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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | La Fantascienza in Generale | Discussione: a.sf. 2011/2012 - Programma annuale ¬ęprec succ¬Ľ
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  Autore  Discussione: a.sf. 2011/2012 - Programma annuale  (letto 22939 volte)
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #285 data: 11 Luglio 2012, 19:49:10 »
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Sto leggendo "Cronache della lega polesotecnica"  di Poul Anderson



« Ultima modifica: 19 Luglio 2012, 17:00:08 di Arne Saknussemm » Loggato
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #286 data: 14 Luglio 2012, 11:16:10 »
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Cronache della lega polesotecnica di Poul Anderson






Racconti scritti per lo pi√Ļ tra il '69 ed il '74 con l'eccezione di "Margine di profitto" che √® del 1956.
Sono racconti godibilissimi e divertenti... a patto che abbiate letto alcuni romanzi del ciclo della Technic History, ovvero "La guerra degli uomini alati", "La ruota a tre punte", "Mercante dello spazio", "Mondo rovente" e volendo anche "Mirkheim", perchè questi racconti vanno a coprire periodi di tempo o a chiarire passaggi che erano rimasti in sospeso nei precedenti romanzi e racconti del ciclo.
Sono tutti fatti marginali ed il ciclo può essere letto benissimo senza leggere questa antologia, ma chi si è appassionato alle vicende di Van Rijn, di Falkayn, del drago-coccodrillo Adzel, di Chee-lan e tutti gli altri troverà divertente leggere di quando Falkayn era ancora un apprendista-mercante ed Adzel uno studente mandato a fare "l'erasmus" sulla terra, insieme alle prese con una parata folkloristica, o sapere come sono andate le cose su Ivanhoe dopo che Van Rijn ha fatto crollare in poche ore una tecno-teocrazia secolare, o leggere di quando gli umani misero piede per la prima volta su Ythri o su Mirkheim...

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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #287 data: 19 Luglio 2012, 17:38:12 »
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Visto che il tempo rimasto era davvero poco e che il mio reader resterà a Roma e non mi seguirà in viaggio, ho deciso (moooolto a malincuore!) di abbandonare la lettura di "Mirkheim"dopo solo 50 pagine e buttarmi su "L'altra realtà" di Henry Kuttner, che dopo una sessantina di pagine non è ancora decollato e mi sta un pò annoiando...
... e pensare che mi dovrà fare compagnia durante gli 800 Km di treno che mi aspettano !!

Buone vacanze a tutti gli UMini... ci si risente verso fine agosto !
    
« Ultima modifica: 19 Luglio 2012, 17:40:07 di Arne Saknussemm » Loggato
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #288 data: 13 Agosto 2012, 21:36:50 »
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"Mattatoio 5" di Kurt Vonnegutt (Slaughterhouse five or the Children's crusade, 1969)




Questo (libro) è un disastro, e non poteva essere altrimenti, poichè è stato scritto da un pilastro di sale.
Comoncia così:
Ascoltate: Billy Pilgrim ha viaggiato nel tempo.
E finisce così:
Puuu-tii-uiit?

Così va la vita.

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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #289 data: 13 Agosto 2012, 21:39:36 »
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"Venere sulla conchiglia" di P.J.Farmer (Venus on the half-shell, 1974)





Iniziamo dicendo che non capisco la definizione di "SF underground" affibiata a questo romanzo e non ritrovo in esso la carica innovativa che sembrerebbe contraddistinguerlo ( magari è un mio limite, non so), anzi mi ricorda tantissimo un grande romanzo degli anni '50, ovvero "Galassia che vai" di E.F.Russell, ed ho riscontrato in esso tante, tantissime affinità con le tecniche Vonneguttiane di "Mattatoio 5" (che ho letto subito prima di questo "Venere", ma parleremo delle affinità e divergenze tra questi 2 romanzi in altra sede) e con la fantasia a ruota libera del Van Vogt de "I rull".
Piu' che "Underground" direi "punk". Dissacrante, divertente, facile ma profondo, imprevedibile, intrigante.
Una sorta di Sex Pistolsiano "Great r'n'r swindle" che però riesce perfettamente là dove i Sex Pistols avevano penosamente fallito. Signori, queste sono cover di gran classe.
Prende non solo la mente ma anche il corpo.
Grande. Grandissimo.

