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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA «prec succ»
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  Autore  Discussione: LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA  (letto 3505 volte)
ciccio

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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #30 data: 19 Aprile 2016, 14:32:21 »
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I grandi autori possono anche essere Italiani in fondo ritengo che non abbiano niente da invidiare a quelli stranieri e se in fondo costano meno alla casa editrice vuol dire che ci sono più risorse per continuare la pubblicazione, e poi guardandola dal punto di vista collezionistico, se si possiede già il volume si evita di toglierlo dall'involucro in plastica, per cui si conserva meglio, e tra 10 ,20 o magari 50 anni spunterà decisamente prezzi maggiori. in quanto all'aumento di prezzo mi toccherà tra un anno visto che ho appena rinnovato l'abbonamento (al 50% del prezzo vecchio) .  
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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #31 data: 19 Aprile 2016, 20:21:22 »
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Citazione da: ciccio il 19 Aprile 2016, 14:32:21

I grandi autori possono anche essere Italiani in fondo ritengo che non abbiano niente da invidiare a quelli stranieri e se in fondo costano meno alla casa editrice vuol dire che ci sono più risorse per continuare la pubblicazione, e poi guardandola dal punto di vista collezionistico, se si possiede già il volume si evita di toglierlo dall'involucro in plastica, per cui si conserva meglio, e tra 10 ,20 o magari 50 anni spunterà decisamente prezzi maggiori. in quanto all'aumento di prezzo mi toccherà tra un anno visto che ho appena rinnovato l'abbonamento (al 50% del prezzo vecchio) .  


Non la vedo così perché penso che gli autori italiani che ho letto su Urania siano scadenti anche se è vero che molti degli autori stranieri che vengono pubblicati oggi in Italia (e non parlo solo di Urania) facciano letteralmente pena (passatemi il termine forte).
La cosa che preoccupa non è tanto il livello di questi autori ma il livello dei curatori che li pubblicano e parlo di Inghiletrra USA ecc...
A mio avviso romanzi da 300 pagine e oltre potrebbero essere asciugati di 100 prima della pubblicazione senza perdere granché.
Leggo di premi o di romanzi finalisti, elogi, encomi su romanzi scritti malissimo senza trama, senza tensione, senza idee e senza ritmo narrativo.
Mi preoccupa anche il livello di noi lettori.
Vi prego di non prenderla come una polemica perché non voglio alimentare un flame ma la penso così e me ne rammarico, non è che sono contento.
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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #32 data: 20 Aprile 2016, 20:23:12 »
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Citazione da: Impossibili il 19 Aprile 2016, 20:21:22


Citazione da: ciccio il 19 Aprile 2016, 14:32:21

I grandi autori possono anche essere Italiani in fondo ritengo che non abbiano niente da invidiare a quelli stranieri e se in fondo costano meno alla casa editrice vuol dire che ci sono più risorse per continuare la pubblicazione, e poi guardandola dal punto di vista collezionistico, se si possiede già il volume si evita di toglierlo dall'involucro in plastica, per cui si conserva meglio, e tra 10 ,20 o magari 50 anni spunterà decisamente prezzi maggiori. in quanto all'aumento di prezzo mi toccherà tra un anno visto che ho appena rinnovato l'abbonamento (al 50% del prezzo vecchio) .  


Non la vedo così perché penso che gli autori italiani che ho letto su Urania siano scadenti anche se è vero che molti degli autori stranieri che vengono pubblicati oggi in Italia (e non parlo solo di Urania) facciano letteralmente pena (passatemi il termine forte).
La cosa che preoccupa non è tanto il livello di questi autori ma il livello dei curatori che li pubblicano e parlo di Inghiletrra USA ecc...
A mio avviso romanzi da 300 pagine e oltre potrebbero essere asciugati di 100 prima della pubblicazione senza perdere granché.
Leggo di premi o di romanzi finalisti, elogi, encomi su romanzi scritti malissimo senza trama, senza tensione, senza idee e senza ritmo narrativo.
Mi preoccupa anche il livello di noi lettori.
Vi prego di non prenderla come una polemica perché non voglio alimentare un flame ma la penso così e me ne rammarico, non è che sono contento.

