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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Altra SF | Discussione: E ti pareva «prec succ»
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  Autore  Discussione: E ti pareva  (letto 5531 volte)
marben


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Re:E ti pareva
« Rispondi #15 data: 28 Gennaio 2011, 10:00:02 »
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Citazione da: Algernon il 28 Gennaio 2011, 08:59:59


Citazione da: marben il 27 Gennaio 2011, 18:32:43

Pensate che qualche critico lo abbia fatto notare? Per quanto mi risulta, no.


... e qualche umaniaco lo aveva inserito nel database? nemmeno


È uscito in una collana che ho ereditato da un curatore sparito dalla circolazione; lo inserirò (insieme a qualche altro titolo analogo) quanto prima. Anche se lo spunto fantascientifico è tenue (un filo-nazista diventa presidente USA) è, tecnicamente parlando, un'ucronia, e comunque non è meno fantascientifico di libri pubblicati in collane di FS propriamente dette. Avete presente "L'ultimo dei Winnebago" di Connie Willis, uscito in Odissea Fantascienza (guarda caso..). ? Se è fantascienza il libro della Willis, allora lo è anche quello di Roth..oppure non lo sono entrambi..qual'è il confine tra FS vera e propria e libri che usano temi di derivazione fantascientifica per raccontare storie, più o meno, "normali"? È giusto inserire certi libri nel DB oppure dovremmo inserire soltanto libri di FS "pura"? Mi piacerebbe sentire qualche opinione in proposito.
« Ultima modifica: 28 Gennaio 2011, 10:01:17 di marben » Loggato
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Re:E ti pareva
« Rispondi #16 data: 28 Gennaio 2011, 10:06:40 »
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Citazione da: iogy il 28 Gennaio 2011, 08:50:39


Citazione da: marben il 27 Gennaio 2011, 18:32:43

Bellissima la parabola di iogy, ma chi sei? Robert Sheckley redivivo?

"Il complotto contro l'America

Quando l'eroe dell'aviazione Charles A. Lindebergh, rabbioso isolazionista e antisemita, sconfigge Franklin Roosevelt alle elezioni presidenziali del 1940, la paura invade ogni famiglia ebrea americana, soprattutto quella del piccolo Philip, investita dalla violenza del pogrom che si scatena. Roth parte da questo antefatto di fantastoria per raccontare cosa accadde a Newark alla sua famiglia, e a un milione di famiglie come la sua, durante i minacciosi anni Quaranta, quando i cittadini ebrei americani avevano buoni motivi per temere il peggio.


marben mi hai fatto venire voglia di comprarlo! grazie del consiglio!

iogy


Philip Roth è, a mio modesto avviso, il più grande scrittore vivente di lingua inglese. Da decenni candidato al Nobel non lo vince mai perchè, pare, stà antipatico a un'influente membro del comitato..è comunque un libro che ti consiglio, anche se non è proprio pura FS..
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Re:E ti pareva
« Rispondi #17 data: 28 Gennaio 2011, 10:42:45 »
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Roth è un grandissimo
oltre al già citato Complotto ho in coda di lettura Everyman (non fantastico)
ma Il lamento di Portnoy resta uno dei capisaldi delle mie letture giovanili, appena un gradino sotto Il giovane Holden
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Re:E ti pareva
« Rispondi #18 data: 28 Gennaio 2011, 10:56:55 »
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Citazione da: marben il 28 Gennaio 2011, 10:00:02

..qual'è il confine tra FS vera e propria e libri che usano temi di derivazione fantascientifica per raccontare storie, più o meno, "normali"? È giusto inserire certi libri nel DB oppure dovremmo inserire soltanto libri di FS "pura"? Mi piacerebbe sentire qualche opinione in proposito.


