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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: Sugli autori italiani? «prec succ»
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  Autore  Discussione: Sugli autori italiani?  (letto 968 volte)
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Sugli autori italiani?
« data: 15 Giugno 2016, 08:14:49 »
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Per non andare troppo fuori tema nel post precedente “Le uscite di luglio”, nel quale è stato più volte affrontato la questione degli autori italiani, apro questo post dedicato all’argomento e vorrei dire questo:



Gli italiani sanno fare un rock internazionalmente valido?

NO,

non hanno l’attitudine, e nessuno si scandalizza, bisogna accontentarsi di quello che passa il convento.



Gli italiani sanno scrivere fantascienza internazionalmente valida?

NO,

non hanno l’attitudine, allora perché scandalizzarsi ed insistere per il contrario?



Il segreto dei grandi scrittori anglosassoni è che dentro di loro sopravvive ancora l’anima del bambino sognatore, ma quel bambino scrive come un genio.



La gran parte degli scrittori italiani sono bambini immersi in incubi sanguinolenti, ma che pensano di potere scrivere come dei geni.



Certo qua e la negli anni qualcosina è venuta fuori, ma se si va a vedere bene, anche i migliori lavori, in fondo in fondo, sembrano soffrire ognuno di un sottile male oscuro, qualcosa che non ti lascia mai perfettamente soddisfatto di quello che hai letto: colpa dell’attitudine....



E poi è dimostrato che nonostante la massiccia immissione di lavori italiani di fantascienza in questi ultimi anni, tra e-book e libri, non riesce ad emergere neanche un qualcosa che possa solo assomigliare capolavoro, La miglior cosa italiana che ho letto da un po’ di tempo è “Dimenticami, trovami, sognami” di Viscusi, ma come paragonarlo ad “Anathem” di Stephenson che più o meno affronta le stesse tematiche....?



Gli autori italiani sono apprezzati, dagli editori che li propongono, più che altro per il costo vicino a zero dei diritti di pubblicazione.



Tralascio qui di rientrare nella polemica riguardo l’agonia di Urania (della quale - intendo Urania, non agonia - ormai non ho più nessun interesse) visto la mia posizione ben nota.



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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #1 data: 15 Giugno 2016, 09:26:44 »
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Questo come si suol dire e un invito a nozze, intanto mi permetto di contraddirti subito non sono d'accordo sulle tue affermazioni, ammetto di non essere un grande esperto di Rock, ma ha parte che in fatto di musica gli Italiani non hanno niente da invidiare a nessuno, esistono gruppi rock Italiani di tutto rispetto, certo sono decisamente meno favosi, ma teniamo conto delle strutture logistiche ed economiche, che sostengono i gruppi americani, e la stessa cosa vale per la fantascienza in particolare  e la letteratura in generale, e se permetti una citazione forse la più famosa "opera Famtasy" e italiana sto parlando della "Divina Commedia".
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #2 data: 15 Giugno 2016, 09:53:18 »
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Citazione da: tario1 il 15 Giugno 2016, 08:14:49


Per non andare troppo fuori tema nel post precedente “Le uscite di luglio”, nel quale è stato più volte affrontato la questione degli autori italiani, apro questo post dedicato all’argomento e vorrei dire questo:



Gli italiani sanno fare un rock internazionalmente valido?

NO,

non hanno l’attitudine, e nessuno si scandalizza, bisogna accontentarsi di quello che passa il convento.



Gli italiani sanno scrivere fantascienza internazionalmente valida?

NO,

non hanno l’attitudine, allora perché scandalizzarsi ed insistere per il contrario?



Il segreto dei grandi scrittori anglosassoni è che dentro di loro sopravvive ancora l’anima del bambino sognatore, ma quel bambino scrive come un genio.



La gran parte degli scrittori italiani sono bambini immersi in incubi sanguinolenti, ma che pensano di potere scrivere come dei geni.



Certo qua e la negli anni qualcosina è venuta fuori, ma se si va a vedere bene, anche i migliori lavori, in fondo in fondo, sembrano soffrire ognuno di un sottile male oscuro, qualcosa che non ti lascia mai perfettamente soddisfatto di quello che hai letto: colpa dell’attitudine....



