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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: Urania 1593- echo «prec succ»
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  Autore  Discussione: Urania 1593- echo  (letto 2690 volte)
and


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Urania 1593- echo
« data: 05 Aprile 2013, 10:48:29 »
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Preso ieri.
Finalmente un bell'inedito come si deve! Sono contento.
Unica nota negativa il prossimo numero, de 'I Capolavori'...
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #1 data: 05 Aprile 2013, 11:09:29 »
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Citazione da: And il 05 Aprile 2013, 10:48:29

Preso ieri.
Finalmente un bell'inedito come si deve! Sono contento.
Unica nota negativa il prossimo numero, de 'I Capolavori'...



Non conosco ancora la nota negativa sul titolo del prossimo numero, ma rallegrarsi tanto se stampano il quinto volume di una esalogia di cui sinora Urania ha pubblicato solo il terzo mi pare eccessivo: mancano i primi due, il quarto ed il sesto... sono certo che li pubblicheranno tutti, ma l'ordine non conta? Boh...
Prevedo altre lacrime espresse che il nostro "Darth wafer", di recente passato al lato oscuro del non-collezionismo, si preoccuperà di spargere quanto prima...
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #2 data: 05 Aprile 2013, 11:30:28 »
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Vero, ma ho letto da qualche parte che tutti i volumi del ciclo si possono leggere anche singolarmente.
Se dico Psyconegozio... voi cosa rispondete?  
« Ultima modifica: 05 Aprile 2013, 11:31:18 di And » Loggato
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #3 data: 05 Aprile 2013, 11:54:42 »
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Citazione da: And il 05 Aprile 2013, 11:30:28

...
Se dico Psyconegozio... voi cosa rispondete?  


Aaargghhh!!! Un altro doppione! No, no... non posso farcela, a rinnovare l'abbonamento.
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #4 data: 05 Aprile 2013, 12:31:31 »
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Citazione da: maxpullo il 05 Aprile 2013, 11:09:29


Citazione da: And il 05 Aprile 2013, 10:48:29

Preso ieri.
Finalmente un bell'inedito come si deve! Sono contento.
Unica nota negativa il prossimo numero, de 'I Capolavori'...



Non conosco ancora la nota negativa sul titolo del prossimo numero, ma rallegrarsi tanto se stampano il quinto volume di una esalogia di cui sinora Urania ha pubblicato solo il terzo mi pare eccessivo: mancano i primi due, il quarto ed il sesto... sono certo che li pubblicheranno tutti, ma l'ordine non conta? Boh...
Prevedo altre lacrime espresse che il nostro "Darth wafer", di recente passato al lato oscuro del non-collezionismo, si preoccuperà di spargere quanto prima...



Ma cosa volete che sia! Imparate l'inglese e dimenticatevi di Urania. Qualche volta penso che godano a prenderci per il didietro (ma come sono educato).
Alex Benedict lo potete leggere partendo dal n. 3 Urania 1546 del Maggio 2009) poi passando al 5 poi al n. 4, 1, e 2. Per il n. 6 hanno almeno altri tre anni (se va bene) per la pubblicazione.
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Tradotti: 'Fratello della Nave' di Aliette De Bodard; 'Veritas' di Robert Reed; 'La Stanza delle Anime Perdute' della Rusch. Co-traduttore di 'Santiago' di Resnick; in solitario di 'Oggi sono Paul' di Shoemaker (concorrente al Premio Nebula), di prossima pubblicazione. Appena pubblicato un racconto della Rusch: Base di Settore: Venice.
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #5 data: 06 Aprile 2013, 17:10:43 »
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Ma nessuno gioisce all'annuncio dell'uscita, già il prossimo mese, di Cosmolinea B-2?
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #6 data: 08 Aprile 2013, 08:56:17 »
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Citazione da: Lucky il 06 Aprile 2013, 17:10:43

Ma nessuno gioisce all'annuncio dell'uscita, già il prossimo mese, di Cosmolinea B-2?


Aspettavo una conferma... si sa già per certo che uscirà il mese prossimo ???

Allora cerrrrto che gioisco !  
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #7 data: 08 Aprile 2013, 11:16:23 »
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Citazione da: Arne Saknussemm il 08 Aprile 2013, 08:56:17

  
Citazione da: Lucky il 06 Aprile 2013, 17:10:43

Ma nessuno gioisce all'annuncio dell'uscita, già il prossimo mese, di Cosmolinea B-2?


Aspettavo una conferma... si sa già per certo che uscirà il mese prossimo ???

Allora cerrrrto che gioisco !  