io sono per

FS = SF = Speculative Fiction

quindi un libro come Il complotto contro l'America è certamente da inserire

vedo ora che c'è una interessantissima pagina su Wikipedia, aggiunta o modificata pochi giorni fa
http://en.wikipedia.org/wiki/Speculative_fiction
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Re:E ti pareva
« Rispondi #19 data: 28 Gennaio 2011, 11:49:13 »
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Per me un'ucronia ha ben diritto ad essere inserita nel filone fantascientifico. Proprio perchè la Sf non è o almeno non è solo omini verdi e mostri dagli occhi sfaccettati. I mondi possibili o alternativi hanno diritto ad essere inseriti nei nostri DB. Poi se l'Autore descrive maggiormente gli stati d'animo dei personaggi rispetto alla creazione di un mondo alternativo non credo faccia danni anzi. Voto a favore di Roth e vado a comprarlo.
Vin
P.S. Marben ricordo anch'io quegli anni peccato che con i pochi soldini che avevo allora non potevo comprare tutto  
« Ultima modifica: 28 Gennaio 2011, 11:51:16 di Lupo dei Cieli (VinMar) » Loggato
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Re:E ti pareva
« Rispondi #20 data: 28 Gennaio 2011, 11:59:39 »
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Citazione da: marben il 28 Gennaio 2011, 10:00:02

Se è fantascienza il libro della Willis, allora lo è anche quello di Roth..oppure non lo sono entrambi..


e che dire allora del racconto Storie alternative di Dozois in Controrealtà (Millemondi 52), dove pure appare Lindbergh?

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Re:E ti pareva
« Rispondi #21 data: 28 Gennaio 2011, 12:25:11 »
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Quello che mancano sono collane specializzate che facciano uscire romanzi "medi" che agli editor non specializzati manco arrivano... Ormai ho perso il contatto con quanto accade negli USA, dato che Urania e altre collane non parlano quasi mai del mercato principe della sf (forse si vergognano?). Ogni volta che dò un'occhiata ai siti di news fantascientifiche americane trovo autori, magari strombazzatissimi, che mi sono del tutto sconosciuti... chissà quanti meriterebbero una traduzione ma il mercato ormai asfittico non ne tiene conto. Considerate che Odissea pubblica per lo più romanzi brevi: quindi i veri romanzi hanno ormai spazio solo su Urania, parlando di collane specializzate. Con tutti i problemi ben noti (mancanza di spazio, poco comprensibile politica editoriale, e ormai devota al risparmio, traduzioni tagliate, cicli massacrati etc). Come diceva qualcuno, manca un editore della serietà e della sobrietà della Nord. Fanucci? Esiste ancora? Delos? Chi compra la loro roba si conta sulla punta delle dita, e comunque fanno scelte discutibili come quella da cui è scaturito questo post.

La verità, secondo me, è che gli editori italiani fanno mediamente cagare. Pochissimi hanno desiderio di sperimentazioni; quasi tutti seguono mode passeggere con programmi editoriali d'accatto e banali. Molto banalmente, la massa degli editor è piuttosto ignorante, specie dei mercati non standard, e si limita ad accaparrarsi traduzioni di autori già famosi negli USA... tanto per darvi un'idea, in trent'anni in cui tutto il mondo riconosceva al giallo svedese una straordinaria valenza, solo UN editore, e in tempi solo recenti, ha avuto il coraggio di puntare su Wallander & Co. Oggi fa i miliardi (approfittandone per duplicare i prezzi dei tascabili, tra l'altro...) e gli altri tentano di attaccarsi allo stesso tram, ma per lo più con scarti abbastanza dimenticabili. Se la fs ritornasse al boom anni '70 ci ripiomberebbero su tutti di nuovo, e gli effetti sarebbero gli stessi: d'altronde, lo scopo degli editori è vendere libri, il più possibile e qualsiasi essi siano, non (forse giustamente) accontentare pochi pensanti che stanno lì a guardare dettagli come la qualità... Pochi casi a parte, come Adelphi, finiscono per pubblicare libri confezionati ad arte, scelti per la loro ottima qualità "letteraria", ma di norma pallosissimi (guarda caso il loro unico libro fantascientifico è stato il soporifero Cristalli sognanti)!