Penso che valga per la fantascienza e le letterature di genere lo stesso discorso che riguarda molte forme di intrattenimento di massa come il cinema e la musica, che hanno subito nell'ultimo quarto di secolo un incontestabile declino.
Per la fantascienza ci sono alcune specificità ed alcune, chiamiamole così, aggravanti.
Fra le specificità farei rientrare l'assenza nell'attuale panorama internazionale di autori in grado di reggere il confronto con i Grandi del passato, ormai quasi tutti passati a miglior vita. Ci sono diversi autori bravi, alcuni molto in gamba, ma di veri Maestri forse il solo Egan potrebbe fregiarsi di tale titolo (anche se qui immagino molti avrebbero a che ridire).
Altra specificità è che il mercato è andato verso una serializzazione esasperata, cosa che da un lato ha spiazzato in una certa misura le collane da edicola tra cui da noi Urania, storicamente nate per offrire opere singole ( di mole non certo cospicua), mentre dall'altro ha spinto ai margini del mercato costringendoli o a ripiegare sui racconti o addirittura ad abbandonare il settore tutti quegli autori restii a generare a getto continuo saghe su saghe.  
Fra le aggravanti nostrane citerei senz'altro l'asfitticità del nostro mercato, attualmente ridotto alla presenza in edicola della sola Urania mensile che per giunta, fino a ieri l'altro, praticava la politica delle ristampe a gogò.
Con 5/6 opere originali all'anno è(ra) ridicolo pensare di poter editare anche solo l'1% di quello che esce all'estero e che varrebbe la pena di pubblicare...aggiungiamo a tutto questo i budget ridotti e la pigrizia di molte scelte, dettata dalla volontà di non scontentare larghe fette di lettori, e il quadro si completa
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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #33 data: 20 Aprile 2016, 21:18:57 »
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Citazione da: tehom il 20 Aprile 2016, 20:23:12


Citazione da: Impossibili il 19 Aprile 2016, 20:21:22


Citazione da: ciccio il 19 Aprile 2016, 14:32:21

I grandi autori possono anche essere Italiani in fondo ritengo che non abbiano niente da invidiare a quelli stranieri e se in fondo costano meno alla casa editrice vuol dire che ci sono più risorse per continuare la pubblicazione, e poi guardandola dal punto di vista collezionistico, se si possiede già il volume si evita di toglierlo dall'involucro in plastica, per cui si conserva meglio, e tra 10 ,20 o magari 50 anni spunterà decisamente prezzi maggiori. in quanto all'aumento di prezzo mi toccherà tra un anno visto che ho appena rinnovato l'abbonamento (al 50% del prezzo vecchio) .  


Non la vedo così perché penso che gli autori italiani che ho letto su Urania siano scadenti anche se è vero che molti degli autori stranieri che vengono pubblicati oggi in Italia (e non parlo solo di Urania) facciano letteralmente pena (passatemi il termine forte).
La cosa che preoccupa non è tanto il livello di questi autori ma il livello dei curatori che li pubblicano e parlo di Inghiletrra USA ecc...
A mio avviso romanzi da 300 pagine e oltre potrebbero essere asciugati di 100 prima della pubblicazione senza perdere granché.
Leggo di premi o di romanzi finalisti, elogi, encomi su romanzi scritti malissimo senza trama, senza tensione, senza idee e senza ritmo narrativo.
Mi preoccupa anche il livello di noi lettori.
Vi prego di non prenderla come una polemica perché non voglio alimentare un flame ma la penso così e me ne rammarico, non è che sono contento.

