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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Urania Mondadori | Discussione: I Libri di Maxpullo 2010 «prec succ»
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  Autore  Discussione: I Libri di Maxpullo 2010  (letto 130577 volte)
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #105 data: 20 Maggio 2010, 17:49:26 »
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Incontri casuali con il "poeta delle stelle"

Chi mi segue con assiduità, probabilmente ricorderà la mia recensione dell'antologia "Margherite per Dorothy", uno degli Urania più belli in assoluto che mi sia mai capitato di leggere. E' vero che gran parte del fascino della raccolta era dovuto allo splendido racconto iniziale, ma il racconto successivo, ad opera di Robert Franklyn Young ed intitolato "Il figlio stella", struggente e suggestiva storia di una madre che aspetta il ritorno del figlio, non era davvero da meno.
Diverse volte poi mi era già capitato di leggere dei racconti di Young, rimanendone sempre piacevolmente sorpreso, soprattutto per la tenerezza e la dolcezza del suo modo di scrivere e di raccontare storie molto simili a favole. E' stata così per me una piacevole sorpresa scoprire che, se Urania aveva un po' "bistrattato" questo bravissimo autore, relegandolo in appendice ai volumi o al semplice ruolo di "comparsa" in antologie di vario argomento, la collana Galassia gli aveva invece dedicato ben due numeri.
Ed è stato grazie alle mie due celeberrime "colonne" di sempre, Il Custode e Miky1, se ho potuto trovare le due raccolte e divorarle in breve tempo, gustando tutti i racconti e confermando in pieno l'ottima impressione che avevo già avuto da tutti gli "incontri casuali" con le storie di Young nelle antologie di Urania.
Di seguito il commento alle due raccolte, "Trenta giorni aveva Settembre", Galassia 151 e "Una coppa piena di stelle", Galassia 158.

  Ironia e tenerezza, scrive la Rambelli nella prefazione, sono le principali caratteristiche dei racconti di Robert Franklyn Young, pubblicati e raccolti per la prima volta dalla collana Galassia in questa bella antologia in due volumi.
In effetti, le storie di Young, più che racconti di fantascienza sembrano quasi delle vere e proprie favole, ciascuna con una sua morale e ciascuna con un suo messaggio, che ricordano molto da vicino le storie di O'Henry.
In quasi tutti i racconti traspare la nostalgia per i bei tempi andati ed una velata, ironica, critica all'uomo per aver "sciupato" e forse perduto dei valori unici che non sempre è possibile recuperare, o almeno non completamente.
E' questo il principale argomento alla base della storia eponima d'apertura "Trenta giorni aveva Settembre", delicato e intelligente elogio della scuola e della cultura di una volta che si vanno perdendo per effetto del dilagare della "telescuola", un metodo di insegnamento di massa il cui risultato ultimo è però l'ignoranza.
Ma non mancano nell'antologia anche racconti di fantascienza nel vero e proprio senso della parola, divertenti e suggestivi esempi di come Young abbia la rara capacità di riuscire a riscrivere episodi storici come la vicenda di Giovana d'Arco (nel racconto "L'Arc de Jeanne") o la storia dell'antico Egitto (nel racconto "Progetto Piramide"), creando racconti suggestivi, affascinanti e ricchi di spunti interessanti.

