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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: I Libri di Maxpullo 2010 «prec succ»
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  Autore  Discussione: I Libri di Maxpullo 2010  (letto 131312 volte)
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #15 data: 11 Febbraio 2010, 10:08:14 »
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Fantamore: introduzione

Einstein lo aveva capito bene quando pronunciò la celebre frase "Gravity cannot be held responsible for people falling in love": l'amore è una delle forze fondamentali dell'universo. Il suo simpatico gioco di parole, al giorno d'oggi, viene utilizzato soprattuto come aforisma "ad effetto" nei cioccolatini o come titolo di poster particolarmente sdolcinati da regalare magari alla persona amata, ma, a mio avviso, non è sbagliato considerare l'accostamento tra la forza di gravità e l'innamorarsi come un paragone assolutamente sensato e non privo di un suo fondamento scientifico.
Mentre, infatti, la forza di gravità fa si che due (o più) corpi dotati di massa si attraggano reciprocamente, l'atto di innamorarsi, la simpatia reciproca, il cosidetto "colpo di fulmine" fanno si che lo stesso identico tipo di attrazione si sviluppi tra due (o più) individui.
Ma il paragone finisce qui: mentre la gravità si esercita sempre e comunque in presenza di masse distinte, l'amore si sviluppa secondo leggi strane e non sempre prevedibili scientificamente. Non è sempre detto che due individui di sesso opposto si attraggano e, soprattutto, non è detto che ciò avvenga reciprocamente, ma nei casi in cui ciò avviene, il legame che si crea, anche se magari può essere di breve durata, è assimilabile in tutto e per tutto ad una vera e propria forza che può addirittura essere quantificata e misurata.
La misura dell'amore è molto semplice, io l'ho imparata da piccolo vedendo un vecchio film alla TV di cui sfortunatamente non ricordo più il titolo. Ad un certo punto, uno dei protagonisti diceva questa frase: "L'amore ha una misura ed è il valore di ciò a cui per esso siamo disposti a rinunciare."; magari la citazione non è esatta, ma il senso era proprio questo.
Se, infatti, è vero che la bizzarra alchimia che produce l'attrazione tra due (o più) individui non può essere prevista scientificamente (nè ripetuta), facendo si che il fenomeno venga assolutamente ignorato dalla scienza ufficiale e dal cosidetto "metodo scientifico", per il quale è necesario che ogni cosa sia esprimibile in termini matematici, è altresì innegabile che proprio la forza dell'amore, la cui misura è espressa qualitativamente dalla frase di cui sopra, sia, a volte, alla base di devastanti conseguenze, in grado di turbare equilibri apparentemente consolidati e di condurre alla rovina coloro che la subiscono. Un amore felice che nasce e si sviluppa liberamente, cioè, è una cosa meravigliosa, una vera forza della natura per l'energia positiva che riesce a liberare, ma un amore contrastato o ostacolato da fattori esterni è assai più dirompente e può avere effetti collaterali assimilabili ad una vera e propria catastrofe.
Ma se la scienza umana si limita a non riconoscere alcuna ufficialità al fenomeno naturale dell'innamoramento, riducendo ogni cosa in termini di secrezioni ormonali, bisogna dire che la fantascienza, fedele al suo ruolo di imparziale apripista, ha invece da sempre tenuto conto di questo importante fattore, raccontandoci storie in cui l'amore è l'assoluto protagonista, nel bene come nel male ed è mia intenzione, proprio alla vigilia di San Valentino 2010, dedicare questa nuova scheda multipla a tutte quelle storie in cui l'amore giochi un ruolo fondamentale nello svolgimento e nell'evoluzione della trama e nel destino che attende i protagonisti.
Al proposito va detto ci sono storie che si "divertono" con l'argomento, analizzando l'attrazione fisica e l'affinità con razze aliene o domandandosi in che modo i nostri usi e costumi possano apparire a chi umano non è, mentre ce ne sono altre in cui l'amore è semplicemente il "motore immobile" che guida le azioni dei protagonisti ed è la molla del loro agire, spesso anche in modo scriteriato come accade al protagonista del bellissmo e struggente "Cronomoto" di Bob Shaw, già presentato in una vecchia scheda (precisamente qui), che è anche il tipico esempio di come un amore, portato alle estreme conseguenze, possa avere ripercussioni drammatiche addirittura sull'intero universo.
Ma vista la disomogenità dell'argomento conviene procedere con ordine: la cosa migliore da fare cioè è non avere fretta di mettere troppa carne al fuoco e di affidarsi a chi ha avuto il merito di saper capire in anticipo l'importanza dell'argomento, dandogli la sua giusta valenza. Lasciamoci quindi aprire la porta per questo nuovo viaggio direttamente da Carlo Fruttero e Franco Lucentini, curatori della prima vera antologia di fantascienza che ha voluto (e saputo) riconoscere e trattare l'argomento "amore" ed ascoltiamo le loro stesse parole introduttive.

