una mega-scheda che raccolga un po' alien e creature varie apparse su Urania nel corso degli anni... che ne dici: ci si può stare?
[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 25 Febbraio 2010, 07:26:16

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39086 date=1267051654]
presto arriveranno un po' di "pezzi forti": ancora "catastrofi" e "fantamore" perchè ci sta tanto da scrivere, soprattutto sulle prime... poi però riprendiamo pure il tema della religione nella FS... più due o tre schede "singole" una delle quali senz'altro sul tema dei B-Movies e degli horror da 4 soldi...
Infine, sto raccogliendo le idee per una mega-scheda che raccolga un po' alien e creature varie apparse su Urania nel corso degli anni... che ne dici: ci si può stare?
[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
[/quote]

PREPARE TO MEET THY DOOM (i.e. my replies)


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: gretana il 25 Febbraio 2010, 12:45:51

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=30#39086 date=1267051654]
[quote author=gretana qlnk=board=6&threadid=4254&start=30#39084 date=1267048707]
Ero abituata ad un quasi commento al giorno........
Diamoci una mossa [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG]
[/quote]

Hai proprio ragione... sono inqualificabile... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_embarassed.gif[/IMG]
E' che per adesso il lavoro sugli indici assorbe la quasi totalità della mia attività quotidiana qui su UM [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
Ma presto arriveranno un po' di "pezzi forti": ancora "catastrofi" e "fantamore" perchè ci sta tanto da scrivere, soprattutto sulle prime... poi però riprendiamo pure il tema della religione nella FS... più due o tre schede "singole" una delle quali senz'altro sul tema dei B-Movies e degli horror da 4 soldi...
Infine, sto raccogliendo le idee per una mega-scheda che raccolga un po' alien e creature varie apparse su Urania nel corso degli anni... che ne dici: ci si può stare?
[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
[/quote]

Perfetto....attendo mostri.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 25 Febbraio 2010, 14:11:06

[COLOR=#00b050][SIZE=4][B]Il fascino del grottesco[/B][/SIZE][/COLOR]

Parlando di catastrofi abbiamo detto che il terribile può avere un suo fascino e che questo si estrinseca nel sentimento del sublime. Ben più bizzarro e difficile da definire, invece, è il fascino che, in determinate circostanze, può suscitare il "grottesco", inteso come il brutto, il ridicolo, il mostruoso, al punto che non credo esista neppure una parola appropriata per indicarlo.
Esiste tutta una serie di film o libri volti, volontariamente oppure no, all'esaltazione del difetto oppure alla costruzione di trame e storie assai banali in se, ma condite di elementi mostruosi o particolarmente sgradevoli che hanno, tuttavia, il potere di affascinare oltremodo gli spettatori e i lettori, distraendoli dalla vicenda al punto di creare, a volte, veri e propri fenomeni cult.
I cosidetti "B-Movies" americani (ma anche italiani perchè no), sono un ottimo esempio del concetto che sto cercando di esprimere: film a basso costo, con quasi nessun effetto speciale (o effetti speciali al limite del ridicolo), trame inesistenti e magari tanto tanto sangue che, pure, hanno avuto (e magari hanno ancora) un discreto successo. Mi riferisco in particolare a film come "[I]Il ritorno dei morti viventi[/I]", "[I]Non aprite quella porta[/I]" o anche "[I]So cosa hai fatto[/I]", i quali, pur essendo brutti al limite del ridicolo, sono anche dei fenomeni che non si può ignorare perchè, nonostante siano universalmente considerati "B-Movies" o "Trash movies", in qualche modo riescono ad affascinare gli spettatori, allo stesso modo in cui un Tomas Milian con le sue parolacce in romanesco riesce a trasformare in un "cult" del cinema italiano quello che altrimenti sarebbe stato solo un mediocre poliziesco.
Di recente mi è capitato di leggere due libri di Joe R. Lansdale che ricalcano fedelmente (anche nelle intenzioni dell'autore) i clichè del cinema "Trash" americano i quali, se da un lato sembrano metterlo alla berlina facendo dell'ironia, dall'altro, tuttavia, lo presentano quasi come un qualcosa che, a modo suo, riesce ad essere affascinante.
L'autore, infatti, partendo da una trama sostanzialmente inconsistente, la arricchisce di trovate tanto spettacolari quanto disgustose (o al limite del cattivo gusto) e di dialoghi talmente surreali che risultano esilaranti, riuscendo a creare una atmosfera particolare per cui la lettura si fa serrata, piacevole e divertente, al punto che ci si dimentica quasi completamente della credibilità o del senso della storia stessa ed alla fine si ha la sensazione di aver letto un bel libro, con un messaggio profondissimo che magari lì per lì non si riesce neanche ad esprimere.
Sto parlando de "[B]La notte del drive-in[/B]" e de "[B]Il giorno dei dinosauri[/B]", apparsi rispettivamente su Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1222]1214[/URL] e Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1232]1224[/URL], irresistibile ed esilarante il primo, un po' più fiacco e ripetitivo il secondo, ma sempre e comunque meritevole di lettura. Di seguito il commento ai due volumi.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1222.jpg?ft=1252591880[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Questo libro per me è stata una simpatica sorpresa: non pensavo che dopo Robert Sheckley o Douglas Adams un altro autore di fantascienza potesse farmi ridere così di gusto.
Il genere è assolutamente indefinibile essendo questo un valido ibrido tra lo splatter del peggior tipo, la fantascienza dei B-movies ed il comico/ironico tipo spaghetti western, ma la cosa più sorprendente è osservare come il linguaggio scelto, i dialoghi tra i personaggi ed i loro pensieri siano talmente brillanti da far diventare irresistibili e gustose anche le scene più ripugnanti e le situazioni più grottesche.
I cosidetti film "a basso budget", ossessivamente proiettati sugli schermi del Drive-in che fa da teatro alla vicenda, sono quasi certamente l'oggetto ultimo della satira dell'autore il quale, grazie appunto ad uno stile brillante riesce non solo a mettere alla berlina questo genere di pellicola, ma anche sorprendentemente a sfruttarne le caratteristiche salienti per creare una trama assolutamente imprevedibile e godibile pur nella sua voluta mancanza di originalità.
La brevità del romanzo, unita ad un buon ritmo della vicenda, consente infine all'autore di riuscire a mantenere uno stile brillante sino alla fine e soprattutto di evitare di scivolare nel cattivo gusto o nella noia.
Per me è un capolavoro.[/TD][/TR][TR][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][/TR][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1232.jpg?ft=1252591882[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]La regola del sequel ha pochissime eccezioni: personalmente, infatti, ho trovato questo "[I]Il giorno dei dinosauri[/I]", seguito de "[I]La notte del Drive-in[/I]", assai più faticoso da mandar giù rispetto al primo capitolo.
Nonostante infatti il consueto stile leggero e brillante proposto dall'autore, le sue battute al fulmicotone e l'atmosfera scanzonata da spaghetti western, il romanzo soffre di quella mancanza di "effetto sorpresa" che invece era stata la migliore arma della prima parte.
Alcuni temi come il cannibalismo, il suicidio rituale e la mutilazione iniziano ad essere un po' pesantucci ed a tratti ho avuto l'impressione che probabilmente sarebbe stato assai meglio glissare su alcune scene e argomenti, che, pur senza scendere troppo nella scala del cattivo gusto, non risultano più così divertenti ed originali come per il primo romanzo.
Eppure, nonostante la benzina stia per esaurirsi e tutta la costruzione inizi ad evidenziare le prime crepe, non si riesce davvero a giudicare in modo negativo questo lavoro, merito non soltanto del linguaggio e della geniale commistione di generi, ma anche e soprattutto dell'originalità della storia e della gustosa satira nei confronti dei cosidetti B-movies.
I flashback con le storie dei diversi personaggi che procedono in parallelo, le crudeli e misteriose "divinità di serie B", fantomatici creatori e registi del dramma umano rappresentato, il montaggio della trama a guisa di pellicola con tanto di dissolvenze, interruzioni e narratore e sopratutto il finale volutamente ridicolo e inconsistente, sono tutti segnali del fatto che l'autore non ha inteso creare un trama "seria", quanto piuttosto sbeffeggiare intelligentemente ed apertamente tutta una categoria di film (alcuni anche esplicitamente nominati nella trama) basati sul nulla e che mirano a colpire lo spettatore con scene di sangue e sesso per distoglierlo dall'inconstistenza della storia.
Per me è un buon libro, nonostante i difetti.[/TD][/TR][/TABLE]
Due libri molto particolari che vanno apprezzati per quello che sono: una divertente ed a tratti esilarante satira di un fenomeno, solo apparentemente incomprensibile, ma che pure coinvolge moltissime persone. Due libri che rendono tangibile il fascino del grottesco e che, se si leggono senza troppi pregiudizi, possono regalare più di una sorpresa.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 26 Febbraio 2010, 21:28:19

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=30#39108 date=1267103466]
Esiste tutta una serie di film o libri volti, volontariamente oppure no, all'esaltazione del difetto oppure alla costruzione di trame e storie assai banali in se, ma condite di elementi mostruosi o particolarmente sgradevoli che hanno, tuttavia, il potere di affascinare oltremodo gli spettatori e i lettori, distraendoli dalla vicenda al punto di creare, a volte, veri e propri fenomeni cult.
[/quote]

Il precedente super-illustre: Dante, Inferno da 21,97 a 22,15.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 27 Febbraio 2010, 18:06:18

[COLOR=#ff0000][SIZE=4][B]Fantamore: la ciambella senza il buco[/B][/SIZE][/COLOR]

Ultimamente ho fatto caso ad una circostanza curiosa: quasi tutti i libri che hanno come argomento principale l'amore sono molto ben scritti e quasi tutti mi hanno lasciato l'impressione del vero capolavoro. Può essere una mia particolare sensibilità verso l'argomento, una semplice coincidenza dovuta alla fortuna di aver scelto titoli particolarmente buoni, oppure magari può essere l'argomento stesso che stimola gli scrittori al punto da fargli creare trame particolarmente avvincenti, suggestive e ricche di sentimento. Quale che sia la spiegazione, su sei libri letti sinora sull'argomento, tre li ho trovati eccezionali, mentre uno solo su tutti è stata una vera delusione ed è poi il libro che vi voglio presentare oggi.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1002.jpg?ft=1252591873[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Trovato al mercatino del mercoledi di Ciampino, l'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1002]994[/URL], "[B]L'uomo nelle rovine[/B]" di Nathan Butler è uno dei libri che avrei quasi certamente rivenduto se non fosse subentrato il morbo del collezionista a farmi decidere di "sprecare" circa 250 centimetri cubi di prezioso spazio liberia per poterlo tenere.
Dopo una seconda rilettura mi sento di confermare, senza rimorsi particolari, quanto già inserito nella sezione commenti: questo è decisamente un libro insulso.
Sebbene l'inizio sia promettente e lasci intravedere una storia misteriosa ed affascinante, il prosieguo della trama non offre emozioni di sorta e la storia si trascina stancamente e noiosamente sino al deludente finale.
La dottrina indiana del karma e quella della reincarnazione delle anime non bastano per nulla a risollevare le sorti di una mediocre favoletta sull'amore eterno che promette bene ma poi non mantiene, lasciando aperti senza alcuna spiegazione i numerosi interrogativi che pone.
L'unico elemento a favore è rappresentato dal benefico effetto soporifero del volume: basta leggere meno di due pagine e qualsiasi problema di insonnia sparisce.[/TD][/TR][/TABLE]
Il libro in questione, secondo me, è la classica e proverbiale "ciambella" riuscita senza il "buco" ed è anche la riprova più convincente che persino l'argomento più nobile e stuzzicante non costituisce una condizione sufficiente per la stesura di un buon romanzo. E visto che a breve intendo presentare due veri capolavori del fantamore, ho preferito presentarvelo subito, affinchè non siate indotti a pensare che tutte le storie del filone siano eccellenti o degne di lettura.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 27 Febbraio 2010, 18:59:00

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39167 date=1267290378]
quasi tutti i libri che hanno come argomento principale l'amore sono molto ben scritti e quasi tutti mi hanno lasciato l'impressione del vero capolavoro.
[/quote]

Addirittura, udite udite, l'amore coniugale!
Nel campo della "motion picture", si possono ricordare [B]Lost in Space[/B]: vecchia serie tv, e inoltre il bel film del 1998, con rapporti inter-familiari meno mulinobiancheschi, più maturi.
E soprattutto, al di sopra di tutto, inarrivabilmente al di sopra di tutto e tutti, [B]La famiglia Addams[/B].

Tra le opere letterarie SF recenti, da ricordare [B]Un canto per White Hill[/B] di Joe Haldeman, nella raccolta [I]Guerra eterna: ultimo atto[/I], a mio parere il racconto migliore contenuto nel volume.

Un autore che ha elaborato una visione fantascientifica dell'amore sponsale è stato il filosofo settecentesco [B]Emanuel Swedenborg[/B]. La sua "mitologia coniugale soprannaturale" è stata poi addirittura superata da [B]William Blake[/B] con le sue Entità cosmiche "sposate": Los & Enitharmon, Luvah & Vala... In Blake si fondono teologia gnostica, cosmologia, psicologia, fantasia creatrice.

In fondo, già le divinità greche combinavano i pasticci o le cose buone in base a come gestivano i rapporti di coppia tra loro.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: bibliotecario il 27 Febbraio 2010, 19:04:15

[quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=30#39168 date=1267293540]

Tra le opere letterarie SF recenti, da ricordare [B]Un canto per White Hill[/B] di Joe Haldeman, nella raccolta [I]Guerra eterna: ultimo atto[/I], a mio parere il racconto migliore contenuto nel volume.


[/quote]

Racconto tra i migliori in assoluto, senza dubbio un Haldeman particolarmente ispirato.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 05 Marzo 2010, 13:03:22

[SIZE=4][B][COLOR=#ff0000]Fantamore: l'eredità di Shakespeare[/COLOR][/B][/SIZE]

Quando la serie dei Romanzi di Urania era appena nata, vennero dati alle stampe numerosi romanzi di un certo spessore, destinati a costituire l'ossatura delle serie de "I capolavori", "I Classici di Urania" e la più recente "Urania Collezione". Romanzi come "[I]Le sabbie di Marte[/I]", "[I]L'orrenda invasione[/I]" alias "[I]Il giorno dei Trifidi[/I]", "[I]Il figlio della notte[/I]", "[I]Assurdo universo[/I]", "[I]Il segreto degli Slan[/I]" e "[I]Anni senza fine[/I]", infatti, da un lato aiutarono la neonata collana nel difficile decollo e dall'altro, attraverso una serie di successive ristampe, vennero "ufficializzati" come il nucleo storico di capolavori e classici di un genere che in quegli anni inziava il suo boom.
Alcune storie, tuttavia, non hanno goduto di eguale fortuna e, pur non essendo da meno dei pluri-ristampati classici, finirono per nell'oblio, sino ad essere quasi del tutto dimenticate.
E' questo il caso, ad esempio, dell'Urania numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=9&dettagli=1&start=0&startcoll=30]9[/URL], il bellissimo romanzo di William Frederick Temple, intitolato "[B]Il triangolo quadrilatero[/B]", vero e proprio "kolossal" del fantamore, nonchè uno dei pochi Urania sotto il numero 10 a non essere mai "riapparso" nelle pubblicazioni successive. Soffiato via, allora, il velo di polvere degli anni di anonimato, ho deciso di ridare oggi lustro a questo splendido classico dimenticato, proponendovelo, dopo più di 60 anni dalla sua pubblicazione, in tutta la sua bellezza.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/9.jpg?ft=1252592302[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Più che un vero e proprio romanzo di fantascienza, "[I]Il triangolo quadrilatero[/I]" è quasi un dramma alla Shakespeare e non a caso la narrazione è ricca di citazioni propio dalle opere del grande autore inglese, quasi un omaggio alla sua memoria.
L'idea di fondo della duplicazione di un essere vivente a partire dalla sua struttura atomica è originale per l'epoca e affrontata in modo affascinante anche senza una vera e propria teoria scientifica a supporto.
L'accento, infatti, più che sugli aspetti fantascientifici e tecnologici della sensazionale scoperta, è posto sugli aspetti più squisitamente psicologici dei protagonisti coinvolti, ognuno dei quali ci appare come "sospeso", legato al suo personale dramma interiore ed incapace di reagire. La questione morale della "creazione" della vita viene appena accennata, ma le dissertazioni sulla contrapposizione tra autodeterminismo e libero arbitrio, più che appesantire la lettura la rendono assai profonda e interessante.
Il singolare dramma che i protagonisti si trovano a dover vivere, questo insolito e paradossale "triangolo quadrilatero" li spinge lungo strade che appaiono a senso unico, li constringe a muoversi lungo binari che appaiono destinati inevitabilmente alla catastrofe, eppure, in uno dei finali più tristi e poetici mai apparsi in un romanzo della collana, si percepirà tangibilmente il vero senso della parola "destino" e si scoprirà come a volte questo, pur facendosi beffe degli umani sentimenti, possa essere ingannato per strappare alla vita dei momenti di vera ed intensa felicità.[/TD][/TR][/TABLE]
Un capolavoro in tutti i sensi, un classico per tutte le stagioni che non sfigurerebbe di fronte a "[I]Romeo e Giulietta[/I]", al "[I]Macbeth[/I]" o all'"[I]Enrico IV[/I]". Un libro bello, profondo e stupefacente che giustifica pienamente il boom e lo scalpore che quest'opera fece all'epoca ma che analogamente rende inspiegabile la pressochè totale assenza di considerazione e di ristampre negli anni successivi.

A onor del vero bisogna osservare che Urania ha pubblicato il racconto "[I]Il triangolo quadrilatero[/I]" di Temple nell'antologia "[B]Le grandi storie della SF vol. 2[/B]", Urania Collezione [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=53720]049[/URL], ma si tratta comunque della prima stesura della storia, risalente al 1939, assai meno coinvolgente del successivo romanzo.
Dal romanzo fu successivamente tratto il film "[I]Four sided triangle[/I]", per la regia di Terence Fisher, ma la pellicola, dal 1953, non fu mai distribuita nelle sale italiane.
Per me questo è uno degli Urania più belli di sempre.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 05 Marzo 2010, 14:44:49

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39400 date=1267790602]
L'idea di fondo della duplicazione di un essere vivente a partire dalla sua struttura atomica è originale per l'epoca e affrontata in modo affascinante anche senza una vera e propria teoria scientifica a supporto.
L'accento, infatti, più che sugli aspetti fantascientifici e tecnologici della sensazionale scoperta, è posto sugli aspetti più squisitamente psicologici dei protagonisti coinvolti
[/quote]

Guarda guarda quale potrebbe essere la fonte dei due racconti [I]L'ordine a buon mercato[/I] e (il sequel) [I]Alcune applicazioni del Mimete[/I] di Primo Levi.
Anche lui era un appassionato di racconti di SF. Nel racconto [I]Breve sogno[/I], per indicare un libro letto da una donna in treno, si sente in dovere di specificare: "Non era un giallo né un romanzo di fantascienza né un Oscar Mondadori" dando per scontato che una lettura più "ovvia" sarebbe stata questa, invece.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 06 Marzo 2010, 19:42:40

[COLOR=#ff0000][SIZE=4][B]Fantamore: il cuore dell'universo[/B][/SIZE][/COLOR]

Quando mi consigliano un libro ci vado sempre cauto prima di leggerlo, perchè, nel caso non dovesse piacermi, avrei lo sgradevole compito di bocciare una lettura che a qualcuno è piaciuta al punto da suggerirla ad altri. Se poi il libro in questione è anche di un autore che in precedenza ti ha deluso, la cosa si fa ancora più complicata e le perplessità sono tante.
Per questo motivo, quando Lalla mi consigliò tempo addietro di leggere "[B]Astronave senza tempo[/B]" di Charles Leonard Harness, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1054]1046[/URL], io, memore della faticosa lettura dello sconclusionato "[I]Paradosso cosmico[/I]", feci un po' le cosidette "orecchie da mercante" e finsi di dimenticarmene... ho acconsentito a leggerlo solo di recente, dopo che la stessa Lalla me lo ha suggerito nuovamente in occasione della scheda introduttiva sul fantamore e mentirei se non dicessi che ho preso il libro in mano con più di un dubbio sulla sua validità. Mi sbagliavo.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1054.jpg?ft=1252591874[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Questo libro racconta una storia che è quasi troppo grande per essere contenuta nelle sue pagine, una storia perfetta sotto ogni punto di vista e che è anche la storia dell'universo, o meglio una delle tante infinite storie su di esso, narrata come pochi hanno saputo fare.
Lucido e chiaro come nemmeno Einstein o Stephen Hawkings avrebbero potuto essere, Harness riesce a conciliare la fantascienza "divulgativa" fatta di teorie fisiche ed equazioni matematiche con quella romantica e di avventura e ci racconta una fiaba di quelle che vanno dritte al cuore e che non si dimenticano facilmente.
Prendendo spunto dalla teoria del Big Bang/Big Crunch, Harness ci racconta una intricatissima vicenda in cui l'amore gioca un ruolo fondamentale, una vicenda in cui, come in un gioco di scacchi (idealmente rappresentato nel libro dal gioco del "[I]kaisch[/I]"), i personaggi, pur conservando intatto il loro libero arbitrio, sembrano muoversi secondo uno schema prefissato che li spinge a combattere affinchè il ciclo universale di espansione/contrazione non venga arrestato.
L'amore, inteso come altruismo e completa dedizione all'altro, è certamente la molla dell'agire dei due protagonisti, mentre il loro antagonista, il supercomputer denominato Controllo, suddiviso in due unità telepatiche, l'una "maschile", l'altra "femminile", che tenta di impedire il Big Crunch per assicurarsi l'immortalità, sembra agire piuttosto in base al puro egoismo e cioè alla negazione dell'amore stesso.[/TD][/TR][/TABLE]
Ed è proprio in questa contrapposizione tra altruismo ed egoismo che va ricercato quello che è sicuramente il vero tema predominante del romanzo che, nel suo affascinante modo di descrivere l'universo come un immenso cuore che batte, lascia intravedere un suggestivo e commovente squarcio del grande disegno della vita, della morte e della rinascita, cioè l'essenza stessa di Dio e del creato.
Un capolavoro per tutti i gusti che riesce ad essere quasi banale per la semplicità da favola e la linearità con cui si sviluppa l'intreccio tra salti nel tempo e paradossi, ed al contempo meravigliosamente profondo per le sensazioni che riesce a trasmettere.
Di libri così ce ne sono pochi e devo ringraziare Lalla che me lo ha consigliato.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: dhr il 06 Marzo 2010, 21:17:48

[quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39443 date=1267900960]
Prendendo spunto dalla teoria del Big Bang/Big Crunch

nel suo affascinante modo di descrivere l'universo come un immenso cuore che batte
[/quote]

Se queste affermazioni sono da prendere alla lettera e non in modo metaforico, allora lo spunto gli è venuto da [I]Eureka[/I] di Poe. Con la differenza che Poe teorizzò tutto questo ben prima che fosse ufficialmente elaborata la teoria del Big Bang / Crunch.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 14 Marzo 2010, 12:16:38

[SIZE=2][COLOR=#00b050][B]Tante idee e poco tempo...[/B][/COLOR][/SIZE]

E' ormai evidente che la rubrica sta vivendo un momento di stasi... ma le idee si affollano nella mia mente e premono per trovare uno spazio che aihmè è assai limitato ([IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]), ma credo che già in serata uno spiraglio dovrebbe aprirsi... Troppe letture di recente e poco tempo per buttare giù nuove schede hanno creato una sorta di intoppo cerebrale, ma abbiate fede: dal ribollente coacervo di pensieri una recensione presto prenderà forma; magari non sarà la migliore delle recensioni possibili, ma almeno contribuirà a ridurre la "pressione".
In ballottaggio ci sono la prosecuzione del filone catastrofico, il reprise di quello a sfondo religioso, l'apertura di due nuove schede multiple e di una interessante scheda "tripla" dedicata ai "tributi", a quelle storie cioè che alcuni autori dedicano (volontariamente o no) a quelli che ritengono essere i loro "maestri", ma poichè si tratta di alcuni colossali flop, non so se vararla subito o attendere che questa roba si accompagni a qualcosa di veramente buono...
Faccio altri due o tre indici e poi decido: in ogni caso nei prossimi giorni attendetevi un "boom" [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]
Buona domenica
Maxpullo


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 14 Marzo 2010, 18:55:18

[COLOR=#f79646][SIZE=4][B]I libri della mamma: introduzione[/B][/SIZE][/COLOR]

Come mi è già capitato di dire in precedenza, quando nella casa dei nonni trovai il giacimento di capolavori in cui erano inclusi "[I]La porta sull'estate[/I]", "[I]I tesori di Tschai[/I]" e "[I]Strisciava sulla sabbia[/I]" si aprì per me una nuova fase della mia vita collezionistica. Intendiamoci, all'epoca ancora non potevo ancora definirmi un vero e proprio collezionista, ma come spiegare quella impellente spinta a mettere i volumetti nel giusto ordine a fianco degli altri due "lotti", quello della casa di Ciampino e quello della casa al mare se non come una delle prime avvisaglie del morbo?
Ma il giorno che realizzai quella prima storica impresa ancora me lo ricordo come fosse ieri.
Il primo problema che si pose fu quello dello spazio che risolsi brillantemente togliendo dal minuscolo mobile che ospitava gli Urania tutto ciò che non lo era: ne fecero le spese qualche volume di Segretissimo, un Urania Classici (troppo diverso dagli altri per ammetterlo nel gruppo), due Galassia e qualche altro libretto che ora non ricordo.
Il secondo problema fu quello dei numeri mancanti: non tardai, infatti, a scoprire l'elenco degli ultimi numeri pubblicati ma, dopo una frustrante telefonata al servizio arretrati della Mondadori, scoprii che non avevo troppi mezzi per procurarmi i numeri più antichi se non rovistando nei banchetti di libri usati.
Il contributo di mia madre in questa prima fase di entusiastico coinvolgimento nei confronti della collana fu fondamentale; non solo lei mi parlò di una serie di titoli che aveva letto da ragazza e che mancavano dal giacimento appena rinvenuto dai nonni, ma si dichiarò anche disponibile ad accompagnarmi per bancarelle: lei avrebbe cercato di rinvenire quei titoli, mentre io avrei potuto "razzolare" i titoli della mia "mancolista" senza però esagerare.
Per dovere di cronaca devo confessare che la parola "mancolista" non aveva all'epoca lo stesso significato che gli attribuisco oggi: essa era piuttosto una lista di "desiderata", composta da titoli che avrei voluto ad ogni costo possedere più una serie di numeri di cui non mi fregava un tubo di leggere, ma che avrebbero comunque "colmato" alcuni antiestetici "buchi" nella numerazione. Altro preoccupante indizio del morbo.
Ma mia mamma questo non lo sapeva e mi accompagnò per anni allegramente alle bancarelle finchè non accadde l'episodio del "[I]Vento dal nulla[/I]" (che trovate [URL=http://www.uraniamania.com/forum.php/?board=6&action=display&threadid=3156&start=15#msg24216]qui[/URL]), che pose fine alla faccenda ed alla collezione, ma questa è un'altra storia.
Questa scheda, nonostante l'incipit, non è dedicata all'evolversi del mio morbo collezionistico, ma bensì a tutti quei libri di cui sentii parlare da mia madre nel corso di quei primi anni e senza i quali, assai probabilmente, non avrei mai potuto avere il suo contributo come preziosa alleata.
Si tratta di una lista eterogenea di titoli che non hanno nulla in comune se non il fatto di essere "i libri di mamma" e, anche se due di questi mi sono già "scappati" in altre schede precedenti ("[I]I vampiri di Bellatrix[/I]" [URL=http://www.uraniamania.com/forum.php?board=6&action=display&threadid=3587&start=30#msg29289]qui[/URL] e "[I]La trama fra le nubi[/I]" [URL=http://www.uraniamania.com/forum.php?board=6&action=display&threadid=3587&start=135#msg31958]qui[/URL]), trovo giusto riunirli in una sola scheda multipla.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 14 Marzo 2010, 19:21:49

[COLOR=#f79646][SIZE=4][B]I libri della mamma: come si cambia[/B][/SIZE][/COLOR]

Tra i diversi libri che mia madre cercò, acquistò e mi propose di leggere all'epoca della mia adolescenza ce n'è uno in particolare che merita di essere ricordato per primo perchè fu uno degli unici due che lessi in quel periodo, maturando la profonda convinzione che mia madre non capisse un tubo di libri di fantascienza.
Sto parlando di "[B]Ulix il solitario[/B]", di Samy Fayad, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=208]208[/URL], che ad una prima lettura mi apparve una storia sconclusionata e appena accettabile, nemmeno lontanamente paragonabile a lavori come "[I]La porta sull'estate[/I]" o "[I]Io sono Helen Driscoll[/I]"; la successiva lettura del difficilissimo e confuso "[I]I vampiri di Bellatrix[/I]", poi, pose fine ai miei tentativi di comprendere perchè mamma apprezzasse tanto quei libri o li ricordasse e naturalmente pose fine anche ai tentativi di leggere gli altri romanzi da lei suggeriti.
Ma le opinioni cambiano e, anche se il mio giudizio su "[I]I vampiri di Bellatrix[/I]" si è modificato di pochissimo, quello su "Ulix", riletto di recente, si è completamente capovolto come dimostra il mio recente commento.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/208.jpg?ft=1252592287[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Pochissimi altri autori sono riusciti, come il commediografo italiano Samy Fayad, nella difficile impresa di rendere tangibili in un testo le emozioni e il dramma vissuto dai loro personaggi. Questo suo "[I]Ulix il solitario[/I]", storia di un pilota extraterrestre naufragato sulla Terra, stupisce e commuove per la forza con cui sono espressi i sentimenti dei protagonisti e l'espediente di utilizzare dei manoscritti, intercalati all'azione vera e propria ed ai dialoghi, riesce a rendere efficacissima la narrazione, perchè fa vivere in prima persona il punto di vista dei personaggi stessi.
Se da un lato viviamo il dramma di Ulix e della sua Karen, che, pur separati da anni luce di distanza, non rinunciano alla speranza di potersi riunire e si ribellano al fato che li vuole divisi, da un altro non si può rimanere indifferenti di fronte al dramma di Mac e Lou, vittime inconsapevoli di un destino più grande di loro. E mentre i primi sono destinati contro ogni previsione a riabbracciarsi, i secondi non riusciranno neppure a dirsi addio se non attraverso le fredde pagine di un manoscritto.
Ma la vera forza di questo romanzo, al di là della storia intensa e drammatica, sta forse nei turbamenti di Ulix di fronte a Lou, la moglie di Mac, non tanto per il fatto di averle sottratto l'amore della sua vita, quanto piuttosto per l'inspiegabile attrazione che egli prova per lei e che, alla fine, le darà una parziale ricompensa per il dolore arrecato.[/TD][/TR][/TABLE]
In questo tenero sentimento, che pervade l'alieno nonostante il suo amore per la moglie Karen, è facile scorgere un estremo tentativo del corpo di Mac di ribellarsi a quanto gli è accaduto, una sorta di saluto in extremis prima che il dramma si compia definitivamente.
Breve ed intenso, senza una parola di più, o una di meno del necessario, questo romanzo rimane per me uno dei più belli mai apparsi nella collana, un capolavoro destinato a rimanere per sempre impresso nella memoria del lettore.
Un bellissimo libro, dunque, che, nel mio caso, rappresenta anche la dimostrazione di come i gusti di lettura possano variare nel corso degli anni e di come un romanzo inizialmente disprezzato possa in seguito essere considerato un capolavoro.


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 15 Marzo 2010, 20:10:16

[COLOR=#f79646][SIZE=4][B]I libri della mamma: non era Urania[/B][/SIZE][/COLOR]

Un terzo libro la faceva da padrone tra i pensieri materni assieme ad "[I]Ulix il solitario[/I]" ed a "[I]I vampiri di Bellatrix[/I]", il suo titolo era "[I]I demoni di Antares[/I]", storia di una guerra galattica tra uomini e demoni in cui ad un certo punto entrava in gioco nientemeno che l'eroe omerico Achille...
Su questo titolo e su questo canovaccio di trama che era più o meno quanto si ricordava mamma partì una accurata ricerca negli elenchi degli urania pubblicati e stampati nel retrocopertina dei volumi in libreria. Ma quando arrivò "[I]L'occhio gigante[/I]" e potei finalmente "sbirciare" fino al numero 1, fu subito chiaro che quel titolo non era un Urania e le speranze di trovarlo erano al lumicino.
Poi accadde l'episodio del "[I]Vento dal nulla[/I]" e così le ricerche furono addirittura sospese.
Ma la magia del forum "[I]it.cultura.fantascienza[/I]", il mio primo "post" su internet sulla disperata e vana ricerca del numero 621, l'indirizzo della fantabancarella in risposta al mio post e la conoscenza del Custode via e-mail fecero il miracolo.
Non solo comparve il maledetto 621, ma tra le tante cose che acquistai in quel primo indimenticabile lotto di preziosi tomi, tra perle rare e gentili omaggi ce ne stava uno espressamente diretto a mia madre: si trattava del numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=3428]47[/URL] della collana "I romanzi del cosmo", opera di Joe C. Karpati (alias Roberta Rambelli) ed intitolato appunto "[B]I demoni di Antares[/B]".

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000003/3428.jpg?ft=1252592395[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Al mitico Custode era bastato il titolo del romanzo per trovarne una copia più che buona e per decidere che fosse il dono più adatto per far si che mia madre "digerisse" il resto dell'ingombrante panariello.
Naturalmente, visto che non era un Urania lo "schifai" subito, relegandolo assai lontano dalla libreria che ospitava la sacra collezione e solo di recente l'ho recuperato dall'oblio dedicandogli una accurata lettura di cui riporto il commento.

Diverse ingenuità e personaggi molto stereotipati e poco credibili sono i principali difetti di questa reliquia della SF che si lascia, tuttavia, apprezzare per alcuni spunti particolarmente felici come ad esempio la razionalizzazione del mito dei demoni e l'imprevedibile e geniale escursione nel passato per recuperare nientemeno che un famoso eroe omerico da sfruttare nella guerra in corso.
Sorvolando sul velato senso di xenofobobia che pervade un po' tutta l'opera, possiamo dire che sono proprio queste due trovate a dare un vero valore aggiunto a quello che altrimenti, assai probabilmente, sarebbe stato solo un romanzetto di avventure e guerre spaziali, anche abbastanza noioso.[/TD][/TR][/TABLE]
Per certi versi è un romanzo con una storia originale che può rimanere impressa, ma che, senza ombra di dubbio, risente anche molto del tempo trascorso e non mi sento di considerarlo un capolavoro.
Tuttavia, nonostante questo giudizio non proprio esaltante e nonostante il fatto che non sia un Urania, devo dire che, con il tempo, ho imparato a "volergli bene" lo stesso ed a considerarlo una delle pietre miliari della mia collezione, un libro dall'immenso valore affettivo per tutti i ricordi che riesce ad evocarmi ogni volta che ci penso o lo tiro fuori dalla libreria, un po' quasi come accade per "[I]Dentelungo ed altri estranei[/I]".


Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
Messaggio di: maxpullo il 16 Marzo 2010, 12:16:03

[SIZE=4][B][COLOR=#000000]Tributo a Lovecraft[/COLOR][/B][/SIZE]

Howard Phillips Lovecraft ci ha lasciato una strana eredità: un corpus di miti, leggende e comsogonie, assolutamente al di là del tempo e dello spazio, praticamente perfetti nella loro continuità, nella loro logica coerenza e nella loro capacità di autoreferenziarsi, poggiando sulle parziali rivelazioni di una serie di grimori maledetti, il cui esempio più fulgido è il "Necronomicon".
Una intera generazione di scrittori accettò questa eredità e si prese sulle sue spalle l'arduo compito di proseguire, con alterne fortune, la trama che il grande maestro di Providence aveva lasciato incompiuta.
Alcuni come Robert Bloch, Robert E. Howard e Clark Ashton Smith riuscirono dapprima a rielaborare questi miti in modo originale e, successivamente, a proseguire la loro carriera di scrittori su altri binari, mentre altri come ad esempio Donald Wandrei e August Derleth rimasero letteralmente imprigionati nelle pastoie di quello che Fruttero e Lucentini definirono un "lutulento pantheon" e non riuscirono più a distaccarsi da storie che riecheggiavano quelle del maestro, al punto che alcune delle quali furno addirittura attribuite a lui erroneamente.
Ma quello che conta e che bisogna sottolineare è che una moltitudine di autori, noti e meno noti, da Fritz Leiber a E. Hoffman Price, passando per Henry Kuttner, rimasero affascinati dal suo modo di scrivere e dalla sua narrativa, al punto che finirono per imitare il suo stile ed arricchire la continuity lovecraftiana di una serie di storie e racconti più o meno validi.
Il recentissimo Epix numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=78222&dettagli=1&start=0&startcoll=30]12[/URL], dal titolo "[B]I miti di Lovecraft[/B]", cui è dedicata questa scheda, è il miglior esempio di questo tipo di produzione letteraria, una sorta di tributo al grande maestro da parte dei suoi contemporanei ed eredi postumi.

[TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000078/78222.jpg?ft=1267693297[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Da grande fan ed estimatore di Lovecraft, personalmente, ho trovato in questa raccolta tutti racconti da piena sufficienza: nessuno particolarmente brutto, ma anche nessuno particolarmente esaltante o degno di nota.
La rivisitazione della cosmogonia lovecraftiana e dei suoi argomenti preferiti da parte dei suoi adepti non produce brividi particolari e soprattutto non mi ha convinto sino in fondo: segno evidente che non basta citare ripetutamente il [I]Necronomicon[/I] e altri tenebrosi grimori o nominare invano [I]Chtulhu[/I] (o altre oscene deità preumane) per essere all'altezza del maestro.
Ho trovato particolarmente noiosi, al pari dei loro corrispondenti lovecraftiani, i racconti "onirici" con esperienze extracorporee e ultradimensionali, come ad esempio "[I]Il signore dell'illusione[/I]", "[I]Il custode della conoscenza[/I]" e "[I]Il guardiano del libro[/I]" (sfortunatamente in sequenza nel volume) mentre ho apprezzato molto l'intelligente "rivistazione" dei miti di Lovecraft prodotta da Fritz Leiber nel racconto conclusivo "[I]Per Arkham ad astra[/I]", forse il miglior tributo mai fatto al grande HPL ed alla sua memoria.
Sicuramente superiori agli altri per fattura il racconto di apertura "[I]La cosa sul tetto[/I]" a firma di Howard, "[I]Le sette maledizioni[/I]" di Clark Ashton Smith e "[I]Gli invasori[/I]" di Harry Kuttner: tutti e tre, pur senza essere capolavori, riescono a ricostruire abbastanza fedelmente le atmosfere da incubo proprie dei racconti di Lovecraft ed a riproporre i suoi clichè preferiti rielaborandoli con una certa originalità.[/TD][/TR][/TABLE]
Gli altri racconti non sono nulla di che e lasciano un po' il tempo che trovano: sinceramente consiglierei la lettura solo ai fan più sfegatati di Lovecraft.
Semplicemente magnifica, invece, la creatura tentacolata che emerge dalle acque e dalla fantasia di un Franco Brambilla particolarmente ispirato dalle pur reticenti descrizioni di HPL.
Da segnalare il fatto che l'antologia è la traduzione italiana di una selezione di racconti presi dall'antologia "[I]Tales of the Lovecraft Mythos[/I]", pubblicata nel 1992 da Fedogan & Bremer. La raccolta di Epix comprende, infatti, solo 13 dei 20 racconti originali: nell'attesa che si decida in che maniera recuperare i racconti esclusi (sempre che lo si faccia), ecco l'elenco dei titoli mancanti.
[LIST]
  • Fane of the Black Pharaoh - Robert Bloch
  • The Thing That Walked on the Wind - August Derleth
  • Ithaqua - August Derleth
  • The Lair of the Star-Spawn - August Derlet & Mark Shorer
  • The Scourge of B'Moth - Bertram Russell
  • The House of the Worm - Mearle Prout
  • Spawn of the Green Abyss - C. Hall Thompson[/LIST]

  • Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 16 Marzo 2010, 12:50:06

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39783 date=1268738163]
    Ho trovato particolarmente noiosi, al pari dei loro corrispondenti lovecraftiani, i racconti "onirici"
    [/quote]

    Hai osato toccare [I]The Dream-Quest of Unknown Kadath[/I] !!!
    Non sai che cosa ti attende!!!.......... [I]Ocus pocus malleus maleficarum quousque tandem timeo danaos gallia es omnis divisa in partes tres!!!![/I]

    ... è arrivata la maledizione?
    se ti piglia un accipicchia, avvertimi, per le statistiche Istat. grazie.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: tehom il 16 Marzo 2010, 13:06:59

    Sembra che il vecchio John col passare del tempo si stia, come dire , ... trasformando !
    Non so se l'avete notato, ma inizia a somigliare spudoratamente alla buonanima di E. Hemingway [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG]!!!!!
    Ora si capisce da dove saltano fuori le idee per certi suoi romanzi, basta alzarsi alla mattina e guardarsi allo specchio [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Marzo 2010, 13:44:45

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=45#39784 date=1268740206]
    Hai osato toccare [I]The Dream-Quest of Unknown Kadath[/I] !!!
    Non sai che cosa ti attende!!!.......... [I]Ocus pocus malleus maleficarum quousque tandem timeo danaos gallia es omnis divisa in partes tres!!!![/I]

    ... è arrivata la maledizione?
    se ti piglia un accipicchia, avvertimi, per le statistiche Istat. grazie.
    [/quote]

    Mea culpa... ma è tra le cose di Lovecraft che mi piacciono di meno [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_embarassed.gif[/IMG], ho apprezzato solo i "Magri notturni" e i "Bohole", anche io da piccolo avrei voluto esser spaventato da mostri fatti così...

    La maledizione mi fa un baffo perchè ho il contro-incantesimo: [I]Usque tandem carpe diem sub sole novi!!![/I]
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 16 Marzo 2010, 14:27:40

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39786 date=1268743485]
    è tra le cose di Lovecraft che mi piacciono di meno

    La maledizione mi fa un baffo perchè ho il contro-incantesimo: [I]Usque tandem carpe diem sub sole novi!!![/I]
    [/quote]

    secondo me, [I]Kadath[/I] ha un'immensità di significati profondi, sotto l'impianto un po' favolistico.
    tutto sfuma, dopo i primi entusiasmi. ogni meta ne apre un'altra. tutto succede in maniera diversa rispetto alle aspettative. il protagonista vuole raggiungere la città degli dèi felici, ma poi
    [SPOILER]dopo mille peripezie ci arriva e non li trova, però ad accoglierlo c'è proprio Nyarlathotep da cui stava fuggendo. e Nyarl. a sua volta è diverso da come lo si immaginava.[/SPOILER]
    HPL riprende i propri temi preferiti in un mix incredibile di horror, malinconia, ironia. ad esempio trovo molto - ehm - gustoso il piccolo "sequel" del [I]Ritratto di Pickman[/I]. gli dèi alieni si frazionano in una serie di livelli a scatola cinese: i Grandi Antichi, gli Altri Dèi, Nodens... ridicolizzandosi a vicenda.

    quanto al contro-incantesimo, ho la Contro-contromossa Segreta: [I]a fortiori iuxta modum vademecum habeas corpus![/I]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Marzo 2010, 14:50:20

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=45#39787 date=1268746060]

    secondo me, [I]Kadath[/I] ha un'immensità di significati profondi, sotto l'impianto un po' favolistico.
    tutto sfuma, dopo i primi entusiasmi. ogni meta ne apre un'altra. tutto succede in maniera diversa rispetto alle aspettative. il protagonista vuole raggiungere la città degli dèi felici, ma poi
    [SPOILER]dopo mille peripezie ci arriva e non li trova, però ad accoglierlo c'è proprio Nyarlathotep da cui stava fuggendo. e Nyarl. a sua volta è diverso da come lo si immaginava.[/SPOILER]
    HPL riprende i propri temi preferiti in un mix incredibile di horror, malinconia, ironia. ad esempio trovo molto - ehm - gustoso il piccolo "sequel" del [I]Ritratto di Pickman[/I]. gli dèi alieni si frazionano in una serie di livelli a scatola cinese: i Grandi Antichi, gli Altri Dèi, Nodens... ridicolizzandosi a vicenda.

    quanto al contro-incantesimo, ho la Contro-contromossa Segreta: [I]a fortiori iuxta modum vademecum habeas corpus![/I]
    [/quote]

    A me non è piaciuto il fatto che sia incredibilmente lungo per quello che è il messaggio finale che viene dato (che pure è molto bello). Diciamo che alcuni "Prose poems" come Kadath, "[I]I gatti di Ulthar[/I]", "[I]La chiave d'argento[/I]" e "[I]Gli altri dei[/I]" mi coinvolgono meno di altri e soprattutto li trovo assai più fiacchi rispetto al resto della produzione, anche se devo ammettere che anche tra questi ci sono capolavori come ad esempio "[I]La ricerca di Iranon[/I]", "[I]La stella polare[/I]" e "[I]La rovina di Sarnath[/I]".

    Ho il rimedio anche per la contromossa: [I]Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn!!!![/I]

    Poi però basta sennò mi tocca prendere i Manoscritti Pnakotici e chissà come va a finire [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 16 Marzo 2010, 15:03:27

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39790 date=1268747420]
    Ho il rimedio anche per la contromossa: [I]Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn!!!![/I]

    Poi però basta sennò mi tocca prendere i Manoscritti Pnakotici e chissà come va a finire [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
    [/quote]

    ah ssssìììììììì ??? allora userò la ineluttabile Blasfema Evocazione Trifidide:
    "Ma va' 'n monaaa!"


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: lalla il 16 Marzo 2010, 19:50:40


    Amo in modo oserei dire vergognoso quasi tutte le opere di Lovecraft a parte qualche racconto e le poesie, che secondo me avrebbe potuto benissimo fare a meno di scrivere (ma forse per apprezzarle bisognerebbe leggerle in lingua originale, e la mia conoscenza dell'inglese non giunge a tanto...).

    Comunque, tanti anni fa mi ricordo che possedevo, ma non mi ricordo il titolo (forse "i mostri all'angolo della strada"), un'edizione rilegata che poi svanì nel nulla, forse prestata, chissenericordapiù. Avevo poi ricomprato il cofanetto della Newton ma la traduzione, paragonata a quella del vecchio libro che avevo, è drammatica...quando sei abituata a leggere "caprimulgo" che te ne fai di uno schifido "Succiacapre"? Una frase della parte finale della Ricerca Onirica dello Sconosciuto Kadath (sublime, checchè ne dica Max![IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um/grin.gif[/IMG]) mi sembra fosse tradotta "...dove il Charles dai molti ponti fluisce pigramente...", mentre la traduzione dell'edizione Newton cita "...dove scorre sonnolento il fiume Charles rifluendo pigramente sotto i ponti...". Non fa schifo, ma per me non è la stessa cosa.

    Vorrei rileggermi il "mio" vecchio libro...chi mi sa dire qual'era?

    Vado perché l'Eidolon sulla mensola vicino alla scrivania del pc mi sta guardando storto...
    Baci[IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um/kiss.gif[/IMG]
    lalla


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Marzo 2010, 22:56:12

    [quote author=lalla qlnk=board=6&threadid=4254&start=60#39793 date=1268765440]

    Amo in modo oserei dire vergognoso quasi tutte le opere di Lovecraft a parte qualche racconto e le poesie, che secondo me avrebbe potuto benissimo fare a meno di scrivere (ma forse per apprezzarle bisognerebbe leggerle in lingua originale, e la mia conoscenza dell'inglese non giunge a tanto...).

    Comunque, tanti anni fa mi ricordo che possedevo, ma non mi ricordo il titolo (forse "i mostri all'angolo della strada"), un'edizione rilegata che poi svanì nel nulla, forse prestata, chissenericordapiù. Avevo poi ricomprato il cofanetto della Newton ma la traduzione, paragonata a quella del vecchio libro che avevo, è drammatica...quando sei abituata a leggere "caprimulgo" che te ne fai di uno schifido "Succiacapre"? Una frase della parte finale della Ricerca Onirica dello Sconosciuto Kadath (sublime, checchè ne dica Max![IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um/grin.gif[/IMG]) mi sembra fosse tradotta "...dove il Charles dai molti ponti fluisce pigramente...", mentre la traduzione dell'edizione Newton cita "...dove scorre sonnolento il fiume Charles rifluendo pigramente sotto i ponti...". Non fa schifo, ma per me non è la stessa cosa.

    Vorrei rileggermi il "mio" vecchio libro...chi mi sa dire qual'era?

    Vado perché l'Eidolon sulla mensola vicino alla scrivania del pc mi sta guardando storto...
    Baci[IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um/kiss.gif[/IMG]
    lalla
    [/quote]

    Vero: il problema delle traduzioni è reale.
    Io ad esempio se voglio rileggere "[I]Le montagne della follia[/I]" o "[I]Il caso di Charles Dexter Ward[/I]" prendo sempre il mio vecchio e disastrato pocket della Longanesi, questo qui per capirci...

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000014/14415.jpg?ft=1252591765[/IMG]

    Non so perchè, ma la scelta delle parole e di alcune locuzioni da parte dei traduttori arricchisce i racconti e gli dona una atmosfera che non sono riuscito a ritrovare in nessun'altra edizione!
    Se invece vogli rileggermi "[I]Il richiamo di Chtulhu[/I]", "[I]Il modello di Pickman[/I]" o "[I]Il colore venuto dallo spazio[/I]" prendo proprio "I mostri all'angolo della strada" e cioè questo...

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000003/3678.jpg?ft=1252592401[/IMG]

    Comprato alla Standa di Pomezia (quando ancora esisteva e non era stata fatta fallire) è stato il libro che mi ha fatto scoprire Lovecraft: molti racconti, ho scoperto in seguito, sono stati "tagliati", ma l'effetto è eccellente e le storie per me ne hanno giovato sensibilmente. So che per molti questa equivale ad una bestemmia, ma provate a leggere il finale de "[I]Il colore venuto dallo spazio[/I]", tagliato da Fruttero e Lucentini in questa edizione e poi leggetevi quello dello stesso racconto nell'edizione di "Tutti i Racconti" sempre della Mondadori: per me c'è un abisso e l'edizione tagliata è più bella!
    Insomma: Lovecraft è sempre lo stesso, no? Eppure una edizione fatta interpretando il testo e presentando i racconti in un certo modo (come solo Fruttero e Lucentini sapevano fare) li rende in qualche modo migliori rispetto ad una traduzione magari più fedele ma più "piatta"... so di addentrarmi in un campo minato con Dario che sta lì in ascolto, ma questa è la mia impressione di lettore e di appassionato...
    Concordo con Lalla: i caprimulghi de "[I]L'orrore di Dunwich[/I]" creano molta più atmosfera e vanno protetti, i "succiacapre" lasciamoli a X-Files...
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 17 Marzo 2010, 07:43:40

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39797 date=1268776572]
    una edizione fatta interpretando il testo e presentando i racconti in un certo modo li rende in qualche modo migliori rispetto ad una traduzione magari più fedele ma più "piatta"... so di addentrarmi in un campo minato con Dario che sta lì in ascolto
    [/quote]

    E infatti, [I]Cicero pro domo sua[/I], ti dò ragione al 100%.

    Anche perché, sennò, a quest'ora sarei a spasso. Menomale che anche qualche editore la pensa come Maxpullo ;-)

    Precisiamo, non si tratta di una "scelta preconfezionata", buona o cattiva che sia: è il modo di tradurre che a certuni viene spontaneo nel momento stesso in cui si mettono a digitare al computer. Anche sforzandosi a fare l'opposto, non ci si riesce. Il buffo è che, decenni fa, quando scoprii le "libertà" che si erano presi F&L nei [I]Mostri all'angolo della strada[/I], mi scandalizzai. Nemesi storica.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: trifide il 17 Marzo 2010, 08:39:56

    [LEFT]Lalla, dei "Mostri all'angolo della strada" esiste la versione rilegata Mondadori, forse era questo?[/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT]La prima sovracopertina è della versione del 1966, la seconda è del 1974, traduzione a cura di Roberto Mauro[/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k14075a6f15.jpg[/IMG][/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT]poi uscì nel 1980 come Oscar con delle modifiche nel contenuto e la traduzione di Maria Luisa Bonfanti.[/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT][IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000003/3678.jpg?ft=1252592401[/IMG][/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT]Nel db di UM il primo libro riloegato non c'è...vedremo di intervenire a sanare questa lacuna lacunosa[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_angry.gif[/IMG][/LEFT]
    [LEFT] [/LEFT]
    [LEFT]Ciao Lallina[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG][/LEFT]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 17 Marzo 2010, 09:13:43

    A titolo di curiosità: l'originale della prima copertina de "I mostri all'angolo della strada", quella dell'edizione del 1966 andò smarrito ed è per questo motivo che la Mondadori scelse di cambiarla nella seconda edizione del 1974.
    La stessa copertina del 1966 è stata poi riprodotta nel primo volume degli Oscar "[I]Tuti i racconti: 1897-1922[/I]" grazie ad un procedimento di ripresa fotografica (probabilmente lo stesso usato per fare la ristampa anastatica de "[I]Le sabbie di Marte[/I]"). Purtroppo in questa copertina ci aggiunsero un cielo rossiccio e tempestoso che non fa risaltare la città "alla Escher" di Thole allo stesso modo in cui faceva il fondo bianco dell'edizione del 1966...
    Eccola (solo la parte frontale)

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000025/25324.jpg?ft=1252592637[/IMG]


    Domanda per il Trifidone: la copertina che hai messo è asimmetrica. Se gli occhi non mi ingannano la parte a sinistra del dorso è più corta di quella a destra: il volume ha le pagine con dimensione a scalare oppure ne manca un pezzo? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
    Te lo chiedo perchè nell'edizione Oscar Narrativa di "Tutti i racconti" l'immagine di Karel Thole è stampata parte sulla copertina e parte sul retro, interrompendosi sul dorso che è bianco, ma se ricomponi le due parti l'immagine è identica a quella che hai postato... qualcosa non mi torna...


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: trifide il 17 Marzo 2010, 09:27:52

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=60#39803 date=1268813623]

    Domanda per il Trifidone: la copertina che hai messo è asimmetrica. Se gli occhi non mi ingannano la parte a sinistra del dorso è più corta di quella a destra: il volume ha le pagine con dimensione a scalare oppure ne manca un pezzo? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
    Te lo chiedo perchè nell'edizione Oscar Narrativa di "Tutti i racconti" l'immagine di Karel Thole è stampata parte sulla copertina e parte sul retro, interrompendosi sul dorso che è bianco, ma se ricomponi le due parti l'immagine è identica a quella che hai postato... qualcosa non mi torna...
    [/quote]

    Max, ma tutti sono capaci ad avere uno scanner che fa le copertine giuste!
    Il bello è averne uno che crea anche in prospettiva[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG].

    Purtroppo non sapremo mai cosa è successo, l'immagine è tratta dal Cat. Vegetti, il libro non ce l'ho fisicamente, ovviamente è anche il motivo per cui non è nemmeno nel DB![IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]

    [SIZE=5]I[COLOR=#00b0f0]L[/COLOR] T[COLOR=#00b0f0]R[/COLOR]I[COLOR=#00b0f0]F[/COLOR]I[COLOR=#00b0f0]D[/COLOR]O[COLOR=#00b0f0]N[/COLOR]E [COLOR=#00b0f0]F[/COLOR]E[COLOR=#00b0f0]L[/COLOR]I[COLOR=#00b0f0]C[/COLOR]E[/SIZE]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 17 Marzo 2010, 11:46:32

    Visto che un esempio vale più di mille parole ecco cosa intendo io per "differenze di traduzione" che in parte rovinano l'effetto di una situazione.
    Si tratta dello stesso brano tratto da "[I]Il caso di Charles Dexter Ward[/I]", preso da due edizioni diverse, quella Longanesi e quella Mondadori (debitamente spoilerato per chi non avesse ancora letto il racconto/romanzo).

    Questo è quanto riportato nel volume "[I]Le montagne della Follia[/I]" edito da Longanesi:
    [SPOILER][...] e là corsero voci vaghe di cose galleggianti giù per il fiume che si potevano intravedere per un istante nel momento in cui precipitavano nella cascata. E' vero che il Pawtuxet è un fiume lungo che si snoda attraverso molte regioni abitate dove i cimiteri sono numerosi, e inoltre che le piogge primaverili erano state molto abbondanti; ma ai pescatori intorno al ponte non era piaciuto il modo in cui uno di quegli oggetti sembrava guardare mentre precipitava nella tranquilla acqua sottostante e neppure il modo in cui un altro sembrava quasi gridare, per quanto le sue condizioni fossero molto diverse da quelle delle cose che normalmente gridano. [...][/SPOILER]

    Questo invece quanto scritto nel volume "[I]Tutti i racconti 1927-1930[/I]" edito da Mondadori:
    [SPOILER][...] si sentì dire che il fiume trasportava a valle misteriosi corpi, i quali balenavano alla vista un momento prima di precipitare nella cascata. Naturalmente il Pawtuxet è un lungo fiume che attraversa numerose regioni abitate e piene di cimiteri, ed è anche vero che le piogge di primavera erano state più forti del solito; ma i pescatori che chiacchieravano sul ponte del villaggio non apprezzarono il modo in cui uno dei corpi "Lanciò un'occhiata verso il basso" mentre precipitava nelle acque della baia, né l'urlo emesso da un'altra figura, che pure aveva da lungo superato lo stadio in cui i corpi umani sono in grado di gridare. [...][/SPOILER]

    Le "[I]voci vaghe[/I]" diventano un piatto "[I]si sentì dire[/I]", il rapido "[I]intravedere[/I]" diventa un chiarissimo "[I]balenavano[/I]", l'incerto e misterioso "[I]sembrava guardare[/I]" diventa un certissimo "[I]Lanciò un'occhiata verso il basso[/I]"... e così via... insomma anche se la seconda traduzione è forse più fedele all'originale, per me l'atmosfera di sospensione e di mistero che c'è nel volume della Longanesi è completamente svanita in quello della Mondadori.
    E' questione di gusti, ma che l'effetto sia differente è innegabile.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: lalla il 17 Marzo 2010, 14:49:58


    ERA LUI.....ERA LUI!!!!!!...QUELLO DEL 1974!!!!![IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/4.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/4.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/4.gif[/IMG]

    Grazie Maestà![IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um/kiss.gif[/IMG]

    Quello piccolo ce l'ho, ma nell'altro c'era molta più roba....


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 17 Marzo 2010, 20:24:19

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=60#39791 date=1268748207]
    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39790 date=1268747420]
    Ho il rimedio anche per la contromossa: [I]Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn!!!![/I]

    Poi però basta sennò mi tocca prendere i Manoscritti Pnakotici e chissà come va a finire [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
    [/quote]

    ah ssssìììììììì ??? allora userò la ineluttabile Blasfema Evocazione Trifidide:
    "Ma va' 'n monaaa!"
    [/quote]

    Perdono potentissimo signore...........in, non 'n.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 17 Marzo 2010, 22:56:37

    [quote author=gretana qlnk=board=6&threadid=4254&start=60#39836 date=1268853859]
    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=60#39791 date=1268748207]
    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39790 date=1268747420]
    Ho il rimedio anche per la contromossa: [I]Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn!!!![/I]

    Poi però basta sennò mi tocca prendere i Manoscritti Pnakotici e chissà come va a finire [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
    [/quote]

    ah ssssìììììììì ??? allora userò la ineluttabile Blasfema Evocazione Trifidide:
    "Ma va' 'n monaaa!"
    [/quote]

    Perdono potentissimo signore...........in, non 'n.
    [/quote]

    L'ha solo un po' "romanizzato"... è la libertà del traduttore [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 18 Marzo 2010, 07:31:47

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#39842 date=1268862997]
    L'ha solo un po' "romanizzato"... è la libertà del traduttore [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG]
    [/quote]

    ero lì lì per scriverlo, poi ho lasciato perdere... ma vedo che dhr e maxpullo ormai sono un Borg (iscritto all'associazione Borg bell d'Italia).

    e non era mica solo questione di romanità, caput mundi! c'era anche l'impeto, la rabbia, la furia, che faceva mangiare e distorcere le parole in un ringhio semi-ferino.

    eh!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 18 Marzo 2010, 12:25:29

    Max, galeotto il libro e chi lo scrisse! Proprio oggi mi è capitato di tradurre [I]per la prima volta[/I] - emozioneeeeeee! - un brano di Lovecraft per un blog. Si tratta del finale del [B]Richiamo di Cthulhu[/B]. Potevo copiare una versione già esistente, ma la tentazione era troppo forte.
    Si trova su
    http://leragazze.wordpress.com/2010/03/15/molluschi-senza-personalita/#comment-861


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: miky1 il 19 Marzo 2010, 15:58:03

    [quote author=lalla qlnk=board=6&threadid=4254&start=60#39814 date=1268833798]

    ERA LUI.....ERA LUI!!!!!!...QUELLO DEL 1974!!!!![IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/4.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/4.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/4.gif[/IMG]

    Grazie Maestà![IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um/kiss.gif[/IMG]

    Quello piccolo ce l'ho, ma nell'altro c'era molta più roba....
    [/quote]

    Beh se vuoi l'edizione originale del 1966 ..... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: lalla il 19 Marzo 2010, 17:09:52

    [quote]Beh se vuoi l'edizione originale del 1966 ..... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
    [/quote]




    ...Miky tentatore.....[IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/3d/cry.gif[/IMG] ...no, no, sono in ristrettezze, mi tengo la Newton (a meno che tu non accetti in cambio una cinquantina di Cosmo Ponzoni[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/3d/rofl.gif[/IMG]...)