Tornando a noi, a parte il nostro stiminzito ghetto, la fantascienza in Italia NON ESISTE!! Mettiamoci una pietra su e cerchiamo di vivere questo crepuscolo della nostra estinzione con calma e rassegnazione... Io non penso che le cose miglioreranno. Già mi immagino che il successore di Lippi sarà anche peggio di lui... Curtoni, Montanari, Valla viaggiano verso la settantina. Chi ha oggi il loro carisma e la loro cultura? Stefano di Marino? AHAHAHAHAHA!!
« Ultima modifica: 28 Gennaio 2011, 12:35:22 di attiliosfunel » Loggato
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Re:E ti pareva
« Rispondi #22 data: 28 Gennaio 2011, 12:30:10 »
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Citazione da Algernon
Roth è un grandissimo
oltre al già citato Complotto ho in coda di lettura Everyman (non fantastico)
ma Il lamento di Portnoy resta uno dei capisaldi delle mie letture giovanili, appena un gradino sotto Il giovane Holden
Completamente d'accordo. Ho in coda "La controvita" che a leggere la trama promette assai bene, anche come spunti fantastici.

Citazione da Algernon
io sono per

FS = SF = Speculative Fiction

quindi un libro come Il complotto contro l'America è certamente da inserire
D'accordo pure su questo. Io propendo, da sempre, per una visione "allargata" della FS. Roth sarà inserito quanto prima.

Citazione da Vinmar
Per me un'ucronia ha ben diritto ad essere inserita nel filone fantascientifico. Proprio perchè la Sf non è o almeno non è solo omini verdi e mostri dagli occhi sfaccettati. I mondi possibili o alternativi hanno diritto ad essere inseriti nei nostri DB. Poi se l'Autore descrive maggiormente gli stati d'animo dei personaggi rispetto alla creazione di un mondo alternativo non credo faccia danni anzi. Voto a favore di Roth e vado a comprarlo.
Vin
P.S. Marben ricordo anch'io quegli anni peccato che con i pochi soldini che avevo allora non potevo comprare tutto
Neppure io..compravo quello che potevo e il resto lo recuperavo in seguito sulle bancarelle, remainders etc..

Altro esempio: Salman Rushdie. Sia i Figli della mezzanotte, sia I versi satanici (tutti e due in DB) non scherzano come aspetti fantastici/fantascientifici. Nei Figli della mezzanotte Rushdie racconta dell'indipendenza dell'India ma lo fa in maniera molto particolare:
"Il libro narra le vicende dei mille bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento, cioè, in cui l'India ha proclamato la propria indipendenza dall'Impero britannico. Tutti costoro posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini come Saleem Sinai, il protagonista che, ormai in punto di morte, racconta la propria tragicomica storia. Scritto in uno stile esuberante e surreale, "I figli della mezzanotte" è un libro assolutamente sorprendente che unisce i caratteri della saga familiare e del romanzo di formazione in un grandioso canto corale, sullo sfondo della storia dell'India del Ventesimo secolo."
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Re:E ti pareva
« Rispondi #23 data: 28 Gennaio 2011, 12:33:52 »
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Citazione da: attiliosfunel il 28 Gennaio 2011, 12:25:11

Quello che mancano sono collane specializzate che facciano uscire romanzi "medi" che agli editor non specializzati manco arrivano... Ormai ho perso il contatto con quanto accade negli USA, dato che Urania e altre collane non parlano quasi mai del mercato principe della sf (forse si vergognano?). Ogni volta che dò un'occhiata ai siti di news fantascientifiche americane trovo autori, magari strombazzatissimi, che mi sono del tutto sconosciuti... chissà quanti meriterebbero una traduzione ma il mercato ormai asfittico non ne tiene conto. Considerate che Odissea pubblica per lo più romanzi brevi: quindi i veri romanzi hanno ormai spazio solo su Urania, parlando di collane specializzate. Con tutti i problemi ben noti (mancanza di spazio, poco comprensibile politica editoriale, e ormai devota al risparmio, traduzioni tagliate, cicli massacrati etc). Come diceva qualcuno, manca un editore della serietà e della sobrietà della Nord. Fanucci? Esiste ancora?

