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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: I Libri di Maxpullo 2010 «prec succ»
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  Autore  Discussione: I Libri di Maxpullo 2010  (letto 138022 volte)
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #30 data: 14 Febbraio 2010, 19:46:44 »
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Nel campo del Fantamore, un caso assolutamente unico nella storia della letteratura è quello rappresentato da "un'aliena di nome Sin".

Sin - cioè Peccato - nel poema Paradiso perduto di Milton è un'entità femminile che viene... non proprio partorita, ma prodotta dalla mente di Satana, quando è ancora in paradiso prima di precipitare all'inferno. (Cfr. Athena che nacque dalla testa di Zeus)
Dopodiché Sin, sempre in paradiso, ha una relazione incestuosa con Satana, e rimane incinta.
Sin viene precipitata dal cielo insieme al diavolo; suo figlio, che nasce all'inferno, è il temibile Death. Death, nato già adulto, per prima cosa violenta la propria madre.
Dopo che Satana avrà fatto peccare Adamo ed Eva, Sin e Death - che nel frattempo si sono riconciliati - prenderanno il possesso del mondo.
Spero che nessuno si scandalizzi per i risvolti hard. Pur scritta nel Seicento, è una storia molto moderna; e non è certo letteratura di serie B perché Milton, quasi sconosciuto in Italia, nel mondo anglosassone è l'autore in assoluto più importante insieme a Shakespeare.

Sin è ovviamente un personaggio simbolico: raffigura il peccato che deriva dal diavolo, e che rovina l'umanità. Ma è anche un grandioso esempio di xenobiologia. E soprattutto una "donna vera", con una personalità forte e affascinante. Molto più riuscita della protagonista del film Specie mortale.
Su Sin, pochi mesi fa, è comparsa una discussione tra studiosi internazionali di Milton sul sito
http://lists.richmond.edu/pipermail/milton-l/2009-December/date.html

P. S. Da notare, di fuggita, che anche in Specie mortale il rapporto tra l'aliena e l'essere umano è puramente fisico, senza sentimento. Vedi post precedente.
Il "contrario" di Specie mortale è il romanzo Rollback di Robert J. Sawyer, dove gli alieni... no, non roviniamo il finale, perché in Italia deve ancora uscire.
« Ultima modifica: 14 Febbraio 2010, 21:17:39 di dhr » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #31 data: 14 Febbraio 2010, 20:57:22 »
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N.B. il post dedicato al personaggio Sin è stato aggiornato e completato.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #32 data: 20 Febbraio 2010, 12:43:10 »
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Dick si, Dick no

Tutti i grandi autori di FS prima o poi prendono una "stecca" ed è proprio dalla lettura, appena terminata, di una di quelle più clamorose che mi viene l'impulso di scrivere questa scheda, interrompendo brevemente il filone delle catastrofi e del fantamore. Visto che sto per parlare di uno degli autori più amati della FS di tutti i tempi, Philip Kindred Dick, mi aspetto anche qualche polemica, ma come diciamo a Roma: "quanno ce vò, ce vò...".
Per giusto contrappeso approfitto anche per presentare un altro romanzo di Dick, che, viceversa, ritengo essere uno dei capolavori assoluti della collana: ecco quindi, in una unica scheda, le recensioni del bellissimo "L'uomo dei giochi a premio", Urania 491 e del confusissimo e grottesco "L'occhio nel cielo", Urania 525.

  Un ottimo ritmo e una trama ben congegnata sono i due punti di forza di questo bellissimo romanzo che, nonostante la lunghezza, si legge tutto d'un fiato: partendo dalla tranquilla e monotona quotidianità della vita del protagonista, il bravo Philip Kindred Dick costruisce una delle trame più intriganti ed originali della collana, dimostrandoci come a volte la realtà che ci circonda possa essere solamente una sorta di "copertura" per qualcos'altro.
Le allucinanti esperienze del protagonista e le misteriose stranezze che talvolta sembrano accadergli intorno sono, infatti, solo il preludio alla stupefacente rivelazione finale nonchè il felicissimo spunto per una interessante analisi di come ogni individuo riesca a percepire la realtà circostante in modo diverso per effetto di condizionamenti interni o esterni.
La conclusione della storia appare un po' affrettata e poco sviluppata: vista la mole del romanzo forse era lecito attendersi qualche paginetta in più, ma, nonostante questo trascurabile difetto, rimane un bellissimo romanzo che si ricorda anche a distanza di anni.
Un vero peccato che, nonostante la scritta "I capolavori" riportata in copertina, questo numero sia l'unica edizione del romanzo mai pubblicata nella collana principale.
        