    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um/kiss.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um/kiss.gif[/IMG]
    lalla


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 20 Marzo 2010, 11:09:48

    [SIZE=4][B]Omaggio malriuscito numero 1[/B][/SIZE]

    Capita a volte che un autore voglia rendere in qualche modo omaggio ad un grande scrittore del passato, riproponendo alcune sue tematiche, clichè o anche storie e personaggi, magari presentati in modo differente e originale. Ma anche se l'intenzione è lodevole, non sempre il risultato ottiene l'effetto sperato: se poi ci si mette anche la redazione della rivista che pubblica il libro ad infilare una serie di "sviste" notevoli, allora il libro che ne viene fuori non può che essere una vera e propria perla del grottesco, un libro veramente degno di figurare nella galleria dei massimi "orrori" mai pubblicati.
    A torto o a ragione, giudicate voi, ritengo che uno degli esempi più notevoli di "omaggio malriuscito" sia rappresentato dal romanzo "[B]Un bivio nel passato[/B]", firmato dalle controfigure di Roger Zelazny e Fred Saberhagen e pubblicato nell'Urania più ricco di strafalcioni che si ricordi, il numero "speciale" [URL=http://index.php?action=scheda&codscheda=1203]1195[/URL].

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1203.jpg?ft=1252591876[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Da sempre questo libro è presente nella mia personale top ten delle nefandezze: dopo due faticosissime letture avevo conservato solo l'impressione di una storia confusa all'inverosimile e drammaticamente sconclusionata, ma è solo ora, dopo la terza rilettura che sono riuscito finalmente ad approfondire ed a comprendere le origini di questo mio senso di disagio.
    Esso deriva tutto dal fatto che gli autori sono riusciti a construire una trama che sa di farsa e che non sta in piedi pur partendo da uno spunto felicissimo: l'idea di trasporre in una trama coerente e "fantascientifica" l'universo fantastico di Edgar Allan Poe. Il tema degli universi paralleli e delle infinite possibilità da questo sottintese offrono, infatti, il destro ai due autori per immaginare una storia meravigliosa in cui reltà e finzione si ribaltano ed in cui, per effetto di straordinarie forze psichiche, il grande Edgar Allan Poe si ritrova di fatto scambiato con il suo "doppelgangher", il coraggioso Edgar Allan Perry.
    Questo scambio, che porta Poe nell'universo di Perry e viceversa, di fatto crea una anomalia per effetto della quale lo scrittore finirà per isolarsi dalla realtà, costruendo una sorta di mondo immaginario ad immagine di quello che ha dovuto lasciare, mentre Perry vivrà una straordinaria avventura al fianco dei personaggi protagonisti degli scritti di Poe.[/TD][/TR][/TABLE]
    Dal morto "mesmerizzato" Valdemar, alla conturbante Ligeia, dalla piccola Trippetta all'orango Emerson, dall'investigatore Dupin al crudele re Prospero, tutti i personaggi di Poe prendono vita in una sorta di teatro del meraviglioso che ci spalanca le porte della comprensione verso la mente di uno dei grandi della letteratura di tutti i tempi. E mentre quindi Perry vive situazioni che vanno dalla prigionia nel carcere dell'Inquisizione de "[I]Il pozzo e il pendolo[/I]", alle drammatiche vicende di "[I]Hop frog[/I]" o "[I]La maschera della Morte Rossa[/I]", fino alle suggestioni polari del celebre "[I]Le avventure di Arthur Gordon Pym[/I]", Poe, nel suo nuovo universo, racconterà le sue gesta che diverranno letteratura.
    Purtroppo, questo straordinario omaggio riesce solo in parte e, quello che potrebbe essere un capolavoro, viene rovinato da uno stile approssimativo e confuso in cui le storie appaiono mescolate senza capo nè coda ed in cui la vicenda onirica di contatto tra i due "doppi" di Poe e la fanciulla che rende possibile lo scambio appare irrimediabilmente slegata dal contesto, creando un effetto grottesco, sgraziato e malinconico.
    Rimane quindi un lodevole tentativo, ma una pessima realizzazione, aggravata da alcune "leggerezze" editoriali incomprensibili: non vi è infatti alcun rapporto tra la vicenda narrata e quanto invece riportato in quarta di copertina o nella copertina stessa.
    Rimane il dubbio che possa trattarsi di un altro "scambio" tra universi paralleli, ma forse è più semplice immaginare che chi ha recensito il romanzo, magari non lo ha letto, oppure ha fatto il copia ed incolla della recensione di un altro romanzo di argomento affine.
    In ogni caso, a mio avviso, una occasione sprecata per rendere omaggio ad un grande padre della narrativa fantastica.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 20 Marzo 2010, 11:18:34

    Hai ragione, questo "bivio" convince poco.
    Lo stesso Poe aveva fornito elementi ben più interessanti per identificare il suo Doppio:

    - il personaggio di William Wilson, che è il suo opposto "morale"

    - la sua stessa opera, spaccata in due tra incursioni nell'allucinazione e rigorosissime analisi filosofico-scientifiche

    - la sua affermazione che "forse è vero: tutto ciò che ho scritto, era per scherzo" (lettera a un ammiratore), che capovolge il significato dei suoi testi


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 22 Marzo 2010, 20:24:25

    [SIZE=4][B]Omaggio malriuscito numero 2[/B][/SIZE]

    Che Zelazny e Saberhagen volessero omaggiare Poe nel romanzo presentato alla scheda precedente è fuori di dubbio, mentre assai più sottile e meno evidente è il genere di omaggio che Fritz Leiber volle fare al grande Howard Phillips Lovecraft scrivendo il romanzo "[B]Nostra signora delle tenebre[/B]", pubblicato come Urania Classici [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1943]308[/URL].
    La storia di Leiber è, infatti, assai originale e solo un appassionato conoscitore della narrativa lovecraftiana può riconoscere qua e là degli spunti, se non addirittura delle vere e proprie citazioni, presi dalle storie del grande HPL; ma che fosse un omaggio vero e proprio, oppure una mia semplice impressione, il paragone con le storie di Lovecraft non regge e, come si evince anche dal commento rilasciato nell'apposita sezione, questo romanzo ha più di un difetto.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1943.jpg?ft=1252591880[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Noioso come pochi altri, questo romanzo di Fritz Leiber si ascrive senza dubbio al genere horror esclusivamente per la vacuità della trama che propone e per la confusissima storia di arcane maledizioni e di un mistero che rimane tale anche dopo 235 pagine.
    L'atmosfera del libro, basata in massima parte sull'orrore ispirato dalle grandi formicolanti città, è mutuata quasi di sana pianta dalle storie di Lovecraft, principalmente da "[I]Orrore a Red Hook[/I]" e "[I]L'incontro notturno[/I]", ma non mancano alcune suggestioni riprese integralmente da altri racconti di HPL come ad esempio il senso di velato mistero ispirato da un particolare scorto in lontananza come nel lovecraftiano "[I]L'abitatore del buio[/I]". Le uniche note positive dell'intera storia infatti sono dovute alle scene in cui il protagonista esplora con il binocolo la città e si sente in qualche modo "attirato" all'esplorazione dei misteri scorti remotamente, quasi come capita al Robert Blake (alias Robert Bloch) de "[I]L'abitatore del buio[/I]".
    I molti riferimenti agli scritti di Lovecraft e ad alcuni suoi amici e contemporanei quali ad esempio Clark Ashton Smith, Montague Rhode James e Dashiell Hammett, contribuiscono in parte a risollevare le sorti di una storia altrimenti inconcludente ed a darne una motivazione ed un senso che altrimenti non avrebbe.[/TD][/TR][/TABLE]
    L'impressione che ho ricavato dalla lettura è che Fritz Leiber abbia voluto in qualche modo "omaggiare" i grandi autori della narrativa fantastica di inizio secolo, Lovecraft in primis, ma che il tentativo sia riuscito solo in parte.
    Certamente non tra le cose migliori dell'autore e, nonostante il "restiling" di una delle più belle copertine di Karel Thole mai apparse nella collana (quella dell'Urania 561), un libro mediocre.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 22 Marzo 2010, 20:34:41

    Mi hai fatto venir voglia di rileggere Lovecraft, fortuna che possiedo. Non hai idea delle mie sofferenze quando parli di libri che non ho.
    Sei la mia croce.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 22 Marzo 2010, 21:20:55

    a proposito di omaggi "orrendi", inguardabili, ingiustificabili, inclassificabili ecc. a Lovecraft... è arrivato il momento di smettere di nascondersi...

    http://www.torinofilmfest.org/?action=detail&id=3187


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: loacker il 23 Marzo 2010, 11:08:11


    "Nostra signora delle tenebre" mi manca: in effetti malgrado la vittoria del World Fantasy Award viene descritto come un omaggio un pò malriuscito. Se mi capiterà in usato comunque lo prenderò: sia Leiber che gli autori omaggiati in genere mi piacciono molto, e magari lo apprezzerò un pò più della media dei lettori...


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 23 Marzo 2010, 11:51:49

    [quote author=loacker qlnk=board=6&threadid=4254&start=75#39998 date=1269338891]

    "Nostra signora delle tenebre" mi manca: in effetti malgrado la vittoria del World Fantasy Award viene descritto come un omaggio un pò malriuscito. Se mi capiterà in usato comunque lo prenderò: sia Leiber che gli autori omaggiati in genere mi piacciono molto, e magari lo apprezzerò un pò più della media dei lettori...
    [/quote]

    Naturalmente io l'ho presentato maluccio perchè questa è stata la mia impressione di lettura... lungi da me l'idea di dissuadere chiunque dal leggerlo. Ogni omaggio a Lovecraft poi è sempre cosa gradita anche se non riesce proprio bene bene
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]
    Devo dire che questo classico di Leiber si trova con una certa difficoltà (credo che la tiratura dei Classici di Urania fosse molto diminuita verso la fine della serie), ma non è impossibile da reperire... magari in altre edizioni si trova più facilmente.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 07 Aprile 2010, 22:23:23

    [SIZE=4][B][COLOR=#974806]Catastrofi: Terra e Fuoco[/COLOR][/B][/SIZE]

    Nella grande varietà di sciagure planetarie che la fantascienza si è sbizzarita ad immaginare nel corso degli anni, quelle immaginate da James Graham Ballard occupano sicuramente un posto di spicco, non fosse altro perchè la sua celebre "trilogia" costituita da "[I]Vento dal nulla[/I]", "[I]Deserto d'acqua[/I]" e "[I]Terra bruciata[/I]", gli è valsa, come già detto il nome di "cantore delle catastrofi". Praticamente nessun altro autore è stato così prolifico, vario ed originale nell'immaginare scenari apocalittici tanto diversi tra loro, producendo tre storie simili ma diverse, il cui comun denominatore è rappresentato dall'aberrazione e dalla follia umana provocate dal dilagare delle implacabili forze della natura. Quasi come fosse una sorta di richiamo ai quattro elementi della tradizione classica, Aria, Acqua, Terra e Fuoco, i tre romanzi di Ballard sembrano praticamente una sorta di monito nei confronti dell'umanità a non dimenticare mai che il suo posto sul pianeta è subordinato ad un equilibrio precario che non bisogna affatto dare per scontato e rappresentano un punto di riferimento imprescindibile per il genere catastrofista.
    Ed anche se questi tre romanzi non sono tutti sullo stesso livello ed in alcuni casi la debordante prosa di Ballard può facilmente sfociare nella noia, nessuna raccolta che si prefigga un minimo di completezza sull'argomento catastrofi può assolutamente prescindere da essi.
    L'ultimo dei tre romanzi che mi rimane da presentare per completare la trilogia, è il primo che ho letto ed è anche quello che aggiunge gli ultimi due elementi mancanti: dopo l'Acqua di "[I]Deserto d'acqua[/I]" e l'Aria di "[I]Vento dal nulla[/I]", ecco che il terribile cosmo Ballardiano si arricchisce anche della Terra e del Fuoco con il libro "[B]Terra bruciata[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=425]417[/URL], di cui riporto il mio non proprio entusiastico commento.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/425.jpg?ft=1252592287[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Una idea puerile per spiegare la catastrofe della siccità che incombe sulla Terra ed una lunghissima, pesantissima sequenza di pagine per raccontare le misteriose e sconclusionate gesta dei personaggi costretti a viverla sono le principali caratteristiche di questo romanzo.
    La quasi totale mancanza di dialoghi e una prosa faticosa completano il quadro, rendendo la lettura lunga, difficile e noiosa al punto che a metà libro ci si inizia a chiedere quanto manchi prima della fine.
    L'unico pregio del romanzo è la grande dote di Ballard di riuscire a descrivere i paesagi desolati talmente bene che pare quasi di esserci: la sola descrizione della spiaggia essiccata con le montagne di sale ed i pesci agonizzanti merita la lettura, ma non basta proprio a risolvere i problemi di una storia che, nonostante l'argomento, fa letteralmente acqua da tutte le parti.
    Anche qui come in "[I]Deserto d'acqua[/I]" l'attenzione della storia è spostata principalmente sugli aspetti psicologici delle persone di fronte alla catastrofe, ma, mentre nell'altro romanzo la storia era convincente ed affascinante, qui appare quasi del tutto assente e la situazione apocalittica giustifica solo in parte un cast di personaggi assolutamente fuori da ogni norma descritti in comportamenti assurdi, spesso incomprensibili.[/TD][/TR][/TABLE]
    Come appare evidente dalle mie parole, questo romanzo, non è certamente tra le cose che mi sono piaciute di più nella produzione di Ballard, ma lo considero ugualmente un libro importante e degno di nota, non solo per quello che simbolicamente rappresenta nel macrocosmo dei volumi sull'argomento, ma anche perchè mi ricordo come fosse ieri quel giorno assolato nel mercato di Torvaianica in cui lo acquistai, finendo per associare indissolubilmente il ricordo dell'afa e della calura del mercatino estivo al titolo del libro ed alla "arida" copertina di Thole.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 07 Aprile 2010, 22:50:39

    Ohhh...alla buon'ora.
    Hai finito di indicizzare? Ritorni tra di noi?
    Non è che lasci passare altri 15 giorni?
    Qui c'è gente in crisi d'astinenza.
    Diamoci- diati-dii- una mossa.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 08 Aprile 2010, 21:52:56

    [quote author=gretana qlnk=board=6&threadid=4254&start=75#40337 date=1270673439]
    Ohhh...alla buon'ora.
    Hai finito di indicizzare? Ritorni tra di noi?
    Non è che lasci passare altri 15 giorni?
    Qui c'è gente in crisi d'astinenza.
    Diamoci- diati-dii- una mossa.
    [/quote]

    Capa, perdono!
    Hai proprio ragione... è che ultimamente mi sono un poco ingolfato... tante idee, troppe letture e troppo poco tempo per, diciamo, "contestualizzare"...
    Mi spiego: non mi va di sciupare un ricordo, una emozione o anche semplicemente un modo originale di presentare una storia solo per mettere una scheda in più... insomma, se non ho tempo a sufficienza, se non trovo l'ispirazione giusta e se le parole non mi vengono di getto allora lascio stare e mi dedico agli indici che hanno bisogno di meno creatività...
    Ti dico solo che ho pronte un sacco di cosette e che la prossima maxi-scheda sarà certamente dedicata ai mostri ed alle creature aliene apparse sulle pagine di Urania nel corso della sue esistenza... Clone, Gizmo e compagnia per intenderci... e poi ce ne saranno altre... una sicuramente sarà dedicata ai racconti di Ballard, ma prima voglio terminare di leggerli tutti visto che Urania non ha mai pensato di fare per lui una raccolta organica come ha fatto invece per Fredric Brown e Richard Matheson ed ha preferito invece sparpagliarli a destra e a manca in una miriade di antologie pubblicate in anni diversi... spero solo che il tempo sia meno tiranno di quanto non è stato nell'ultimo mese e che la voglia di raccontare le emozioni della lettura rimanga sempre la stessa.
    Quando ci sarà la prossima scheda?
    Forse domani... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]
    Buonanotte


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 09 Aprile 2010, 11:53:31

    [SIZE=4][B][COLOR=#1f497d]Sfida ai terrestri[/COLOR][/B][/SIZE]

    Siamo pronti al confronto (psicologico, tecnologico, morale) con entità aliene? Che grado di civiltà verrebbe assegnato alla razza umana all'interno di un eventuale Commonwealth cosmico? Come potrebbero giudicarci da osservatori esterni e neutrali eventuali ospiti extraterrestri?
    Ci sono diverse storie apparse su Urania che trattano più o meno approfonditamente questo argomento: ancora non so se tutte queste storie meritano di essere raccolte in una unica scheda multipla oppure se sia meglio trattarle separatamente volta per volta. Nel dubbio colgo l'occasione per una scheda doppia in cui presentare il tipico romanzo che affronta la questione, il bellissimo "[B]Il 27° giorno[/B]" di John Mantley, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=461]453[/URL] ed una delle raccolte più complete e significative mai apparse sull'argomento e cioè l'antologia "[B]Terrestri alla prova[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=452]444[/URL]. Entrambi i volumi sono accumunati dal senso di sfida nei confronti dei terrestri da parte di entità aliene e, anche se alla fine gli esiti della sfida sono quasi sempre (irragionevolmente?) positivi, si tratta di due libri che vale la pena leggere.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/461.jpg?ft=1252592303[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]La cosa più intrigante de "[I]Il 27° giorno[/I]" è la sua originalità che lo rende leggibile e gradevole nonostante il tempo trascoso. La storia, pur con alcune ovvie ingenuità, scorre che è un piacere grazie anche a personaggi simpatici e molto ben delineati.
    Situazioni frizzanti, divertenti e gustose, non prive di una certa dose di humor coinvolgono il lettore sin dalle prime pagine e rendono la lettura facile e scorrevole.
    I dialoghi briosi e l'eccellente caratterizzazione dei personaggi, perfettamente vivi e realistici nelle loro debolezze e nei loro dubbi, rendono questo libro una vera perla, affascinante ed attuale ancorchè scritto negli anni '50.
    Per l'ennesima volta viene purtroppo riproposto il clichè della Russia descritta come impero del male votato alla conquista del mondo con ogni mezzo lecito o illecito, ma il libro è talmente divertente e originale che ci si passa sopra volentieri e ci si può limitare a considerarlo come un aspetto marginale della storia che ovviamente è figlia del suo tempo.
    La sfida proposta dagli alieni agli uomini è terribilmente difficile da superare, complicata ulteriormente dal fatto di essere una sfida in parte "truccata", ma, fortunatamente, l'intelligenza ed i sentimenti dei cinque campioni chiamati loro malgrado ad accoglierla saranno sufficienti a sventare ogni insidia.
    Il colpo di scena finale poi fa assumere alla vicenda una luce completamente diversa e rende questo libro difficile da dimenticare anche a distanza di anni. Un capolavoro.[/TD][/TR][TR][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][/TR][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/452.jpg?ft=1257699052[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]"[I]Terrestri alla prova[/I]" è davvero una discreta antologia che, nonostante gli alti e bassi si risolleva proprio grazie agli ultimi due racconti, lasciando un buon ricordo di lettura.
    Il tema di fondo è quello del confronto tra l'uomo e le razze aliene, con gli esseri umani letteralmente "messi alla prova" in una serie di situazioni bizzarre, inusuali e pericolose o semplicemente "oggetto di studio" da parte di esseri extraterrestri.
    Apre le danze il veterano Arthur Charles Clarke, qui con uno uno dei suoi racconti forse meno riusciti, ma sicuramente d'effetto: "[I]Spedizione di soccorso[/I]" narra di una astronave extraterrestre venuta sulla Terra a cercare di salvare eventuali superstiti prima che il sole si trasformi in una nova. Ma grandi sono le sorprese che attendono questi benevoli missionari e solo dopo una serie di rocambolesche disavventure essi si renderanno conto del loro errore di valutazione e che in realtà sul pianeta, tranne forse loro stessi, non c'è proprio nessuno da salvare.
    Il secondo racconto "[I]Meglio andarsene dal Terzo pianeta[/I]", di Keith Roberts, è senza dubbio il più fiacco dell'antologia. Il dinamismo e la simpatia della forma epistolare per la narrazione riescono, infatti, a rendere accettabile solo in parte la solita, banale storia degli alieni supertecnologici sconfitti dalla tenacia e dall'ardore degli umani.
    Appena sufficiente il terzo racconto, "[I]Rappresentante della Terra[/I]", firmato da un incognito "Greg Benford", che, grazie al catalogo Vegetti riusciamo a ricondurre ad un più noto "Gregory Benford". La sua storia inizia come un celebre racconto di Fredric Brown, con un uomo che deve difendersi dall'attacco di spaventosi mostri solo con l'ausilio del suo cervello, ma il finale sarà al contempo imprevedibile e deludente.[/TD][/TR][/TABLE]
    E se a questo punto vi viene voglia di chiudere l'antologia fermatevi! Perchè il bello deve ancora venire...
    Il penultimo racconto, infatti, "[I]Nave zoo[/I]", regalatoci dal grande Poul Anderson, è una simpatica avventura di un equipaggio terrestre in fuga dal nemico, che per poter sopravvivere al guasto della propria astronave prova a rifugiarsi in un misterioso veicolo extraterrestre i cui occupanti, dopo aver tentato a loro volta una inutile fuga, si nascondono agli occhi degli invasori celandosi tra le gabbie di uno zoo impossibile e confidando nell'ignoranza dei terrestri nel riuscire a riconoscerli. Gustoso e imprevedibile, il racconto regala le sue emozioni migliori proprio nelle pagine finali e proprio ad opera del personaggio meno prevedibile.
    L'ultimo racconto, invece, "[I]Dan Stevenson non molla[/I]", firmato Algis Budrys, è pura poesia. E' l'epica lotta di un uomo, contro le forze della natura, contro i suoi simili e, se vogliamo, contro ogni logica, per assicurarsi il possesso di quello che sembra un misterioso relitto, forse alieno. E' una lotta impari, forsennata, ma che testimonia in modo realistico e imprevedibile, meglio di qualsiasi altro racconto dispensatore di anonimi, bonari e ottimistici incensi, il valore della razza umana ed esalta quella caratteristica che più di tutte ne ha contribuito all'evoluzione: la tenacia. Un vero capolavoro.

    La razza umana è pronta ad accogliere sfide extraterrestri? Stando a quanto si legge in questi due bei volumi sembrerebbe proprio di si... personalmente nutro i miei dubbi, ma in fondo tutti possiamo sbagliare e chi può dire che, messi alle strette e posti di fronte a sfide al limite dell'imaginazione, noi, come tanti piccoli Dan Stenvenson, non riusciremmo piuttosto a fare la nostra bella figura?


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 11 Aprile 2010, 09:26:36

    [COLOR=#4f6128][SIZE=4][B]Rielaborazione biblica - libro secondo[/B][/SIZE][/COLOR]

    Quando un libro di fantascienza viene concepito e studiato per riecheggiare trame e atmosfere della Bibbia, difficilmente risulterà banale o potrà lasciare indifferenti; se poi l'autore è molto bravo nell'utilizzare un linguaggio efficace ed evocativo e costruisce una storia ricca di spunti affascinanti, allora il capolavoro è garantito.
    Il celebre "[I]Lot[/I]" di Ward Moore, presentato lo scorso anno, è un ottimo esempio di quanto affermato, ma il terribile e affascinante "[B]Gomorra e dintorni[/B]" di Thomas Michael Disch, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=457]449[/URL], non è da meno.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/457.jpg?ft=1252592305[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Questo romanzo è un racconto terribile ma anche affascinante che, riecheggiando volutamente il clima angosciante del Vecchio Testamento laddove si parla dell'intervento divino per punire l'uomo dei suoi peccati, si svolge dall'inizio alla fine in una atmosfera di sospensione e di terrore.
    La storia ha due diversi livelli di lettura: da un lato si può vedere come l'odissea di un gruppo si sopravvissuti che cercano di sopravvivere ad una catastrofe inimmaginabile, di probabile origine extraterrestre, che ha sconvolto l'ecosistema del pianeta per fini solo apparentemente comprensibili, dall'altro, invece, si può leggere come un vero e proprio racconto biblico, grazie non soltanto alla sua enorme forza evocativa, ma anche a quelli che sono i sentimenti dei protagonisti, che oscillano tra la rassegnazione e la ribellione.
    Il finale, amaro e crudele nonostante una piccola scintilla di speranza, rafforza maggiormente la validità di questa seconda chiave di lettura, al punto che la frase finale di Disch appare presa di peso dal Vecchio Testamento.
    Per il resto, la lotta degli uomini contro le mostruose "Piante" extraterrestri, il loro fuggire dalle misteriose sfere che inceneriscono gli incauti, la storia umana e crudele dei sopravvissuti costretti a nascondersi nel sottosuolo, lo sconvolgente evolvere delle loro passioni e della loro follia, rendono questo libro assolutamente unico nel suo genere e lo rendono difficile da dimenticare.[/TD][/TR][/TABLE]
    La storia angosciante dei superstiti braccati, costretti a nascondersi nelle viscere della terra ed a muoversi in equilibrio tra le radici di gigantesche piante "aliene", le dinamiche "arcaiche" della loro organizzazione ed i richiami biblici erano rimasti impressi nella mia memoria sin dalla prima lettura e solo il titolo del libro era stato dimenticato, al punto che ritrovare il romanzo era diventata per me quasi una sorta di sfida.
    Va osservato che per l'argomento trattato questa storia avrebbe potuto tranquillamente essere inserita nella scheda delle catastrofi, in quella delle piante che uccidono oppure in quella ancora a venire che parlerà di creature aliene ed invasioni, ma ho preferito presentarla da sola, come in un terribile flash che si illumina e poi si spegne, perchè sia ben chiaro che questo è un romanzo davvero "sopra le righe", fuori da qualsivoglia classificazione che non sia quella dei capolavori.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: AgenteD il 11 Aprile 2010, 11:16:08

    Una volta c'erano le vignette della serie "L'amore è...", oggi si potrebbe scrivere "Felicità è..." e, in questo caso sarebbe: possedere tutti i numeri di Urania e, dopo le parole di Maxpullo, prenderli dallo scaffale e iniziare di volta in volta la lettura del libro in questione...

    Ma la felicità, si sa, non è di questo mondo...

    Non del mio, almeno...

    Un saluto comunque grato [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/77.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Aprile 2010, 18:45:37

    [COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Creature aliene e invasioni: introduzione[/B][/SIZE][/COLOR]

    Mutazioni orribili, mostri raccapriccianti, alienità che solo la xenobiologia può concepire e creature il cui aspetto e caratteristiche fisiche sono limitati solo dall'umana fantasia: da sempre la fantascienza si è sbizzarrita nell'immaginare entità diverse dall'uomo e nell'ipotizzare che tipo di relazione potesse instaurarsi tra queste e la razza umana nell'eventualità di un incontro.
    Nella stragrande maggioranza dei casi gli scrittori, soprattutto agli albori del genere fantascientifico, non sono andati al di là dall'immaginare una guerra apocalittica per la sopravvivenza del più forte che, d'altra parte, è anche una regola di natura che quotidianamente abbiamo di fronte ai nostri occhi e che quindi è di fatto lo scenario più semplice ipotizzabile.
    Dai Trifidi di Wyndham alla nebbia di Herbert, dal Coeurl di Van Vogt all'Alien di Ridley Scott (imparentato o meno che sia con l'Ixtl di Van Vogt), sino ad arrivare ai Visitors ed ai Dalek del Doctor Who, passando per la cattivissima "mente" che si cela dietro "[I]Gli strani suicidi di Bartlesville[/I]" e per i Dirdir di Vance e per tacer delle oscene deità del pantheon lovecraftiano, la fantascienza ha immaginato ogni sorta di creature ostili o tuttalpiù subdole fino all'incredibile, il cui unico scopo è quello di eliminare l'uomo e, magari, riuscire aanche a conquistare l'ambitissimo pianeta Terra che, lungi dall'essere una qualsiasi palla di fango vagante per l'universo, assurge al ruolo di patria da difendere ad ogni costo, crocevia importantissimo sulle rotte galattiche più all'avanguardia, nonchè avaposto la cui conquista vale qualsiasi sforzo.
    Ma se l'istinto fondamentalmente xenofobo dell'uomo verso tutto ciò che è diverso lo spinge ad immaginare un conflitto, non mancano gli esempi di illustri di coesistenza pacifica: il primo su tutti ad immaginare una evoluzione non conflittuale dell'incontro con creature aliene è stato Clifford Donald Simak, le cui creature, benchè mostruose, hanno sempre dimostrato ottime intenzioni nei confronti dell'uomo e, anche se non sempre ricambiate, lo hanno seguito nella sua evoluzione ed aiutato al meglio delle loro possibilità.
    Il monolito di Arthur Charles Clarke in "[I]2001 Odissea nello spazio[/I]", gli alieni che fanno da coprotagonisti in quasi tutti i romanzi di Robert James Sawyer ed in quelli di David Brin, rappresentano, poi, altrettanti esempi di creature aliene benevoli e pacifiche, con cui è facile e utile collaborare.
    Altra interessante considerazione sull'argomento deriva poi dal fatto che non sempre le creature immaginate dalla fantascienza hanno necessariamente una origine extraterrestre: in tantissimi casi queste si sviluppano accidentalmente a seguito di esperimenti genetici, come ad esempio le "tetra" di "[I]Creature accidentali[/I]" di Anne Harris, oppure ancora sono creature la cui origine è del tutto sconosciuta come il tenebroso "milleforme" del romanzo "[I]Phantoms![/I]" di Dean Ray Koontz.
    Nelle schede sin qui presentate nel corso di questi quasi due anni di attività, molte creature sono già state poste sotto i riflettori: dal colossale venusiano di "[I]A 30 Milioni di Km dalla Terra[/I]" al gigantesco parente di Chtulhu di "[I]Abominazione atlantica[/I]", dai misteriosi "[I]Visitatori[/I]" di Simak al Nyp di "[I]Operazione antimostro[/I]", dal mutante di "[I]Terroristi e mostro a Stonehalt[/I]" ai raccapriccianti boogens che infestano "[I]La miniera di Hatcher[/I]", dai serpenti di "[I]L'albergo sulla tana dei crotali[/I]" ai ratti de "[I]L'orrenda tana[/I]", per tacer di Lupi mannari, piante assassine e Vampiri che hanno meritato la ribalta di schede a parte. Da questo momento in poi, tuttavia, trovo assai più opportuno, raggruppare le schede future sull'argomento, presentandovi in quella che probabilmente sarà la scheda multipla più ricca di tutta la rubrica, il multiforme e caleidoscopico universo di tutte le creature più bizzarre, spaventose, ostili o benevole mai apparse nelle pagine di Urania e non solo.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 16 Aprile 2010, 19:51:31

    Per vedere delle creature aliene ben fatte e intriganti, consiglio un volume che ho acquistato proprio oggi:
    [CENTER][I]TRANSLUMINAL
    The Paintings of Jim Burns[/I][/CENTER]

    Paper Tiger, GB, 1999

    Il suo sito ufficiale:
    http://www.alisoneldred.com/artistJimBurns.html


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Aprile 2010, 23:03:36

    [SIZE=4][B][COLOR=#0070c0]Creature aliene e invasioni: una carrellata iniziale[/COLOR][/B][/SIZE]

    In questa rubrica ho già presentato due raccolte di mostruosità: la discreta antologia "[I]Mostra di mostri[/I]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=803]795[/URL] e la pessima raccolta "[I]Mostri[/I]" curata da Ellen Datlow, [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=15866]Estate Horror 1993[/URL]. Si tratta di due antologie per certi versi molto legate alle concezione tradizionale dell'horror e le creature presentate non si discostano, se non per poche eccezioni, dai classici clichè propri di questo genere come licantropi, vampiri, demoni e umani molto molto perversi e crudeli.
    Di tutt'altro tenore risulta, invece, la raccolta "[B]Mostri del cielo e della terra[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1163]1155[/URL], che presenta un pregevole e variegato bestiario di creature mostruose ma inconsuete.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1163.jpg?ft=1252591878[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]I racconti di questa antologia hanno tutti il prezioso dono della brevità e questo fa si che i più brutti o insignificanti non abbiano il tempo di irritare più di tanto, mentre i più belli lasciano invece quell'ottima impressione di un fugace lampo di genio che spesso rimane nella memoria anche a distanza di anni.
    Poco importa quindi se ci sono storie prive di senso o insipide come "[I]La pelle dipinta[/I]" di P'u Sung Ling, "[I]Il mostro e la vergine[/I]" di Roger Zelazny o "[I]Perdere la faccia[/I]" di Lafcadio Hearn e se alcuni racconti come "[I]Non nominiamo mai zia Nora[/I]" di Frederik Pohl o "[I]Dopo la caduta di King Kong[/I]" di Philip Josè Farmer lascino un po' il tempo che trovano e siano sostanzialmente nulla di speciale anche se originali.
    A risollevare le sorti della raccolta basterebbe già da solo un racconto come "[I]La sirena[/I]" di Ray Bradbury, semplicemente perfetto grazie alla sua atmosfera in grado di conciliare l'orrore ispirato dalla creatura marina che emerge dagli abissi con la malinconia della sua condizione di sopravvissuto.
    Ma se a questa perla di Bradbury si affiancano i pluriristampati "[I]Mordono[/I]" di Anthony Boucher e "[I]Al largo di Phillipsport[/I]" di P. Schuyler Miller, il primo con delle creature che dire raccapriccianti è dire poco ed il secondo con una memorabile battaglia tra creature abissali, l'antologia acquista allora un valore ancora maggiore e diventa difficile da dimenticare.[/TD][/TR][/TABLE]
    A completare questa straordinaria raccolta ci sono poi nientemeno che maestri del calibro di Philip Kindred Dick, che con il suo "[I]Sacrificabile[/I]" ci svela i retroscena di una battaglia di cui siamo inconsapevoli pedine, Theodore Sturgeon, che con il suo spaventoso "[I]L'orsacchiotto del professore[/I]" ci racconta un incubo lungo una vita e Robert Sheckley, che con "[I]Il dottor Zombie ed i suoi piccoli amici pelosi[/I]", abbandona per una volta tanto il suo ironico umorismo e ci presenta una storia in cui bisogna decidere se i veri mostri siano gli sfortunati ibridi pelosi creati per soppiantare la razza umana oppure il loro creatore.
    Chiude i giochi il poetico e affascinante "[I]Y come Yeti[/I]" di William Sambrot, a ricordarci come a volte i mostri vadano anche protetti e tutelati nel loro isolamento.
    Una raccolta davvero buona che conserva il suo fascino anche a distanza di anni e che è davvero il miglior modo possibile per iniziare una carrellata di creature mostruose.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 23 Aprile 2010, 17:01:33

    [COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Creature aliene e invasioni: micidiali alchimie[/B][/SIZE][/COLOR]

    Non sempre gli "alieni" protagonisti delle storie di fantascienza sono creature extraterrestri e non sempre la loro genesi è del tutto sconosciuta. Già nel 1908, George Daulton, nel suo "[I]La trappola mortale[/I]" ipotizzava la nascita di una creatura mostruosa nel sottosuolo di Chicago per effetto di una serie di incredibili reazioni chimiche.
    E se il romanzo di Daulton non rimase negli annali della fantascienza e non divenne un cult del genere, esso aprì, tuttavia, la strada ad una sorta di "filone" sull'argomento di cui fanno parte i due romanzi che intendo presentare quest'oggi.
    Sto parlando del celeberrimo "[B]Dalle fogne di Chicago[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=716]708[/URL] e del meno famoso ma stupendo "[B]Ciò che uscì dal lago Michigan[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=762]754[/URL].

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/716.jpg?ft=1252592301[/IMG]
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/444.jpg?ft=1252592304[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Le caratteristiche salienti del romanzo "[I]Dalle fogne di Chicago[/I]" di Theodore Lockard Thomas e Kate Wilhelm sono la sua brevità ed il suo ritmo incalzante: l'intera drammatica vicenda si consuma nell'arco di meno di una giornata e si può bene affermare che, tranne il terribile "clone", non vi siano protagonisti veri e propri o personaggi ben caratterizzati.
    A tratti ho avuto l'impressione che l'intento degli autori fosse non tanto quello di costruire un vero e proprio romanzo secondo i canoni propri della letteratura d'intrattenimento, quanto piuttosto quello di scrivere una sorta di "articolo" a sfondo ecologista, che denunciasse in modo originale e sconvolgente i rischi derivanti dall'inquinamento.
    Il clone, l'orrenda mostruosità che, con plasticità ripugnante, assorbe esseri umani, cibanosene per replicare le sue cellule, sebbene "alieno" nel senso etimologico del termine, non proviene infatti dallo spazio profondo, ma è figlio dell'inquinamento fognario di Chicago e la sua implacabile energia distruttiva non deriva da una brama di conquista o da sete di potere, quanto piuttosto da un banale istinto di sopravvivenza che, attraverso la fame, lo spinge a cercare continuamente nutrimento.
    Nonostante siano passati più di quarant'anni dalla sua prima apparizione "il clone", ci appare sempre attuale e spaventoso, perchè, nel suo spietato agire e nelle sue flaccide fattezze, incarna l'esatto archetipo lovecraftiano di ciò che non dovrebbe esistere, di uno scherzo della natura che, pur considerando improbabile, non ci sentiamo a cuor leggero di escludere. E non è quindi un caso se questo mostruoso ameboide, al pari dei trifidi di Wyndham e del Robot del "[I]Pianeta probito[/I]", sia diventato una delle icone della fantascienza di tutti i tempi.
    L'unica critica che mi sento di muovere nei confronti di questo classicissimo fanta-thriller è il finale un po' banale e scontato: dopo una strenua e vana lotta durata più di cento pagine, la feroce aggressività del clone si spegne quasi da sola, dopo aver lasciato una scia di morte, sgomento e distruzione assolutamente immotivate, alla cui origine c'è un misterioso e improbabile crogiolo di sostanze chimiche disperse nelle fognature della città.
    Forse c'era anche un intento satirico, ma proprio non riesco a coglierlo e l'irritazione per aver sciupato un capolavoro mi impedisce di dare un valutazione più alta.
    A titolo di curiosità devo dire che sono sempre rimasto affascinato dalla splendida ragazza raffigurata nella copertina di Thole che appare nelle due ristampe del romanzo nella collana principale (numeri 708 e 436) anche se non sono mai riuscito a spiegarmi la sua "rotazione" tra una edizione e l'altra.[/TD][/TR][TR][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][/TR][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/762.jpg?ft=1252592291[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]"[I]Ciò che uscì dal lago Michigan[/I]" di Roger Lovin, pur avendo diversi punti di contatto sia con il celebre "[I]Dalle fogne di Chicago[/I]" che con il meno celebre "[I]Phantoms![/I]", si discosta sensibilmente da entrambi per l'assoluta originalità della trama.
    Anche qui, infatti, c'è una creatura ameboide misteriosa, un mostro "affamato" da distruggere o da cui essere distrutti, eppure anche se questa orrida creatura condivide la genesi casuale del clone di Thomas e Wilhelm e la ferocia del "milleforme" di Koontz, essa è tuttavia destinata ad evolversi in un modo assolutamente impossibile da prevedere e non necessariamente malvagio.
    L'eccellente caratterizzazione dei personaggi, i dialoghi a tratti spassosi con battute al fulmicotone, le interessanti digressioni pseudo-scientifiche sulla teoria dell'evoluzione della vita e l'alternarsi dei punti di vista tra gli uomini e la creatura rendono questo romanzo assolutamente unico nel suo genere.
    Un vero capolavoro nonostante lo squallore della copertina.[/TD][/TR][/TABLE]
    Leggendo queste due storie, accumunate non solo dalle modalità della genesi del mostro, ma anche dalla località di ambientazione, viene da chiedersi in che misura esse siano state ispirate dal romanzo di Daulton del 1908. Gli interessati possono provare a rintracciare questo "originale" nella raccolta "[B]Scendendo. Romanzi e racconti di fantascienza sotterranea[/B]" edita da Mondadori nel 1977. La storia di Daulton è la seconda della raccolta ed è qui presentata con l'evocativo titolo di "[I]Nelle fogne di Chicago[/I]".
    Ingenuamente verrebbe spontaneo anche porsi la domanda "[I]perchè Chicago?[/I]", ma, visto che la cosa si presta a facili battute (c'è addirittura una canzone di Elio-e-le-storie-tese che parla della ridente cittadina dell'Illinois), preferiamo lasciare che rimanga un mistero... magari è un "tributo" alla storia di Daulton... chissà...


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 23 Aprile 2010, 18:24:41

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#40814 date=1272034893]
    Il clone, l'orrenda mostruosità che, con plasticità ripugnante, assorbe esseri umani, cibanosene per replicare le sue cellule, sebbene "alieno" nel senso etimologico del termine, non proviene infatti dallo spazio profondo, ma è figlio dell'inquinamento fognario di Chicago e la sua implacabile energia distruttiva non deriva da una brama di conquista o da sete di potere, quanto piuttosto da un banale istinto di sopravvivenza che, attraverso la fame, lo spinge a cercare continuamente nutrimento.

    [/quote]

    idea poi "clonata" dall'albo [I]Dal profondo[/I] di Dylan Dog. Anzi, Tiziano Sclavi se l'è "riciclata" varie volte, si vede che gli piace.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 24 Aprile 2010, 12:17:33

    [COLOR=#953734][SIZE=4][B]Catastrofi: via col vento![/B][/SIZE][/COLOR]

    Avete presente il film "[I]Via col vento[/I]"? In fondo si tratta di un film sentimentale ambientato sullo sfondo di uno degli eventi più strazianti della storia americana: la guerra civile. Nel film gli eventi bellici sono appunto relegati a fare da "fondale", per quel tanto che serve a creare l'atmosfera in cui si muovono gli attori ed a stabilire dei limiti alla loro azione, ma la guerra in se è mai la vera protagonista della vicenda.
    Allo stesso modo nel libro "[B]Crociera nella catastrofe[/B]" di Dennis Feltham Jones, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=937]929[/URL], la catastrofe ambientale, nonostante le eccellenti premesse iniziali, rimane relegata sullo sfondo di una vicenda essenzialmente sentimentale.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/937.jpg?ft=1252592287[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]La catastrofe descritta in questo romanzo è senza dubbio la più originale che sia mai stata concepita in una storia di fantascienza, ed al contempo è anche sicuramente una delle più verosimili. Ma la vera forza di questa storia è rappresentata dal suo incipit. Raramente, infatti, in un libro si riesce a creare un'atmosfera di assoluto terrore come quella che prelude alle prime manifestazioni nell'oceano Pacifico di SARAH, fenomeno apocalittico per il quale la definizione migliore è probabilmente quella data in quarta di copertina e cioè "[I]un disastro per metà sismico e per metà chimico[/I]".
    Dopo sole 23 pagine la storia non solo è decollata, ma è già a pieno regime e la catastrofe incombe, indifferente nella sua potenza alle umane faccende, mentre l'inadeguatezza dei mezzi umani di fronte al fenomeno, traspare in maniera assoluta attraverso le emozioni, lo stupore ed i sussulti del protagonista.
    Le descrizioni iniziali del fenomeno, quelle dell'epica traversata dell'oceano Pacifico e l'atmosfera di sospensione che grava sull'equipaggio in attesa degli giganteschi tsunami provocati dall'esaurirsi di SARAH, sono dei pezzi di bravura che da soli valgono la lettura di questo libro.
    Purtroppo però la catastrofe costituisce solo una parte della trama: l'autore, infatti, anzichè indugiare nelle descrizioni del fenomeno e delle sue conseguenze a livello planetario, sembra quasi "distrarsi" e preferisce spostare l'attenzione sulle vicende dei quattro protagonisti, impegnati tanto in una sorta di "crociera" che li allontana dalla zona più colpita quanto in un walzer delle coppie dagli esiti imprevedibili.[/TD][/TR][/TABLE]
    Nonostante i personaggi siano ben caratterizzati e sembrino molto umani, non sono riuscito a reprimere una sorta di "fastidio" proprio per il fatto che le premesse inziali siano state in parte tradite e che la storia, sebbene di una lunghezza considerevole, esplori solo marginalmente gli effetti della catastrofe sul mondo intero, dando l'impressione di ridursi quasi ad un romanzo sentimentale proiettato sullo sfondo della catastrofe, proprio come una sorta di "[I]Via col vento[/I]" della fantascienza.
    Alcune cose poi mi hanno fatto sorridere e riflettere: mi ha colpito il fatto che i quattro protagonisti, a bordo di uno yacht nel Pacifico e diretto dagli Stati Uniti all'Australia riescano non solo a captare radio Pechino ma anche ad intenderne i discorsi, dai contenuti inequivocabilmente "rossi" e "anticapitalisti", segno che negli anni '70 il clima di "Guerra fredda" era ancora tangibile.
    Senza dubbio un ottimo romanzo, ma gli manca qualcosa per essere un capolavoro.

    Da segnalare, infine, una piccola "chicca" proprio nel retrocopertina: lo yacht protagonista di questa straordinaria crociera viene erroneamente chiamato con il nome di "[I]Myflower[/I]", mentre nella storia la barca si chiama in realtà "[I]Mayfly[/I]"... un semplice errore di battitura oppure una svista attribuibile al fatto che il titolo originale del libro è "[I]Don't pick the Flowers[/I]"?


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 04 Maggio 2010, 14:51:54

    [SIZE=1][COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Creature aliene e invasioni: nemici invisibili[/B][/SIZE][/COLOR][/SIZE]

    Esistono romanzi che, pur deludendo, rimangono impressi nella memoria perchè hanno un qualcosa, magari solo un particolare, che li rende speciali.
    Quasi tutti i romanzi di Murray Leinster che mi è capitato di leggere hanno questa caratteristica: pur non essendo sempre dei capolavori e pur avendo delle trame assai semplici o al limite del banale, hanno sempre un qualcosa che li distingue e che fa si che vengano ricordati anche a distanza di anni.
    Due sono, a mio avviso, le principali doti di Leinster. La prima è la sua capacità di riuscire a saper creare rapidamente la giusta atmosfera per gustare una storia (si pensi, ad esempio, all'incipit de "[I]L'orrore di Gow Island[/I]"), la seconda è rappresentata, invece, dalla sua grande fantasia nel riuscire ad immaginare creature mostruose, alcune delle quali davvero mirabili e degne di ben figurare in un immaginario catalogo di tutti i mostri "cult" mai inventati dalla fantascienza.
    Tenete quindi bene a mente il nome di Murray Leinster, perchè in questa scheda multipla dedicata alle creature aliene della fantascienza, il suo è un nome che sarà ripetuto molto spesso, iniziando proprio oggi con il suo celebre "[B]Questo è un Gizmo[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=711]703[/URL].

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/711.jpg?ft=1252592291[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]L'idea di fondo del romanzo è assai originale: i silenziosi, invisibili e letali Gizmo, entità gassose che si alimentano con i gas sviluppati dalla decomposizione degli esseri viventi, meritano davvero di essere annoverati a pieno titolo tra le creature più bizzarre e terrificanti di tutta la fantascienza, facendo si che questo romanzo rimanga un "cult", ovvero un classico intramontabile e che non si dimentica dopo la prima lettura e che ha il pregio di sembrare assai migliore di quanto in realtà sia.
    Purtroppo, infatti, se l'idea è ottima, lo sviluppo della trama non lo è altrettanto: un ritmo forsennato, il mancato approfondimento sulla provenienza dei Gizmo e soprattutto la sconcertante banalità del finale, rovinano quello che avrebbe potuto essere uno dei capolavori assoluti della fantascienza di tutti i tempi.
    La guerra tra gli uomini e i Gizmo, infatti, nonostante la repentina ascesa di questi ultimi si unisca alla naturale tendenza umana a non riuscire a concepire un nemico invisibile, anzichè portare ad una rovinosa catastrofe per il genere umano (o almeno ad un battaglia serrata), si conclude in meno di due pagine con una vittoria pressochè totale. Gli stessi protagonisti della vicenda appaiono piuttosto delle comparse e, nel laconico finale, vengono congedati (sarebbe meglio dire "liquidati") in meno di dieci righe.[/TD][/TR][/TABLE]
    Ma il naturale sconcerto per questo finale piuttosto bruttarello è mitigato dalla sensazione di aver scoperto una incredibile, micidiale nuova genìa di avversari dell'umanità, che non hanno nulla da invidiare ai Trifidi, al Clone, alla Nebbia di James Herbert, ai Visitors o agli Chtorr.
    Nonostante i difetti, tuttavia, questo romanzo dal titolo accattivante e dalla bizzarra, appropriatissima, copertina, che ha il pregio di rendere visibile ciò che non lo è, è il miglior esempio possibile di come la fantasia umana non abbia limiti e di come le alienità più atroci non necessariamente si manifestino esclusivamente negli stadi solido e liquido della materia.
    Un libro che sorprende per la sua semplicità, ma che poi non si dimentica.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 07 Maggio 2010, 12:02:55

    [SIZE=4][B][COLOR=#1f497d]Editoriale: quello "speciale" su Ballard...[/COLOR][/B][/SIZE]

    Annunciamo ai signori lettori che, per motivi tecnici, l'annunciata scheda speciale sui racconti di Ballard non andrà in onda su questi schermi.
    Causa reperimento dell'introvabile volume "[I]I segreti di Vermillion Sands[/I]", infatti, e della necessità di integrare numerose altre opere come "[I]Incubo a quattro dimensioni[/I]", "[I]Condominium[/I]" e "[I]La foresta di cristallo[/I]", essa verrà presentata come scheda critica generale sulla narrativa di questo straordinario autore e pubblicata esclusivamente nell'appendice del pdf che raccoglierà le schede di questo 2010, come già accaduto lo scorso anno per lo speciale su Nicolas Eymerich.
    In alternativa, a breve, presenteremo delle nuove schede sui filoni del fantamore, delle creature aliene e delle catastrofi...
    Ci scusiamo per il disagio (qualunque sia la natura di questo disagio)
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 09 Maggio 2010, 14:30:06

    [COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Creature aliene e invasioni: minacce dal mare - parte prima[/B][/SIZE][/COLOR]

    L'oceano, con le sue sconfinate distese d'acqua, ha da sempre rappresentato una sfida per l'umanità. Il senso di mistero e di vastità che esso ispira, la pratica impossibilità di riconoscere in anticipo le potenziali insidie che esso cela sotto la sua superficie, lo rendono da sempre il teatro ideale per ogni sorta di storie d'avventura ed anche la fantascienza non è stata immune alle suggestioni di quello che è probabilmente il luogo più misterioso e meno conosciuto del nostro pianeta.
    Dal leggendario Kraken della mitologia nordica, al serpente di mare, passando per lo squalo bianco sino a Godzilla ed allo stesso Chtulhu, il mare è stato da sempre il nascondiglio ideale per ogni genere di creatura mostruosa, nonchè base logistica ottimale per una serie di tentativi di invasione, più o meno riusciti.
    Il capostpite di questo genere di storie d'invasione è stato senza dubbio John Wyndham, che con il suo celebre "[B]Il risveglio dell'abisso[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=308]307bis[/URL], è stato il primo a dar corpo all'ancestrale terrore dell'uomo, creatura terrestre, di venire sommerso dall'acqua.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/308.jpg?ft=1252592305[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Nonostante l'originalità dell'idea di base devo ammettere che questo romanzo mi ha sempre convinto assai poco.
    Molto simile a "[I]Il giorno dei Trifidi[/I]", questo libro di Wyndham, ne condivide sicuramente la drammaticità; ed anche la strenua lotta degli uomini contro le inconcepibili e misteriose creature abissali che vogliono il predominio sul pianeta ricorda molto da vicino l'epopea dei superstiti contro i mostri vegetali. Tuttavia in questo romanzo tutto appare un po' troppo fiacco e l'idea iniziale, seppure ottima, si perde strada facendo.
    Con trepidazione assistiamo all'aggressione all'umanità da parte di misteriosi esseri il cui habitat naturale è rappresentato dalle profondità abissali: dapprima essi si limitano a togliere all'uomo il predominio sul mare, affondando navi e rendendo insidiosi i trasporti, poi l'azione si sposta sulla terraferma e titanici macchinari iniziano a far strage di uomini per fini misteriosi. E' l'abisso che si risveglia e, anche quando gli attacchi sembrano finalmente respinti, c'è chi crede, a ragione, che la lotta per la sopravvivenza non sia finita.
    L'accento principale del romanzo, più che sulla battaglia, sembra posto sulla cieca ottusità dei governi della Terra, incapaci di reagire in modo efficace all'assalto e soprattutto colpevoli di sottovalutare l'entità del pericolo e di ignorare la profetica voce del professor Bocker, unico scienziato in tutto il pianeta a rendersi conto della gravità della situazione.
    La terza fase dell'attacco è la più tremenda ed anche quella che fa guadagnare diversi punti al romanzo: le creature abissali, infatti, come arma estrema ricorreranno allo scioglimento dei ghiacciai ed il conseguente innalzamento dei mari, previsto dall'inascoltato professor Bocker (nemo propheta in patria), coglierà tutti impreparati e metterà l'umanità sull'orlo della rovina.[/TD][/TR][/TABLE]
    La soluzione finale al problema, quasi identica a quella de "[I]La guerra dei mondi[/I]" di Wells, è davvero sconvolgente nella sua banalità.
    A favore del romanzo depongono sicuramente sia l'originalità dell'idea di ambientare una minaccia nel più misterioso elemento delle Terra, nelle inesplorate e inabitabili profondità oceaniche, che la capacità dell'autore di risvegliare una delle più ataviche paure dell'uomo, quella del "diluvio universale", concependo già nel 1954 una trama che da corpo ad una delle più drammatiche paure "ecologiche" dei nostri giorni e cioè lo scioglimento delle calotte polari.
    L'assenza di una descrizione dei misteriosi esseri non è tanto una mancanza quanto a mio avviso un pregio che alimenta il mistero di questa vicenda, ma l'eccessiva lunghezza di alcune sequenze e la banalità del finale rovinano l'effetto complessivo e rendono il romanzo molto inferiore alle attese.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 09 Maggio 2010, 14:44:55

    Una delle mie scene preferite, in questo filone, resta quella della "pesca d'alto mare" nel vituperato [I]Waterworld[/I] di Kevin Costner, che però meriterebbe di essere riabilitato per questa e alcune altre situazioni descritte.

    Un classico: la lotta tra l'ittiosauro e il plesiosauro nel [I]Viaggio al centro della Terra[/I] di Jules Verne.

    Nei [I]Lavoratori del mare[/I] di Victor Hugo il "mostro" [U]è[/U] il mare, cfr. la sfida con il marinaio Gilliat.

    Anche nei cartoni animati robotici giapponesi, molto spesso la minaccia aliena viene dall'oceano.

    Invece per alieni acquatici ma buoni: [I]The Abyss[/I].


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 11 Maggio 2010, 07:37:08

    L'ultimo grazioso nato dalle acque...

    [IMG]http://tf.org/images/covers/tf.org-Gwoemul-TheHost-International-English-free.jpg[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 11 Maggio 2010, 08:46:02

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=90#41384 date=1273556228]
    L'ultimo grazioso nato dalle acque...

    [IMG]http://tf.org/images/covers/tf.org-Gwoemul-TheHost-International-English-free.jpg[/IMG]
    [/quote]

    Visto questa estate: è un discreto film in bilico tra l'horror e lo splatter, ma a cui non manca una bella dose di umorismo che lo rende assai gradevole. Molto buoni gli effetti speciali, lo consiglio sicuramente


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 13 Maggio 2010, 19:16:31

    [SIZE=4][B][COLOR=#0070c0]Creature aliene e invasioni: minacce dal mare - parte seconda[/COLOR][/B][/SIZE]

    Se John Wyndham è stato tra i primi ad immaginare una invasione proveniente dalle profondità dell'oceano, il solito Murray Leinster è stato invece quello che, a mio avviso, è riuscito a creare la storia più suggestiva sull'argomento.
    Ogni volta che mi capita di rileggere il suo "[B]L'incubo sul fondo[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=294]294[/URL], vengo letteralmente rapito: mi pare sempre quasi di essere lì sul battello assieme ai personaggi, cullato sulle onde di un mare splendido illuminato dai riflessi del sole, con delle apparecchiature che "ascoltano" i rumori provenienti dall'abisso e non posso fare a meno di rabbrividire quando i personaggi odono il profondo "muggito" trasmesso dagli altoparlanti.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/294.jpg?ft=1252592304[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]L'idea di fondo del romanzo è molto simile a quella de "[I]Il risveglio dell'abisso[/I]", ma mentre nel romanzo di Wyndham l'accento era posto sull'apocalittico conflitto con le misteriose creature sottomarine, il presente romanzo di Leinster si sofferma maggiormente sul mistero che avvolge gli strani fatti che avvengono nel mare delle Filippine ai margini della fossa oceanica di Luzon e l'effetto complessivo è senza dubbio migliore.
    L'ambientazione nei mari esotici rende questa lettura particolarmente piacevole ed interessante e la capacità descrittiva del bravissimo Leinster fa si che la storia scorra letteralmente davanti agli occhi del lettore quasi fosse un film.
    Il mistero degli strani fenomeni che avvengono presso la fossa oceanica, le inspiegabili pesche miracolose del peschereccio "Rubia", l'insolito via vai di meteoriti e bolidi che si inabissano nelle profondita marine e la sorprendente presenza di pesci abissali in fondali bassi tengono avvinto il lettore sin dalle primissime pagine e lo preparano alla terrificante emersione delle più titaniche e mostuose creature ospitate dagli abissi marini che si siano mai viste in un libro di fantascienza.
    La copertina di Thole, ancorchè splendida nella sua potenza evocativa, riesce solo in parte a rendere giustizia ai misteriosi esseri che le leggende dei pescatori indicano semplicemente con il nome di "ellos", che spiano le attività degli inconsapevoli esseri umani dal fondo degli abissi e sulla cui identità possiamo solo fare congetture.
    Il finale forse delude un po' le aspettative, ma il piacere della lettura è innegabile ed il giudizio non può che essere più che positivo.[/TD][/TR][/TABLE]
    Sarà la grande bravura di Leinster nel saper rendere quasi "visibili" le immagini che descrive, sarà la sua capacità di riuscire a creare una atmosfera di suggestione e mistero o sarà magari l'ambientazione oceanica e la presenza dei micidiali "kraken" a donare fascino alla storia, ma resta il fatto che questo romanzo, pur senza essere un capolavoro della fantascienza, rimane da sempre tra i miei Urania preferiti e ogni volta lo rileggo con lo stesso piacere della prima lettura.
    Lo consiglio a tutti.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 13 Maggio 2010, 20:35:44

    Ecco.......mi manca [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/20.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 14 Maggio 2010, 14:15:58

    [COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Creature aliene e invasioni: minacce dal mare - parte terza[/B][/SIZE][/COLOR]

    Non sempre gli "alieni" immaginati dalla fantascienza hanno fattezze mostruose o bizzarre e non sempre hanno provenienza extraterrestre: a volte basta davvero molto poco perchè delle creature innoque e amichevoli acquistino all'improvviso tutt'altra indole e basta ancor meno perchè ciò che riteniamo comune e conosciuto divenga improvvisamente "alieno".
    Per lunghi anni un polveroso e spaginato romanzo di Arthur Bertam Chandler dal suggestivo titolo di "[B]Dove sparivano le navi[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=620]612[/URL], è stato tra i miei preferiti e, pur senza rammentare granchè della trama, lo ricordavo quasi come fosse un capolavoro: una recente rilettura ha tolto gran parte del fascino dei ricordi, assai probabilmente attribuibile al fatto che la vicenda è ambientata sul mare, che è da sempre uno dei miei luoghi preferiti.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/620.jpg?ft=1252592304[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Questo romanzo ha un solo grande difetto: almeno apparentemente non ha nè capo e nè coda.
    Nonostante, infatti, l'incipt accattivante con il mistero delle navi scomparse e le simpatiche schermaglie dei due protagonisti, la storia appare subito poco convincente e nessuna spiegazione viene fornita nè subito e nè dopo per il fatto che i marsuini abbiano sviluppato l'intelligenza o la capacità di parola.
    Ci sono solo tante ipotesi ma quasi nessuna meraviglia o stupore per un fatto che dovrebbe lasciare a bocca aperta ed essere il perno del romanzo e che invece passa insospettabilmente in secondo piano per fare posto ad una serie di avventure brillanti, divertenti e appassionanti, ma che hanno quasi certamente l'unica funzione di distogliere il lettore da una trovata di fondo che non c'è.
    Al di là di questo la storia è molto coinvolgente e l'atmosfera dell'isola "assediata" dai mammiferi, il misterioso mare percorso da creature ostili e da impressionanti mostri marini si ricorda anche a distanza di anni e rappresenta il vero punto di forza di un romanzo che altrimenti sarebbe da dimenticare.
    Altra nota dolente il finale: sembra mutuato da un B-movie, con la classica "sorpresa" che prelude ad un seguito che fortunatamente non c'è mai stato.[/TD][/TR][/TABLE]
    Gli attribuisco una sufficienza piena solo perchè la storia, pur con tutti i suoi limiti, è avvincente ed avventurosa e per la splendida copertina di Thole, ma mi rimane il disappunto perchè con pochissimi accorgimenti in più questo poteva davvero essere un bel libro.