E poi è dimostrato che nonostante la massiccia immissione di lavori italiani di fantascienza in questi ultimi anni, tra e-book e libri, non riesce ad emergere neanche un qualcosa che possa solo assomigliare capolavoro, La miglior cosa italiana che ho letto da un po’ di tempo è “Dimenticami, trovami, sognami” di Viscusi, ma come paragonarlo ad “Anathem” di Stephenson che più o meno affronta le stesse tematiche....?



Gli autori italiani sono apprezzati, dagli editori che li propongono, più che altro per il costo vicino a zero dei diritti di pubblicazione.



Tralascio qui di rientrare nella polemica riguardo l’agonia di Urania (della quale - intendo Urania, non agonia - ormai non ho più nessun interesse) visto la mia posizione ben nota.



Vitto



Grazie, passo. Contro l'"attitudine" c'è poco da argomentare, poi "perché scandalizzarsi e insistere del contrario?"... Un buon esempio di come si sotterra una discussione magari interessante, adducendo considerazioni di verità assoluta, inconfutabile, genetica.

Ciao
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #3 data: 15 Giugno 2016, 11:10:23 »
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Citazione da: tario1 il 15 Giugno 2016, 08:14:49

Per non andare troppo fuori tema nel post precedente “Le uscite di luglio”, nel quale è stato più volte affrontato la questione degli autori italiani, apro questo post dedicato all’argomento e vorrei dire questo:
[...]


Ognuno ha le proprie posizioni e le proprie opinioni, non esistono verità assolute.
Detto ciò, anche a me non piacciono molto gli autori di FS/FY italiana, per diversi motivi che non sto qui ad elencare, ma credo anche che il mercato italiano sia ben diverso da quello anglofono.
Prima di tutto, per la quantità, in UK/USA si pubblicano molti più racconti/romanzi di FY/FS che in Italia, ci sono decine e decine di pubblicazioni e case editrici che pubblicano a tutto spiano (Del Rey, Doubleday, Baen, Orion, Gollancz, Tor... potrei continuare per altre tre righe. Qui in Italia? Qualcosa S&K, Einaudi. Longanesi e ovviamente Fanucci e Mondadori (che da sole coprono il 60-70% del mercato).
Seconda cosa: in Italia non esiste una "scuola" FS/FY come quella anglofona. Per assurdo, gli autori italiani di inizio '900 (Salgari, Yambo, Buzzati, Calvino) scrivevano "meglio" di molti autori contemporanei. Oggi la FS/FY italiana è involuta, mascherando thriller e pipponi psicologici in fantascienza, buttando qua e la' elementi fantascientifici o fantastici per dargli un' "aura" di esotico.
Fortunatamente esistono diversi autori che sono andati oltre a questi stereotipi, quali Tonani, Masali, Evangelisti, Fabriani, Altomare e qualcun'altro ancora. Certo, sono pochi nomi rispetto ai corrispettivi UK/USA, ma sono anche molti meno gli autori italiani rispetto ai colleghi stranieri.
Il problema secondo me è la qualità, è difficile trovare un testo di un autore italiano scorrevole, con una buona trama e personaggi e con uno svolgimento coerente che non si perda per strada.
Il Premio Urania, come altri premi indetti da altre case editrici, ha avuto il pregio di far scoprire diverse chicche, ma anche di pubblicare (IMHO) delle schifezze colossali. Non vedo trasparenza nella scelta dei lavori che vanno in finale e vengono poi premiati, non vedo un'opera di editing fatta decentemente (perdonatemi, a me "Il Re Nero" di Morellini non è piaciuto proprio... a pagina 80 l'ho abbandonato perchè non succedeva nulla). All'estero, l'opera di revisione copre quasi il 50% del tempo trascorso a terminare il romanzo. Basta guardare i "credits" in fondo ai libri, dove l'autore ringrazia tutti quelli che l'hanno aiutato... i nomi sono decine. Qui al massimo si fa leggere il romanzo/racconto ad un parente e via. Manca una ricerca delle situazioni, una coerenza di base. Una pagina e il protagonista si comporta in una maniera, dieci pagine dopo fa il contrario. Se sei buono sei buono, non fai lo st***zo cattivo. Se spari, poi non puoi all'improvviso avere remore di colpo, e così via. Non dico che non esista un "grigio" tra il "bianco" e il "nero", ma spesso leggo di personaggi che si comportano peggio dei nostri politici solo in una manciata di pagine, una volta di qua e poi di la'... boh.
Ecco, secondo me se ci fossero più revisori all'altezza e più possibilità di mandare manoscritti alle case editrici per valutazioni, forse uscirebbe qualcosa di bello. Il rischio contrario è che tutti si improvvisino scrittori, subissando così gli editori di "romanzi nel cassetto" che sarebbe meglio usare come innesco nel camino. Bisognerebbe avere un po' di dignità e di consapevolezza prima di inviare qualcosa da far valutare, ma si sa che noi italiani in questo pecchiamo di superbia.
Be', direi che mi sono dilungato abbastanza.