Nel terzo racconto, "I fuggitivi", l'argomento centrale è il controllo delle nascite: Young immagina un una ipotetica società futura cui avere bambini senza autorizzazione può essere un reato e ci descrive l'allucinante epopea di una coppia vittima di un errore autorizzativo, costretta a nascondersi non già dalle autorità (responsabili dell'errore), quanto piuttosto dalla gente comune.
Ancora la riscoperta dei veri valori della vita è l'argomento centrale dello struggente "Straccio", curiosa e triste storia in cui fa la sua apparizione, per la prima volta in una storia di SF, un adorabile e affettuoso "canscomparso", un particolare tipo di cane in grado di teletrasportarsi. La bestiola dalle orecchie a straccio, dalla coda a spirale e dagli occhi adoranti, non solo da il suo nome alla storia, ma il suo sacrificio sarà anche l'evento che farà ricordare (o forse scoprire) al protagonista quali siano i veri valori dell'esistenza, consentendogli di avere una seconda occasione di felicità.
Anche il racconto conclusivo "Il gioco nuovo", che è a mio avviso il migliore dell'antologia, riguarda la perdita di valori: in un civiltà in cui gli uomini hanno raggiunto elevati livelli di automazione e di benessere, il nemico principale è la noia. E chi ha l'obbligo di governare questa civiltà arriva allora a domandarsi se convenga proseguire ad inventare continuamente nuovi giochi e distrazioni per la gente oppure se non sia meglio un seppur fittizio "ritorno alle origini", in cui i weekend non erano di 5 giorni...
Una menzione speciale merita poi la copertina di Lastraioli, perfetto connubio tra la bellezza e delicatezza dell'orchidea con la fredda perfezione della sfera, quasi a simboleggiare la riscoperta di valori celati sotto la fredda superficie della quotidianità.

    In questa seconda raccolta Young si conferma veramente degno dell'appellativo di "poeta delle stelle": in ogni suo racconto, infatti, egli riesce ad utilizzare un linguaggio e delle immagini che conquistano il lettore, creando con lui un rapporto di vera e propria complicità, conducendolo per mano alla scoperta di mondi e storie sempre in bilico tra il sogno e la realtà, quasi delle vere e proprie favole.
Il primo racconto, "L'albero" è sicuramente una storia a sfondo ecologista che ci insegna che, quando si perde il senso del proprio rapporto con la natura, le conseguenze non possono che essere drammatiche. Originale e toccante la scissione che il protagonista vive ad ogni calar del sole: il suo io diurno è prigioniero nel proprio ruolo di carnefice, mentre il suo io notturno, più sensibile e più incline alla pietà per l'albero e la driade che ne rappresenta lo spirito, è destinato a soccombere ogni volta che sorge l'alba.
"I passi dei grandi" è un piccolo breve capolavoro che, attraverso la vicenda di una bambina che impara a leggere, ci insegna a guardare in modo diverso il mondo degli adulti. Un racconto crudele e toccante allo stesso tempo.
Nel terzo racconto, "La stella del desiderio", Young riesce a conciliare la visione della fantascienza con quella della filosofia di Kant, producendo un racconto che, sebbene di difficile lettura ed interpretazione, si rivela ricco di fascino ed originalità, con un finale che non mancherà di stupire.

"Quel che successe su Venere", invece, è un racconto gradevole ma irrimediabilmente figlio del suo tempo. Concepito e scritto all'epoca della guerra fredda il racconto non si discosta molto dai clichè dell'eterna contrapposizione Russo-Americana e risulta ancora leggibile esclusivamente per l'atmosfera di bella favola a lieto fine che Young gli ha saputo infondere.
Nel racconto conclusivo, "I miei occhi hanno visto la gloria", Young mette un po' di tutto: dalle distorsioni spazio temporali ai paradossi, dalla religione al mito e ne scatursice un racconto forse un po' confuso, ma sicuramente bello e suggestivo, soffuso di quella poesia che pervade un po' tutti i suoi racconti e che li rende speciali anche se la storia non convince magari sino in fondo.
Ancora una volta stupenda ed appropriatissima la copertina del pittore Antonio Atza.
Una ottima antologia in tutto e per tutto.

Se quindi siete romantici, sognatori, idealisti ed, in fondo, un po' bambini, queste raccolte sono per voi, perchè la poesia in prosa di questo bravissimo "poeta delle stelle" non potrà mancare di conquistarvi!
« Ultima modifica: 20 Maggio 2010, 17:58:42 di maxpullo » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #106 data: 23 Maggio 2010, 12:28:05 »
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La primavera di Urania Collezione