    Al di là della valutazione, questo romanzo ha anche una sua storia che lo rende speciale per la mia collezione, anche se per motivi non proprio del tutto positivi. Ho notato, infatti, che, per la presenza di pubblicità e cartoncini vari, molti volumi della serie 600 di Urania tendono a "spaginarsi": la colla si secca e con un sonoro "crac" la rilegatura va a farsi benedire se non si sta attenti durante la lettura. Nel migliore dei casi ci si ritrova con un volume diviso a metà (quasi sempre in prossimità del santissimo cartoncino), danno questo facilmente ripristinabile con un filo sottilissimo di Vinavil e tanta pazienza, facendo attenzione a non incollare tra loro le pagine, ma, nel peggiore dei casi, può accadere invece che si stacchino interi blocchetti di pagine ed allora addio libro a meno di operazioni di recupero delicatissime e dall'esito incerto.
    La mia prima copia del 612, nonostante tutti i tentativi di recupero apparteneva a quest'ultima categoria: praticamente un fascio di pagine tenute assieme dalla copertina a guisa di raccoglitore.
    Le successive fasi di quella che ho denominato "Operazione LEM" (sistematica sostituzione delle copie più rovinate dei miei Urania) hanno portato solo sconforto e rassegnazione visto che le altre due copie del 612 che mi ero procurato tendevano a spaccarsi nel mezzo per colpa della pubblicità della "Scuola Radio Elettra". Solo il Custode, di recente, è riuscito a procurarmi una copia perfetta del volume, una copia che, tra l'altro, conserva la sua "elasticità" e può essere quindi maneggiata senza rischi come accade per quasi tutti gli altri Urania della libreria. Le altre copie, invece, sono finite tutte nello "stipo dei ricordi" che custodisce i miei vecchi Urania più rovinati ma da cui non potrei mai separarmi.
    Insomma: questo per me è un volume ricco di "storia" che, pur senza essere nulla di speciale, ha da sempre un posto importante nella mia collezione.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 14 Maggio 2010, 22:14:37

    Un intrigante repertorio di mostri acquatici viene offerto da una "disciplina affine" alla Fantascienza, vale a dire la Criptozoologia, che si occupa di animali misteriosi.
    Oltre al kraken (che ormai, in qualità di calamaro gigante, fa parte della normale zoologia) e alla [I]guest star[/I] Mostro di Loch Ness (su cui ne sappiamo ancora oggi esattamente come nel VI secolo, epoca dei primi avvistamenti) la Criptozoologia parla di:

    [B]Tatzelwurm[/B] - Alpi, Austria e Svizzera

    [B]Mokèlé-Mbèmbé[/B] - Congo

    [B]Mostro del Lago celestiale[/B] - Cina, provincia di Jilin

    [B]Buru[/B] - Himalaya

    [B]Bobo[/B] - Oceano Pacifico settentrionale

    [B]Mostro del Devil's Lake[/B] - Wisconsin

    [B]Ogopogo[/B] - lago Okanagan, Columbia britannica

    [B]Manipogo[/B] - lago Manitoba, Canada

    [B]Serpente di mare di Gloucester[/B] - coste del Massachusetts

    [B]El Cuero[/B] - lago Lacar, Cile

    [B]Bunyip[/B] - Australia

    Alcuni sono i classici serpentoni o simil-Nessie, ma altri sono decisamente innovativi.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 14 Maggio 2010, 23:26:47

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=90#41487 date=1273868077]
    [...]

    [B]Ogopogo[/B] - lago Okanagan, Columbia britannica

    [...]

    Alcuni sono i classici serpentoni o simil-Nessie, ma altri sono decisamente innovativi.
    [/quote]

    Dell'Ogopogo, tra l'altro, abbiamo anche questa simpatica descrizione:

    [I]Sua madre era una balena[/I]
    [I]E suo padre un millepiedi[/I]
    [I]Un pezzetto di tedta[/I]
    [I]E quasi niente coda[/I]
    [I]Ogopogo era il suo nome[/I]

    ([I]The Ogopogo: The Funny Fox-Trot[/I], Cumberland Clark, 1924)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 20 Maggio 2010, 17:49:26

    [COLOR=#7f7f7f][SIZE=4][B]Incontri casuali con il "poeta delle stelle"[/B][/SIZE][/COLOR]

    Chi mi segue con assiduità, probabilmente ricorderà la mia recensione dell'antologia "[I]Margherite per Dorothy[/I]", uno degli Urania più belli in assoluto che mi sia mai capitato di leggere. E' vero che gran parte del fascino della raccolta era dovuto allo splendido racconto iniziale, ma il racconto successivo, ad opera di Robert Franklyn Young ed intitolato "[I]Il figlio stella[/I]", struggente e suggestiva storia di una madre che aspetta il ritorno del figlio, non era davvero da meno.
    Diverse volte poi mi era già capitato di leggere dei racconti di Young, rimanendone sempre piacevolmente sorpreso, soprattutto per la tenerezza e la dolcezza del suo modo di scrivere e di raccontare storie molto simili a favole. E' stata così per me una piacevole sorpresa scoprire che, se Urania aveva un po' "bistrattato" questo bravissimo autore, relegandolo in appendice ai volumi o al semplice ruolo di "comparsa" in antologie di vario argomento, la collana Galassia gli aveva invece dedicato ben due numeri.
    Ed è stato grazie alle mie due celeberrime "colonne" di sempre, Il Custode e Miky1, se ho potuto trovare le due raccolte e divorarle in breve tempo, gustando tutti i racconti e confermando in pieno l'ottima impressione che avevo già avuto da tutti gli "incontri casuali" con le storie di Young nelle antologie di Urania.
    Di seguito il commento alle due raccolte, "[B]Trenta giorni aveva Settembre[/B]", Galassia [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=2966]151[/URL] e "[B]Una coppa piena di stelle[/B]", Galassia [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=2973]158[/URL].

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000002/2966.jpg?ft=1252591999[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Ironia e tenerezza, scrive la Rambelli nella prefazione, sono le principali caratteristiche dei racconti di Robert Franklyn Young, pubblicati e raccolti per la prima volta dalla collana Galassia in questa bella antologia in due volumi.
    In effetti, le storie di Young, più che racconti di fantascienza sembrano quasi delle vere e proprie favole, ciascuna con una sua morale e ciascuna con un suo messaggio, che ricordano molto da vicino le storie di O'Henry.
    In quasi tutti i racconti traspare la nostalgia per i bei tempi andati ed una velata, ironica, critica all'uomo per aver "sciupato" e forse perduto dei valori unici che non sempre è possibile recuperare, o almeno non completamente.
    E' questo il principale argomento alla base della storia eponima d'apertura "[I]Trenta giorni aveva Settembre[/I]", delicato e intelligente elogio della scuola e della cultura di una volta che si vanno perdendo per effetto del dilagare della "telescuola", un metodo di insegnamento di massa il cui risultato ultimo è però l'ignoranza.
    Ma non mancano nell'antologia anche racconti di fantascienza nel vero e proprio senso della parola, divertenti e suggestivi esempi di come Young abbia la rara capacità di riuscire a riscrivere episodi storici come la vicenda di Giovana d'Arco (nel racconto "[I]L'Arc de Jeanne[/I]") o la storia dell'antico Egitto (nel racconto "[I]Progetto Piramide[/I]"), creando racconti suggestivi, affascinanti e ricchi di spunti interessanti.[/TD][/TR][/TABLE]
    Nel terzo racconto, "[I]I fuggitivi[/I]", l'argomento centrale è il controllo delle nascite: Young immagina un una ipotetica società futura cui avere bambini senza autorizzazione può essere un reato e ci descrive l'allucinante epopea di una coppia vittima di un errore autorizzativo, costretta a nascondersi non già dalle autorità (responsabili dell'errore), quanto piuttosto dalla gente comune.
    Ancora la riscoperta dei veri valori della vita è l'argomento centrale dello struggente "[I]Straccio[/I]", curiosa e triste storia in cui fa la sua apparizione, per la prima volta in una storia di SF, un adorabile e affettuoso "canscomparso", un particolare tipo di cane in grado di teletrasportarsi. La bestiola dalle orecchie a straccio, dalla coda a spirale e dagli occhi adoranti, non solo da il suo nome alla storia, ma il suo sacrificio sarà anche l'evento che farà ricordare (o forse scoprire) al protagonista quali siano i veri valori dell'esistenza, consentendogli di avere una seconda occasione di felicità.
    Anche il racconto conclusivo "[I]Il gioco nuovo[/I]", che è a mio avviso il migliore dell'antologia, riguarda la perdita di valori: in un civiltà in cui gli uomini hanno raggiunto elevati livelli di automazione e di benessere, il nemico principale è la noia. E chi ha l'obbligo di governare questa civiltà arriva allora a domandarsi se convenga proseguire ad inventare continuamente nuovi giochi e distrazioni per la gente oppure se non sia meglio un seppur fittizio "ritorno alle origini", in cui i weekend non erano di 5 giorni...
    Una menzione speciale merita poi la copertina di Lastraioli, perfetto connubio tra la bellezza e delicatezza dell'orchidea con la fredda perfezione della sfera, quasi a simboleggiare la riscoperta di valori celati sotto la fredda superficie della quotidianità.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000002/2973.jpg?ft=1252592006[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]In questa seconda raccolta Young si conferma veramente degno dell'appellativo di "poeta delle stelle": in ogni suo racconto, infatti, egli riesce ad utilizzare un linguaggio e delle immagini che conquistano il lettore, creando con lui un rapporto di vera e propria complicità, conducendolo per mano alla scoperta di mondi e storie sempre in bilico tra il sogno e la realtà, quasi delle vere e proprie favole.
    Il primo racconto, "[I]L'albero[/I]" è sicuramente una storia a sfondo ecologista che ci insegna che, quando si perde il senso del proprio rapporto con la natura, le conseguenze non possono che essere drammatiche. Originale e toccante la scissione che il protagonista vive ad ogni calar del sole: il suo io diurno è prigioniero nel proprio ruolo di carnefice, mentre il suo io notturno, più sensibile e più incline alla pietà per l'albero e la driade che ne rappresenta lo spirito, è destinato a soccombere ogni volta che sorge l'alba.
    "[I]I passi dei grandi[/I]" è un piccolo breve capolavoro che, attraverso la vicenda di una bambina che impara a leggere, ci insegna a guardare in modo diverso il mondo degli adulti. Un racconto crudele e toccante allo stesso tempo.
    Nel terzo racconto, "[I]La stella del desiderio[/I]", Young riesce a conciliare la visione della fantascienza con quella della filosofia di Kant, producendo un racconto che, sebbene di difficile lettura ed interpretazione, si rivela ricco di fascino ed originalità, con un finale che non mancherà di stupire.[/TD][/TR][/TABLE]
    "[I]Quel che successe su Venere[/I]", invece, è un racconto gradevole ma irrimediabilmente figlio del suo tempo. Concepito e scritto all'epoca della guerra fredda il racconto non si discosta molto dai clichè dell'eterna contrapposizione Russo-Americana e risulta ancora leggibile esclusivamente per l'atmosfera di bella favola a lieto fine che Young gli ha saputo infondere.
    Nel racconto conclusivo, "[I]I miei occhi hanno visto la gloria[/I]", Young mette un po' di tutto: dalle distorsioni spazio temporali ai paradossi, dalla religione al mito e ne scatursice un racconto forse un po' confuso, ma sicuramente bello e suggestivo, soffuso di quella poesia che pervade un po' tutti i suoi racconti e che li rende speciali anche se la storia non convince magari sino in fondo.
    Ancora una volta stupenda ed appropriatissima la copertina del pittore Antonio Atza.
    Una ottima antologia in tutto e per tutto.

    Se quindi siete romantici, sognatori, idealisti ed, in fondo, un po' bambini, queste raccolte sono per voi, perchè la poesia in prosa di questo bravissimo "poeta delle stelle" non potrà mancare di conquistarvi!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 23 Maggio 2010, 12:28:05

    [SIZE=4][B][COLOR=#4bacc6]La primavera di Urania Collezione[/COLOR][/B][/SIZE]

    La primavera, come ben sanno gli allergici alle graminacee, è la stagione della fioritura, dei pollini e dei semi e dell'eterno rinnovarsi della vita dopo il freddo gelo dell'inverno. Da sempre, quindi, la primavera, più che l'inizio dell'anno, è associata alla rinascita, ai buoni propositi, alle speranze, alle aspettative e, nonostante l'anomala piovosità (presagi di un prossimo diluvio?), devo ammettere che questo Maggio 2010, ha portato anche per Urania Collezione una vera ed autentica "ventata di speranza".
    Non riesco a trovare altra immagine per esprimere la mia profonda soddisfazione per veder pubblicato al numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=78522]088[/URL] della collana, un autentico, "inedito", capolavoro di uno dei mie autori preferiti, Jack Vance. Questo suo "[B]Pianeta d'acqua[/B]", bellissimo "fiore di Maggio" spuntato improvvisamente in una lista di titoli affetti da "Deja-Vù", non solo è un modo stupendo per ritrovare il contatto con un autore straordinario, ma anche un modo simpatico per stabilire una sorta di tregua con una collana che, ultimamente, sotto il profilo delle "novità" stava diventando un pochino deludente.
    Ed è per questo che al termine di una lettura serrata ed entusiastica riporto qui di getto le mie sensazioni, per compensare, almeno in parte, lo spirito polemico dei miei ultimi post.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000078/78522.jpg?ft=1273841000[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]A mio avviso questo è uno dei migliori romanzi di Vance: non c'è il maestoso, vasto affresco galattico visto ne "[I]I principi demoni[/I]", nè la pluralistica perfezione del "[I]Pianeta Tschai[/I]", ma in questo suo stupendo "[I]Pianeta d'Acqua[/I]" c'è tutta la bravura di un autore che ha saputo dare un nuovo significato alla SF d'avventura.
    Il romanzo è talmente ricco di spunti e di interesse che, nonostante la mole, si "brucia" in meno di una giornata, proprio perchè in conclusione di ogni capitolo, l'occhio corre subito alle prime righe del successivo per vedere come la storia proseguirà.
    C'è il solito eroe solitario, integerrimo, invincibile, indistruttibile, forse addirittura con una marcia in più rispetto a quello cui Vance ci aveva abituato: il ribelle sognatore Sklar Hast, infatti, riunisce in un unico individuo la forza ed il coraggio di Adam Reith, alla ferocia, alla determinatezza ed alla spegiudicatezza di Kirth Gersen, dando vita ad un personaggio davvero unico e sopra le righe, con l'unico difetto (che caratterizza anche gli altri eroi di Vance) di vincere sempre e di perdere per questo un poco della sua credibilità.
    Ma nella storia qui narrata non c'è solo l'avventura con la "A" maiuscola, non c'è solo il terribile mostro marino da sconfiggere, non c'è solo l'epopea di un gruppo di superstiti alle prese con un mondo che scarseggia di materie prime e soprattutto non c'è solo il fascino ispirato da un pianeta interamente coperto di acqua azzurra le cui descrizioni ti mandano in brodo di giuggiole.[/TD][/TR][/TABLE]
    Qui c'è anche una interessantissima chiave di lettura sociologica che, tra le righe, descrive molto bene il rapporto perverso che può istaurarsi tra l'uomo ed i suoi "falsi dei", un rapporto fatto di compromessi, umiliazioni e privazioni, un rapporto che può arrivare ad irrigidire la struttura sociale, creando sacche di potere e privilegio assolutamente ingiustificabili e contrarie ad ogni forma etica. Una struttura sociale perversa che impedisce ogni tipo di progresso e che può essere spezzata solo con il coraggio, l'astuzia ed il sogno di una prospettiva di vita migliore.
    La lotta feroce di Hast contro il mostruoso Re Kragen, non rappresenta la realizzazione dell'ossessione del capitano Achab contro Moby Dick, quanto piuttosto simboleggia la ribellione dell'uomo di fronte a chi impedisce l'attuazione del suo destino e della sua autodeterminazione.
    Un vero kolossal che non sarebbe affatto male veder "sceneggiato" in un lungometraggio.
    Unica nota stonata: l'inutile il racconto d'appendice che ripropone la stessa storia in versione "condensata": interessante come documento storico della prima stesura, ma che non aggiunge nulla ad un capolavoro di questa portata.

    E se la primavera è davvero una promessa di vita, questa uscita di Maggio 2010 mi restituisce in parte l'entusiasmo per questa collana e mi sprona ad aver fiducia che in futuro ci saranno meno ristampe e più uscite come questa.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: erberto il 23 Maggio 2010, 17:38:55

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=105#41724 date=1274610485]
    [SIZE=4][/SIZE]
    E se la primavera è davvero una promessa di vita, questa uscita di Maggio 2010 mi restituisce in parte l'entusiasmo per questa collana e mi sprona ad aver fiducia che in futuro ci saranno meno ristampe e più uscite come questa.
    [/quote]

    A dir la verità, Max, non è proprio [I]inedito[/I]. Ma non importa, capisco il tuo entusiasmo nello scoprire un nuovo Vance, nel suo periodo migliore... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 24 Maggio 2010, 09:39:17

    [quote author=erberto qlnk=board=6&threadid=4254&start=105#41727 date=1274629135]


    A dir la verità, Max, non è proprio [I]inedito[/I]. Ma non importa, capisco il tuo entusiasmo nello scoprire un nuovo Vance, nel suo periodo migliore... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]
    [/quote]

    Hai ragione erberto, fai bene a specificare: anche Ernesto mi correggeva sempre nel Blog quando facevo queste affermazioni che per me che sono "uraniacentrico" sono chiare, mentre per altri che hanno una cultura fantascientifica più estesa appaiono strambe.
    Quando scrivo "ristampa" intendo parlare impropriamente di un "romanzo già apparso nelle collane Urania/Mondadori".
    Perchè mi spiace vedere che c'è un patrimonio di classici "perduti" ed introvabili apparsi su Galassia, Cosmo Ponzoni, Cosmo Oro/Argento/e/Mirra mentre UCZ prende titoli già apparsi su Urania.
    Sinceramente mi pare come se la collana avesse perduto il senso della sua storia passata e rinnegasse la sua stessa tradizione.
    Se poi mi pubblicano "[I]Un cantico per Leibowitz[/I]", "[I]Shadrak nella fornace[/I]" o "[I]Futuro in trance[/I]" va anche bene perchè sono rarissimi e chi ce l'ha se li tiene stretti, ma cose come "[I]Non-A[/I]" le trovo sinceramente ingiustificabili perchè se proprio si voleva ripubblicare una roba così già apparsa due volte, si sarebbe potuto fare su un bellissimo Millemondi "vecchio stile" che racchiudeva tutta la trilogia. Sarebbe stato un volume memorabile da acquistare, leggere, collezionare, amare e tramandare ai posteri. L'UCZ 087, invece, così com'è non serve proprio a nulla, ruba spazio in libreria ed è una occasione sprecata.
    Naturalmente sono pronto a rimangiarmi tutto (e magari mi mangio pure il cappello come Rockerduck), se l'anno prossimo vengono pubblicati o annunciati gli altri due romanzi che compongono il ciclo di Non-A... ma sono quasi sicuro che il mio stomaco vivrà sonni tranquilli
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: david59 il 25 Maggio 2010, 19:14:29

    Condivido appieno l'entusiasmo per Vance, uno dei miei scrittori preferiti. "Pianeta d'acqua" è apparso, nella prima edizione, nella collana "Futuro" n. 21 della Fanucci nel lontano 1976 e, ristampato successivamente dalla stessa casa editrice nella collana "Biblioteca di fantascienza" n. 14 nel 1988.
    La ripubblicazione del romanzo in "Urania collezione" ha lo stesso traduttore della prima edizione che è Maurizio Gavioli. In appendice c'è un racconto, questa volta inedito che è " Il Kragen" del 1964, racconto che poi Vance ha costruito "Pianeta d'acqua".


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 28 Maggio 2010, 16:52:19

    [SIZE=4][B][COLOR=#ff0000]Fantamore: amore o attrazione? La seconda antologia[/COLOR][/B][/SIZE]

    Amore ed attrazione sono due sentimenti certamente affini, se non altro per il potere che essi esercitano sulle persone: mentre, infatti, il primo ha la capacità di "smuovere le montagne" e di far compiere ai protagonisti dei romanzi dei gesti che altrimenti non compirebbero, la seconda ha, invece, il potere di renderli incauti, di stordirli, al punto di renderli assolutamente vulnerabili.
    Qualcuno potrà obiettare che amore ed attrazione, al di là delle affinità, sono, tuttavia, due sentimenti decisamente opposti: più duraturo, profondo e altruistico il primo, più breve, intenso ed egoistico il secondo. Il desiderio di possesso derivante dall'attrazione, infatti, si esaurisce in un arco di tempo più breve di quello di colui che ama davvero e mentre chi soffre d'amore può altruisticamente rinunciare all'oggetto del suo desiderio per il suo bene, chi è "attratto" vivrà, invece, nell'ossessione di riuscire a far suo l'oggetto del desiderio, spesso senza curarsi dei sentimenti altrui.
    Ma a queste giuste osservazioni ribatto dicendo che, anche se anche amore ed attrazione sono due sentimenti differenti, a mio avviso, essi si completano l'uno con l'altra nel senso che si può amare senza essere attratti e si può provare attrazione senza amare, ma è solo quando i due sentimenti convivono che si avrà la vera perfetta affinità tra due creature, di qualsiasi natura esse siano ed è per questo che ho scelto di dedicare questa scheda ad una raccolta che tratta l'argomento "attrazione", lato oscuro e forse meno nobile dell'amore, ma non per questo meno importante.
    Urania ha avuto il singolare merito di essere non solo la prima collana a dedicare per prima una raccolta di racconti al tema dell'amore nella fantascienza ("[I]Storie di fantamore[/I]", Urania 455), ma anche di esser stata probabilmente l'unica a dedicarne una seconda allo "scomodo" tema dell'attrazione sessuale.
    Mi riferisco ovviamente al Millemondi numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1873]15[/URL], "[B]Fantasex[/B]", di cui riporto il commento a seguito della lettura.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1873.jpg?ft=1252593773[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Come tutte le antologie anche questa ha i suoi pregi ed i suoi difetti e devo dire che questa, pur trattando un argomento molto particolare e delicato come il sesso, non è davvero una delle cose peggiori che mi siano capitate di leggere, anzi. Certamente ci sono racconti assai stupidi o privi di senso, ma ce ne sono anche altri che mi sono sembrati profondi e interessanti, alcuni addirittura molto molto belli.
    Mi riferisco in particolare a:
    - "[B]Soccorso stradale[/B]", esempio lampante di come a volte la "soddisfazione sessuale" possa incanalarsi in strade assai bizzarre, specialmente se gli interessati appartengono ad una razza aliena. Davvero un racconto divertente ed intelligente.
    - "[B]Tutte le mie adorate figlie[/B]", che, attraverso l'esperienza e le parole di una ragazza ribelle e disinibita, risulta alla fine essere una coraggiosa denuncia della forma più grave di perversione, la pedofilia e lo stupro di creature innocenti ed incapaci di difendersi. Davvero molto bello e toccante nella sua amarezza, nonchè davvero ben scritto.
    - "[B]Scaglie[/B]", sconvolgente e verosimile studio della sessualità dell'uomo e della sua incapacità di resistere a determinati stimoli, nonchè originale rivisitazione del mito delle "lamie".
    - "[B]Al new Moon Hotel per salvare il mondo[/B]". Ottimo esempio di un racconto che, pur narrando di rapporti sessuali, penetrazioni, orgasmi e reciproca soddisfazione, risulta divertente, simpatico e niente affatto "pesante".[/TD][/TR][/TABLE]
    Un discorso a parte va fatto per "[B]Viaggio imbarazzante[/B]", simpatica rivisitazione del celebre "Viaggio allucinante" di Isaac Asimov. Qui di sessuale c'è solo il riferimento alle parti anatomiche interessate dal tragitto dell'astronave miniaturizzata, ma tutto il racconto è incentrato su tematiche religiose e teologiche. Interessante, originale e divertente, ma clamorosamente "off-topic" rispetto ai contenuti dell'antologia.

    Nonostante i racconti buoni siano una minoranza, vale la pena leggerli e quindi complessivamente questa rimane una discreta antologia che mi ha anche ridato fiducia nelle capacità di curatrice di Ellen Datlow dopo il clamoroso e vergognoso "flop" dell'antologia "Mostri"...
    Si può leggere con le dovute cautele facendo lo "slalom" tra i racconti.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 29 Maggio 2010, 00:04:23

    [COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Scendendo: addio ai Classici...[/B][/SIZE][/COLOR]

    "Scendendo" non è solo il titolo dell'antologia Mondadori che sto leggendo in questi giorni e che prima o poi vi proporrò, ma anche la parola che rappresenta meglio la mia attuale situazione di classifica.
    La decisione è stata lunga e sofferta, ma alla fine so di aver fatto la scelta giusta: la mia collana di "Urania classici" è andata via quasi del tutto. Motivi di spazio e di ordine principalmente, motivi che solo pochi al momento possono capire sino in fondo e che tutti gli altri potranno comprendere assai più facilmente tra qualche tempo nel corso della mia permanenza futura qui su UM: per adesso vi basti sapere che dietro tutto ciò, c'è un motivo molto bello e che la scelta di "smembrare" la collana Urania classici è stata motivata anche da tutte le considerazioni già fatte altrove sulla qualità delle ultime uscite di Urania collezione.
    Ricordo ancora con simpatia il mio ingresso qui su UM, con 800 numeri di Urania, qualche Millemondi e il 323bis... poi è iniziata la lunga cavalcata verso la vetta, agevolata dal contributo di diversi UMini già ricordati in precedenti occasioni... una cavalcata apparentemente innarrestabile che mi ha portato verso la fine della scorsa estate quasi a rivaleggiare con Lucky per il primato (anzi, l'aver trovato il Resident Evil 5 mi aveva fatto effettivamente "agganciare" il primo posto).
    Poi è capitato qualcosa cui preferisco non pensare ed allora sono andate via diverse collane "pregiate" tra cui gli introvabili RE raccolta e gli Urania Libri, seguiti a ruota da Urania libreria e Grande distribuzione...
    Ora ho compiuto quello che spero sarà l'ultimo passo, un passo che come collezionista di lunga data mi è pesato molto fare, ma che compio volentieri proprio per la gioia della nuova situazione.
    Non ci starete capendo niente lo so, mi spiego da solo, ma penso che questa Rubrica non sarebbe la stessa se ogni tanto non affidassi a lei queste mie riflessioni, comprensibili o non comprensibili che siano.
    La vita di un collezionista è fatta di tante cose, soprattutto di momenti e per ora so che questa è la scelta giusta: mi piace tuttavia pensare che non si tratti di un vero e proprio addio, ma di un arrivederci perchè se la vita in questi ultimi due anni mi ha insegnato qualcosa è proprio che non ci sono mai mai porte che si chiudono definitivamente e che se anche si fanno dei piccoli (o grandi) sacrifici, molto più spesso di quanto non si pensi questi vengono ampiamente ripagati.
    E così, magari tra qualche annetto, chissà che non ritorni lì ai primi posti: per adesso mi godo questa sorta di "vacanza" che mi permette di guardare con serenità ai prossimi "mattoncini" che usciranno in edicola nei prossimi 2 anni almeno...
    Ehi ma guarda!
    Da qui riesco a scorgere la "nuca" di alfasecur! Ciao! Mii, ma guarda come sono lontani l'Eremita e il Trifidone!
    Ehi amico Slan! Ma che aspetti a fare un nuovo exploit ed a raggiungermi? Qui nella prima pagina manchi solo tu!!!!
    Ciao! Ciao a tutti!
    Io sto scendendo...
    ma sono felice...
    Maxpullo


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 29 Maggio 2010, 08:16:41

    Caro Max

    non ho la più pallida idea di quale sia la situazione concreta a cui ti riferisci, ma so sulla mia pelle cosa significhi "ricominciare da zero", magari a un'età già adulta. E mi sento di confermare la tua speranza: a volte, le cose belle che escono dalla... finestra, rientrano dalla porta (non viceversa).

    Un abbraccio
    dhr


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 29 Maggio 2010, 08:33:01

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=105#41887 date=1275113801]
    Caro Max

    non ho la più pallida idea di quale sia la situazione concreta a cui ti riferisci, ma so sulla mia pelle cosa significhi "ricominciare da zero", magari a un'età già adulta. E mi sento di confermare la tua speranza: a volte, le cose belle che escono dalla... finestra, rientrano dalla porta (non viceversa).

    Un abbraccio
    dhr
    [/quote]

    Grazie Dario.
    In realtà proprio "zero" non è: tutte le collane principali restano intatte e ho anche scelto di conservare in luogo adeguato qualche decina di doppioni che per me sono incedibili (sono i primi Urania che ho avuto)... e già così sarà difficile... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]

    E' solo iniziata una nuova fase della mia vita collezionistica: possiamo parlare di un "cauto realismo logistico/spazial/temporale"... non certo di "età adulta"...
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: attiliosfunel il 29 Maggio 2010, 09:25:51

    Facce sape' e resta con noi.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 29 Maggio 2010, 09:41:43

    [quote author=attiliosfunel qlnk=board=6&threadid=4254&start=105#41889 date=1275117951]
    Facce sape' e resta con noi.
    [/quote]

    Tranquilli: finchè avrete la pazienza di sopportarmi sarò qui a sproloquiare... in fondo ho ancora più di 2500 libri da recensire, no? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]

    Ora però vado, buon weekend!
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 29 Maggio 2010, 11:54:36

    Confessa...........devi fare spazio per una culla [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG].
    Mi piacerebbe diventare zia.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 29 Maggio 2010, 12:24:54

    [quote author=gretana qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#41891 date=1275126876]
    Confessa...........devi fare spazio per una culla [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG].
    Mi piacerebbe diventare zia.
    [/quote]

    era quello che un po' sospettavo [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/76.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: loacker il 29 Maggio 2010, 12:33:41


    Sembra un bell'esempio di "decrescita felice": prima o poi ci arriverò anch'io a disfarmi serenamente
    dei miei libri...


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: bibliotecario il 29 Maggio 2010, 14:27:11

    Infondo sarà banale ma è pur vero: é il viaggio che conta non la metà.
    Ricordo gli anni delle famose sakkettate di classici con U-Team come i più belli, quasi quasi vendo anchio e ricomincio ad andare a giro con le buste in tasca [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]

    Forza Max, se abbiamo ben capito, adesso il motivo è il più bello e meritevole.
    Tempo e passione per ridare la caccia alla vetta non ti mancheranno in futuro [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Lucky il 29 Maggio 2010, 17:04:07

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#41886 date=1275084263]
    [COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Scendendo: addio ai Classici...[/B][/SIZE][/COLOR]

    ma sono felice...
    Maxpullo
    [/quote]

    Anch'io, tanto, per Voi.

    Lucky (uno dei pochi)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Eremita il 29 Maggio 2010, 23:36:30

    Wow Max...

    Nessuna ragione potrebbe essere migliore![IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cheesy.gif[/IMG]

    Felicità e serenità!

    Andrea / Eremita
    con Eremitessa ed Eremitini!

    un po' troppi per u eremo, ma tant'é...[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 30 Maggio 2010, 00:20:10

    Ma era proprio così lampante? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]

    Comunque, cara zia Gretana, le culle saranno due... [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Felice/7.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Felice/7.gif[/IMG]

    ... le cose o si fanno per bene o è meglio non farle no? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]

    Buonanotte a tutti e grazie delle belle parole
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Eremita il 30 Maggio 2010, 00:57:30

    due!!?!?!?![IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG]

    ma così mi raggiungi subito nell'"Altra" classifica!!![IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cheesy.gif[/IMG]

    Maxpullo, Maxpulla: complimenti, congratulazioni e acque tranquille per tutta la navigazione!

    Andrea / Eremita


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 30 Maggio 2010, 08:01:25

    [SIZE=6]SUPERAUGURISSIMISSIMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!!![/SIZE]

    [SIZE=6]Un magnifico ProgettoGemini ![/SIZE]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Vecchio47 il 30 Maggio 2010, 09:23:21

    AUGURISSIMI E FELICITAZIONI siamo senza parole [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]

    S.Iva & vecchio47


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: waferdi il 30 Maggio 2010, 09:53:12

    e bravi i maxpulli[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]

    sono felicissimo per voi 4[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]

    w.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: lalla il 30 Maggio 2010, 10:33:36



    [IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/um/shocked.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/um/shocked.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/um/shocked.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/um/shocked.gif[/IMG]..........[IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/um/grin.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/um/grin.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/um/grin.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/um/grin.gif[/IMG]...........[IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/Felice/11.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/Felice/11.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/Felice/11.gif[/IMG][IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/Felice/11.gif[/IMG]



    CHE BELLOOOOOOOO!!!!!!!!!!

    [IMG]http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:myJQp6TN1ve4vM:http://i42.tinypic.com/2v7tef8.gif[/IMG](la zia comincia a preparare i corredini.......)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: AgenteD il 30 Maggio 2010, 10:44:29

    E però... [SIZE=7]Augurissimi!!![/SIZE]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Lucky il 30 Maggio 2010, 12:18:26

    Anfione e Zeto,
    Castore e Polluce,
    Cosma e Damiano,
    Efialte e Oto,
    Esaù e Giacobbe,
    Eracle e Ificle,

    o i più nostrani

    Romolo e Remo?

    Lucky


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: tarteri il 30 Maggio 2010, 12:48:09


    Come fare a non essere felici per questa nuova. Maxpullo, Maxpulla e due Maxpullini. Chissà se la mamy troverà qualcuno che parli più di lei [IMG]http://uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG]
    Un abbraccio a papy, mamy e nascenty
    Salvo

    Ps Vanno di moda Silvio e Piersilvio [IMG]http://uraniamania.com/images/s_angry.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: trifide il 30 Maggio 2010, 15:52:44

    Bi-zio![IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cheesy.gif[/IMG]

    Che bello che bello! Grande Max e grandissima la Maxpullina[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG]
    Due gemelli, i primi nati in cattività su UM: ma a questo punto la teoria dello Slan si arricchisce di nuovi e spettacolari sviluppi! (L'importante è che non si mettano in tre a fare le rubriche dei Maxpulli su UM[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cry.gif[/IMG]...)

    Ma quand'è prevista la sfornata?

    Mi prenoto per venire a fare cippi cippi cippi ai due frugoletti e fare il rumore dell'aereo col cucchiaino della pappa!

    Tata GT[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]

    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k5b632396e1.jpg[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: trifide il 30 Maggio 2010, 17:00:17

    [quote author=Lucky qlnk=board=6&threadid=4254&start=120#41907 date=1275214706]
    Anfione e Zeto,
    Castore e Polluce,
    Cosma e Damiano,
    Efialte e Oto,
    Esaù e Giacobbe,
    Eracle e Ificle,

    o i più nostrani

    Romolo e Remo?

    Lucky
    [/quote]

    Si aggiungano alla festa:

    Pulici e Graziani
    Alice ed Helen Kessler[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]




    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 30 Maggio 2010, 17:26:39

    Grazie amici, non ho parole... queste manifestazioni di affetto mi aiutano a superare il trauma di vedere "svuotata" la libreria di casa... oggi stesso ho completato il trasferimento "altrove" di Urania Collezione e la prossima settimana andrà in onda quello dei Millemondi... la località è naturalmente tenuta segreta per timore di "intercettazioni" e assalti lungo il percorso [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_undecided.gif[/IMG]
    Qui da me rimarrà posto solo per gli Urania sotto il 1000 e le collane più piccoline come Argento, Blu, Rivista e Biblioteca...
    Per compensare tanta simpatia ed affetto ho un solo modo: scrivere tante tante tante recensioni da qui al lieto evento previsto per Dicembre. Sono certo che il waferone soprattutto potrà apprezzare questa mia iniziativa... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG]

    A parte gli scherzi, grazie ancora a tutti e speriamo ci si possa incontrare presto, magari un po' più vicino alle nostre parti [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]
    Max


    PS
    Anche se le motivazioni non sono quelle che lui immagina, sinora, nel toto-nomi, Salvo è quello che ci si è avvicinato di più [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]
    Bravo Salvo!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Den Heb il 30 Maggio 2010, 18:36:40


    [JUSTIFY] Devo confessare, purtroppo, di seguire poco questo tuo fortunatissimo thread e non certo per mancanza di interesse; penso anzi che meriterebbe un’attenta lettura da parte di tutti noi. Il motivo è dovuto esclusivamente dal fatto che i miei occhi protestano per i caratteri piccoli e le letture prolungate e non posso non dare loro ascolto. Questo però non mi ha impedito di rilevare la splendida notizia della prossima crescita della tua famiglia. A quelli degli altri UMmini unisco volentieri i miei migliori Auguri. Auguri che i tuoi libri, una volta riuniti nella loro sede naturale, possano diventare un patrimonio importante per i tuoi figli. Che in essi possano concentrarsi i ricordi della loro infanzia, il calore della famiglia, il riferimento sicuro della loro identità e formazione culturale.
    Cordialità,[/JUSTIFY] Den Heb


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 30 Maggio 2010, 20:31:41

    [quote author=Den Heb qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#41912 date=1275237400]
    Il motivo è dovuto esclusivamente dal fatto che i miei occhi protestano per i caratteri piccoli
    [/quote]

    tieni premuto il pusante "Ctrl" sulla tastiera, poi pigia il tasto "+": potrai ingrandire i caratteri quanto vuoi.

    così non ti perderai un thread assolutamente meritevole!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 30 Maggio 2010, 20:41:51

    Mi sono commossa [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cry.gif[/IMG].
    Due frugoletti-e arrivano ad allietare la vita a pecora gialla.
    Anche la vostra certo, ma volete mettere che belati indecifrabili di gioia sgorgheranno dalla gola dell'ovino? Chi nell'universo intero potrà vantare di avere una pecora come zia?
    Creature [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Generiche/pupo.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Generiche/pupo.gif[/IMG]
    Preparo due copertine con i Barbapapà.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: trifide il 30 Maggio 2010, 21:12:02


    Quote:
    [quote]

    tieni premuto il pusante "Ctrl" sulla tastiera, poi pigia il tasto "+": potrai ingrandire i caratteri quanto vuoi.
    [/quote]

    Dhr, inesplicabilmente funziona!!![IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG]
    Ora ho i caratteri grossi come piattini del caffè e devo dire che mi bruciano meno gli occhi[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
    E io che ho sacrificato da anni decine di bulbi oculari degli utenti inutili di UM per avere dei ricambi usa e getta...
    Meglio tardi che mai, Den Heb ora non hai più scuse che tengano, dovrai stare qui con noi giorno e notte e soprattutto leggerti TUTTO ciò che ha scritto il buon Maxpullo in passato.[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cheesy.gif[/IMG]

    GT L'Oftalmico
    [URL=http://www.google.it/imgres?imgurl=http://blog.afraid.it/wp-content/uploads/2009/02/ciclope1.jpg&imgrefurl=http://blog.afraid.it/2009/02/ciclope/&usg=__co5xfaWuGKyMm460g3WaHZ8lu_0=&h=343&w=480&sz=11&hl=it&start=29&um=1&itbs=1&tbnid=gKZ-m7eZWY4RKM:&tbnh=92&tbnw=129&prev;=/images?q=ciclope&start=20&um=1&hl=it&sa=N&rlz=1T4GZEZ_itIT325IT325&ndsp=20&tbs=isch:1][IMG]http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:gKZ-m7eZWY4RKM:http://blog.afraid.it/wp-content/uploads/2009/02/ciclope1.jpg[/IMG][/URL]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Cletus il 30 Maggio 2010, 21:45:25

    [HIGHLIGHT=#f4f4f4]Ho ricostruito la notizia leggendo a ritroso, a testa in giù, specularmente: e i riscontri danno lo stesso esito. Ma è fantastico! Felicitesciòns! [/HIGHLIGHT][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]

    Cletus


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 30 Maggio 2010, 22:08:27

    [quote author=Cletus qlnk=board=6&threadid=4254&start=135#41916 date=1275248725]
    [HIGHLIGHT=#f4f4f4]Ho ricostruito la notizia leggendo a ritroso, a testa in giù, specularmente: e i riscontri danno lo stesso esito. Ma è fantastico! Felicitesciòns! [/HIGHLIGHT][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]

    Cletus
    [/quote]

    Dario! [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG]

    Dai non mi pare il caso di entusiasmarsi così per un CTRL + "+"... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_huh.gif[/IMG]

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: freesmo il 30 Maggio 2010, 22:31:08

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=135#41917 date=1275250107]

    Dai non mi pare il caso di entusiasmarsi così per un CTRL + k...

    [/quote]

    WOW!!

    Rallegramentissimi, Max!!! Un mare di auguri e un abbraccio alla mammina!

    SSS Freesmo

    PS: ma non ti sembra un po', ehm, così ...chiamarli Control e Kappa???


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Den Heb il 31 Maggio 2010, 00:02:09


    Meraviglie della tecnologia... Io provengo da un'epoca in cui schiacciando un tasto si scriveva rumorosamente una ed una sola lettera...
    Cordialità riconoscenti,
    Den Heb [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: npano il 31 Maggio 2010, 09:11:56


    eeeehhhhhh!!
    Ma che bella sorpresa [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/79.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/79.gif[/IMG]
    Complimenti
    Certo che 2 sono un bell'impegno , è come voler collezionare sia SF sia i gialli [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Word_Positive/3.gif[/IMG]

    Comunque per noi umili abitatori di tri-locali che sfruttavano la cameretta per i libri, l'arrivo del pargolo crea un piccolo sconvolgimento.

    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/103.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 31 Maggio 2010, 09:57:56

    [quote author=npano qlnk=board=6&threadid=4254&start=135#41921 date=1275289916]

    eeeehhhhhh!!
    Ma che bella sorpresa [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/79.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/79.gif[/IMG]
    Complimenti
    Certo che 2 sono un bell'impegno , è come voler collezionare sia SF sia i gialli [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Word_Positive/3.gif[/IMG]

    Comunque per noi umili abitatori di tri-locali che sfruttavano la cameretta per i libri, l'arrivo del pargolo crea un piccolo sconvolgimento.

    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/103.gif[/IMG]
    [/quote]

    Fortunatamente ho la possibilità di fare il gioco delle tre carte con alcuni spazi a casa dei genitori dove avevo stipato gli appunti dell'università ed altra roba che si può buttare... venerdi andrà in onda in prima serata il film "[I]La riunificazione dei Millemondi[/I]"... finalmente i due rami della collana si ricongiungeranno più o meno felicemente in una vecchia libreria che ospitava pezzi di PC, scatole e manuali tecnici di più di 15 anni fa...
    Però devo sbrigarmi a cavalcare l'onda dell'entusiasmo materno perchè non so per quanti libri ancora potrà durare questa tregua... sulla scia dell' "effetto gemini" ieri mi ha persino chiesto se mi serviva una nuova libreria ([IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG])...
    Se qualcuno ha seguito questa rubrica con continuità potrà capire il mio sgomento...
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]

    PS
    E se mi sta facendo portare tutto lì in casa lontano dalla mia vista e poi butta tutto? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cry.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: ansible il 31 Maggio 2010, 12:27:36

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#41922 date=1275292676]
    E se mi sta facendo portare tutto lì in casa lontano dalla mia vista e poi butta tutto? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cry.gif[/IMG]
    [/quote]


    ...Sarebbe per una buona causa, ne convieni?
    Ovviamente scherzo: vadano a voi le mie felicitazioni per la bellissima notizia.
    ansible

    P.S.
    Io ho dovuto relegare i libri negli scatoloni in garage, solo ora sto ( parzialmente ) recuperandoli.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: tarteri il 31 Maggio 2010, 13:28:49

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#41911 date=1275233199]

    PS
    Anche se le motivazioni non sono quelle che lui immagina, sinora, nel toto-nomi, Salvo è quello che ci si è avvicinato di più [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]
    Bravo Salvo!
    [/quote]

    Vorrei ben vedere fossero quelle le motivazioni [IMG]http://uraniamania.com/images/s_angry.gif[/IMG]
    [IMG]http://uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: marco.kapp il 31 Maggio 2010, 15:23:06

    [SIZE=2][B][COLOR=#17365d]Felicitazioni anche da parte mia![/COLOR][/B] Che bello, in un colpo solo la famiglia raddoppia. [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Generiche/pupo.gif[/IMG][/SIZE]
    [SIZE=2] [/SIZE]
    [SIZE=2]Propongo come nomi:[/SIZE]
    [SIZE=2]- Elija e Daneel [/SIZE]
    [SIZE=2]- Alfred e Peter [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG] [/SIZE]

    [SIZE=2]in caso di femminucce:[/SIZE]
    [SIZE=2]- Sara e Deborah [SIZE=2][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][/SIZE][/SIZE]




    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Lucky il 31 Maggio 2010, 16:05:15

    Pierferdinando?

    L.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: vinmar il 31 Maggio 2010, 16:17:15

    Grande la Maxpulla. Bacioni immensi alla bimamma. Sono felicissimo per voi. Maxpulli ma fare le cose un po per volta no eh? Meno male che ci siamo fatti una Trifidata tutti insieme altrimenti chi sa quando ci si vedeva. Che cosa carina abbassare l'età media degli Umini. Ancora tanti tanti bacioni
    Inter e Nazionale un po eccessivo vero ?
    Vin


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 31 Maggio 2010, 16:17:44

    [quote author=Lucky qlnk=board=6&threadid=4254&start=135#41926 date=1275314715]
    Pierferdinando?

    L.
    [/quote]

    Così poi da grande farà solo casini...
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 31 Maggio 2010, 20:47:22

    [quote author=marco.kapp qlnk=board=6&threadid=4254&start=135#41925 date=1275312186]
    [SIZE=2][B][COLOR=#17365d]Felicitazioni anche da parte mia![/COLOR][/B] Che bello, in un colpo solo la famiglia raddoppia. [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Generiche/pupo.gif[/IMG][/SIZE]
    [SIZE=2] [/SIZE]
    [SIZE=2]Propongo come nomi:[/SIZE]
    [SIZE=2]- Elija e Daneel [/SIZE]
    [SIZE=2]- Alfred e Peter [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG] [/SIZE]

    [SIZE=2]in caso di femminucce:[/SIZE]
    [SIZE=2]- Sara e Deborah [SIZE=2][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][/SIZE][/SIZE]




    [/quote]

    Elija e Daneel? [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/45.gif[/IMG] I nostri nipoti con due nomi così?
    Tanto vale chiamarli Epix e Doc Savage.
    Restiamo sul classico per favore.
    Un bel Giovanni, Francesco, Roberto, Mauro, Bianca, Tea, Monica, Laura..........
    L'importante è che nei nomi non ci sia la z che in Veneto viene male la pronuncia.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: waferdi il 31 Maggio 2010, 21:38:40

    Prometto di gioire quando i prossimi "Racconti del Maxpullo" saranno scitti coi gemelli a 6 mani[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]

    I miei (non gemelli) si chiamano Joan e Jonathan, ma sono nati in Sud Africa (dove tra parentesi dovevo rimanermene per vedere i campionati del mondo di quest'anno, ma poi come facevo a conoscere stà banda di beoni e lazzaroni nullafacenti che pensano solo alla fantascienza?).
    Secondo nome della bimba Altaira (indovinate da che libro?), il maschio secondo nome abbastanza normale come Nicola. Per i tuoi se non ci pensano i nonni[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG] faremo un megaconcorso...Npano prepara le schede[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cheesy.gif[/IMG].

    w.



    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: MissAngie il 31 Maggio 2010, 21:44:27

    Puf puf puf .... mo sorbole che fatica .... ecco, io ho capito che diventiamo zii e visto che ho capito pure che succede a dicembre che inizia l'inverno e che comunque fa freschetto, ecco ... ho pensato di dare alla zia tricot Lalluccia nostra il materiale per fare il corredino ... solo che ... accidenti ... la pecora gialla corre come una dannata ... non riesco a prenderlaaaaaaaaaaaaaaaaa ....
    Spe che si è fermata ... ssstttt .... aaaarrrrggghhhhhhh ... felicitazioniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ... mi è scappata un'altra voltaaaaaaaaaaaaa
    Maxpulluli tutti ... e dateme 'na manoooo .....

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] bravi ragazzuoli ... mi raccomando .. nomi fantascientifici, fantastici e fumettosi ... e perchè no .. anche un po' Umaniaci!!

    Fata Angie


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: lalla il 31 Maggio 2010, 23:35:59



    Il fatto di preparare il corredino con la lana della Pecora Gialla ha indubbiamente dei risvolti positivi:

    1) Il colore giallo, essendo neutro e quindi adatto sia a maschietti che a femminucce, permette di cominciare i lavori di tricot con ampio anticipo...non sarà quindi necessario sferruzzare freneticamente per completare in tempo il tutto.

    2) l'utilizzo della lana dell'Amato Ovino permetterà ai pupi comodissimi salti temporali all'ora della pappa. La mammina potrà quindi dedicarsi con calma ad un pargolo solo per volta in quanto il fratellino (o la sorellina) al momento della poppata, grazie ad un breve balzo avrà già mangiato e starà già dormendo il sonno dei giusti.
    Questo vale ovviamente anche per il cambio dei pannolini.

    L'unico problema effettivo è come prendere (e soprattutto tosare) la Pecora....

    Fata, continua a correre!!![IMG]http://uraniamania.com/editor/smileys/3d/biggrin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Pecora Gialla il 01 Giugno 2010, 07:19:01

    [quote author=MissAngie qlnk=board=6&threadid=4254&start=150#41932 date=1275335067]
    [...]
    ... solo che ... accidenti ... la pecora gialla corre come una dannata ... non riesco a prenderlaaaaaaaaaaaaaaaaa ....
    Spe che si è fermata ... ssstttt .... aaaarrrrggghhhhhhh ... felicitazioniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ... mi è scappata un'altra voltaaaaaaaaaaaaa
    Maxpulluli tutti ... e dateme 'na manoooo .....
    [...]
    [/quote]

    Be? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_angry.gif[/IMG]

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_tongue.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 02 Giugno 2010, 14:13:46

    [SIZE=4][B][COLOR=#1f497d]Ritorniamo a parlare di libri...[/COLOR][/B][/SIZE]

    Amici, io e consorte vogliamo ringraziarvi di cuore per le belle parole e speriamo di poterci incontrare presto per dividere questa gioia con tutti voi.
    Nell'attesa però potremo rimanere insieme virtualmente, nelle pagine del forum e di questa rubrica che continuerò a mandare avanti indecorosamente come ho sempre fatto, straparlando e raccontandovi curiosità e aneddoti noiosissimi, approfittando vilmente della vostra sopportazione e della pazienza dei moderatori...
    A volte mi chiedo: ma se sono così prolisso e nostalgico adesso che ho (quasi) 38 anni, come sarò dopo i 60? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cry.gif[/IMG]
    Pregate di non saperlo mai e continuate a sopportarmi, ok? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
    Siamo in dirittura d'arrivo su molti filoni: quello sulle catastrofi e quello su fantamore si preparano ad esplodere gli ultimi "botti" per questo 2010 mentre a breve ripartiranno quello sulle creature aliene e sui libri della mamma... poi si avvicina l'estate, il mare e le letture estive che sono sempre le più belle, quelle che si ricordano con più nitidezza...
    Ma adesso, per riprendere il filo delle recensioni interrotto dai festeggiamenti per il doppio lieto evento, ho qualche imbarazzo: mettere un romanzo qualsiasi non si può.
    La prossima scheda dovrà essere qualcosa di davvero speciale, di unico... mmmmhhhh....[IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/39.gif[/IMG]
    Ma si! Trovato!
    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/3d/ok.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 02 Giugno 2010, 14:14:15

    [SIZE=4][B][COLOR=#ff0000]Fantamore: "Matheson in love"[/COLOR][/B][/SIZE]

    Richard Matheson è stato spesso protagonista di schede di questa mia rubrica: dal suo spettrale capolavoro "[I]Io sono Helen Driscoll[/I]" che da sempre abita nella top ten dei miei Urania preferiti sino all'indimenticabie "[I]Tre millimetri al giorno[/I]", passando per "[I]Io sono leggenda[/I]" e le sue celeberrime raccolte di racconti come "[I]Regola per sopravvivere[/I]" e "[I]Chock[/I]", la sua ingombrante presenza ci ha accompagnato abbastanza regolarmente nel corso di questi anni passati assieme, insegnandoci che la realtà è spesso una finzione e che dietro di essa si spalanca un mondo imprevedibile e non sempre piacevole.
    Abituati a conoscere un Matheson sempre in equilibrio tra fantascienza ed horror e convinti di aver compreso a fondo il genere di narrativa e le tematiche di questo grandissimo e versatile autore, rimaniamo piuttosto sorpresi di fronte ad un nuovo tipo di Matheson, quello romantico.
    Perchè dovete sapere che il buon Richard, dopo aver esplorato i mondi della paura, della follia, dell'irrealtà e della fantascienza pura, si è divertito anche ad esplorare quello dei sentimenti. E lo ha fatto nel modo che lo contraddistingue da sempre: creando un capolavoro che si intitola "[B]Appuntamento nel tempo[/B]" e che è stato pubblicato come Urania Classici [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1748]242[/URL].

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1748.jpg?ft=1252591881[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Chi è abituato a leggere le storie di Matheson, in cui realtà, sogno e follia si compenetrano dando luogo ad un mix di emozioni indistinguibili, non si sorprenderà di ritrovare tutte queste caratteristiche in questo suo lavoro, uno dei romanzi d'amore più affascinanti ed originali che siano mai stati scritti.
    L'unico difetto che si può attribuire a questo romanzo è che esso, così com'è scritto, appare troppo perfetto, troppo meraviglioso e troppo favolisticamente inverosimile per essere anche realistico: come mai in altre storie prima di questa, è l'amore qui ad essere il vero protagonista della vicenda, un amore inteso come una forza in grado di valicare l'abisso del tempo e di dare corpo ai sogni ed alle fantasie del protagonista in un modo tanto semplice quanto originale.
    Che alla fine l'avventura di Richard ed Elise sia solo un bellissimo sogno, una esperienza extracorporea oppure un vero e proprio viaggio nel tempo, nessuno, autore incluso, è probabilmente in grado di spiegarlo, ma quello che più conta è che questa è una storia perfetta, logica, coerente e incredibilmente romantica, che si legge tutta d'un fiato nonostate la mole e che riesce a commuovere nonostante alcune ingenuità.[/TD][/TR][/TABLE]
    L'idea del manoscritto e del diario, anche se inizialmente può creare sconcerto e una certa dose di noia, si rivela alla fine azzeccatissima perchè permette di dare risalto a tutti i pensieri, le ansie, i dubbi ed i sentimenti del protagonista, rendendo il lettore partecipe in modo assoluto del suo dramma.
    Manca solo quello che avrebbe potuto essere un "lieto fine" nel senso classico del termine, ma probabilmente se ci fosse stato l'effetto complessivo sarebbe stato rovinato e sarebbe mancato quel qualcosa che rende questa storia unica e degna di essere letta.
    Un capolavoro di poesia e delicatezza senza uguali ed alla fine rimane solo da dire: grazie Matheson!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 02 Giugno 2010, 15:06:56

    Un magnifico racconto amoroso di Matheson, che ricordo a distanza di oltre 20 anni, è quello (dal titolo...? aiuto! si trovava nel cofanetto [I]Shock[/I]) in cui un uomo va dallo psichiatra perché comincia a provare inspiegabili sensazioni sgradevoli a contatto con sua moglie, e...


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Andrea58 il 03 Giugno 2010, 17:30:22

    Credo che il racconto di Matheson sia " Primo anniversario "... ed ovviamente sarà anche l'ultimo...[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG]
    ( E' possibile rileggerlo anche nella raccolta " Incubo a seimila metri " di Fanucci

    Andrea


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 03 Giugno 2010, 18:26:18

    [quote author=Andrea58 qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#41994 date=1275579022]
    Credo che il racconto di Matheson sia " Primo anniversario "... ed ovviamente sarà anche l'ultimo...[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG]
    [/quote]

    proprio lui, esatto, grazie!

    già, anche l'ultimo, anche se il racconto si chiude con il grido accorato di lei:
    [SPOILER]"Amami! Amami!"[/SPOILER]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 04 Giugno 2010, 14:48:16

    [COLOR=#974806][SIZE=4][B]Catastrofi: l'attesa che delude[/B][/SIZE][/COLOR]

    Uno dei ricordi più vividi che ho della mia infanzia fantascientifica è rappresentato dalla repulsione che mi ispirava la copertina di uno dei miei libri della casa al mare.
    "[B]Morte dell'erba[/B]", di John Christopher, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=484]476[/URL], aveva, infatti, il potere di constringermi ogni volta a rigirarlo pur di non vedere quello scheletro contorto scaturito dagi incubi di Thole. Poi con il tempo arrivò "[I]I serpenti sugli alberi[/I]" di Drew Lamark e la vecchia terribile reliquia passò quasi in secondo piano fino a sembrarmi assai meno disgustosa.
    Ma la copertina orribile non era la sola caratteristica di quel vecchio e logoro volumetto: sfogliandolo infatti mi ero accorto che mancanvano diverse pagine, perchè un intero fascicolo era stato ripetuto due volte e così la storia aveva un brusco salto. Un po' per la repulsione della copertina, un po' per le pagine mancanti, quindi, quello fu uno dei pochi libri del nucleo originale della mia collezione di cui rimandai la lettura a data da destinarsi.
    Il vecchio cimelio malandato è stato di recente messo in pensione nella soffitta dei ricordi ed il suo gemello integro, gentilmente fornitomi dal Custode, è stato invece rispolverato e letto con l'intenzione di farne quasi il "piatto forte" della scheda sulle catastrofi.
    Ma l'attesa di oltre 25 anni, la dicitura "I capolavori" che campeggia in copertina ed il fatto di essere opera dello stesso autore di "[I]Una ruga sulla Terra[/I]", hanno creato forse troppe aspettative prima della lettura, al punto che questa è stata una vera e propria delusione, come testimoniato dal commento.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/484.jpg?ft=1252592295[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Sinceramente mi aspettavo di meglio dalla lettura di questo classico a lungo rimandata.
    La catastrofe, sebbene originale e ben pensata, è appena accennata e rimane sullo sfondo di una vicenda sostanzialmente psicologica il cui scopo è quello di mostrare l'abbrutimento dei sopravvissuti e la totale perdita dei valori morali che caratterizzano la nostra civiltà.
    Molto bello e suggestivo l'incipit del romanzo con la descrizione della "vallata" e la storia dei due fratelli e molto efficace anche il finale che, nonostante appaia un po' frettoloso e convulso, riecheggia in parte la storia biblica. Ma la vicenda nel mezzo, con il viaggio degli esuli scampati alla rovina di Londra, appare banale e scontato, nonostante la presenza di alcune scene volutamente "forti".
    Quello che risulta poco convincente è in effetti la rapidità con cui si sviluppa la storia: è incredibile che l'agonia di Londra e del mondo intero siano liquidate in pochissime righe e ugualmente incredibile è che il protagonista si trasformi, nel giro di poche ore, in uno spietato signorotto feudale senza scrupoli di sorta, capace di uccidere e di decidere per la vita e la morte di chi lo accompagna. Mancano, a mio avviso tutta una serie di descrizioni, sfumature e riflessioni, doverose in un romanzo di questa portata e soprattutto di questa lunghezza.[/TD][/TR][/TABLE]
    Senza alcun dubbio, non è tra i migliori romanzi di genere catastrofico che ricordi: di sicuro è assolutamente inferiore all'altro libro di John Christopher "[I]Una ruga sulla terra[/I]", assai più efficace e convincente.

    Da segnalare che le scritte "I capolavori / Ristampa" riportate in copertina, diversamente da quanto avveniva per gli altri titoli di questa serie, non si riferiscono ad una precedente edizione del libro nella collana Urania.
    Mentre, infatti, la stragrande maggioranza dei titoli della serie "I capolavori" sono ristampe o riedizioni di vecchi Urania, esistono dei titoli che fanno eccezione (che cioè rappresentano una prima edizione all'interno della collana) e tra questi vi sono: "[I]Cronache della Galassia[/I]" (U317bis), "[I]Il crollo della Galassia centrale[/I]" (U329bis), "[I]L'altra faccia della spirale[/I]" (U338), "[I]Le guide del tramonto[/I]" (U467), "[I]Morte dell'erba[/I]" (U476), "[I]Il tenente[/I]" (U701) e "[I]Nemici nell'infinito[/I]" (U817).
    Un discorso a parte va fatto invece per "[I]Il tiranno dei mondi[/I]" (U485), apparso sul numero 3 di Urania Rivista, per "[I]Mondi senza fine[/I]" (U715), pubblicato a puntate in appendice agli Urania 86-105 e per "[I]Oltre l'invisibile[/I]" (U414), pubblicato a puntate in appendice agli Urania 1-12.
    Da segnalare infine la svista nell'edizione Urania Collezione di "[I]Morte dell'erba[/I]": nella costola anzichè riportare "043" è stato riportato "43".


