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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: I Libri di Maxpullo 2010 «prec succ»
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  Autore  Discussione: I Libri di Maxpullo 2010  (letto 138021 volte)
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #285 data: 12 Novembre 2010, 22:32:59 »
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Nicolas Eymerich forever - parte 13

Ma la narrazione della trama dei Luciferiani sviluppata su due diversi piani temporali, quello di Eymerich e quello di Giovanna d’Arco, non è l’unico tema affrontato dal libro: parallelamente a questa trama pseudo-storica ambientata nel Medio Evo, si accompagna, infatti, come di consueto, una trama apparentemente avulsa dal contesto che descrive le vicende future del conflitto tra RACHE ed Euroforce, stavolta, impegnate a far combattere le proprie creature, Polipoloidi e Mosaici, sotto la spinta di mostruose allucinazioni collettive.
Partendo dalla campagna stampa di “demonizzazione” del regime di Saddam Hussein, Valerio Evangelisti ricostruisce una ipotetica storia futura in cui la capacità di “inventare” notizie in grado di suscitare reazioni nell’opinione pubblica, si evolve progressivamente fino ad arrivare alla creazione di una stazione orbitale denominata “Vortex”, in grado di attingere dall’immaginario collettivo e dalla psiche degli utenti collegati al fine di trasmettere immagini e incubi alle loro menti. L’ingerenza di RACHE ed Euroforce nell’utilizzo della stazione a scopi bellici porterà, tuttavia, ad un malfunzionamento del Vortex, che, conquistata una sorta di autocoscienza (sul tipo del terribile Skynet di Terminator), si ribellerà ai suoi aguzzini scandendo slogan sessantottini.
Questa volta il collegamento tra l’avventura dell’inquisitore e la vicenda futura è più sottile, ma non per questo meno affascinante: la mostruosa catastrofe provocata dalla stazione in grado di materializzare gli incubi umani è, infatti, quasi sorprendentemente predetta dalle profetiche parole che Pedro Bagueny pronuncia proprio nelle pagine finali del romanzo.


A sinistra una immagine di Giovanna d’Arco, a destra l’abbazia di Les Junes nei pressi di Cahors, teatro dell’avventura di Eymerich in “Mater Terribilis”.

  Ma nonostante la scomparsa di Innocenzo VI e la salita al soglio pontificio di papa Urbano V, Eymerich stenta a riconquistare il suo ruolo nella Chiesa di Roma: i violenti attacchi contro Raimondo Lullo ed i tentativi di ottenere una condanna postuma della sua filosofia, fanno si, infatti, che Eymerich, profondamente inviso al re di Aragona, sia costretto a trasferirsi ad Avignone, dove indifferente all’ostilità della curia, mette mano a quel “Directorium Inquisitorum” che gli assicurerà fama imperitura.
E’ proprio qui ad Avignone che Eymerich, nel 1365, riceve dal nuovo papa l’incarico di rintracciare una comunità di Catari che, sopravvissuta alle persecuzioni, si è insidiata a Chatillon, nella Valle d’Aosta.
La nuova avventura, narrata nel romanzo “Le catene di Eymerich”, Urania 1262, vede l’inquisitore, affiancato ancora una volta, l’ultima, dal fedelissimo padre Jacinto Corona, alle prese non soltanto con una comunità in cui l’eresia catara risulta assai radicata nella vita quotidiana, ma anche con uno spaventoso mistero che è all’origine della genesi di orribili mostri in parte uomini, in parte animali.
E’ un Eymerich ancora vigoroso e sicuro della sua fede quello chiamato a risolvere il mistero e ad estirpare l’eresia, ma è anche, allo stesso tempo, un Eymerich che si porta dentro le ferite delle battaglie precedenti e che rimane colpito quando la gente si rivolge a lui indicandolo come “San Malvagio”, alludendo alla sua duplice natura di santo e di carnefice: molto frequenti risultano i riferimenti all’avventura contro Rupescissa ed al libro “Cherudek”, il primo romanzo che affronta in modo esplicito la drammaticità del suo conflitto interiore, ma non mancano anche preziosi riferimenti alla sua infanzia, quando la stessa madre già gli rinfacciava la sua “doppiezza”.