"Non si sa esattamente chi sia stato (un sociologo? un critico letterario? uno psicanalista? un parroco di paese?) il primo a osservare, qualche anno fa, che la fantascienza era debole in amore. Non che siano mai mancate dalle copertine delle riviste di f.s. fanciulle discinte strette nell'abbraccio goloso di mostruose cavallette; ma quella che contava, nella storia, era poi la cavalletta, non la fanciulla. E bisogna riconoscere che le principesse denebiane vedi caso umanoidi, le figlie degli scienziati pazzi, le procaci astronome aggregate alla spedizione su Marte, non sono mai state altro che figure di contorno. Possibile, come si affrettarono a dimostrare i teorizzatori di professione, che amore e fantascienza fossero inconciliabili? Possibile che non ci fosse modo di scrivere una storia di f.s. in cui l'amore avesse una parte, diciamo così, funzionale, quanto la macchina del tempo o la telepatia? Punti sul vivo, gli scrittori di f.s. si sono subito messi all'opera e il risultato è questa brillantissima antologia, dove l'amore in tutte le sue accezioni - dal piccante al patetico, dal crudo all'atroce - riceve infine un degno, anche se non proprio ortodosso, omaggio fantascientifico."
(terza di copertina di "Storie di fantamore", Urania 455, 12 Febbraio 1967)

E proprio domani, 12 Febbraio 2010, ad oltre quarant'anni dalla sua pubblicazione, quella prima avvincente antologia ci introdurrà degnamente all'argomento. Nel frattempo io prendo in prestito il suo titolo per questa introduzione.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #16 data: 11 Febbraio 2010, 10:24:02 »
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Citazione da: maxpullo il 11 Febbraio 2010, 10:08:14

Al proposito va detto ci sono storie che si "divertono" con l'argomento, analizzando l'attrazione fisica e l'affinità con razze aliene o domandandosi in che modo i nostri usi e costumi possano apparire a chi umano non è


Il primo caso nella storia: l'amore tra Adamo e Lilith (la pre-Eva, la anti-Eva, la Eva demoniaca).

Inoltre le turbe erotiche dell'Alien-Satana quando vede Eva per la prima volta, nel "Paradiso perduto" di Milton.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #17 data: 11 Febbraio 2010, 10:27:53 »
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Nella Divina Commedia, Inferno canto 25, il "bacio" tra il demone serpente a 6 zampe e l'anima dannata di Agnèl Brunelleschi, prima che i due si fondano in una mostruosità unica.

Infatti nella Commedia illustrata da Beppe Madaudo (1982) il demone ha la vagina.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #18 data: 11 Febbraio 2010, 10:58:07 »
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Negli anni '80 uscì un film, dal titolo "Ossessione" o simili, effetti speciali di Carlo Rambaldi: un marito scopriva che la moglie lo tradiva, poi piano piano veniva a galla che l'amante, apparentemente umano, era un alieno mostruoso.
Per motivi contingenti, in tv ne vidi solo la prima mezz'ora. Non succedeva niente di "strano", per il momento si descriveva solo la crisi di coppia, ma le inquadrature erano stranianti, le atmosfere sempre tesissime...
Qualcuno l'ha visto per intero? com'era?

[Un antecedente, a ruoli ribaltati, fu "I married a monster from outer space" = "Ho sposato un mostro venuto dallo spazio" di Gene Fowler, 1958. Per non parlare, anche e soprattutto, di "Liquid Sky" di Slava Tsukerman, 1982]

ERRATA CORRIGE
Cercando su internet, era "Possession" di Zulawski, del 1981. E non si trattava di alieno, ma - a quanto pare - di una creatura costruita dalla moglie. In ogni caso, qualcuno ha visto il film? valeva la pena?
« Ultima modifica: 11 Febbraio 2010, 11:05:06 di dhr » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #19 data: 11 Febbraio 2010, 11:23:46 »
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... E scasso le balle per l'ultima volta con questo disegno di Dino Buzzati, tratto da "Poema a fumetti", 1969.