Penso che valga per la fantascienza e le letterature di genere lo stesso discorso che riguarda molte forme di intrattenimento di massa come il cinema e la musica, che hanno subito nell'ultimo quarto di secolo un incontestabile declino.
Per la fantascienza ci sono alcune specificità ed alcune, chiamiamole così, aggravanti.
Fra le specificità farei rientrare l'assenza nell'attuale panorama internazionale di autori in grado di reggere il confronto con i Grandi del passato, ormai quasi tutti passati a miglior vita. Ci sono diversi autori bravi, alcuni molto in gamba, ma di veri Maestri forse il solo Egan potrebbe fregiarsi di tale titolo (anche se qui immagino molti avrebbero a che ridire).
Altra specificità è che il mercato è andato verso una serializzazione esasperata, cosa che da un lato ha spiazzato in una certa misura le collane da edicola tra cui da noi Urania, storicamente nate per offrire opere singole ( di mole non certo cospicua), mentre dall'altro ha spinto ai margini del mercato costringendoli o a ripiegare sui racconti o addirittura ad abbandonare il settore tutti quegli autori restii a generare a getto continuo saghe su saghe.  
Fra le aggravanti nostrane citerei senz'altro l'asfitticità del nostro mercato, attualmente ridotto alla presenza in edicola della sola Urania mensile che per giunta, fino a ieri l'altro, praticava la politica delle ristampe a gogò.
Con 5/6 opere originali all'anno è(ra) ridicolo pensare di poter editare anche solo l'1% di quello che esce all'estero e che varrebbe la pena di pubblicare...aggiungiamo a tutto questo i budget ridotti e la pigrizia di molte scelte, dettata dalla volontà di non scontentare larghe fette di lettori, e il quadro si completa


Analisi più che esauriente che sottoscrivo. Condivido soprattutto quello che scrivi di Egan che, a mio avviso, rappresenta "l'evoluzione della specie": speculazione su nuove idee scientifiche vale a dire che Egan sulle idee costruisce, riflette, ne ha una visione di una possibile prospettiva.

E quasi mai banale.

Ho sempre letto sf perché mi portava in territori (anche di idee, "negative" e "positive") a cui non avevo mai pensato o non avevo ipotizzato il che è un po' come dire che l'autore ti presenta un mondo, uno sviluppo sempre stimolante, al peggio divertente o intrigante.
Questo è vero per tutta la grande letteratura o anche la filosofia o tanta saggistica che ha il pregio di aprire un orizzonte e fartici entrare.
Ed è vero quello che dici del declino.
Forse le nuove forme di letteratura scaturiranno da modalità diverse di scrittura connesse a ritmi diversi dati da strumenti diversi a disposizione degli autori.
Continuo però a credere che il tempo di sedimentazione che viene dalla riflessione, dalla scrittura e la revisione, dal mestiere (vedi R.L.Stevenson che lavorava e ri-lavorava brani nello stile dei suoi autori preferiti fino a "ricrearli" e dotarsi così di una tavolozza tecnica straordinaria o la Yourcenar che si immedesimava in Adriano come in una forma di trance) è l'unico modo di avere ancora oggi buona letteratura e che le scuole di scrittura e tutto il derivato che ne viene non servono a produrre buoni scrittori ma abili combinatori un po' meccanici che si dilettano con esercizi di stile.
« Ultima modifica: 20 Aprile 2016, 21:26:02 di Impossibili » Loggato
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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #34 data: 21 Aprile 2016, 14:08:40 »
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Citazione da: Impossibili il 20 Aprile 2016, 21:18:57


Citazione da: tehom il 20 Aprile 2016, 20:23:12


Citazione da: Impossibili il 19 Aprile 2016, 20:21:22


Citazione da: ciccio il 19 Aprile 2016, 14:32:21

I grandi autori possono anche essere Italiani in fondo ritengo che non abbiano niente da invidiare a quelli stranieri e se in fondo costano meno alla casa editrice vuol dire che ci sono più risorse per continuare la pubblicazione, e poi guardandola dal punto di vista collezionistico, se si possiede già il volume si evita di toglierlo dall'involucro in plastica, per cui si conserva meglio, e tra 10 ,20 o magari 50 anni spunterà decisamente prezzi maggiori. in quanto all'aumento di prezzo mi toccherà tra un anno visto che ho appena rinnovato l'abbonamento (al 50% del prezzo vecchio) .  