saluti
mish
« Ultima modifica: 15 Giugno 2016, 11:13:40 di mishita » Loggato
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #4 data: 17 Giugno 2016, 12:32:38 »
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Citazione da: mishita il 15 Giugno 2016, 11:10:23


All'estero, l'opera di revisione copre quasi il 50% del tempo trascorso a terminare il romanzo. Basta guardare i "credits" in fondo ai libri, dove l'autore ringrazia tutti quelli che l'hanno aiutato... i nomi sono decine. Qui al massimo si fa leggere il romanzo/racconto ad un parente e via. Manca una ricerca delle situazioni, una coerenza di base. Una pagina e il protagonista si comporta in una maniera, dieci pagine dopo fa il contrario. Se sei buono sei buono, non fai lo st***zo cattivo. Se spari, poi non puoi all'improvviso avere remore di colpo, e così via. Non dico che non esista un "grigio" tra il "bianco" e il "nero", ma spesso leggo di personaggi che si comportano peggio dei nostri politici solo in una manciata di pagine, una volta di qua e poi di la'... boh.
Ecco, secondo me se ci fossero più revisori all'altezza e più possibilità di mandare manoscritti alle case editrici per valutazioni, forse uscirebbe qualcosa di bello. Il rischio contrario è che tutti si improvvisino scrittori, subissando così gli editori di "romanzi nel cassetto" che sarebbe meglio usare come innesco nel camino. Bisognerebbe avere un po' di dignità e di consapevolezza prima di inviare qualcosa da far valutare, ma si sa che noi italiani in questo pecchiamo di superbia.
Be', direi che mi sono dilungato abbastanza.