Oddìo, finora gli esempi riportati non sono mica troppo allegri! (del resto, Giulietta e Romeo insegnano che...). Per riequilibrare, cito "I protomorfi" di Joe Haldeman, il cui titolo originario era ancora più significativo: "Camouflage", Sotto mentite spoglie.
Nonché l'amore tra Actarus e Venusia; e tra Maria e Alcor.
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« Ultima modifica: 11 Febbraio 2010, 11:36:50 di dhr »
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #20 data: 11 Febbraio 2010, 11:52:39 »
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Avevi già scritto di "Astronave senza tempo" di C.L. Harness (Urania 1046) ??? Non mi ricordo più...

Un po' prolisso e cervellotico, ma come storia d'amore per San Valentino non ha prezzo!!!
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #21 data: 11 Febbraio 2010, 12:01:49 »
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Citazione da: dhr il 11 Febbraio 2010, 11:23:46

... E scasso le balle per l'ultima volta con questo disegno di Dino Buzzati, tratto da "Poema a fumetti", 1969.

Oddìo, finora gli esempi riportati non sono mica troppo allegri! (del resto, Giulietta e Romeo insegnano che...). Per riequilibrare, cito "I protomorfi" di Joe Haldeman, il cui titolo originario era ancora più significativo: "Camouflage", Sotto mentite spoglie.
Nonché l'amore tra Actarus e Venusia; e tra Maria e Alcor.


Ma mica scassi, anzi, gli interventi sono tutti pertinenti e servono ad alimentare la discussione quindi benvengano i tuoi come quelli degli altri.
Inoltre i tuoi spunti mi hanno fatto venire in mente di un altro "filone", solo in parte attinente l'argomento principale ma che comunque merita di essere ricordato: quello della "possessione" di donne umane da parte di esseri extraterrestri (o soprannaturali se proprio preferiamo questo termine "umanocentrico") con eventuale gravidanza voluta o fortuita. Non possiamo non ricordare al proposito il celeberrimo "Rosemary's Baby", ma anche titoli come "I figli dell'invasione" (Wyndham), "L'anomalia" (Sohl), "Il campo degli UFO" (Zachary) e "Superuomo illegittimo" (Moudy) calzano perfettamente.
Tra l'altro accetto subito "I protomorfi" come libro da leggere prossimamente.



Citazione da: lalla il 11 Febbraio 2010, 11:52:39


Avevi già scritto di "Astronave senza tempo" di C.L. Harness (Urania 1046) ??? Non mi ricordo più...

Un po' prolisso e cervellotico, ma come storia d'amore per San Valentino non ha prezzo!!!


No, non l'ho ancora fatto... recupero il libro e ci penso.
Gracias
« Ultima modifica: 11 Febbraio 2010, 12:03:55 di maxpullo » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #22 data: 11 Febbraio 2010, 20:40:45 »
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FANTAMORI & STRANAMORI
nei racconti di Primo Levi

"Il Versificatore": una macchina desidera avere rapporti con una donna umana
"Quaestio de centauris": un centauro si unisce a normali cavalle (vicercersa, le centaure - donne con testa di cavallo - non sono feconde)
"Vilmy": un animale terrestre, ma con caratteristiche aliene; se un uomo beve il latte di una femmina di Vilmy, sviluppa nei suoi confronti una vera tossicodipendenza
"Disfilassi": ogni donna può essere fecondata da qualsiasi seme, inclusi i pollini delle piante
"I costruttori di ponti": una gigantessa si innamora di un uomo preistorico
"I figli del vento": una nuova specie di animali, che si riproduce a distanza
"Erano fatti per stare insieme": love story tra due esseri bidimensionali (rielaborazione della Flatland di Abbott)
"Il passa-muri": un alchimista acquista la capacità di attraversare le pareti; a causa di questo, le notti con la moglie hanno caratteristiche speciali...
"Le fans di spot di Delta Cep.": ammiratrici extraterrestri di un giornalista scientifico
"Scacco al tempo": se cambia la percezione soggettiva nel tempo, migliorano anche le prestazioni sessuali
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #23 data: 12 Febbraio 2010, 07:44:13 »
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Fantamore: l'antologia numero 1