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 04 Giugno 2010, 19:25:46

    In fatto di fine catastrofica del mondo, un top è:

    [IMG]http://www.feliceshopping.com/images/catalogo/manga/dvisual/goldrake/grendizer04xl.gif[/IMG]

    ... ricordate il finale del [I]Goldrake[/I] televisivo, dove lui tornava romanticamente al suo pianeta?
    beh, scordatevelo: qui, nell'ultima puntata, Goldrake contribuisce a DISTRUGGERE la Terra.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 07 Giugno 2010, 18:29:44

    [SIZE=4][B][COLOR=#0070c0]Creature aliene e invasioni: questione di "sensibilità"...[/COLOR][/B][/SIZE]

    Alcune recenti pubblicazioni apparse nelle collane Urania, nonchè le successive polemiche scatenate sia in questo forum che nel blog della Mondadori, mi hanno portato a riflettere sul delicato aspetto della "sensibilità" e sulla poca attenzione che, al giorno d'oggi, viene posta sulla questione "linguaggio" e "argomento" in riferimento alle fasce d'età dei potenziali lettori.
    Come ricordavo in un mio commento ora rimosso dal db, tutte le copie dell'Urania 35 che, nelle intenzioni, doveva essere "[I]L'era di Satana[/I]" di Fritz Leiber, furono mandate al macero, a causa di contenuti che all'epoca furono ritenuti non appropriati ed il volume fu sostituito all'ultimo momento con il meno problematico "[I]Il risveglio dell'abisso[/I]" di John Wyndham. I più curiosi potranno trovare l'intera storia di questa fantomatica uscita narrata magistralmente e rocambolescamente dal Custode al seguente link della fantabancarella: "[URL=http://www.fantabancarella.com/ura351.html]http://www.fantabancarella.com/ura351.html[/URL]".
    Da allora sicuramente ne è stata fatta di strada in materia di "censura" ed il segno dell'evoluzione dei tempi sta anche nel fatto che ora "linguaggio" ed "argomento" di un libro sono giudicati e vagliati dai curatori con molta meno severità rispetto al passato ed il risultato sono alcune uscite un po' "sconcertanti", che, forse si, forse no avrebbero magari meritato in copertina una dicitura del tipo "vietato ai minori di 14 anni".
    Ma il delicato argomento "sensibilità" non è cosa che si possa affrontare così alla leggera e non basta un mio commentino per sviscerare la questione, anche perchè bisogna riconoscere che questa sensibilità, oltre ad essere una caratteristica precipua di ogni individuo, si evolve nel tempo insieme alla persona al punto che argomenti o scene che potevano provocare "turbamento" quando si era ragazzi, possono lasciare indifferenti o addirittura far sorridere nell'età adulta.
    Personalmente ricordo che diverso tempo fa rimasi sconcertato e disgustato da "[B]La casa della bestia[/B]" di Richard Laymon, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=972]964[/URL], al punto che lo considerai uno dei peggiori Urania mai letti.
    Una recente rilettura del romanzo, invece, mi ha indotto a più miti consigli e, anche se ancora faccio fatica a digerire alcune sequenze particolarmente crude come quelle che riguardano la bambina, posso dire di esser riuscito a superare il "trauma" provocato dalla prima lettura e, complice una evoluzione della mia personale "sensibilità", posso dire che questo libro è molto meno peggiore di quanto ricordassi...

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/972.jpg?ft=1252592302[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Raccapricciante, a tratti un po' troppo duro, questo romanzo sfrutta un'immagine che ricorre spesso nella narrativa lovecraftiana, quella della creatura bestiale frutto di una degenerazione umana o di orribili ed inconcepibili incroci; ma il paragone con racconti del tipo "[I]La verità sul defunto Arthur Jermin[/I]" o "[I]La paura in agguato[/I]" finisce qui, perchè il romanzo di Laymon è molto più rude, crudele e sorprendente di quanto Lovecraft sia mai riuscito lontanamente a concepire (e raccontare).
    Se c'è una cosa che il libro sembra insegnarci tra le righe è che nessuno è davvero innocente fino in fondo e che la bestia alberga dentro ognuno di noi, pronta ad esplodere ed a travolgere il prossimo e che non necessariamente veste i panni del mostro degenere dal colorito bianchiccio e dal muso prognato.
    Il padre violento, il giustiziere solitario, l'orrenda megera che organizza le visite nella casa, il ragazzo traumatizzato pronto a tutto pur di vendicarsi, la figlia violentata che godrebbe a veder ucciso suo padre: tutti i personaggi in qualche misura sono paragonabili alla bestia e rendono la lettura un vero e proprio viaggio alla scoperta delle umane perversioni al punto che leggendo il libro ci si sente quasi "sporchi".
    Il finale giunge repentino, imprevedibile e sconvolgente a ricordarci che al peggio non c'è mai fine.[/TD][/TR][/TABLE]
    Un romanzo magari un po' banale e prevedibile nel suo svolgimento, ma che, anche se non rispetta sino in fondo le aspettative di lettura create dalla trama nel retrocopertina e magari risulta sgradevole per certe scene e descrizioni, si rivela invece un libro discreto, allucinante e sconvolgente.
    Un libro che, per un motivo o per un altro, non si dimentica.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 07 Giugno 2010, 20:46:35

    Max si poneva il problema se e quando inserire la fascetta "V.M." (cfr anche le polemiche recenti su E-Doll), il che mi ha fatto insorgere la domanda: ma [I]esistono ancora[/I] i minori che comprano Urania?


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: trifide il 08 Giugno 2010, 07:01:02

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=150#42041 date=1275935019]
    posso fare una domanda "cattiva"? quanti sono oggi in Italia gli under-18 che leggono Urania?
    [/quote]

    Direi di spostare la discussione, comunque interessante, su una sezione apposita el forum per non uscire dal tema de "i Libri di Maxpullo" di questa rubrica.

    Rincarando la dose si potrebbe estendere la domanda a: quanti under 18 leggono libri?
    Io dico meno del 10%...

    Penso sia una stima fisiologica indipendentemente dai tempi, noi quanti ne leggevamo?

    GT


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 08 Giugno 2010, 11:12:49

    [quote author=TRIFIDE-GT qlnk=board=6&threadid=4254&start=150#42046 date=1275973262]
    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=150#42041 date=1275935019]
    posso fare una domanda "cattiva"? quanti sono oggi in Italia gli under-18 che leggono Urania?
    [/quote]

    Direi di spostare la discussione, comunque interessante, su una sezione apposita el forum per non uscire dal tema de "i Libri di Maxpullo" di questa rubrica.

    Rincarando la dose si potrebbe estendere la domanda a: quanti under 18 leggono libri?
    Io dico meno del 10%...

    Penso sia una stima fisiologica indipendentemente dai tempi, noi quanti ne leggevamo?

    GT
    [/quote]

    Ci tengo a precisare che gli intenti della mia riflessione non erano assolutamente polemici o provocatori.
    Il "cappello" introduttivo al libro nell'ultima scheda voleva essere uno spunto per una discussione come ce ne sono tantissimi altri nella mia rubrica: un'idea perchè ognuno potesse portare la propria esperienza con libri che per un motivo o per un'altro lo avevano turbato.
    Quando lo lessi la prima volta. "[I]La casa della bestia[/I]" mi fece veramente rabbia perchè le immagini che mi venivano in mente durante la lettura erano davvero poco piacevoli. Oggi quel turbamento non c'è quasi più: è l'evoluzione della sensibilità dall'adolescenza all'età adulta oppure è il segno di una realtà cambiata (in peggio) e che ci costringe ad accettare per "normali" cose ben peggiori di quelle che Laymon lascia intuire nel suo libro?
    Il problema che mi sono posto, però, non è un problema di Urania o dei suoi curatori: è generalizzato. Mi spiace per quelli che la pensano diversamente, ma per me è innegabile che vi sia una nobile, inconsapevole gara tra media, giornali e riviste più o meno specializzate per rendere "normali" ed "accettabili" un linguaggio e dei comportamenti che un tempo si potevano "apprezzare" solo nei cosidetti B-Movies o in riviste molto particolari.
    E poi diciamolo: il problema non sono certo libri come "[I]La notte del Drive-in[/I]" o i film di Alvaro Vitali, che, pur con un linguaggio e situazioni pesanti riescono a divertire perchè lasciano intravedere gli intenti dissacratori, il problema è piuttosto scoprire che quelle che dovrebbero essere simpatiche eccezioni stanno diventando la norma e che se un autore scrive la parola "cazzo" ogni volta che il protagonista apre bocca aumenta le possibilità che il proprio romanzo venga pubblicato...
    Il problema per me non sono gli under-18 che non leggono abbastanza, ma un sistema culturale in piena decadenza che propone modelli sbagliati e reagisce con strafottenza, ilarità o peggio quando qualcuno prova a farlo notare.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 11 Giugno 2010, 16:26:37

    [COLOR=#e36c09][SIZE=4][B]Fantascienza e religione: nelle grinfie della censura...[/B][/SIZE][/COLOR]

    Se qualcuno ha letto la mia ultima recensione ed è andato a sbirciare nella fantabancarella, saprà sicuramente tutto de "[I]Lo strano caso dell'Urania 35[/I]". Per i più pigri, tuttavia, quelli cioè che non hanno letto la mia ultima scheda oppure non hanno voluto cliccare sul link proposto, riassumo qui i fatti salienti.
    Se si prendono dalla libreria gli Urania a partire dal numero 24 (i più pigri possono astenersi e fidarsi di quanto dico), si potrà notare come tra le prossime uscite della collana riportate all'ultima pagina del volume sia annunciato un romanzo di Fritz Leiber intitolato "[I]L'era di Satana[/I]"; questo annuncio c'è fino al numero 34, dopodichè il romanzo scompare senza esser mai stato pubblicato. Quello che successe tra il numero 34 ed il numero 35 de "I Romanzi di Urania" è un mistero che solo la memoria di Luigi Cozzi ha potuto dipanare dopo tanti anni: il numero di Leiber, infatti, fu dato alle stampe come annunciato, ma la distribuzione alle edicole fu bloccata da Arnoldo Mondadori in persona, il quale, letto il romanzo, si arrabbiò a morte con l'allora curatore della rivista Giorgio Monicelli ed ordinò l'immediata distruzione di tutte le copie. Come risultato l'Urania di quel mese ritardò ad uscire e quando finalmente vide la luce, il romanzo annunciato era stato sostituito da "[I]Il risveglio dell'abisso[/I]" di John Wyndham.
    Lo stesso romanzo di Leiber, stroncato dalla censura nel 1954, fu pubblicato successivamente solo nel 1965 nella collana Galassia al numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=2874]59[/URL] con il titolo "[I]L'alba delle tenebre[/I]" e poi di nuovo nel 1978 nella collana Cosmo Oro della Nord, sempre con il medesimo titolo, al numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=2534]34[/URL].
    Fu solo nel 1991, che "[B]L'alba delle tenebre[/B]" approdò finalmente alla corte di Urania, per essere pubblicato, come se nulla fosse, nella collana dei Classici, al numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1679]173[/URL].
    A questo punto i più pigri possono rammaricarsi di aver perduto l'occasione di leggere la stessa identica cosa ma scritta dal Custode della Fantabancarella in modo molto più brillante, simpatico e ricco di particolari di quanto non abbia saputo fare io in questa introduzione.
    Ma al di là delle interessanti considerazioni sul numero scomparso e sull'ipotetico valore che avrebbe oggi una copia dell'Urania 35 che fosse eventualmente scampata alla distruzione, il fatto interessante è accorgersi, da fatti come questo, di come il trascorrere degli anni modifichi radicalmente il concetto di cosa sia pubblicabile e cosa no e delle modificazioni inevitabili che la società ed i suoi costumi impongono all'editoria. Neanche a dirlo, infatti, il libro è tutt'altro che blasfemo o dissacratore, solo che probabilmente, per quella che era la cultura dei primi anni '50, proponeva temi considerati tabù e non tutti avrebbero potuto apprezzare il rocambolesco rovesciamento di valori che Leiber è riuscito a proporre. Di seguito il commento al romanzo.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1679.jpg?ft=1252591876[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Il romanzo affronta in modo originale, imprevedibile ed ironico il difficile tema del rapporto tra scienza e religione.
    L'autore, infatti, immagina un futuro in cui la scienza è stata trasformata in una sorta di religione, dietro i cui dogmi si cela l'ambizione degli scienziati di mantenere e preservare indefinitamente il proprio potere sulle masse condannate all'ignoranza ed alla cieca obbedienza. Ma in questo quadro statico in cui i preti-scienziati sono organizzati nella cosidetta "Gerarchia" e controllano il mondo, si inserisce improvvisamente un elemento di disturbo: la "Stregoneria", una nuova organizzazione apparentemente votata al male ed al soprannaturale e che mira a rovesciare l'ordine costituito.
    Lo scontro apocalittico tra queste due fazioni si sviluppa, quindi, nel corso della trama, in una sorta di Armageddon in cui il "Bene" ed il "Male" si affrontano per contendersi il possesso del pianeta, senza però che l'autore dia le coordinate giuste per decifrare quale delle due fazioni sia quella del Bene e quale invece quella del Male.
    Sebbene, infatti, vi siano continui riferimenti a Satana ed a nomi della demonolatria cristiana come Asmodeo, la denominazione di "Stregoneria" e la conseguente logica associazione con il Male è puramente convenzionale in quanto anche questa fazione, come del resto l'altra, è improntata ad una laicità di fondo e ad una negazione di qualunque elemento spirituale o sovrannaturale a tutto beneficio della scienza e della tecnologia. E' evidente, tuttavia che, proprio questa mancanza di una presa di posizione netta e di una condanna del Male giocarono un brutto tiro a questo romanzo, unico caso accertato di censura in tutta la storia della collana in un epoca in cui certi argomenti, anche se non proprio tabù, raramente venivano toccati in una rivista.[/TD][/TR][/TABLE]
    La contesa tra le due fazioni, comunque, pur non risparmiando al lettore momenti di ilarità con qualche punta di grottesco, è al contempo spettacolare e drammatica, condotta con continui colpi di scena ed un ritmo serrato che rende la lettura facile e gustosa, fino al finale niente affatto scontato. L'intervento di Fratello Jarles, dapprima membro della Gerarchia e poi adepto della Stregoneria, riuscirà, infatti, a dare a tutta la storia una diversa chiave di lettura ed a far apparire la battaglia appena terminata come una sorta di rivendicazione della libertà e dei diritti umani contro l'oppressione di qualsiasi forma di tirannia, sia tecnologica che religiosa.
    Tra le tante interessanti trovate proposte dal romanzo ho trovato molto affascinante ed originale il concetto della modifica della personalità di un uomo pur lasciando inalterati la sua memoria, il suo carattere e la sua identità.
    Un classico che si legge con piacere e che, pur non essendo un capolavoro, non dimostra affatto gli anni trascorsi.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 11 Giugno 2010, 18:48:31

    [SIZE=4][B]"Ve l'avevo detto, io..."[/B][/SIZE]
    [IMG]http://www.nndb.com/people/853/000024781/william-blake-3.jpg[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 13 Giugno 2010, 14:53:25

    [COLOR=#e36c09][SIZE=4][B]Fantascienza e religione: l'inferno secondo Farmer[/B][/SIZE][/COLOR]

    Prima di affidare una serie di sconvolgenti rivelazioni sull'universo alla sua folle e divertentissima "[I]Venere sulla conchiglia[/I]", prima di descriverci le gesta del suo originalissimo, misterioso ed imprevedibile "[I]Cristo marziano[/I]" (già presentati in due precedenti schede), e soprattutto prima di iniziare la stesura del suo celebre "[I]Ciclo del mondo del fiume[/I]" (che aihmè non ho ancora letto), Philip Josè Farmer, già nel 1964, aveva affrontato quello che forse è il mistero più grande dell'esistenza, cimentandosi con il difficile e delicato tema della vita dopo la morte.
    Nel suo "[B]L'inferno a rovescio[/B]", pubblicato come Urania Classici [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1619]113[/URL], Farmer tenta di descrivere un aldilà molto particolare e suggestivo, e, anche se, a mio avviso, la lettura non è delle più esaltanti, rimane senza dubbio uno degli scritti più interessanti sull'argomento, se non altro per la capacità che ha avuto l'autore di sapersi staccare dal clichè classico dell'inferno fatto di fuoco, fiamme e sofferenza.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1619.jpg?ft=1252591879[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Tutta la mia "cautela" nel bocciare questo classico si evince facilmente dal commento inserito.

    [I]Bisogna dare atto alla fantasia di Farmer che questa è una delle costruzioni più originali che mi sia mai capitato di leggere sul tema della vita dopo la morte o prima della nascita.[/I]
    [I]L'incredibile allucinante "Inferno" in cui si trova ad "esistere" il protagonista che risponde all'improbabile nome di Jack Cull è misterioso, spaventoso ed affascinante quel tanto che basta a far conquistare al romanzo tutto il suo fascino.[/I]
    [I]Poi però purtroppo le picaresce disavventure di Cull e del suo seguito, i suoi arzigogolati sillogismi e ragionamenti volti a conoscere l'identità del misterioso X ed a svelare il mistero dell'universo in cui si trova finiscono per venire un po' a noia e la rivelazione finale (che poi è una falsa rivelazione perchè forse non c'è nulla da rivelare) risulta deludente ancorchè originale.[/I]
    [I]Mi riservo di rivedere la valutazione del libro dopo aver letto i romanzi del ciclo del fiume[/I]

    Una bocciatura parziale dunque, in ossequio non solo ad un grande e geniale interprete della SF, ma anche alle descrizioni di questo luogo misterioso ed assai diverso dall'inferno dantesco.[/TD][/TR][/TABLE]
    L'inferno di Farmer appare, infatti, terribile e concreto più per la sua assurdità che per la sua crudeltà o per la presenza dei "demoni": le sue folli geometrie, l'inesplicabile comportamento dei suoi abitanti, il senso di mistero che trapela dalla sua struttura e quello di oppressione che incombe sul protagonista sono veri e propri pezzi di bravura e rappresentano gran parte del fascino del romanzo.
    Poi, purtroppo, come ho tentato di spiegare nel commento, il senso di meraviglia si perde e subentra la noia, nonchè un certo disappunto per l'impressione del capolavoro mancato.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 13 Giugno 2010, 16:40:34

    cfr l'Inferno di Dante rivisitato da Salvador Dalí, surreale e a colori vivaci

    [IMG]http://www.thewanderlust.net/blog/wp-content/uploads/2009/08/DaliInferno.jpg[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 18 Giugno 2010, 13:57:08

    [SIZE=4][B][COLOR=#0070c0]Creature aliene e invasioni: prima degli Ewoks[/COLOR][/B][/SIZE]

    Alzi la mano chi non ricorda gli Ewoks: i simpatici orsacchiotti, indigeni della luna boscosa di Endor, e co-protagonisti de "[I]Il ritorno dello Jedi[/I]", episodio conclusivo della prima saga di Guerre Stellari.
    Non bisogna, tuttavia, dimenticare che ben prima che gli Ewoks apparissero nel film di George Lucas, un'altra genia di creature simili faceva la sua comparsa sulle pagine di Urania. Già nel 1964, con l'antologia Natalizia "[I]Fantastrenna[/I]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=371]363[/URL], Fruttero e Lucentini regalarono ai lettori della rivista tre racconti dedicati agli "[B]Hoka Sapiens[/B]", creature simili ad orsetti intelligenti e nate dalla fantasia di Poul Anderson e Gordon Rupert Dickson. Fu però solo nel 1986 che Urania, sotto la guida di Giuseppe Lippi, presentò la raccolta completa dei racconti, pubblicandola nell'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1031]1023[/URL].

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1031.jpg?ft=1252591876[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]In un mondo fantascientifico quasi interamente dedicato a creature mostruose ed alieni crudeli, gli Hoka rappresentano una piacevole eccezione: simpatici e dall'aspetto tenero, essi, sono anche infaticabili imitatori degli usi e dei costumi delle civiltà con cui vengono a contatto. Hanno tuttavia un enorme difetto: sono praticamente incapaci di distinguere la realtà dalla fantasia e per questo motivo è altamente sconsigliato fornirgli romanzi o film da cui possano trarre ispirazione per "mascherate" tanto sensazionali quanto pericolose.
    Nei racconti contenuti nell'antologia gli Hoka spaziano dai miti del Far West a Sherlock Holmes, dalla storia di Don Giovanni alle storie di pirati, in un caleidoscopio di ambienti ed avventure straordinarie non prive di una certa dose di esilarante umorismo.
    Nonostante il tempo trascorso le storie appaiono ancora originali e divertenti e si leggono con gusto, al punto che questa raccolta può a tutti gli effetti essere considerata un vero e proprio classico.
    Certo è vero che personaggi e situazioni appaiono spesso molto "caricati" e paradossali, ma la simpatia delle creature evocate dalla fantasia dei due autori è tale che quasi non ci si fa caso e l'antologia arriva alla sua conclusione in modo leggero e quasi senza accorgersene.
    Gli Hoka poi sono talmente simpatici, originali e ben riusciti che il fatto che le storie sembrino fatte con lo stampino e siano basate tutte sul medesimo "canovaccio" diventa un pregio anzichè un difetto.
    Su tutti racconti comunque spicca "[I]Hoka Holmes[/I]", vero e proprio capolavoro della fantascienza umoristica in cui gli autori sono riusciti anche ad ironizzare sul famosissimo personaggio di Arthur Conan Doyle, sfottendone amabilmente modi di fare e linguaggio, nonchè ironizzando su situazioni ed atmosfere tipiche dei romanzi di Sherlock Holmes.[/TD][/TR][/TABLE]
    Un libro divertente che si legge piacevolmente e che, anche senza essere un capolavoro, si ricorda anche a distanza di anni.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 18 Giugno 2010, 15:28:46

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#42233 date=1276862228]
    Un libro divertente che si legge piacevolmente e che, anche senza essere un capolavoro, si ricorda anche a distanza di anni.
    [/quote]

    'a Max, ma un finalino diverso?
    chissà se un tuo antenato, vissuto nel '300, ha scritto: "La Divina Commedia si legge piacevolmente, e senza essere un capolavoro..................."
    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/4.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 18 Giugno 2010, 18:07:52

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=165#42236 date=1276867726]
    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#42233 date=1276862228]
    Un libro divertente che si legge piacevolmente e che, anche senza essere un capolavoro, si ricorda anche a distanza di anni.
    [/quote]

    'a Max, ma un finalino diverso?
    chissà se un tuo antenato, vissuto nel '300, ha scritto: "La Divina Commedia si legge piacevolmente, e senza essere un capolavoro..................."
    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/4.gif[/IMG]
    [/quote]

    Azz... dev'essere un bug del mio software di generazione randomica di recensioni...
    ... petta...
    Vedi un po' se così va meglio?

    [I]Un libro piacevole che, anche senza essere un capolavoro, si legge con divertimento e che si ricorda anche dopo molti di anni dalla prima lettura.[/I]

    Dovrei passare alla release 6.2, ma non trovo mai tempo [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 18 Giugno 2010, 20:40:48

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#42241 date=1276877272]
    Vedi un po' se così va meglio?

    [I]Un libro piacevole che, anche senza essere un capolavoro, si legge con divertimento e che si ricorda anche dopo molti di anni dalla prima lettura.[/I]
    [/quote]

    mmmmmmmbeh però il concetto rimane fondamentalmente lo stesso. possibile che il Multiverso sia composto esclusivamente da un'Infinità di Libri che si Ricordano volentieri a Distanza di Anni anche se non sono Capolavori?
    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/13.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 18 Giugno 2010, 23:17:55

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=165#42243 date=1276886448]

    mmmmmmmbeh però il concetto rimane fondamentalmente lo stesso. possibile che il Multiverso sia composto esclusivamente da un'Infinità di Libri che si Ricordano volentieri a Distanza di Anni anche se non sono Capolavori?
    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/13.gif[/IMG]
    [/quote]

    Beh, proprio una infinità non direi... tantissimi (anche letti di recente) li ho dimenticati del tutto... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
    Anzi, uno dei motivi principali per cui scrivo questa rubrica è proprio quello della "memoria" intesa sia come "ricordo" che come "tenere traccia"...
    Provo a spiegarmi meglio: un aspetto di questa memoria è il [U]ricordo dei libri che ho letto[/U] prima di diventare UManiaco, un ricordo che però spessissimo si accompagna ad una doverosa "rilettura" del testo (come nel caso degli Hoka), perchè un conto è ricordarsi che una cosa ti è piaciuta, un conto è ricordarsi il perchè e le impressioni che il libro ti ha trasmesso leggendolo... l'altro aspetto riguarda invece il [U]non voler più dimenticare[/U]: affidando queste mie recensioni al web (ed agli e-book) fa si che tra qualche anno, quando i neuroni saranno meno di quanti sono ora e le sinapsi saranno ancora più atrofizzate, io mi ricordi non solo quale libro mi era piaciuto e quale no, ma anche il perchè... e se poi questo commento è accompagnato da ricordi e circostanze che hanno accompagnato la lettura (o le letture) allora diventa quasi un "diario di vita", la vita di un UManiaco naturalmente.
    Se ti rileggi un po' di recensioni a campione, ti accorgerai che non sempre concludo con quella frase, ma la riservo solo a determinati libri che sono proprio quelli che per certi versi hanno "segnato" il mio percorso fantascientifico e che per un verso o per l'altro non ho dimenticato.
    Rileggendoli magari mi accorgo che non erano capolavori, perchè le esperienze di lettura più recenti hanno modificato i miei "parametri di Capolavoro" o perchè semplicemente i gusti sono cambiati, ed allora questi diventano libri che "[I]pur non essendo capolavori vengono ricordati volentieri[/I]" (o qualcosa di simile). Non è superficialità o automaticità, ma l'unico modo per esprimere le mie sensazioni di fronte ad un libro che mi ricordavo di aver letto e che mi era piaciuto, che ho riletto e che pur non parendomi più così bello come una volta, tuttavia mi piace ancora e continuerò quindi a ricordarlo...
    Chiaro? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_undecided.gif[/IMG]

    E poi (se mi passi il gioco di parole un po' perverso) non parlerei di "Multiverso", ma di "Maxpulloverso" che per tanti versi è diverso dal "dhrverso"...
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 19 Giugno 2010, 07:26:10

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#42246 date=1276895875]
    E poi (se mi passi il gioco di parole un po' perverso) non parlerei di "Multiverso", ma di "Maxpulloverso" che per tanti versi è diverso dal "dhrverso"...
    [/quote]

    questa è da antologia!

    .................... come dico sempre [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/1.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 24 Giugno 2010, 18:06:09

    [SIZE=4][B]Licantropi: un classico moderno[/B][/SIZE]

    Riconosco che, nonostante gli spunti felici che possono derivare da contaminazioni fantascientifiche, è veramente difficile riuscire a scrivere qualcosa di nuovo sui lupi mannari: in questa scheda multipla, negli anni passati, ho già citato il felicissimo romanzo di Simak "[I]L'ospite del senatore Horton[/I]" ed il tenebroso "[I]Il figlio della notte[/I]" di Jack Williamson che, proprio da questa contaminazione traggono l'ispirazione per ridisegnare in modo originale il mito del licantropo, ma, se si rimane ancorati ai clichè della maledizione millenaria e della belva assetata di sangue, ben difficilmente si riuscirà a leggere qualcosa di nuovo.
    Bisogna quindi dare atto allo scomparso Nicholas Pekearo, di essere riuscito in una impresa a dir poco "epica", perchè egli, con il suo "[B]Lupo nelle tenebre[/B]", Urania Epix [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=78716]15[/URL], è riuscito a dare un senso completamente nuovo alla figura del lupo mannaro, senza assolutamente uscire dai canoni caratteristici delle storie horror e soprattutto senza assolutamente ricorrere ad elementi propri della fantascienza.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000078/78716.jpg?ft=1275639113[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]In questo romanzo Pekearo rispolvera gran parte dei clichè classici delle storie sui licantropi come la maledizione che passa da una generazione all'altra, il lupo che si impossessa dei ricordi delle sue vittime, l'influsso della luna piena ed il dolore della trasformazione.
    Bisogna, tuttavia, ammettere che l'autore non solo riesce ad umanizzare moltissimo il suo personaggio, ma anche a dare un senso del tutto nuovo alla vicenda, reinventando gran parte del classico rapporto tra l'uomo ed il lupo che alberga in lui. Il protagonista, infatti, pur sopraffatto dalla maledizione che lo trasforma in un mostro assetato di sangue è ancora in grado di discernere il bene dal male e di "indirizzare" le azioni del suo bestiale alter-ego contro individui ben precisi.
    Molto interessante e originale poi risulta il "dialogo" che sembra instaurarsi tra l'uomo e la bestia: un dialogo fatto di ricordi del lupo che improvvisamente affiorano nella coscienza dell'uomo e di tracce lasciate in bella posta dall'uomo prima della trasformazione perchè la belva le trovi e sappia quale sia il suo dovere.
    Gli unici difetti che ho riscontrato stanno nell'eccessiva lunghezza del romanzo e nel linguaggio piuttosto "colorito" che traspare dai dialoghi anche se bisogna osservare che quest'ultimo è forse necessario per far comprendere appieno lo status e la psicologia dei personaggi.[/TD][/TR][/TABLE]
    Sicuramente un buon romanzo che aggiunge qualche tassello importante alla figura del licantropo e ne propone una chiave di lettura interessante ed originale.
    Un perfetto esempio di come riuscire a rinnovare pur rimanendo nel sentiero della tradizione ed a scrivere un libro moderno che sarà un classico.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 29 Giugno 2010, 12:21:27

    [COLOR=#7f7f7f][SIZE=4][B]Sulle tracce del "poeta delle stelle" - prima parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    In una recente scheda ho presentato due numeri che la collana Galassia dedicò a Robert Franklyn Young, da me definito "il poeta delle stelle" per la sua capacità di creare storie che sembrano vie di mezzo tra favola e poesia.
    In quella stessa scheda ho osservato come Urania, differentemente da Galassia, non abbia mai riconosciuto in modo chiaro il valore di questo grande autore e, sebbene i suoi curatori abbiano presentato nell'arco di tempo dal 1962 al 1988 gran parte della sua produzione di racconti, non lo hanno tuttavia mai fatto in maniera organica, dedicandogli una antologia.
    Per ovviare a questa "mancanza", in questa scheda un po' speciale mi improvviserò "curatore" e vi proporrò una recensione di tutti i racconti di Young apparsi su Urania in ordine cronologico, immaginando come avrebbe potuto essere quell'ipotetico volume che non ha mai visto le stampe.
    Poichè le copertine da presentare sarebbero troppe, mi limiterò alle tre più siginificative.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/280.jpg?ft=1252592291[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/424.jpg?ft=1252592290[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1082.jpg?ft=1252591879[/IMG][/TD][/TR][TR][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][/TR][TR][TD]Il numero 280 della collana è il primo in cui compare un racconto di Young[/TD][TD] [/TD][TD]Il numero 416, è l'unico della collana la cui copertina è dedicata al racconto di Young, il bellissimo "[I]Le rovine di Marte[/I]"[/TD][TD] [/TD][TD]Il numero 1074 è l'ultimo Urania della collana in cui compare un racconto di Young[/TD][/TR][/TABLE]
    La prima comparsa di Robert Franklyn Young sulle pagine di Urania avviene nel 1962. In appendice al numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=280]280[/URL], "[I]La città sostituita[/I]" di Philip Kindred Dick, infatti, compare il racconto "[B]Il polline[/B]". Si tratta di una divertente storiella di "fantascienza marziana" in cui l'autore, ironizzando sugli stereotipi della FS d'avventura dell'epoca, immagina una storia scritta da Marziani ed ambientata sulla Terra.
    La comparsa successiva di Young è ancora in appendice e precisamente nel volume [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=403]395[/URL] della collana, la raccolta "[I]Partenza Domenica ed altri racconti[/I]". Il racconto presentato "[B]Rumpelstiltskinski[/B]" è una rielaborazione completamente rovesciata della celebre fiaba di Tremotino dei fratelli Grimm. Nel racconto non solo si invertono i valori attribuiti a paglia ed oro dal senso comune, ma lo stesso finale immagina una conclusione assolutamente drammatica e imprevedibile, del tutto contraria a quella delal celebre fiaba.
    Ma se le prime due comparse di Young nella rivista, appaiono più degli esercizi di fantasia e di stile che non dei racconti veri e propri e meritano menzione solo in un'ottica di completezza di questa ipotetica raccolta, lo stesso non può dirsi per la sua terza comparsa, con il racconto "[B]Le rovine di Marte[/B]", nell'omonimo numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=424]416[/URL] della collana. Il racconto inizia come una delicata poesia di rievocazione e nostalgia dei bei tempi andati, ma poi, quando il paragone tra presente e passato appare irrimediabilmente a favore di quest'ultimo, accade qualcosa di assolutamente inatteso. Ed è da questo repentino mutamento che ci si accorge che non sempre è corretto disprezzare quel che si ha e desiderare quello che si immagina migliore ma non lo è. Questo racconto, di fatto, è il primo esempio di una delle principali caratteristiche narrative di Young: la sua capacità di "portare a spasso" il proprio lettore, presentandogli una storia che appare scontata e priva di mordente, per poi rovesciare tutto proprio nelle pagine finali. Il racconto merita poi una menzione anche per il fatto di essere l'unico di tutta la sua produzione, ad avere ispirato una copertina della rivista ed è per questo che, in questa ipotetica ricostruzione dell'antologia mai stampata, sceglierei senza dubbio la bellissima immagine con cui Thole ha saputo rappresentare il paradiso bucolico perduto immaginato da Young.
    Ma è solo con la storia successiva "[B]Stazione di ricarica[/B]", apparsa in appendice all'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=429]421[/URL], "[I]Vortice di relitti[/I]", che prendiamo finalmente visione della vera forza di Young, che è quella di saper dare corpo al mondo della fantasia, reinventando in chiave fantascientifica, storie meravigliose e favole d'altri tempi. Il racconto è una rielaborazione in chiave fantascientifica di una celebre fiaba dei fratelli Grimm, che ci presenta un viaggiatore temporale alle prese con uno strano mistero che sarà sciolto solo nelle ultimissime righe. Ed è proprio nel finale che si riesce ad apprezzare appieno la geniale intuizione dell'autore, comprendendo anche il titolo della fiaba che egli ha inteso narrarci. Un capolavoro assoluto che pochi altri racconti sono riusciti ad eguagliare.
    Nell'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=446]438[/URL], "[I]Il futuro alla gola[/I]", Young ritrova il suo posto al'interno dell'antologia principale, con il racconto "[B]Il radiatore sacro[/B]". Si tratta di una favola moderna e affascinante che ha per protagonista una automobile senziente pronta all'estremo sacrificio per il bene della propria specie. Personalmente ci ho trovato diverse assonanze evangeliche e qualche interessante riflessione sul libero arbitrio, ma nulla di più.
    Un altro racconto di Young è, poi, quello selezionato da Fruttero & Lucentini in conclusione dell'antologia "[I]Per il rotto della mente[/I]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=455]447[/URL]. Si tratta de "[B]L'ultimo eroe[/B]", un racconto che, per tema, ricorda molto "[I]Regola per sopravvivere[/I]" di Matheson. Purtroppo, tuttavia, Young, differentemente da Matheson, dopo aver costruito una trama perfetta e affascinante, rovina tutto commettendo l'errore di spiegare, proprio nelle ultime righe, quello che era ovvio da quanto già scritto: un po' come se uno dopo aver raccontato una barzelletta divertente si metta a spiegarla mentre tutti stanno ancora ridendo.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 07 Luglio 2010, 22:40:22

    [COLOR=#7f7f7f][SIZE=4][B]Sulle tracce del "Poeta delle stelle" - seconda parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    Le successive apparizioni di Young nella collana, avvengono con i due racconti che me lo hanno reso caro e che ho già recensito parlando delle antologie che li ospitavano

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/463.jpg?ft=1252592292[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/528.jpg?ft=1252592302[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]E se il racconto "[B]L'auto addosso[/B]", apparso su Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=463]455[/URL], "[I]Storie di fantamore[/I]" è solo un raccontino simpatico e carino che immagina un futuro in cui le persone saranno sempre più meccanizzate e finiranno per portarsi dietro le loro automobili a mo' di vestito, lo struggente "[B]Il figlio stella[/B]", pubblicato come secondo racconto dell'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=528]520[/URL], "[I]Margherite per Dorothy[/I]", me lo ha definitivamente segnalato come un autore sopra le righe e mi ha invogliato ad effettuare questa "ricerca" della sua produzione.
    "[I]Il figlio stella[/I]", tuttavia, è un racconto importante non solo per il fatto che è un capolavoro, ma anche perchè introduce quella nota di tristezza e malinconia che da questo racconto in poi sarà una delle note caratteristiche di quasi tutta la produzione di Young.
    E' importante, infatti, osservare come, proprio a partire da questo racconto, le sue apparizioni saranno sempre caratterizzate da una sorta di amarezza di fondo e quasi sempre tutti i suoi personaggi ed eroi, finiranno per vivere disavventure, sempre affascinanti e fantasiose, ma non prive di una certa dose di crudeltà.[/TD][/TR][/TABLE]
    E dopo oltre 100 numeri, con l'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=645]637[/URL], in appendice a "[I]I coloni di Morrow[/I]", Young fa nuovamente capolino nella collana con il racconto simil-hard "[B]La gigantessa[/B]". In questo racconto Young si improvvisa cantastorie e lo fa benissimo, narrandoci abilmente una vicenda che non avrebbe affatto stonato nell'antologia "Fantasex". Il difficile argomento della perversione sessuale di un masochista mandato ad uccidere una gigantessa bellissima e crudele stride per contrasto con la dolcezza della prosa dell'autore; ma è proprio da questa apparente dissonanza che nasce la poesia che rende il racconto un vero capolavoro, di quelli che non si dimenticano.
    Nel racconto successivo, "[B]Settimo cielo[/B]", apparso in appendice all'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=668]660[/URL], "[I]Cosa nostra che sei nei cieli[/I]", Young sembra giocare scherzosamente con il concetto di "angelo caduto". Egli ci racconta, infatti, una storia davvero fuori dal comune ambientata su stazioni orbitali dal nome leggermente blasfemo e che ha per argomento il giudizio universale; alla fine risulta un racconto buono anche se un po' confuso.
    Il 1975 è l'anno in cui Robert Young riconquista finalmente la ribalta in una raccolta di racconti Urania. Nel numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=684]676[/URL] della collana, l'antologia "[I]Pistolero fuori tempo[/I]", nell'elenco dei racconti presentati compare, infatti, il suo "[B]Il fattore X[/B]", un discreto racconto che, partendo dalla scoperta di un misterioso fattore in grado di dare carica pressochè eterna alle batterie, si rivela alla fine essere una storia pseudo-horror sulla stregoneria e sul voodoo. Inquietante il finale, in cui i malvagi verranno puniti in modo davvero sorprendente per la loro colpa.
    Ne "[B]Il curioso caso di Henry Dickens[/B]", apparso in appendice alla stupenda antologia di Russell "[I]I topi meccanici[/I]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=712]704[/URL], Young torna a giocare con i cieli e con gli "angeli caduti", come già fatto in precedenza con il racconto "[I]Settimo cielo[/I]". Molto ben scritto ed inquietante, il racconto rimane impresso anche perchè scritto in forma di inchiesta, con tanto di testimonianze e deposizioni che rendono la narrazione efficace ed indimenticabile.
    Ma è solo con il racconto successivo "[B]PRNDL[/B]", pubblicato nell'antologia "[I]Il punto nero[/I]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=766]758[/URL], che Young ci regala un nuovo inquietante capolavoro, dando un nuovo senso alla parola "indimenticabile". Lontanamente imparentato con la "Silvia" di Yarbro e con l'Enoch di Robert Bloch (nonchè con l'IT di tal Stephen King), questo suo PRNDL è un alieno malvagio che si nutre della sofferenza altrui e spinge lo sventurato protagonista a compiere per lui azioni riprovevoli. Ma in questa storia il protagonista riesce scaltramente a liberarsi dalla schiavitù ed a rendere la pariglia al malvagio... ma è proprio nelle ultimissime righe che Young da un nuovo senso alla vicenda: con un improvviso repentino cambio di registro, infatti, i valori della storia si rovesciano e quella che poteva essere una idillica storia d'amore con il cavaliere coraggioso che salva la sua bella si trasforma improvvisamente in un capolavoro del thriller. Un racconto amarissimo e sconvolgente, assolutamente da leggere che, a mio avviso, è anche una delle cose migliori della sua produzione.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 13 Luglio 2010, 23:07:39

    [COLOR=#7f7f7f][SIZE=4][B]Sulle tracce del "poeta delle stelle" - terza parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    Negli anni successivi la presenza di Robert Young sulle pagine di Urania si dirada ulteriormente e le sue storie compaiono quasi esclusivamente in appendice ai volumi. E' interessante comunque osservare come, nonostante il trascorrere degli anni, Young mantenga sempre la capacità di stupire e di creare trame che a prima vista appaiono surreali mentre in fondo contengono un messaggio, spesso drammatico.
    In appendice all'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=782]774[/URL], "[I]Tre millimetri al giorno[/I]", compare la storia "[B]Rotaie[/B]", sconcertante racconto ambientato in una curiosa e insolita linea ferroviaria in cui tutti i giorni sono identici e non cambia mai nulla. In apparenza il racconto sembrerebbe una sorta di satira alla monotonia del vivere quotidiano anche se alcune frasi sembrano voler insinuare che la realtà rappresentata corrisponda al gioco di un essere superiore.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/785.jpg?ft=1252592289[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Ma se "[I]Rotaie[/I]" non è una delle storie migliori di Young, la successiva apparizione, in appendice all'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=785]777[/URL], "[I]Il giorno del cosmo[/I]", è di quelle che non si dimenticano.
    La sua "[B]Anguilla stellare[/B]", infatti, è una insolita e affascinante favola che vede come protagoniste delle curiose creature spaziali biomeccaniche. La balena spaziale e l'anguilla stellare nate dalla fantasia di Young, pur nel breve spazio loro concesso dal racconto, ingaggiano una memorabile battaglia per la sopravvivenza e si inseriscono di diritto nel novero delle creature spaziali più affascinanti di tutti i tempi.
    Quello che colpisce di più di questa storia e che la rende memorabile è la trascrizione del linguaggio "visivo" che Young inventa per tradurre in immagini i pensieri con cui la balena comunica con i suoi amici. Questo semplice espediente grafico permette di vivere la vicenda con una intensità ed una partecipazione assolutamente straordinarie e di immedesimarsi in modo quasi perfetto nel dramma vissuto dai personaggi.
    Nell'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=793]785[/URL], "[I]Fuga nei mondi accanto[/I]", in appendice al volume, appare invece il racconto "[B]Giù per la scala[/B]" che non sarebbe nulla di speciale, se non fosse che in questa storia lo stile di Young si avvicina molto a quello di Stephen King. Questo racconto delle gesta di un crudele protagonista che alla fine viene impietosamente punito per le sue malefatte attraverso una sorta di terribile contrappasso potrebbe benissimo esser messa dentro una delle raccolte "[I]Cose preziose[/I]" o "[I]A volte ritornano[/I]" e nessuno se ne accorgerebbe.[/TD][/TR][/TABLE]
    Con l'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=801]793[/URL], "[I]Vulcano 3[/I]", Young ritorna in appendice con il racconto "[B]Progetto edilizio[/B]" che sembra quasi una rielaborazione fantascientifica della storia della Torre di Babele. E' una favola strana e inquietante sul difficile rapporto tra l'uomo e il divino ma si fatica a comprendere quale fosse il reale messaggio dell'autore e, pur non essendo una delle sue storie migliori, si può apprezzare soprattutto per l'atmosfera irreale e di sospensione che Young riesce a creare.
    Tutto il fascino della fiaba e del "sense of wonder" che caratterizza quasi tutta la produzione di Young, ritorna invece intatto nel racconto "[B]La prima spedizione su Marte[/B]", pubblicato in appendice all'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=814]806[/URL], "[I]Il perfido cyborg[/I]". Leggendolo sembra quasi che l'autore si chieda se la fantasia a volte può superare la realtà e se Marte sia davvero un pianeta morto come ci indicano le sonde spaziali oppure un pianeta ricco di vita come invece immagina la fantascienza. La risposta ad entrambi questi due quesiti viene data dall'autore nell'affascinante e poetica storia di tre ragazzini che sognano lo spazio ed immaginano incredibili avventure nel loro razzo giocattolo. Il finale del racconto, come al solito, bello e toccante non riuscirà, tuttavia, a sciogliere completamente il dualismo tra realtà ed immaginazione, lasciando tutto piacevolmente in sospeso.
    L'ultima comparsa di Robert Young tra gli autori di una antologia Urania avviene il 23 Dicembre 1979, nella raccolta "[I]44 microstorie di fantascienza[/I]", con la storia "[B]Tom l'indiscreto[/B]": simpatico e brevissimo racconto sui viaggi nel tempo e sulle infinite possibilità di divertimento che questi possono offrire ad una mente scherzosa, anche se non sempre le cose vanno come si vorrebbe.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 14 Luglio 2010, 22:30:31

    [SIZE=4][B][COLOR=#7f7f7f]Sulle tracce del "poeta delle stelle" - quarta parte[/COLOR][/B][/SIZE]

    Negli anni '80, Robert Young compare per le ultime cinque volte nella collana con altrettanti racconti, tutti relegati in appendice nonostante la loro squisita originalità e nonostante alcuni di essi siano tra le cose migliori della sua produzione.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1037.jpg?ft=1252591879[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]E' questo ad esempio il caso del racconto "[B]Stella caduta[/B]", pubblicato su Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=944]936[/URL], "[I]Le cinque porte[/I]", una storia che è poesia allo stato puro e che ci narra la straordinaria vita di un uomo, di un misterioso "figlio delle stelle", dai sogni della fanciullezza sino alla loro sorprendente realizzazione. Un capolavoro unico per come è scritto e per il toccante finale.
    Nell'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=979]971[/URL], "[I]Dai Bassifondi di Klittman City[/I]", con il racconto "[B]Il terrestre perduto[/B]", Young ci riporta ancora una volta, l'ultima, su Marte, il pianeta che più di tutti ha ispirato la sua produzione.
    Si tratta dell'originale e affascinante storia di una missione spaziale fallimentare che pone inquietanti interrogativi sulla creazione e sull'infallibilità divina. Molto interessanti le precise e dettagliate informazioni dell'autore sulla topografia di Marte. Bellissimo il finale con la misteriosa ed ambigua "Michelle" che provvede a modo suo a cancellare l'errore.
    In appendice all'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1037]1029[/URL], "[I]Programma: uomo[/I]", il racconto "[B]Il secondo esperimento di Philadelphia[/B]" è la dimostrazione che Young non è solo un bravo scrittore di favole, ma che se ci si mette viene fuori una storia di fantascienza con la F maiuscola. "[I]Il secondo esperimento di Philadelphia[/I]" è una storia praticamente perfetta, non priva di una certa dose di humor nonchè di un velato disprezzo per la moderna disco-music, che ci racconta di un secondo esperimento condotto da benjamin Franklin sull'elettricità e tenuto segreto dallo stesso scienziato.
    Il contrasto tra immaginazione e realtà ritorna come argomento di una storia di Young con il racconto "[B]Visioni[/B]", apparso in appendice all'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1069]1061[/URL], "[I]I seminatori di abissi[/I]". E' difficile stabilire se la strana disavventura che capita al protagonista durante una azione di guerra spaziale sia solo una "visione" indotta da un allucinogeno oppure uno squarcio del velo che di quello che siamo abituati a considerare la realtà. Ma Young ha le idee chiare e ce lo dice proprio nell'ultima riga.[/TD][/TR][/TABLE]
    L'ultima apparizione di Young sulle pagine della rivista avviene con il racconto "[B]Vento divino[/B]", pubblicato in appendice all'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1082]1074[/URL], "[I]Egira[/I]". E' la drammatica storia di un uomo di valore, di un soldato che, destinato a compiere la sua ultima missione suicida, incontra una ragazza che condivide il suo stesso destino. Dal breve colloquio con la ragazza egli comprende finalmente l'assurdità della guerra che si sta combattendo e si ribella al suo fato di kamikaze, scegliendo di morire in un modo tanto sorprendente quanto spettacolare. Un modo di morire così immenso che porrà fine alle ostilità. Un storia amara e crudele che fa riflettere sulla stupidità della guerra e sull'immenso valore delle piccole cose quotidiane.

    A mio avviso è un peccato che nessun curatore nella storia della collana si sia mai accorto del grande valore di questo fantastico "poeta delle stelle": leggendo i suoi racconti tutti in fila ci si accorge che Young è stato probabilmente tra gli autori di fantascienza di tutti i tempi, quello che maggiormente ha saputo dare una interpretazione nuova ed originale del genere. Tutti i suoi racconti, anche quelli più duri o inquietanti, hanno la consistenza ed il sapore delle favole e sono permeati di un "sense of wonder" che difficilmente altri autori sono riusciti a rendere in modo così perfetto.
    Non so se qualcuno vorrà mai provare a ripetere l'esperimento che ho voluto condurre con questo singolare autore e seguirne le numerose tracce disseminate qua e là in una collana che non ha saputo riconoscerne i meriti e dedicargli un numero, ma posso dire che per me questa è stata una esperienza nuova ed anche divertente e se sarà servita a farvi anche conoscere meglio Robert Franklyn Young e la sua narrativa, allora ne sarà davvero valsa la pena.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Luglio 2010, 16:13:30

    [SIZE=4][B][COLOR=#00b0f0]Aperto per ferie![/COLOR][/B][/SIZE]

    Amici, se potete leggere queste mie parole vuol dire che la Vodafone Internet Key (pubblicità NON occulta, anzi tanto tanto manifesta) sta funzionando a dovere, portando il collegamento Internet ed una bella dose di radiazioni aggiuntive laddove un tempo c'erano solo sabbia, mare e piante grasse (per tacer di gabbiani e telline).
    E' un vero peccato che la tecnologia umana abbia raggiunto vette così alte proprio prima della fine del mondo, che, come già sappiamo bene, avrà termine nella notte del 20/12/2012... ma almeno così, i miei più affezionati lettori, potranno consolarsi con la notizia che, almeno per quest'anno, non dovranno fare a meno della Rubrica "[I]I libri di Maxpullo[/I]" per il periodo delle mie vacanze... anzi...
    Ebbene si, quest'anno, grazie alla rete UMTS (Urania Mania Transport Service?) le mie schede vi seguiranno ovunque e l'unico limite sarà dato dai tempi di lettura dei nuovi libri, dalle ore di pennica mattutino/pomeridiane e dalla necessità di assistere la primipara in questi ultimi mesi che ci separano dal lieto evento.
    Niente lunghi viaggi, niente treni superaffollati e supercondizionati alla temperatura dell'azoto liquido, nienti scioperi, lutti e calamità naturali (per tutto questo ci sarà tempo), ma solo mare, sole, riposo e libri da leggere...
    E dopo lo "speciale" su [U]Robert Young[/U] la cui ultima puntata è apparsa proprio nei giorni scorsi, eccovi una sbirciatina delle prossime uscite e della coda di lettura.

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/623.jpg?ft=1252592305[/IMG] In onore del nostro simpaticissimo amico "sumero" Gilgamesh che proprio ieri ha compiuto gli anni...

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/911.jpg?ft=1252592290[/IMG] Per concludere (per quest'anno) il filone delle catastrofi...

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/900.jpg?ft=1252592302[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/703.jpg?ft=1252592290[/IMG] Per proseguire il filone delle creature aliene e delle invasioni...

    Ed ecco invece alcuni dei titoli che mi accompagneranno in questa torrida estate 2010, con alcuni graditissimi ritorni (Adams e Sawyer)...

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000005/5672.jpg?ft=1252592042[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1356.jpg?ft=1252591877[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/362.jpg?ft=1252592304[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/993.jpg?ft=1252592290[/IMG]

    Inoltre, tra una lettura e l'altra, spero proprio di riuscire a trovare il tempo per la scheda speciale su Ballard che, vi ricordo, non sarà pubblicata qui nel forum, ma che, per motivi di spazio, la potrete trovare solo nel consueto e-book di fine anno.
    Insomma: buone vacanze a chi parte e buone letture a chi resta!
    Maxpullo su rete UMTS!
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 19 Luglio 2010, 14:17:50

    [COLOR=#f79646][SIZE=4][B]Fantapreistoria[/B][/SIZE][/COLOR]

    Gli appassionati di "Ufo e misteri" sapranno sicuramente già tutto, mentre quelli che seguono "Voyager" e trasmissioni simili, probabilmente, sapranno un po' meno, ma al di là di passioni e inclinazioni, quasi tutti, almeno una volta nella vita, avranno avuto modo di leggere articoli o assistere a trasmissioni sulle visite di extraterrestri sulla Terra in epoca preistorica.
    Dai cranii di fossile perforati da pallottole al disegno dell'uomo di Palenque, dalle teste dell'isola di Pasqua ai disegni della piana di Nazca, dal mito di Atlantide al mistero della costruzione delle piramidi egizie, una serie di enigmi sembrerebbero trovare una loro risposta definitiva solo assumendo che nel remoto passato siano esistite una o più civiltà teconogicamente avanzate la cui memoria si è andata poi perdendo nel corso dei secoli, civiltà magari il cui sviluppo venne facilitato dal contatto con entità aliene.
    Tra i tanti misteri dell'antichità c'è poi il ricorrere di alcuni temi o miti come ad esempio quello del "diluvio universale" che sembrerebbero suggerire da un lato un substrato di memoria comune a civiltà molto lontane tra loro come quella Sumera e quella ebraica e dall'altro sembrerebbero inoltre creare una base mitologica dotata di una certa continuità e che probabilmente cela un nucleo di verità storiche che l'uomo ha dimenticato.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/45.jpg?ft=1252592304[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Uno dei miti antichi più affascinanti e ricchi di mistero è senza dubbio rappresentanto da "[I]L'epopea di Gilgamesh[/I]", un poema epico babilonese risalente circa al 2500 a.C. e che narra le gesta di un re sumero, Gilgamesh appunto, un eroe che, dopo aver affrontato avventure di ogni genere parte alla ricerca del segreto dell'immortalità; al di là dell'immenso valore storico del poema, quello che stupisce maggiormente è l'affinità di alcune vicende con i brani della Bibbia, come ad esempio quella di Utnapishtim che somiglia tantissimo a quella di Noè.
    Alla storia di Gilgamesh si è ispirato Wilson Tucker per costruire la trama del suo celebre romanzo "[B]Signori del tempo[/B]", Urania numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=45]45[/URL].
    Il romanzo, che si presenta come un curioso fanta-giallo, è in realtà solo il pretesto per presentare una delle più affascinanti e fantasiose rielaborazioni del mito sumerico di Gilgamesh: leggendolo si rimane stupiti non solo dalla facilità con cui Tucker riesce a far combaciare il tema dei "naufragi" o delle visite di alieni sul nostro pianeta con i miti delle antiche civiltà, ma anche dall'apparente verosimiglianza che la storia viene ad assumere per effetto di questa rielaborazione.
    I numerosi flashback ed i lunghi dialoghi vanno purtroppo a scapito dell'azione, al punto che tutto l'intreccio si sviluppa in una/due giornate quasi completamente statiche dal punto di vista degli avvenimenti e delle emozioni, ma, nonostante questo, la storia che emerge dall'indagine del misterioso Gilbert Nash sull'altrettanto misteriosa donna in grado di "rubare i pensieri" dei propri mariti rimane ricca di fascino e foriera di sviluppi e rivelazioni inaspettate.[/TD][/TR][/TABLE]
    L'unico difetto del libro che ho riscontrato è forse quello di finire troppo presto, perchè con premesse così interessanti e ricche di spunti, sarebbe stata auspicabile qualche pagina in più.
    Al proposito bisogna, tuttavia, osservare che il personaggio di Gilbert Nash ritornerà successivamente anche in un altro romanzo di Tucker, "[B]L'uomo che veniva dal futuro[/B]", ma il collegamento tra i due libri è molto labile e questa seconda apparizione, più che contribuire alla trama del romanzo in se, serve più che altro a Tucker per stabilire una certa continuity narrativa ed a raccontarci qualcosa della vita di Nash dopo le vicende narrate in "[I]Signori del tempo[/I]".
    Naturalmente questa è una lettura non solo consigliata, ma obbligatoria per tutti gli appassionati di misteri dell'antichità e di "fantapreistoria".


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Lucky il 19 Luglio 2010, 16:37:46

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#42940 date=1279541870]
    Al proposito bisogna, tuttavia, osservare che il personaggio di Gilbert Nash ritornerà successivamente anche in un altro romanzo di Tucker, "[B]L'uomo che veniva dal futuro[/B]", .......
    [/quote]

    ...... ed in Highlander


    Lucky


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 19 Luglio 2010, 19:10:03

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#42940 date=1279541870]
    [COLOR=#f79646][SIZE=4][B]Fantapreistoria[/B][/SIZE][/COLOR]
    [/quote]

    Un caso gustosissimo è la lunga poesia [B]Il poeta degli iloti[/B] di Giovanni Pascoli, nei [I]Poemi conviviali[/I], che rielabora la [I]Cosmogonia[/I] di Esiodo. In questo remake, l'antico poeta greco, raccontando le origini della vita sulla Terra, inserisce gli impatti con gli asteroidi, le eruzioni vulcaniche, i dinosauri, fino all'uomo-scimmia...

    (...) [I]e il mare immenso che ondeggiava al buio,
    e in terra e in aria rettili deformi,
    nottole enormi; e qualche viso irsuto
    di scimmia intento ad esplorar da un antro[/I].

    Notare come Esiodo/Pascoli concentri tutte insieme le diverse Ere geologiche... come nei B-movies ambientati nella preistoria. I rettili goffi e mostruosi in lotta tra loro rimandano alle più antiche raffigurazioni paleontologiche, tipo:

    [IMG]http://www.lindahall.org/events_exhib/exhibit/exhibits/dino/img/goo3m.jpg[/IMG]
    [IMG]http://scienceblogs.com/laelaps/riou.jpg[/IMG]


    [SIZE=7]- post n. 1000 !!! -[/SIZE]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 19 Luglio 2010, 19:50:14

    Nel romanzo [B]Anonymous Rex[/B] di Eric Garcia

    [IMG]http://en.wikifur.com/w/images/3/38/AnonymousRex.jpg[/IMG]

    si immagina che i dinosauri siano sopravvissuti, adattandosi al mondo dell'uomo grazie a un rimpicciolimento che permette loro di travestirsi da esseri umani (come gli alieni di [I]MIB[/I]). Uno di loro indaga su un omicidio...

    L'idea di dinosauri che si "mimetizzano" tra noi si trova anche nelle [B]Cosmicomiche[/B] di Italo Calvino.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 19 Luglio 2010, 20:06:25

    Sulla connessione alieni/dinosauri viene in mente [B]L'orrore di Dunwich[/B] di Lovecraft, dove Wilbur Whateley (il "figlio minore" di Yog-Sothoth) ha piedi "simili a quelli dei rettili preistorici".

    Nel suo viaggio nel tempo, anche il protagonista de [B]L'ombra fuori dal tempo[/B] ha modo di osservare i rettili preistorici. Grazie alla tecnologia aliena.

    [SPOILER]Ispirato da [I]Dunwich[/I], avevo scritto molti anni fa un romanzo in cui [U]tutti[/U] i dinosauri erano potenti creature extraterrestri tipo Yog-Sothoth... e la loro scomparsa era dovuta a... dopodiché si assisteva alla distruzione dell'umanità, a causa di... alla fine però i dinosauri-alieni ricomparivano perché... e da qualche parte c'erano di mezzo anche gli elfi... Ma l'avevo cestinato. Impossibile riprendere quell'idea: troppi elementi, anche importantissimi, non li ricordo più... incluso il motivo dell'apparente estinzione dei dinosauri [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/20.gif[/IMG][/SPOILER]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: attiliosfunel il 19 Luglio 2010, 20:46:34


    Putroppo [I]Anonymous Rex[/I], che mi stuzzicava tantissimo dato che sono un appassionato di dinosauri, si è rivelato una cocente delusione! Non lo consiglio a nessuno. Leggete invece [I]Le città invisibili[/I] di Calvino o [I]Finzioni[/I] di Borges (lo so che non c'entrano niente con la discussione in corso, ma voglio fare un po' di pubblicità non occulta a capolavori della letteratura fantastica di cui qui non si parla mai).

    Ciaoooooooooooooo!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 19 Luglio 2010, 20:49:09

    Tra gli animali che "[I]forse[/I] esistono" sul nostro pianeta e "se esistono, [I]forse[/I] sono rettili preistorici", il record di presenze spetta ai plesiosauri, con i seguenti candidati:
    _____NESSIE, e si sa
    _____MOSTRO DEL LAGO CELESTE, il Nessie cinese
    _____BOBO, nel Pacifico settentrionale
    _____OGOPOGO, lago canadese di Okanagan; forse però è una balena primordiale ([I]Basilosaurus[/I]).

    Inoltre:
    _____MANIPOGO del Canada, forse altro progenitore delle balene
    _____MOKELE MBEMBE del Congo. Gli indigeni lo hanno identificato a colpo sicuro vedendo un'illustrazione di brontosauro
    _____BURU delle valli dell'Himalaya, rettile corazzato tipo stegosauro
    _____UCCELLO TUONO (da cui la "Thunderbird" che compare sulla copertina di [I]Cronomacchina accidentale[/I]) degli Usa, pterodattilo
    _____KONGAMOTO dello Zambia, altro pterodattilo; anche lui identificato al volo dalle popolazioni locali, vedendo un disegno di rettile volante preistorico.