saluti
mish


Mi trovo a condividere fortemente quanto scritto da Mish. Come ben sapete io leggo prevalentemente FN ma penso che per quanto concerne gli autori italiani le argomentazioni siano simili anche per la FS. La differenza secondo me la fa la mole di lavoro che si fa sui libri DOPO che l'autore ha terminato di scriverli. Inevitabilmente l'autore non è obiettivo, e una seria e puntuale revisione da parte di PROFESSIONISTI può fare (e fa) davvero la differenza.
E sono anche decisamente d'accordo che troppi si improvvisino scrittori. Se io leggo 10 libri di italiani e 9 fanno schifo, mi convinco, all'undicesimo libro di un italiano che mi capita in mano, che la probabilità che faccia schifo è il 90%. Lo compro? no. E se per caso era quell'uno che invece era bello mi spiace per lui. La massa di dementi analfabeti che si improvvisano scrittori (e hanno anche il coraggio di PUBBLICARE i proprio obbrobri) danneggiano chi magari invece ha talento e cura per la propria opera.
C'è stato un tempo in cui leggevo molti esordienti italiani, e siccome in mezzo decine e decine di libri orripilanti, scritti da individui incapaci persino di coniugare i verbi, sono riuscita a trovarne solo TRE degni di essere definiti libri, ho deciso di smettere. Sono passati anni, ma ancora sono condizionata da questo, e se vedo che un libro è di un italiano io non lo compro. Dimenticami Trovami Sognami credo sia il primo libro di italiani che ricompro da quella volta, e non sto scherzando. Mi rendo conto che il mio comportamento non è del tutto obiettivo, ma è istinto di conservazione.
Perché in molti casi non si tratta del talento necessario per scrivere il capolavoro, quello ce l'hanno in pochi, ed è giusto così, ma di gente che scrive senza un minimo di cognizione di NIENTE di quello che serve per scrivere un romanzo (o meglio ancora una trilogia), neanche la lingua italiana, questa sconosciuta. Storielle che per struttura e spessore potrebbero essere scritte da dei bambini.
Con questo non voglio dire che tutti gli italiani scrivano così... ma che di questa immondizia in giro ce n'è, e manco poca: certo non aiuta quei pochi che sono degnati di imparare a scrivere prima di pubblicare un libro.
« Ultima modifica: 17 Giugno 2016, 12:35:45 di Grianne » Loggato
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #5 data: 17 Giugno 2016, 13:04:49 »
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Ecco l'ennesima riprova del fatto che generalizzare sia controproducente: una discussione che poteva essere anche interessante viene distutta da affermazioni assolute.
"Insistere del contrario" o "scandalizzarsi" sono azioni assolutamente lecite e doverose da parte di ogni lettore che ami la fantascienza, soprattutto perchè la SF nostrana ha saputo produrre, per essere riduttivi e per limitarsi a quella che è la mia esperienza diretta, due veri e propri "cavalli di razza" che sono Valerio Evangelisti e Dario Tonani.
Il ciclo di Eymerich, solo per citare un esempio, pur nel suo rigirare sempre la stessa frittata, non ha nulla da invidiare a tanti cicli "internazionali" assai più blasonati (vedi "Il mondo del fiume" di Farmer).
Certo, la mia esperienza personale con gli autori italiani non è stata sempre felice, per carità: anzi, a dire proprio il vero ci sono stati più bassi che alti, ma non metterei l'accento su una "incapacità assoluta" di produrre fantascienza ben fatta perchè (parlo per esperienza diretta) quando le idee ci sono le opere sono assolutamente valide e leggibili alla pari con la produzione estera.
Magari, se noi lettori riuscissimo a liberarci dei pregiudizi e se gli editori la smettessero di santificare sempre le stesse figure, l'impressione sarebbe diversa.
Ci sono autori validissimi che come Valerio e come Dario hanno "sfondato", ma ci sono anche autori che si sono "perduti per strada", forse perchè non debitamente inseriti nei contesti o nei circoli giusti (un po' come è capitato al grande Robert Franklyn Young).
Qualche anno fa ho letto "Wormhole" di Serena M. Barbacetto, autrice che, secondo me, avrebbe tutti i numeri per sfondare e ricordo con molto piacere la lettura dei romanzi dei premi Urania Francesco Grasso ("Al di là del muro" e "2038: la rivolta") e Roberto Genovese ("Inferi on net").
Eviterei quindi di parlare in termini assoluti, ricordando che, come in tutte le cose, i gusti personali sono quello che decide: personalmente preferisco di gran lunga molti autori italiani alla Le Guin o Ian Watson, tanto per citarne solo due.

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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #6 data: 17 Giugno 2016, 13:18:37 »
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Ho letto con interesse tutti gli interventi, vorrei ringraziarvi perché i vostri commenti mi hanno dato l'idea per un post, mi riservo quindi nei prossimi giorni di inserire la mia posizione in proposito sull'argomento.
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #7 data: 17 Giugno 2016, 18:28:06 »
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Aprendo questa discussione ho meditato molto su come impostarla, alla fine ho deciso di avere un approccio abbastanza drastico (come mi è stato rimproverato) e volutamente un po' irritante. Ma questo per dimostrare alla prova dei fatti dopo che ho tirato la stilettata , e come speravo è stato ben dimostrato da quanto avete scritto , che anche chi prova a argomentare a vario titolo sulla bontà della nostra scuola  (o a tentare in qualche maniera di darle un buon credito, giustificarla ecc) non ne è poi molto contento:



MISHITA:

Detto ciò, anche a me non piacciono molto gli autori di FS/FY italiana, per diversi motivi che non sto qui ad elencare....

Il problema secondo me è la qualità, è difficile trovare un testo di un autore italiano scorrevole...



GRETANA:

Se io leggo 10 libri di italiani e 9 fanno schifo..

Storielle che per struttura e spessore potrebbero essere scritte da dei bambini...



MAXPULLO:

Certo, la mia esperienza personale con gli autori italiani non è stata sempre felice, per carità: anzi, a dire proprio il vero ci sono stati più bassi che alti...



Ragazzi, sì lo so che ho estratto delle parole togliendole dal contesto originale e che quindi potrei essere accusato di strumentalizzarle (e me ne scuso) ma gratta gratta non si riesce a trovare qualcuno che sia soddisfatto in generalo dei nostri autori. C'è sempre qualcosa che non va....