Annunciato sull'ultimo Urania (Echo), anche nella posta di Lippi  
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #8 data: 22 Maggio 2013, 11:58:40 »
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10.000 anni nel futuro: Alex Benedict è un semplice commerciante di antichità che si imbatte casualmente nel ritrovamento di una strana stele incisa con dei caratteri sconosciuti.
Le vicende narrano di come l'oggetto, inizialmente quasi snobbato poiché ritenuto di scarso interesse, diventi improvvisamente il centro di una contesa dai risvolti a tratti mortali.
Parallelamente, le ricerche sulla vita dell'archeologo scomparso Somerset Tuttle (vecchio proprietario della stele) porteranno i protagonisti a chiedersi se sia davvero la razza umana la sola a popolare l'universo.
Jack McDevitt è uno scrittore di fantascienza piuttosto famoso negli Stati Uniti, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti come il “Premio John W.Campbell” nel 2004 e il “Premio Nebula” nel 2006, ma che qui in Italia è stato pubblicato solamente tre volte a causa dello scarso interesse per la fantascienza in generale e per la lunghezza eccessiva delle sue opere che le renderebbero poco adatte a certe collane da edicola, ormai rimaste le uniche in grado di venire incontro a noi poveri appassionati lettori di fantascienza.
“Echo” è un romanzo scritto bene, con alla base un'idea classica e suggestiva, ma che in alcuni punti risulta un po' dispersivo a causa, forse, del fallito tentativo dell'autore di rendere l'intreccio più complesso.
L'opera, comunque, sa custodire in sé diversi momenti di riflessione sul rapporto uomo-universo, affrontati con una maestria tale da rendere perdonabili certe lacune della narrazione.
Esistono nell'universo altre civiltà oltre alla nostra? E quanto sono evolute? E se noi umani fossimo semplicemente frutto della casualità? Ci possono essere pianeti simili alla Terra? E se distante anni luce da noi ci fossero altri uomini ignari dell'esistenza del nostro pianeta?
Sono molteplici le domande che McDevitt in maniera molto intelligente si pone durante la narrazione, andando a impreziosire il romanzo con una buona dose di fascino e spessore.
Tirando le somme, Echo è un'opera nel complesso interessante, a tratti un po' forzata e dispersiva ma che tuttavia mi sento di consigliare spassionatamente.

CURIOSTITÀ
Per chi non lo sapesse, Echo è stato pubblicato per la prima volta nel 2010 e rappresenta il quinto romanzo del ciclo di Alex Benedict. Del suddetto universo letterario, formato da sei romanzi a sé stanti, fa parte anche “Seeker”, pubblicato nel 2009 sul n.1546 di Urania. Infine, a esaurire la breve lista delle opere di McDevitt tradotte in Italia, troviamo “Il sonno degli dei” (Urania n.1340, 1998) dal quale presero forma tutti i suoi successivi romanzi di archeologia spaziale, vera e propria specialità di un autore assolutamente da tenere d'occhio.


Per altre recensioni ti aspetto sul mio blog  (Far Star)  interamente dedicato alla letteratura fantascientifica!
http://farstar2012.blogspot.it
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #9 data: 22 Maggio 2013, 13:42:39 »
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Citazione da: MarcoF. il 22 Maggio 2013, 11:58:40

10.000 anni nel futuro: Alex Benedict è un semplice commerciante di antichità che si imbatte casualmente nel ritrovamento di una strana stele incisa con dei caratteri sconosciuti.
Le vicende narrano di come l'oggetto, inizialmente quasi snobbato poiché ritenuto di scarso interesse, diventi improvvisamente il centro di una contesa dai risvolti a tratti mortali.
Parallelamente, le ricerche sulla vita dell'archeologo scomparso Somerset Tuttle (vecchio proprietario della stele) porteranno i protagonisti a chiedersi se sia davvero la razza umana la sola a popolare l'universo.
Jack McDevitt è uno scrittore di fantascienza piuttosto famoso negli Stati Uniti, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti come il “Premio John W.Campbell” nel 2004 e il “Premio Nebula” nel 2006, ma che qui in Italia è stato pubblicato solamente tre volte a causa dello scarso interesse per la fantascienza in generale e per la lunghezza eccessiva delle sue opere che le renderebbero poco adatte a certe collane da edicola, ormai rimaste le uniche in grado di venire incontro a noi poveri appassionati lettori di fantascienza.
“Echo” è un romanzo scritto bene, con alla base un'idea classica e suggestiva, ma che in alcuni punti risulta un po' dispersivo a causa, forse, del fallito tentativo dell'autore di rendere l'intreccio più complesso.
L'opera, comunque, sa custodire in sé diversi momenti di riflessione sul rapporto uomo-universo, affrontati con una maestria tale da rendere perdonabili certe lacune della narrazione.
Esistono nell'universo altre civiltà oltre alla nostra? E quanto sono evolute? E se noi umani fossimo semplicemente frutto della casualità? Ci possono essere pianeti simili alla Terra? E se distante anni luce da noi ci fossero altri uomini ignari dell'esistenza del nostro pianeta?
Sono molteplici le domande che McDevitt in maniera molto intelligente si pone durante la narrazione, andando a impreziosire il romanzo con una buona dose di fascino e spessore.
Tirando le somme, Echo è un'opera nel complesso interessante, a tratti un po' forzata e dispersiva ma che tuttavia mi sento di consigliare spassionatamente.