La verità, secondo me, è che gli editori italiani fanno mediamente cagare. Pochissimi hanno desiderio di sperimentazioni; quasi tutti seguono mode passeggere con programmi editoriali d'accatto e banali. In genere gli editor sono piuttosto ignoranti dei mercati non standard... tanto per darvi un'idea, in trent'anni in cui tutto il mondo riconosceva al giallo svedese una straordinaria valenza, solo UN editore, e in tempi solo recenti, ha avuto il coraggio di puntare su Wallander & Co. Oggi fa i miliardi (alzando i prezzi, tra l'altro...) e gli altri tentano di attaccarsi allo stesso tram, per lo più con scarti. Se la fs ritornasse al boom anni '70 ci ripiomberebbero su tutti di nuovo: d'altronde, lo scopo degli editori è vendere libri, e il più possibile, non (forse giustamente) accontentare pochi pensanti che stanno qui a guardare queste cose. Tornando a noi, a parte il nostro stiminzito ghetto, la fantascienza in Italia NON ESISTE!! Mettiamoci una pietra su e cerchiamo di vivere questo crepuscolo della nostra estinzione con calma e rassegnazione... Io non penso che le cose miglioreranno. Già mi immagino che il successore di Lippi sarà anche peggio di lui... Curtoni, Montanari, Valla viaggiano verso la settantina. Chi ha oggi il loro carisma e la loro cultura? Stefano di Marino? AHAHAHAHAHA!!


D'accordo su tutto tranne un punto: il povero G.L. fa quello che può con lo striminzito budget che ha. Vi ricordate Kim Stanley Robinson, Iain Banks, Paul McAuley, David Brin e tanti altri? Quanto li avete visti in giro dopo che la Nord si è venduta a Longanesi?
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Re:E ti pareva
« Rispondi #24 data: 28 Gennaio 2011, 12:38:19 »
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Citazione da: marben il 28 Gennaio 2011, 12:33:52


Citazione da: attiliosfunel il 28 Gennaio 2011, 12:25:11

Quello che mancano sono collane specializzate che facciano uscire romanzi "medi" che agli editor non specializzati manco arrivano... Ormai ho perso il contatto con quanto accade negli USA, dato che Urania e altre collane non parlano quasi mai del mercato principe della sf (forse si vergognano?). Ogni volta che dò un'occhiata ai siti di news fantascientifiche americane trovo autori, magari strombazzatissimi, che mi sono del tutto sconosciuti... chissà quanti meriterebbero una traduzione ma il mercato ormai asfittico non ne tiene conto. Considerate che Odissea pubblica per lo più romanzi brevi: quindi i veri romanzi hanno ormai spazio solo su Urania, parlando di collane specializzate. Con tutti i problemi ben noti (mancanza di spazio, poco comprensibile politica editoriale, e ormai devota al risparmio, traduzioni tagliate, cicli massacrati etc). Come diceva qualcuno, manca un editore della serietà e della sobrietà della Nord. Fanucci? Esiste ancora?

La verità, secondo me, è che gli editori italiani fanno mediamente cagare. Pochissimi hanno desiderio di sperimentazioni; quasi tutti seguono mode passeggere con programmi editoriali d'accatto e banali. In genere gli editor sono piuttosto ignoranti dei mercati non standard... tanto per darvi un'idea, in trent'anni in cui tutto il mondo riconosceva al giallo svedese una straordinaria valenza, solo UN editore, e in tempi solo recenti, ha avuto il coraggio di puntare su Wallander & Co. Oggi fa i miliardi (alzando i prezzi, tra l'altro...) e gli altri tentano di attaccarsi allo stesso tram, per lo più con scarti. Se la fs ritornasse al boom anni '70 ci ripiomberebbero su tutti di nuovo: d'altronde, lo scopo degli editori è vendere libri, e il più possibile, non (forse giustamente) accontentare pochi pensanti che stanno qui a guardare queste cose. Tornando a noi, a parte il nostro stiminzito ghetto, la fantascienza in Italia NON ESISTE!! Mettiamoci una pietra su e cerchiamo di vivere questo crepuscolo della nostra estinzione con calma e rassegnazione... Io non penso che le cose miglioreranno. Già mi immagino che il successore di Lippi sarà anche peggio di lui... Curtoni, Montanari, Valla viaggiano verso la settantina. Chi ha oggi il loro carisma e la loro cultura? Stefano di Marino? AHAHAHAHAHA!!