    Infine, per una serie di motivi, tendo a immaginare come un [I]Velociraptor[/I] il CHUPACABRA, anche se di solito è raffigurato in modo diverso.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 19 Luglio 2010, 20:52:48

    [quote author=attiliosfunel qlnk=board=6&threadid=4254&start=180#42947 date=1279565194]
    Putroppo [I]Anonymous Rex[/I], che mi stuzzicava tantissimo dato che sono un appassionato di dinosauri, si è rivelato una cocente delusione!
    [/quote]

    mi era piaciuta [I]un sacco[/I] l'idea iniziale. poi però ricordo anch'io che "perdeva mordente" nel prosieguo.

    cercandolo su internet per il post, mi pare che ne abbiano tratto anche un filmo.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: attiliosfunel il 19 Luglio 2010, 21:29:22

    Alla fine credo che abbia avuto l'idea, ma non sapesse cos altro scrivere! [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/1.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: vinmar il 20 Luglio 2010, 12:14:29

    A me l'idea di un Dinosauro che si "faceva di prezzemolo o rosmarino" mi è comunque piaciuta. Il film esiste ed è titolato : Il ritorno dei dinosauri. Discreto nulla di più. Dovrebbe esistere un sequel del libro ma non l'ho mai trovato.
    vin
    P.s. Noto con piacere l'aumento degli amanti dei dinosauri


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 20 Luglio 2010, 13:05:25

    A tutti gli amanti dei dinosauri suggerisco vivamente l'acquisto e la lettura dell'ultimo numero di Rat-Man Collection... c'è uno sketch assolutamente esilarante (io ho rischiato l'infarto leggendolo) in cui viene spiegato perchè i brontosauri si chiamavano "Lucertole tuono"... piccola indicazione per chi non ha voglia di acquistare l'albo:

    [SPOILER]la motivazione sta nella loro dieta fatta prevalentemente di erba marcia di palude...[/SPOILER]

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Cletus il 20 Luglio 2010, 13:57:46

    [COLOR=#0070c0][SIZE=3][B]Augurissimi, e tante ma tante tante buone letture![/B][/SIZE][/COLOR]
    [COLOR=#0070c0][SIZE=3][B]Cletus[/B][/SIZE][/COLOR] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 20 Luglio 2010, 14:22:14

    [SIZE=4][B][COLOR=#00b050]Desideri e coincidenze di un giorno memorabile[/COLOR][/B][/SIZE]

    I lettori più affezionati di questa mia rubrica, quelli che mi seguono sin dall'inizio, non si stupiranno più di tanto nel leggere la scheda di oggi, gli altri, invece, abituati alle ultime schede un po' più "professionali" e un po' meno "personali" rimarranno forse un po' spiazzati nel leggerla, ma è giusto, ogni tanto, ritornare anche alle origini e ricordare un po' a tutti che le pagine che scrivo le sto scrivendo soprattutto per me stesso, per ricordare le emozioni ed i sentimenti che hanno accompagnato la lettura di ciascun libro.
    Molto spesso, infatti, la lettura di un romanzo avviene in circostanze che non meritano una menzione particolare: la vita di tutti i giorni offre quasi sempre spunti poco interessanti e ricordare che un libro è stato letto nella metropolitana, o prima di addormentarsi non è rilevante ed è quindi giusto che il commento sia maggiormente legate a quello che è il "contenuto" del libro stesso. Esistono, però, delle occasioni particolari, momenti importanti e memorabili che cambiano la vita di una persona ed è in questi casi che il commento al libro non può esimersi dal ricordarle, spesso dandogli anche maggiore enfasi rispetto a quelle che sono state le impressioni di lettura.
    E' proprio in uno di questi momenti che si colloca la storia della lettura dell'Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=839]831[/URL], "[B]La leva di Archimende[/B]", di Leslie Purnell Davis, ed è una storia bella che voglio condividere con tutti voi che leggete ed apprezzate (o semplicemente tollerate) queste mie pagine.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/839.jpg?ft=1252592288[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Il libro in questione è stato scelto immediatamente dopo la lettura di "[I]Chocky[/I]" e "[I]Supernormale[/I]", semplicemente perchè la copertina di Thole sembrava promettere una storia inquietante ed in grado di distogliere la mente dalla ridda di pensieri che accompagnavano una serie di giornate grige e angosciose in cui solo la forza di volontà e la necessità dei doveri quotidiani riuscivano a vincere la paura di una nuova delusione e la terrificante ansia di fallire nuovamente un obbiettivo solo in apparenza così semplice e naturale come quello di avere un figlio.
    Solo chi desidera qualcosa con tutto se stesso può condividere il senso di sconforto nel vedere costantemente delusi i propri sforzi e comprendere come quell'alternarsi di speranze, ansie, delusioni e amarezze possa alla fine rivelarsi logorante anche per la persona più ottimista e positiva, cosa che io, tra l'altro, non ero affatto.
    E' buffo per me oggi ripensare a quella lettura e ricordare tanto la sorpresa nel leggere che si trattava di una storia di "gemelli" (anche se molto particolari), quanto soprattutto ricordare la recondita inconfessata speranza che quello che stavo leggendo fosse un segno, un messaggio imperscrutabile di quella segreta e misteriosa interconnessione tra tutte le cose del creato così ben descritta da Valerio Evangelisti nel suo "[I]La luce di Orione[/I]".
    Già molte volte, in precedenza, mi ero chiesto quale sarebbe stato il libro (se ce ne fosse mai stato uno) che avrebbe accompagnato la notizia più bella che una persona possa ricevere durante la sua vita e già molti libri anche più belli di questo avevano fallito questa singolare missione, per cui, come tante altre volte prima, leggendo la storia del "Black boy" e dei suoi gemelli, mi sono limitato a desiderare, pregare e sperare che questa singolare lettura non fosse solo frutto di una casualità.[/TD][/TR][/TABLE]
    La telefonata del laboratorio di analisi con la lieta notizia è giunta quando la lettura del romanzo era poco oltre la metà ed il valore insolitamente alto di bHCG sembrava proprio suggerire che stavolta le mie preghiere avevano finalmente varcato i confini del cielo, portandomi un regalo che solo nei miei sogni più arditi avevo osato concepire e lasciandomi istupidito per la sconcertante coincidenza che stavo vivendo.
    Non mi vergogno di ammettere che, in preda ad una sorta di fantozziana scaramanzia, ho protratto la lettura del libro per i primi tre mesi della gravidanza, ripromettendomi che mai e poi mai avrei osato dargli una valutazione negativa.
    Il commento al libro è quindi pura accademia e lo riporto qui solo per completezza.

    [I]Alti e bassi per un romanzo che promette molto bene ma che poi si perde in un finale solo vagamente comprensibile.[/I]
    [I]Alla fine della lettura, infatti, non sono pochi i dubbi o le perplessità su quale sia il reale significato della "Leva di Archimede" e su quale sia il vero mistero che si cela dietro l'inquietante catena degli avvenimenti narrati.[/I]
    [I]I riferimenti allo scienziato nazista, alle sue scoperte ed alle conseguenze suo esperimento rimangono vaghi e confusi e le "epifanie" del protagonista non sono concesse al lettore: se anche lui ha delle intuizioni felici e dichiara di comprendere il senso di quanto accaduto non lo comunica adeguatamente e gran parte del fascino del romanzo va irrimediabilmente perduto in quanto non si capisce davvero se la minaccia rappresentata da questa "leva" sia reale oppure soggettiva.[/I]
    [I]Rimangono però l'atmosfera di suspense che accompagna l'intera indagine e l'immagine indimenticabile dei gemelli "schierati" al fianco del tenebroso "Black boy", personaggio che, probabilmente, avrebbe meritato più enfasi e attenzione perchè è forse la cosa migliore del libro.[/I]
    [I]Molto bella e poetica poi la descrizione della singolare relazione mentale tra i gemelli e l'efficacissimo paragone con le dita della mano che evoca una entità multidimensionale da far rabbrividire.[/I]
    [I]Questi particolari, rimanendo impressi nella memoria, attenuano la delusione per le carenze della trama e valgono al romanzo la piena sufficienza.[/I]

    Ora siete liberi di credere o no alla storia che vi ho raccontato: l'importante per me è non svegliarmi dal sogno che sto vivendo e continuare a credere che i miracoli a volte possono accadere davvero ed essere annunciati nei modi più impensabili.

    Maxpullo, 20/07/2010


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: marco.kapp il 20 Luglio 2010, 18:04:54

    [SIZE=2]Caro Maxpullo,[/SIZE]
    [SIZE=2]a volte per scrivere delle storie straordinarie non occorre andare chissà dove, per prendere ispirazione.[/SIZE]
    [SIZE=2]Basta guardare bene nella propria vita.[/SIZE]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 20 Luglio 2010, 20:05:28

    Io già mi immagino la Pecora Gialla a vegliare sulle culle delle gemelline. [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
    Uso staffetta partigiana ogni quarto d'ora andrà a svegliare mamy e papy per dire loro che " Dormono" " Non dormono" " Hanno fame, sete, freddo, caldo, una si è girata sul fianco sinistro, l'altra ha una colica, ridono, piangono, vogliono le Lelly Kelly, Fox è entrato e disturba,fuori piove, nevica, perchè dormite...........
    La pecora gialla diventerà come una vecchia zia. Che tenera. [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG].

    Naturalmente scherzo [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG].
    Nel tuo primo post hai scritto " Il 2010 sarà un'anno importante" Avevi ragione.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 23 Luglio 2010, 13:40:06

    [SIZE=4][B][COLOR=#4f81bd]Creature aliene e invasioni: l'apparenza che inganna[/COLOR][/B][/SIZE]

    Ricordate la serie TV "Visitors"? Quella con i lucertoloni mascherati da uomini che promettevano scoperte scientifiche e nuove tecnologie e che invece miravano solo a riempire la propria dispensa di carne fresca?
    La prima serie era composta da tre avvincenti lungometraggi cui purtroppo fece seguito una seconda stagione di episodi deliranti e caotici, frutto probabilmente della follia degli sceneggiatori, che fece naufragare la serie al punto che questa si interruppe proprio prima dell'episodio finale.
    Ma, nonostante il flop della seconda stagione, i Visitors divennero un vero e proprio cult tanto che l'annunciata terza stagione, a distanza di quasi vent'anni, è stata accolta da tutti con molto entusiasmo.
    Parte del successo dei Visitors è, a mio avviso, attribuibile alla loro subdola meschinità, alla loro capacità, cioè, di apparire buoni e benigni, celando quelle che sono le loro vere intenzioni, un po' come la mitica Lamia che cela la sua natura di abominevole rettile vampiro sotto le fattezze di una bella donna.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/703.jpg?ft=1252592290[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Prima però che le astronavi dei Visitors facessero la loro trionfale comparsa nei cieli di tutto il mondo, gli appassionati di fantascienza avevano già assistito all'arrivo di un'altra specie, altrettanto perfida. Mi riferiso ai Greks, le cui gesta vengono raccontate dal novello "Virgilio", Murray Leinster, nell'Urania [URL=http://index.php?action=scheda&codscheda=703]695[/URL] dall'appropriatissimo titolo "[B]I Greks portano doni[/B]" di cui riporto il commento.
    Murray Leinster riesce sempre a stupire ed a creare trame originali e ricche di spunti interessanti: non fa eccezione questo romanzo, assai dinamico, che riscrive e rielabora in chiave fantascientifica il tema dell'inganno, magistralmente espresso dalla celebre frase "[I]Timeo Danaos et dona ferentis[/I]" che non a caso riecheggia il titolo del libro.
    I Greks di Leinster si presentano ai terrestri come dei benefattori, che portano in dono altruisticamente strumenti e conoscenze tecnologiche inaudite, la cui applicazione affrancherà l'uomo dalla necessità di lavorare; ma anche loro, al pari dei loro quasi omonimi greci che fanno dono alla città di Troia del mitico "cavallo" per conquistarla con l'inganno, hanno qualcosa da nascondere e, sotto le intenzioni amichevoli, celano subdolamente delle insidie.
    Il romanzo scorre agevolmente con un ottimo ritmo fino al finale che, ancorchè scontato, è curato assai meglio che in altre storie di Leinster; nonostante questo, tuttavia, non si riesce ad apprezzarlo sino in fondo a causa di numerose e fastidiose ripetizioni del medesimo concetto e di un tono moralistico di fondo che alla lunga risulta irritante.
    Di contro va riconosciuto all'autore di essere riuscito in pochissime pagine a costruire non solo una trama interessantissima, ma anche a presentarci l'ennesima genìa di creature ostili all'uomo, stavolta talmente subdole da concepire un piano di conquista pressochè perfetto, che mira a sfruttare e volgere a proprio favore tutti i principali difetti dell'umanità, dall'indolenza, alla superbia, passando per l'avidità e l'egoismo.[/TD][/TR][/TABLE]
    L'arma principale dei Greks, infatti, è la menzogna, utilizzata tanto per nascondere il loro vero scopo quanto per seminare la discordia tra i loro pochi oppositori e la stragrande maggioranza di uomini che li appoggiano e li vedono come benefattori.
    Semplicemente geniale poi è il modo in cui i Greks fanno passare i migliori scienziati terrestri quasi per degli idioti, nascondendo la tecnologia dei loro apparati sotto una apparente e fittizia complessità, ottenuta aggiungendo ad ogni manufatto dei componenti perfettamente inutili e misteriosi.
    Ed è proprio a causa della loro indole di ingannatori, che il parallelo tra Greks ed i più celebri Visitors risulta efficace, rendendo questo libro una lettura originale che resta impressa anche a distanza di anni.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 23 Luglio 2010, 15:43:19

    Tra i casi più notevoli sul tema "l'apparenza aliena inganna" metterei [I]I protomorfi[/I] di Haldeman, il cui titolo originale era appunto [B]Camouflage[/B]. (Avevo proposto di tradurre il titolo con [I]Sotto mentite spoglie[/I]). Qui l'alieno si maschera-metamorfizza inizialmente per ingannare, alla fine invece lo fa
    [SPOILER]per diventare pienamente umano e coronare la propria storia d'amore.[/SPOILER]

    "E tacerò" (come dicevano i poeti, per poterne parlare lo stesso) il [B]Paradiso perduto[/B] di Milton, dove l'alieno-Satana si maschera da alieno-angelo per ingannare l'alieno-Uriel... ma poi per ingannare Eva [I]non[/I] si trasforma in essere umano!

    Dando per scontati i vari [I]Ultracorpi[/I] e altri film anni '50 ecc., nella [B]SF sociologica[/B] che mostra alieni "fisicamente umanizzati", per vari motivi e con varie conseguenze, compaiono film non famosissimi ma interessanti, come [I]L'uomo che cadde sulla Terra [/I]con David Bowie (1976), [I]Fratello di un altro pianeta[/I] di John Sayles (1984), [I]Alien Nation[/I] di Graham Baker (1988). E l'indimenticabile scena dello strip-tease di Tahnee Welch in [I]Cocoon[/I] di Ron Howard.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 23 Luglio 2010, 15:56:36

    Vari alieni pericolosi che si camuffano da esseri umani per spiare ecc. comparivano nei cartoon ([I]anime[/I], per i palati fini) di [B]Goldrake[/B] (Grendizer, per i palati c.s.). Però erano facilitati dal fatto che la loro struttura fisica era [U]già[/U] sostanzialmente umana.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 25 Luglio 2010, 19:16:36

    [COLOR=#0070c0][SIZE=4][B]Creature aliene e invasioni: dopo i Trifidi[/B][/SIZE][/COLOR]

    Lo dicevo proprio lo scorso anno a proposito della scheda su "[I]L'orrenda invasione[/I]" alias "[I]Il giorno dei Trifidi[/I]". John Wyndham, con le sue mostruose creature vegetali, ha fatto ben di più che creare un cult della fantascienza: si può ben dire, infatti, che egli abbia creato un vero e proprio termine di paragone per tutte le storie successive di mostri alieni ed invasioni, un termine di paragone che, per certi versi, si rivela "scomodo", perchè assai difficilmente è stato superato o anche solo raggiunto.
    Poche altre creature, cioè, dopo i Trifidi, hanno saputo conquistare un posto definitivo nell'immaginario collettivo, riuscendo ad incarnare altrettanto perfettamente l'archetipo di tutto ciò che l'uomo ha imparato a temere nel corso della sua evoluzione.
    Tra queste poche metto senza alcun dubbio i Gizmo di Leinster, il Clone di Thomas e Wilhelm, la "Nebbia" di Herbert e il "Milleforme" di Koontz ma, dopo aver letto "[B]Xeno, l'abominio che ci aspetta[/B]" di Dennis Feltham Jones, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=900]892[/URL], non posso esimermi dal riservare alle creature che ne sono protagoniste, gli Xeno appunto, un posto d'onore di tutto rispetto nell'olimpo delle mostruosità concepite dalla fantascienza di tutti i tempi. Di seguito il commento.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/900.jpg?ft=1252592302[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Dopo i Trifidi di Wyndham ed i Gizmo di Leinster, un altro grande maestro delle fantascienza ci regala una micidiale genia di invasori, nonchè uno dei più straordinari libri mai apparsi nella collana.
    La caratteristica saliente del romanzo è quella di riuscire a coinvolgere il lettore al punto che è quasi impossibile smetterne la lettura perchè al termine di ogni paragrafo c'è un colpo di scena che invoglia a iniziare il successivo.
    Dal drammatico incipit con i misteriosi eventi di sparizione degli aerei in volo, sino alla devastante scoperta dell'apocalittico orrore finale, Jones costruisce una delle sue trame migliori, spiegando quello che è possibile spiegare e lasciando all'intuizione del lettore le implicazioni più sconvolgenti di quello che invece non si può spiegare, tenendo sempre desta l'attenzione e mantenendo viva l'atmosfera di orrore che accompagna l'avvento degli Xeno sulla Terra.
    La sua intuizione più felice è probabilmente quella di descrivere gli Xeno come una sorta di parassiti di una terza razza aliena dai poteri incommensurabili e quasi divini, facendo si che l'uomo si ritrovi improvvisamente solo e indifeso, proiettato in un cosmo assai più vasto di quello che riesce a concepire normalmente, un cosmo del tutto indifferente alle sue vicissitudini se non addirittura ostile.
    L'altro aspetto che rende questo libro un vero capolavoro è la sua assoluta verosimiglianza: si passa dal rapimento di equipaggi aerei alla descrizione di orribili entità aliene assimilabili a vampiri senza assolutamente che la fantasia prenda il sopravvento sul realismo e si finisce per accettare l'esistenza di entità sovraumane come semplice ed incontrovertiile conseguenza dei fatti descritti.[/TD][/TR][/TABLE]
    Come in tutte le storie di Jones c'è poi la consueta stoccatina alla politica sovietica, nonchè l'esaltazione della superiorità storica, tecnologica e morale degli Americani sul resto del mondo, senza che, tuttavia, questa propaganda svilisca assolutamente il pregio della storia.
    Un capolavoro assoluto da leggere tutto d'un fiato, sperando che le fantasie di Jones, non trovino un domani un riscontro nella realtà.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 25 Luglio 2010, 20:49:27

    - Che cosa dobbiamo fare?...

    - [I]Morireeeeeeeeee..........[/I]

    (da: Independence Day)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 26 Luglio 2010, 22:39:55

    [COLOR=#974806][SIZE=4][B]Catastrofi: la giusta punizione[/B][/SIZE][/COLOR]

    Quasi tutte le culture umane condividono il mito della distruzione del pianeta da parte di una o più divinità per punire gli uomini.
    La storia più nota è senza dubbio quella biblica del "Diluvio universale", ma miti analoghi ricorrono nelle culture di quasi tutto il mondo al punto che viene da chiedersi se dietro queste leggende non si celi un fondo di verità storica.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/911.jpg?ft=1252592290[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Leonard Daventry, con il suo "[B]Terremoto di grado XIII[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=911]903[/URL], tenta di cavalcare l'onda di questa mitologia, rielaborando il tema della catastrofe mandata dagli dei per distruggere la civiltà e punire gli uomini, rei di essersi allontanati dalla retta via. Ma se l'argomento è affascinante, la trattazione non lo è altrettanto ed il romanzo scivola via senza particolari sussulti, come sottolineato nel mio commento al libro.
    La cosa che disturba di più in questo romanzo è il modo artificioso in cui una sorta di narratore onniscente, già dalle prime pagine, ti introduce nella vicenda, descrivendoti personaggi stereotipati e troppo "perfetti" per la storia per essere anche credibili e distruggendo ogni possibile sviluppo della trama svelando in anteprima al lettore quello che lo attende nel corso della lettura.
    Il finale pseudo-biblico, pur nella sua originalità, quindi è rovinato in parte dall'aver letto tante pagine di una storia annunciata e scontatissima ed in parte dalla frustrazione dovuta ai numerosi spunti felici che l'autore dissemina nel testo senza sviluppare. Su tutti il misterioso accenno alle statue degli "olmechi", rievocate dall'aspetto di Santon, e l'assonanza "Santon/Satana" che viene buttata lì per caso ma che, nel contesto della catastrofe che si abbatte sulla Terra, poteva assumere tutt'altra valenza e salvare in parte le sorti del romanzo.
    Così com'è, invece, il libro è lo stereotipo dei romanzi in cui "qualcuno" decide che gli uomini sono malvagi e manda un castigo per punirli, un romanzetto piccolo piccolo che proprio per i suoi difetti non decolla mai ed in cui mi sento di salvare esclusivamente le titaniche immagini della catastrofe, rese in modo particolarmente felice anche grazie all'accenno agli sconvolgimenti futuri che ridisegneranno l'aspetto geologico del pianeta.[/TD][/TR][/TABLE]
    Assolutamente stupenda, comunque, l'immagine del mare che sommerge le colline ed il modo in cui l'autore riesce, qua e là, a restituire il senso giusto delle proporzioni tra l'uomo e la natura: sono le uniche cose che meritano un certo rilievo e giustificano la piena sufficienza.
    Non è davvero uno dei romanzi migliori che abbia letto del genere catastrofista, ma è quasi una lettura d'obbligo per chi voglia approfondire tutti gli aspetti e le tematiche di questo filone.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 28 Luglio 2010, 15:01:06

    [SIZE=4][B][COLOR=#00b050]Il morbo del collezionista[/COLOR][/B][/SIZE]

    Chi ce l'ha se lo tiene, spesso anche per tutta la sua esistenza, perchè eventuali cure e terapie sono lunghissime, dolorosissime e non danno alcuna garanzia di una piena guarigione. Terapie d'urto possono addirittura rivelarsi controproducenti ed i rischi di una ricaduta sono elevatissimi. Di che sto parlando? Ma ovviamente del misterioso, fantomatico e contagiosissimo "morbo del collezionista" che spesso assurge a simpatico pretesto per giustificare l'accumulo indiscriminato ed incondizionato di libri ed oggetti vari.
    Ma se tutti noi che frequentiamo questo sito con una certa assiduità sappiamo bene di cosa si sta parlando ed abbiamo imparato con il tempo a convivere con il nostro morbo, i lettori occasionali del forum e le persone cosidette "normali" potrebbero invece non capire e non riuscire a spiegarsi come e perchè individui di tutte le età amino riempire ogni possibile angoletto di casa con libri e fumetti, spesso mettendo a repentaglio la serenità familiare.
    Questa scheda e la storia del libro che vi è riportata, potete considerarla come una specie di ausilio per eseguire una diagnosi differenziale del morbo del collezionista, una sorta di prontuario da consultare all'insorgere di sintomi bizzarri come l'improvviso istinto di acquistare un Urania polveroso su una bancarella o come quella fastidiosa riluttanza a buttar via o anche semplicemente a prestare un libro già letto e che magari non vi è nemmeno piaciuto.
    Da sempre considero "[B]Il verde millennio[/B]" di Fritz Leiber, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=759]751[/URL], uno dei libri "cardine" della mia collezione, uno spartiacque importantissimo tra due differenti stati di consapevolezza del progredire del mio morbo del collezionista.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/759.jpg?ft=1252592287[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]L'asettico commento lasciato nell'apposita sezione, riesce a rendere solo in parte la capitale importanza che questo libro riveste per la mia collezione e lo riporto qui esclusivamente per completezza.

    [I]Rocambolesco, confusionario e un po' sconclusionato: questi sono gli aggettivi che mi balzano in mente subito dopo la ri-lettura di questo romanzo che è sempre stato una delle pietre miliari più importanti della mia collezione.[/I]
    [I]Si fa fatica ad entrare nella vicenda ed a seguirne gli sviluppi tra un colpo di scena e l'altro, in un caleidoscopio di idee, trovate e personaggi forse non bene amalgamati del tutto tra di loro, ma alla fine tutti i nodi vengono al pettine e tutto trova una sua spiegazione che per quanto banale e semplicistica lascia comunque soddisfatti.[/I]
    [I]Gatti verdi, lottatori, fauni, gangster, psichiatri, sedicenti streghe e sedicenti medium, accompagnati da agenti federali, scienziati, robot e ragazze belle ma pericolose rendono la trama scoppiettante ed inverosimile, ma al contempo anche ironica, spassosa e godibile al punto che si perdona la banalità del finale.[/I]
    [I]Non è un capolavoro, ma certamente è un romanzo discreto e divertente.[/I]

    Ma se oggi sono arrivato a definire questo romanzo "[I]discreto e divertente[/I]", devo confessare che quando lo lessi dopo averlo acquistato alle bancarelle del mercato di Ciampino oltre venti anni fa, il mio giudizio fu radicalmente diverso.
    Ricordo che lessi la storia con crescente perplessità, giungendo alla fine alla conclusione di aver letto l'Urania più brutto in assoluto e prendendo quindi la decisione di rivenderlo al bancarellaro per avere uno sconticino su eventuali altri acquisti (lui li acquistava a 1000 lire e li rivendeva a 2000).[/TD][/TR][/TABLE]
    Il mercoledi successivo, quindi, accompagnato da una mamma raggiante che approvava molto la mia saggia decisione di dare indietro un libro già letto, evitando così il già fastidioso accumulo di volumi nella libreria di casa, mi recai dal bancarellaro del mercato e scambiai il volume con altri Urania.
    A questo punto della lettura, se avete avuto una esperienza analoga e dopo lo scambio tutto vi è sembrato a posto, potete stare tranquilli: siete semplici lettori ed appassionati, ma siete immuni (almeno per ora) dal morbo del collezionismo.
    Ma se invece, dopo aver mollato indietro il romanzo, avete iniziato ad avvertire un leggero fastidio ed a trastullarvi con il pensiero che forse quel libro, anche se brutto, non occupava poi tanto spazio e magari che in fondo lo sconto che avevate ottenuto non era stato poi così vantaggioso, allora potete iniziare a preoccuparvi.
    Il pensiero dell'Urania 751 tornò per tutta la settimana a turbare i miei sogni di adolescente: quasi vedevo la sua copertina che mi fissava dai piedi del letto, arrivai a pentirmi di averlo ceduto e mi consolai con il pensiero che era così brutto che nessuno lo avrebbe mai preso e che lo avrei ritrovato senz'altro alla bancarella il prossimo mercato.
    Ma quando il mercoledi successivo scoprii che il bancarellaro non aveva più la copia che gli avevo riportato fui preso prima da sconforto e poi da un vero e proprio malessere psicofisico che - aihme - non accennava a passare nemmeno tenendo davanti a me le copie de "[I]La porta sull'estate[/I]" e de "[I]L'ospite del senatore Horton[/I]": il pentimento di averlo dato via ed il terrore di non riuscire a ritrovare mai più quel libro fu tale che esso finì improvvisamente cima a tutte le mie "cercoliste" e quello fu l'unico caso accertato in cui un Urania fu da me più desiderato dell'introvabile "[I]Vento dal nulla[/I]" di Ballard.
    Ne ritrovai una copia solo diversi anni dopo, in una delle mie prime escursioni alle bancarelle di Roma, e da allora considero questa vicenda come il segnale più chiaro del progredire del mio morbo collezionistico e considero l'Urania 751 come l'emblema della piena consapevolezza di questo mio stato al punto che divido la mia vita collezionistica in due periodi: quello del collezionismo inconsapevole che mi spingeva da bambino a raggruppare libri sparsi per le varie case ed a raccogliere gli Urania che mi interessavano sulle bancarelle del mercato e quello, successivo, del collezionismo consapevole, iniziato con "[I]Il verde millennio[/I]", che mi spingeva invece a comportarmi come una sorta di "aspiralibri", una macchinetta da accumulo di Urania i cui unici limiti erano di carattere economico e di spazio.
    Come ho detto nell'introduzione della scheda dal morbo collezionistico non si guarisce, bisogna solo accettarlo e conviverci serenamente, ma prima di chiudere mi sento di darvi due consigli. Uno. Cercate di sfruttare al meglio delle vostre possibilità il detto per cui "[I]occhio non vede, cuore non duole[/I]": se sapete che non potete resistere al fascino dell'acquisto compulsivo di libri e fumetti allora evitate assolutamente aste, bancarelle, librerie e qualsivoglia evento che possa scatenare il morbo in tutta la sua virulenza; non sarete guariti, ma almeno avrete reso il vostro male socialmente più accettabile. Due. Non fate mai l'errore di separarvi da un libro della vostre collezione a meno che non sia per motivazioni più che nobili (spazio, soldi e/o regalo ad un amico). Non sto scherzando: non fatelo o il suo fantasma verrà a perseguitarvi per sempre!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 28 Luglio 2010, 15:48:41

    Riconosco i sintomi, Doctor Morbius...
    ... fratello !!!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 05 Agosto 2010, 15:03:22

    [COLOR=#ff0000][SIZE=4][B]Fantamore: redimersi per amore[/B][/SIZE][/COLOR]

    Lo dicevo nell'introduzione di questa scheda multipla: l'amore è una forza spesso irresistibile, in grado, talvolta, di vincere addirittura sull'umano egoismo e sulla naturale inclinazione a volere a tutti i costi un potere assoluto sul resto dell'umanità.
    E' quello che scopre a sue spese il protagonista del romanzo "[B]Tentazione cosmica[/B]", di M. Roger Sorez, Urania [URL=http://index.php?action=scheda&codscheda=79]79[/URL], il quale, lasciandoci un accuratissimo diario della sua esperienza, ci testimonia come il potere magico di una infatuazione e la calda luce del miraggio di una redenzione possano esercitare una attrazione fortissima sull'animo di un uomo non ancora del tutto traviato. Di seguito il commento al libro.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/79.jpg?ft=1252592303[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]L'idea dello scienziato che sperimenta su se stesso le sue scoperte non è nuova, come non lo è la storia del peccatore che si redime per amore.
    Eppure, questa storia di perdizione e redenzione che, nonostante la brevità, lascia spazio alla noia, riesce a sorprendere quel tanto che basta per invogliare alla lettura, sorvolando magari sui passaggi più faticosi.
    Forse è la forma di diario che consente di immedesimarsi meglio nel protagonista e nei suoi pensieri al punto da immaginare come ci si sarebbe comportati al posto suo e quali scelte si sarebbero fatte nelle diverse circostanze o forse, più semplicemente, è il linguaggio esplicito e accattivante che rende la storia assai verosimile, ma bisogna riconoscere che, nonostante il tempo passato e gli evidenti difetti, questo è sorprendentemente un romanzo che si può ancora leggere e che merita una piena sufficienza.[/TD][/TR][/TABLE]
    E se la scoperta scientifica che si cela dietro lo straordinario potere acquisito dal protagonista e da lui sfruttato per proprio tornaconto personale ci fa sorridere, non possiamo invece farlo di fronte al suo dramma personale e non possiamo non lasciarci coinvolgere dal suo turbamento di fronte all'unica persona in grado di eludere le sue straordinarie capacità ed all'unica conquista che non può riuscire a conseguire con mezzi illeciti.
    Una conquista che alla fine gli costerà il potere, ma che gli frutterà una parziale redenzione per tutto il male fatto.
    Un libro inconsueto che vale la pena leggere senza tuttavia aspettarsi troppo.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 06 Agosto 2010, 14:50:42

    [COLOR=#7030a0][SIZE=4][B]L'horror come deve essere[/B][/SIZE][/COLOR]

    In una delle prime schede di questa mia rubrica ho presentato due dei miei romanzi horror preferiti, "[I]Psychlone[/I]" di Greg Bear e "[I]Phantoms![/I]" di Dean R. Koontz. Intitolai quella scheda "[I]Quando l'horror mette paura[/I]" proprio per sottolinare la distinzione che, a mio avviso, esiste da sempre tra "horror" e "paura" in quanto, troppo spesso, le storie horror si riducono a pretesto per veicolare violenza, perversione e scene disgustose, senza aver nè una storia da raccontare, nè una trama da seguire.
    Ed è per questo che l'horror viene considerato un genere "minore", letterariamente inferiore anche alla fantascienza ed al fantasy; se, infatti, è sufficiente raccontare un incubo a base di persone sventrate senza capo nè coda per poter avere il bollino di "horror", allora chiunque può scrivere storie dell'orrore ed il genere ne risente.
    Ma la realtà, per me, è ben diversa e se si guardano alcuni dei primi romanzi di Stephen King o le storie di James Herbert, di Lovecraft o di Poe, ci si accorge subito della differenza: perchè mentre le storie di un grande scrittore fanno paura, quelle dei mediocri, nel caso migliore fanno sorridere, nel caso peggiore irritano e disgustano.
    A tutti gli amanti del vero horror voglio proporre oggi una antologia che mi ha davvero sorpreso, perchè tutti i racconti narrati, nonostante la loro "veneranda età", sono di ottima fattura e sono il miglior esempio che potrei trovare per spiegare come deve essere una storia dell'orrore.
    Sto parlando della raccolta "[B]Oltre le tenebre[/B]", pubblicata al numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=3036]221[/URL] della collana Galassia e di cui riporto qui il commento.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000003/3036.jpg?ft=1252592409[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Accompagnata da una orripilante e tenebrosa copertina ad opera di Bruce Pennington, la raccolta ci presenta l'horror come deve essere, in tutte le sue sfaccettature e senza mai scadere nello splatter o nel disgustoso come troppo spesso accade di recente: ci sono si mostri e demoni, ma l'orrore, più che da questi, scaturisce dalle situazioni alluncinanti e dalle vicende vissute dai protagonisti che si trovano improvvisamente di fronte all'ignoto.
    I racconti sono tutti di ottima qualità con qualche punta di eccellenza, viste anche le firme illustri che compongono la raccolta.
    Si apre subito alla grande perchè "[I]L'altra Celia[/I]" di Sturgeon e "[I]Il morbo di chissà chi[/I]" di Slesar sono due racconti ottimi: il primo per l'atmosfera di orrore e sospensione che avvolge il terribile mistero dell'esistenza e delle attività di "Celia", il secondo per il magistrale colpo di scena finale che chiude la vicenda della scoperta del morbo misterioso e del suo tremendo decorso.
    Molto affascinante anche il racconto successivo, "[I]La sedia umana[/I]" ad opera di uno sconosciuto autore giapponese: anche qui dobbiamo ammirare l'efficacia del colpo di scena finale e la genialità della trovata delle lettere.
    Il racconto successivo "[I]I piccoli uomini verdi di Mayaya[/I]" di Lawlor è forse un po' troppo scontato, ma riesce comunque a mettere i brividi perchè utilizza in modo intelligente il terribile mito del "piccolo popolo" e l'umana paura per quello che non si riesce a vedere.
    Con "[I]L'antenato[/I]", siglato da Lovecraft e Derleth (ma assai più probabilmente solo da quest'ultimo), abbiamo un abominevole esempio di "regressione" con lo sfortunato protagonista che, a caccia di ricordi antecedenti la sua stessa nascita, finirà per trasformasi in un inatteso "antenato" del genere umano.[/TD][/TR][/TABLE]
    Il racconto successivo "[I]Con questi regali[/I]" rappresenta, invece, l'interessante ed originale modo in cui il bravissimo Henry Kuttner, ripropone il tema dell'uomo che vende la sua anima al diavolo. Come sempre l'incauto finirà per pagare caro il suo patto, ma questa volta è davvero stupefacente il modo in cui ciò avviene.
    Con "[I]Il divoratore di cadaveri[/I]" un appannato Robert Bloch tenta di omaggiare il suo maestro Lovecraft, producendo un racconto che da un lato si propone come un ipotetico "seguito" de "[I]Il modello di Pickman[/I]" del grande visionario di Providence, dall'altro riecheggia (senza molta originalità) storie come "[I]La dichiarazione di Randolph Carter[/I]" (la discesa nella cripta), "[I]La paura in agguato[/I]" e "[I]L'estraneo[/I]" (l'orrenda degenerazione del protagonista).
    Tutto da leggere e da gustare, infine, l'ultimo racconto di un Derleth particolarmente ispirato che si produce in una sensazionale "reprise" dei celebri racconti di Lovecraft "[I]La città senza nome[/I]" e "[I]Il richiamo di Chtulhu[/I]"; l'unica pecca del racconto è paradossalmente quella di essere troppo breve: era lo spunto ideale per un romanzo ma il finale brusco non gli rende giustizia e ne abbassa il valore.
    Una ottima raccolta che non può non essere apprezzata da tutti gli amanti del vero horror.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 12 Agosto 2010, 13:16:00

    [SIZE=4][B][COLOR=#c00000]Il mistero della nostra carne - parte prima[/COLOR][/B][/SIZE]

    L'unico rimpianto della mia vita è quello di non aver potuto intraprendere la "carriera" di ricercatore nel campo della genetica: studiare il genoma umano ed il codice "linguistico" che stabilisce le nostre caratteristiche individuali e di specie è a mio avviso uno degli scopi più alti della scienza moderna, nonchè uno dei suoi campi più affascinanti e stimolanti.
    Questo tipo di studi è, tuttavia, molto controverso e l'obiezione più comune a questo tipo di studio è sostanzialmente di carattere morale e riguarda le possibili applicazioni pratiche della teoria, applicazioni che vanno dalla "semplice" mappatura e decodifica del genoma, alla clonazione completa o di singole parti di un individuo, sino ad arrivare alla creazione di "ibridi" e di vere e proprie specie del tutto nuove, con caratteristiche somatiche prefissate e programmate, magari addirittura migliori e più adatte alla sopravvivenza di quelle evolutesi naturalmente nel corso del tempo.
    Studiare il codice genetico, insomma, viene visto come una sorta di interferenza con i piani di Dio, quasi come un volersi sostituire a Lui e soppiantarLo nella Sua opera creatrice, senza contare poi che lo studio del genoma finalizzato al miglioramento della razza umana ricorda tantissimo il nucleo centrale di idee che erano alla base del nazismo e del mito del superuomo.
    Preferisco in questa sede evitare di esprimere il mio pensiero in materia anche perchè l'argomento è troppo vasto e complesso per permettere a chicchessia di avere una opinione preconcetta, ma ci tengo comunque a sottolineare che, a mio avviso, sbagliano coloro i quali pretenderebbero di impedire questo genere di studi obiettando che l'uomo non dovrebbe acquisire conoscenze in un campo che è esclusivo appannaggio del Creatore: ritengo, infatti, che riuscire a decodificare il genoma ed a comprendere i sofisticati meccanismi che Dio stesso ha posto alla base dei nostri processi evolutivi sia un atto non contrario alla Sua volontà e che, anzi, svelare il mistero che si cela dentro la nostra carne sia un modo assolutamente lecito e bello di avvicinarsi a Lui, per poter ammirare con rinnovato vigore la Sua opera.
    E se il contrasto tra scienza e fede si è riacceso, traendo nuovi spunti grazie a questa controversa materia, altrettanto ha fatto la fantascienza: se, infatti, già prima che Watson e Crick scoprissero la struttura del DNA e dessero l'avvio agli studi di genetica Herbert George Wells era stato in grado di immaginare l'incubo genetico celato ne "[I]L'isola del Dottor Moreau[/I]", dopo la scoperta, diversi autori hanno compreso come i viaggi nell'universo e nel tempo fossero, in definitiva, ben poca cosa rispetto a quelli che la fantasia può effettuare semplicemente percorrendo le spire di quella lunghissima doppia elica che sovrintende il nostro sviluppo individuale e le nostre caratteristiche di specie lungo il nostro percorso evolutivo.
    In questa scheda, suddivisa in più parti per motivi di spazio, mi preme presentarvi due romanzi, pubblicati nella collana Urania, che si accostano all'argomento genetica in modo differente, ma efficace in entrambi i casi.
    E se William Woolfolk, con il suo "[B]La clinica dell'orrore[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=920]912[/URL], cavalca un po' grossolanamente i timori derivanti dalle tecniche di fecondazione assistita per proporci una storia che non riesce alla fine a discostarsi troppo dallo schema dei thriller di serie B, il solito Robert James Sawyer, con "[B]Mutazione pericolosa[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1356]1346[/URL], si spinge molto più a fondo, presentandoci una storia molto ricca, complessa e piena di interessanti spunti di riflessione. E anche se gli sviluppi delle due trame sembrano andare in direzioni differenti, le premesse sono le stesse: anche se in modo diverso, infatti, i due autori analizzano i rischi derivanti dallo studio della genetica e affrontano il delicato tema dell'etica nella loro applicazione.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 12 Agosto 2010, 13:23:01

    [SIZE=4][B][COLOR=#c00000]Il mistero della nostra carne - parte seconda[/COLOR][/B][/SIZE]

    Di seguito il commento ai due romanzi

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/920.jpg?ft=1252592301[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Mi sono accostato al libro di Woolfolk con molte perplessità e pochissime aspettative perchè dalla copertina e dal titolo non mi aspettavo nulla di particolarmente interessante, ma devo dire che questa rivisitazione ospedaliera de "[I]L'isola del dottor Moreau[/I]" ha finito per sorprendermi, facendosi leggere in una sola giornata.
    L'idea dell'utilizzo di tecniche di fecondazione assistita per compiere esperimenti di genetica doveva essere, per l'epoca (inizio anni '80), abbastanza azzardata ed innovativa e tutto ciò traspare anche dal modo con cui l'autore si accosta all'argomento, non mancando di sottolineare in più punti come queste tecniche fossero oggetto di pesanti critiche di ordine morale anche se finalizzate esclusivamente alla procreazione per quelle coppie che non potevano avere figli in modo "naturale". E' divertente osservare come le obiezioni a questo tipo di tecnica non siano sostanzialmente cambiate nel corso del tempo e che ancora oggi, sebbene scienza e fede siano progredite e si sia trovata una sorta di compromesso, c'è ancora chi continua a considerare i figli della "provetta" come frutto del peccato e sostiene, ignorantemente, che una gravidanza indotta artificialmente sia qualcosa di profondamente diverso da una gravidanza naturale.
    Al di là di queste considerazioni, il romanzo di Woolfolk, pur con diverse ingenuità, si lascia apprezzare tanto per l'idea di fondo, quanto per il ritmo frenetico che lo caratterizza: senza un attimo di respiro i suoi protagonisti vengono catturati in un vortice di orrore e di adrenalina pura e solo alla fine riusciranno a venire a capo dello spaventoso mistero che si cela dietro la facciata di questa "clinica dell'orrore".
    Personalmente ho riscontrato due soli difetti. In primo luogo ritengo sia un peccato che l'autore non si sia soffermato maggiormente nella descrizione dei mostruosi "ibridi" animali: alcune creature, infatti, come il gorilla parlante e la misteriosa "Nessie" rimangono relegati al ruolo di semplici comparse e possiamo apprezzare in azione solo il mostruoso incrocio tra cane e felino.[/TD][/TR][/TABLE]
    In secondo luogo ho trovato assai banale il piano del Dottor Bradford, archetipo dello scienziato folle e privo di scrupoli, apparentemente disposto a tutto pur di realizzare il suo destino e che compie esperimenti esecrandi per un fine che poi si rivela del tutto inferiore alle attese e non tale da giustificare i rischi corsi.
    Altra pecca del libro è poi, a mio avviso, il finale che non è del tutto comprensibile e che, in definitiva, stravolge la caratterizzazione del protagonista, l'eroico il Dottor Gerson. Tutto sommato un libro discreto, ma niente di più

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1356.jpg?ft=1252591877[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Il libro di Sawyer, invece, più che un romanzo di fantascienza sembra piuttosto una via di mezzo tra un trattato di biologia genetica ed un poliziesco appassionante in cui, come in ogni giallo che si rispetti, il colpevole viene "smascherato" solo alla fine.
    Nel consueto caleidoscopico palcoscenico allestito da Sawyer trovano spazio gli argomenti apparentemente più disparati: si passa dalle atrocità naziste in un oscuro campo di concentramento ucraino alla toccante storia del protagonista la cui devastante malattia genetica lascia pochi anni di vita, passando per la coraggiosa denuncia della scarsa etica delle società assicuratrici americane e per il legame esistente tra il codice genetico e l'evoluzione umana, la cui prossima tappa sembrerebbe essere l'acquisizione di poteri telepatici.
    Ma nonostante gli argomenti siano molteplici e apparentemente scollegati tra di loro, Sawyer riesce ugualmente a creare i giusti raccordi, costruendo una trama inconsueta ed affascinante, in grado di coniugare il rigore della ricerca scientifica con i sudori freddi del thriller e l'azione del poliziesco con il delicato tema dell'etica nella decodifica del genoma umano per la prevenzione delle malattie genetiche.
    Forse non è il miglior romanzo di Sawyer che mi sia capitato di leggere, ma è comunque un libro sopra le righe che si legge tutto d'un fiato e che soprattutto propone una chiave di lettura affascinante del legame tra genoma umano ed evoluzione della specie.
    Ultima osservazione. Trovo assolutamente inappropriato il titolo italiano del volume che non ha quasi alcuna attinenza con la storia narrata: il titolo inglese, traducibile letteralmente con "[I]Traslazione di cornice[/I]", rappresenta, infatti, un concetto legato alla scoperta del protagonista sull'attivazione dei geni silenti, ma è un concetto che in se non ha proprio nulla di "pericoloso"... [/TD][/TR][/TABLE]
    Due romanzi profondamente diversi per trama e sviluppo, appena discreto quelllo di Woolfolk, ottimo, affascinante e complesso quello di Sawyer, ma che presentano spunti di riflessione analoghi su uno degli argomenti più affascinanti e controversi dei nostri tempi e che meritano la lettura.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Agosto 2010, 10:49:34

    [SIZE=4][B][COLOR=#c00000]Lo "splicing" ed il bricolage genetico...[/COLOR][/B][/SIZE]

    Ieri sera sono andato al cinema a vedere il film "[B]Splice[/B]" perchè, dopo "Jurassic Park", ogni film che abbia vago un sentore di genetica e di esperimenti con il DNA mi interessa moltissimo e devo vederlo.
    Devo dire che non sono affatto rimasto deluso: ci sono alcune scene un po' "forti", ma il tema degli esperimenti genetici è trattato in modo interessante e non troppo diverso da quello che avviene in effetti nella realtà.
    Visto poi che l'argomento del film è anche attinente a quello dell'ultima scheda proposta, mi è venuta l'idea di scrivere questo breve articoletto in modo tale che quelli che si apprestano ad andare al cinema a vedere il film, possano anche capire che l'esperimento condotto dai due scienziati è tutt'altro che fantascientifico e che lo "splicing" è una tecnica di ricombinazione genetica realmente in uso nei laboratori e che, in definitiva, la creazione della creatura ibrida che ne deriva, è si fantascienza, ma sono fino ad un certo punto.
    Per spiegare cosa sia lo "splicinig" è necessario ricordare brevemente il meccanismo di suddivisione cellulare. Prima che la cellula si divida infatti, il filamento di DNA presente nel nucleo si divide in due parti, ciascuna delle quali viene "copiata" su un filamento di RNA chiamato "messaggero" (RNAm) e quindi nuovamente ricopiata a sua volta nel filamento complementare di DNA. Al termine dell'operazione avremo quindi due filamenti identici che saranno la base genetica dei nuclei delle due nuove cellule.
    L'operazione di replica, tuttavia, che rappresenta la fase più "delicata" della duplicazione cellulare, non è così semplice come viene comunemente descritto: il filamento di RNAm che dovrebbe copiare il DNA originale, infatti, è molto più lungo di quest'ultimo perchè intervalla i tratti di codice genetico effettivamente "copiato" dal DNA, chiamati "esoni", con tratti che non hanno nulla a che vedere con la sequenza originale e che vengono denominati "intrioni".
    Lo splicing è, molto semplicemente, il processo attraverso cui gli intrioni vengono separati dagli esoni per ricombinarsi nella sequenza originale ed è quindi il processo alla base della corretta copiatura del codice originale mediante l'eliminazione del codice "intruso".
    Errori nella fase di splicing sono ovviamente alla base di una non corretta replica dell'informazione genetica e sono quindi tra le cause di mutazioni o di malattie genetiche.
    La teoria più accreditata sul perchè questa fase così importante sia stata resa così "complicata" è molto simpatica e può essere ben capita dai programmatori più accorti che tendono a sviluppare un codice macchina che sia il più possibile modulare e riutilizzabile. Secondo questa teroria, cioè, gli esoni rappresenterebbero delle "porzioni" di codice genetico che possono essere ricombinate tra loro in modi differenti e riutilizzate in diversi "progetti", ovvero in diversi organismi.
    I segmenti di geni corrispondenti agli "esoni", quindi, rappresenterebbero una sorta di mattoncini da utilizzare e ricombinare in una sorta di "bricolage genetico" che sarebbe alla base dell'evoluzione e della diversificazione delle specie.
    Intervenendo nella fase di splicing con gli opportuni enzimi durante la prima divisione cellulare che da origine ad un embrione (quella dell'ovulo fecondato dallo spermatozoo) permetterebbe in teoria (fantascientificamente) di "mescolare" le carte, facendo si che vengano "saldati" tra loro esoni di specie diverse, dando origine così a creature ibride, proprio come avviene nel film.

    [B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k94de6b9817.jpg[/IMG][/B]

    Naturalmente le cose sono molto più complesse sia di come descritto nel film che di come l'ho dilettantescamente spiegato io, ma il concetto è esattamente quello.
    Immorale e disgustoso certamente, ma anche indubbiamente affascinante.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 21 Agosto 2010, 09:23:17

    [COLOR=#1f497d][SIZE=4][B]John Grimes, singolare eroe galattico - prima parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    Ci sono autori che sui loro personaggi hanno costruito la propria fama e, volontariamente o involontariamente, sono finiti per rimanere indissolubilmente legati alla fortuna dell'eroe nato dalla loro fantasia. E' difficile, infatti, pensare a Conan Doyle senza che la mente corra subito a Sherlock Holmes, come è difficile non avere una associazione mentale spontanea tra Valerio Evangelisti e Nicholas Eymerich.
    Alle volte l'autore prova a liberarsi del suo personaggio, ma non sempre l'operazione riesce: Conan Doyle, nel suo racconto "[I]Il problema finale[/I]" fa precipitare Holmes in un baratro dopo una strenua lotta con il suo mortale nemico il dottor Moriarty, mentre Valerio Evangelisti sceglie di eliminare Eymerich già alla sua seconda avventura nel romanzo "[I]Le catene di Eymerich[/I]"; ma in entrambi i casi il tentativo fallisce e, come se il personaggio fosse dotato di vita propria, sia Holmes che Eymerich sopravvivono rocambolescamente alla sorte scelta per loro dall'autore, ricomparendo più in forma che mai in avventure successive.
    Il sentimento di amore/odio per un personaggio che spinge un autore prima ad eliminarlo e poi a salvarlo (magari sotto la spinta dei lettori infuriati come nel caso di Conan Doyle), affonda probabilmente le sue radici nel fatto di non riuscire ad accettare che la propria fama venga offuscata da quella della propria creatura, oppure, assai più semplicemente, si spiega con la necessità di non dedicare la propria carriera di scrittore ad un unico protagonista.
    E se Doyle non riuscì mai a svincolarsi dal suo ingombrante, titanico, personaggio, Evangelisti sembrerebbe esserci riuscito perchè, nonostante la resurrezione dell'inquisitore, il ciclo di Eymerich risulta ormai fermo da tempo e non si hanno (purtroppo) notizie di progetti futuri.
    A volte però l'amore/odio di un autore verso il suo personaggio può fare strani scherzi: può infatti accadere che un autore anzichè decidere di eliminare il suo beniamino, immagini per lui una carriera piena di alti e bassi, che alterni momenti di eroismo ad avventure piuttosto degradanti. E se l'autore poi mette mano alle storie del suo personaggio in momenti molto diversi della sua carriera di scrittore, può accadere che l'evoluzione del personaggio non coincida affatto con quella del ciclo e che le storie della sua "decadenza" precedano storicamente quelle del suo "fulgore" e della sua "maturità". Se a questo aggiungiamo il fatto che non sempre gli editori italiani sono stati pronti a presentare le storie con le dovute cautele o con la giusta introduzione e, peggio, hanno mancato di pubblicarne parecchie, allora è davvero facile rimanere "spiazzati" da un ciclo come quello che Arthur Bertram Chandler, ha dedicato al suo personaggio John Grimes.
    Il ciclo di John Grimes è inquadrato in quel meraviglioso affresco di spazio galattico al cui bordo esterno troviamo i mondi della "Frontiera": mondi spesso inesplorati, al di fuori della civiltà e delle leggi galattiche, su cui è talvolta possibile rinvenire le vestigia di alcune "colonie perdute", insediamenti umani, cioè, nati a seguito di naufragi della prima era spaziale, in cui le navi, equipaggiate da strumenti inadeguati, finivano per smarrire la rotta e non ritrovavano più la via del ritorno.
    Ma la Frontiera immaginata da Chandler è più che una serie di mondi tutti da scoprire, le cui rotte sono spesso battute da veri e propri pirati spaziali. Essa, infatti, sembra rappresentare piuttosto l'archetipo di tutte le frontiere che l'uomo si è trovato davanti nel corso della sua esistenza: dai confini della propria tribù a quelli della propria città, dalle colonne d'Ercole al mistero dell'oceano inesplorato, dallo spazio aperto sino ai all'estremo limite della galassia, la Frontiera di Chandler incarna una vera e propria sfida nei confronti dell'uomo coraggioso, uno stimolo, cioè, a spingersi un po' più in là per vedere "cosa c'è dopo".
    Ed è proprio questo lo spirito che incarnano le prime storie del ciclo di Grimes, storie avventurose in cui non è difficile trovarsi addirittura di fronte a quel "principio creatore" che all'estremo limite della galassia è ancora all'opera nella sua lotta contro il caos e che, probabilmente, è il principale responsabile dei non meglio identificabili fenomeni noti come "i fantasmi della Frontiera".
    Poi purtroppo Chandler, giunto forse lui stesso a fine carriera, smise di sognare e così le ultime storie di Grimes, spesso corrispondenti a momenti intermedi all'interno del ciclo, appaiono piatte e vuote e quello che prima era avventura, diventa noia, mentre quello che prima era divertente e piccante finisce per diventare stucchevole e ripetitivo.
    Una sorta di "velato maschilismo" permea un po' tutte le storie del ciclo senza tuttavia farsi mai davvero fastidioso, mentre i dialoghi frizzanti e le trovate, spesso geniali, sono il vero punto di forza di tutte le storie di un ciclo in cui è facile smarrirsi proprio perchè i capitoli sono stati scritti in anni diversi e molti raccordi risultano mancanti.
    In questa scheda, suddivisa in più parti per motivi di spazio, voglio provare a "tirare le fila" di uno cicli più "sfortunati" della fantascienza ed a provare a ricostruire la carriera di uno dei personaggi a mio avviso meglio riusciti di questo genere, tentando di aiutare quelli che un giorno, prendendo in mano gli Urania di Chandler dedicati a John Grimes, vogliano capire cosa stanno per leggere ed in che modo l'avventura è inquadrata nel ciclo stesso.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 21 Agosto 2010, 15:11:21

    [COLOR=#1f497d][SIZE=4][B]John Grimes, singolare eroe galattico - seconda parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    Le avventure di John Grimes possono essere suddivise in tre filoni di romanzi. Una prima serie di storie riguardano la sua brillante carriera nel Servizio di Sicurezza delle Federazione, un corpo che si prefigge lo sfidante scopo di mantenere l'ordine e la legalità nella vasta galassia, nonchè di curare gli interessi commerciali ed economici dei pianeti della Federazione, difendendo le navi dai pirati spaziali. Giunto al grado di Comandante, tuttavia, Grimes è costretto dalle circostanze a rassegnare le dimissioni dal Servizio di Sicurezza, dando vita ad una seconda serie di storie che ci raccontano un Grimes, diverso, meno idealista e molto soggetto a "situazioni imbarazzanti", ma sempre e comunque all'altezza della situazione.
    Al termine di questa Fase, Grimes diventrà cittadino della Confederazione dei mondi della Frontiera, dando vita alla terza serie di romanzi che riguarderanno la sua carriera e le sue avventure in veste di comandante della flotta della Confederazione. Va subito detto che, se la sequenza corretta dei romanzi è quella esposta, le storie più tarde sono quelle del secondo filone, quello cioè della "decadenza" di Grimes, che, come detto, tendono ad essere meno avvincenti, meno fantasiose, nonchè, a volte, più pesanti.
    Nel seguito della scheda presenterò i romanzi nel loro ordine "corretto", quello cioè suggerito dalla continuità del ciclo, dando anche i riferimenti, qualora vi siano, per il reperimento delle storie mancanti e mai pubblicate in Italia.

    Le avventure di Grimes, hanno inizio con il romanzo "[B]Le vie della Frontiera[/B]" del 1967, pubblicato come Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=507]499[/URL], che è anche, a mio avviso, una delle storie migliori di tutta la saga. Di seguito il commento.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/507.jpg?ft=1252592301[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Frizzante, divertente, originale ed a tratti spassoso: il tipico romanzo che parte in sordina e che anche se non sei del tutto sicuro che sia il genere di storia che poi ti piace, finisce per appassionarti piano piano.
    La caratterizzazione del protagonista è pressochè perfetta: gli stati d'animo dell'aspirante ammiraglio Grimes sono infatti tradotti sapientemente in parole, pensieri ed azioni e nulla viene lasciato al caso.
    La dinamicità del racconto e l'ottimo taglio dei capitoli rendono la lettura avvincente e semplificano l'immedesimazione con il protagonista al punto che, senza quasi accorgersene, ci si trova assieme a lui sulla nave da carico [I]Epsilon Sextans[/I], impegnato in una missione punitiva rischiosissima per la propria carriera e per la propria incolumità all'inseguimento di sanguinari e spietati pirati.
    La bravura di Chandler, in definitiva, è proprio quella di essere riuscito a trasporre in maniera perfetta (so che mi ripeto, ma è così) lo spirito ed i sentimenti dei romanzi d'avventura pirateschi in una storia di fantascienza davvero senza età che si legge con piacere oggi come quarant'anni fa.[/TD][/TR][/TABLE]
    A questo bel romanzo seguono una serie di volumi mai pubblicati in Italia, ma tutti facilmente reperibili in formato elettronico in rete e precisamente: "[B]To Prime The Pump[/B]" del 1971, la raccolta di racconti "[B]The Hard Way Up[/B]" del 1972, il romanzo "[B]The Broken Cycle[/B]" del 1975 (il cui titolo beffardamente sembra ricalcare la situazione del ciclo) ed il libro "[B]Spartan Planet[/B]", del 1969.

    Il romanzo successivo "[I]The inheritors[/I]", appare invece su Urania come "[B]I coloni di Morrow[/B]", al numero [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=645]637[/URL] della collana e di seguito riporto il mio commento.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/645.jpg?ft=1252592304[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Sono diversi i motivi che mi hanno reso particolarmente gradito questo libro.
    Innanzitutto c'è la solita trama dinamica, frizzante, piccante e ricca d'azione che caratterizza gran parte delle storie del ciclo galattico della frontiera di Chandler e che rende questo libro una lettura particolarmente gradevole e divertente. In secondo luogo c'è la simpatica trovata scelta dall'autore di omaggiare i suoi autori preferiti, citando ripetutamente Kipling e Shakespeare e rendendo le opere fantascientifiche di Cordwainer Smith ed Herbert George Wells parte integrante della vicenda e promuovendole addirittura a materia di studio da parte dei cadetti spaziali.
    C'è, infine, ma non meno importante, l'originalità del modo in cui Chandler ha saputo rielaborare il tema della civiltà indigena che viene sfruttata o che rischia la schiavitù ad opera di una civiltà più progredita.
    Un libro davvero molto buono e ricco di trovate e spunti interessanti.[/TD][/TR][/TABLE]
    Questa prima fase delle avventure di Grimes, paladino della legalità, alle prese con i pirati, gli schiavisti e le "colonie perdute" si conclude, infine, con il romanzo "[B]The Big Black Mark[/B]" del 1975, che, da quanto riusciamo a dedurre dalle storie successive pubblicate, possiamo senza dubbio immaginare ambientato sul pianeta Botany Bay con Grimes che si renderà protagonista di un immane disastro ai danni dell'astronave "Vega" e che sarà quindi costretto a dimettersi dal servizio.
    Sperando di non favorire in alcun modo la "pirateria" informatica mi permetto di segnalare agli interessati che tutti i romanzi "mancanti" sopracitati sono disponibili in lingua inglese, in formato pdf sul sito "[URL=http://www.slideshare.net/]http://www.slideshare.net[/URL]".