Voto: 8. Forse anche 8,5 !!
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #290 data: 13 Agosto 2012, 21:42:38 »
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"Gli dei invisibili di Marte" di Ian Watson ( The Martian Inca, 1977)





Ian Watson ha le doti del grande scriture.
La sua scrittura è eccezionale, lo stile mai banale.
Questo romanzo ha il pregio di proporre una SF diversa, originale ed affascinante, che si spinge piu' nelle profondita dell'animo umano che negli abissi cosmici. Tutto questo è unito a scenari splendidamente descritti, immagini vivide ed emozioni forte trasmesse come si deve.
"Gli dei invisibili.." mi ha rapito e coinvolto e fino a 2/3 circa del romanzo credevo di avere davanti agli occhi qualcosa che si avvicinava abbastanza alla mia idea di "capolavoro".
Ma purtroppo certi meccanismi non funzionano, qualcosa si perde, ed il finale non è all'altezza.
Watson non √® Dick e non riesce a plasmare lo splendido caos messo in scena, a tirare a se  intrecci e nodi della trama che inevitabilmente finisce per sfilacciarsi.
Peccato, una grande occasione mancata. Ma comunque resta la goduria provata nel leggere le prime 221 pagine.

Voto: 7

P.S. Splendida copertina !!!
« Ultima modifica: 14 Gennaio 2013, 16:36:27 di Arne Saknussemm » Loggato
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #291 data: 13 Agosto 2012, 23:22:08 »
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bentornato Arne!
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #292 data: 14 Agosto 2012, 18:26:13 »
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Citazione da: waranza (ex wawawa) il 13 Agosto 2012, 23:22:08

bentornato Arne!



Bentrovato a te Wawawa !!!
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #293 data: 17 Agosto 2012, 14:13:40 »
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2 pièces teatrali


"La casa dalle finestre nere" di Clifford D.Simak ed "Il grande tempo" di Fritz Leiber hanno diverse cose in comune: sono entrambi ambientati all'interno di un singolo locale (dentro una casa fuori dal tempo ma ognidove nello spazio l'uno ed in una "stanza" fuori dal tempo e dallo spazio l'altro), in entrambi i personaggi (principali e non) si contano su poco piu' di una mano (e sono Umani ed Alieni), hanno entrambi vinto il prestigioso premio Hugo, ed hanno inoltre un particolare potere evocativo: nonostante tutto avvenga tra 4 mura il lettore è portato a spasso per il tempo e per le galassie, tanti piccoli accenni, a volte anche solo mezza frase buttata là, senza nessun ulteriore sviluppo (es: era un octopus intelligente che veniva dall'anno del signore 250 milioni o giu di lì ...) aprono al lettore scenari splendidi sui quali fantasticare.
Per finire, il romanzo di Simak è del 1963, quello di Leiber è uscito sotto forma di racconti a partire dal 1958 ma messo in forma estesa di romanzo .... ancora una volta nel 1963.
Al di là di questo, si rivelano poi 2 romanzi profondamente diversi: crepuscolare e vagamente poetico il romanzo di Simak ed anche molto legato alla realtà dell'america degli anni '60 ed alla vita rurale (caratteristico di Simak), piu' d'azione e avulso da una precisa prospettiva storica quello di Leiber.
Il protagonista di Simak si fa carico di tante responsabilità e sembra avere nelle mani il destino del mondo. Sente fortemente questa responsabilità e si sente moralmente obbligato a rendere all'umanità i migliori servigi. E' piu' importante della sua stessa vita.
Anche i protagonisti di Leiber sono (in minor misura) responsabili non solo del futuro, ma anche del passato dell'umanità, ma questo è "solo" il loro compito ufficiale. Essi sono invece piu' "umanamente" egoisti: cercano se stessi, vogliono appagare i propri piaceri e realizzare le proprie vite (alle quali sono profondamente attaccati), d'altra parte sono demoni....
Altra somiglianza-differenza: da un lato abbiamo per protagonisti dei Demoni, dall'altro un uomo il cui nome porta alla mente i patriarchi dell'antico testamento (Enoch Wallace: Enoch è il settimo patriarca della "Genesi", depositario di conoscenze segrete rivelategli da Dio. Wallace, mettendo a frutto tali conoscenze, dovrà guidare il suo popolo verso un nuovo mondo).
Infine mi sembra, in ultima analisi, che in entrambi i romanzi non c'è tanta speranza...tanta fiducia per l'uomo e l'umanità in genere, e solo un intervento "divino" ( qualcosa che viene da altri mondi o da altri "tempi", nuove conoscenze e nuove speranze o prospettive) potrà portare l'umanità su nuovi sentieri.
Ma dove questi sentieri la condurranno .... non ci è dato sapere.
2 romanzi di SF certamente atipici, a tratti datati, ma che ho trovato splendidi.
« Ultima modifica: 17 Agosto 2012, 16:13:21 di Arne Saknussemm » Loggato
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #294 data: 17 Agosto 2012, 18:38:56 »
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Sto leggendo Tutti a Zanzibar di John Brunner (Stand on Zanzibar, 1968)