Non la vedo così perché penso che gli autori italiani che ho letto su Urania siano scadenti anche se è vero che molti degli autori stranieri che vengono pubblicati oggi in Italia (e non parlo solo di Urania) facciano letteralmente pena (passatemi il termine forte).
La cosa che preoccupa non è tanto il livello di questi autori ma il livello dei curatori che li pubblicano e parlo di Inghiletrra USA ecc...
A mio avviso romanzi da 300 pagine e oltre potrebbero essere asciugati di 100 prima della pubblicazione senza perdere granché.
Leggo di premi o di romanzi finalisti, elogi, encomi su romanzi scritti malissimo senza trama, senza tensione, senza idee e senza ritmo narrativo.
Mi preoccupa anche il livello di noi lettori.
Vi prego di non prenderla come una polemica perché non voglio alimentare un flame ma la penso così e me ne rammarico, non è che sono contento.

Penso che valga per la fantascienza e le letterature di genere lo stesso discorso che riguarda molte forme di intrattenimento di massa come il cinema e la musica, che hanno subito nell'ultimo quarto di secolo un incontestabile declino.
Per la fantascienza ci sono alcune specificità ed alcune, chiamiamole così, aggravanti.
Fra le specificità farei rientrare l'assenza nell'attuale panorama internazionale di autori in grado di reggere il confronto con i Grandi del passato, ormai quasi tutti passati a miglior vita. Ci sono diversi autori bravi, alcuni molto in gamba, ma di veri Maestri forse il solo Egan potrebbe fregiarsi di tale titolo (anche se qui immagino molti avrebbero a che ridire).
Altra specificità è che il mercato è andato verso una serializzazione esasperata, cosa che da un lato ha spiazzato in una certa misura le collane da edicola tra cui da noi Urania, storicamente nate per offrire opere singole ( di mole non certo cospicua), mentre dall'altro ha spinto ai margini del mercato costringendoli o a ripiegare sui racconti o addirittura ad abbandonare il settore tutti quegli autori restii a generare a getto continuo saghe su saghe.  
Fra le aggravanti nostrane citerei senz'altro l'asfitticità del nostro mercato, attualmente ridotto alla presenza in edicola della sola Urania mensile che per giunta, fino a ieri l'altro, praticava la politica delle ristampe a gogò.
Con 5/6 opere originali all'anno è(ra) ridicolo pensare di poter editare anche solo l'1% di quello che esce all'estero e che varrebbe la pena di pubblicare...aggiungiamo a tutto questo i budget ridotti e la pigrizia di molte scelte, dettata dalla volontà di non scontentare larghe fette di lettori, e il quadro si completa


Analisi più che esauriente che sottoscrivo. Condivido soprattutto quello che scrivi di Egan che, a mio avviso, rappresenta "l'evoluzione della specie": speculazione su nuove idee scientifiche vale a dire che Egan sulle idee costruisce, riflette, ne ha una visione di una possibile prospettiva.

E quasi mai banale.