Delirante e confuso sin dalle prime pagine questo libro è senza dubbio una delle riprove più convincenti che anche i grandi possono sbagliare.
L'idea dell'incidente nel bevatrone, all'origine delle disavventure "oniriche" dei protagonisti, è originale e interessante, ma è anche purtroppo l'unico pregio di un libro incomprensibile, banale e che non da (nè tenta di dare) alcuna spiegazione plausibile dell'accaduto.
Gli otto personaggi, infatti, per cause ignote attribuibili presumibilmente alle particolari circostanze dell'incidente, si trovano a vivere grottesche disavventure in realtà parallele che sono il frutto delle idee personali, delle paure e delle convinzioni politiche di ciascuno di essi: dal mondo totalmente condizionato dalla presenza del divino a quello in cui è abolito il sesso, passando per realtà parallele in cui trionfano la paranoia o i deliri pseudo-comunisti, ogni avventura rappresenta un capitolo a se stante dedicato ad uno dei protagonisti. Per pura fortuna (o forse perchè le idee erano finite) l'autore si arresta dopo sole quattro storie: se, infatti, gli fosse balenato in testa di protrarre la storia anche negli "universi" degli altri quattro personaggi il libro sarebbe stato inopinatamente più lungo.
I punti di transito da una storia all'altra non sono molto ben delineati e l'impressione generale è di estrema confusione: anche la caratterizzazione dei personaggi è molto all'acqua di rose ed i dialoghi hanno un che di surreale che può sembrare ironia, ma che a me ha dato solo l'impressione di estrema vacuità e approssimazione.

Lo spunto felice di ambientare le diverse storie in una sorta di "immaginario collettivo" finisce per svanire, dimenticato e sepolto sotto un cumulo di banalità affrettate e senza senso e la mancanza di compiutezza della storia è rivelata anche dal finale assurdo e approssimativo. Uno dei peggiori urania che mi sia mai capitato di leggere.

Entrambi i romanzi affrontano in modo originale il tema della realtà e della sua percezione, ma mentre il primo lo fa in modo lineare, intelligente e convincente, il secondo appare forzato, banale ed involuto al punto che sono arrivato quasi a dubitare della corretta attribuzione dell'opera.
« Ultima modifica: 22 Febbraio 2010, 13:52:02 di maxpullo » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #33 data: 20 Febbraio 2010, 21:21:20 »
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Citazione da: maxpullo il 20 Febbraio 2010, 12:43:10

Dick si, Dick no


Uno dei romanzi spesso vituperati di Philip Dick è Valis, che invece secondo me è fenomenale, in quanto descrive un'esperienza - autobiografica - improvvisa, potente, la famosa "luce rosa", che apre a una nuova percezione del mondo. L'esperienza migliore che si può fare in una vita.

Quanto però agli altri due romanzi della trilogia, ho iniziato il secondo e l'ho mollato a metà perché c'era troppo Gnosticismo rifritto. La straordinaria esperienza di partenza era già diventata un pretesto per alambiccate costruzioni intellettualistiche. [E senti chi parla...]

P.S. Valis era uno dei regali di Natale che avevo prenotato da un parente. Si è dovuto cambiare articolo perché quello risultava irreperibile (??!! sic) in libreria (a Torino, mica nel paese dei picciominidi!). Meglio ancora, però: in sostituzione sono arrivati i racconti di Primo Levi.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #34 data: 22 Febbraio 2010, 06:51:33 »
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Citazione da: dhr il 20 Febbraio 2010, 21:21:20


Uno dei romanzi spesso vituperati di Philip Dick è Valis, che invece secondo me è fenomenale, in quanto descrive un'esperienza - autobiografica - improvvisa, potente, la famosa "luce rosa", che apre a una nuova percezione del mondo. L'esperienza migliore che si può fare in una vita.