Le prime pagine del romanzo sono davvero particolari, strane... mi incuriosisce molto.
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #295 data: 18 Agosto 2012, 12:03:44 »
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Ciao a tutti, ho letto il file dei libri che hai intenzione di leggere, buona scorpacciata, e una CAA molto complessa decidere cosa leggere prima o dopo, ho notato una cosa, ma penso che sia una svista, hai inserito  L'orrenda tana di Herbert, non ho visto inserito Topi, che sarebbe il volume prima di queta coppia di volumi dedicati ai piccoli animaletti. Da parte mia ho letto molti romanzi horror ma alla fine di Topi, ti posso garantire a, che alla sera ogni tanto sentendo qualche rumore mi veniva qualche dubbio.
In questo momento mi sfugge l'autore ma ti. Consiglierei anche, almeno non mi sembra. Di a verlo visto nell'elenco, l'urania Gli uomini di catrame,  che paura.
Ciaoooo
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Re:a.sf. 2011/2012 - Programma annuale
« Rispondi #296 data: 27 Agosto 2012, 07:13:58 »
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Il Grande tempo di Fritz Leiber (The Big Time, 1958-1963)






Vado controcorrente rispetto a tutti i commenti fin ora inseriti nel db: per me questo √® un bel romanzo e credo che l'Hugo se lo sia meritato, certo √® datato (difatti gli d√≤ un 8 ... l'avessi letto 40 anni f√† sarebbe stato almeno 8,5... credo!) ma l'Hugo lo vinse pi√Ļ di 40 anni f√† e non ieri.

Leiber ci costringe tra 4 mura, in una "stanza" fuori dal tempo e dallo spazio, alle prese con 7-8 personaggi di varie epoche storiche e 2 alieni (un lunare di 1.000.000 di anni f√† ed un gioviano proveniente da 1.000.000 di anni nel futuro), sono soldati, intrattenitrici, demoni e fantasmi, sono in prima linea nella guerra del cambio : devono modificare il passato ed il presente...anche il futuro, per far si che in un futuro cos√¨ lontano da non poter immaginare i Ragni vincano sui  Serpenti. Perch√®? Loro questo non lo sanno.
Hanno un potere enorme sulla Storia e sui popoli dell'universo, ma sono prima di tutto uomini con le loro debolezze (Leiber è cresciuto nei teatri e tra gli Shakespeariani e sa che i drammi sono per prima cosa drammi dell'anima), piccole rotelle di un enorme meccanismo che nemmeno loro possono comprendere, le loro vite sono sempre appese ad un filo e sono anche ben misere: nel Grande Tempo...si! Ovvero tra 4 mura o su un polveroso campo di battaglia sconosciuto tra sconosciuti.
Qui Leiber, con i suoi dialoghi mai banali, riesce a mettere in scena questa fragilità, questa insoddisfazione, la paura di ciò che non si conosce e la voglia di calore umano, di un soffio di vita invece di un venticello del cambio, e di una dose di libero arbitrio piuttosto che di un invisibile e sconosciuto deus-ex-machina, parla dell'amore per le cose, per l'arte, per gli esseri viventi, parla dell'assere umano.
Su un altro piano poi, riesce a mettere in piedi questo splendido meccanismo della guerra del cambio (che offre interessanti spunti di riflessione... a tratti mi portava alla mente i Tralfamadoriani di Vonnegut -solo perch√® avevo appena letto Mattatoio 5- ma in Leiber non prevale il determinismo assoluto di Vonnegut, ma un relativismo, una casualit√†, una forza del libero arbitrio nella quale personalmente riesco a rispecchiarmi pi√Ļ facilmente) e riesce con poche parole, brevi frase buttate la, inizi (mai completati) di discorsi o vicende, a mettere in moto la fantasia del lettore che puo' sbizzarrirsi in luoghi e tempi sconosciuti e lasciati per lo piu' alla sua stessa capacit√† di sognare.
Molto immaginifico.
Infine Leiber mette in piedi un piccolo giallo, e ci da tutti gli elementi per poterlo risolvere: davvero intrigante.

Molto bello. Davvero un bel romanzo!