Nonostante, tuttavia, tutto il suo coraggio, la sua fede e la sua forza d’animo, questa volta i suoi nemici sono troppo potenti e la vittoria di Eymerich non solo non è completa, ma egli rischia seriamente la vita e riesce a scampare il pericolo solo grazie ad un espediente degno della sua astuzia. Eliminati solo alcuni eretici ed il vescovo suo omonimo Eymerich da Quart che li aveva tollerati e difesi, Eymerich sarà costretto ad una fuga precipitosa, abbandonando Padre Corona al suo incerto destino.

(... continua ...)
« Ultima modifica: 13 Novembre 2010, 08:25:36 di maxpullo » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #286 data: 12 Novembre 2010, 22:40:59 »
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Citazione da: dhr il 12 Novembre 2010, 07:48:02

L’obiettivo dei Luciferiani è quello di colpire la Chiesa cattolica di Roma, proprio in uno dei suoi dogmi fondamentali, sostituendo la Trinità composta da Padre, Figlio e Spirito Santo, con una “Quaternità” in grado di recuperare (...) quel “principio femminile”

Allora, ce l'hanno fatta.


  

... l'ho capita solo adesso...

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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #287 data: 12 Novembre 2010, 23:08:06 »
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Citazione da: maxpullo il 12 Novembre 2010, 22:40:59

... l'ho capita solo adesso...




... e non era neppure una battuta! quando andavo ancora a messa, una volta un prete disse che, con l'Assunzione di Maria in Cielo, si era formata "quasi una Quaternità"... e nessuno lo ha linciato... Eymerich, vai, è tutto tuo!
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #288 data: 13 Novembre 2010, 19:37:05 »
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Nicholas Eymerich forever - parte 14

Come di consueto l’avventura dell’inquisitore è legata a fatti ed eventi destinati a lasciare una traccia indelebile nel futuro dell’umanità: le mostruose anomalie cui si imbatte l’inquisitore durante la sua indagine, sono infatti dovute a mutazioni genetiche indotte da un particolare tipo di erba, la “freddolina” o colchico, un veleno mortale che, preso in piccole dosi, anziché essere letale è in grado di alterare il meccanismo della mitosi ed a volte di modificare il DNA delle cellule dell’organismo che la assume. Gli effetti di questa sostanza, uniti alle proprietà di particolari tipi di acque sulfuree e del vento possono essere assai diversi: si va dall’abbattimento del limite di replicazione delle cellule e di conseguenza ad una semi-immortalità, alla rigenerazione o guarigione di malattie e deformità, fino a sfortunatissimi casi in cui il DNA umano si ricombina con il DNA animale creando mostruosi ibridi.
E’ proprio questo il misterioso potere guaritivo delle fonti sacre, come quella di Bethesda, da sempre custodito da uomini semi-immortali il cui nome è convenzionalmente l’anagramma della parola “lemures” (Semurel, Remesul, Mureles, Seelmur); ed è questo potere, unito alle proprietà della freddolina ad essere all’origine della sopravvivenza di alcuni “Perfetti” della comunità catara e delle abominevoli anomalie osservate da Eymerich nella sua indagine.
Le proprietà del colchico, tuttavia, divengono oggetto di studio anche di uno scienziato nazista, Graf, che nell’epoca hitleriana riesce a combinare i suoi effetti con quelli dell’iprite, riuscendo ad ottenere mutazioni genetiche “mirate”.
Proprio gli studi di Graf sono alla base della genesi della RACHE, l’organizzazione neo-nazista, il cui scopo è quello di conquistare il mondo e che sfrutta la scoperta dello scienziato dapprima per acquisire potere economico attraverso la creazione dei mostruosi “Poliploidi”, esseri con organi multipli destinati ai trapianti, e, successivamente, per la creazione di un vero e proprio esercito da incubo agli ordini di capi praticamente immortali.
Il romanzo, parallelamente all’avventura di Eymerich, ripercorre quindi le tappe fondamentali della genesi di questa organizzazione, dagli studi nazisti sino all’acquisizione del controllo di alcune delle fonti sacre, indicando queste tappe come “anelli” di una ipotetica catena che congiunge gli eventi di cui l’inquisitore è testimone con quelli del futuro prossimo.
Ma la migliore descrizione della RACHE l’ha sicuramente fornita Giovanni De Matteo definendola un'organizzazione terroristica internazionale che affonda le sue radici storiche nei giorni bui della caduta del Reich; un conglomerato bancario-corporativo con loschi interessi economici nelle regioni depresse ai margini del mercato occidentale; una chiesa eretica la cui missione nasconde oscuri fini di evangelizzazione... Sono solo tre dei possibili volti della R.A.C.H.E., acronimo mutevole che ha conosciuto diverse espansioni ma che non ha mai abbandonato la sua originaria connotazione, resa con carica sinistra dalla sua assonanza con la parola tedesca "vendetta".
Tra gli oppositori dei piani della RACHE troviamo, a sorpresa, anche Padre Jacinto Corona, che, divenuto immortale grazie alle proprietà del colchico, entrerà nell’ordine dei Gesuiti al seguito di Frederich Von Spee, scelta questa che rende finalmente comprensibile la sua altrimenti inspiegabile collocazione onirica nell’avventura del “Cherudek”.