Ho sempre letto sf perché mi portava in territori (anche di idee, "negative" e "positive") a cui non avevo mai pensato o non avevo ipotizzato il che è un po' come dire che l'autore ti presenta un mondo, uno sviluppo sempre stimolante, al peggio divertente o intrigante.
Questo è vero per tutta la grande letteratura o anche la filosofia o tanta saggistica che ha il pregio di aprire un orizzonte e fartici entrare.
Ed è vero quello che dici del declino.
Forse le nuove forme di letteratura scaturiranno da modalità diverse di scrittura connesse a ritmi diversi dati da strumenti diversi a disposizione degli autori.
Continuo però a credere che il tempo di sedimentazione che viene dalla riflessione, dalla scrittura e la revisione, dal mestiere (vedi R.L.Stevenson che lavorava e ri-lavorava brani nello stile dei suoi autori preferiti fino a "ricrearli" e dotarsi così di una tavolozza tecnica straordinaria o la Yourcenar che si immedesimava in Adriano come in una forma di trance) è l'unico modo di avere ancora oggi buona letteratura e che le scuole di scrittura e tutto il derivato che ne viene non servono a produrre buoni scrittori ma abili combinatori un po' meccanici che si dilettano con esercizi di stile.



Non condivido e vero  che la vita di oggi e più improntata alla velocità, piuttosto che alla riflessione  al riesame e al mettersi in discussione (cosa che ogni tanto farebbe bene a tutti) e oggigiorno c’è la tendenza ad andare verso le serie continuative, ma neanche i Vecchi della fantascienza ne erano immuni, comunque potreste non essere d’accordo ma credo che ci sia in circolazione un buon numero di autori degni del rango di Maestri  degni continuatori dei primi Maestri della fantascienza, tipo: Jonh Scalzi, Richard K. MORGAN, Ian McDONALD, Charles STROSS, Karl SCHROEDER, Mike RESNICK, Charles SHEFFIELD , Harry HARRISON, Lois McMASTER BUJOLD, Paul DI FILIPPO, Bruce STERLING e molti altri, e citando anche qualche autore italiano: Valerio EVANGELISTI, Piero PROSPERI, Marco DI GIAIMO, Massimo MONGAI, Giuseppe BONO, Donato ALTOMARE, Lanfranco FABRIANI, Dario TONANI, Paolo ARESI, Amanda PRANTERA, Antonio BELLOMI anche qui citandone solo alcuni, e vero che ci sono anche tanti autori scadenti in giro, però anche questo  succedeva prima , adesso forse è più facile pubblicare, per cui diventa maggiore il panorama delle offerte, e questo può confondere le idee.


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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #35 data: 21 Aprile 2016, 16:52:58 »
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In parte ciò che dici lo penso anch'io.
Ho riletto alcune cose del passato per vedere se ancora oggi mi piacevano e l'ho fatto con l'idea che comunque quelle cose le avevo lette quando ero più giovane, più aperto, più "affamato" di nuove impressioni e anche più innocente per cui i miei occhi di adesso mi rimandano una luce diversa da quella che vedevo allora.
Non è che una condizione sia migliore o peggiore dell'altra, solo che bisogna mettere in conto che sei un'altra persona.

Fatta questa premessa ho notato una cosa: molti dei migliori autori di allora avevano una "spinta" diversa, una personalità letteraria di spessore maggiore.
Erano molto più diversi tra di loro di quanto non siano quelli di oggi imo.
Prendi uno Sturgeon, un Leiber, uno Sheckley, un Asimov, un Vance, un Herbert, un Cordwainer Smith, un Malzberg.
Alcuni autori non hanno retto il passare del tempo, come Van Vogt, Campbell jr. e altri.

Poi c'erano i mestieranti anche allora ma di quelli non ho ancora riletto nulla e non saprei dire se siano ancora leggibili.

Oggi questa diversità tra autori la trovo solo tra alcuni e soprattutto vedo molti autori appiattiti sull'idea di produzione che recita il codice culturale in voga oggi.
Ovvero, come succede a tutti i fenomeni di "avanguardia" in arte, l'industria se ne è impossessata e i termini creativi soggiaciono a queste condizioni sia implicite (per pubblicare si fa così e cosa...) che esplicite (se vuoi pubblicare devi fare così e cosà...).

Mettici anche che i curatori mi dà l'idea che siano i primi proni a questa industria e ... voilà: ecco pronti i polpettoni da intrattenimento.