Quanto però agli altri due romanzi della trilogia, ho iniziato il secondo e l'ho mollato a metà perché c'era troppo Gnosticismo rifritto. La straordinaria esperienza di partenza era già diventata un pretesto per alambiccate costruzioni intellettualistiche. [E senti chi parla...]

P.S. Valis era uno dei regali di Natale che avevo prenotato da un parente. Si è dovuto cambiare articolo perché quello risultava irreperibile (??!! sic) in libreria (a Torino, mica nel paese dei picciominidi!). Meglio ancora, però: in sostituzione sono arrivati i racconti di Primo Levi.


Come consuetudine della collana, su Urania è stato pubblicato solo il secondo volume della trilogia (Divina invasione, U1031) la cui lettura avevo provvidenzialmente rimosso dal mio subcosciente.
Non è che fosse particolarmente brutto come romanzo, ma era ostico e pieno di riferimenti poco chiari, quasi certamente un brutto scherzo attribuibile al fatto che non avevo letto il primo volume.
Non è importante ricordarlo, ma ecco QUI la scheda...
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #35 data: 22 Febbraio 2010, 12:58:19 »
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Parlando di Fantamore ritengo sia necessario citare "Gli Amanti di Siddo" di P.J. Farmer, recentemente pubblicato su Urana Collezione, secondo me un capolavoro!

Comunque Complimenti Maxpullo: i tuoi commenti stanno diventando sempre più interessanti e profondi! Continua così!!

P.S. Cominciando a leggere l'incipit di "Dick sì, Dick no" pensavo che riguardasse  "L'Uomo dei Giochi a Premio", anche per me bellissimo...e invece no...Meno male
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #36 data: 22 Febbraio 2010, 13:48:51 »
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Citazione da: AgenteD il 22 Febbraio 2010, 12:58:19

Parlando di Fantamore ritengo sia necessario citare "Gli Amanti di Siddo" di P.J. Farmer, recentemente pubblicato su Urana Collezione, secondo me un capolavoro!

Comunque Complimenti Maxpullo: i tuoi commenti stanno diventando sempre più interessanti e profondi! Continua così!!

P.S. Cominciando a leggere l'incipit di "Dick sì, Dick no" pensavo che riguardasse  "L'Uomo dei Giochi a Premio", anche per me bellissimo...e invece no...Meno male


Grazie dei complimenti sono molto apprezzati.
Ho pronto sul comodino "Astronave senza tempo" di Harness, suggerito da Lalla, "Gli amanti di Siddo", invece, era tra quelli già preventivati entro l'anno, ma non so quando lo leggerò, anche perchè è finito nella seconda fila della mia "Libreria Tetris"* e per prenderlo devo scostare due pile di volumi orizzontali e la pila dei volumi che gli stanno davanti
A proposito di Dick, spero che la mia "stroncatura" non impedisca a nessuno di leggere "L'occhio nel cielo": dai commenti che ho visto, tra l'altro, lo hanno apprezzato in molti e quindi sono proprio in minoranza


* Libreria Tetris: tipo particolare di libreria in cui i volumi sono disposti ad incastro, in modo da ridurre al massimo il volume vuoto complessivo.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #37 data: 24 Febbraio 2010, 22:58:27 »
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Ero abituata ad un quasi commento al giorno........
Diamoci una mossa
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #38 data: 24 Febbraio 2010, 23:47:34 »
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Citazione da: gretana il 24 Febbraio 2010, 22:58:27

Ero abituata ad un quasi commento al giorno........
Diamoci una mossa


Hai proprio ragione... sono inqualificabile...
E' che per adesso il lavoro sugli indici assorbe la quasi totalità della mia attività quotidiana qui su UM
Ma presto arriveranno un po' di "pezzi forti": ancora "catastrofi" e "fantamore" perchè ci sta tanto da scrivere, soprattutto sulle prime... poi però riprendiamo pure il tema della religione nella FS... più due o tre schede "singole" una delle quali senz'altro sul tema dei B-Movies e degli horror da 4 soldi...
Infine, sto raccogliendo le idee per una mega-scheda che raccolga un po' alien e creature varie apparse su Urania nel corso degli anni... che ne dici: ci si può stare?
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #39 data: 25 Febbraio 2010, 07:26:16 »
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Citazione da: maxpullo il 24 Febbraio 2010, 23:47:34

presto arriveranno un po' di "pezzi forti": ancora "catastrofi" e "fantamore" perchè ci sta tanto da scrivere, soprattutto sulle prime... poi però riprendiamo pure il tema della religione nella FS... più due o tre schede "singole" una delle quali senz'altro sul tema dei B-Movies e degli horror da 4 soldi...
Infine, sto raccogliendo le idee per una mega-scheda che raccolga un po' alien e creature varie apparse su Urania nel corso degli anni... che ne dici: ci si può stare?