Nella foto di sinistra vediamo Chatillon, località della Valle d’Aosta dove è ambientato il romanzo “Le catene di Eymerich”, a destra il Castello di Ussel.

(... continua ...)
« Ultima modifica: 13 Novembre 2010, 19:38:13 di maxpullo » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #289 data: 24 Novembre 2010, 18:29:19 »
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Nicolas Eymerich forever - parte 15

Ma le traversie di Eymerich non sono affatto terminate: nonostante il ricorso ai vertici dell’ordine domenicano ed il successivo reintegro nella carica di Inquisitore generale del regno di Aragona, i suoi metodi, i suoi eccessi di crudeltà nel comminare le pene e soprattutto il rischio di una rottura definitiva nei rapporti con Pietro IV di Aragona, gli valgono un nuovo processo da parte dei suoi confratelli.

  Il giorno 28 Dicembre del 1365, durante un durissimo scontro con il suo rivale di sempre, padre Bernard Ermenegaudi, gli viene, di fatto, revocata la carica di provinciale dell’ordine dei predicatori e gli viene ordinato dal cardinale Nicolas Rossell di ritirarsi a riflettere nel convento di Gerona. Con questo drammatico scontro, che Eymerich vive come un vero e proprio sopruso nei suoi confronti, si apre un nuovo capitolo delle sue avventure, narrato nel romanzo “La luce di Orione”, apparso nella collana Mondadori “Strade Blu”.
La determinazione di Eymerich nel difendere la propria posizione lo porta però a disobbedire clamorosamente all’ordine ricevuto: anzichè partire per Gerona, egli decide di recarsi a Padova, per perorare la sua causa alla riunione del capitolo domenicano. Lo accompagna ancora una volta il fedelissimo Pedro Bagueny, destinato a prendere il posto di Padre Jacinto Corona nel ruolo di “spalla” dell’inquisitore nelle sue avventure: al proposito va doverosamente osservato che proprio i dialoghi ed i botta e risposta con il faceto ed arguto accompagnatore costituiscano un motivo di fascino in più all’interno del romanzo ed inoltre non si può non constatare che, mentre il remissivo e spento Padre Corona si limitava quasi esclusivamente a seguire il suo “magister”, Padre Bagueny dimostra invece un acume che in più di una circostanza si rivela assai prezioso ai fini dell’indagine.
A Padova, Eymerich ha uno scontro piuttosto violento con il poeta Francesco Petrarca, che, agli occhi dell’inquisitore, avrebbe assecondato dottrine pagane e sospetti testi di magia per suggerire i soggetti degli affreschi della “Sala degli uomini illustri” presso l’università. In particolare Eymerich va su tutte le furie per lo scetticismo del poeta rispetto all’esistenza dei cosidetti giganti, verità asserita dalla Bibbia che il poeta si ostina a considerare solo un mito. Lo scontro con il Petrarca avrà principalmente due effetti: in primo luogo Eymerich, irritato dal poeta, scaglierà una furiosa maledizione contro la sala, profetizzando ad uno sconvolto padre Bagueny che un giorno essa brucerà e che prenderà il nome che le spetta e cioè “Sala dei Giganti”; secondariamente, egli, stimolato dalla voglia di verificare alcuni particolari degli affreschi della sala decide di recarsi a Venezia per imbarcarsi, per la gioia di padre Bagueny, sulle navi crociate in partenza alla volta di Costantinopoli.