La parola "Fantamore" appare per la prima volta come azzeccatissimo titolo dell'antologia "Storie di fantamore", Urania 455, prima raccolta in assoluto ad aver voluto trattare in modo esplicito e sistematico l'argomento "amore e attrazione" nella fantascienza.
Il merito di questa raccolta è in sostanza quello di aver "aperto la strada" e di aver rappresentato una sorta di presa di coscienza che l'argomento poteva essere di un certo interesse ed avere una sua specifica dignità senza nulla togliere agli altri argomenti eventualmente di contorno (esplorazioni, invasioni, viaggi nel tempo, ecc...). E' chiaro poi che l'antologia è figlia dei suoi tempi e quindi non ci troverete nulla di particolarmente "esplicito" o piccante, ma i racconti sono tutti godibilissimi e vale la pena leggerla. Di seguito il commento.

    Antologia a tema davvero simpatica e coinvolgente che tratta in modo abbastanza originale il tema dell'amore nella fantascienza; le storie sono tutte ben scritte e intriganti e non manca una certa puntina di malizia davvero appropriata visto l'argomento trattato.
Il racconto iniziale di Asimov, "I terrestri fanno così" è molto simpatico ed ironizza sul modo in cui forme di vita aliene al nostro pianeta possono considerare la nostra vita sessuale, mentre il secondo, "il primo amore", storia di un ragazzino che si innamora di una misteriosa creatura indubbiamente femminile, sembra insegnarci che, anche se le cose non sempre sono quello che sembrano, quando un sentimento è forte non ci sono ostacoli che tengano.
I due racconti successivi, "L'eterna Eva" e "Jumbo", firmati rispettivamente da due maestri del calibro di John Wyndham e Bob Shaw, vertono sul difficile tema della riproduzione e della sopravvivenza dellla specie; ma mentre l'"Eva" di Wyndham è una donna normale alle prese con un "problema" più grande di lei e con una scelta apparentemente difficile, la "Jumbo" di Shaw è una donna molto particolare che, messa di fronte alla verità sul proprio passato, dimostrerà come certi sentimenti e certi istinti non siano necessariamente una prerogativa dell'universo femminile.
Il penultimo racconto "Donna di bordo" del maestro Robert Silverberg tratta del miglior modo in cui i membri di un equipaggio interamente maschile possano conservare il loro equilibrio mentale durante i lunghi viaggi nello spazio; il racconto è semplicemente gustoso, ma bisogna leggerlo fino all'ultima pagina per apprezzare in pieno la grottesca ironia della vicenda.

L'ultimo racconto, infine, "l'auto addosso" di Robert Franklyn Young, ci presenta un futuro che, anche se a prima vista appare un po' bizzarro, non ci possiamo davvero permettere di escludere: ma è bello constatare che, anche in una società "meccanizzata" ed in cui l'apparenza conta più della sostanza, l'amore alla fine riuscirà a trionfare.
Sei racconti sorprendenti e divertenti che si leggono rapidamente e rimangono impressi, senza dubbio una antologia  che, senza essere un capolavoro, va annoverata tra le cose migliori mai apparse nella collana.
« Ultima modifica: 12 Febbraio 2010, 07:44:51 di maxpullo » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #24 data: 12 Febbraio 2010, 10:04:53 »
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Citazione da: maxpullo il 12 Febbraio 2010, 07:44:13

ironizza sul modo in cui forme di vita aliene al nostro pianeta possono considerare la nostra vita sessuale