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« Rispondi #40 data: 25 Febbraio 2010, 12:45:51 »
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Citazione da: maxpullo il 24 Febbraio 2010, 23:47:34


Citazione da: gretana il 24 Febbraio 2010, 22:58:27

Ero abituata ad un quasi commento al giorno........
Diamoci una mossa


Hai proprio ragione... sono inqualificabile...
E' che per adesso il lavoro sugli indici assorbe la quasi totalità della mia attività quotidiana qui su UM
Ma presto arriveranno un po' di "pezzi forti": ancora "catastrofi" e "fantamore" perchè ci sta tanto da scrivere, soprattutto sulle prime... poi però riprendiamo pure il tema della religione nella FS... più due o tre schede "singole" una delle quali senz'altro sul tema dei B-Movies e degli horror da 4 soldi...
Infine, sto raccogliendo le idee per una mega-scheda che raccolga un po' alien e creature varie apparse su Urania nel corso degli anni... che ne dici: ci si può stare?



Perfetto....attendo mostri.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #41 data: 25 Febbraio 2010, 14:11:06 »
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Il fascino del grottesco

Parlando di catastrofi abbiamo detto che il terribile può avere un suo fascino e che questo si estrinseca nel sentimento del sublime. Ben più bizzarro e difficile da definire, invece, è il fascino che, in determinate circostanze, può suscitare il "grottesco", inteso come il brutto, il ridicolo, il mostruoso, al punto che non credo esista neppure una parola appropriata per indicarlo.
Esiste tutta una serie di film o libri volti, volontariamente oppure no, all'esaltazione del difetto oppure alla costruzione di trame e storie assai banali in se, ma condite di elementi mostruosi o particolarmente sgradevoli che hanno, tuttavia, il potere di affascinare oltremodo gli spettatori e i lettori, distraendoli dalla vicenda al punto di creare, a volte, veri e propri fenomeni cult.
I cosidetti "B-Movies" americani (ma anche italiani perchè no), sono un ottimo esempio del concetto che sto cercando di esprimere: film a basso costo, con quasi nessun effetto speciale (o effetti speciali al limite del ridicolo), trame inesistenti e magari tanto tanto sangue che, pure, hanno avuto (e magari hanno ancora) un discreto successo. Mi riferisco in particolare a film come "Il ritorno dei morti viventi", "Non aprite quella porta" o anche "So cosa hai fatto", i quali, pur essendo brutti al limite del ridicolo, sono anche dei fenomeni che non si può ignorare perchè, nonostante siano universalmente considerati "B-Movies" o "Trash movies", in qualche modo riescono ad affascinare gli spettatori, allo stesso modo in cui un Tomas Milian con le sue parolacce in romanesco riesce a trasformare in un "cult" del cinema italiano quello che altrimenti sarebbe stato solo un mediocre poliziesco.
Di recente mi è capitato di leggere due libri di Joe R. Lansdale che ricalcano fedelmente (anche nelle intenzioni dell'autore) i clichè del cinema "Trash" americano i quali, se da un lato sembrano metterlo alla berlina facendo dell'ironia, dall'altro, tuttavia, lo presentano quasi come un qualcosa che, a modo suo, riesce ad essere affascinante.
L'autore, infatti, partendo da una trama sostanzialmente inconsistente, la arricchisce di trovate tanto spettacolari quanto disgustose (o al limite del cattivo gusto) e di dialoghi talmente surreali che risultano esilaranti, riuscendo a creare una atmosfera particolare per cui la lettura si fa serrata, piacevole e divertente, al punto che ci si dimentica quasi completamente della credibilità o del senso della storia stessa ed alla fine si ha la sensazione di aver letto un bel libro, con un messaggio profondissimo che magari lì per lì non si riesce neanche ad esprimere.
Sto parlando de "La notte del drive-in" e de "Il giorno dei dinosauri", apparsi rispettivamente su Urania 1214 e Urania 1224, irresistibile ed esilarante il primo, un po' più fiacco e ripetitivo il secondo, ma sempre e comunque meritevole di lettura. Di seguito il commento ai due volumi.

