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    UraniaMania Forum... => Generico => Messaggio iniziato da: Mr.Chicago il 25 Giugno 2018, 19:28:31
	

Titolo: Libro rivalutato
Messaggio di: Mr.Chicago il 25 Giugno 2018, 19:28:31

Vi è mai capitato di leggere un libro e non averlo apprezzato, per poi rileggerlo dopo 10, 20, 30 anni e trovarlo semplicemente bellissimo!!!?

Mi sta capitando ora, per esempio, con "Neanche gli dei" di Asimov, lo lessi quando avevo 16/17 anni e ricordo di averlo abbandonato a metà, poichè lo trovavo noioso, ripreso in mano da poco, devo dire che è semplicemente un capolavoro e proprio la seconda parte è la più geniale, forse ero troppo immaturo per apprezzarne la composizione e le sue trovate geniali...anzi, sicuramente! [IMG]http://www.uraniamania.com/images/s_cheesy.gif[/IMG]

Quindi mi è venuto in mente di proporvi questo quesito...


Titolo: Re:Libro rivalutato
Messaggio di: ciccio il 26 Giugno 2018, 14:12:45

Cosi direi di no, mi è capitato di leggere dei libri da giovane e trovarli difficili da leggere, e poi crescendo li ho trovati più "facili", mi è anche capitato da ragazzo di trovare belli dei libri, che poi ho decisamente ridimensionato, senza arrivare a trovarli brutti, ma decisamente ordinari.


Titolo: Re:Libro rivalutato
Messaggio di: odisseo il 26 Giugno 2018, 22:17:00

E' certo che la nostra considerazione cambia; sia con l'età (e la maturità), ma anche a seconda dello stato d'animo con cui ci si pone di fronte ad una lettura.
Evito di rileggere libri di cui ho un ricordo bellissimo proprio per paura di rimanere deluso.
D'altro canto, a volte, (ri)leggendo libri che non ero riuscito a portare a termine, o che non mi avevano entusiasmato, riesco a coglierne meglio l'essenza e ad apprezzarli molto più di quanto fatto a suo tempo.
Tuttavia, da lettore vorace, prima di passare alle ri-letture, sto cercando di portare a termine la prima lettura dei testi (spesso misconosciuti) che ho scovato nei vecchi numeri di Urania.
Analogamente, da aspirante autore, spesso non riesco a riconoscermi (nel bene e nel male) in qualcosa che ho scritto semplicemente qualche mese prima.
Penso che tale processo sia una diretta conseguenza della nostra personalità e del nostro modo di vivere; in definitiva, per dirla con un termine abusato nella f.s., si tratta di un effetto/conseguenza del "continuum".



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