Anni fa vidi in tv un film (americano) in cui una love story era raccontata da una voce fuori campo, di un alieno, come se si trattasse di un documentario naturalistico.
Ad esempio, quando la ragazza scriveva su un foglietto il proprio indirizzo e numero di telefono e lo dava al ragazzo, la voce fuori campo commentava: "La femmina traccia dei segni su un pezzo di corteccia, per significare la propria disponibilità all'accoppiamento".
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #25 data: 12 Febbraio 2010, 14:43:38 »
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Qualche giorno fa ho letto l'antologia "Guerra eterna: ultimo atto" e mi ha fatto molto riflettere la sequente cosa:
Alla fine del racconto che riprende le vicende di "Guerra eterna" è riportata la stessa lettera che Marygay lascia a Mandella, nella speranza che i due si possano rincontrare, dopo essere stati sbalzati in epoche diverse dalle vicende belliche, ma anche nel timore che al momento dell'incontro le loro età biologiche possano essere assai diverse da quelle del primo incontro.
La lettera termina con una frase che nel romanzo (sia ediz. Nord che Urania Collezione) era tradotta (più o meno perché non l'ho qui con me) "Se non potrò essere la tua amante sarò la tua infermiera". Nel racconto è: "Se non potrò essere la tua amante sarò la tua badante".
(Una soluzione con rima che ho trovato molto azzeccata, perché dà un tocco in più di leggerezza e cerca, come nello stile dei due personaggi, di sdrammatizzare un po' la situazione. (E certo ci dà anche un'idea di come sia cambiata la nostra società). E complimenti anche per la traduzione del romanzo di Haldeman sull'ultimo Urania! Non che abbia letto la versione originale, ma comunque il romanzo era godibilissimo, secondo me, anche perché la traduzione "filava" molto bene).
Comunque, per riprendere il filo, pensate a quanto amore c'è in quella frase!!
E com'è bella la fantascienza che riesce a creare una situazione in cui un essere umano la possa esprimere!!

(Acc... quante "E" all'inizio di una frase!!)
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #26 data: 12 Febbraio 2010, 15:15:37 »
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Citazione da: Algernon il 12 Febbraio 2010, 14:43:38

Una soluzione con rima che ho trovato molto azzeccata, perché dà un tocco in più di leggerezza e cerca, come nello stile dei due personaggi, di sdrammatizzare un po' la situazione. (E certo ci dà anche un'idea di come sia cambiata la nostra società). E complimenti anche per la traduzione del romanzo di Haldeman sull'ultimo Urania!


Grazie di cuore, 2 volte.

Invece su un altro sito ho trovato per caso una stroncatura totale della traduzione di "Bran Mak Morn". Mi sono sentito un "verme della terra", e non solo per l'orgoglio spezzato, la professionalità e blablablà (altra rima), ma per l'eventualità di avere fatto un pessimo servizio al grande Robert Howard, siggghhh...

A proposito, però! In "Vermi della terra" accade una improbabile, repellente, affascinante storia di sesso tra Bran e...
« Ultima modifica: 12 Febbraio 2010, 15:24:26 di dhr » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #27 data: 14 Febbraio 2010, 10:10:50 »
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Fantamore: accettare il rischio

Tempo addietro sul blog della Mondadori, un caro amico, recentemente scomparso, propose di suggerire un elenco di titoli da "ristampare" su Urania Collezione e, incautamente, mise a disposizione dell'iniziativa la propria e-mail; dico incautamente perchè solo da me, tra ripensamenti, aggiustamenti e successive modifiche gli arrivarono almeno una decina di messaggi. Vista la stima che avevo del personaggio, poi, devo confessare che gongolai nell'intimo per ogni volta in cui egli scrisse "concordo" accanto al titolo che gli proponevo, mentre provai una piccola grande delusione quando, a fianco di alcuni titoli, scrisse "discordo", esprimendo una bocciatura per il libro stesso: fortunatamente di queste bocciature ce ne furono solo tre anche se una di queste in particolare, riguardante proprio il libro che voglio proporvi oggi, mi dispiacque moltissimo.
Ma non si può essere sempre d'accordo su tutto e, nonostante, tenessi in grande conto l'opinione di questo amico, non posso che seguire il mio istinto e visto che, per me, si tratta di uno dei romanzi più belli mai apparsi sulla collana, non posso che presentarvelo nella mia rubrica proprio il giorno di San Valentino, come una delle più belle e drammatiche storie d'amore che la fantascienza sia mai riuscita a proporre, accettando il "rischio" di essere clamorosamente smentito da chi invece non lo considera tale.
Sto parlando di "Rischio calcolato", di Charles Eric Maine, Urania 587, esempio lampante e praticamente perfetto di come un grande amore possa muovere le persone a compiere gesti disperati, a sfidare tutto e tutti e ad accollarsi "rischi" che normalmente non si accollerebbe.

     Quando lessi il romanzo lo scorso anno ne rimasi talmente colpito che scrissi di getto un commento in cui cercai di esprimere, anche attraverso il linguaggio, la forza di questo mio entusiasmo e devo dire che l'anafora che ne venne fuori, e che qui vi riporto, sottolinea abbastanza fedelmente il mio stato d'animo dopo la lettura.