    Questo libro per me è stata una simpatica sorpresa: non pensavo che dopo Robert Sheckley o Douglas Adams un altro autore di fantascienza potesse farmi ridere così di gusto.
Il genere è assolutamente indefinibile essendo questo un valido ibrido tra lo splatter del peggior tipo, la fantascienza dei B-movies ed il comico/ironico tipo spaghetti western, ma la cosa più sorprendente è osservare come il linguaggio scelto, i dialoghi tra i personaggi ed i loro pensieri siano talmente brillanti da far diventare irresistibili e gustose anche le scene più ripugnanti e le situazioni più grottesche.
I cosidetti film "a basso budget", ossessivamente proiettati sugli schermi del Drive-in che fa da teatro alla vicenda, sono quasi certamente l'oggetto ultimo della satira dell'autore il quale, grazie appunto ad uno stile brillante riesce non solo a mettere alla berlina questo genere di pellicola, ma anche sorprendentemente a sfruttarne le caratteristiche salienti per creare una trama assolutamente imprevedibile e godibile pur nella sua voluta mancanza di originalità.
La brevità del romanzo, unita ad un buon ritmo della vicenda, consente infine all'autore di riuscire a mantenere uno stile brillante sino alla fine e soprattutto di evitare di scivolare nel cattivo gusto o nella noia.
Per me è un capolavoro.
            
    La regola del sequel ha pochissime eccezioni: personalmente, infatti, ho trovato questo "Il giorno dei dinosauri", seguito de "La notte del Drive-in", assai più faticoso da mandar giù rispetto al primo capitolo.
Nonostante infatti il consueto stile leggero e brillante proposto dall'autore, le sue battute al fulmicotone e l'atmosfera scanzonata da spaghetti western, il romanzo soffre di quella mancanza di "effetto sorpresa" che invece era stata la migliore arma della prima parte.
Alcuni temi come il cannibalismo, il suicidio rituale e la mutilazione iniziano ad essere un po' pesantucci ed a tratti ho avuto l'impressione che probabilmente sarebbe stato assai meglio glissare su alcune scene e argomenti, che, pur senza scendere troppo nella scala del cattivo gusto, non risultano più così divertenti ed originali come per il primo romanzo.
Eppure, nonostante la benzina stia per esaurirsi e tutta la costruzione inizi ad evidenziare le prime crepe, non si riesce davvero a giudicare in modo negativo questo lavoro, merito non soltanto del linguaggio e della geniale commistione di generi, ma anche e soprattutto dell'originalità della storia e della gustosa satira nei confronti dei cosidetti B-movies.
I flashback con le storie dei diversi personaggi che procedono in parallelo, le crudeli e misteriose "divinità di serie B", fantomatici creatori e registi del dramma umano rappresentato, il montaggio della trama a guisa di pellicola con tanto di dissolvenze, interruzioni e narratore e sopratutto il finale volutamente ridicolo e inconsistente, sono tutti segnali del fatto che l'autore non ha inteso creare un trama "seria", quanto piuttosto sbeffeggiare intelligentemente ed apertamente tutta una categoria di film (alcuni anche esplicitamente nominati nella trama) basati sul nulla e che mirano a colpire lo spettatore con scene di sangue e sesso per distoglierlo dall'inconstistenza della storia.
Per me è un buon libro, nonostante i difetti.

Due libri molto particolari che vanno apprezzati per quello che sono: una divertente ed a tratti esilarante satira di un fenomeno, solo apparentemente incomprensibile, ma che pure coinvolge moltissime persone. Due libri che rendono tangibile il fascino del grottesco e che, se si leggono senza troppi pregiudizi, possono regalare più di una sorpresa.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #42 data: 26 Febbraio 2010, 21:28:19 »
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Citazione da: maxpullo il 25 Febbraio 2010, 14:11:06

Esiste tutta una serie di film o libri volti, volontariamente oppure no, all'esaltazione del difetto oppure alla costruzione di trame e storie assai banali in se, ma condite di elementi mostruosi o particolarmente sgradevoli che hanno, tuttavia, il potere di affascinare oltremodo gli spettatori e i lettori, distraendoli dalla vicenda al punto di creare, a volte, veri e propri fenomeni cult.