La primavera, come ben sanno gli allergici alle graminacee, è la stagione della fioritura, dei pollini e dei semi e dell'eterno rinnovarsi della vita dopo il freddo gelo dell'inverno. Da sempre, quindi, la primavera, più che l'inizio dell'anno, è associata alla rinascita, ai buoni propositi, alle speranze, alle aspettative e, nonostante l'anomala piovosità (presagi di un prossimo diluvio?), devo ammettere che questo Maggio 2010, ha portato anche per Urania Collezione una vera ed autentica "ventata di speranza".
Non riesco a trovare altra immagine per esprimere la mia profonda soddisfazione per veder pubblicato al numero 088 della collana, un autentico, "inedito", capolavoro di uno dei mie autori preferiti, Jack Vance. Questo suo "Pianeta d'acqua", bellissimo "fiore di Maggio" spuntato improvvisamente in una lista di titoli affetti da "Deja-Vù", non solo è un modo stupendo per ritrovare il contatto con un autore straordinario, ma anche un modo simpatico per stabilire una sorta di tregua con una collana che, ultimamente, sotto il profilo delle "novità" stava diventando un pochino deludente.
Ed è per questo che al termine di una lettura serrata ed entusiastica riporto qui di getto le mie sensazioni, per compensare, almeno in parte, lo spirito polemico dei miei ultimi post.

    A mio avviso questo è uno dei migliori romanzi di Vance: non c'è il maestoso, vasto affresco galattico visto ne "I principi demoni", nè la pluralistica perfezione del "Pianeta Tschai", ma in questo suo stupendo "Pianeta d'Acqua" c'è tutta la bravura di un autore che ha saputo dare un nuovo significato alla SF d'avventura.
Il romanzo è talmente ricco di spunti e di interesse che, nonostante la mole, si "brucia" in meno di una giornata, proprio perchè in conclusione di ogni capitolo, l'occhio corre subito alle prime righe del successivo per vedere come la storia proseguirà.
C'è il solito eroe solitario, integerrimo, invincibile, indistruttibile, forse addirittura con una marcia in più rispetto a quello cui Vance ci aveva abituato: il ribelle sognatore Sklar Hast, infatti, riunisce in un unico individuo la forza ed il coraggio di Adam Reith, alla ferocia, alla determinatezza ed alla spegiudicatezza di Kirth Gersen, dando vita ad un personaggio davvero unico e sopra le righe, con l'unico difetto (che caratterizza anche gli altri eroi di Vance) di vincere sempre e di perdere per questo un poco della sua credibilità.
Ma nella storia qui narrata non c'è solo l'avventura con la "A" maiuscola, non c'è solo il terribile mostro marino da sconfiggere, non c'è solo l'epopea di un gruppo di superstiti alle prese con un mondo che scarseggia di materie prime e soprattutto non c'è solo il fascino ispirato da un pianeta interamente coperto di acqua azzurra le cui descrizioni ti mandano in brodo di giuggiole.

Qui c'è anche una interessantissima chiave di lettura sociologica che, tra le righe, descrive molto bene il rapporto perverso che può istaurarsi tra l'uomo ed i suoi "falsi dei", un rapporto fatto di compromessi, umiliazioni e privazioni, un rapporto che può arrivare ad irrigidire la struttura sociale, creando sacche di potere e privilegio assolutamente ingiustificabili e contrarie ad ogni forma etica. Una struttura sociale perversa che impedisce ogni tipo di progresso e che può essere spezzata solo con il coraggio, l'astuzia ed il sogno di una prospettiva di vita migliore.
La lotta feroce di Hast contro il mostruoso Re Kragen, non rappresenta la realizzazione dell'ossessione del capitano Achab contro Moby Dick, quanto piuttosto simboleggia la ribellione dell'uomo di fronte a chi impedisce l'attuazione del suo destino e della sua autodeterminazione.
Un vero kolossal che non sarebbe affatto male veder "sceneggiato" in un lungometraggio.
Unica nota stonata: l'inutile il racconto d'appendice che ripropone la stessa storia in versione "condensata": interessante come documento storico della prima stesura, ma che non aggiunge nulla ad un capolavoro di questa portata.