Voto: 8
P.S. Grandiosa la scena dietro il paravento descritta in "Mister Ragno" !!  
« Ultima modifica: 09 Settembre 2013, 18:22:49 di Arne Saknussemm » Loggato
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« Rispondi #297 data: 27 Agosto 2012, 07:22:51 »
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Citazione da: exeter il 18 Agosto 2012, 12:03:44

Ciao a tutti, ho letto il file dei libri che hai intenzione di leggere, buona scorpacciata, e una CAA molto complessa decidere cosa leggere prima o dopo, ho notato una cosa, ma penso che sia una svista, hai inserito  L'orrenda tana di Herbert, non ho visto inserito Topi, che sarebbe il volume prima di queta coppia di volumi dedicati ai piccoli animaletti. Da parte mia ho letto molti romanzi horror ma alla fine di Topi, ti posso garantire a, che alla sera ogni tanto sentendo qualche rumore mi veniva qualche dubbio.
In questo momento mi sfugge l'autore ma ti. Consiglierei anche, almeno non mi sembra. Di a verlo visto nell'elenco, l'urania Gli uomini di catrame,  che paura.
Ciaoooo


Ciao Exeter, grazie per i consigli !
Ma il file che hai guardato è di un anno fà e molti dei libri in esso contenuti li ho già divorati , tra qualche giorno apro ufficialmente il mio Anno ScolastiFantascientifico 2012/2013 con annesso file delle nuove letture .

Ovviamente saranno graditi i consigli di tutti gli UMini.

P.S. Herbert (I topi e l'orrenda tana) però non l'ho ancora letto.
« Ultima modifica: 27 Agosto 2012, 07:25:01 di Arne Saknussemm » Loggato
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« Rispondi #298 data: 27 Agosto 2012, 11:21:01 »
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Citazione da: Arne Saknussemm il 27 Agosto 2012, 07:13:58

Il Grande tempo di Fritz Leiber (The Big Time, 1958-1963)






Vado controcorrente rispetto a tutti i commenti fin ora inseriti nel db: per me questo √® un bel romanzo e credo che l'Hugo se lo sia meritato, certo √® datato (difatti gli d√≤ un 7,5 ... l'avessi letto 40 anni f√† sarebbe stato almeno 8,5... credo!) ma l'Hugo lo vinse pi√Ļ di 40 anni f√† e non ieri.

Mi pare che hai centrato in pieno l'essenza di questo romanzo. C'√® tutto Leiber dentro: gli scacchi come metafora della vita, una vita perlopi√Ļ incomprensibile e "agita" da forze e moventi che non si comprendono. Il teatro, l'aspirazione ad una civilt√† pi√Ļ libera e meno repressa etc. Tutti quei commenti negativi, in effetti, erano un po' fuori luogo per un autore di questo calibro.
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« Rispondi #299 data: 30 Agosto 2012, 19:29:29 »
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La casa dalle finestre nere di Clifford D. Simak (Way Station, 1963)





Simak √® eccezionale. Pi√Ļ lo leggo e pi√Ļ lo amo.
Romanzo scritto in maniera eccezionale, molto evocativo, delicato e d'atmosfera, quando leggo Simak il luogo in cui mi trovo si trasforma inevitabilmente in un antico salone di una tenuta di campagna con un enorme camino.Al di là dei riferimenti alla guerra fredda e di alcuni aspetti dell'animo umano che Simak mette in evidenza, ciò che il romanzo mi lascia è qualcosa che avevo già prima di leggerlo: la consapevolezza che se da un lato l'essere umano può cambiare dall'altro abbiamo l'umanità che invece non cambierà mai.Servirebbe una motivazione talmente forte ed eccessiva, come quella immaginata da Simak (la possibiltà di avere accesso alle vie della galassia, di un effettivo salto di vita grazie a splendide tecnologie, la promessa di una vita possibile e desiderabile per tutti ... o un intervento divino una forza immanente...), da sembrare puramente utopistica o assolutamente improbabile.


Anche Enoch (il protagonista), con il suo grande amore per il genere umano, con i suoi buoni propositi ed uno spiccatissimo senso di responsabilit√†, ad un certo punto vorrebbe abbandonare a se stesso il genere umano (e lui con gli altri) per evitare di "esportare" violenza e vizi di una umanit√† per la quale non riesce pi√Ļ a nutrire fiducia.... ma nemmeno gli altri mondi sono perfetti come lui invece li immagina !
Voto: 8
« Ultima modifica: 31 Agosto 2012, 09:07:45 di Arne Saknussemm » Loggato
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