Il precedente super-illustre: Dante, Inferno da 21,97 a 22,15.
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« Rispondi #43 data: 27 Febbraio 2010, 18:06:18 »
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Fantamore: la ciambella senza il buco

Ultimamente ho fatto caso ad una circostanza curiosa: quasi tutti i libri che hanno come argomento principale l'amore sono molto ben scritti e quasi tutti mi hanno lasciato l'impressione del vero capolavoro. Può essere una mia particolare sensibilità verso l'argomento, una semplice coincidenza dovuta alla fortuna di aver scelto titoli particolarmente buoni, oppure magari può essere l'argomento stesso che stimola gli scrittori al punto da fargli creare trame particolarmente avvincenti, suggestive e ricche di sentimento. Quale che sia la spiegazione, su sei libri letti sinora sull'argomento, tre li ho trovati eccezionali, mentre uno solo su tutti è stata una vera delusione ed è poi il libro che vi voglio presentare oggi.

  Trovato al mercatino del mercoledi di Ciampino, l'Urania 994, "L'uomo nelle rovine" di Nathan Butler è uno dei libri che avrei quasi certamente rivenduto se non fosse subentrato il morbo del collezionista a farmi decidere di "sprecare" circa 250 centimetri cubi di prezioso spazio liberia per poterlo tenere.
Dopo una seconda rilettura mi sento di confermare, senza rimorsi particolari, quanto già inserito nella sezione commenti: questo è decisamente un libro insulso.
Sebbene l'inizio sia promettente e lasci intravedere una storia misteriosa ed affascinante, il prosieguo della trama non offre emozioni di sorta e la storia si trascina stancamente e noiosamente sino al deludente finale.
La dottrina indiana del karma e quella della reincarnazione delle anime non bastano per nulla a risollevare le sorti di una mediocre favoletta sull'amore eterno che promette bene ma poi non mantiene, lasciando aperti senza alcuna spiegazione i numerosi interrogativi che pone.
L'unico elemento a favore è rappresentato dal benefico effetto soporifero del volume: basta leggere meno di due pagine e qualsiasi problema di insonnia sparisce.

Il libro in questione, secondo me, è la classica e proverbiale "ciambella" riuscita senza il "buco" ed è anche la riprova più convincente che persino l'argomento più nobile e stuzzicante non costituisce una condizione sufficiente per la stesura di un buon romanzo. E visto che a breve intendo presentare due veri capolavori del fantamore, ho preferito presentarvelo subito, affinchè non siate indotti a pensare che tutte le storie del filone siano eccellenti o degne di lettura.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #44 data: 27 Febbraio 2010, 18:59:00 »
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Citazione da: maxpullo il 27 Febbraio 2010, 18:06:18

quasi tutti i libri che hanno come argomento principale l'amore sono molto ben scritti e quasi tutti mi hanno lasciato l'impressione del vero capolavoro.


Addirittura, udite udite, l'amore coniugale!
Nel campo della "motion picture", si possono ricordare Lost in Space: vecchia serie tv, e inoltre il bel film del 1998, con rapporti inter-familiari meno mulinobiancheschi, più maturi.
E soprattutto, al di sopra di tutto, inarrivabilmente al di sopra di tutto e tutti, La famiglia Addams.

Tra le opere letterarie SF recenti, da ricordare Un canto per White Hill di Joe Haldeman, nella raccolta Guerra eterna: ultimo atto, a mio parere il racconto migliore contenuto nel volume.

Un autore che ha elaborato una visione fantascientifica dell'amore sponsale è stato il filosofo settecentesco Emanuel Swedenborg. La sua "mitologia coniugale soprannaturale" è stata poi addirittura superata da William Blake con le sue Entità cosmiche "sposate": Los & Enitharmon, Luvah & Vala... In Blake si fondono teologia gnostica, cosmologia, psicologia, fantasia creatrice.

In fondo, già le divinità greche combinavano i pasticci o le cose buone in base a come gestivano i rapporti di coppia tra loro.
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