Imbarcatosi su una delle navi in compagnia di quello stesso “Conte Verde”, Amedeo d’Aosta, conosciuto a Chatillon durante l’avventura dell’anno precedente, Eymerich non tarderà ad accorgersi che c’è una trama che collega tutti gli avvenimenti di cui è partecipe e che le sue azioni sembrano in qualche modo “guidate” da una volontà superiore la quale, attraverso elementi apparentemente casuali, spinge l’inquisitore a muoversi nella direzione voluta.
Gli orrendi prodigi di cui Eymerich è testimone, le misteriose apparizioni di esseri giganteschi che provengono dal mare e minacciano la città di Costantinopoli, sono, in effetti, tutti elementi della medesima trama alla cui origine sembrerebbe esservi la storia biblica degli egregoroi, angeli che disobbedendo agli ordini di Dio si accoppiarono con delle donne, dando origine alla genia dei giganti, o Nephilim.
Come di consueto, Eymerich, forte della sua fede e della sua conoscenza della Bibbia, riuscirà non solo a svelare il mistero che opprime la decadente città di Costantinopoli ed a sventare la minaccia delle mostruose creature che sorgono dal mare, ma anche a far si che il "demone" responsabile della loro genesi, venga messo definitivamente in condizioni di non nuocere. Un vero pezzo di bravura, al proposito, è la rivelazione del significato dell’oscura formula dantesca “Raphèl mai ammècche zabi amlì” (Inferno, XXXI), frase che l’inquisitore, con la sua astuzia riuscirà a tramutare in una sorta di formula magica da ritorcere contro il suo nemico.

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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #290 data: 27 Novembre 2010, 22:00:57 »
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Nicolas Eymerich forever - parte 16

Ma la sensazione di Eymerich di essere “guidato”, di seguire una sorta di filo conduttore non viene solo dall’elegante modo scelto dal vescovo di Costantinopoli, dall’imperatrice e forse anche dallo stesso papa, per ottenere il suo aiuto senza dover confessare l’atroce peccato di cui si sono macchiati; esso è anche la diretta conseguenza di una legge fisica universale che, abilmente celata nelle pagine di un oscuro tomo di magia, il “Kyrani Kyranides”, viene egregiamente spiegata dalle parole del professor Marcus Frullifer, che ancora una volta, nella seconda sottotrama del romanzo, si fa portavoce delle straordinarie teorie che spiegano le leggi del meraviglioso universo immaginato da Evangelisti.
Quest’ultimo sembrerebbe infatti caratterizzato dall'esistenza di un "tessuto" comune che lega ogni elemento in esso esistente, uomini compresi; grazie quindi all'interazione istantanea tra le misteriose particelle subatomiche, componenti questo tessuto, sarebbe in teoria possibile che l'azione di un singolo individuo si ripercuota istantaneamente nell'universo stesso o, addirittura, a grande distanza nel tempo.
Grazie poi ad una non meglio identificata legge di "risonanza morfica", l'interazione sarebbe più forte ed evidente tra oggetti aventi le stesse caratteristiche od anche solamente nomi assonanti (che, ad esempio, iniziano per la stessa lettera). Ed è proprio questo principio che gli uomini della RACHE, impegnati in una ciclopica battaglia nel Medio Oriente del futuro, tentano di sfruttare a fini bellici per spazzare via dall’Iraq i nemici dell’Euroforce nella terza ed ultima sottotrama del romanzo.
L’assedio alle “colonne di Ninive”, in cui gli uomini dell’Euroforce si sono rifugiati, sembra, infatti, giunto ad un punto morto e nè le poderose allucinazioni dei giganti all’attacco, prodotte attingendo alla psiche, nè le orde di Poliploidi, riescono a piegare la feroce difesa affidata ai “mosaici”, guerrieri costruiti a partire da cadaveri rianimati, virtualmente immortali e resistenti ad ogni forma di allucinazione.
Visto l’empasse, gli uomini della RACHE tentano allora di sfruttare la teoria di Frullifer per distruggere Ninive. Ma, in parte per le azioni di Eymerich, in parte perchè non hanno afferrato nella sua interezza la teoria del professor Frullifer, loro prigioniero, ed in parte per la fortuita rottura di un amuleto che ritrae alcuni dettagli del luogo della battaglia finale, gli uomini della RACHE verranno alla fine spazzati via assieme ai loro nemici.

  
  
A sinistra la “Sala dei Giganti” dell’Università di Padova, a destra il palazzo di Blacharnae ad Istambul, due dei luoghi visitati da Eymerich nel romanzo “La luce di Orione”.