E se la primavera è davvero una promessa di vita, questa uscita di Maggio 2010 mi restituisce in parte l'entusiasmo per questa collana e mi sprona ad aver fiducia che in futuro ci saranno meno ristampe e più uscite come questa.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #107 data: 23 Maggio 2010, 17:38:55 »
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Citazione da: maxpullo il 23 Maggio 2010, 12:28:05


E se la primavera è davvero una promessa di vita, questa uscita di Maggio 2010 mi restituisce in parte l'entusiasmo per questa collana e mi sprona ad aver fiducia che in futuro ci saranno meno ristampe e più uscite come questa.


A dir la verità, Max, non è proprio inedito. Ma non importa, capisco il tuo entusiasmo nello scoprire un nuovo Vance, nel suo periodo migliore...
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #108 data: 24 Maggio 2010, 09:39:17 »
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Citazione da: erberto il 23 Maggio 2010, 17:38:55



A dir la verità, Max, non è proprio inedito. Ma non importa, capisco il tuo entusiasmo nello scoprire un nuovo Vance, nel suo periodo migliore...


Hai ragione erberto, fai bene a specificare: anche Ernesto mi correggeva sempre nel Blog quando facevo queste affermazioni che per me che sono "uraniacentrico" sono chiare, mentre per altri che hanno una cultura fantascientifica più estesa appaiono strambe.
Quando scrivo "ristampa" intendo parlare impropriamente di un "romanzo già apparso nelle collane Urania/Mondadori".
Perchè mi spiace vedere che c'è un patrimonio di classici "perduti" ed introvabili apparsi su Galassia, Cosmo Ponzoni, Cosmo Oro/Argento/e/Mirra mentre UCZ prende titoli già apparsi su Urania.
Sinceramente mi pare come se la collana avesse perduto il senso della sua storia passata e rinnegasse la sua stessa tradizione.
Se poi mi pubblicano "Un cantico per Leibowitz", "Shadrak nella fornace" o "Futuro in trance" va anche bene perchè sono rarissimi e chi ce l'ha se li tiene stretti, ma cose come "Non-A" le trovo sinceramente ingiustificabili perchè se proprio si voleva ripubblicare una roba così già apparsa due volte, si sarebbe potuto fare su un bellissimo Millemondi "vecchio stile" che racchiudeva tutta la trilogia. Sarebbe stato un volume memorabile da acquistare, leggere, collezionare, amare e tramandare ai posteri. L'UCZ 087, invece, così com'è non serve proprio a nulla, ruba spazio in libreria ed è una occasione sprecata.
Naturalmente sono pronto a rimangiarmi tutto (e magari mi mangio pure il cappello come Rockerduck), se l'anno prossimo vengono pubblicati o annunciati gli altri due romanzi che compongono il ciclo di Non-A... ma sono quasi sicuro che il mio stomaco vivrà sonni tranquilli
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #109 data: 25 Maggio 2010, 19:14:29 »
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Condivido appieno l'entusiasmo per Vance, uno dei miei scrittori preferiti. "Pianeta d'acqua" è apparso, nella prima edizione, nella collana "Futuro" n.  21 della Fanucci nel lontano 1976 e, ristampato successivamente dalla stessa casa editrice nella collana "Biblioteca di fantascienza" n. 14 nel 1988.
La ripubblicazione del romanzo in "Urania collezione" ha lo stesso traduttore della prima edizione che è Maurizio Gavioli. In appendice c'è un racconto, questa volta inedito che è " Il Kragen" del 1964, racconto che poi Vance ha costruito "Pianeta d'acqua".
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #110 data: 28 Maggio 2010, 16:52:19 »
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Fantamore: amore o attrazione? La seconda antologia