Nota personale: col tempo le mie esigenze sono cresciute, l'occhio analitico (ahimé!) anche e per convincermi un autore deve avere qualcosa di veramente speciale e personale da dirmi che io già non sappia.

Per cui tra gli italiani salvo solo Evangelisti (e non tutto).

Per gli stranieri salvo Shepard, Bear, l' erede del vero Grande Spirito fantascientifico Egan, K.M Robinson, Swanwick, più alcuni egregi mestieranti come Steele, Sawyer, Sheffield, Vinge.
Dei vecchi l'elenco sarebbe più lungo.

I neonerds a volte sono simpatici, ma già desueti appena usciti oltreché piuttosto "adolescenziali" (Stross).
« Ultima modifica: 21 Aprile 2016, 16:54:29 di Impossibili » Loggato
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« Rispondi #36 data: 22 Aprile 2016, 09:28:19 »
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I gusti e le preferenze sono cose molto personali, ci sono autori sicuramente bravi che non riesco a digerire (Brussolo per esempio),ed il processo di crescita ed evoluzione personale è una cosa auspicabile e sacrosanta, d'altra parte è vero che i gli autori storici erano più diversi, ma facendo un piccolo paragone avevano più spazio per esplorare e costruire è hanno definito, le vie principali della fantascienza, quelli venuti dopo,  si sono dovuti ricavare i loro spazi in territori più piccoli, in merito alla "industrializzazione" della letteratura e sicuramente vero, qui forse il fatto che la fantascienza sia un settore di nicchia, può aiutarci nel senso che un autore prima di scrivere di un settore cosi poco redditizio, forse ne prova almeno un po' di interesse (il fatto che poi scriva qualcosa di leggibile è un altra faccenda).  
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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #37 data: 22 Aprile 2016, 11:56:00 »
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Citazione da: Impossibili il 19 Aprile 2016, 20:21:22


Citazione da: ciccio il 19 Aprile 2016, 14:32:21

I grandi autori possono anche essere Italiani in fondo ritengo che non abbiano niente da invidiare a quelli stranieri e se in fondo costano meno alla casa editrice vuol dire che ci sono più risorse per continuare la pubblicazione, e poi guardandola dal punto di vista collezionistico, se si possiede già il volume si evita di toglierlo dall'involucro in plastica, per cui si conserva meglio, e tra 10 ,20 o magari 50 anni spunterà decisamente prezzi maggiori. in quanto all'aumento di prezzo mi toccherà tra un anno visto che ho appena rinnovato l'abbonamento (al 50% del prezzo vecchio) .  


Non la vedo così perché penso che gli autori italiani che ho letto su Urania siano scadenti anche se è vero che molti degli autori stranieri che vengono pubblicati oggi in Italia (e non parlo solo di Urania) facciano letteralmente pena (passatemi il termine forte).
La cosa che preoccupa non è tanto il livello di questi autori ma il livello dei curatori che li pubblicano e parlo di Inghiletrra USA ecc...
A mio avviso romanzi da 300 pagine e oltre potrebbero essere asciugati di 100 prima della pubblicazione senza perdere granché.
Leggo di premi o di romanzi finalisti, elogi, encomi su romanzi scritti malissimo senza trama, senza tensione, senza idee e senza ritmo narrativo.
Mi preoccupa anche il livello di noi lettori.
Vi prego di non prenderla come una polemica perché non voglio alimentare un flame ma la penso così e me ne rammarico, non è che sono contento.