Si rammentano sempre i soliti Eymeric e Mondo9 (tralasciando, a mio parere, qualcosa di meglio come Progetto Michelangelo di B.Vitiello o Cristo Secondo di A. Mussi), si gira sempre lì intorno, un po' come Volare di Modugno per la canzone italiana. E la ragione è molto semplice; non c'è molto altro da citare.



Nessuna space opera eccezionale prodotta partendo dagli anni '50 ad oggi (che poi è per il sottoscritto la vera anima della fantascienza!!) ripeto, nessuna, se mi citate qualcosa di simile ve ne sarò più che grato! Gli scrittori italiani, soprattutto quelli degli ultimi anni, sempre impastoiati con atmosfere cupe, sanguinolente, scioccanti, panorami lugubri, fumi e vapori vari, fantasy a gogò.



Ma basta fateci partire per le stelle !!



Io, vedete, leggo fantascienza da 40 anni e mi sono incaponito per 35 anni a leggere quasi ogni cosa nazionale che mi capitasse sottomano anche per amor di patria (poi ho quasi smesso di leggete italiani a parte Dario e Viscusi), ma mai, ripeto, mai mi sono PURTROPPO imbattuto in qualcosa che mi sia rimasto dentro.



Quindi cosa dovrei concludere? Che abbiamo una letteratura di fantascienza a livello mondiale? Ma ragazzi di che stiamo parlando...?



Se io poi la chiamo attitudine (cosa non piaciuta a Dario) è perché non trovo altra definizione, se avete qualche definizione migliore accomodatevi.
« Ultima modifica: 17 Giugno 2016, 18:34:39 di tario1 » Loggato
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #8 data: 17 Giugno 2016, 18:36:06 »
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Scusate ma ho qualche problema con i font e le dimensioni dei caratteri
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #9 data: 20 Giugno 2016, 11:23:41 »
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Quando si parla di essere prevenuti , e vero che ci sono in giro un sacco di scrittori improvvisati e che ce il rischio di perdere quelli bravi in mezzo al mare di opere insulse, purtroppo e vero che con la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa chiunque à una minima velleità letteraria adesso ha la possibilità, di propinare la sua opera a tutti, comunque credo che il problema sia comune a tutto il mondo, certo poi succede che le opere che ci arrivano dall’estero hanno già subito delle selezioni, per cui non arriva il peggio, sarebbe come confrontare i diamanti presenti in una gioielleria, con quelli di giacimento ancora da sfruttare.
Ultimo particolare il dilettantismo non riguarda solo la letteratura (mi capita ogni tanto per lavoro di avere a che fare con relazioni tecniche, fatte da incompetenti che si credono bravissimi).
Posso citarti qualche libro che tratta di space opera:
I computer dell'apocalisse di Zuddas
Vladimir Mei, libero agente di Altomare
Il giorno della sfida e Korolev di Aresi
Memorie di un cuoco di astronave di Mongai
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #10 data: 20 Giugno 2016, 13:42:05 »
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Citazione da: ciccio il 20 Giugno 2016, 11:23:41

...
Posso citarti qualche libro che tratta di space opera:
I computer dell'apocalisse di Zuddas
Vladimir Mei, libero agente di Altomare
Il giorno della sfida e Korolev di Aresi
Memorie di un cuoco di astronave di Mongai



Io aggiungerei:
- Mater Maxima, di Donato Altomare
- Oltre il pianeta del vento, di Paolo Aresi
- L'impero dei Mizar, di Antonio Bellomi
- Luna di fuoco, di Virginio Marafante
- Prima del domani, di Giovanni Mongini
- Ferro sette e Falsi dei, di Francesco Troccoli

Se guardiamo anche ai racconti, ce ne sarebbero altri (uno anche scritto da me )
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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #11 data: 20 Giugno 2016, 14:11:39 »
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Citazione da: marco.kapp il 20 Giugno 2016, 13:42:05


Citazione da: ciccio il 20 Giugno 2016, 11:23:41

...
Posso citarti qualche libro che tratta di space opera:
I computer dell'apocalisse di Zuddas
Vladimir Mei, libero agente di Altomare
Il giorno della sfida e Korolev di Aresi
Memorie di un cuoco di astronave di Mongai