Amore ed attrazione sono due sentimenti certamente affini, se non altro per il potere che essi esercitano sulle persone: mentre, infatti, il primo ha la capacità di "smuovere le montagne" e di far compiere ai protagonisti dei romanzi dei gesti che altrimenti non compirebbero, la seconda ha, invece, il potere di renderli incauti, di stordirli, al punto di renderli assolutamente vulnerabili.
Qualcuno potrà obiettare che amore ed attrazione, al di là delle affinità, sono, tuttavia, due sentimenti decisamente opposti: più duraturo, profondo e altruistico il primo, più breve, intenso ed egoistico il secondo. Il desiderio di possesso derivante dall'attrazione, infatti, si esaurisce in un arco di tempo più breve di quello di colui che ama davvero e mentre chi soffre d'amore può altruisticamente rinunciare all'oggetto del suo desiderio per il suo bene, chi è "attratto" vivrà, invece, nell'ossessione di riuscire a far suo l'oggetto del desiderio, spesso senza curarsi dei sentimenti altrui.
Ma a queste giuste osservazioni ribatto dicendo che, anche se anche amore ed attrazione sono due sentimenti differenti, a mio avviso, essi si completano l'uno con l'altra nel senso che si può amare senza essere attratti e si può provare attrazione senza amare, ma è solo quando i due sentimenti convivono che si avrà la vera perfetta affinità tra due creature, di qualsiasi natura esse siano ed è per questo che ho scelto di dedicare questa scheda ad una raccolta che tratta l'argomento "attrazione", lato oscuro e forse meno nobile dell'amore, ma non per questo meno importante.
Urania ha avuto il singolare merito di essere non solo la prima collana a dedicare per prima una raccolta di racconti al tema dell'amore nella fantascienza ("Storie di fantamore", Urania 455), ma anche di esser stata probabilmente l'unica a dedicarne una seconda allo "scomodo" tema dell'attrazione sessuale.
Mi riferisco ovviamente al Millemondi numero 15, "Fantasex", di cui riporto il commento a seguito della lettura.

   Come tutte le antologie anche questa ha i suoi pregi ed i suoi difetti e devo dire che questa, pur trattando un argomento molto particolare e delicato come il sesso, non è davvero una delle cose peggiori che mi siano capitate di leggere, anzi. Certamente ci sono racconti assai stupidi o privi di senso, ma ce ne sono anche altri che mi sono sembrati profondi e interessanti, alcuni addirittura molto molto belli.
Mi riferisco in particolare a:
- "Soccorso stradale", esempio lampante di come a volte la "soddisfazione sessuale" possa incanalarsi in strade assai bizzarre, specialmente se gli interessati appartengono ad una razza aliena. Davvero un racconto divertente ed intelligente.
- "Tutte le mie adorate figlie", che, attraverso l'esperienza e le parole di una ragazza ribelle e disinibita, risulta alla fine essere una coraggiosa denuncia della forma più grave di perversione, la pedofilia e lo stupro di creature innocenti ed incapaci di difendersi. Davvero molto bello e toccante nella sua amarezza, nonchè davvero ben scritto.
- "Scaglie", sconvolgente e verosimile studio della sessualità dell'uomo e della sua incapacità di resistere a determinati stimoli, nonchè originale rivisitazione del mito delle "lamie".
- "Al new Moon Hotel per salvare il mondo". Ottimo esempio di un racconto che, pur narrando di rapporti sessuali, penetrazioni, orgasmi e reciproca soddisfazione, risulta divertente, simpatico e niente affatto "pesante".

Un discorso a parte va fatto per "Viaggio imbarazzante", simpatica rivisitazione del celebre "Viaggio allucinante" di Isaac Asimov. Qui di sessuale c'è solo il riferimento alle parti anatomiche interessate dal tragitto dell'astronave miniaturizzata, ma tutto il racconto è incentrato su tematiche religiose e teologiche. Interessante, originale e divertente, ma clamorosamente "off-topic" rispetto ai contenuti dell'antologia.

Nonostante i racconti buoni siano una minoranza, vale la pena leggerli e quindi complessivamente questa rimane una discreta antologia che mi ha anche ridato fiducia nelle capacità di curatrice di Ellen Datlow dopo il clamoroso e vergognoso "flop" dell'antologia "Mostri"...
Si può leggere con le dovute cautele facendo lo "slalom" tra i racconti.
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #111 data: 29 Maggio 2010, 00:04:23 »
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Scendendo: addio ai Classici...