Difficile trovare un difetto in un libro che ti avvince sin dalle prime pagine e ti costringe a divorarlo pagina dopo pagina.
Difficile non immedesimarsi nei due sfortunati protagonisti e, nonostante non incarnino affatto un ideale etico positivo, difficile non fare il tifo per loro e per l'ambizioso e arduo obiettivo che si propongono contro tutto e contro tutti.
Difficile non vivere intensamente il dramma di questo amore capace di travalicare i confini del tempo e di trascendere le umane convenzioni.
Difficile rimanere indifferenti di fronte alla vicenda umana dei due amorali protagonisti e delle loro vittime che si consuma fino al suo sconcertante e drammatico epilogo.
Difficile non apprezzare la cura dell'autore nel costruire una trama praticamente perfetta in cui i sentimenti dei personaggi e la loro ottima caratterizzazione fanno da contorno ad una delle trovate più originali e sconvolgenti che la fantascienza ricordi.
Difficile considerare questo romanzo meno di un capolavoro.

Nonostante la figura retorica e la sua particolarità il commento sottolinea in modo efficace tutti i pregi del romanzo: l'originalità della storia, l'eccellente caratterizzazione psicologica dei protagonisti del dramma, la grande forza dei sentimenti espressi dalle loro azioni e lo sconvolgente e catastrofico epilogo.
Difetti non sono riuscito a trovarne e, a costo di correre il "rischio" di ripetermi, vi dico che questo è un libro bellissimo che vale la pena di leggere.
Concludo augurando un buon San Valentino a tutti, soprattutto a quelli che non hanno paura di rischiare per il loro amore.
« Ultima modifica: 14 Febbraio 2010, 10:11:35 di maxpullo » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #28 data: 14 Febbraio 2010, 11:28:37 »
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Citazione da: maxpullo il 14 Febbraio 2010, 10:10:50

Sto parlando di "Rischio calcolato", di Charles Eric Maine
Difficile non immedesimarsi nei due sfortunati protagonisti e, nonostante non incarnino affatto un ideale etico positivo, difficile non fare il tifo per loro e per l'ambizioso e arduo obiettivo che si propongono contro tutto e contro tutti.
Difficile non vivere intensamente il dramma di questo amore capace di travalicare i confini del tempo e di trascendere le umane convenzioni.


Se ho capito bene, una specie di “Bonnie e Clyde all'aliena"?

Già nella mitologia classica si narravano varie vicende di xeno-amori, tutti più o meno maledetti. Gli dèi, cioè entità aliene (*), avevano spesso rapporti con donne terrestri; più raramente le dee, ninfe ecc. con uomini.
Spesso questi esseri divini avevano un aspetto solo parzialmente umano: corna, zampe caprine, serpenti o pinne al posto delle gambe... oppure per nulla umano: una pioggia d'oro, una nube... Pasife, istigata "telepaticamente" da Poseidone, si unì con un toro.

(*) Gli dèi greco-romani non avevano nulla in comune con l'attuale concetto di Dio: non erano spirituali, non erano santi, e non avevano neppure creato il mondo, ma erano emersi dal caos insieme al resto dell'universo. Erano entità superiori, più potenti degli umani, e in grado di mutare la forma del proprio corpo. In pratica, corrispondevano al protagonista dei "Protomorfi" di Haldeman.

Perfino nella Bibbia però, in Genesi 6,4, si parla di "figli di Dio" che si uniscono alle "figlie degli uomini". Numerosi autori, sia antichi sia moderni, hanno interpretato l'espressione "figli di Dio" come angeli, demoni e/o alieni.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #29 data: 14 Febbraio 2010, 19:31:12 »
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Citazione da: dhr il 14 Febbraio 2010, 11:28:37

Già nella mitologia classica si narravano varie vicende di xeno-amori, tutti più o meno maledetti. Gli dèi, cioè entità aliene (*), avevano spesso rapporti con donne terrestri; più raramente le dee, ninfe ecc. con uomini.


Oggi che è san Valentino, poi, salta particolarmente all'occhio che, in tutte queste narrazioni mitologiche, il sentimento non ha quasi nessun ruolo. Per dirlo in termini moderni: sono "solo storie di sesso".
Va a finire che l'unico ad attribuire enorme importanza ai sentimenti, nelle relazioni di coppia interplanetarie, è stato Go Nagai.
« Ultima modifica: 14 Febbraio 2010, 19:31:40 di dhr » Loggato
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