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 25 Agosto 2010, 00:39:02

    [SIZE=4][B][COLOR=#1f497d]John Grimes, singolare eroe galattico - terza parte[/COLOR][/B][/SIZE]

    Le avventure di John Grimes riprendono proprio dal pianeta di Botany Bay, dove, a seguito delle sue dimissioni dal Servizio di Sicurezza della Federazione, egli si mette in proprio, divenendo il comandante di una nave da trasporto, la "Little sister", la cui caratteristica è quella di essere interamente d'oro. La vicenda è narrata nel romanzo "The Far Traveler", del 1977, pubblicato con il titolo "[B]Il comandante del Far Traveler[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=830]822[/URL], di cui riporto il commento.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/830.jpg?ft=1252592288[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Nonostante la bruttissima copertina di Thole, nonostante le false informazioni sul ciclo riportate nel retrocopertina e nonostante infine si avverta un certo "disagio" nel leggere una vicenda che si inserisce dopo un serie di capitoli mai pubblicati, questo romanzo riesce a divertire talmente tanto che mi sento proprio di dargli una ottima valutazione.
    In apertura di romanzo apprendiamo che la carriera del Comandante Grimes nel Servizio di Sorveglianza della Federazione è finita: ci mancano i punti di riferimento (forniti dai capitoli precedenti) per poter capire come ciò sia successo, ma possiamo intuire che la cosa sia quasi certamente collegata all'incidente che ha reso inservibile la nave "Vega" e che rende molto impopolare la figura stessa di Grimes, oggetto di astio e di scherno da parte degli abitanti del pianeta Botany Bay, teatro della prima parte della storia.
    Ma se all'inizio si fa un po' di fatica ad inquadrare la vicenda, i successivi sviluppi della storia ci fanno dimenticare quasi subito la sua "decontestualizzazione", perchè il fascino dell'astronave d'oro, quello della sua bellissima bisbetica proprietaria e quello della prodigiosa intelligenza artificiale che la governa, ci rapiscono inesorabilmente e non ci consentono di interrompere la lettura prima che l'ultima avventura di Grimes, comandante "de iure" anche se non "de facto", sia terminata.
    Assieme a Grimes ed alla sua improbabile compagnia si fa prima tappa su una colonia perduta dove, solo attraverso una imbarazzante quanto geniale disavventura del capitano, si riuscirà a chiarire il mistero che si cela dietro la rivoltante degenerazione degli ultimi superstiti e successivamente ci si troverà di nuovo su Morrowia, giusto in tempo per sventare un nuovo "colpo" dell'eterno nemico Drongo Kane.[/TD][/TR][/TABLE]
    Le disavventure di Grimes avranno, infine, termine nello spazio profondo, ma solo dopo aver preso contatto con uno straordinario e pericolosissimo manufatto alieno che darà alla vicenda un epilogo toccante e drammatico allo stesso tempo.
    Insomma: una serie scoppiettante di disavventure, trovate esilaranti, situazioni spesso grottesche e dialoghi al fulmicontone, rendono questo libro molto più divertente e gradevole di quanto non sia nelle attese e confermano l'ottima fattura di questa saga, aumentando il rammarico per i capitoli mancanti.
    A questo bel romanzo fanno seguito due storie mai pubblicate in Italia e precisamente "[I]Star Courier[/I]" del 1977 e "[I]To Keep the Ship[/I]" del 1978, entrambi reperibili in lingua originale sul sito SlideShare. La seconda di queste due storie, in particolare, avrebbe forse aiutato a spiegare il pessimo stato di forma fisica in cui ritroviamo il comandante Grimes nel capitolo successivo della saga, intitolato "[I]Matilda's Stepchildren[/I]" e pubblicato come Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=849]841[/URL] con il titolo "[B]Il pianeta del piacere[/B]". Mancando la storia di raccordo possiamo solo immaginare quale sia stata la sua "brutta avventura con degli animali osceni", opportunamente citata in quarta di copertina, ma leggendo il romanzo, viene da chiedersi se sia poi davvero necessario rintracciare la storia mancante, visto che questo libro (scritto d un Chandler presumibilmente a fine carriera) è senza dubbio il peggiore del ciclo e se lo si legge per primo fa venir voglia di non approfondire affatto il resto della saga.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/849.jpg?ft=1252592291[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Il romanzo si colloca all'interno del ciclo del comandante Grimes poco dopo "[I]Il comandante del Far Traveler[/I]", ma, come di consueto, bisogna lamentare la mancata pubblicazione dei capitoli intermedi per cui la continuità del ciclo è assicurata esclusivamente da quei momenti nel testo in cui Grimes (o chi per lui) rievoca episodi passati, permettendoci di capire cosa stia accadendo e come si sia arrivati a quel punto della vicenda.
    Ma se il romanzo, come del resto gli altri, si può leggere anche come un capitolo a se stante, questa volta la lettura è assai meno gratificante.
    La fantasia, le idee e l'originalità che avevano sempre contraddistinto le storie di Chandler sin qui lette appaiono esaurite quasi del tutto: il romanzo si trascina stancamente come se non vi fosse un filo conduttore e come se l'autore, avendo creato i personaggi, avesse deciso di abbandonarli alle loro vicende, limitandosi al ruolo di "osservatore" in una storia che ricalca i clichè delle altre, "[I]I coloni di Morrow[/I]" in primis.
    Il finale con la ricomparsa dell'eterno rivale Drongo Kane e della baronessa Michelle appare forzato e l'impressione generale è un po' quella che si ha guardando quei tristissimi programmi televisivi domenicali in cui vengono presentati ospiti famosi che si siedono, sorridono, fingono allegria, ma che, in definitiva non hanno proprio nulla da dire.
    Gli inutili tentativi di rendere la storia interessante aggiungendo continuamente disavventure piccanti e qua e là qualche accenno di sadismo e perversione (con alcune scene veramente "forti"), non aiutano affatto a risollevare le sorti di una storia inconcludente che non aggiunge un bel nulla all'economia del ciclo e che è l'ottimo esempio di come un autore, anche bravo e capace, possa talvolta "scivolare" se si fida troppo della "tenuta" e della "simpatia" dei suoi personaggi senza curare la trama e senza avere nuove idee. [/TD][/TR][/TABLE]
    Per me questa storia merita esclusivamente una sufficienza stiracchiata e di stima ed andrebbe letta solo per completezza.
    Questo deludente capitolo, ci permette solo di immaginare il tenore delle storie successive, tutte risalenti al periodo dal 1980 al 1984, ed in cui Chandler si diverte, in fondo, a "maltrattare" la sua creatura.
    In ogni caso, in questo quinquennio Chandler arricchisce il suo lunghissimo ciclo con altri quattro romanzi inediti in Italia e precisamente: "[I]Star Loot[/I]" del 1980, "[I]The Anarch Lords[/I]" del 1981, "[I]The Last Amazon[/I]" del 1984 e "[I]The Wild Ones[/I]" del 1984, tutti facilmente rintracciabili in lingua originale sul sito SlideShare.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 25 Agosto 2010, 23:21:45

    [COLOR=#1f497d][SIZE=4][B]John Grimes, singolare eroe galattico - quarta parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    La terza e conclusiva fase delle avventure di Grimes è stata scritta da Chandler in momenti molto diversi della sua carriera, a cavallo tra il 1964 ed il 1976: non possiamo tuttavia dire quasi nulla sulle differenze di stile dei romanzi, perchè di tutte queste storie solo una raccolta ha visto la luce in lingua italiana.
    Uno dei leitmotiv più ricorrenti di questa terza parte è il fenomeno dei cosidetti "fantasmi della frontiera", affascinanti manifestazioni della forza creatrice ancora attiva al margine della galassia nota e che è spesso in grado di tradurre il pensiero degli uomini in realtà. E' proprio con una indagine su questo sconcertante fenomeno che si apre la nuova fase delle avventure di Grimes. Nella storia "[I]Into The Alternate Universe[/I]" del 1964, mai publicata in Italia, egli viene, infatti, aggregato al seguito del comandante Sonya Ferril del Servizio di Sicurezza della Federazione in una missione il cui scopo è proprio quello di eseguire una indagine sul fenomeno dei fantasmi della frontiera. A queto romanzo fanno seguito altre due storie inedite in Italia e precisamente "[I]Contraband From Other Space[/I]", del 1967 e "[I]The Gateway to Never[/I]" del 1972.
    Il libro successivo della saga, "[I]The Rim Gods[/I]", pubblicato con il titolo "[B]Nuove vie della Frontiera[/B]" in Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=535]527[/URL], è il classico esempio di un bel libro che viene, tuttavia, penalizzato dalla mancanza di raccordi con le storie che lo precedono.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/535.jpg?ft=1252592293[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Più che un romanzo questo libro è una raccolta di racconti che vedono protagonista il comandante John Grimes. Il Grimes che ci troviamo di fronte, tuttavia, è ben diverso da quello timido ed impacciato che avevamo conosciuto in "[I]Le vie della frontiera[/I]": l'uomo che ritroviamo in queste storie, infatti, è sposato, non è più nel Servizio di Sorveglianza della Federazione ed è al servizio dei Mondi della Frontiera.
    La differenza tra le due incarnazioni del protagonista si spiega con il fatto che ci sono moltissime storie mancanti tra "[I]Le vie della frontiera[/I]" e la presente raccolta, molte delle quali addirittura inedite in Italia; ma se sorvola sull'iniziale "spiazzamento" derivante da questa lacuna e si rinuncia, in definitiva, alla continuity della serie, ci si accorgerà che, nonostante l'evoluzione del personaggio ci sia oscura, le storie sono tutte ugualmente godibilissime ed in grado di entusiasmare anche a distanza di tanti anni dalla loro stesura.
    L'elemento fondamentale che va riconosciuto a Chandler è quello di esser praticamente riuscito a reinventare l'universo, popolando la galassia in cui si muove Grimes di una serie di mondi e di civiltà assolutamente realistici ed affascinanti, senza, tuttavia, nulla togliere al mistero del creato. Se pure, infatti, l'uomo si è spinto fino alla più remota frontiera galattica, convive con razze aliene ed ha colonizzato nuovi pianeti, esiste sempre un al di là inesplorato, un limite invalicabile in cui è tuttora attiva la potenza creatrice della divinità e che si manifesta, talvolta, come un magma primordiale (simile all'oceano di "[I]Solaris[/I]") in cui i pensieri possono acquisire realtà fisica e sostanza.[/TD][/TR][/TABLE]
    Il nuovo Grimes che impariamo a conoscere in queste storie ha una esperienza ed una sicurezza del tutto nuove rispetto al personaggio che avevamo incontrato ne "[I]Le vie della frontiera[/I]": egli si sa muovere ed orientare bene in questo universo troppo vasto per essere del tutto conosciuto e, come una sorta di Sherlock Holmes o addirittura come una sorta di Eymerich, riesce sempre a sventare trame insidiose, a smascherare nemici o ad uscire vincitore da situazioni al limite della follia, come succede ad esempio nell'ultima, magistrale, storia di questa raccolta.

    Dopo questo bel libro, Grimes è ancora protagonista di altri tre libri e precisamente: "[I]Alternate Orbits[/I]", una raccolta di racconti del 1971, "[I]The Dark Dimensions[/I]" del 1971 e "[I]The Way Back[/I]" del 1978, tutte inedite in lingua italiana, ma fortunatamente reperibili in inglese su SlideShare.

    Detto questo rimane poco altro da aggiungere: nonostante ci siano fior di curatori e di editori italiani convintissimi che non esistano "cicli", ma solo "ottimi romanzi singoli", io rimango del parere che ciò sia vero solo fino ad un certo punto e che il ciclo di John Grimes sia una delle saghe che più di tutte hanno risentito di questa folle politica di "spezzettamento". E' vero che Chandler ha scritto complessivamente 22 libri e che ha fatto di tutto per frammentare la vicenda scrivendo i vari capitoli in epoche diverse, ma è anche vero che gli editori italiani ci hanno messo molta farina del loro sacco, pubblicando solo 5 storie di queste 22 e per di più senza fornire i necessari punti di raccordo (a volte sarebbe bastata una piccola introduzione) e senza fornire alcuna indicazione bibliografica dei romanzi "saltati" di volta in volta.
    Spero che questo mio lavoro di "ricucitura" sia stato gradito e che questa mia lunga presentazione di un ciclo che ho trovato affascinante ed avventuroso possa aiutare i futuri lettori a sentirsi un po' meno "spiazzati" nel leggerne i suoi capitoli, una sorta di "guida alla lettura" da seguire per apprezzare appieno le qualità e le caratteristiche di uno dei più singolari eroi della letteratura fantascientifica.
    Forse Grimes non sarà coraggioso come Adam Reith, acuto come Eymerich o ricco di risorse come il "Doctor Who", ma se è riuscito ad esplorare la galassia (ed oltre) per oltre vent'anni, riuscendo anche a farci divertire ed a vivere straordinarie avventure, direi che merita senza dubbio un ruolo di tutto rispetto nell'olimpo degli eroi della fantascienza di tutti i tempi.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 27 Agosto 2010, 00:04:47

    [SIZE=4][B]L'Urania più brutto: andare a caccia di fetecchie. E trovarle[/B][/SIZE]

    L'estate volge ormai quasi al termine ed ogni giorno di mare è soprattutto un giorno conquistato: tra poco queste seratine in terrazza in compagnia della luna, del PC, della rete UMTS e soprattutto delle zanzare saranno solo un ricordo che con il tempo sbiadirà. Non so se sia stato un effetto della futura paternità o se invece quest'anno io abbia avuto una mira particolarmente felice nello scegliere le mie letture, ma mi sono sorpreso io stesso nel dare tutta una serie di valutazioni positive, anche a libri che difficilmente avrei pensato di apprezzare.
    Era da qualche giorno che mi dicevo: [I]ma è possibile che non abbia "pescato" nemmeno una ciofega prima di partire? Non sarà che il mio senso critico è andato a pallino all'idea delle due bimbe in arrivo?[/I] E con questi pensieri ho voluto tentare un esperimento: memore della lettura di "[I]Terra di mutazioni[/I]" e "[I]Un bivio nel passato[/I]", ho ripreso in mano due libri del mio amico Roger Zelazny con la precisa intenzione di rinverdire un po' i fasti di questa scheda multipla da lungo tempo abbandonata. Potete immaginare il mio sconcerto quando, terminata la lettura de "[I]La pista dell'orrore[/I]", mi sono ritrovato a dare una valutazione positiva: mi sono venuti i sudori freddi perchè temevo che le pargole avessero ormai del tutto obnubilato il mio già vacillante senso critico... ma poi, leggendo "[B]Strada senza fine[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=850]842[/URL], ho capito di aver finalmente trovato quello che cercavo.
    E con grande senso di liberazione, vi riporto il mio commento a caldo...

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/850.jpg?ft=1252592303[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Bella la quarta di copertina, molto interessante e coinvolgente l'incipit del romanzo perchè si è incuriositi da una trama tanto surreale al punto che ci si affretta a leggere avidamente per la voglia di capirci qualcosa. Ed è un errore.
    Man mano che si procede nella lettura, infatti, si fa strada la spiacevole sensazione che l'autore ti stia prendendo per i fondelli, inserendo personaggi a caso la cui vicenda si esaurisce in una pagina e facendo riferimento a fatti che non hanno nessuna spiegazione o correlazione con quello che si sta leggendo.
    Verso la fine del libro la sensazione della beffa colossale si fa certezza ed il libro, che per come è scritto avrebbe potuto interrompersi tranquillamente in qualsiasi momento, anche a metà di una frase, si chiude nella confusione più totale al punto che non è chiaro se il protagonista abbia o no ottenuto quello che voleva anche senza sapere esattamente cosa voleva. E il drago? Boh...
    Impossibile poi definire il genere di appartenenza: l'affascinante concetto della "Strada senza fine" a simboleggiare l'eternità del tempo sembrerebbe ascrivere questo tomo alla fantascienza ed il fatto che qualcuno abbia scelto di pubblicarlo sembrerebbe confermarlo (nel senso che decidere di pubblicarlo è pura fantascienza), ma poi la tracimante congerie di sciocchezze e nonsense tirate fuori dall'autore per confondere le acque affossano l'immagine della strada e rendono questo volume un indecifrabile e irritante mix tra fantascienza e fantasy.[/TD][/TR][/TABLE]
    Fidatevi: non leggetelo o farete la fine del povero Karel Thole... lui, infatti, lo ha letto ed è stato male tre giorni. Ha persino provato ad avvisare i lettori di Urania con una delle copertine più brutte della sua produzione, ma io purtroppo non l'ho capito se non a pagina 90 quando ormai era troppo tardi e le fitte all'addome si erano fatte lancinanti.
    E dal mio terrazzo immerso nella notte con il respiro del mare e le benedette zanzare a farmi compagnia, mando il mio ringraziamento all'autore che sinora detiene lo scettro dell'orrido e che, ancora una volta non mi ha deluso, e mi ha fatto comprendere che avevo solo pescato una "serie positiva".
    Grazie Roger


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 28 Agosto 2010, 12:02:00

    [B][SIZE=4][COLOR=#0070c0]Creature aliene e invasioni: a bocca chiusa[/COLOR][/SIZE][/B]

    A volte non è facile fare la recensione di un romanzo, soprattutto se ci è piaciuto, senza involontariamente raccontare parte della trama o senza rivelare particolari che guastino poi il gusto della lettura.
    Nell'accingermi a presentarvi uno dei romanzi a me più graditi di questa estate 2010 dovrò quindi prestare molta attenzione a quello che scrivo, perchè una sola parola di troppo potrebbe rovinarvi la lettura de "[B]L'abitatore[/B]", di Kenneth Franklin Gantz, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=662]654[/URL], fantastico fanta-giallo, nonchè cult inspiegabilmente mancato.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/662.jpg?ft=1252592305[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Questo romanzo, pur appartenendo agli albori della fantascienza, è uno dei pochi libri degli anni '50/'60 che hanno resistito benissimo al trascorrere del tempo, conservando intatto tutto il loro fascino e la loro originalità.
    L'alieno, il mostro invisibile nato dalla fantasia di Kenneth F. Gantz, che regna sul pianeta e ne rappresenta il "cervello" è una delle creature più straordinarie che abbia mai visto e mi sorprende che questo romanzo non sia diventato un cult.
    Lontanano parente dell'oceano senziente di Solaris e dell'entità misteriosa che governa il mondo di "[I]Andrew il disturbatore[/I]" questo mostruoso, solitario "abitatore" ne condivide senza dubbio la vastità e la sua storia, pur non avendo la profondità filosofica del romanzo di Lem o la divertente ironia di quello di Neal Barret Jr., si legge con piacere e qualche brivido, soprattutto nelle battute iniziali.
    Gantz, infatti, è bravissimo nel riuscire a creare la giusta dose di suspense e per chi legge il libro per la prima volta la scoperta dell'identità del mostro equivale ad uno straordinario colpo di scena, forse intuibile, dall'osservazione degli straordinari fenomeni di cui sono testimoni i protagonisti del libro, ma non del tutto prevedibile.
    Così com'è il romanzo ha, a mio modesto avviso, due soli difetti: il primo è quello di essere ambientato sul pianeta Marte, troppo abusato nelle storie di fantascienza "vecchia maniera" per essere ancora credibile e l'altro è quello di aver semplificato all'eccesso la fase di interpretazione dei segnali provenienti dalla creatura e di aver quindi reso banale il processo di comunicazione con il mostro stesso.
    Sarebbe stato sufficiente ambientare la storia su un pianeta "sconosciuto" ed aver dedicato qualche pagina in più alla decodifica dei segnali ed alla loro interpretazione per rendere il tutto assai più convincente e creare un capolavoro paragonabile a storie come "[I]Il pianeta proibito[/I]" o "[I]2001 Odissea nello spazio[/I]".[/TD][/TR][/TABLE]
    Il finale, pur se un po' rocambolesco e forse affrettato, è il migliore possibile e riesce a spiegare tutto, anche quello che apparentemente era inspiegabile, riusciendo a conciliare le trame del giallo con quelle di una storia di fantascienza pressochè perfetta.
    Per me è un capolavoro e spero di esser riuscito a tenere la bocca sufficientemente chiusa per non rovinarvi il gusto della lettura e della sorpresa finale.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 28 Agosto 2010, 12:06:18

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#43592 date=1282989720]
    aver semplificato all'eccesso la fase di interpretazione dei segnali provenienti dalla creatura e di aver quindi reso banale il processo di comunicazione con il mostro stesso.
    Sarebbe stato sufficiente ambientare la storia su un pianeta "sconosciuto" ed aver dedicato qualche pagina in più alla decodifica dei segnali ed alla loro interpretazione
    [/quote]

    Allora sfrègati le mani in solluccherosa attesa di [I]Cauldron[/I] di McDevitt [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/16.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 28 Agosto 2010, 14:37:38

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=210#43593 date=1282989978]
    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#43592 date=1282989720]
    aver semplificato all'eccesso la fase di interpretazione dei segnali provenienti dalla creatura e di aver quindi reso banale il processo di comunicazione con il mostro stesso.
    Sarebbe stato sufficiente ambientare la storia su un pianeta "sconosciuto" ed aver dedicato qualche pagina in più alla decodifica dei segnali ed alla loro interpretazione
    [/quote]

    Allora sfrègati le mani in solluccherosa attesa di [I]Cauldron[/I] di McDevitt [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/16.gif[/IMG]
    [/quote]

    Dario, credimi, vorrei tanto poter attendere quell'uscita con bramosia, ma, purtroppo, come già sanno quelli che seguono le mie recensioni, non apprezzo gli "stroncamenti" dei cicli e la politica (folle) di far leggere le cose a salti... sul ciclo di John Grimes ci sono capitato quasi per sbaglio, pensando erroneamente che fossero state pubblicate tutte le storie e ci sono rimasto male nel dover fare un lavoro di ricostruzione per capire cosa stesse succedendo di romanzo in romanzo; per McDevitt, invece, so già che questo è l'ultimo di una saga di 6 di cui è stato pubblicato solo il primo... non lo posso accettare, la mia mente si rifiuta... per cui: rabbrividiamo... brrr...

    [B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k433e4baf55.jpg[/IMG][/B]

    ... e magari poi un pochino anche ci inca##iamo...
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 28 Agosto 2010, 16:18:54

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#43598 date=1282999058]
    Dario, credimi, vorrei tanto poter attendere quell'uscita con bramosia, ma, purtroppo, come già sanno quelli che seguono le mie recensioni, non apprezzo gli "stroncamenti" dei cicli e la politica (folle) di far leggere le cose a salti... [/quote]

    filologicamente hai tutte le ragioni. però [I]Cauldron[/I] può fare storia a sé: McDevitt mi ha detto che all'inizio della saga non pensava minimamente al personaggio protagonista di [I]Cauldron[/I], voleva addirittura lasciare "in sospeso" l'origine delle misteriose nubi-omega, poi però gli è venuta un'idea. di fatto, è un'avventura che regge anche senza conoscere le precedenti (che cmq sono brevemente riassunte all'interno del testo). io stesso non conoscevo niente della saga, ma il romanzo - preso da solo - mi ha appassionato.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 28 Agosto 2010, 20:46:42

    Il mio sposo dice che "[B]Strada senza fine[/B]" è uno dei più bei romazi di Urania, lo rilegge spesso. [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: bibliotecario il 28 Agosto 2010, 21:26:39

    [quote author=gretana qlnk=board=6&threadid=4254&start=210#43607 date=1283021202]
    Il mio sposo dice che "[B]Strada senza fine[/B]" è uno dei più bei romazi di Urania, lo rilegge spesso. [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]
    [/quote]

    E' il bello di questo Thread.
    Il mio divertimento è confrontare le impressioni di Maxpullo con le mie, trovarne le similitudini e le incongruenze per capire le differenze dei gusti.
    Se un libro che mette in questa rubrica non l'ho già letto corro a farlo [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 29 Agosto 2010, 00:11:32

    [quote author=gretana qlnk=board=6&threadid=4254&start=210#43607 date=1283021202]
    Il mio sposo dice che "[B]Strada senza fine[/B]" è uno dei più bei romazi di Urania, lo rilegge spesso. [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]
    [/quote]

    Che dire? De gustibus... dai leggilo pure tu e sappimi dire, ma io declino ogni responsabilità... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG]


    [quote author=bibliotecario qlnk=board=6&threadid=4254&start=210#43611 date=1283023599]

    E' il bello di questo Thread.
    Il mio divertimento è confrontare le impressioni di Maxpullo con le mie, trovarne le similitudini e le incongruenze per capire le differenze dei gusti.
    Se un libro che mette in questa rubrica non l'ho già letto corro a farlo [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
    [/quote]

    Si però ricordati che per "Strada senza fine" ti avevo avvisato, eh... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]

    Invece ho visto che leggi "Il morbo di San Francesco": è una ottima scelta... io l'ho letto da poco, ma rientrerà nella rubrica del 2011 (sempre se avrò tempo e modo di scriverla [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG])


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: ansible il 29 Agosto 2010, 08:48:02

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=210#43555 date=1282860287]
    [SIZE=4][B]L'Urania più brutto: Zelazny non mi delude mai[/B][/SIZE]
    [/quote]
    Sebbene non sia assolutamente d'accordo con il giudizio sullo scrittore in generale (basterebbe citare [I]Signore dei Sogni[/I], [I]Io, L'immortale[/I], [I]Signore della Luce[/I] o splendidi racconti come [I]Una rosa per L'ecclesiaste), [/I]per quanto riguarda il romanzo in questione ti dò ragione: è davvero illeggibile.
    ansible


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: bibliotecario il 29 Agosto 2010, 10:11:50

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=210#43615 date=1283033492]
    Si però ricordati che per "Strada senza fine" ti avevo avvisato, eh... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]

    Invece ho visto che leggi "Il morbo di San Francesco": è una ottima scelta... io l'ho letto da poco, ma rientrerà nella rubrica del 2011 (sempre se avrò tempo e modo di scriverla [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG])
    [/quote]

    Il morbo di San Francesco è il classico esempio di quanto ho scritto sopra.
    La copertina di Thole e la quarta non mi hanno mai entusiasmato, quindi non lo avevo mai letto.
    Poi è arrivato il tuo commento, e quindi il mio ripensamento, sono circa a metà e te nè sono assai grato, un ottima lettura [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 29 Agosto 2010, 10:22:03

    [quote author=ansible qlnk=board=6&threadid=4254&start=210#43618 date=1283064482]
    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=210#43555 date=1282860287]
    [SIZE=4][B]L'Urania più brutto: Zelazny non mi delude mai[/B][/SIZE]
    [/quote]
    Sebbene non sia assolutamente d'accordo con il giudizio sullo scrittore in generale (basterebbe citare [I]Signore dei Sogni[/I], [I]Io, L'immortale[/I], [I]Signore della Luce[/I] o splendidi racconti come [I]Una rosa per L'ecclesiaste), [/I]per quanto riguarda il romanzo in questione ti dò ragione: è davvero illeggibile.
    ansible
    [/quote]

    In effetti sono stato a lungo indeciso se mettere il nome dell'autore in chiaro nel titolo della scheda, trovando che forse poteva essere offensivo.
    Il problema è che sinora di lui ho letto solo ciofeche irraccontabili e precisamente "Terra di mutazioni" e "Un bivio nel passato" (in collaborazione con Fred Saberhagen), ma come ho detto nella scheda già "La pista dell'orrore" fa tutt'altra impressione (anche se non è niente di speciale).
    Non so come spiegarlo, ma leggendo quei romanzi ho davvero l'impressione della presa in giro ed è irritante perchè è come se Zelazny ti dicesse in faccia: "[I]Dici che sono bravo, eh? Allora prova a leggerti questo! Ah! Ah! Ah![/I]"...
    Poichè può capitare che i grandi autori prendano delle cantonate clamorose (basta vedere l'abisso che c'è tra i romanzi di Ballard ed i suoi racconti, i primi quasi tutti noiosi all'inverosimile, i secondi praticamente perfetti), mi riproponevo di leggere prossimamente proprio i romanzi da te citati, se non altro per capire perchè un autore che ha scritto simili abominii venga considerato tra i grandi della SF... insomma credo mi manchi qualcosa.
    Nell'attesa cerceherò magari per la mia scheda un titolo meno stroncatorio nei confronti dell'autore (ma non del libro) [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: ansible il 29 Agosto 2010, 11:54:03

    E' convinzione (credo) unanime che il periodo più fertile di Zelazny sia stato quello tra il 1965 e il 1973, quando era un acclamato esponente della [I]new wave[/I] in America. Dopo tale periodo diventò più prolifico ma altamente discontinuo nella qualità, non dimentichiamo però che tre suoi racconti brevi vinsero l'Hugo negli anni '80 e che il suo romanzo [B]A Night in the Lonesome October [/B]conquistò una nomination al Nebula per l'anno 1994.
    In tutta onestà devo dire che i romanzi ed i racconti dei suoi anni migliori mi fanno facilmente dimenticare i suoi scritti peggiori.
    Un saluto da ansible


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 31 Agosto 2010, 19:33:55

    [SIZE=4][B][COLOR=#0070c0]Creature aliene e invasioni: il libro che lessi accanto alle belle di notte[/COLOR][/B][/SIZE]

    La scelta dei libri da portare con me questa estate è stata condotta su base essenzialmente istintiva: a parte i due romanzi conclusivi della saga di Resident Evil che volevo terminare prima dell'autunno per aver tempo poi di preparare una scheda dedicata alla serie, ho cercato soprattutto titoli che colpissero la mia fantasia o che evocassero in me magari il ricordo di letture passate e poi dimenticate.
    Tra tutti i libri scelti, tuttavia, ce n'è uno in particolare che si è imposto perchè è stato in grado di suscitare in me una vividissima immagine mentale: tenendolo tra le mani mi sono, infatti, immaginato come sarebbe stato leggerlo sul terrazzo della casa al mare negli afosi pomeriggi di Agosto, proprio accanto al vaso dove ho piantato le mie "belle di notte" bianche e gialle e di cui vado particolarmente orgoglioso pur sapendo che si tratta di una pianta parassita e che non necessita di attenzioni particolari per stare bene.
    Ed è per questo che tra i tantissimi volumi che mi hanno tenuto compagnia questa estate, ho portato con me anche il romanzo "[B]Chi è intelligente?[/B]" di Joseph Green, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=663]655[/URL], proprio per leggerlo accanto alle mie belle di notte in un pomeriggio d'Agosto, l'unico momento della giornata in cui quella parte di terrazzo risulta in ombra. Di seguito il commento inserito "a caldo".

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/663.jpg?ft=1252592304[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Più che un romanzo questo libro sembra piuttosto una raccolta di racconti che hanno come filo conduttore le gesta di un membro del corpo dei Filosofi Ambientali, ente galattico preposto alla tutela delle intelligenze aliene nei confronti dell'imperialismo terrestre.
    Iniziamo subito a dire che la prima parte di questo libro è, per intensità, originalità e spunti, una delle cose migliori proposte da Urania nel corso della sua storia: le avventure del "Protettore" Odegaard (così sono scherzosamente definiti gli appartenenti al corpo dei F.A.) ci portano a visitare mondi lontani e ad ammirare forme di vita aliene che, anche se affette da un certo "terracentrismo", non sono prive di un loro fascino.
    Le intelligenze aliene con cui si confronta Odegaard, infatti, pur racchiuse in corpi un po' troppo simili a quelli di specie terrestri, non sono prive di una loro originalità che si manifesta nei modi più disparati.
    Ad accrescere il fascino del romanzo poi ci sono le intelligenti considerazioni di carattere etico e politico che l'autore fa a margine delle diverse avventure: il corpo dei F.A., infatti, a causa della sua stessa missione di protezione delle intelligenze extraterrestri, va contro gli interessi colonialistici della madre patria ed è osteggiato dal gruppo politico conservatore dei Neo-Romani che, assai probabilmente, trae il suo nome dalla storia del popolo più imperialistico che sia mai apparso sulla faccia della Terra.
    Ma se la prima parte del libro vola via rapidamente, divertendo, la seconda è caratterizzata da un inopportuno cambio di registro che fa scendere di molto la valutazione: la lotta politica, infatti, finisce per prendere il sopravvento sugli aspetti avventurosi ed il protagonista, promosso per meriti a coordinatore del gruppo dei F.A. si troverà coinvolto in trame, agguati ed attentati che alla lunga rendono la lettura noiosa ed il libro poco credibile.[/TD][/TR][/TABLE]
    L'ultima avventura di Odegaard, ambientata sulla Terra e funestata dalla presenza di un poco credibile Yeti segnerà la fine di una sofferenza di oltre trenta pagine di noia ad oltranza.
    Un vero peccato perchè se la storia si fosse mantenuta sui livelli della prima parte questo sarebbe stato proprio un capolavoro, così invece è soltanto un buon libro, interessante fino ad un certo punto e ricco di spunti di riflessione non banali.
    Da segnalare, inoltre, che molti "cambi di scena" tra un'avventura e l'altra, soprattutto nella prima parte, appaiono repentini e poco curati, segno probabilmente che l'opera originale ha subito diversi tagli.

    Ora che il ricordo della lettura coincide con l'immagine che ho avuto quando ho preso il libro in mano prima di partire, sento che è proprio così che doveva essere, ma non riesco a spiegarmi il perchè. Posso provare ad ipotizzare che il libro, letto tanti anni fa e poi dimenticato, avesse lasciato in me l'immagine della pianta intelligente con cui Odeggard è chiamato a confrontarsi in una sua avventura e che questa immagine si sia sovrapposta a quella delle belle di notte nel vaso che rinasce ogni estate, ma mi rendo conto che è una ipotesi tirata per i capelli.
    In ogni caso, quale che sia la spiegazione di questo curioso "Deja-vu" al contrario, non posso, tuttavia, dirmene dispiaciuto, perchè mi ha spinto a leggere un libro che, pur tra mille difetti, vale la pena leggere e che consiglio quindi senza riserve.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 02 Settembre 2010, 12:06:17

    Come promesso ho modificato il titolo della scheda su "Strada senza fine".
    Ora è un po' meno offensivo nei confronti di Zelazny anche se l'orrore per la nefandezza del suo scritto è rimasta immutata... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 02 Settembre 2010, 14:27:38

    [COLOR=#205867][SIZE=4][B]Il vento e il silenzio - prima parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    In questi ultimi scampoli di estate il tempo ha lasciato un po' a desiderare: lo scorso weekend si è alzato, infatti, un forte vento che ha spazzato via gli ultimi residui di vita della stagione, che ha allontanato delusi gli ultimi bagnanti dalla spiaggia e che si è calmato solo nella giornata di ieri, lasciando il posto ad un desolante silenzio di cui Torvaianica (la località balneare dove ho trascorso le vacanze) si è ammantata, apprestandosi anzitempo ad assumere la sua veste più propriamente "invernale".
    Ma il vento ed successivo silenzio dei primi giorni di Settembre mi suggeriscono il titolo ed il senso di questa nuova scheda che vedrà protagonisti gli ultimi due libri letti questi giorni: due capolavori che hanno lasciato la loro impronta sulla stagione, forse i migliori che potessi desiderare per concludere questo esaltante periodo di lettura.
    Partiamo dal vento. Cieco, inarrestabile, impersonale e rabbioso con le sue raffiche cariche di aria fredda e di salsedine, foriero di turbamento e grandi cambiamenti, ma anche di incertezza, ha accompagnato (neanche a farlo apposta) la lettura del bellissimo fantathriller "[B]Un vento freddo da Orione[/B]", di Scott Asnin, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=936]928[/URL], di cui riporto il recentissimo commento.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/936.jpg?ft=1252592295[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Il ritmo dello sviluppo di questo romanzo può essere descritto come quello di un lavandino che si svuota: inizialmente la storia procede con molta calma e si ha l'impressione che non stia succedendo nulla, poi, via via che ci si avvicina al finale l'azione si fa più serrata e convulsa.
    Già dalle prime pagine si capisce di aver pescato il giusto volume dalla libreria: i misteriosi accenni alla Piattaforma Orione ed al suo tremendo contenuto, le interessantissime descrizioni del cosidetto "effetto GODS" responsabile del decadimento orbitale dei satelliti, ma soprattutto l'entrata in scena dei protagonisti, con diversi gradi di consapevolezza dell'imminente catastrofe, creano la giusta dose di suspense per invogliare al resto della lettura e gettano le premesse per un avvincente romanzo.
    Nella parte centrale qualche lungaggine poteva senza dubbio essere evitata, come già detto, per lunghi tratti, si ha l'impressione che la storia non voglia decidersi a procedere e la smania di sapere quale può essere il giusto finale per un romanzo di questo tipo stride con la volontà dell'autore di raccontare tutto, ma proprio tutto degli esperimenti con il laser, della storia della Piattaforma Orione, della incredibile sequenza di errori che hanno generato la micidiale minaccia per la sopravvivenza dell'umanità e della minacciosa "guerra fredda" che fa da sfondo alla vicenda.
    Non mancano alcune digressioni con tanto di escursione al di là della "cortina di ferro", spesse volte addirittura nel Politburo stesso, cuore del comunismo sovietico, per assistere alla rappresentazione del teatrino bellico Russo/Americano che nel periodo di pubblicazione del romanzo doveva aver raggiunto il sua massimo splendore: il merito dell'autore, tuttavia, è quello di rappresentare equanimamente la stupidità di entrambi gli schieramenti, discostandosi sensibilmente da gran parte della produzione occidentale dello stesso periodo.[/TD][/TR][/TABLE]
    Ma nonostante il "freno" imposto dall'autore (quasi certamente per aumentare la tensione), la vicenda ad un certo punto inizia ad accelerare ed i preparativi per le due missioni in puro "stile Armageddon" giungono alla loro inevitabile conclusione e gli uomini finalmente partono per affrontare il "nemico": la missione civile "Shuttle" ha il compito di allontanare Orione della sua rotta di decadimento, mentre la missione militare "SCEPTER" ha invece l'apparente compito di distruggere con il laser la piattaforma ed il suo contenuto qualora la prima missione fallisca e cela, nelle sue stesse premesse, le basi per il rinnovarsi della guerra fredda. Rivelare ora l'esito delle due operazioni sarebbe una cosa criminale, perchè significherebbe distruggere tutta la perfezione e la drammaticità del finale che rappresentano oltre l'80% del fascino di questo capolavoro. Non lo faccio. Però vi consiglio di leggere questo libro prima possibile.

    E quando il vento distruttivo finalmente si placa, arriva il silenzio...

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 02 Settembre 2010, 15:46:42

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#43723 date=1283430458]
    Nella parte centrale qualche lungaggine poteva senza dubbio essere evitata
    [/quote]

    PURTROPPO il traduttore non ha tagliato [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/33.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 02 Settembre 2010, 16:27:08

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=225#43727 date=1283435202]
    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#43723 date=1283430458]
    Nella parte centrale qualche lungaggine poteva senza dubbio essere evitata
    [/quote]

    PURTROPPO il traduttore non ha tagliato [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/33.gif[/IMG]
    [/quote]

    La stessa cosa che ho pensato anche io, ma ho evitato di dirlo sennò il mio livello di eresia sarebbe arrivato a livelli insostenibili... Darkyo, bibliotecario e attiliosfunel avrebbero preparato una pira in quattro e quattr'otto e poi ... via tutto il mio thread! [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_undecided.gif[/IMG]


    Però è strano che in piena "epoca F&L" Urania abbia tirato fuori un volume di oltre 200 pagine, non trovate? [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_huh.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: bibliotecario il 02 Settembre 2010, 20:48:25

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=225#43727 date=1283435202]

    PURTROPPO il traduttore non ha tagliato [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/33.gif[/IMG]
    [/quote]

    Uffa !!
    sti traduttori che fanno e disfanno a piacimento e si permettano pure di commentare...
    .... non c'è più religione [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]
    Bei tempi quando le Trifidiche galere erano sempre piene di loschi utenti [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 03 Settembre 2010, 19:44:47

    " Un vento freddo da Orione" mi manca [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/20.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/20.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 04 Settembre 2010, 09:57:09

    [COLOR=#205867][SIZE=4][B]Il vento e il silenzio - seconda parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    Il silenzio a volte può essere assordante e l'assenza di suoni può apparire come il preludio a qualcosa di grandioso, un po' come la quiete prima della tempesta o il silenzio dell'assemblea quando si accinge a parlare il suo rappresentante più illustre.
    E nel momento in cui, qualche giorno fa, ho preso in mano "[B]Ubik, mio signore[/B]", di Philip Kindred Dick, Galassia [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=2990]175[/URL], Torvaianica ha fatto silenzio, quasi fosse in attesa del "botto forte", sospesa nell'attimo che precede una cosa importante.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000002/2990.jpg?ft=1252592002[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]"[I]Ubik[/I]" è un libro davvero strano che concilia con sapiente maestria la straniante atmosfera onirica delle allucinazioni con originali e inquietanti riflessioni sul senso stesso della parola "realtà".
    In un futuro in cui i poteri psichici sono universalmente accettati ed in cui lo spionaggio industriale si avvale di telepati e precog, Glen Runciter ha fondato una industria che offre un servizio molto speciale: la protezione da questi poteri. Per poter adempiere il suo progetto di business Runciter ricerca ed assume individui dotati di poteri anti-psi, persone cioè dotate di assorbire ed annullare i poteri paranormali di telepati, precog e telecinetici.
    Ma la missione "difensiva" che vede Runciter ingaggiato assieme ad undici dei suoi uomini migliori per contrastare una consistente minaccia psichica che grava su un suo cliente si rivela in realtà una astuta trappola, nonchè il pretesto per dare il via alla vera trama del libro.
    L'esperienza di simil-vita vissuta da Runciter e dai suoi uomini, tra i quali spicca il protagonista Joe Chip, somiglia moltissimo a quella dell'altro romanzo di Dick "[I]L'occhio nel cielo[/I]", ma, evidentemente, questo "[I]Ubik[/I]" non ha subito i tagli che furono invece riservati al romanzo apparso su Urania e così, fortunatamente, non ne condivide la triste sorte risultando un romanzo tanto inquietante ed affascinante, quanto l'altro era strampalato ed inconcludente.
    La vera essenza di questo libro è da ricercarsi non tanto nella storia in se, che pure risulta meravigliosamente ben costruita, quanto piuttosto nel messaggio che scaturisce dalle sue pagine e che mette irrevocabilmente in discussione l'essenza stessa della realtà e della vita.
    Le avventure di Joe Chip e degli altri anti-psi, gli allucinanti colpi di scena e rovesciamenti di cui sono, loro malgrado, protagonisti, l'ambigua valenza attribuibile ai concetti di vita, morte e rinascita che accompagnano tutte le loro esperienze finiscono inequivocabilmente per disegnare una la sconcertante sequenza di "scatole cinesi" con cui i diversi piani di esistenza sembrano racchiudersi a vicenda e tutto questo finisce altrettanto inequivocabilmente per minare alla base il nostro stesso concetto di esistenza e di identità.[/TD][/TR][/TABLE]
    Il libro non solo pare interrogarsi sul concetto di esistenza dopo la morte, attraverso l'esperienza della simil-vita che mantiene attiva l'elettricità cerebrale delle persone in fin di vita, ma addirittura sul concetto di vita stessa: più che credere ad una esistenza dopo la morte, sembra suggerirci Dick, dovremmo forse addirittura chiederci se non siamo già morti, perchè le nostre esperienze cognitive e la nostra percezione della realtà circostante non possono affatto rivelarci nè in quale piano di esistenza stiamo vivendo e nè se ne esistono degli altri.
    Oltre all'infelice paragone con il già citato "[I]L'occhio nel cielo[/I]", ho trovato in questo romanzo molti dei concetti sostanzialmente espressi nei film "[I]Il trediciesimo piano[/I]" e "[I]Matrix[/I]", mentre è quasi impossibile non notare una certa influenza di questo romanzo sull'inquietante "[I]Cherudek[/I]", capolavoro assoluto di Valerio Evangelisti che, a mio avviso, deve molto al presente libro.
    In sostanza un libro eccellente, che pone diversi spunti di riflessione ed interrogativi che vanno al di là della sua stessa trama e che rappresenta per questo una tappa obbligatoria e fondamentale per ogni lettore di fantascienza.
    Un libro da leggere in silenzio.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 09 Settembre 2010, 14:21:00

    [COLOR=#7f7f7f][SIZE=4][B]Viaggiare nello spazio e nel tempo: i due libri "gemellati"[/B][/SIZE][/COLOR]

    Uno dei più grandi motivi di fascino della fantascienza è quello di riuscire ad immaginare cose straordinarie, spesso precorrendo i tempi e proponendo temi ed argomenti che non si può escludere possano divenire realtà ed attualità in un futuro non molto lontano. In questa scheda mi propongo di presentarvi due romanzi che hanno il merito di trattare in modo straordinario e fantascientifico l'interessante argomento del "trasporto" di cose e persone attraverso lo spazio ed il tempo, due romanzi, inoltre, accumunati anche da un piccolo, simpatico particolare, che svelerò solo in chiusura della scheda stessa.
    Un concetto fondamentale da chiarire subito è il fatto che il trasporto "istantaneo" da un punto all'altro del nostro pianeta o addirittura "altrove" diviene fattibilissimo, in barba a tutte le leggi della relatività, se iniziamo a ragionare in termini di "iperspazio" e di dimensioni successive alle tre che conosciamo. Quanto affermato si può illustrare e dimostrare facilmente con un esempio: immaginiamo, cioè, un mondo bi-dimensionale, come ad esempio un foglio di carta poggiato su un piano. Per poter spostare qualcosa da un punto A del foglio ad un punto B sempre su di esso, in condizioni "normali", occorrerebbe percorrere per intero la distanza tra A e B, operazione questa che richiede uno spostamento soggetto alle leggi della relatività e che quindi avverrebbe sempre e comunque ad una velocità inferiore a quella della luce e quindi in un tempo finito che non potrà mai essere zero. Se però immaginiamo che questo foglio a due dimensioni possa essere "curvato" nello spazio circostante, facendo in modo che i punti A e B vengano a coincidere, diviene allora possibile passare da un punto all'altro in modo istantaneo ed il limite teorico della velocità della luce viene facilmente aggirato.
    Estendendo il concetto alle tre dimensioni ed immaginando di riuscire a "curvare" lo spazio nell'iperspazio, il viaggio istantaneo diviene quindi teoricamente possibile.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/694.jpg?ft=1252592287[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]E' questo appunto l'argomento del primo dei due romanzi presentati e cioè "[B]Tutti i colori del buio[/B]" di Lloyd Biggle Jr, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=694]684[/URL], di cui riporto il commento.

    L'inizio di questo romanzo è di quelli che non si dimenticano e la bravura dell'autore di riuscire a concludere ogni paragrafo con un colpo di scena o una frase ad effetto fa si che fino a pagina 68 sia quasi impossibile riuscire a smettere la lettura tanto è interessante ed avvincente; poi però, purtroppo, la rivelazione del mistero che si cela dietro la vicenda dei viaggiatori scomparsi e la conclusione dell'indagine sugli stranissimi sabotaggi ai danni dei trasmettitori, mi ha un tantino deluso e l'entusiasmo iniziale si è via via raffreddato sino alla conclusione che ho trovato terribilmente deludente e scontata.
    E' un vero peccato, a mio avviso, che l'autore non si sia soffermato di più sull'ottimo spunto dell'oscurità e dei suoi colori: sono convinto che se lo avesse fatto e se avesse sviluppato in misura maggiore l'interessante confronto tra umani ed alieni, tra le diverse "sfumature della loro oscurità", il giudizio complessivo del romanzo sarebbe stato ben diverso.
    Così com'è il romanzo rimane solo un fantapoliziesco, brillante e dinamico quanto si vuole ma che non riesce a rispettare sino in fondo le eccellenti premesse iniziali.
    Peccato perchè poteva essere un vero capolavoro.[/TD][/TR][/TABLE]
    Ma se riusciamo, con qualche artificio, ad immaginare una teoria che spiani la strada alla possibilità dei viaggi istantanei e del teletrasporto, risulta ben più difficile, invece, riuscire ad immaginare qualcosa che renda possibili i viaggi nel più misterioso e indecifrabile degli elementi: il tempo.
    La vera difficoltà, a mio avviso, sta nel riuscire a comprendere se il tempo esista veramente ed abbia cioè una sua propria realtà fisica oppure se esso sia piuttosto solo una nostra "astrazione", un artificio mentale per riuscire a spiegare ed a descrivere il modo in cui il nostro cervello percepisce la connessione tra i singoli eventi cui assistiamo, definendo una loro successione cronologica.
    E, sebbene la fantascienza, sin dai suoi albori, si sia cimentata con l'argomento "viaggi nel tempo", è quasi impossibile riuscire a trovare una qualunque ipotesi su come questo possa divenire possibile.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/550.jpg?ft=1252592303[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]A questa regola non sfugge, purtroppo, nemmeno il secondo romanzo che conclude questa scheda: il libro "[B]Sparate a vista su John Androki[/B]", di Jeff Sutton, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=550]542[/URL].

    Davvero un bel romanzo questo di Jeff Sutton, un libro che riesce a conciliare le emozioni e l'azione del fantathriller, con il linguaggio e le situazioni proprie della fantascienza più "speculativa" e "scientifica".
    Paradossalmente la bravura dell'autore sta forse proprio nel non soffermarsi eccessivamente sugli aspetti scientifici delle trasformazioni di "Bornji" che renderebbero possibile il viaggio nel tempo, quanto piuttosto nel loro sfruttamento per costruire una storia al contempo avvincente, solida e plausibile.
    Sin dalle prime pagine si è rapiti nei meandri di una trama che, pur avendo il difetto di esser forse un po' prevedibile, ha il pregio di affascinare per la sua perfezione e per il suo chiudersi su se stessa in modo quasi "circolare" con il finale della storia che riprende magistralmente e chiude l'episodio di apertura del libro.
    Il mistero dell'esistenza di John Androki e della sua sconcertante scomparsa, sebbene facilmente intuibili da parte dei lettori di fantascienza più smaliziati, vengono sciolti solo nelle ultimissime pagine, lasciando la sensazione di aver letto un capolavoro.
    Molto molto buono[/TD][/TR][/TABLE]
    Due classici libri di fantascienza che affrontano con prospettiva fantastica l'argomento "viaggi", nell'iperspazio quello di Lloyd Biggle Jr, nel tempo quello di Sutton. Due libri, inoltre, accumunati anche da una forte sensazione di "poliziesco" e di fanta-giallo che li rende gradevolmente dinamici.
    Due libri, infine, che considero da sempre tra di loro "gemellati" per la presenza in copertina di un particolare ben riconoscibile e che me li ha fatti sempre idealmente accostare l'uno all'altro anche prima di averli letti: quella graziosa ragazza girata di spalle, mirabilmente ritratta da Thole in abito blu mentre si accinge a varcare il portale che si affaccia sull'iperspazio, ed in abitino bianco mentre segue da vicino John Androki.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 09 Settembre 2010, 15:39:19

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#44238 date=1284034860]
    Un concetto fondamentale da chiarire subito è il fatto che il trasporto "istantaneo" da un punto all'altro del nostro pianeta o addirittura "altrove" diviene fattibilissimo
    [/quote]

    Dici? fammi un po'


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 09 Settembre 2010, 15:43:22

    provare... ehi è vero!!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 10 Settembre 2010, 09:02:37

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=225#44253 date=1284039559]
    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#44238 date=1284034860]
    Un concetto fondamentale da chiarire subito è il fatto che il trasporto "istantaneo" da un punto all'altro del nostro pianeta o addirittura "altrove" diviene fattibilissimo
    [/quote]

    Dici? fammi un po'
    [/quote]


    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=225#44254 date=1284039802]
    provare... ehi è vero!!
    [/quote]


    Tanto istantaneo non direi: ci sono 4 minuti buoni tra un post e l'altro... anche considerando i ritardi della rete devi rivedere qualcosa... e poi ti è andata bene: ti consiglio di leggerti il libro prima di fare altri tentativi sennò corri rischi inutili... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]

    PS
    E se invece vuoi viaggiare nel tempo non c'è niente di meglio di una sana robusta emicrania, come ben spiega Bob Shaw nel suo stupendo "[I]Cronomoto[/I]"... la cosa bella poi è che quando sei stufo di viaggiare, per tornare indietro bastano una/due compresse di Moment dopo i pasti
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 10 Settembre 2010, 09:43:38

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#44328 date=1284102157]
    Tanto istantaneo non direi: ci sono 4 minuti buoni tra un post e l'altro...
    [/quote]

    è uscito il ########## Errore 500 tra un post e l'altro!

    anche questo incidente comunque è molto istruttivo: come il mega-esperimento del CERN per scoprire la verità ultima sulla costituzione dell'universo... e poi la macchina gli si inceppa come un qualsiasi ascensore di un qualsiasi condominio fatiscente.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 10 Settembre 2010, 13:22:40

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=225#44332 date=1284104618]

    è uscito il ########## Errore 500 tra un post e l'altro!

    [/quote]

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_shock.gif[/IMG]

    Non era un errore 500... erano gli alieni che... [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_undecided.gif[/IMG]

    Non posso dirlo sennò è spoiler, posso solo dire che sei stato fortunato ad essere riuscito a tornare
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 12 Settembre 2010, 17:01:10

    [COLOR=#e36c09][SIZE=4][B]Resident Evil, la saga infinita - prima parte[/B][/SIZE][/COLOR]

    I puristi della fantascienza, cioè coloro i quali vorrebbero che Urania pubblicasse solo libri con il bollino blu "fantascienza" senza alcuna "contaminazione" da parte di altri generi, quasi certamente non apprezzarono l'iniziativa della creazione di una collana di supplementi contenente i romanzi di Stephani Danelle Perry, tratti dai videogame della serie "Resident Evil" e magari questi stessi puristi, davanti alla loro pubblicazione, storsero un po' il naso, accettando infine di acquistare questi volumetti a scopo puramente collezionistico.
    Sebbene i gusti e le opinioni non siano in discussione, non si può tuttavia negare che, a distanza di anni dalla sua pubblicazione, la serie di Resident Evil non solo rimanga una delle iniziative più interessanti e coraggiose della collana da un punto di vista strettamente editoriale, ma anche quella che più di ogni altra è stata tesa alla conquista di un nuovo tipo di mercato, di appassionati e di lettori.
    A mio avviso è, infatti, evidente che il marchio "Resident Evil", tecnicamente un "[URL=http://it.wikipedia.org/wiki/Media_franchise]Media franchise[/URL]", sia sinonimo di un fenomeno di successo mondiale e che acquistare i diritti di pubblicazione di romanzi con questo marchio voglia dire, in buona sostanza, tentare una operazione di "conquista" di un mercato in grande espansione con la possibilità di attrarre nuovi potenziali lettori anche sulle collane parallele
    Al di là di queste mie considerazioni, assolutamente personali, ritengo che i romanzi della collana "Urania Resident Evil" rappresentino una delle esperienze più positive della storia editoriale di Urania e che, nonostante l'etichetta di "horror" che gli è stata impropriamente appiccicata dai media, siano storie che in realtà non sono classificabili come appartenenti ad un unico genere, quanto piuttosto romanzi multigenere, in quanto innestano su uno sfondo assolutamente fantascientifico, elementi propri dell'horror, del triller, del poliziesco e del romanzo di azione.
    Nel corso di quest'anno, dopo aver faticosamente completato la collana, ho letto i sei romanzi nel loro ordine di pubblicazione e devo dire, che a parte qualche perplessità sulla trama e sulla continuity della saga, li ho trovati tutti di buona fattura ed è quindi mia intenzione raccogliere in questa scheda (suddivisa in più parti per motivi di spazio) non soltanto le mie consuete impressioni di lettura sui singoli capitoli della serie, ma anche qualche informazione in più che, come di consueto, potrà essere utile per riuscire ad orientarsi in una delle saghe più interessanti, longeve e controverse della fantascienza.
    Innanzitutto è indispensabile comprendere il senso del termine "Media franchise", molto ben spiegato su wikipedia di cui riporto la definizione "[I]Il termine inglese media franchise (o più comunemente, franchise) si riferisce alla costruzione di un marchio (o brand) che viene sfruttato per diversi prodotti dell'industria dello spettacolo e dell'intrattenimento, specialmente cinematografica.[/I]".
    Ed è proprio alla diversità dei prodotti che riguardano il marchio stesso che la saga di "Resident Evil", inizialmente nata come un videogioco, deve la sua caratteristica più peculiare e cioè la sua longevità: dal 1996 ad oggi, infatti, sono stati prodotti 25 videogiochi, 5 film di cui uno di animazione ed una serie di 11 romanzi, alcuni tratti dai videogiochi, alcuni tratti dai film ed alcuni, infine, originali e cioè basati su trame indipendenti da videogame o film.
    E' importante osservare, poi, come ogni elemento di questa saga, sia esso un videogame, un film o un romanzo, possa essere sostanzialmente fruito come una storia a se, contribuendo, grazie a pochissimi elementi di raccordo con le altre storie, ad aggiungere un singolo tassello a quella che, di avventura in avventura, di rivelazione in rivelazione, appare come una vera e propria "saga infinita".
    La saga di "Resident Evil" quindi non è affatto un ciclo di storie, quanto piuttosto un vero e proprio universo, una saga che, nonostante la semplicità delle sue premesse iniziali e dei suoi elementi distintivi, si sviluppa in un intreccio di notevole complessità, in cui ogni elemento rappresenta uno step utile, ma non indispensabile, per poter arrivare a conoscere il quadro definitivo.
    Per arrivare a conoscere la verità sulla cospirazione dell'Umbrella e sulla vastità dei suoi abominii genetici, quindi, non basta leggere i sei romanzi pubblicati come supplemento di Urania, nè è sufficiente vedere tutti i film o conoscere le storie di tutti i singoli videogiochi: ogni autore, regista, scrittore, programmatore, ha, infatti, sfruttato a modo suo elementi, personaggi e situazioni dell'universo della saga in modo autonomo ed indipendente dagli altri, attingendo a questo universo per presentarcene una singola sfaccettatura, a volte, magari, senza nemmeno curarsi di garantire la continuity del singolo episodio o di curare per il meglio i raccordi con le avventure precedenti.
    Riuscire a districarsi nel mondo di Resident Evil è quindi una impresa ardua e forse neppure davvero meritevole dello sforzo: molto meglio quindi leggersi i romanzi e guardarsi gli spettacolari film sin qui prodotti, sperando che la saga progredisca anzichè ripiegarsi su se stessa come una sorta di "Beautiful della fantascienza" e che un giorno si possa finalmente vederne la fine.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 12 Settembre 2010, 18:52:16

    [B][COLOR=#c00000][I]Il caldo autunno della Rubrica[/I][/COLOR][/B]

    Ridendo e scherzando l'estate è passata e l'autunno bussa alle porte... ma quest'anno con il cambio di stagione arriverà ben più di un cambiamento climatico e sono sicuro che molte delle cose che davo per scontate nella mia vita tra poco più di due mesi non lo saranno più.
    L'arrivo dell'autunno dovrebbe intristire, ma l'approssimarsi del lieto evento tinge questa fase della mia vita di colori brillanti e meravigliosi, sembrandomi il preludio all'attraversamento di una porta sull'estate destinata a rimanere sempre aperta.
    Ed è in questo morbido autunno che sa di lettini, carrozzine, pagliaccetti e scarpine che, per la prima volta dopo 2 anni mi viene da interrogarmi sul destino di questa mia rubrica, il cui cammino è iniziato il 12 Giugno 2008 e che è diventata per me quasi un appuntamento quotidiano.
    Da un lato mi chiedo se tra un impegno e l'altro troverò mai il tempo di essere così costante ed assiduo e da un altro mi chiedo se davvero vale la pena di ideare modi sempre diversi per raccontare le mie probabilmente sempre più scarse letture.
    La voglia di lasciare e di "appendere la tastiera al chiodo" c'è tutta e con essa c'è anche la voglia di chiudere in bellezza, raccontando le ultime storie che ci sono da raccontare sulla mia vita collezionistica, terminando l'e-book di quest'anno e limitandomi, per il futuro, ad inserire i commenti quando ce ne sarà il tempo...
    Ma, nonostante questa suadente "sirena" (una sirena che, in verità, già mi immagino sorprendentemente stereofonica) che mi tenta e mi sprona al meritato "riposo", c'è anche tanta voglia di andare avanti e di proseguire questa straordinaria avventura... perchè d'altra parte, "[I]I libri di Maxpullo[/I]" non è solo una collezione di recensioni, ma anche e soprattutto il riflesso della mia vita sullo specchio di una passione che condivido con voi tutti, quella per la collana Urania e la lettura in genere.
    In questo caldo autunno della Rubrica mi riservo, quindi, di prendere una decisione definitiva in merito, sperando di trovare il tempo per poter completare la scheda sul ciclo di Resident Evil e, magari, anche di raccontare quegli ultimi episodi che vale la pena di raccontare sulla storia della mia collezione e sui libri che ne fanno parte.
    Solo in questo modo, dopo aver chiuso la porta sul passato, riuscirò a capire se ci sono le premesse per aprire quella sul futuro.
    Voi, nel frattempo, restate sintonizzati e saprete
    Maxpullo


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 12 Settembre 2010, 19:26:07

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#44453 date=1284310336]
    La voglia di lasciare e di "appendere la tastiera al chiodo" c'è tutta
    [/quote]

    [SIZE=4]AGGUAI A TE !!! (come dicono i bambini)[/SIZE]

    va beh che magari stai solo facendo come "le mogli" che dicono "no, questa cosa mi sta malissimo ecc." allo scopo di essere lodate [I]et[/I] incoraggiate [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/23.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: bibliotecario il 12 Settembre 2010, 23:10:59

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start=240#44453 date=1284310336]
    La voglia di lasciare e di "appendere la tastiera al chiodo" c'è tutta
    [/quote]

    Son cose da non dire neanche per scherzo!

    Biblio
    arrabbiato e preoccupatissimo [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_angry.gif[/IMG][IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cry.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: AgenteD il 14 Settembre 2010, 12:25:15

    Eh, no, caro Maxpullo, non fare scherzi!
    Ovviamente il tempo a disposizione diminuirà, ma tu leggi di meno, commenta di meno ma...facci ugualmente sapere!! Le tue analisi sono belle e interessanti e le vorresti abbandonare per solo due neonati?![IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: Thx 1138 il 16 Settembre 2010, 15:25:18

    Siamo spiacenti di informarLa che, con la presente, si nega la concessione del nullaosta a chiudere la rubrica demominata "I libri di Maxpullo".

    In considerazione di quanto rimarcato nella Vs. coridale richiesta, si concede di buon grado unicamente la possibilità di diradare, in particolari momenti di contingente e stretta emergenza, la frequenza degli aggiornamenti. Detta facoltà non è da intendersi peraltro come discrezionale. Sarà viceversa attentamente vigilata ex post dalla comunità tutta di UM. Il regime sanzionatorio nel caso di mancato avvallo da parte della predetta comunità, sarà proporzionale al ritardo di volta in volta eventualmente accumulato.

    Distinti saluti

    Tiaccaicsmillecentotrentotto

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: trifide il 16 Settembre 2010, 16:06:11

    Max, ma con sti tempi di crisi fai pure il difficile su un posto di lavoro sicuro come Schedatore su UM?
    Ma roba da matti...