Romanzi italiani su Urania sono quasi tutti provenienti dal Premio Urania: il problema che mi è parso di constatare è che la redazione di Urania in alcuni casi si è del tutto astenuta da applicare una qualsiasi procedura di editing su tali opere (E-Doll di Francesco Verso su tutti). Forse è questo che tu hai notato, anche perché in altri casi gli stessi autori hanno proposto opere più che dignitose (o forse ancora le opere migliori non le hanno mandate al Premio Urania).
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« Rispondi #38 data: 22 Aprile 2016, 12:21:31 »
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Citazione da: Edmeo Piras il 22 Aprile 2016, 11:56:00


Citazione da: Impossibili il 19 Aprile 2016, 20:21:22


Citazione da: ciccio il 19 Aprile 2016, 14:32:21

I grandi autori possono anche essere Italiani in fondo ritengo che non abbiano niente da invidiare a quelli stranieri e se in fondo costano meno alla casa editrice vuol dire che ci sono più risorse per continuare la pubblicazione, e poi guardandola dal punto di vista collezionistico, se si possiede già il volume si evita di toglierlo dall'involucro in plastica, per cui si conserva meglio, e tra 10 ,20 o magari 50 anni spunterà decisamente prezzi maggiori. in quanto all'aumento di prezzo mi toccherà tra un anno visto che ho appena rinnovato l'abbonamento (al 50% del prezzo vecchio) .  


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Mi preoccupa anche il livello di noi lettori.
Vi prego di non prenderla come una polemica perché non voglio alimentare un flame ma la penso così e me ne rammarico, non è che sono contento.

Romanzi italiani su Urania sono quasi tutti provenienti dal Premio Urania: il problema che mi è parso di constatare è che la redazione di Urania in alcuni casi si è del tutto astenuta da applicare una qualsiasi procedura di editing su tali opere (E-Doll di Francesco Verso su tutti). Forse è questo che tu hai notato, anche perché in altri casi gli stessi autori hanno proposto opere più che dignitose (o forse ancora le opere migliori non le hanno mandate al Premio Urania).


L'accoglienza degli autori italiani su Urania sarebbe un tema molto interessante sul quale riflettere, perché credo che qualcosa stia cambiando da qualche tempo a questa parte. Mi riferisco a quello che lettori e scrittori hanno identificato fino a ieri come un vero e proprio "pregiudizio", originato da una serie di motivi (esperienze negative di lettura, esterofilia di base, oggettivo valore delle opere...). Non entro nel merito perché sarei di parte.

Dovete però concedermi che spesso si tende a fare di tutta l'erba un fascio: si parla di "italiani" molto diversamente da come NON si parla di "americani", "inglesi", "francesi", "russi"... Insomma, un'attenzione che non sempre prende spunto dall'effettiva consistenza dell'opera. Il mio intento non è affatto polemico, sia chiaro: vorrei solo stimolare una discussione. E quello dei Premi Urania e dei non Premi Urania è un punto di vista curioso e inedito...

Ciao a tutti e buon weekend.
Cletus aka Dario Tonani
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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #39 data: 23 Aprile 2016, 01:00:19 »
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Citazione da: Edmeo Piras il 22 Aprile 2016, 11:56:00


Citazione da: Impossibili il 19 Aprile 2016, 20:21:22


Citazione da: ciccio il 19 Aprile 2016, 14:32:21

I grandi autori possono anche essere Italiani in fondo ritengo che non abbiano niente da invidiare a quelli stranieri e se in fondo costano meno alla casa editrice vuol dire che ci sono più risorse per continuare la pubblicazione, e poi guardandola dal punto di vista collezionistico, se si possiede già il volume si evita di toglierlo dall'involucro in plastica, per cui si conserva meglio, e tra 10 ,20 o magari 50 anni spunterà decisamente prezzi maggiori. in quanto all'aumento di prezzo mi toccherà tra un anno visto che ho appena rinnovato l'abbonamento (al 50% del prezzo vecchio) .  