D'accordo su tutto tranne un punto: il povero G.L. fa quello che può con lo striminzito budget che ha. Vi ricordate Kim Stanley Robinson, Iain Banks, Paul McAuley, David Brin e tanti altri? Quanto li avete visti in giro dopo che la Nord si è venduta a Longanesi?


Secondo me non regge tanto perché, tanto per fare un esempio, appena arrivato su Urania abolì autori  "difficili" come Brussolo per pubblicare pletore di romanzetti avventurosi tipo Andre Norton. Eppure il budget era lo stesso! Ma comunque 'ste cose le ho dette già cento volte e mi sono stufato.. e pure voi vi sarete stufate di sentirle
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Re:E ti pareva
« Rispondi #25 data: 28 Gennaio 2011, 13:03:39 »
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Citazione da: attiliosfunel il 28 Gennaio 2011, 12:38:19


Citazione da: marben il 28 Gennaio 2011, 12:33:52


Citazione da: attiliosfunel il 28 Gennaio 2011, 12:25:11




D'accordo su tutto tranne un punto: il povero G.L. fa quello che può con lo striminzito budget che ha. Vi ricordate Kim Stanley Robinson, Iain Banks, Paul McAuley, David Brin e tanti altri? Quanto li avete visti in giro dopo che la Nord si è venduta a Longanesi?


Secondo me non regge tanto perché, tanto per fare un esempio, appena arrivato su Urania abolì autori  "difficili" come Brussolo per pubblicare pletore di romanzetti avventurosi tipo Andre Norton. Eppure il budget era lo stesso! Ma comunque 'ste cose le ho dette già cento volte e mi sono stufato.. e pure voi vi sarete stufate di sentirle


Brussolo a me piaceva..però la risposta dei lettori non era proprio entusiastica..pubblicarono i libri che avevano già comprato e poi amen..I romanzetti di Andre Norton mi pare li pubblicasse Montanari (potrei sbagliare) e credo proprio per motivi di budget..li avranno presi in blocco a due lire..ricordo che Malaguti una volta disse che per i diritti degli autori che pubblicava su Galassia (metà anni '60) l'editore gli dava 100.000 lire..qualcuno chiedeva 120.000 lire e il libro non si poteva pubblicare..oggi uno scrittore di medio calibro come Alastair Reynolds becca anticipi da un milione di euro..
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« Rispondi #26 data: 28 Gennaio 2011, 14:31:46 »
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Interessanti e succosi questi dati... ne hai altri?
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Re:E ti pareva
« Rispondi #27 data: 28 Gennaio 2011, 15:11:06 »
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Citazione da: attiliosfunel il 28 Gennaio 2011, 14:31:46

Interessanti e succosi questi dati... ne hai altri?