    Và che prendo su 12 cinesi al posto tuo che fanno schede a cottimo scrivendo al buio e portandosi il riso da casa![IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]

    COCOCO GT[IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 16 Settembre 2010, 18:21:02

    Confido sia solo un momento di depressione pre-parto. [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cry.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Settembre 2010, 22:25:35

    Maporc... evvabbè...
    Tranquilli, tranquilli... la Rubrica continuerà a far parte della mia e della vostra esistenza... è una minaccia!!!!
    Però per tutta una serie di motivi sarò meno assiduo: prenderò la paternità e mi metterò part time!
    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/um2/s_thumbup.gif[/IMG]

    A parte gli scherzi, per il prossimo anno vedrò di semplificarmi un po' la vita e magari di farmi dare una mano dai grandi della SF...
    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Generiche/damorlupo053.gif[/IMG]

    Ma per quest'anno chiudo con Resident Evil e con una piccola sorpresina finale...
    A presto
    Maxpullo


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 18 Settembre 2010, 08:56:14

    [SIZE=4][B][COLOR=#e36c09]Resident Evil, la saga infinita - seconda parte[/COLOR][/B][/SIZE]

    All'origine dell'universo di Resident Evil ci sono i mostruosi e disumani esperimenti genetici portati avanti dalla Umbrella Corporation, una società biotecnologica, i cui interessi spaziano in vari campi, includendo la farmaceutica, gli apparecchi medici, la difesa militare, l'ingegneria genetica e le armi biologiche.
    La Umbrella ed i suoi perversi dirigenti, di fatto, incarnano l'essenza stessa del male e rappresentano il simbolo dell'industria spietata, priva di morale e pronta a tutto pur di poter acquisire profitti e potere.
    Ed è proprio da uno dei suoi esperimenti più segreti e azzardati che ha origine il micidiale T-Virus, un microorganismo ad altissimo potere infettivo in grado di trasformare gli esseri viventi in vere e proprie macchine assetate di sangue, per qualche verso assimilabili agli zombie della letteratura horror.
    La saga ha inizio con una fuga di T-Virus da un laboratorio sotterraneo nei pressi della città immaginaria di Raccon City, fuga dalla quale si sviluppa un terribile contagio, dapprima circoscritto nella regione di Arkalay Mountains, teatro di inspiegabili ed atroci atti di cannibalismo, ma destinato in seguito ad espandersi a tutta la città ed oltre.
    Alle attività della Umbrella si oppongono alcuni membri superstiti della squadra speciale S.T.A.R.S. della polizia locale di Raccon City (Special Tactics And Rescue Service), scampati alla tragedia del contagio, i quali, oltre ad avvicendarsi in una sorta di turn-over nel ruolo di protagonisti di quasi tutte le avventure che compongono la saga, sono anche i personaggi protagonisti dei diversi videogiochi con cui la serie ha avuto inizio.
    Ogni storia che compone il ciclo di romanzi può di fatto essere ricondotta ad un unico "canovaccio" abbastanza riconoscibile: si parte con la definizione di una missione e poi, di avventura in avventura, si arriva ad acquisire consapevolezza di nuovi elementi dell'inumano complotto ai danni dell'umanità che vede coinvolti i vertici dell'Umbrella.
    I membri della S.T.A.R.S. quindi saranno di volta in volta impegnati nel duplice obiettivo di riuscire a sopravvivere al contagio ed ai mostri scatenati contro di loro e di acquisire elementi in grado di inchiodare la Umbrella Corporation alle sue responsabilità.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1947.jpg?ft=1252591873[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Nel romanzo di avvio della saga, "[B]Tyrant il distruttore[/B]", Urania Resident Evil [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1947]1[/URL], dopo una breve introduzione in cui i protagonisti vengono presentati quel tanto che basta per un minimo di caratterizzazione, si viene immediatamente proiettati in una straordinaria avventura, ricca di ritmo ed azione che promette benissimo per i futuri sviluppi delle storie successive.
    La missione a Villa Spencer, iniziata come una normale indagine su alcuni omicidi, porta, infatti, i membri della S.T.A.R.S. a confrontarsi con una serie di creature mostruose, sempre più micidiali, frutto degli esperimenti genetici dell'Umbrella ed a prendere atto di una serie dei più atroci crimini contro l'umanità che siano mai stati commessi.
    La trama del romanzo ricalca abbastanza fedelmente quella del videogioco (Resident Evil 1) e ne condivide quello sviluppo passo-passo che è la sua caratteristica principale: i protagonisti, infatti, non sanno assolutamente nulla di quello cui stanno andando incontro e si muovono in ambienti bui ed ed ostili potendo contare solo sulla loro forza, sulla loro intelligenza e sulle proprie armi, acquisendo via via maggior consapevolezza circa l'entità della minaccia che grava su Raccon City e sulla portata delle sue conseguenze.
    Nonostante l'atmosfera da videogame sparatutto ed il ritmo serrato possano inizialmente sconcertare, questo romanzo iniziale gode moltissimo di una sorta di "effetto sorpresa" che lo rende particolarmente gradevole alla lettura e certamente migliore di quanto non sia in realtà, facendolo alla fine risultare uno dei migliori dell'intero ciclo.[/TD][/TR][/TABLE]
    I libro "[I]Tyrant il distruttore[/I]", di fatto, rappresenta anche l'unico momento in cui la cronologia dei videogame e quella delle storie del ciclo di romanzi sono tra loro perfettamente allineate: quasi una sorta di "momento zero" prima dell'immane big bang da cui la saga avrà il definitivo sviluppo e che porterà i videogame ed i libri a percorrere spesso strade differenti. Ci saranno ancora certamente dei punti di contatto, ma, dopo questa felicissima "novelization", Stefani Danelle Perry e gli altri autori che si sono cimentati nell'opera di arricchimento della saga, avranno acquisito sufficiente familiarità con gli elementi dell'universo di Resident Evil, da poter arrivare a produrre vicende anche del tutto nuove, non necessariamente correlate con gli eventi dei videogame.
    Altra storia ancora quella dei film che rappresentano un filone ancora più a se stante e che condividono con romanzi e videogiochi solo alcuni episodi e qualche personaggio, spesso addirittura riducendolo quasi al ruolo di "comparsa", come accade a Jill Valentine in "[I]Resident Evil: Apocalypse[/I]" del 2004 , tanto per garantirsi quel minimo di continuità con le trame precedenti.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 18 Settembre 2010, 09:09:21

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#44693 date=1284792974]
    quasi una sorta di "momento zero" prima dell'immane big bang da cui la saga avrà il definitivo sviluppo e che porterà i videogame ed i libri a percorrere spesso strade differenti.
    [/quote]

    Un fenomeno molto intrigante, perlomeno da lettori adulti (da ragazzi, mi pare che la discrepanza irriti un po'). Accadde lo stesso già ai tempi gloriosi di Goldrake: a parte le nette somiglianze nel primo episodio, con il procedere del tempo si allargava sempre di più la forbice narrativa tra il cartone animato, la versione "ufficiale" a fumetti realizzata dallo stesso Go Nagai, l'altra versione "ufficiale" ideata da Nagai ma disegnata da Gosaku Ota, i libri cartonati... per non parlare dei fumetti prodotti direttamente in Italia.
    In particolare, il finale della serie di Ota è l'opposto di quello del cartoon: a causa della degenerazione della società, per il bene della Terra, Goldrake contribuisce a [I]sterminare[/I] l'umanità!!!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 19 Settembre 2010, 11:24:13

    [SIZE=4][B][COLOR=#e36c09]Resident Evil, la saga infinita - terza parte[/COLOR][/B][/SIZE]

    Già con il secondo romanzo della serie Stephani Danelle Perry rivendica la sua autonomia di autrice. Il libro "[B]Caliban Cove[/B]", Urania Resident Evil [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1948]2[/URL], infatti, nonostante le apparenze, è a tutti gli effetti una storia a se stante, una digressione che, a parte la situazione ed i personaggi coinvolti, non ha riscontro in nessuno dei videogiochi Capcom sin qui prodotti.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1948.jpg?ft=1252591882[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Ma quando lessi il romanzo la prima volta, sinceramente, ignoravo tutto ciò, al punto che, credendo che "[I]Caliban Cove[/I]" traesse origine da un videogame, scrissi il seguente commento.

    [I]La naturale impressione di trovarsi dentro un videogioco "sparatutto" in cui i protagonisti affrontano un livello dopo l'altro, scoprendo i segreti della base di Caliban Cove a mano a mano che procedono, è fortissima e l'esperimento di tradurre in romanzo la trama del videogioco, ancorchè felice, è riuscito meno bene di quanto non fosse per il primo capitolo. Molto probabilmente, rispetto al primo romanzo, viene a mancare un po', a mio avviso, quell'effetto sorpresa che era stata invece la caratteristica principale del capitolo precedente.[/I]
    [I]Intendiamoci, c'è tantissima azione, suspense e dovizia di creature mostruose, ma la sensazione più persistente durante la lettura è stata quella di una storia scritta seguendo una sorta di "canovaccio" in cui i paragrafi si snodano senza eccessive sorprese verso l'inevitabile e scontata conclusione. Ho avuto anche l'impressione di una trama poco omogenea: tantissime pagine vengono spese per le riflessioni ed i pensieri dei protagonisti senza che l'azione vada avanti in modo significativo, poi nel convulso finale succede di tutto, al punto che si ha l'impressione che l'autrice abbia dovuto "allungare il brodo" nei primi paragrafi per riuscire a celare i difetti di una trama leggerina e banale.[/I]
    [I]Un buon romanzo, ma spero di trovare migliori i capitoli successivi.[/I]

    Prendendo spunto dal commento, quindi, si può quasi dire che la Perry sia stata molto brava ed abile nel riprodurre le atmosfere e le peculiarità proprie di un videogioco, un po' meno, a mio avviso, nel riuscire a creare una trama coinvolgente e appassionante.[/TD][/TR][/TABLE]
    Il successivo Romanzo, "[B]La città dei morti[/B]", Urania Resident Evil [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1949]3[/URL], è invece la novelization del secondo videogioco della serie, [I]Resident Evil 2[/I], e, dopo la poco appassionante escursione sull'isola di Caliban Cove, ci riporta nuovamente indietro a Raccon City, ma stavolta per farci vivere in pieno l'orrore della città dopo la diffusione del contagio del T-Virus.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1949.jpg?ft=1252591876[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Protagonisti della vicenda sono Claire Redfield, sorella di Chris Redfield, membro della S.T.A.R.S. nonchè personaggio del primo libro e Leon Kennedy, neoassunto della polizia locale di Raccon City, giunto in città per il suo primo, sfortunatissimo, giorno di lavoro.
    Come per il primo romanzo, il pericolo non è immediatamente chiaro ai due protagonisti, che dovranno perciò scoprire, a loro spese e passo dopo passo, l'orrendo mistero che si cela dietro l'atroce trasformazione dei cittadini di Raccon City in orribili mostri.
    Le storie dei due agenti sono destinate ad intrecciarsi più volte nel corso dell'avventura, ma senza coincidere perfettamente, ricalcando in modo fedele i quadri ed i livelli che i loro corrispettivi protagonisti devono affrontare nel corso del videogame da cui il romanzo è tratto.
    E mentre Claire farà la conoscenza di Sherry Birkin, figlia di William Birkin, uno degli scienziati dell'Umbrella responsabili della creazione del virus, Leon incontrerà una misteriosa donna orientale dal nome di Ada Wong, personaggio molto controverso ed affascinante la cui missione è quella di recuperare un campione di un altro virus ancora più pericoloso del T-virus, il G-virus, che anzichè trasformare l'ospite in uno zombie, è in grado di alterarne la struttura biologica, trasformandolo in una vera e propria macchina da combattimento, assai più formidabile e mostruosa del Tyrant del primo libro.
    Nonostante la trama articolata, i nuovi sviluppi della vicenda ed i continui colpi di scena, tuttavia, la lettura non mi ha convinto sino in fondo ed il mio commento, qui sotto riportato, è la fedele testimonianza di questa mia accoglienza in verità un po' freddina al romanzo stesso.

    [I]Il terzo capitolo della serie aggiunge poco o nulla ai due precedenti e si apprezza quasi esclusivamente per la capacità dell'autrice di riuscire a descrivere in modo magistrale l'azione serrata che contraddistingue la vicenda.[/I]
    [I]Nuovi protagonisti, un nuovo scenario e nuovi mostri rendono l'azione un po' troppo avulsa dal contesto ed il raccordo con le altre storie del ciclo è affidato quasi esclusivamente a brevissimi accenni relegati nell'introduzione e nell'epilogo, ma, superato lo smarrimento iniziale, la storia finalmente decolla e la lettura si fa avvincente.[/I][/TD][/TR][/TABLE]
    [I]Sicuramente un buon romanzo, anche considerato che la trama è quella di un videogioco, ma spero che i capitoli successivi risultino più appassionanti.[/I]

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 20 Settembre 2010, 22:15:58

    [SIZE=4][B][COLOR=#e36c09]Resident Evil, la saga infinita - quarta parte[/COLOR][/B][/SIZE]

    Leggendo il quarto capitolo della saga, si ha quasi l'impressione che l'autrice abbia voluto rinunciare in parte alle prerogative caratteristiche degli altri romanzi della serie.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1950.jpg?ft=1252591881[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][TD]Sebbene, infatti, "[B]L'orrore sotterraneo[/B]", Urania Resident Evil [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1950]4[/URL], sia un romanzo autonomo, non vincolato cioè allo schema di uno dei videogiochi, si può ben dire che esso si discosti sensibilmente sia da "[I]Caliban Cove[/I]" che dagli altri due romanzi precedenti, risultando alla fine meno adrenalinico, ma sicuramente con una marcia in più, perchè riesce ad alternare i consueti momenti di azione con situazioni e dialoghi che finalmente iniziano a portare un po' di chiarezza sulle macchinazioni dell'Umbrella Corporation, svelando parte dei retroscena della vicenda.
    L'altro motivo per cui questo romanzo si fa apprezzare particolarmente è la magistrale e maestosa sfilata di mostri che riesce a proporre, in alternativa ai soliti stucchevoli e rivoltanti zombie: ci sono mostri per tutti i palati e per tutti i gusti, vere e proprie macchine da guerra, orribili, allucinanti e naturalmente cattivissime, anche se tutte risultano avere alla fine un imprevedibile punto debole che i nostri eroi della S.T.A.R.S. riescono sempre sfruttare a proprio vantaggio.
    Insomma, mentre i primi tre romanzi vivono un po' di vita propria e sono degli allegri e divertenti "sparatutto", tutta azione e poche chiacchiere, questo quarto capitolo appare un po' più equilibrato e si apprezza soprattutto perchè si inizia a familiarizzare meglio con ambiente, situazioni e personaggi.
    A mio avviso questo è il miglior romanzo, almeno se ci si limita alla serie pubblicata su Urania.[/TD][/TR][/TABLE]
    Ma se "[I]L'orrore sotterraneo[/I]" sembra preludere ad uno scoppiettante finale della saga, con la rivelazione delle atrocità dell'Umbrella e la sua distruzione, i due romanzi successivi rimettono tutto in discussione, finendo in parte per sconcertare il lettore che si trova nuovamente di fronte a situazioni che hanno spesso il sapore del "deja-vu", come se le avventure precedenti non fossero servite a nulla.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1951.jpg?ft=1252591877[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Con il romanzo "[B]Nemesis[/B]"[URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1951][/URL], ispirato al videogame Resident Evil 3 e pubblicato nel rarissimo Urania Resident Evil [URL=index.php?action=scheda&codscheda=1951]5[/URL], la sequenza temporale della saga sin qui raccontata dalla Perry va, infatti, definitivamente fuori fase: l'avventura ci fa tornare diversi passi indietro, facendoci ritrovare di nuovo nella Raccon City devastata dal contagio, per narrarci una avventura parallela a quella visuta da Claire e Leon ne "[I]La città dei morti[/I]".
    Ma il disappunto per la rivelazione che la saga assai probabilmente non si concluderà dura pochissimo: il ritorno sulla scena di una romanticissima Jill Valentine, già protagonista delle prime avventure, accompagnata da un altrettanto romantico eroe latino e soprattutto dall'aberrante evoluzione del Tyrant che da il titolo al romanzo, fanno si che il romanzo decolli come i precedent, lasciando poco spazio alla riflessione.
    La continuity con i romanzi precedenti è comunque garantita dall'epilogo della storia, nonchè da una serie di flashback e da qualche episodio qua e là che serve da raccordo con "[I]Tyrant il distruttore[/I]" e con "[I]La città dei morti[/I]".
    Dopo la pantagruelica abbuffata di mostri de "[I]L'orrore sotterraneo[/I]", inoltre, bisogna dire che in questa storia le creature sviluppate dalla follia dell'Umbrella sono assai carenti per quanto riguarda la varietà, ma è sufficiente immaginare l'effige dell'indistruttibile Nemesis che vaga per le strade, gridando "[I]Starrrrrssss[/I]" e dando la caccia a Jill Valentine, perchè il piatto della bilancia della mostruosità ritrovi un po' del suo equilibrio.[/TD][/TR][/TABLE]
    Certamente "[I]Nemesis[/I]" non è il miglior romanzo della serie, ma è comunque una storia avvincente che arricchisce la saga di nuovi personaggi e nuove situazioni e se si abbandona la pretesa di voler vedere subito come finisce l'avventura principale e si è disposti ad attendere eventuali sviluppi futuri, alla fine il libro, nonostante le enormi difficoltà di reperimento su bancarelle reali e virtuali, vale completamente il tempo di lettura.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 20 Settembre 2010, 22:37:48

    ... quando riescono finalmente a chiudere l'Umbrella, stappano un Resident Reserve?

    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/10.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 21 Settembre 2010, 07:42:34

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=240#44760 date=1285015068]
    ... quando riescono finalmente a chiudere l'Umbrella, stappano un Resident Reserve?

    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/10.gif[/IMG]
    [/quote]

    No perchè si bagnano tutti con la piuggia...

    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Generiche/misbellicodallerisa.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 30 Settembre 2010, 23:42:08

    [SIZE=4][B][COLOR=#e36c09]Resident evil, la saga infinita - quinta parte[/COLOR][/B][/SIZE]

    Il sesto romanzo della Perry, "[B]Codice Veronica[/B]", Urania Resident Evil [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=1952]6[/URL], non soltanto è l'ultimo volume della saga apparso come supplemento ad Urania, ma, a mio avviso, è anche il più deludente.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000001/1952.jpg?ft=1252591877[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Tratto dall'ominimo videogame (il quarto della serie originale), questo romanzo non ha davvero nulla di speciale e soprattutto non racconta nulla di nuovo.
    Come al solito c'è molta azione, ma, differentemente dai capitoli precedenti si avverte una paurosa mancanza di fantasia nell'autrice (che potrebbe in effetti derivare da una mancanza di fantasia da parte degli auotri del videogioco): sebbene infatti la doppia ambientazione nell'isola dell'Umbrella e nella base polare suggerisca il giusto background per una serie scoppiettante di creature e di trappole come accadeva ne "[I]L'orrore sotterraneo[/I]", qui non c'è nulla di simile e gli "upgrade" dei mostri già presentati negli altri libri appaiono piuttosto delle inutili forzature e in definitiva lasciano un po' il tempo che trovano.
    Anche la storia dei due fratelli gemelli non riesce a dare la giusta verve al romanzo che si trascina così in modo quasi scontato verso lo scialbo finale, rappresentando quindi un episodio assolutamente inutile e trascurabile nell'economia della saga. Un romanzo discreto se vogliamo, ma anche deludente rispetto allo standard degli altri 5.
    Una ulteriore nota di demerito, a mio parere, è dovuta alle informazioni false riportate nella quarta di copertina: chi l'ha redatta non solo non ha mai letto il libro, ma quasi certamente ignorava quasi del tutto la continuity della vicenda. Questo romanzo, infatti, non si colloca tra "[I]Caliban cove[/I]" e "[I]La città dei morti[/I]" come suggerito da chi ha redatto la trama, ma bensì costituisce il naturale proseguimento dell'avventura immediatamente dopo "[I]L'orrore sotterraneo[/I]" ed è quindi corretto leggerlo nella sequenza di pubblicazione.[/TD][/TR][/TABLE]
    Ma se il deludente "[I]Codice Veronica[/I]" rappresenta (sinora) la parola fine all'avventura di Resident Evil all'interno collana Urania, la saga può dirsi tutt'altro che conclusa da questa scialba vicenda.
    Già nel 2002, infatti, appena due anni dopo "[I]Codice Veronica[/I]", la coppia vincente Capcom/Perry si presenta nuovamente al grande pubblico con una nuova avventura e relativa novelization: si tratta di "[B]Resident Evil: Zero Hour[/B]", tratto dal videogioco "[I]Resident Evil 0[/I]" e destinato a rivelare una serie di retroscena sull'universo di Resident Evil, riprendento eventi e situazioni antecendenti "[I]Tyrant il distruttore[/I]". Il volume è ancora inedito in Italia.
    Ma si tratta del classico "canto del cigno" perchè, dopo quest'ultima apparizione, la Perry esce di scena e smette di scrivere le sue novelization e così la saga, proseguita sui videogame con altre 5 uscite, finisce per separarsi in modo definitivo dal mondo letterario percorrendo un sentiero parallelo e non sempre lineare, con diverse uscite che rivisitano retrospettivamente le vicende del passato ed altre che, pur rimanendo agganciate all'universo di Resident Evil, si disconstano dalla serie principale per ambientazione, personaggi situazioni.
    L'eredità della Perry è stata, in seguito, raccolta da due autori giapponesi: Tadashi Aizawa e Suiren Kimura, il primo ha proseguito la saga letteraria con "[B]Resident Evil: Rose Blank[/B]" del 2006, mentre il secondo nel 2007 ha scritto "[B]Resident Evil: Todliche Freiheit[/B]", entrambi inediti in Italia. Di seguito le copertine dei tre volumi sinora inediti.

    [TABLE][TR][TD][B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k3ccecc41f3.jpg[/IMG][/B][/TD][TD][B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2kd13103185e.jpg[/IMG][/B][/TD][TD][B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k9ee438651d.jpg[/IMG][/B][/TD][/TR][/TABLE]
    La terza componente dell'universo di Resident Evil (dopo videogame e libri) è rappresentata dal ciclo dei film che, al momento, consta di cinque titoli (uno dei quali interamente in computer grafica). La vicenda cinematografica è, a mio avviso, quella più convincente all'interno della saga, per due motivi: innanzitutto per la sua spettacolarità, in secondo luogo perchè, sebbene intricata come i videogame ed i romanzi, risulta alla fine più lineare e ben narrata.

    [TABLE][TR][TD][B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k0ce0a59ba6.jpg[/IMG][/B][/TD][TD][B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k8ce7410306.jpg[/IMG][/B][/TD][TD] [/TD][TD]
    Di seguito l'elenco dei titoli sinora usciti nelle sale con l'anno di produzione:

    * Resident Evil (2002)
    * Resident Evil: Apocalypse (2004)
    * Resident Evil: Extinction (2007)
    * Resident Evil: Degeneration (2008)
    * Resident Evil: Afterlife (2010)

    I primi due film della serie sono stati, inoltre, oggetto di novelization da parte dello scrittore statunitense Keith R. A. De Candido il quale ha pubblicato "[B]Resident Evil: Genesis[/B]" e "[B]Resident Evil: Apocalypse[/B]" le cui copertine sono riportate a fianco.[/TD][/TR][/TABLE]
    E mentre l'universo di Resident Evil prosegue la sua inarrestabile espansione arricchendosi di videogame, libri tratti dai videogame, romanzi originali, film, film tratti dai libri e viceversa, questa scheda si chiude qui (per il momento).


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 01 Ottobre 2010, 07:50:47

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#45173 date=1285882928]
    nel 2007 ha scritto "[B]Resident Evil: Todliche Freiheit[/B]", entrambi inediti in Italia. [B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k9ee438651d.jpg[/IMG][/B]
    [/quote]

    mamma mia, Max, non appendere maaai la rubrica al chiodo! chiederemo all'Onu di varare una Dichiarazione dei diritti degli UMini. Art. 1: "Il diritto a leggere [I]I libri di Maxpullo[/I] è inalienabile..."

    volevo solo aggiungere la traduzione di [I]Tödliche Freiheit[/I] = Libertà letale.
    e la cover mi piace un sacco.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 01 Ottobre 2010, 07:58:59

    la creazione di ibridi mostruosi in laboratori segreti è un tema antico. tra gli esempi recenti forse più interessanti, c'è la saga fantasy del Mondo Emerso di Licia Troisi. vari "bei mostri" si vedono nel volume:

    [IMG]http://www.fantasymagazine.it/imgbank/ZOOM/ARTICOLI/troisi_creature_piatto-1.jpg[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 01 Ottobre 2010, 16:05:27

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=255#45175 date=1285912247]

    mamma mia, Max, non appendere maaai la rubrica al chiodo! chiederemo all'Onu di varare una Dichiarazione dei diritti degli UMini. Art. 1: "Il diritto a leggere [I]I libri di Maxpullo[/I] è inalienabile..."

    ...
    [/quote]

    Se ne può parlare... ma non si fanno anticipazioni: chi vivrà vedrà
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cool.gif[/IMG]

    PS
    Le mie letture sono ferme da ormai due settimane: per un po' dovrò vivere di rendita ma non preoccupatevi, di materiale buono ce ne sta ancora
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 02 Ottobre 2010, 14:26:29

    [COLOR=#76923c][SIZE=4][B]Due pianeti targati Murray Leinster[/B][/SIZE][/COLOR]

    Tra le letture della scorsa estate ce ne sono state due in particolare che mi hanno favorevolmente impressionato e che ci tenevo a ricordare in questi ultimi scampoli della rubrica di quest'anno.
    Si tratta di due storie accumunate dal titolo simile e dal fatto di esser state scritte da Murray Leinster in quello che potremmo definire il periodo "pionieristico" della fantascienza, un periodo d'oro in cui non era importante specificare il dove, il quando o addirittura il perchè, ma in cui era invece sufficiente lasciar spaziare la fantasia per immaginare mondi lontani e straordinarie avventure, un periodo in cui nulla era ancora stato scritto ed in cui ogni trovata aveva l'indubbio sapore dell'originalità.
    Al giorno d'oggi i lettori si sono fatti forse più smaliziati e meno propensi ad apprezzare storie di mostri, pianeti remoti ed eroi coraggiosi che lottano per salvare le belle fanciulle, ma non saprei dire se tutto ciò sia stato un bene o un male: forse storie come quelle della prima fantascienza d'avventura potranno oggi apparire un po' ingenue o con trame banali e scontate, ma, se a narrare queste storie è un grande autore che ha fatto della fantasia la sua miglior arma, allora è innegabile che esse saranno in grado di conservare il loro fascino nel corso del tempo ed a mantenere intatta tutta la loro capacità di intrattenere.
    Il primo dei due libri che vi vorrei raccomandare è "[B]Il pianeta dimenticato[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=362]354[/URL], senza dubbio una delle storie più gradevoli e ricche di spunti di un autore che non manco mai di apprezzare ad ogni lettura.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/362.jpg?ft=1252592304[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][TD]Che Murray Leinster fosse un grande maestro nel riuscire a creare trame avvincenti e ricche di tensione si sapeva, ma che un romanzo di fantascienza degli anni '50 riesca a conservare intatto il suo fascino e a dare emozioni ancora al giorno d'oggi va tutto a suo merito.
    Questo suo romanzo ricorda, per alcuni aspetti, "[I]Il lungo meriggio della Terra[/I]", ma mentre il romanzo di Aldiss abbonda di fantasia e si perde talvolta in lunghe e noiose descrizioni del paesagio, questo libro di Leinster non può che essere definito "adrenalinico": pochissime righe per descrivere la genesi del pianeta sono più che sufficienti all'autore per creare l'ambientazione adatta, il palcoscenico su cui rappresentare il suo dramma, e immediatamente si viene catapultati in un mondo da incubo popolato di insetti mostruosi in cui l'imperativo è quello della sopravvivenza ad ogni costo.
    Non c'è tregua per i protagonisti impegnati con mortali insidie e micidiali implacabili nemici, ma non c'è tregua neppure per il lettore, impegnato in una lettura serrata che terminerà solo con l'ultima pagina.
    Forse non sarà il romanzo migliore di Leinster, ma la sua avventurosità e la sua ambientazione assolutamente "fuori dal tempo" lo rendono vero classico intramontabile, una perla di quella fantascienza pionieristica, magari anche un po' ingenua, ma che non perde il suo fascino anche a distanza di anni.[/TD][/TR][/TABLE]
    L'altro romanzo che voglio presentarvi oggi è forse un po' meno spettacolare del primo perchè meno ricco di creature mostruose, ma se questo non è per voi un problema, allora non potrete far altro che gradire ed apprezzare "[B]Il pianeta del tesoro[/B]", Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=397]389[/URL], un romanzo della prima metà degli anni '60, che ancora oggi si legge in una giornata, permettendo alla mente di svuotarsi e di godersi un'avventura semplice semplice ma narrata davvero in modo superlativo.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/397.jpg?ft=1252592296[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][TD]Non c'è un attimo di sosta in questo movimentatissimo romanzo di Leinster dove la banalità di una trama molto all'acqua di rose non ha il tempo di emergere a causa del ritmo forsennato dell'avventura.
    Dal misterioso e sospetto comportamento dell'equipaggio dell'astronave in panne presentata in avvio di romanzo, sino all'avventuroso epilogo della storia sul pianeta abbandonato, passando per il rocambolesco e fortunoso inseguimento nelle profondità dello spazio, l'autore non concede un attimo di tregua e di riflessione nè ai lettori e nè ai suoi protagonisti.
    Alla fine ne viene fuori un divertente e gustoso classico della fantascienza d'avventura, in cui basta chiudere gli occhi per immaginare gli spietati pirati spaziali a caccia del tesoro, la damigella in pericolo che deve essere salvata e l'eroe senza macchia e senza paura "alla Jack Vance" che si getta nella mischia per salvarla.
    Nonostante il tempo trascorso e l'ingenuità della fantascienza "vecchia maniera" l'ho trovato un buon libro.[/TD][/TR][/TABLE]
    Ed anche se al termine delle due letture vi sembrerà di non aver ricevuto quell'arricchimento interiore o quel senso di esservi avvicinati a scoprire il mistero del cosmo, come magari vi sarebbe capitato leggendo un romanzo di Dick o di Clarke, scommeto che non potrete assolutamente affermare di esservi annoiati.
    Perchè l'inventore dei Gizmo e dei Greks, degli alberi semoventi di Gow Island e dei terrificanti e misteriosi abitatori degli abissi della fossa di Luzon, ha il raro dono di riuscire a tramutare la pietra grezza in oro puro e di saper sempre creare storie memorabili ad altissimo grado di intrattenimento.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 06 Ottobre 2010, 23:11:29

    [COLOR=#1f497d][SIZE=4][B]Il tema delle elementari[/B][/SIZE][/COLOR]

    Tra i tanti aneddoti che accompagnano i libri della mia collezione ce n'è uno in particolare che ricordo sempre con piacere e che è la testimonianza più lampante di come la mia passione per la fantascienza affondi le sue radici già nella mia infanzia.
    Avevo dieci anni quando il nostro maestro ci diede per compito in classe il tema che ogni bambino deve prima o poi affrontare durante la sua carriera scolastica: "[I]Inventa una storia[/I]".
    E, così, mentre la pioggia autunnale bagnava i vetri della scuola ed i miei compagni davano libero sfogo alla loro fantasia componendo favole più o meno articolate, io, ispirato dalla copertina de "[B]L'asteroide abbandonato[/B]" di Murray Leinster, Urania [URL=http://www.uraniamania.com/index.php?action=scheda&codscheda=646]638[/URL], mi divertii ad immaginarne il contenuto e composi un tema di fantascienza.
    Purtroppo il manoscritto originale è andato perduto, ma la storia, con pure tutte le sue ingenuità, è ancora impressa nella mia mente e, per pura malvagità nei vostri confronti, colgo l'occasione di questo spazio per riassumervela.

    La mia storia iniziava con l'avvistamento di un gigantesco e misterioso asteroide artificiale ai limiti del sistema solare sulla cui natura i governi della Terra iniziavano ad interrogarsi. Veniva quindi stabilito, in tempo da record, di tentare una esplorazione dell'oggetto per comprenderne la natura e le intenzioni. E quando il razzo di esplorazione, partito dalla Terra, giungeva finalmente sull'asteroide, gli astonauti si trovavano di fronte ad un strano edifico che si rivelava essere pieno di cubi, prismi ed altre forme geometriche colorate che fluttuavano nel vuoto. Attraversando un corridoio che sembrava sfociare in un'altra camera, gli astronauti improvvisamente cessavano la loro comunicazione con la Terra, gettando tutti nello sconforto e nel panico.
    Ma gli astronauti, inconsapevoli di questa interruzione, proseguivano l'esplorazione e, completato l'attraversamento del corridoio, uscivano all'aperto dall'edificio e si ritrovavano in un mondo completamente devastato.
    E lì, tra le inconcepibili rovine, gli astronauti leggevano, inciso nella pietra, un messaggio tremendo, scritto dall'ultimo superstite di quel mondo ormai morto. Un messaggio che avvisava i posteri che quel mondo era, in realtà la Terra, ridotta così dalla follia della Terza Guerra Mondiale in cui nessuno era uscito vincitore ed in cui nessuno era scampato al disastro.
    Trafelati gli astronauti ritornavano indietro portando con loro il messaggio e, non appena varcavano di nuovo il corridoio, la comunicazione si ristabiliva permettendogli di avvisare la Terra della loro scoperta.
    Ripartito il razzo, l'asteroide scompariva in modo improvviso e misterioso così come era comparso.
    Gli astronauti, al loro ritorno, venivano acclamati come eroi e la sensazione suscitata dal messaggio da loro rinvenuto era tale che immediatamente venivano firmati trattati di pace solidi e duraturi tra i governi della Terra, anche se gli scienziati in realtà non erano riusciti a comprendere affatto la natura dell'asteroide.
    Il tema finiva interrogandosi sul chi è sul perchè avesse inviato quel messaggio alla Terra e, senza fornire una risposta, lasciava velatamente intuire che doveva trattarsi di una razza extraterrestre in grado di viaggiare nel tempo e che aveva a cuore il destino della Terra e dei suoi abitanti.

    Eppure, nonostante la copertina del libro di Leinster avesse colpito la mia fantasia al punto da farmi immaginare una storia simile, prima della scorsa estate non mi era mai venuto in mente di aprirlo e leggerlo.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000000/646.jpg?ft=1252592287[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Sarà stata forse la curiosità di capire se la storia che avevo immaginato era corretta o meno, oppure semplicemente la voglia di scoprire un altro romanzo di un autore che personalmente apprezzo, fatto sta che, dopo quasi trent'anni dal suo reperimento nella libreria di casa dei nonni, il libro è stato finalmente letto ed il suo commento può quindi accompagnarsi alla storia nata dalla mia fantasia.

    Possiamo senza alcun dubbio definire questo romanzo come "fantascienza d'altri tempi": numerose banalità e una trama da favoletta d'avventura per bambini si uniscono sapientemente ad una noiosità di fondo che accompagna quasi tutta la lettura, facendo desiderare di leggere quanto prima la conclusione.
    Eppure non me la sento di bocciare questo "classico" della FS, non soltanto perchè reca in copertina la firma di Murray Leinster, uno dei miei autori preferiti, ma anche e soprattutto per i diersi felicissimi spunti disseminati qua e là che rendono la storia a tratti interessante e ne risollevano le sorti.
    Il mistero dei sogni del protagonista, la scoperta della fortezza abbandonata e della sua origine fanno da contrappeso alla storia dell' "astronave fatta in casa", a quella della puerile corsa allo spazio con i soliti "pasticcioni" sovietici ed agli amori da operetta che mettono a dura prova la pazienza del lettore.
    Un mix quindi tra banale e originale che alla fine pur soddisfacendo poco, si riesce a leggere ed apprezzare per quello che è: una storia d'avventura dei primordi della SF scritta da un autore che ci ha regalato ben altri capolavori guadagnado, a mio avviso, la piena sufficienza.[/TD][/TR][/TABLE]
    E quando il maestro volle premiare il mio componimento come il migliore tra tutti, facendomelo leggere di fronte alla classe intera, la gioia e l'orgoglio che provai in quel momento furono tali che ancora oggi, ogni volta che guardo quella copertina di Thole, non posso fare a meno di associare questo libro a quella emozione e di considerare questo romanzo come uno dei volumi più importanti della mia collezione, un volume che, nonostante sia spaginato e pieno di scritte a penna, non mi sognerei mai di cambiare con una copia più nuova.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 06 Ottobre 2010, 23:22:34

    quanti ricordi! ah tocchi di quelle corde, Max...

    cavoli, a [U]10 anni[/U] avevi concepito quella storia?! "Nui chiniam la fronte".

    da ragazzino scrivevo e disegnavo caterve di racconti e romanzetti horror (l'Uomo Ragno e i robot giapponesi arrivarono un po' dopo), però venivo preso in giro da parenti e insegnanti... [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/17.gif[/IMG]

    gli unici miei temi che venivano "letti in pubblico" contenevano solo montagne di ca###te. tranne uno al liceo in cui veniva citata la [I]Morte rossa[/I] di Poe in riferimento alla peste nei [I]Promessi Sposi [/I][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/58.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 07 Ottobre 2010, 00:00:14

    [B][COLOR=#00b050]La rubrica chiude... per quest'anno...[/COLOR][/B]

    Cari amici, vi informo che la scheda su "[I]L'asteroide abbandonato[/I]" sarà l'ultima per quest'anno.
    La chiusura anticipata della rubrica è motivata non solo dall'approssimarsi del lieto evento che raddoppierà il numero di membri della mia famiglia, ma anche da un intervento agli occhi che limiterà, giocoforza, sia il tempo quotidiano dedicato alla lettura che quello dedicato al terminale del computer.
    Con la storia de "[I][B]L'asteroide abbandonato[/B][/I]", inoltre, si conclude un capitolo fondamentale di questa rubrica: la narrazione di quella che è stata la storia della mia collezione dalle sue origini.
    In questi anni vi ho raccontato del mio primo incontro con Urania, con "[I][B]Dentelungo ed altri estranei[/B][/I]", dei libri trovati nella casa dei nonni e di quelli che hanno accompagnato la mia infanzia e che da sempre considero capolavori come ad esempio "[I][B]La porta sull'estate[/B][/I]" e "[I][B]L'ospite del senatore Horton[/B][/I]", passando per i libri acquistati al mercatino di Ciampino ed a quello di Torvaianica, fino alle mie prime scorribande sulle bancarelle di Roma, conclusesi con lo spiacevole episodio de "[I][B]Il vento dal nulla[/B][/I]".
    Vi ho raccontato del mio "incontro virtuale" con il Custode ed i suoi "panarielli", dei libri di mia mamma e del mio papà, narrando addirittura gli sconcertanti aneddoti legati ad "[I][B]Autocombustione umana[/B][/I]", l'Urania che visse due volte e ad "[I][B]Il verde millennio[/B][/I]", l'Urania che mi ha rivelato i primi, inequivocabili, sintomi del mio contagio da morbo collezionistico.
    Vi ho narrato infine anche la storia del [B][I]323bis[/I][/B], l'Urania che mi ha portato a scoprire questa comunità e de "[I][B]Le escrescenze della Luna[/B][/I]" di Robert Bloch, il libro che ha dato l'avvio a questa avventura della rubrica.
    Sono stati tre anni straordinari, in cui mi sono divertito a rievocare episodi prima che la memoria iniziasse a fare scherzi e ad inventare un modo diverso di fare recensioni che spero vi sia piaciuto.
    E non sono mancate, infine, le storie importanti, legate ad aneddoti più recenti, come ad esempio quella che lega la lettura de "[B][I]La leva di Archimede[/I][/B]" all'emozione profondissima di diventare papà.
    Sono stati tre anni intensi e divertenti che mi hanno, infine, convinto a non concludere qui questa avventura, perchè se è vero che la storia della mia collezione è stata ormai narrata del tutto, sento che ci sono ancora tante altre storie da raccontare.
    Non so ancora dirvi come sarà la nuova rubrica del 2011, le idee sono tante e per ora l'unica anticipazione che mi sento di farvi è quella che ci saranno più libri di "spessore" e forse un po' meno Urania: la lettura di "[B][I]Ubik[/I][/B]" di P.K. Dick e dei racconti del ciclo di "[I][B]Vermilion Sands[/B][/I]" di Ballard, infatti, mi hanno definitivamente convinto a reperire tutta una serie di "classici" fondamentali della fantascienza che Urania non è riuscita a pubbicare nel corso degli anni ed è da questi che intendo ripartire per proporvi una nuova veste de "I libri di Maxpullo", forse meno personale, ma spero anche più interessante.
    E se anche la rubrica per quest'anno si chiude, vi lascio comunque in buona compagnia, regalandovi nelle prossime settimane quella che spero sarà una "gradita sorpresa". [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_wink.gif[/IMG]
    Con simpatia
    Maxpullo


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 07 Ottobre 2010, 07:26:13

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#45321 date=1286402414]
    E se anche la rubrica per quest'anno si chiude, vi lascio comunque in buona compagnia, regalandovi nelle prossime settimane quella che spero sarà una "gradita sorpresa".
    [/quote]

    attendiamo con trepidazione! anzi quattro-pidazione!!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: marco.kapp il 07 Ottobre 2010, 08:42:20

    [SIZE=2]Un doppio "in bocca al lupo"![/SIZE]
    [SIZE=2]Per i gemelli e per l'intervento! [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/3d/dor056.gif[/IMG][/SIZE]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 10 Ottobre 2010, 20:37:20

    Ti attenderemo a piè fermo [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_smiley.gif[/IMG].
    Ma dicci come chiamerete le pupattole ,sennò come faccio a ricamare i bavaglini?
    Auguri max.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Ottobre 2010, 14:28:31

    [B][COLOR=#e36c09]Il giorno dei ritorni[/COLOR][/B]

    Sono stati giorni difficili: ancora adesso mettere a fuoco lo schermo è una impresa, ma posso dire che ormai il peggio è passato ed il recupero completo della vista è sempre più vicino.
    Pensate che in due settimane dopo il primo intervento ho letto un solo libro e con grande difficoltà, chiudendo l'occhio appena operato e facendo sforzi disumani ed esercizi di messa a fuoco con l'altro che era stato operato poco prima. Ma ormai il salto è compiuto e per la prima volta dopo quasi trent'anni gli occhiali non poggiano più sul mio naso (ora riposano dentro la custodia nel mio comodino) ed il mondo è diventato improvvisamente una giostra piena di colori e di scritte di cui mai e poi mai avrei sospettato l'esistenza.
    Il nuovo Urania che ho scelto come prossima lettura ha un titolo volutamente appropriato alla mia nuova situazione (riguardo il contenuto non saprei ancora che dirvi) ed anche se la sua recensione verrà presentata solo il prossimo anno ogni volta che il mio sguardo ci si posa sopra non posso far a meno di sorridere a pensare quanto possa essere contorta la mia mente per riuscire a concepire una simile associazione di idee...
    Ma oggi non è solo il giorno del mio ritorno qui sul forum di UraniaMania (nei giorni scorsi sono stato collegato a botte di 5 minuti al giorno per rispondere a messaggi e scrivere un commentino veloce): è anche il giorno del ritorno di un grande personaggio della fantascienza, un mito che ormai da troppo tempo non fa più sentire la sua voce, perchè il suo "evangelista" lo ha messo da parte (speriamo temporaneamente) per dedicarsi ad altro.
    Ebbene si, sto parlando di Nicolas Eymerich: un anno senza leggere un nuovo capitolo delle sue gesta può essere pesante ed allora, nell'attesa che il buon Valerione nazionale si decida a dare un seguito alla sua saga più famosa, ho deciso di aggiungere a questa mia rubrica il tassello che le mancava per quest'anno.
    Nelle prossime giornate e fino alla fine dell'anno, infatti, userò questo spazio per trascrivere a puntate la mia mega-recensione sui romanzi del ciclo di Eymerch, già pubblicata come appendice all'e-book del 2009.
    Spero che questa mia iniziativa sia gradita e soprattutto spero che la mia flebile voce di ammiratore arrivi alle orecchie di Evangelisti, il quale, magari toccato dalla mia nostalgia per il suo personaggio, torni presto a farlo rivivere per raccontare quella parte della sua biografia che ancora deve essere narrata.
    Un saluto a tutti
    Maxpullo


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 16 Ottobre 2010, 16:05:57

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#45569 date=1287232111]
    gli occhiali non poggiano più sul mio naso (ora riposano dentro la custodia nel mio comodino) ed il mondo è diventato improvvisamente una giostra piena di colori [/quote]

    sempre detto che l' LSD è stata una grande invenzione

    [quote] userò questo spazio per trascrivere a puntate la mia mega-recensione sui romanzi del ciclo di Eymerch
    [/quote]

    benisssssssssssssssssimo! siccome me lo sono perso per intero a piè pari, adesso faccio i recuperi [I]aka[/I] sostegno!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: gretana il 16 Ottobre 2010, 20:19:32

    Ah!!! che bello, avevo paura non scrivessi più per un pezzo [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/6.gif[/IMG]
    Sono contenta per i tuoi occhioni [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_kiss.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 16 Ottobre 2010, 22:59:45

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 1[/B][/SIZE]

    Pochi, pochissimi personaggi letterari posseggono la trascendente forza evocativa propia di quel Nicolas Eymerich da Gerona, inquisitore della Chiesa di Roma, nato dalla fantasia di Valerio Evangelisti.
    Antieroe per eccellenza, personaggio in cui è spesso assai difficile immedesimarsi, l’implacabile inquisitore, protagonista del ciclo più tenebroso che la fantascienza ricordi, è liberamente ispirato ad un personaggio storico realmente vissuto, ed è mia intenzione, in questa appendice, tentare di riproporre i romanzi del ciclo nell’ordine cronologico delle avventure narrate, che non coincide affatto con quello di scrittura o di pubblicazione delle singole storie e di presentare l’intero ciclo nella sua continuità di passato, presente e futuro.
    L’impresa non è affato banale perchè ogni romanzo, non si limita semplicemente a narrare una avventura di Eymerich, ma sviluppa parallelamente anche una o più trame ambientate in tutt’altro luogo ed in tutt’altro tempo che rappresentano episodi strettamente correlati con quanto accade all’inquisitore; quasi sempre una delle due trame è ambientata in un futuro non bene identificato e rappresenta un effetto delle azioni di Eymerich, mentre in alcuni casi, come ad esempio ne “[I]Il castello di Eymerich[/I]”, assistiamo allo sviluppo di trame ambientate nel passato che costituiscono il “prologo” o meglio l’“antefatto” della vicenda principale.

    Lo scopo di questa appendice, tuttavia, non è quello di voler “smontare” le storie di Eymerich, per ricomporle nella loro sequenza temporale corretta, perchè ciò equivarrebbe di fatto a snaturarle ed a renderle meno gustose, ma bensì quello di fornire una sorta di “guida alla lettura” per coloro i quali decidessero di leggere i romanzi del ciclo in maniera organica e si accingessero ad intraprendere il lungo e avventuroso viaggio che dai bui secoli del Medioevo ci conduce ben oltre i nostri giorni.
    Sebbene, infatti, ogni romanzo si possa effettivamente leggere ed apprezzare come un libro a se stante, solo la lettura di tutti i romanzi nel loro insieme riuscirà a fornire il quadro completo dell’universo disegnato dall’autore. E, anche se non è sempre un universo piacevole a vedersi, con le sue guerre e le sue mostruose creature evocate dall’umana follia, non si può negare che esso abbia un suo certo fascino.
    Infatti, nonostante non sia vasto come la galassia di Asimov o variopinto come l’Oikumene di Vance, l’universo creato da Evangelisti è un qualcosa di semplicemente grandioso per la semplicità e la naturalezza con cui esso è in grado di restituire intatto tutto il fascino della magia attraverso l’introduzione di sorprendenti principi fisici ignorati dalla scienza. In questo straordinario continuum, quindi, non c’è alcun bisogno di ricorrere al soprannaturale o al paranormale, ma ogni terribile fenomeno che si verifica, ogni raccapricciante evento che ha luogo, è chiaramente e semplicemente correlato ad una qualche legge fisica che la scienza umana non può o non vuole riconoscere come vera.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 19 Ottobre 2010, 13:08:41

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 2[/B][/SIZE]

    Ma se da una lato Evangelisti, nelle sue storie, ci appare impegnato in una sorta di crociata per razionalizzare l’elemento magico, coinvolto in una sorta di lotta contro una scienza ottusa, involuta e chiusa su se stessa che preferisce ignorare e negare piuttosto che scoprire, da un altro lato il suo personaggio, Nicolas Eymerich da Gerona, Inquisitore della Chiesa di Roma, si batte per una causa differente: a lui non interessa razionalizzare, nè comprendere, nè scoprire; tutto ciò che lui vuole con ogni mezzo ed ogni sua energia è il predominio della Fede Cattolica e, pur nell’erronea convinzione che ogni tipo di “magia” sia l’effetto delle trame del maligno, pur nella “miope” e limitata visione del mondo che la sua fede gli consente, egli riesce sempre e comunque a trionfare ed a sventare le trappole più tremende.
    A volte la sua vittoria è limpida e geniale, altre volte rocambolesca o fortuita, ma essa rimane pur sempre una vittoria, destinata a lasciare tracce imperiture nel tempo e nello spazio di questo universo pregno di magia e di meraviglie.
    E’ divertente, infine, osservare come le vicende dell’Eymerich storico (che potete trovare come giusto tributo al personaggio sul sito di Valerio Evangelisti al seguente indirizzo “[URL=http://www.eymerich.com/eymerich/eym7.htm]http://www.eymerich.com/eymerich/eym7.htm[/URL]”) non siano certamente meno avventurose o rocambolesche di quelle del suo alter-ego letterario. Sebbene, infatti, nella sua biografia manchi quasi del tutto l’elemento magico (ma potrebbe benissimo essere una omissione degli storici che si sono occupati della sua stesura), non si può non rimanere stupiti dalla tenacia con cui il domenicano perseguì i suoi fini e dall’ostinazione con cui difese strenuamente la sua causa fino alla fine, dimostrando un acume, un coraggio ma anche e soprattutto una crudeltà forse anche superiori a quelli attribuiti da Evangelisti al suo personaggio.

    Secondo la biografia ufficiale, Nicolas Eymerich nacque a Gerona nel [B][I]1320[/I][/B], figlio unico di dona Luz e Mossen Ramon Eymerich, appartenenti alla piccola nobiltà locale. All'età di quattordici anni, nel [I][B]1334[/B][/I], egli, spinto probabilmente da una intensa vocazione entrò nel locale convento dei domenicani, dove seguì, durante il noviziato, i corsi di teologia tenuti da frate Dalmau Moner (1291-1341). Di questo periodo non abbiamo quasi alcuna traccia nei romanzi del ciclo e possiamo quindi senza dubbio assumere che questi riferimenti storici valgano anche per il suo alter-ego letterario, ma, a parte questo, è praticamente impossibile proseguire un parallelo tra la vicenda storica e quella romanzesca, anche perché, come detto, la biografia ufficiale di Eymerich ignora (o finge di ignorare) episodi e circostanze su cui Valerio Evangelisti sembra invece informatissimo.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 20 Ottobre 2010, 19:35:13

    [SIZE=4][I]Hey, merich,

    leave the kids alone!!![/I][/SIZE]


    [IMG]http://fruitfly.files.wordpress.com/2008/01/pink_floyd_the_wall.jpg[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 20 Ottobre 2010, 22:04:21

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 3[/B][/SIZE]

    Le avventure dell’Eymerich letterario hanno inizio nel [B][I]1341[/I][/B], anno in cui nei Pirenei ha luogo un massacro di eretici catari. Il giovane domenicano vi assiste, restando vivamente impressionato dall'uccisione di una bambina, e dalla bambola di questa, che brucia nell'erba. Notando il suo turbamento, il suo maestro, l'inquisitore Dalmau, lo esorta all'impassibilità rivolgendogli le seguenti parole: “[I]Cerca di abituarti a scene come questa Nicolas. Qualcosa mi dice che in vita tua ne vedrai altre simili[/I]”.
    Ed è proprio con queste parole profetiche, pronunciate in una tavola del fumetto illustrato “[B]La furia di Eymerich[/B]” e pubblicato nella collana Mondadori “Strade blu”, che la strada dell’inquisitore appare tracciata e che la sua saga può avere inizio.
    Entrato giovanissimo a far parte del Tribunale dell’Inquisizione, egli, già nel [B][I]1345[/I][/B] istituì l’importante processo contro lo spiritualista Juan de Pera Tallada condannato, grazie al suo intervento, alla reclusione a vita.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1241-1260/ul1241.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Nel [B][I]1348[/I][/B] Nicolas Eymerich si ammala di peste, ma riesce a sopravvivere alla malattia grazie soprattutto ad una straordinaria forza di volontà. Nel [B][I]1352[/I][/B], padre Agustin Torreles, Inquisitore Generale del regno di Aragona, in punto di morte, sceglie di designarlo come suo successore alla carica. E’ forse il momento peggiore per acquisire quest’incarico perché i rapporti del regno di Aragona con l’Inquisizione e con il papato sono molto tesi, ma Eymerich si dimostra pienamente all’altezza della situazione e con estrema abilità riesce non solo a destreggiarsi tra i poteri di re Pietro IV il cerimonioso e del justicia de corte, Mossen, il conte di Urrea, ma anche a sventare la pericolosissima insidia di un redivivo culto pagano votato alla dea Diana.
    Questa avventura, descritta nel primo libro del ciclo, “[B]Nicolas Eymerich, Inquisitore[/B]”, Urania 1241, è forse quella che meglio di tutte le altre mette in evidenza quella che è la più grande capacità del personaggio: quella di saper volgere a proprio vantaggio situazioni apparentemente senza uscita e di riuscire a sconfiggere i propri avversari ritorcendogli contro le loro stesse armi.
    Le colossali apparizioni della dea Diana, gli inspiegabili eventi di “bilocazione” e di spostamento degli oggetti, il mistero dei mostruosi neonati bifronte non bastano ad intimorire l’inquisitore che, lungi dall’approfondire la realtà scientifica dei fenomeni, si limita a considerarli elementi di una trama del maligno ed a contrastarli con la sola forza della sua fede, in modo fortunoso forse, ma anche efficace.
    E, mentre l’inquisitore combatte la sua battaglia, gli effetti delle sue azioni saranno avvertiti ad anni luce di distanza dall’equipaggio dell’astronave “Malpertius”, salpata nel [B][I]2194[/I][/B] e approdata su un remoto pianeta, opportunamente ribattezzato col nome di “Olympus”. [/TD][/TR][/TABLE]
    Il collegamento tra le magie di cui Eymerich è testimone e lo sconvolgente apocalittico epilogo della missione dell’astronave Malpertius, è qui rappresentato dalla straordinaria, sconvolgente, teoria fisica del professor Marcus Frullifer, basata sull’esistenza degli “Psitroni”, particelle simili a neutrini ed in grado di eccitarsi con l’attività cerebrale umana.
    La capacità degli psitroni di viaggiare a velocità superiori a quelle della luce, trasportando le immagini mentali dei cervelli con cui sono venute a contatto e di assumere la forma di queste, anche se per un breve periodo, rappresenta l’affascinante spiegazione che Valerio Evangelisti, attraverso le parole del professor Frullifer, fornisce per gran parte dei fenomeni occulti e costituisce il primo significativo esempio di quella sua eccezionale capacità di “razionalizzazione della magia” cui si accennava in apertura.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://web.tiscali.it/atcto1/images/diana.jpg[/IMG][/TD][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/aljaferia.jpg[/IMG][/TD][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Patio2.jpg[/IMG][/TD][/TR][/TABLE]
    Nelle foto sopra a sinistra c'è una statua della dea Diana. al centro una foto del castello dell'Aljaferia, a Saragozza che evidenzia la torre quadrata che ospitava l'Inquisizione, a destra il cortile interno del castello.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 24 Ottobre 2010, 21:14:10

    [SIZE=4][B]Nicholas Eymerich forever - parte 4[/B][/SIZE]

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1361-1380/ul1378.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Nel [B][I]1353[/I][/B], la posizione di Eymerich presso la corte di Pietro IV viene rafforzata allorquando l’inquisitore riesce a sventare un mostruoso complotto contro la corona ordito dal sinistro demonolatra Astruch De Biena.

    La storia, narrata nel racconto “[I]Venom[/I]” contenuto nella raccolta “[B]Metallo Urlante[/B]”, Urania 1378, ha la sua importanza perché ricollega l’inchiesta dell’inquisitore alla terribile infezione che, combinando le potenzialità del virus dell’HIV con il terribile virus Malburg, è la principale responsabile della necessità di innesti di “metallo” nel corpo umano in un prossimo futuro.
    La sorprendente “condanna” del demonolatra e del suo ambiguo pupillo, infatti, hanno, secondo Eymerich, lo scopo di punire coloro i quali in futuro si macchieranno dell’infame colpa della sodomia, ma sfortunatamente la punzione si estenderà anche al resto dell’umanità.
    Per la prima volta abbiamo uno scorcio del tremendo futuro che attende l’umanità: le protesi di metallo attivo in sostituzione degli organi umani e l’immane conflitto tra la RACHE e l’Euroforce, qui appena accennato, sono solo alcuni degli orrori che ci attendono.