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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #291 data: 28 Novembre 2010, 19:54:18 »
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Nicolas Eymerich forever - parte 17

Ritornato a Saragozza alla fine del 1366, Eymerich riprende la sua opera di persecuzione nei confronti di spiritualisti e Francescani appoggiati da Pietro IV di Aragona ed il contrasto con la corona giunge al suo culmine. Sono di questo periodo alcune delle sue opere più importanti, come il “Dialogus contra lullistas”, il saggio “Contra haereses Arnaldi de Villanova” e la biografia del suo vecchio maestro Dalmau Moner, spesso italianizzato come Dalmazio Moneri. Sta intanto emergendo come suo principale nemico il negromane, ebreo convertito e domenicano, Ramon de Tàrrega, contro il quale scrive il volume “Contra daemonum evocatores”.

  Un primo scontro con costui avviene nel 1369, quando Eymerich è chiamato a Montiel dal re di Castiglia Pietro il Crudele, assediato dal fratellastro pretendente al trono, Enrico di Trastamare, aiutato dai mercenari di Bernard du Guesclin.
Questa avventura, narrata nel romanzo “Il castello di Eymerich”, Urania 1348, vede l’inquisitore, da un lato rimodellare con l’astuzia i destini della Spagna e dall’altro lo vede combattere una feroce lotta interiore, pressato da scoperte che sembrano minare alla base molte sue convinzioni.
Il castello di Montiel, infatti, è teatro di misteriosi ed inquietanti fenomeni quali rumori terrificanti ed inspiegabili, apparizioni di fantasmi e di volti che sembrano emergere dalle mura di pietra nonchè raccapriccianti episodi di vampirismo; ma non solo: nel castello Eymerich reincontra di nuovo l’ebrea convertita Myriam, già conosciuta nel romanzo “Picatrix, la scala per l’inferno” e di colpo si riaccendono in lui tutti i turbamenti mai del tutto sopiti, al punto che, più di una volta, egli si trova a compiere scelte ed a prendere posizioni apparentemente estranee a quella che è la personalità che siamo abituati a conoscere.
Tuttavia, nonostante i suoi dubbi e nonostante il suo accompagnatore, l’ambiguo padre Gallus di Neuhaus, ex inquisitore generale di Praga, gli sia praticamente di intralcio, Eymerich riuscirà alla fine a svelare il mistero di Montiel, rendendosi conto che, in realtà, nel castello sono in atto due distinte battaglie: una terrena, tra opposti eserciti, ed una spirituale, tra angeli e demoni. Su quest'ultimo fronte si contrappongono gli angeli della religione ebraica, evocati dal rabbino Ha-Levi, alleato di Pietro il Crudele, ed i demoni evocati da Ramón de Tàrrega, alleato di Enrico di Trastamare, grazie alle pagine del “Lemegeton”.
Mentre, infatti, Ha-Levi, utilizza i simboli angelici del Lemegeton per evocare un golem, costituito dall'intero castello di Montiel, le cui dieci torri sono identiche alla configurazione del Sephirot contenuto nella Qabbalah ebraica, il suo avversario Ramón de Tàrrega, alleato con altri quattro misteriosi “maghi”, per contrastarlo, cerca di evocare i demoni corrispondenti agli angeli del Lemegeton.

Schiacciato tra le due forze in gioco, un Eymerich quasi irriconoscibile, verrà lentamente condotto verso una verità scomoda a digerie: scoprirà infatti che, dietro la magia che anima il castello di Montiel ci sono cinque confratelli dell’ordine dei domenicani, tra i quali il suo vecchio maestro Dalmau Moner, Gallus di Neuhaus e lo stesso Ramón de Tàrrega che, per ordine del papa, sono diventati negromanti, pur di evitare che Montiel diventi una roccaforte degli ebrei come Granada lo è dei Musulmani.
Nella battaglia finale, Eymerich, recuperata la sua consueta freddezza, riuscirà a distruggere i confratelli rinnegati ed a porre fine alla magia che anima Montiel: da questo titanico scontro e della rovina del castello solo il suo nemico Ramón de Tàrrega e l’ebrea Myriam riusciranno a salvarsi.