Io aggiungerei:
- Mater Maxima, di Donato Altomare
- Oltre il pianeta del vento, di Paolo Aresi
- L'impero dei Mizar, di Antonio Bellomi
- Luna di fuoco, di Virginio Marafante
- Prima del domani, di Giovanni Mongini
- Ferro sette e Falsi dei, di Francesco Troccoli

Se guardiamo anche ai racconti, ce ne sarebbero altri (uno anche scritto da me )



Se parliamo di autori "nuovi", escludiamo a priori Aresi, Bellomi, Mongini, Zuddas, Altomare e Marafante, che sono sulla piazza da 30 anni e più.
Mongai è un po' più "giovane" (prima pubblicazione 1994, sono già comunque 20 anni e passa).
L'unico veramente "nuovo" è Troccoli, che pubblica dal 2008.
In un post precedente si faceva riferimento agli autori un po' più recenti e sulla mancanza di questi autori di scrivere qualcosa di interessante e soprattutto scorrevole.
Degli autori citati, solo uno (o due, a considerare Mongai) è relativo agli ultimi 10 anni.
Non che nel frattempo non siano stati pubblicati altri italiani (Grasso, Verso, Schiavo, Morellini, Costantini, Cola) ma "stranamente" non sono presenti nelle vostre liste, segno che non sono piaciuti o che non sono di vostro interesse.
In ogni caso, significa che per un motivo o per l'altro, non hanno pubblicato qualcosa che si possa ricordare a lungo come invece capita per "Eymerich" (tanto per abusare di un esempio).
Questo non fa altro che confermare che gli autori "moderni" o della "nuova generazione" non attraggono il pubblico come i "vecchi".
Non credo sia solo una questione di temi trattati, ma anche di COME sono trattati.

saluti
mish

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Re:Sugli autori italiani?
« Rispondi #12 data: 20 Giugno 2016, 14:46:46 »
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Citazione da: mishita il 20 Giugno 2016, 14:11:39


Citazione da: marco.kapp il 20 Giugno 2016, 13:42:05


Citazione da: ciccio il 20 Giugno 2016, 11:23:41

...
Posso citarti qualche libro che tratta di space opera:
I computer dell'apocalisse di Zuddas
Vladimir Mei, libero agente di Altomare
Il giorno della sfida e Korolev di Aresi
Memorie di un cuoco di astronave di Mongai



Io aggiungerei:
- Mater Maxima, di Donato Altomare
- Oltre il pianeta del vento, di Paolo Aresi
- L'impero dei Mizar, di Antonio Bellomi
- Luna di fuoco, di Virginio Marafante
- Prima del domani, di Giovanni Mongini
- Ferro sette e Falsi dei, di Francesco Troccoli

Se guardiamo anche ai racconti, ce ne sarebbero altri (uno anche scritto da me )



Se parliamo di autori "nuovi", escludiamo a priori Aresi, Bellomi, Mongini, Zuddas, Altomare e Marafante, che sono sulla piazza da 30 anni e più.
Mongai è un po' più "giovane" (prima pubblicazione 1994, sono già comunque 20 anni e passa).
L'unico veramente "nuovo" è Troccoli, che pubblica dal 2008.
In un post precedente si faceva riferimento agli autori un po' più recenti e sulla mancanza di questi autori di scrivere qualcosa di interessante e soprattutto scorrevole.
Degli autori citati, solo uno (o due, a considerare Mongai) è relativo agli ultimi 10 anni.
Non che nel frattempo non siano stati pubblicati altri italiani (Grasso, Verso, Schiavo, Morellini, Costantini, Cola) ma "stranamente" non sono presenti nelle vostre liste, segno che non sono piaciuti o che non sono di vostro interesse.
In ogni caso, significa che per un motivo o per l'altro, non hanno pubblicato qualcosa che si possa ricordare a lungo come invece capita per "Eymerich" (tanto per abusare di un esempio).
Questo non fa altro che confermare che gli autori "moderni" o della "nuova generazione" non attraggono il pubblico come i "vecchi".
Non credo sia solo una questione di temi trattati, ma anche di COME sono trattati.

saluti
mish




Però come passa il tempo ! comunque questa lista riguardava la Space opera per cui non ho citato opere come "la terza memoria" di Morellini che mi è piaciuto molto.
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