    Nonostante la sua brevità, il racconto “[I]Venom[/I]” riveste una grande importanza all’interno del ciclo di Eymerich, proprio perché rappresenta un legame fondamentale tra le storie dell’Inquisitore e le altre “storie” di Valerio Evangelisti, quali “[I]Metallica[/I]”, “[I]Sepultura[/I]” e “[I]Pantera[/I]”, racconti apparentemente senza un legame tra di loro, ma che in realtà sono tanti tasselli fondamentali nella costituzione della “continuity” tra i vari cicli dell’autore, utili a raffigurare lo sconvolgente quadro del futuro dell’umanità.[/TD][/TR][/TABLE]
    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 25 Ottobre 2010, 22:06:37

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 5[/B][/SIZE]

    Nel [B][I]1354[/I][/B], re Pietro IV chiede ad Eymerich di accompagnarlo in una spedizione in Sardegna contro Mariano, giudice di Arborea, reo di essersi ribellato alla corona aragonese. Nonostante le perplessità iniziali circa il suo coinvolgimento nella spedizione, l’operato di Nicolas Eymerich si rivelerà fondamentale per capitolazione della città di Alghero e nella cancellazione del culto del “Sardus Pater” (o Sid Potente Baby) praticato nella grotta di Nettuno.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1301-1320/ul1316.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]L’avventura, magistralmente narrata nel libro “[B]Il mistero dell’inquisitore Eymerich[/B]”, Urania 1316, rappresenta un tassello fondamentale all’interno del ciclo, sia per gli accenni all’infanzia dell’inquisitore ed alla gelida figura materna, sia perché per la prima volta viene ad essere in qualche modo affrescata la storia futura dell’umanità ed in particolare del riassetto politico degli Stati Uniti d’America.
    La missione di Eymerich, le sue scoperte sul culto del Sardus Pater e della mostruosa Tanit, sono, infatti, sorprendentemente legate alle rivoluzionarie scoperte scientifiche dello scienziato tedesco Wilhelm Reich e la tremenda maledizione che Eymerich scaglia contro le divinità pagane dell’isola italiana è destinata ad abbattersi su alcuni incauti ragazzi americani deportati nell’isola.
    La vicenda di Reich, psicologo tedesco realmente esistito, è descritta nel libro da due angolazioni diverse: alcuni capitoli hanno come titoli gli anni in cui si svolgono e riferimenti ai saggi dello psicologo (ad esempio "La funzione dell'orgasmo"), e seguono la storia della sua vita, più o meno romanzata, a partire dal [B][I]1934[/I][/B]. Altri capitoli, invece, vengono indicati come "sedute" e sono apparentemente privi di riferimenti temporali. Questi brani sono ambientati in una cella, in cui Reich è rinchiuso, che, periodicamente, si trasforma in un luogo onirico popolato da apparizioni mostruose (il Cherudek?): in queste occasioni Reich incontra Nicolas Eymerich, che si presenta a lui come un paziente affetto da una presunta schizofrenia; nel dialogo che si instaura tra i due, il rapporto medico-paziente si inverte, e l'inquisitore riesce a tirar fuori da Reich tutto il suo passato, le sue paure, i suoi dolori.
    Alla fine del libro le due narrazioni convergeranno: negli anni Cinquanta Reich (rifugiatosi prima in Norvegia e poi negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni naziste), viene arrestato e rinchiuso in prigione. Qui diventa una cavia per la sperimentazione farmacologica della metionina, un alcaloide comune, ma che in forti dosi provoca allucinazioni simili al delirio schizofrenico, principale artefice dei suoi "incontri" con lo spirito disincarnato di Eymerich durante il sonno dell’inquisitore.[/TD][/TR][/TABLE]
    La figura di Reich, al pari di quella di Marcus Frullifer, incarna lo stereotipo dello scienziato incompreso dai suoi contemporanei, ma, mentre le teorie di Frullifer sono destinate al successo, gli studi di Reich, per il loro contenuto “scandaloso” sono destinati a rimanere nell’oblio. Dopo gli “psitroni” di Frullifer, quindi, i “Bioni” ed i “Bacilli T” di Reich, misteriose e sfuggenti particelle alla base dei principi della vita, della creazione e della morte, fanno la loro comparsa nel rutilante palcoscenico scientifico allestito da Valerio Evangelisti e l’universo si arricchisce di una nuova misteriosa forma di energia, quella “orgonica”, in grado di sanare le malattie e di restituire la salute ai corpi.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 26 Ottobre 2010, 18:35:11

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 6[/B][/SIZE]

    Ma l’importanza di questo romanzo ([I]Il mistero dell'inquisitore Eymerich[/I]) non si esaurisce nell’avventura di Eymerich e nella teoria di Reich, ma anche per le anticipazioni di storia futura che poi saranno meglio sviluppate nei romanzi successivi.
    La terza sottotrama del romanzo, infatti, quella ambientata in un futuro imprecisato, segue le vicende di tre giovani liceali, ognuno dei quali vive in una delle tre diverse federazioni in cui sono divisi gli ex-Stati Uniti. La Nuova Federazione Americana (fondata sull'industria), la Confederazione della Libera America (basata su una economia commerciale e rurale) e l’Unione degli Stati Americani (dominata dal capitale finanziario) nascono sulle ceneri di un’America devastata da malattie terribili e, pur essendo diversissime politicamente e culturalmente, condividono l’utilizzo di una ferrea e spietata disciplina per evitare il contatto tra i due diversi sessi: chi non obbedisce alle regole viene deportato nel misterioso “Lazzaretto”, luogo di malattia e sofferenza.
    Solo alla fine del romanzo si scoprirà che questo luogo è proprio la Sardegna, che, dopo molti secoli, senza l'energia orgonica imprigionata da Eymerich, è diventata un luogo di malattie e decadimento. Qui i tre ragazzi, dopo esser sfuggiti dalle mani di un ex combattente dell’Euroforce, Phil Tanner, incontrano un vecchio pazzo che ritiene di poter curare tutti i malati dell'isola: i quattro scendono in una grotta e inavvertitamente liberano l'energia orgonica. Ma così facendo liberano anche la mostruosa Tanit, che li risucchia.
    Un romanzo fondamentale per tenere le fila dell’universo in cui opera Eymerich e che è probabilmente la più straordinaria testimonianza dell’impressionante capacità di Evangelisti nel riuscire a rielaborare in modo perfetto e coerente vicende realmente accadute e personaggi realmente esistiti.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/AlgheroGrotte.jpg[/IMG][/TD][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Alghero.jpg[/IMG][/TD][/TR][/TABLE]
    A sinistra una foto della Grotta di Nettuno ad Alghero, a destra i bastioni della città.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 27 Ottobre 2010, 21:41:00

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 7[/B][/SIZE]

    Rientrato in patria dopo la missione in Sardegna, Eymerich continua a svolgere la sua funzione con una tale spietata energia da guadagnarsi l’ammirazione di padre Arnaud de Sancy, priore dell’inquisizione di Carcassonne. E’ proprio padre Arnaud nel [B][I]1358[/I][/B] a spedire Eymerich in missione nella città di Castres, teatro di raccapriccianti casi di vampirismo. In questa avventura, Eymerich incontra per la prima volta padre Jacinto Corona, anch’egli inquisitore e destinato, per qualche anno, ad essere il suo più stretto collaboratore.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1281-1300/ul1281.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]La missione di Eymerich a Castres, narrata nel romanzo “[B]Il corpo e il sangue di Eymerich[/B]”, Urania 1281, è forse una delle storie più crude di tutto il ciclo, certamente tale da non poter essere dimenticata facilmente. Egli, infatti, dando prova di tutta l’abilità che lo contraddistingue riuscirà non solo a destreggiarsi tra i potenti ed i nobili di Castres, ristabilendo il rispetto per la Chiesa cattolica, ma riuscirà anche ad estirpare, nel modo più completo e crudele possibile, ben due diversi ceppi di eresia: quella dei Catari e quella ben più antica e pericolosa dei Naasseni.
    Le azioni di Eymerich in questa circostanza saranno talmente lucide e spietate da fruttargli l’appellativo di “San Malvagio”, etichetta beffarda che allude alla sua natura duplice e che ritornerà come un tormentone nei romanzi successivi.
    E se da un lato, sconvolge e lascia senza fiato l’immagine dell’incredibile autodafè voluto da Eymerich per punire la città di Castres, da lui accumunata alle bibliche Sodoma e Gomorra, dall’altro non si può non rimanere sconcertati di fronte alla sua perversa macchinazione per colpire gli infedeli in terra santa, destinata a dare i suoi più spaventosi frutti in un non meglio precisato futuro.
    La degenerazione del sangue che è alla base del culto eretico dei sanguinari “masc” su cui Eymerich è chiamato ad indagare, sembrerebbe, infatti, all’origine della cosidetta anemia falciforme, malattia genetica latente che affligge, nel mondo moderno, una certa percentuale di uomini di colore.
    La malattia, scoperta e studiata dallo scienziato americano Lycurgus Pinks, viene dapprima proposta come arma selettiva da consegnare ai regimi xenofobi, poi, per la follia e l’imperizia dello stesso Pinks si trasforma in una tremenda malattia virale, in grado di colpire indiscriminatamente bianchi e neri. L’immane, orribile epidemia globale, scatenata da Pinks è quindi destinata a stravolgere in modo definitivo l’assetto mondiale, mutando gli equilibri di forza e l’assetto geo-politico del pianeta.[/TD][/TR][/TABLE]
    Interessanti al proposito i riferimenti al dottor Mureles, un nome che ritornerà in altri scritti del ciclo, ed all’organizzazione neonazista RACHE, destinata a prendere il sopravvento nei balcani ed a giocare un ruolo chiave nel prossimo futuro.
    Il paragrafo finale del romanzo, che descrive le fasi conclusive dell’infezione negli Stati Uniti d’America, è, di fatto, un tributo ad Edgar Allan Poe ed è narrato parafrasando abbastanza fedelmente (si rasenta il plagio) il suo celebre racconto “[I]La maschera della Morte Rossa[/I]”.
    Sebbene assolutamente privo di elementi magici e soprannaturali, questo romanzo rappresenta un momento essenziale nell’economia dell’intero ciclo, una tappa importante per la costituzione di quella continuity cui si accennava in precedenza ed un tassello imprescindibile nella mappa del mondo futuro immaginato da Evangelisti.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Carcassonne_1.jpg[/IMG][/TD][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Carcassonne_2.jpg[/IMG][/TD][/TR][/TABLE]
    In foto, la fortezza di Carcassonne, centro nevralgico dell’Inquisizione medioevale.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 01 Novembre 2010, 22:07:02

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 8[/B][/SIZE]

    Nel [B][I]1360[/I][/B], Eymerich, assieme a Padre Corona, viene spedito da papa Innocenzo VI nella città di Figeac, per indagare sugli orribili fenomeni di magia che minacciano di far fallire la stipula del trattato di Brétigny, destinato, almeno nelle intenzioni, a concludere quella che poi diverrà la Guerra dei Cent’anni.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1341-1360/ul1342.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][TD]Questa nuova avventura di Eymerich, narrata nel romanzo “[B]Cherudek[/B]”, Urania 1342, sin dalle prime battute lascia intuire che stavolta ci sia in ballo ben di più che una semplice eresia da combattere.
    Stavolta, infatti, l’inquisitore sarà costretto dall’astuzia del suo nemico a confrontarsi con se stesso ed a condurre una sconcertante e dolorosa introspezione in un luogo misterioso e fuori dal tempo, il Cherudek, per qualche verso identificabile con il Purgatorio cristiano (più precisamente una anticamera dell’Inferno), il cui nome, probabilmente derivante da una erronea trascrizione di “Acheronte”, è preso dal vangelo apocrifo di San Bartolomeo.
    L’impressione che si ha leggendo il romanzo è che stavolta Evangelisti, più che portare avanti l’affresco del mondo futuro che si va delineando attraverso i suoi libri, voglia invece spostare l’attenzione principalmente sul suo personaggio. Sebbene, infatti, non manchi un breve accenno ad un importante trattato tra RACHE, Euroforce e Federazioni americane per trasformare la Sardegna in un ospedale dove radunare i malati di anemia falciforme, l’intero libro verte su altri argomenti e sembra concepito proprio per indagare approfonditamente nell’animo di Eymerich e nelle sue lacerazioni.
    Il romanzo, come di consueto, è articolato su più trame apparentemente prive di una connessione tra loro e destinate ad intrecciarsi, ma, a differenza degli altri libri, appare subito evidente l’intenzione dell’autore di costruire un’atmosfera volutamente surreale ed allucinatoria.
    Il libro si apre, infatti, con il monologo di un misterioso e non meglio identificato narratore che dichiara: “[I]E’ ormai da secoli, forse da millenni, che mi trovo imprigionato tra queste pareti di bronzo[/I]”. L’incertezza sulla durata della sua prigionia è già il primo indizio di una trama assolutamente sui generis, in cui i confini di realtà ed incubo si fanno assai labili ed indistinti ed in cui il lettore viene catapultato in un universo dove il tempo cessa di scorrere nel modo in cui è normalmente percepito e, ripiegandosi su se stesso all’infinito, da origine ad un mondo governato da leggi completamente nuove.[/TD][/TR][/TABLE]
    Il misterioso narratore, la cui identità verrà rivelata solo alla fine del romanzo, ha proprio lo scopo di illustrare e tentare di spiegare le inconcepibili leggi fisiche che governano il suo “luogo” di prigionia e che, di fatto, sembrerebbero anche delineare una teoria in grado di spiegare tanto l’inconscio collettivo quanto l’universo di spazio scorrevole e tempo fisso che si ipotizza si trovi al di là dei buchi neri.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 02 Novembre 2010, 21:20:22

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 9[/B][/SIZE]

    Dalla sua prigione di bronzo questo personaggio può solo vedere ed ascoltare i sogni altrui e trasmettere (in modo assai “lovecraftiano”) queste visioni sperando che qualcuno possa raccogliere i suoi messaggi. Ed è proprio grazie a questa sua straordinaria facoltà se riusciamo ad essere introdotti nella seconda e più sconcertante delle tre trame in cui la storia è articolata: quella che descrive la misteriosa indagine di tre padri gesuiti, Corona, Celeste e Clemente, ambientata in una tenebrosa città italiana.
    La città, perennemente avvolta nella nebbia, sembra costruita sulla base di un oscuro simbolismo tanto criptico quanto ripetitivo mentre i suoi abitanti appaiono davvero strani ed inquietanti sia come aspetto che come comportamento. Le loro movenze a tratti ricordano quelle degli insetti e se li si guarda con la coda dell’occhio o si osserva la loro immagine riflessa li si può vedere deformi in maniera orribile, mentre i loro discorsi sono a volte rappresentati da citazioni prese da libri del vecchio testamento.
    Completano l’allucinante quadro negozi che vendono oggetti assurdi, locande il cui menu appare stranamente mutevole, insetti che lasciano scie di sangue, misteriose inquietanti apparizioni e la grottesca chiesa che custodisce la reliquia e l’effige del santo patrono del paese, San Malvasio.
    La missione dei tre padri gesuiti è quella di svelare i misteri della città e ritrovare il loro compagno Frederich Von Spee, misteriosamente sparito in una precedente indagine, ma per farlo essi dovranno rintracciare tre ragazze di razze diverse ma stranamente somiglianti, incarnazioni della dea Ecate e che custodiscono una misteriosa bambina.
    Questa vicenda, ricca di elementi onirici al punto da sembrare la fedele trascrizione di un incubo è, come si scoprirà solo al termine del romanzo, intimamente connessa con la missione di Eymerich che rappresenta la terza ed ultima delle trame che compongono il libro.
    L’indagine dell’inquisitore, condotta tra eserciti di morti viventi e straordinari prodigi, porterà Eymerich ed il suo seguito a confrontarsi con un suo vecchio nemico, Johannes de Rupescissa (alias Juan De Pera Tallada), fine alchimista e scopritore della quint’essenza, la cui diabolica trama è volta a rovesciare per sempre l’ordine costituito nonché la Chiesa.
    Prigioniero di Rupescissa, Eymerich sarà costretto, suo malgrado, ad un inquietante viaggio interiore, permettendoci di indagare in profondità, come mai prima, nelle pulsioni che muovono la sua complessa personalità, perennemente scissa tra una componente violenta, aggressiva e razionale (quella maschile), ed una più umana e compassionevole, perennemente sottomessa alla prima (quella femminile). E’ proprio in questo viaggio nell’animo dell’inquisitore che si scopre finalmente la vera essenza del “Cherudek” e, in una delle pagine più belle di tutto il ciclo, trovano finalmente la loro spiegazione tutti i misteri accumulati nel corso del romanzo.
    E sarà solo dopo aver combattuto una tremenda battaglia interiore che alla fine, Eymerich, aiutato dal fedele Padre Corona, compagno di avventure e di incubi, riuscirà a trovare l’energia per cancellare (temporaneamente?) il suo Purgatorio personale e ritorcere contro Rupescissa la sua stessa arma.
    E’ importante aggiungere che nel finale della storia Eymerich fa la conoscenza con il re di Castiglia “Pietro il Crudele” e, nonostante la terribile prova appena superata, troverà comunque le energie per contrastare il monarca, rifiutando la sua offerta di alleanza, dando origine ad una pericolosa inimicizia. Completano ed arricchiscono la storia i riferimenti all’Anticristo ripresi dall’apocalisse, i riferimenti ai Templari e quelli alla dea Ecate che simbolicamente rappresenta il “principio femminile”, da sempre negato da Eymerich.
    Splendido il finale, che ciclicamente richiama l’inzio del libro e lascia intuire che le avventure di Eymerich sono praticamente destinate a non terminare con la fine della sua vita terrena.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 02 Novembre 2010, 21:54:46

    [B]Piccola nota sul Cherudek e su due capolavori di Philip K. Dick[/B]

    Avendo letto da poco sia "[I]Ubik[/I]" che "[I]Le tre stimmate di Palmer Eldritch[/I]", mi trovo a dover constatare che questo "[I]Cherudek[/I]" (che, a mio avviso, è il miglior libro del ciclo di Eymerich in termini assoluti) deve forse moltissimo ai due celebri romanzi di Dick.
    L'atmosfera onirica della città italiana regno di San Malvasio ha infatti la stessa sfuggevolezza e gli stessi contorni indistinti del mondo allucinatorio dove Joe Chip si trova a vivere gran parte della sua avventura, mentre la quintessenza di Rupescissa ha moltissime similitudini ed analogie con il Chew-Z, essendo in grado di "trasportare" la coscienza di chi lo assume in una dimensione in cui il tempo perde di significato ed in cui si può trascorrere l'eternità in un battito di ciglia.
    Il misterioso "tempo zero" del narratore è l'eterno presente in cui la sua coscienza si trova imprigionata, trasfusa in un oggetto materiale (la campana di bronzo) ed è impossibile non notare l'analogia del suo dramma con la vicenda di Barney Mayerson che ad un certo punto immagina di poter trascorrere l'eternità trasfuso in una cornice o in una pietra.
    Insomma, a mio avviso, questo terribile "[I]Cherudek[/I]", regno di sola materia e privo di tempo, sorto dalla mente di Eymerich per assicurare la sua immortalità, sembra quasi una sorta di "tributo" di Evangelisti ai felicissimi spunti elaborati da Dick in questi due celebri capolavori.
    Ma mentre Joe Chip, Leo Bulero, Barney Mayerson, Glen Runciter e gli altri personaggi Dickiani finiscono sempre per "perdersi" in questo misterioso tempo zero, smarrendo le coordinate della realtà e relegandosi al ruolo di "vittime" come accade allo stesso Rupescissa, Nicolas Eymerich sembra, invece, trovarsi proprio nel suo elemento, quasi una sorta di evoluzione di Palmer Eldritch, che non ha affatto bisogno di utilizzare il miracoloso Ubik per assoggettare la realtà al suo volere e che non ha bisogno di altro che di se stesso per poter perpetuare la sua funzione di inquisitore per tutta l'eternità.
    Ed a questo punto, non è affatto difficile immaginare il terribile domenicano che, fissandoci con un sorriso sardonico e niente affatto cordiale, ci dice: "Io sono vivo, voi siete morti".


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 07 Novembre 2010, 21:05:07

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 10[/B][/SIZE]

    Condotta a termine la missione e tornato a Saragozza, Eymerich non ha, tuttavia, modo di riposarsi a lungo. La crescente ostilità di re Pietro IV d’Aragona, il suo simpatizzare per gli ordini francescani, ma soprattutto la sua tolleranza verso i culti ebrei e musulmani, rendono il clima della città insopportabile all’inquisitore.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1321-1340/ul1330.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Ma ben altri sono i pericoli attendono Eymerich: pare infatti che nella città e nell’intero regno siano all’opera forze occulte, legate ad una oscura magia islamica, il cui scopo è quello di rovesciare i regni della cristianità e di istituire un nuovo ordine di potere; al centro di questo tremendo compolotto, sembrerebbero esservi le formule magiche presenti in un abominevole grimorio denominato “Picatix”, libro già condannato dalla chiesa, ma ancora circolante.
    La nuova avventura di Eymerich, ambientata nell’anno [I][B]1360[/B][/I], narrata in “[B]Picatrix, la scala per l’inferno[/B]”, Urania 1330, ha inizio con le oscure parole di un presunto indemoniato che profetizza la prossima fine dell’era cristiana “tra teste di cane e alberi di sangue” e prosegue poi per le strade di Saragozza insanguinate da atroci delitti legati al possesso del libro incriminato.
    Chiunque possegga una copia del Picatix, infatti, viene orribilmente ucciso da mostri dalla testa di cane, mentre nel cielo fanno la loro apparizione smisurati dischi luminosi.
    L’indagine di Eymerich lo porta quindi ad addentrarsi nel regno arabo di Granada dove dovrà, suo malgrado, intervenire nella contesa tra due regnanti: l’emiro “usurpatore” Abu Said, appoggiato dal re Aragonese Pietro IV il Cerimonioso e quello legittimo Muhammad V, appoggiato dal re Castigliano Pietro il Crudele. Ma l’intervento di Eymerich sarà dovuto solo in parte alla sua malcelata insofferenza verso Pietro IV e la sua politica: il vero scopo del suo intervento sarà quello di proteggere la cristianità dalla terribile minaccia che Abu Said vuole scatenare sul mondo intero.
    Seguendo oscuri indizi astronomici ma soprattutto il suo fenomenale intuito, Eymerich si farà condurre nella lontana isola di Benahoare, la moderna isola di “La Palma” appartenente al moderno arcipelago delle Canarie, e lì, con un espediente davvero degno della sua astuzia, riuscirà a ritorcere contro i suoi avversari la loro stessa “magia” arrestando sul nascere l’evocazione dell’abominevole e lovecraftiano dio Abota.[/TD][/TR][/TABLE]
    Questa volta la narrazione è suggestivamente articolata in quattro sottotrame: in una di queste assistiamo ad una “quaestio”, una sessione di interrogatorio e tortura dell’inquisizione, condotta dallo stesso Eymerich e che rappresenta, di fatto, l’epilogo ed il completamento della sua missione ed ha l’unico scopo di introdurre un ambiguo personaggio, assai importante nell’economia del ciclo e che verrà poi riproposto in romanzi successivi, quello dell’ebrea convertita Myriam.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 10 Novembre 2010, 10:00:41

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 11[/B][/SIZE]

    Le altre due sottotrame costituiscono, invece, il consueto raccordo tra le azioni di Eymerich ed il mondo futuro che Evangelisti va costruendo romanzo dopo romanzo.
    In una ritroviamo il professor Marcus Frullifer, alle prese con un mistero curioso che vede coinvolti i pazienti di una clinica psichiatrica di “La Palma” nelle isole Canarie, nell’altra, invece, ambientata come di consueto in un futuro prossimo, possiamo seguire le attività delle due potenze mondiali RACHE ed Euroforce, provvisoriamente alleate ed impegnate in una misteriosa campagna in terra d’Africa. Gli orrori della guerra africana, combattuta da bambini, elefanti e stregoni, saranno tali che due militari, Seelmur della RACHE e Tanner dell’Euroforce, non riusciranno a sopportarli e tenteranno una sorta di ribellione, finendo per essere deportati a “Lazzaretto”.
    Le due vicende, come si scoprirà nelle pagine finali, sono intimamente correlate con l’indagine dell’inquisitore grazie alla teoria degli “psitroni” di Frullifer in grado di spiegare tanto il comportamento dei pazienti che sembrano abbaiare mentre in realtà ripetono formule magiche in una lingua dimenticata, quanto i tremendi fenomeni capaci di far rabbrividire i veterani di RACHE ed Euroforce (abituati certamente a ben altri orrori) in terra d’Africa.
    Lo sconvolgente epilogo delle tre sottotrame principali è destinato poi a fornire una gustosa e suggestiva “spiegazione” circa le origini della cosidetta Sfinge di Marte.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.massimopolidoro.com/foto-misteri/marte.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Picatrix-luogo.jpg[/IMG][/TD][/TR][TR][TD] [/TD][TD] [/TD][TD] [/TD][/TR][TR][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Alhambra-1.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Alhambra-2.jpg[/IMG][/TD][/TR][/TABLE]
    A sinistra in alto una foto della "Sfinge di Marte", a destra una pagina del Picatrix; in basso a sinistra una foto dell’Alhambra di Grenada, uno dei teatri di “[I]Picatrix la scala per l’inferno[/I]”; a destra la “stanza delle Due Sorelle”.

    (... continua ...)

    Nota
    Molte delle immagini presentate in questa presentazione del ciclo di Eymerich sono riprese dal sito di Valerio Evangelisti, dalla sezione "I luoghi di Eymerich" a questo indirizzo: [URL=http://www.eymerich.com/eymerich/eym8.htm]http://www.eymerich.com/eymerich/eym8.htm[/URL]. Altre invece non hanno una fonte ben definita ed escono fuori da ricerche su google
    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_grin.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 10 Novembre 2010, 13:29:26

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#46238 date=1289379641]
    Lo sconvolgente epilogo delle tre sottotrame principali è destinato poi a fornire una gustosa e suggestiva “spiegazione” circa le origini della cosidetta Sfinge di Marte.
    [/quote]

    spezzandomi il cuore, è stato dimostrato che la Sfinge di Marte era una bufala (solo un effetto delle luci e ombre). [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/20.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 12 Novembre 2010, 00:04:09

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 12[/B][/SIZE]

    Ma le vittoriose missioni di Eymerich a Figeac contro Rupescissa ed in terra di Granada contro la magia islamica, conseguite a rischio della sua stessa incolumità, anziché procurargli una sempiterna gratitudine di tutto il mondo cristiano per lo scampato pericolo, non riescono a cancellare agli occhi dei vertici ecclesiastici la “scomoda” e crescente antipatia di re Pietro IV di Aragona nei suoi confronti e l’altrettanto scomoda posizione assunta da Eymerich nei confronti dell’ordine dei francescani e soprattutto della filosofia di Raimondo Lullo.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1461-1480/ul1472.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Papa Innocenzo VI, quindi, per motivi di convenienza, lo sostituisce dalla carica di Inquisitore Generale del regno di Aragona, preferendogli il più giovane ed accondiscendente padre Bernat Ermenegaudi ed una assemblea ostile dell’ordine dei predicatori, tenutasi a Ferrara nel giorno di Pasqua del [I][B]1362[/B][/I], lo destituisce anche dalla carica di vicario dei frati predicatori aragonesi.
    Deluso ed amareggiato, Eymerich sceglie di ritirarsi nel convento domenicano Gerona ed è lì che lo troviamo il giorno 11 Giugno [B][I]1362[/I][/B], data di inizio della sua nuova affascinante avventura, narrata in “[B]Mater Terribilis[/B]”, pubblicata nell’Urania 1472.
    E’ lo stesso papa Innocenzo a commissionargli una nuova missione, ordinandogli di recarsi a Cahors, nella Francia sotto il dominio inglese, per investigare sulla misteriosa morte di due confratelli. Accompagnato dal sagace e ironico confratello Pedro Bagueny e da uno spento e irriconoscibile padre Jacinto Corona, Eymerich si ritroverà a confrontarsi con una setta eretica misteriosa e praticamente dimenticata, quella dei “Luciferiani”.
    L’obiettivo dei Luciferiani è quello di colpire la Chiesa cattolica di Roma, proprio in uno dei suoi dogmi fondamentali, sostituendo la Trinità composta da Padre, Figlio e Spirito Santo, con una “Quaternità” in grado di recuperare tanto il valore del perdono, quanto quel “principio femminile” che la Chiesa avrebbe volutamente negato ed escuso dalle gerarchie celesti.
    Secondo i Luciferiani, infatti, Dio avrebbe perdonato Satana e, dopo averlo redento, lo avrebbe ammesso a sedere alla sua destra; a completamento della quaternità ci sarebbero poi lo Spirito Santo e la “Sapientia”. Quest’ultima, derivante dalla congiunzione del principio fecondante/creativo femminile (Mater Bona) e di quello distruttivo maschile (Mater Terribilis), prenderebbe quindi il posto del Cristo, o meglio ne sarebbe un completamento.
    Ma per poter realizzare concretamente la loro “quaternità” i Luciferiani, hanno bisogno proprio dell’aiuto di Eymerich, che si troverà quindi intrappolato in una trama tanto bizzarra quanto malefica da cui riuscirà a liberarsi solo facendo appello a tutta la sua astuzia ed alla sua incrollabile fede in Dio.[/TD][/TR][/TABLE]
    I terribili prodigi cui Eymerich assiste nel convento di Les Junies, trasformato in una vera e propria anticamera dell’Inferno, apparentemente governati da una malvagia volontà sovrannaturale, non solo non saranno sufficienti a fiaccare la sua volontà, ma addirittura troveranno alla fine una spiegazione razionale anche abbastanza semplice, basata sulle proprietà allucinatorie delle pietre che circondano il convento stesso.
    Nonostante le ferite subite nello scontro con Rupescissa non siano ancora del tutto guarite e nonostante Padre Jacinto Corona gli sia questa volta davvero di scarso aiuto, Eymerich riuscirà non solo a sventare la trama dei suoi avversari, ma riuscirà anche a provocare il fallimento del loro futuro tentavivo settant’anni dopo e che vede protagoniste le figure storiche di Giovanna d’Arco e Gilles de Rais.
    L’intervento di Eymerich, inoltre, avrà conseguenze anche sull’incontro tra il Principe Nero e Papa Innocenzo e finirà per provocare la prematura dipartita di quest’ultimo, reo di non voler restituire ad Eymerich le sue prerogative di Inquisitore.
    Il modo in cui Evangelisti riesce a riscrivere ed a romanzare le vicende della Pulzella d’Orleans e del tenebroso barone francese, collegandole con l’avventura di Eymerich e con le trame dei Luciferiani, ha davvero del sensazionale ed aggiunge un motivo di fascino in più per apprezzare questo capolavoro.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 12 Novembre 2010, 07:48:02

    [I]L’obiettivo dei Luciferiani è quello di colpire la Chiesa cattolica di Roma, proprio in uno dei suoi dogmi fondamentali, sostituendo la Trinità composta da Padre, Figlio e Spirito Santo, con una “Quaternità” in grado di recuperare (...) quel “principio femminile”[/I]

    Allora, ce l'hanno fatta.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 12 Novembre 2010, 22:32:59

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 13[/B][/SIZE]

    Ma la narrazione della trama dei Luciferiani sviluppata su due diversi piani temporali, quello di Eymerich e quello di Giovanna d’Arco, non è l’unico tema affrontato dal libro: parallelamente a questa trama pseudo-storica ambientata nel Medio Evo, si accompagna, infatti, come di consueto, una trama apparentemente avulsa dal contesto che descrive le vicende future del conflitto tra RACHE ed Euroforce, stavolta, impegnate a far combattere le proprie creature, Polipoloidi e Mosaici, sotto la spinta di mostruose allucinazioni collettive.
    Partendo dalla campagna stampa di “demonizzazione” del regime di Saddam Hussein, Valerio Evangelisti ricostruisce una ipotetica storia futura in cui la capacità di “inventare” notizie in grado di suscitare reazioni nell’opinione pubblica, si evolve progressivamente fino ad arrivare alla creazione di una stazione orbitale denominata “Vortex”, in grado di attingere dall’immaginario collettivo e dalla psiche degli utenti collegati al fine di trasmettere immagini e incubi alle loro menti. L’ingerenza di RACHE ed Euroforce nell’utilizzo della stazione a scopi bellici porterà, tuttavia, ad un malfunzionamento del Vortex, che, conquistata una sorta di autocoscienza (sul tipo del terribile Skynet di Terminator), si ribellerà ai suoi aguzzini scandendo slogan sessantottini.
    Questa volta il collegamento tra l’avventura dell’inquisitore e la vicenda futura è più sottile, ma non per questo meno affascinante: la mostruosa catastrofe provocata dalla stazione in grado di materializzare gli incubi umani è, infatti, quasi sorprendentemente predetta dalle profetiche parole che Pedro Bagueny pronuncia proprio nelle pagine finali del romanzo.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.windoweb.it/guida/cultura/cultura_foto/giovanna_darco_1.jpg[/IMG][/TD][TD][B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k3dc4138d26.jpg[/IMG][/B][/TD][/TR][/TABLE]
    A sinistra una immagine di Giovanna d’Arco, a destra l’abbazia di Les Junes nei pressi di Cahors, teatro dell’avventura di Eymerich in “Mater Terribilis”.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1261-1280/ul1262.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Ma nonostante la scomparsa di Innocenzo VI e la salita al soglio pontificio di papa Urbano V, Eymerich stenta a riconquistare il suo ruolo nella Chiesa di Roma: i violenti attacchi contro Raimondo Lullo ed i tentativi di ottenere una condanna postuma della sua filosofia, fanno si, infatti, che Eymerich, profondamente inviso al re di Aragona, sia costretto a trasferirsi ad Avignone, dove indifferente all’ostilità della curia, mette mano a quel “Directorium Inquisitorum” che gli assicurerà fama imperitura.
    E’ proprio qui ad Avignone che Eymerich, nel [B][I]1365[/I][/B], riceve dal nuovo papa l’incarico di rintracciare una comunità di Catari che, sopravvissuta alle persecuzioni, si è insidiata a Chatillon, nella Valle d’Aosta.
    La nuova avventura, narrata nel romanzo “[B]Le catene di Eymerich[/B]”, Urania 1262, vede l’inquisitore, affiancato ancora una volta, l’ultima, dal fedelissimo padre Jacinto Corona, alle prese non soltanto con una comunità in cui l’eresia catara risulta assai radicata nella vita quotidiana, ma anche con uno spaventoso mistero che è all’origine della genesi di orribili mostri in parte uomini, in parte animali.
    E’ un Eymerich ancora vigoroso e sicuro della sua fede quello chiamato a risolvere il mistero e ad estirpare l’eresia, ma è anche, allo stesso tempo, un Eymerich che si porta dentro le ferite delle battaglie precedenti e che rimane colpito quando la gente si rivolge a lui indicandolo come “San Malvagio”, alludendo alla sua duplice natura di santo e di carnefice: molto frequenti risultano i riferimenti all’avventura contro Rupescissa ed al libro “[I]Cherudek[/I]”, il primo romanzo che affronta in modo esplicito la drammaticità del suo conflitto interiore, ma non mancano anche preziosi riferimenti alla sua infanzia, quando la stessa madre già gli rinfacciava la sua “doppiezza”. [/TD][/TR][/TABLE]
    Nonostante, tuttavia, tutto il suo coraggio, la sua fede e la sua forza d’animo, questa volta i suoi nemici sono troppo potenti e la vittoria di Eymerich non solo non è completa, ma egli rischia seriamente la vita e riesce a scampare il pericolo solo grazie ad un espediente degno della sua astuzia. Eliminati solo alcuni eretici ed il vescovo suo omonimo Eymerich da Quart che li aveva tollerati e difesi, Eymerich sarà costretto ad una fuga precipitosa, abbandonando Padre Corona al suo incerto destino.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 12 Novembre 2010, 22:40:59

    [quote author=dhr qlnk=board=6&threadid=4254&start=270#46284 date=1289544482]
    [I]L’obiettivo dei Luciferiani è quello di colpire la Chiesa cattolica di Roma, proprio in uno dei suoi dogmi fondamentali, sostituendo la Trinità composta da Padre, Figlio e Spirito Santo, con una “Quaternità” in grado di recuperare (...) quel “principio femminile”[/I]

    Allora, ce l'hanno fatta.
    [/quote]

    [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/YahooIM/71.gif[/IMG]

    ... l'ho capita solo adesso...

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: dhr il 12 Novembre 2010, 23:08:06

    [quote author=maxpullo qlnk=board=6&threadid=4254&start;=#46295 date=1289598059]
    ... l'ho capita solo adesso...

    [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]
    [/quote]

    ... e non era neppure una battuta! quando andavo ancora a messa, una volta un prete disse che, con l'Assunzione di Maria in Cielo, si era formata "quasi una Quaternità"... e nessuno lo ha linciato... Eymerich, vai, è tutto tuo!


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 13 Novembre 2010, 19:37:05

    [SIZE=4][B]Nicholas Eymerich forever - parte 14[/B][/SIZE]

    Come di consueto l’avventura dell’inquisitore è legata a fatti ed eventi destinati a lasciare una traccia indelebile nel futuro dell’umanità: le mostruose anomalie cui si imbatte l’inquisitore durante la sua indagine, sono infatti dovute a mutazioni genetiche indotte da un particolare tipo di erba, la “freddolina” o colchico, un veleno mortale che, preso in piccole dosi, anziché essere letale è in grado di alterare il meccanismo della mitosi ed a volte di modificare il DNA delle cellule dell’organismo che la assume. Gli effetti di questa sostanza, uniti alle proprietà di particolari tipi di acque sulfuree e del vento possono essere assai diversi: si va dall’abbattimento del limite di replicazione delle cellule e di conseguenza ad una semi-immortalità, alla rigenerazione o guarigione di malattie e deformità, fino a sfortunatissimi casi in cui il DNA umano si ricombina con il DNA animale creando mostruosi ibridi.
    E’ proprio questo il misterioso potere guaritivo delle fonti sacre, come quella di Bethesda, da sempre custodito da uomini semi-immortali il cui nome è convenzionalmente l’anagramma della parola “lemures” (Semurel, Remesul, Mureles, Seelmur); ed è questo potere, unito alle proprietà della freddolina ad essere all’origine della sopravvivenza di alcuni “Perfetti” della comunità catara e delle abominevoli anomalie osservate da Eymerich nella sua indagine.
    Le proprietà del colchico, tuttavia, divengono oggetto di studio anche di uno scienziato nazista, Graf, che nell’epoca hitleriana riesce a combinare i suoi effetti con quelli dell’iprite, riuscendo ad ottenere mutazioni genetiche “mirate”.
    Proprio gli studi di Graf sono alla base della genesi della RACHE, l’organizzazione neo-nazista, il cui scopo è quello di conquistare il mondo e che sfrutta la scoperta dello scienziato dapprima per acquisire potere economico attraverso la creazione dei mostruosi “Poliploidi”, esseri con organi multipli destinati ai trapianti, e, successivamente, per la creazione di un vero e proprio esercito da incubo agli ordini di capi praticamente immortali.
    Il romanzo, parallelamente all’avventura di Eymerich, ripercorre quindi le tappe fondamentali della genesi di questa organizzazione, dagli studi nazisti sino all’acquisizione del controllo di alcune delle fonti sacre, indicando queste tappe come “anelli” di una ipotetica catena che congiunge gli eventi di cui l’inquisitore è testimone con quelli del futuro prossimo.
    Ma la migliore descrizione della RACHE l’ha sicuramente fornita Giovanni De Matteo definendola [I]un'organizzazione terroristica internazionale che affonda le sue radici storiche nei giorni bui della caduta del Reich; un conglomerato bancario-corporativo con loschi interessi economici nelle regioni depresse ai margini del mercato occidentale; una chiesa eretica la cui missione nasconde oscuri fini di evangelizzazione... Sono solo tre dei possibili volti della R.A.C.H.E., acronimo mutevole che ha conosciuto diverse espansioni ma che non ha mai abbandonato la sua originaria connotazione, resa con carica sinistra dalla sua assonanza con la parola tedesca "vendetta"[/I].
    Tra gli oppositori dei piani della RACHE troviamo, a sorpresa, anche Padre Jacinto Corona, che, divenuto immortale grazie alle proprietà del colchico, entrerà nell’ordine dei Gesuiti al seguito di Frederich Von Spee, scelta questa che rende finalmente comprensibile la sua altrimenti inspiegabile collocazione onirica nell’avventura del “[I]Cherudek[/I]”.

    [TABLE][TR][TD][IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Chatillon1.jpg[/IMG][/TD][TD][IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Ussel1.jpg[/IMG][/TD][/TR][/TABLE]
    Nella foto di sinistra vediamo Chatillon, località della Valle d’Aosta dove è ambientato il romanzo “[I]Le catene di Eymerich[/I]”, a destra il Castello di Ussel.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 24 Novembre 2010, 18:29:19

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 15[/B][/SIZE]

    Ma le traversie di Eymerich non sono affatto terminate: nonostante il ricorso ai vertici dell’ordine domenicano ed il successivo reintegro nella carica di Inquisitore generale del regno di Aragona, i suoi metodi, i suoi eccessi di crudeltà nel comminare le pene e soprattutto il rischio di una rottura definitiva nei rapporti con Pietro IV di Aragona, gli valgono un nuovo processo da parte dei suoi confratelli.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.uraniamania.com/images/copertine/0000000058/58867.jpg?ft=1252591948[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Il giorno [B][I]28 Dicembre del 1365[/I][/B], durante un durissimo scontro con il suo rivale di sempre, padre Bernard Ermenegaudi, gli viene, di fatto, revocata la carica di provinciale dell’ordine dei predicatori e gli viene ordinato dal cardinale Nicolas Rossell di ritirarsi a riflettere nel convento di Gerona. Con questo drammatico scontro, che Eymerich vive come un vero e proprio sopruso nei suoi confronti, si apre un nuovo capitolo delle sue avventure, narrato nel romanzo “[B]La luce di Orione[/B]”, apparso nella collana Mondadori “Strade Blu”.
    La determinazione di Eymerich nel difendere la propria posizione lo porta però a disobbedire clamorosamente all’ordine ricevuto: anzichè partire per Gerona, egli decide di recarsi a Padova, per perorare la sua causa alla riunione del capitolo domenicano. Lo accompagna ancora una volta il fedelissimo Pedro Bagueny, destinato a prendere il posto di Padre Jacinto Corona nel ruolo di “spalla” dell’inquisitore nelle sue avventure: al proposito va doverosamente osservato che proprio i dialoghi ed i botta e risposta con il faceto ed arguto accompagnatore costituiscano un motivo di fascino in più all’interno del romanzo ed inoltre non si può non constatare che, mentre il remissivo e spento Padre Corona si limitava quasi esclusivamente a seguire il suo “magister”, Padre Bagueny dimostra invece un acume che in più di una circostanza si rivela assai prezioso ai fini dell’indagine.
    A Padova, Eymerich ha uno scontro piuttosto violento con il poeta Francesco Petrarca, che, agli occhi dell’inquisitore, avrebbe assecondato dottrine pagane e sospetti testi di magia per suggerire i soggetti degli affreschi della “Sala degli uomini illustri” presso l’università. In particolare Eymerich va su tutte le furie per lo scetticismo del poeta rispetto all’esistenza dei cosidetti giganti, verità asserita dalla Bibbia che il poeta si ostina a considerare solo un mito. Lo scontro con il Petrarca avrà principalmente due effetti: in primo luogo Eymerich, irritato dal poeta, scaglierà una furiosa maledizione contro la sala, profetizzando ad uno sconvolto padre Bagueny che un giorno essa brucerà e che prenderà il nome che le spetta e cioè “Sala dei Giganti”; secondariamente, egli, stimolato dalla voglia di verificare alcuni particolari degli affreschi della sala decide di recarsi a Venezia per imbarcarsi, per la gioia di padre Bagueny, sulle navi crociate in partenza alla volta di Costantinopoli.[/TD][/TR][/TABLE]
    Imbarcatosi su una delle navi in compagnia di quello stesso “Conte Verde”, Amedeo d’Aosta, conosciuto a Chatillon durante l’avventura dell’anno precedente, Eymerich non tarderà ad accorgersi che c’è una trama che collega tutti gli avvenimenti di cui è partecipe e che le sue azioni sembrano in qualche modo “guidate” da una volontà superiore la quale, attraverso elementi apparentemente casuali, spinge l’inquisitore a muoversi nella direzione voluta.
    Gli orrendi prodigi di cui Eymerich è testimone, le misteriose apparizioni di esseri giganteschi che provengono dal mare e minacciano la città di Costantinopoli, sono, in effetti, tutti elementi della medesima trama alla cui origine sembrerebbe esservi la storia biblica degli egregoroi, angeli che disobbedendo agli ordini di Dio si accoppiarono con delle donne, dando origine alla genia dei giganti, o Nephilim.
    Come di consueto, Eymerich, forte della sua fede e della sua conoscenza della Bibbia, riuscirà non solo a svelare il mistero che opprime la decadente città di Costantinopoli ed a sventare la minaccia delle mostruose creature che sorgono dal mare, ma anche a far si che il "demone" responsabile della loro genesi, venga messo definitivamente in condizioni di non nuocere. Un vero pezzo di bravura, al proposito, è la rivelazione del significato dell’oscura formula dantesca “[I]Raphèl mai ammècche zabi amlì[/I]” (Inferno, XXXI), frase che l’inquisitore, con la sua astuzia riuscirà a tramutare in una sorta di formula magica da ritorcere contro il suo nemico.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 27 Novembre 2010, 22:00:57

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 16[/B][/SIZE]

    Ma la sensazione di Eymerich di essere “guidato”, di seguire una sorta di filo conduttore non viene solo dall’elegante modo scelto dal vescovo di Costantinopoli, dall’imperatrice e forse anche dallo stesso papa, per ottenere il suo aiuto senza dover confessare l’atroce peccato di cui si sono macchiati; esso è anche la diretta conseguenza di una legge fisica universale che, abilmente celata nelle pagine di un oscuro tomo di magia, il “Kyrani Kyranides”, viene egregiamente spiegata dalle parole del professor Marcus Frullifer, che ancora una volta, nella seconda sottotrama del romanzo, si fa portavoce delle straordinarie teorie che spiegano le leggi del meraviglioso universo immaginato da Evangelisti.
    Quest’ultimo sembrerebbe infatti caratterizzato dall'esistenza di un "tessuto" comune che lega ogni elemento in esso esistente, uomini compresi; grazie quindi all'interazione istantanea tra le misteriose particelle subatomiche, componenti questo tessuto, sarebbe in teoria possibile che l'azione di un singolo individuo si ripercuota istantaneamente nell'universo stesso o, addirittura, a grande distanza nel tempo.
    Grazie poi ad una non meglio identificata legge di "risonanza morfica", l'interazione sarebbe più forte ed evidente tra oggetti aventi le stesse caratteristiche od anche solamente nomi assonanti (che, ad esempio, iniziano per la stessa lettera). Ed è proprio questo principio che gli uomini della RACHE, impegnati in una ciclopica battaglia nel Medio Oriente del futuro, tentano di sfruttare a fini bellici per spazzare via dall’Iraq i nemici dell’Euroforce nella terza ed ultima sottotrama del romanzo.
    L’assedio alle “colonne di Ninive”, in cui gli uomini dell’Euroforce si sono rifugiati, sembra, infatti, giunto ad un punto morto e nè le poderose allucinazioni dei giganti all’attacco, prodotte attingendo alla psiche, nè le orde di Poliploidi, riescono a piegare la feroce difesa affidata ai “mosaici”, guerrieri costruiti a partire da cadaveri rianimati, virtualmente immortali e resistenti ad ogni forma di allucinazione.
    Visto l’empasse, gli uomini della RACHE tentano allora di sfruttare la teoria di Frullifer per distruggere Ninive. Ma, in parte per le azioni di Eymerich, in parte perchè non hanno afferrato nella sua interezza la teoria del professor Frullifer, loro prigioniero, ed in parte per la fortuita rottura di un amuleto che ritrae alcuni dettagli del luogo della battaglia finale, gli uomini della RACHE verranno alla fine spazzati via assieme ai loro nemici.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.unipd.it/newsletter/evidenza/SalaGiganti.JPG[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD][B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k0c67d337e6.jpg[/IMG][/B][/TD][/TR][/TABLE]
    A sinistra la “[I]Sala dei Giganti[/I]” dell’Università di Padova, a destra il palazzo di Blacharnae ad Istambul, due dei luoghi visitati da Eymerich nel romanzo “[I]La luce di Orione[/I]”.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 28 Novembre 2010, 19:54:18

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 17[/B][/SIZE]

    Ritornato a Saragozza alla fine del [B][I]1366[/I][/B], Eymerich riprende la sua opera di persecuzione nei confronti di spiritualisti e Francescani appoggiati da Pietro IV di Aragona ed il contrasto con la corona giunge al suo culmine. Sono di questo periodo alcune delle sue opere più importanti, come il “Dialogus contra lullistas”, il saggio “Contra haereses Arnaldi de Villanova” e la biografia del suo vecchio maestro Dalmau Moner, spesso italianizzato come Dalmazio Moneri. Sta intanto emergendo come suo principale nemico il negromane, ebreo convertito e domenicano, Ramon de Tàrrega, contro il quale scrive il volume “Contra daemonum evocatores”.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/urania/u1421-1440/ul1438.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]Un primo scontro con costui avviene nel [B][I]1369[/I][/B], quando Eymerich è chiamato a Montiel dal re di Castiglia Pietro il Crudele, assediato dal fratellastro pretendente al trono, Enrico di Trastamare, aiutato dai mercenari di Bernard du Guesclin.
    Questa avventura, narrata nel romanzo “[B]Il castello di Eymerich[/B]”, Urania 1348, vede l’inquisitore, da un lato rimodellare con l’astuzia i destini della Spagna e dall’altro lo vede combattere una feroce lotta interiore, pressato da scoperte che sembrano minare alla base molte sue convinzioni.
    Il castello di Montiel, infatti, è teatro di misteriosi ed inquietanti fenomeni quali rumori terrificanti ed inspiegabili, apparizioni di fantasmi e di volti che sembrano emergere dalle mura di pietra nonchè raccapriccianti episodi di vampirismo; ma non solo: nel castello Eymerich reincontra di nuovo l’ebrea convertita Myriam, già conosciuta nel romanzo “[I]Picatrix, la scala per l’inferno[/I]” e di colpo si riaccendono in lui tutti i turbamenti mai del tutto sopiti, al punto che, più di una volta, egli si trova a compiere scelte ed a prendere posizioni apparentemente estranee a quella che è la personalità che siamo abituati a conoscere.
    Tuttavia, nonostante i suoi dubbi e nonostante il suo accompagnatore, l’ambiguo padre Gallus di Neuhaus, ex inquisitore generale di Praga, gli sia praticamente di intralcio, Eymerich riuscirà alla fine a svelare il mistero di Montiel, rendendosi conto che, in realtà, nel castello sono in atto due distinte battaglie: una terrena, tra opposti eserciti, ed una spirituale, tra angeli e demoni. Su quest'ultimo fronte si contrappongono gli angeli della religione ebraica, evocati dal rabbino Ha-Levi, alleato di Pietro il Crudele, ed i demoni evocati da Ramón de Tàrrega, alleato di Enrico di Trastamare, grazie alle pagine del “[I]Lemegeton[/I]”.
    Mentre, infatti, Ha-Levi, utilizza i simboli angelici del Lemegeton per evocare un golem, costituito dall'intero castello di Montiel, le cui dieci torri sono identiche alla configurazione del Sephirot contenuto nella Qabbalah ebraica, il suo avversario Ramón de Tàrrega, alleato con altri quattro misteriosi “maghi”, per contrastarlo, cerca di evocare i demoni corrispondenti agli angeli del Lemegeton.[/TD][/TR][/TABLE]
    Schiacciato tra le due forze in gioco, un Eymerich quasi irriconoscibile, verrà lentamente condotto verso una verità scomoda a digerie: scoprirà infatti che, dietro la magia che anima il castello di Montiel ci sono cinque confratelli dell’ordine dei domenicani, tra i quali il suo vecchio maestro Dalmau Moner, Gallus di Neuhaus e lo stesso Ramón de Tàrrega che, per ordine del papa, sono diventati negromanti, pur di evitare che Montiel diventi una roccaforte degli ebrei come Granada lo è dei Musulmani.
    Nella battaglia finale, Eymerich, recuperata la sua consueta freddezza, riuscirà a distruggere i confratelli rinnegati ed a porre fine alla magia che anima Montiel: da questo titanico scontro e della rovina del castello solo il suo nemico Ramón de Tàrrega e l’ebrea Myriam riusciranno a salvarsi.

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 29 Novembre 2010, 22:48:30

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 18[/B][/SIZE]

    Come di consueto il romanzo è articolato in più trame convergenti: oltre all’antefatto che racconta l’impresa negromantica dei cinque domenicani rinnegati, “i cinque di Gerona”, in una sottotrama parallela vengono descritte le oscure vicende di un campo di concentramento nazista in cui uno scienziato delle SS, Viktor von Ingolstadt, è impegnato in grotteschi esperimenti di rianimazione dei cadaveri, sfruttando inconsapevolmente le conoscenze proprie dei giudei. E’ proprio la “magia” ebraica, in grado di dare la vita alla materia inerte, di animare cioè l'argilla del Golem, come pure un collage di parti umane a guisa del mostro di Frankenstein, a rappresentare stavolta il trait d’union tra l’avventura Medioevale di Eymerich e gli esperimenti nazisti.
    Il principio fisico dell’energia vitale, celato all’interno delle pagine del Lemegeton, diviene allora l’ennesimo esempio di come l’universo di Evangelisti sia ricco di “magia” e rappresenta il modo attraverso cui l’Euroforce riuscirà a mettere in campo il suo esercito futuro di morti viventi, i “Mosaici”.
    Gustose e imperdibili chicche per i veri fan di Eymerich sono la scena in cui von Ingostaldt, durante il suo esperimento, ha una visione della cisterna dove si trova la tomba di Eymerich e la bellissima postfazione al romanzo intitolata “[I]La tomba dell’inquisitore[/I]”, sentito omaggio dell’autore al suo personaggio.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Torre.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Montiel-e-castello-2.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD] [IMG]http://www.eymerich.com/eymerich/Montiel-e-castello-3.jpg[/IMG][/TD][/TR][/TABLE]
    A sinistra il convento di San Domenico a Gerona, al centro e a destra due immagini del castello di Montiel, teatro dell’avventura “Il castello di Eymerich”.

    Per il momento le avventure del ciclo di Eymerich si concludono qui, ma nell’attesa che Evangelisti metta mano a nuovi romanzi basati sul suo personaggio, possiamo sicuramente pregustarne una ipotetica trama, leggendo la narrazione della “[B]vita di Nicolas Eymerich[/B]”, riportata in appendice agli Urania “[I]Picatrix, la scala per l’inferno[/I]” e “[I]Metallo Urlante[/I]”, che traccia, per sommi capi, il canovaccio delle storie posteriori al [B]1369[/B] e non ancora scritte.
    Per completezza riporto qui integralmente il testo immediatamente successivo all’avventura di Montiel.

    [I]Seguono varie vicissitudini, tra cui numerosi viaggi: in Sicilia, dove Federico IV appoggia senza remore i beghini, in Sardegna, dove infuria una nuova rivolta guidata da Eleonora d’Arborea, e nella Germania meridionale, contro la setta dei Fratelli del Libero Spirito. Accompagna il pontefice Gregorio IX a Roma, e vi si ferma tra il 1376 ed il 1378. Al momento dello scisma d’Occidente, prende posizione a favore di ùclemente VII e istituisce il processo a carico di San Vincenzo Ferrer, già conosciuto quando questi era ragazzo (il piccolo “Vincente”, la terza rana di “Cherudek”), che inizialmente sembra sostenere l’antipapa Urbano VI. San Vincenzo è costretto all’abiura.[/I]
    [I]Eymerich ritorna in Aragona, dove beghini e lullisti continuano a rendergli la vita difficile. L’inquisitore reagisce con la cosnueta violenza, forte dell’appoggio di Avignone, e moltiplica i roghi di eretici. Nel 1388 l’intera città di Valenza si ribella alla sua crudeltà e lo sottopone ad un pubblico processo. Eymerich ne approfitta per regolare i conti col negromante Ramon de Tarrega, e per infliggere alla cittadinanza un castigo biblico.[/I]
    [I]Ma si è spinto troppo oltre. Perde la carica di Inquisitore generale del regno, che passa a un suo nemico personale, padre Bernat Ermenegaudi. Il nuovo re d’Aragona, Giovanni I, che inizialmente lo aveva protetto, gli ritira il proprio appoggio e, nel 1393 lo fa esiliare. Eymerich passa i suoi ultimi anni ad Avignone a scrivere saggi e a perfezionare il proprio Directorium, completato fina dal 1376. Muore in circostanze sconosciute, il 4 Gennaio 1399.[/I]
    [I]La sua tomba, nel convento di San Domenico a Gerona reca la scritta “Predicator veridicus, inquisitor intrepidus et doctor egregius”. Ma, misteriosamente, è vuota.[/I]

    (... continua ...)


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: marco.kapp il 29 Novembre 2010, 23:48:11

    [SIZE=2]Caro Maxpullo,
    forse ti è sfuggito il [/SIZE][URL=http://www.uraniamania.com/forum.php?board=24&action=display&threadid=4952][SIZE=2]thread[/SIZE][/URL][SIZE=2] da me postato qualche giorno fa.[/SIZE]
    [SIZE=2]Evangelisti ha scritto già l'ultimo episodio della saga di Eymerich; ed è già tanto che sia riuscito a finirlo, visto che il nostro autore prediletto ha vissuto una brutta esperienza.[/SIZE]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 30 Novembre 2010, 10:10:13

    [quote author=marco.kapp qlnk=board=6&threadid=4254&start=285#46787 date=1291070891]
    [SIZE=2]Caro Maxpullo,
    forse ti è sfuggito il [/SIZE][URL=http://www.uraniamania.com/forum.php?board=24&action=display&threadid=4952][SIZE=2]thread[/SIZE][/URL][SIZE=2] da me postato qualche giorno fa.[/SIZE]
    [SIZE=2]Evangelisti ha scritto già l'ultimo episodio della saga di Eymerich; ed è già tanto che sia riuscito a finirlo, visto che il nostro autore prediletto ha vissuto una brutta esperienza.[/SIZE]
    [/quote]

    Hai proprio ragione mi era sfuggito: ti ringrazio per avermelo segnalato, non soltanto per il libro (che mi procurerò appena possibile) ma anche e soprattutto per la notizia sulla salute di Valerio che considero uno dei massimi autori viventi di fantascienza.
    Devi tenere presente che questa presentazione del ciclo è stata scritta lo scorso anno ed è quindi normale che qualche notizia sia ormai superata [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_rolleyes.gif[/IMG]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: marco.kapp il 30 Novembre 2010, 10:25:31

    [SIZE=2]Caro Maxpullo,[/SIZE]
    [SIZE=2]capisco che il thread possa esserti sfuggito, poiché quel giorno c'era molta carne al fuoco nel forum di UM. Inoltre sarai stato in altre faccende affaccendato... [IMG]http://www.uraniamania.com/editor/smileys/Generiche/pupo.gif[/IMG][/SIZE]
    [SIZE=2]Comunque la notizia sarebbe sfuggita anche a me se non mi fosse arrivata una newsletter dal blog "[/SIZE][URL=http://fantascienzaedintorni.blogspot.com/][SIZE=2]Fantascienza e dintorni[/SIZE][/URL][SIZE=2]".[/SIZE]


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 01 Dicembre 2010, 15:15:08

    [SIZE=4][B]Nicolas Eymerich forever - parte 19[/B][/SIZE]

    Ma, se le avventure terrene di Eymerich hanno il loro termine definitivo con la sua misteriosa scomparsa nel 1399, non possiamo dire altrettanto delle sue avventure ultra-terrene, visto che ritroviamo l’inquisitore nel pieno delle sue funzioni in uno sconcertante processo a carico nientemeno che di “Dan Brown”.

    [TABLE][TR][TD] [IMG]http://www.mondourania.com/epix/epix1-20/uel2.jpg[/IMG][/TD][TD] [/TD][TD]La storia, riportata nell’antologia “[B]Acque oscure[/B]”, numero 2 della collana Epix, e quasi certamente ambientate al cosiddetto “tempo zero”, rappresenta, tra l’altro, la miglior testimonianza che potessimo avere dell’esistenza dell’aldilà, l’ultima meraviglia che ci regala l’universo di Evangelisti.
    Un aldilà inteso come realizzazione dell’immaginario collettivo, in cui trovano la loro concretezza tutti i sogni e gli incubi dell’umanità.
    Qualcuno, come Giovanna d’Arco, riesce ad entrarvi spontaneamente, qualcun altro, come Rupescissa, ci accede grazie alle misteriose proprietà della “quinta essenza” (magari pentendosi amaramente di averlo fatto), qualcuno ancora, come Frullifer, può entrarci grazie ai principi fisici che governano gli “psitroni”, altri ancora, infine, come gli uomini della RACHE, vi attingono per creare mostruose allucinazioni collettive a scopi bellici, ma nessuno può negare la sua realtà oggettiva.
    Ed è in questo misterioso ed eterno aldilà che Eymerich ha quasi certamente ricreato il suo “Cherudek” ed è lì che ci aspetta, per giudicarci.
    Molto meno misteriosa, invece, l’altra avventura di Eymerich riportata nel volume e che lo vede contrapposto ad uno dei personaggi letterari dello scrittore americano Chuck Palahniuk, nel racconto “[I]Eymerich contro Palahniuk[/I]”. L’importanza di questo racconto è probabilmente marginale nell’economia del ciclo, ma è innegabile che esso rappresenti una delle testimonianze più concrete di quella sottile certa vena di umorismo che non manca in quasi tutte le storie dell’inquisitore e che il altre circostanze si concretizza attraverso personaggi ironici e sagaci come ad esempio Pedro Bagueny.[/TD][/TR][/TABLE]
    Bisogna infine ricordare che, sempre in questo volume, è riportata la storia “[I]O’ Gorica tu sei maledetta[/I]”, che, pur senza la presenza dell’inquisitore, possiamo senza dubbio inserire nel suo ciclo e considerare un tassello fondamentale per la sua continuity, visto che racconta uno degli episodi più oscuri della storia umana del prossimo futuro. In una balcania sconvolta dagli orrori della guerra, Euroforce e RACHE, i cui vertici sembrano misteriosamente uniti, giocano una finta guerra fatta di scaramucce, schermaglie e alleanze, per coprire quelli che sono i loro reali interessi, quelli economici. Ma, sotto gli occhi stupefatti e terrorizzati di un mercenario dell’Euroforce e dei generali dei due eserciti impegnati nel finto conflitto, i mostruosi Poliploidi, che qui fanno per la prima volta la loro comparsa, subiranno una orrenda e oscena metamorfosi, in una delle sequenze più “forti” mai presentate nelle storie del ciclo.
    Non possiamo dire con certezza se le visioni di Evangelisti si realizzeranno e quando, ma è certo che se nel futuro prossimo l’America si disintegreà davvero in tre confederazioni sotto i colpi di tremende malattie genetiche e orrende guerre razziali, se davvero l’uomo potrà sopravvivere solo grazie ad innesti di metallo e se davvero vedremo sorgere all’orizzonte l’ombra della RACHE e delle sue mostruose creature fisiche e psichiche, davvero non potremo dire di non esser stati avvisati da uno dei più geniali Nostradamus che siano mai esistiti.


    [B][IMG]http://www.uraniamania.com/editor/upload/2k7ca3240fd2.jpg[/IMG][/B]

    Nella mappa sono evidenziati in rosso tutti i principali luoghi visitati da Eymerich nel corso dei romanzi del ciclo oppure semplicemente citati nelle sue avventure.


    Titolo: Re:I Libri di Maxpullo 2010
    Messaggio di: maxpullo il 18 Dicembre 2010, 00:05:43

    [SIZE=4][B][COLOR=#00b050]Un anno importante...[/COLOR][/B][/SIZE]

    Eh si, possiamo dirlo senza ombra di dubbio: questo 2010, iniziato come tanti altri, si è rivelato alla fine un anno davvero importante.
    E mentre sono impegnato con le 3-P (poppate, pannolini e pianti) e Silvia mi guarda da sotto la copertina con gli occhietti spiritati pronta ad una nuova notte brava, il mio pensiero corre a questa rubrica ed a quella che sarà la sua "evoluzione" per l'anno 2011.
    Avevo promesso una rubrica più "seria", con meno aneddoti e più critica, ma pensavate davvero che ne sarei stato capace? Sinceramente, non credo proprio che potrei dimenticarmi di quegli occhietti blu che mi fissavano mentre leggevo la trilogia galattica di Asimov, come non potrei mai dimenticare i tentativi di mettere a fuoco le parole sulle pagine di Urania con un occhio operato al laser ed uno no... e non posso dimenticare nemmeno la lettura nel mio vecchio letto a casa dei miei genitori il giorno prima di diventare papà... forse è un mio limite, forse no, ma credo che per me sia impossibile scindere la lettura di un libro dal contesto in cui è avvenuta.
    Forse saranno terminati gli aneddoti sul collezionismo, ma quelli sulla vita che va avanti certamente no e, fintanto che avrò voglia di raccontarveli la rubrica non perderà mai quel tocco di originalità che la contraddistingue.
    Riguardo le nuove schede l'unica anticipazione che mi sento di fare è che cercherò di "innalzare la qualità" delle mie letture: è impensabile, infatti, che un appassionato di fantascienza che si arroga il diritto di scrivere recensioni abbia scoperto opere come "[I]Ubik[/I]" e "[I]I segreti di Vermilion Sands[/I]" solo di recente e vorrei quindi dedicare il 2011 ad un "recupero" di classici imperdibili che sinora mi sono purtroppo perduto.
    In cantiere, oltre alla già citata trilogia galattica di Asimov, ci sono diversi romanzi di Dick e Vance, come pure tutto il ciclo di "2001 odissea nello spazio" e vi assicuro sin d'ora che non mi mancherà il tempo di leggere e recensire la conclusione dei cicli di Eymerich e della Guida Galattica per gli autostoppisti...
    Ci saranno poi diverse schede multiple che non ho mai avuto tempo di avviare nel corso di questi anni, mentre proseguiranno imperterrite le schede sui filoni già iniziati, primo su tutti quello sulle catastrofi che ci servirà come preparazione all'arrivo del 2012.
    E con gli occhietti di Arianna che si aggiungono a quelli di Silvia mentre si avvicina l'ora della poppata notturna, mi sento di dire che anche il 2011 sarà un anno importante.
    Prepariamoci a viverlo assieme ancora una volta non appena saranno passate le prossime festività.
    La rubrica del 2010 chiude qui con la consueta carrellata dei migliori romanzi letti nel corso dell'anno!

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    [SIZE=6][B][COLOR=#ff0000]BUONE FESTE!!!![/COLOR][/B][/SIZE]



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