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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #292 data: 29 Novembre 2010, 22:48:30 »
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Nicolas Eymerich forever - parte 18

Come di consueto il romanzo è articolato in più trame convergenti: oltre all’antefatto che racconta l’impresa negromantica dei cinque domenicani rinnegati, “i cinque di Gerona”, in una sottotrama parallela vengono descritte le oscure vicende di un campo di concentramento nazista in cui uno scienziato delle SS, Viktor von Ingolstadt, è impegnato in grotteschi esperimenti di rianimazione dei cadaveri, sfruttando inconsapevolmente le conoscenze proprie dei giudei. E’ proprio la “magia” ebraica, in grado di dare la vita alla materia inerte, di animare cioè l'argilla del Golem, come pure un collage di parti umane a guisa del mostro di Frankenstein, a rappresentare stavolta il trait d’union tra l’avventura Medioevale di Eymerich e gli esperimenti nazisti.
Il principio fisico dell’energia vitale, celato all’interno delle pagine del Lemegeton, diviene allora l’ennesimo esempio di come l’universo di Evangelisti sia ricco di “magia” e rappresenta il modo attraverso cui l’Euroforce riuscirà a mettere in campo il suo esercito futuro di morti viventi, i “Mosaici”.
Gustose e imperdibili chicche per i veri fan di Eymerich sono la scena in cui von Ingostaldt, durante il suo esperimento, ha una visione della cisterna dove si trova la tomba di Eymerich e la bellissima postfazione al romanzo intitolata “La tomba dell’inquisitore”, sentito omaggio dell’autore al suo personaggio.

     

A sinistra il convento di San Domenico a Gerona, al centro e a destra due immagini del castello di Montiel, teatro dell’avventura “Il castello di Eymerich”.

Per il momento le avventure del ciclo di Eymerich si concludono qui, ma nell’attesa che Evangelisti metta mano a nuovi romanzi basati sul suo personaggio, possiamo sicuramente pregustarne una ipotetica trama, leggendo la narrazione della “vita di Nicolas Eymerich”, riportata in appendice agli Urania “Picatrix, la scala per l’inferno” e “Metallo Urlante”, che traccia, per sommi capi, il canovaccio delle storie posteriori al 1369 e non ancora scritte.
Per completezza riporto qui integralmente il testo immediatamente successivo all’avventura di Montiel.

Seguono varie vicissitudini, tra cui numerosi viaggi: in Sicilia, dove Federico IV appoggia senza remore i beghini, in Sardegna, dove infuria una nuova rivolta guidata da Eleonora d’Arborea, e nella Germania meridionale, contro la setta dei Fratelli del Libero Spirito. Accompagna il pontefice Gregorio IX a Roma, e vi si ferma tra il 1376 ed il 1378. Al momento dello scisma d’Occidente, prende posizione a favore di ùclemente VII e istituisce il processo a carico di San Vincenzo Ferrer, già conosciuto quando questi era ragazzo (il piccolo “Vincente”, la terza rana di “Cherudek”), che inizialmente sembra sostenere l’antipapa Urbano VI. San Vincenzo è costretto all’abiura.
Eymerich ritorna in Aragona, dove beghini e lullisti continuano a rendergli la vita difficile. L’inquisitore reagisce con la cosnueta violenza, forte dell’appoggio di Avignone, e moltiplica i roghi di eretici. Nel 1388 l’intera città di Valenza si ribella alla sua crudeltà e lo sottopone ad un pubblico processo. Eymerich ne approfitta per regolare i conti col negromante Ramon de Tarrega, e per infliggere alla cittadinanza un castigo biblico.
Ma si è spinto troppo oltre. Perde la carica di Inquisitore generale del regno, che passa a un suo nemico personale, padre Bernat Ermenegaudi. Il nuovo re d’Aragona, Giovanni I, che inizialmente lo aveva protetto, gli ritira il proprio appoggio e, nel 1393 lo fa esiliare. Eymerich passa i suoi ultimi anni ad Avignone a scrivere saggi e a perfezionare il proprio Directorium, completato fina dal 1376. Muore in circostanze sconosciute, il 4 Gennaio 1399.
La sua tomba, nel convento di San Domenico a Gerona reca la scritta “Predicator veridicus, inquisitor intrepidus et doctor egregius”. Ma, misteriosamente, è vuota.