In un'altro forum Bibliotecario, rispondendo ad una mia domanda, ha detto (fonte G.L. in persona) che Urania vende 6000/8000 copie a numero..ragazzi, sono veramente poche poche..mi chiedo come mai Mondadori non la chiuda, visto che tra diritti d'autore e costi redazionali forse non ci vanno neanche in parità..se vuoi sapere quanto hanno a disposizione come budget non so' dirtelo, forse il nostro "insider" dhr ne sa qualcosa, o forse non lo sa neanche lui. Una cosa che mi pare di ricordare è che ai tempi di F&L (personalmente non troppo rimpianti..) si vendessero sulle 30.000 copie con cadenza quindicinale, ma in certi momenti, ricorderete, fu anche settimanale. Eppure ne pubblicavano di ciofeghe..pur avendo probabilmente più soldi a disposizione e con costi dei diritti molto più modesti rispetto ad oggi.
Il problema è, come hai detto tu, che non c'è più il mercato della FS in Italia. In America ci sono tanti editori e pubblicano tanti libri perchè il mercato è enorme, comprendendo tutti i paesi di lingua inglese..paesi dove si legge molto più che da noi..come tu osservi giustamente qui si pubblicano ormai quasi soltanto autori già affermati in USA e UK, tanto per andare sul sicuro. Qualcuno ricorda Urania 1125 La stella che cambiò di Jeffrey A. Carver? Mi sono sempre chiesto perchè non sia mai stato pubblicato altro materiale di un autore così valido..riporto qui per comodità la recensione che scritto:
"Unico libro di questo autore pubblicato in Italia (a parte la novelisation di Battlestar Galactica), ricordo che al'epoca mi fece una notevole impressione, sia per la trama originale e ben congegnata, sia per la qualità della scrittura.
In una galassia scossa dalle tensioni tra due opposte fazioni, una autoritaria e una più democratica, gli scienziati di entrambi i fronti si sono riuniti nel progetto Starmuse per osservere la gigante rossa Betelgeuse mentre si trasforma in supernova. Nella stazione spaziale in orbita intorno alla stella il team attende con ansia l'arrivo di un uomo essenziale alla riuscita del progetto. Sul pianeta Kantano l'astronomo Willard Ruskin cerca di scoprire perchè qualcuno lo ha infettato con nano-agenti, microscopici computer intelligenti che alterano il suo aspetto, la sua memoria e perfino il suo DNA. Ruskin deve trovare un modo per raggiungere Betelgeuse prima che i suoi nemici possano sabotare il progetto Starmuse, da cui dipende il futuro dell'umanità tra le stelle.
Libri come questo fanno un pò riflettere sulle scelte dei curatori italiani di FS: si pubblicano (e spesso ristampano come "classici" romanzetti scadenti) e si trascurano autori di qualità. Forse si considera il pubblico italiano troppo immaturo? Se certi libri vanno bene per i lettori americani e inglesi, non vedo perchè non dovrebbero andare bene anche per noi..siamo forse più scemi degli americani? Non credo proprio.. "
« Ultima modifica: 28 Gennaio 2011, 15:19:50 di marben » Loggato
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Re:E ti pareva
« Rispondi #28 data: 28 Gennaio 2011, 16:08:26 »
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Citazione da: Algernon il 28 Gennaio 2011, 10:56:55


Citazione da: marben il 28 Gennaio 2011, 10:00:02

..qual'è il confine tra FS vera e propria e libri che usano temi di derivazione fantascientifica per raccontare storie, più o meno, "normali"? È giusto inserire certi libri nel DB oppure dovremmo inserire soltanto libri di FS "pura"? Mi piacerebbe sentire qualche opinione in proposito.


io sono per

FS = SF = Speculative Fiction

quindi un libro come Il complotto contro l'America è certamente da inserire

vedo ora che c'è una interessantissima pagina su Wikipedia, aggiunta o modificata pochi giorni fa
http://en.wikipedia.org/wiki/Speculative_fiction


Connie Willis è una grandissima scritrice che grazie al cielo scrive romanzi e racconti di fantascienza con la F maiuscola.
L'ucronia per i miei gusti è uno dei più interessanti sottogeneri della fs, se Philip Roth ne scrive a mio parere va inserito in DB.

La deriva che stà prendendo questo Topic è uguale a quelle di tanti altri topic che l'hanno preceduto e che bene o male vanno a finire parlando della stessa cosa : la morte della fantascienza in Italia.
C'è poco da fare...la penso come Attilio.

Ma una curiosotà me la vorrei togliere: chiedere a quelli della Delos del perchè proprio loro mi vanno a togliere la scritta Fantascienza!!
Se riuscirò ad andare, come mi ripropongo, al Delosday non che primo UraniaCon di giugno a Milano, un paio di sassolini dalle scarpe me li toglierò di sicuro.
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« Rispondi #29 data: 28 Gennaio 2011, 17:23:00 »
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Citazione da: bibliotecario il 28 Gennaio 2011, 16:08:26


La deriva che stà prendendo questo Topic è uguale a quelle di tanti altri topic che l'hanno preceduto e che bene o male vanno a finire parlando della stessa cosa : la morte della fantascienza in Italia.



visto che tanto siamo alla deriva mi piacerebbe qualche commento sul mio post precedente, che pensavo un po' provocatorio, a proposito del fatto che molti addetti ai lavori (e credo anche molti lettori) si sono sempre lamentati che la fantascienza era chiusa in un ghetto e ora ci lamentiamo perchè ne è uscita e si è sparsa un po' dovunque
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