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Per chi non lo sapesse, Echo è stato pubblicato per la prima volta nel 2010 e rappresenta il quinto romanzo del ciclo di Alex Benedict. Del suddetto universo letterario, formato da sei romanzi a sé stanti, fa parte anche “Seeker”, pubblicato nel 2009 sul n.1546 di Urania. Infine, a esaurire la breve lista delle opere di McDevitt tradotte in Italia, troviamo “Il sonno degli dei” (Urania n.1340, 1998) dal quale presero forma tutti i suoi successivi romanzi di archeologia spaziale, vera e propria specialità di un autore assolutamente da tenere d'occhio.


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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #10 data: 22 Maggio 2013, 14:33:57 »
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Citazione da: waferdi il 22 Maggio 2013, 13:42:39


Citazione da: MarcoF. il 22 Maggio 2013, 11:58:40

10.000 anni nel futuro: Alex Benedict è un semplice commerciante di antichità che si imbatte casualmente nel ritrovamento di una strana stele incisa con dei caratteri sconosciuti.
Le vicende narrano di come l'oggetto, inizialmente quasi snobbato poiché ritenuto di scarso interesse, diventi improvvisamente il centro di una contesa dai risvolti a tratti mortali.
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Sono molteplici le domande che McDevitt in maniera molto intelligente si pone durante la narrazione, andando a impreziosire il romanzo con una buona dose di fascino e spessore.
Tirando le somme, Echo è un'opera nel complesso interessante, a tratti un po' forzata e dispersiva ma che tuttavia mi sento di consigliare spassionatamente.

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Per chi non lo sapesse, Echo è stato pubblicato per la prima volta nel 2010 e rappresenta il quinto romanzo del ciclo di Alex Benedict. Del suddetto universo letterario, formato da sei romanzi a sé stanti, fa parte anche “Seeker”, pubblicato nel 2009 sul n.1546 di Urania. Infine, a esaurire la breve lista delle opere di McDevitt tradotte in Italia, troviamo “Il sonno degli dei” (Urania n.1340, 1998) dal quale presero forma tutti i suoi successivi romanzi di archeologia spaziale, vera e propria specialità di un autore assolutamente da tenere d'occhio.


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Non ti sei guardato le mie lacrime?
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Una volta la critica e l'interesse dei fans vedeva interessati nomi come Disch, Malzberg, Ellison, Le Guin, Delany, Spinrad, Lafferty, Zelazny, Ballard ecc. ecc, oggi siamo ridotti all'esegesi di McDevitt e dei suoi cicli....

Ci sarebbero da spandere calde lacrime    solo per questo
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #11 data: 22 Maggio 2013, 14:53:16 »
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A me sinceramente fa piangere il comportamento di chi vive solo ed esclusivamente nel passato aggrappandosi sempre agli stessi (validissimi, per carità) nomi e smettendo a priori di cercare nuovi stimoli in nuovi autori contemporanei. Un vero amante della fantascienza non smette mai di cercare e secondo me è questa la chiave per far sopravvivere il genere.Per me "Echo" rimane una valida lettura e gioisco del fatto che sia un romanzo del 2010 e non del 1940 o giù di lì.
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #12 data: 22 Maggio 2013, 15:05:40 »
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Marco F. non ha tutti i torti, molti romanzi dell'età dell'oro ormai non si riesce più a leggerli, è talmente andata avanti la tecnologia che ormai neanche le trame reggono più, non mi ricordo quale forumista disse che questi libri bisogna leggerli quando si ha un età compresa tra i 9 ed i 12 anni, è vero, perché a quell'età si fantastica solamente e non si sta a vedere se la fisica e la tecnologia narrata sia esatta o meno.
Per questo, mi sono messo a leggere volumi di vecchi autori stando attento solamente alla trama e passando sopra al resto, ma accolgo ben volentieri i nuovi pionieri della fantascienza come P. Hamilton , E. Moon , A. Reynolds ecc. ecc. che sicuramente scrivono sapendo quello che effettivamente narrano.
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #13 data: 22 Maggio 2013, 15:06:58 »
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Capisco che certi puristi storcano il naso sulla pubblicazione a morsi del ciclo di Alex Benedict ma a questa gente, come a chi scrive certi commenti negativi sul blog di Urania, vorrei chiedere : ma vi siete guardati attorno?Ormai le collane della Mondadori sono rimaste le uniche capaci ogni mese di portare nelle edicole la fantascienza.E lo fanno con tutti gli sforzi del caso, sopratutto in un periodo nero come questo. Ci potranno essere delle scelte che possano piacere o no ma come al solito dietro l'angolo c'è sempre quello che farebbe meglio o che ha le idee migliori e che è solo lì per criticare per il puro gusto di farlo. Io apprezzo lo sforzo di Urania e acquisto con passione quello che pubblicano. Io, questo romanzo di McDevitt me lo sono goduto senza rovinarmi da solo la lettura con certe deleterie ideologie.
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Re:Urania 1593- echo
« Rispondi #14 data: 22 Maggio 2013, 15:15:34 »
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Ciao MarcoF, complimenti per la recensione ... e per il tuo blog, fatto bene e con tanta voglia.

Per quanto riguarda il commento di tehom penso che tu non debba prenderlo come una critica, piuttosto come considerazione della povertà di offerta di fs in Italia al giorno oggi.
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