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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #293 data: 29 Novembre 2010, 23:48:11 »
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Caro Maxpullo,
forse ti è sfuggito il
thread da me postato qualche giorno fa.
Evangelisti ha scritto già l'ultimo episodio della saga di Eymerich; ed è già tanto che sia riuscito a finirlo, visto che il nostro autore prediletto ha vissuto una brutta esperienza.
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Sto leggendo "Tiamat's wrath - L'ira di Tiamat" di J. S.A. Corey - Fanucci
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« Rispondi #294 data: 30 Novembre 2010, 10:10:13 »
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Citazione da: marco.kapp il 29 Novembre 2010, 23:48:11

Caro Maxpullo,
forse ti è sfuggito il
thread da me postato qualche giorno fa.
Evangelisti ha scritto già l'ultimo episodio della saga di Eymerich; ed è già tanto che sia riuscito a finirlo, visto che il nostro autore prediletto ha vissuto una brutta esperienza.


Hai proprio ragione mi era sfuggito: ti ringrazio per avermelo segnalato, non soltanto per il libro (che mi procurerò appena possibile) ma anche e soprattutto per la notizia sulla salute di Valerio che considero uno dei massimi autori viventi di fantascienza.
Devi tenere presente che questa presentazione del ciclo è stata scritta lo scorso anno ed è quindi normale che qualche notizia sia ormai superata
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #295 data: 30 Novembre 2010, 10:25:31 »
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Caro Maxpullo,
capisco che il thread possa esserti sfuggito, poiché quel giorno c'era molta carne al fuoco nel forum di UM. Inoltre sarai stato in altre faccende affaccendato...
Comunque la notizia sarebbe sfuggita anche a me se non mi fosse arrivata una newsletter dal blog "Fantascienza e dintorni".
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Sto leggendo "Tiamat's wrath - L'ira di Tiamat" di J. S.A. Corey - Fanucci
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #296 data: 01 Dicembre 2010, 15:15:08 »
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Nicolas Eymerich forever - parte 19

Ma, se le avventure terrene di Eymerich hanno il loro termine definitivo con la sua misteriosa scomparsa nel 1399, non possiamo dire altrettanto delle sue avventure ultra-terrene, visto che ritroviamo l’inquisitore nel pieno delle sue funzioni in uno sconcertante processo a carico nientemeno che di “Dan Brown”.

   La storia, riportata nell’antologia “Acque oscure”, numero 2 della collana Epix, e quasi certamente ambientate al cosiddetto “tempo zero”, rappresenta, tra l’altro, la miglior testimonianza che potessimo avere dell’esistenza dell’aldilà, l’ultima meraviglia che ci regala l’universo di Evangelisti.
Un aldilà inteso come realizzazione dell’immaginario collettivo, in cui trovano la loro concretezza tutti i sogni e gli incubi dell’umanità.
Qualcuno, come Giovanna d’Arco, riesce ad entrarvi spontaneamente, qualcun altro, come Rupescissa, ci accede grazie alle misteriose proprietà della “quinta essenza” (magari pentendosi amaramente di averlo fatto), qualcuno ancora, come Frullifer, può entrarci grazie ai principi fisici che governano gli “psitroni”, altri ancora, infine, come gli uomini della RACHE, vi attingono per creare mostruose allucinazioni collettive a scopi bellici, ma nessuno può negare la sua realtà oggettiva.
Ed è in questo misterioso ed eterno aldilà che Eymerich ha quasi certamente ricreato il suo “Cherudek” ed è lì che ci aspetta, per giudicarci.
Molto meno misteriosa, invece, l’altra avventura di Eymerich riportata nel volume e che lo vede contrapposto ad uno dei personaggi letterari dello scrittore americano Chuck Palahniuk, nel racconto “Eymerich contro Palahniuk”. L’importanza di questo racconto è probabilmente marginale nell’economia del ciclo, ma è innegabile che esso rappresenti una delle testimonianze più concrete di quella sottile certa vena di umorismo che non manca in quasi tutte le storie dell’inquisitore e che il altre circostanze si concretizza attraverso personaggi ironici e sagaci come ad esempio Pedro Bagueny.