Non la vedo così perché penso che gli autori italiani che ho letto su Urania siano scadenti anche se è vero che molti degli autori stranieri che vengono pubblicati oggi in Italia (e non parlo solo di Urania) facciano letteralmente pena (passatemi il termine forte).
La cosa che preoccupa non è tanto il livello di questi autori ma il livello dei curatori che li pubblicano e parlo di Inghiletrra USA ecc...
A mio avviso romanzi da 300 pagine e oltre potrebbero essere asciugati di 100 prima della pubblicazione senza perdere granché.
Leggo di premi o di romanzi finalisti, elogi, encomi su romanzi scritti malissimo senza trama, senza tensione, senza idee e senza ritmo narrativo.
Mi preoccupa anche il livello di noi lettori.
Vi prego di non prenderla come una polemica perché non voglio alimentare un flame ma la penso così e me ne rammarico, non è che sono contento.

Romanzi italiani su Urania sono quasi tutti provenienti dal Premio Urania: il problema che mi è parso di constatare è che la redazione di Urania in alcuni casi si è del tutto astenuta da applicare una qualsiasi procedura di editing su tali opere (E-Doll di Francesco Verso su tutti). Forse è questo che tu hai notato, anche perché in altri casi gli stessi autori hanno proposto opere più che dignitose (o forse ancora le opere migliori non le hanno mandate al Premio Urania).


Non è mia intenzione essere sgradevole ma la penso così.
Secondo me la necessità di abbassare i costi (legittima) di Urania ha portato alla pubblicazione di romanzi italiani senza andar troppo per il sottile.
Non voglio fare nomi ma ho iniziato a leggere (e subito smesso) opere invereconde.
Se mi è permessa l'arroganza direi che i curatori non si sono curati (ehm...) di far crescere gli autori il che ha portato ad un abbassamento del livello qualitativo.
Non mi dilungo in analisi ma degli italiani (tra i primissimi Premio Urania c'erano alcune eccezioni che andrebbero discusse a parte) come ripeto, salvo Evangelisti perché solo in Evangelisti trovo uno "spessore" che in altri non vedo.
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Re:LETTERA APERTA A FANUCCI EDITORE PER IL RILANCIO DI URANIA
« Rispondi #40 data: 23 Aprile 2016, 01:33:18 »
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L'accoglienza degli autori italiani su Urania sarebbe un tema molto interessante sul quale riflettere, perché credo che qualcosa stia cambiando da qualche tempo a questa parte. Mi riferisco a quello che lettori e scrittori hanno identificato fino a ieri come un vero e proprio "pregiudizio", originato da una serie di motivi (esperienze negative di lettura, esterofilia di base, oggettivo valore delle opere...). Non entro nel merito perché sarei di parte.

Dovete però concedermi che spesso si tende a fare di tutta l'erba un fascio: si parla di "italiani" molto diversamente da come NON si parla di "americani", "inglesi", "francesi", "russi"... Insomma, un'attenzione che non sempre prende spunto dall'effettiva consistenza dell'opera. Il mio intento non è affatto polemico, sia chiaro: vorrei solo stimolare una discussione. E quello dei Premi Urania e dei non Premi Urania è un punto di vista curioso e inedito...

Ciao a tutti e buon weekend.
Cletus aka Dario Tonani


Come già scrivevo sopra l'opinione che ho degli italiani pubblicati in Urania è la stessa che ho sugli americani ecc...
È il livello generale di Urania che per me si è abbassato, gli italiani non si distinguono in meglio o in peggio rispetto agli altri autori.

Premetto che, sempre come scrivevo prima, probabilmente anche la qualità dei lettori si è abbassata o viene considerata tale dagli editori viste le proposte (e non sto parlando solo di Urania); ho letto un romanzo di un famoso autore inglese con difetti talmente macroscopici che mi hanno proprio strappato dalla "suspension of disbelief"; autore per me ampiamente sopravvalutato... ma potrei citare anche altri americani o inglesi (francesi o russi ne conosco pochini...) e la discussione si amplierebbe proprio sulla consistenza della singola opera come puntualizzi tu.

Sarebbe necessario entrare nel dettaglio del romanzo con esempi concreti...  servirebbe un certo metodo per non entrare nel campo scivoloso del semplice "mi piace" e "non mi piace" (che peraltro restano sempre il punto di sintesi da cui si parte).
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