Bisogna infine ricordare che, sempre in questo volume, è riportata la storia “O’ Gorica tu sei maledetta”, che, pur senza la presenza dell’inquisitore, possiamo senza dubbio inserire nel suo ciclo e considerare un tassello fondamentale per la sua continuity, visto che racconta uno degli episodi più oscuri della storia umana del prossimo futuro. In una balcania sconvolta dagli orrori della guerra, Euroforce e RACHE, i cui vertici sembrano misteriosamente uniti, giocano una finta guerra fatta di scaramucce, schermaglie e alleanze, per coprire quelli che sono i loro reali interessi, quelli economici. Ma, sotto gli occhi stupefatti e terrorizzati di un mercenario dell’Euroforce e dei generali dei due eserciti impegnati nel finto conflitto, i mostruosi Poliploidi, che qui fanno per la prima volta la loro comparsa, subiranno una orrenda e oscena metamorfosi, in una delle sequenze più “forti” mai presentate nelle storie del ciclo.
Non possiamo dire con certezza se le visioni di Evangelisti si realizzeranno e quando, ma è certo che se nel futuro prossimo l’America si disintegreà davvero in tre confederazioni sotto i colpi di tremende malattie genetiche e orrende guerre razziali, se davvero l’uomo potrà sopravvivere solo grazie ad innesti di metallo e se davvero vedremo sorgere all’orizzonte l’ombra della RACHE e delle sue mostruose creature fisiche e psichiche, davvero non potremo dire di non esser stati avvisati da uno dei più geniali Nostradamus che siano mai esistiti.




Nella mappa sono evidenziati in rosso tutti i principali luoghi visitati da Eymerich nel corso dei romanzi del ciclo oppure semplicemente citati nelle sue avventure.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #297 data: 18 Dicembre 2010, 00:05:43 »
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Un anno importante...

Eh si, possiamo dirlo senza ombra di dubbio: questo 2010, iniziato come tanti altri, si è rivelato alla fine un anno davvero importante.
E mentre sono impegnato con le 3-P (poppate, pannolini e pianti) e Silvia mi guarda da sotto la copertina con gli occhietti spiritati pronta ad una nuova notte brava, il mio pensiero corre a questa rubrica ed a quella che sarà la sua "evoluzione" per l'anno 2011.
Avevo promesso una rubrica più "seria", con meno aneddoti e più critica, ma pensavate davvero che ne sarei stato capace? Sinceramente, non credo proprio che potrei dimenticarmi di quegli occhietti blu che mi fissavano mentre leggevo la trilogia galattica di Asimov, come non potrei mai dimenticare i tentativi di mettere a fuoco le parole sulle pagine di Urania con un occhio operato al laser ed uno no... e non posso dimenticare nemmeno la lettura nel mio vecchio letto a casa dei miei genitori il giorno prima di diventare papà... forse è un mio limite, forse no, ma credo che per me sia impossibile scindere la lettura di un libro dal contesto in cui è avvenuta.
Forse saranno terminati gli aneddoti sul collezionismo, ma quelli sulla vita che va avanti certamente no e, fintanto che avrò voglia di raccontarveli la rubrica non perderà mai quel tocco di originalità che la contraddistingue.
Riguardo le nuove schede l'unica anticipazione che mi sento di fare è che cercherò di "innalzare la qualità" delle mie letture: è impensabile, infatti, che un appassionato di fantascienza che si arroga il diritto di scrivere recensioni abbia scoperto opere come "Ubik" e "I segreti di Vermilion Sands" solo di recente e vorrei quindi dedicare il 2011 ad un "recupero" di classici imperdibili che sinora mi sono purtroppo perduto.
In cantiere, oltre alla già citata trilogia galattica di Asimov, ci sono diversi romanzi di Dick e Vance, come pure tutto il ciclo di "2001 odissea nello spazio" e vi assicuro sin d'ora che non mi mancherà il tempo di leggere e recensire la conclusione dei cicli di Eymerich e della Guida Galattica per gli autostoppisti...
Ci saranno poi diverse schede multiple che non ho mai avuto tempo di avviare nel corso di questi anni, mentre proseguiranno imperterrite le schede sui filoni già iniziati, primo su tutti quello sulle catastrofi che ci servirà come preparazione all'arrivo del 2012.
E con gli occhietti di Arianna che si aggiungono a quelli di Silvia mentre si avvicina l'ora della poppata notturna, mi sento di dire che anche il 2011 sarà un anno importante.
Prepariamoci a viverlo assieme ancora una volta non appena saranno passate le prossime festività.
La rubrica del 2010 chiude qui con la consueta carrellata dei migliori romanzi letti nel corso dell'anno!

            


            


  


          







BUONE FESTE!!!!
« Ultima modifica: 18 Dicembre 2010, 00:22:59 di maxpullo » Loggato
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