"Scendendo" non è solo il titolo dell'antologia Mondadori che sto leggendo in questi giorni e che prima o poi vi proporrò, ma anche la parola che rappresenta meglio la mia attuale situazione di classifica.
La decisione è stata lunga e sofferta, ma alla fine so di aver fatto la scelta giusta: la mia collana di "Urania classici" è andata via quasi del tutto. Motivi di spazio e di ordine principalmente, motivi che solo pochi al momento possono capire sino in fondo e che tutti gli altri potranno comprendere assai più facilmente tra qualche tempo nel corso della mia permanenza futura qui su UM: per adesso vi basti sapere che dietro tutto ciò, c'è un motivo molto bello e che la scelta di "smembrare" la collana Urania classici è stata motivata anche da tutte le considerazioni già fatte altrove sulla qualità delle ultime uscite di Urania collezione.
Ricordo ancora con simpatia il mio ingresso qui su UM, con 800 numeri di Urania, qualche Millemondi e il 323bis... poi è iniziata la lunga cavalcata verso la vetta, agevolata dal contributo di diversi UMini già ricordati in precedenti occasioni... una cavalcata apparentemente innarrestabile che mi ha portato verso la fine della scorsa estate quasi a rivaleggiare con Lucky per il primato (anzi, l'aver trovato il Resident Evil 5 mi aveva fatto effettivamente "agganciare" il primo posto).
Poi è capitato qualcosa cui preferisco non pensare ed allora sono andate via diverse collane "pregiate" tra cui gli introvabili RE raccolta e gli Urania Libri, seguiti a ruota da Urania libreria e Grande distribuzione...
Ora ho compiuto quello che spero sarà l'ultimo passo, un passo che come collezionista di lunga data mi è pesato molto fare, ma che compio volentieri proprio per la gioia della nuova situazione.
Non ci starete capendo niente lo so, mi spiego da solo, ma penso che questa Rubrica non sarebbe la stessa se ogni tanto non affidassi a lei queste mie riflessioni, comprensibili o non comprensibili che siano.
La vita di un collezionista è fatta di tante cose, soprattutto di momenti e per ora so che questa è la scelta giusta: mi piace tuttavia pensare che non si tratti di un vero e proprio addio, ma di un arrivederci perchè se la vita in questi ultimi due anni mi ha insegnato qualcosa è proprio che non ci sono mai mai porte che si chiudono definitivamente e che se anche si fanno dei piccoli (o grandi) sacrifici, molto più spesso di quanto non si pensi questi vengono ampiamente ripagati.
E così, magari tra qualche annetto, chissà che non ritorni lì ai primi posti: per adesso mi godo questa sorta di "vacanza" che mi permette di guardare con serenità ai prossimi "mattoncini" che usciranno in edicola nei prossimi 2 anni almeno...
Ehi ma guarda!
Da qui riesco a scorgere la "nuca" di alfasecur! Ciao! Mii, ma guarda come sono lontani l'Eremita e il Trifidone!
Ehi amico Slan! Ma che aspetti a fare un nuovo exploit ed a raggiungermi? Qui nella prima pagina manchi solo tu!!!!
Ciao! Ciao a tutti!
Io sto scendendo...
ma sono felice...
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« Ultima modifica: 29 Maggio 2010, 00:07:50 di maxpullo » Loggato
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #112 data: 29 Maggio 2010, 08:16:41 »
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Caro Max

non ho la più pallida idea di quale sia la situazione concreta a cui ti riferisci, ma so sulla mia pelle cosa significhi "ricominciare da zero", magari a un'età già adulta. E mi sento di confermare la tua speranza: a volte, le cose belle che escono dalla... finestra, rientrano dalla porta (non viceversa).

Un abbraccio
dhr
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« Rispondi #113 data: 29 Maggio 2010, 08:33:01 »
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Citazione da: dhr il 29 Maggio 2010, 08:16:41

Caro Max

non ho la più pallida idea di quale sia la situazione concreta a cui ti riferisci, ma so sulla mia pelle cosa significhi "ricominciare da zero", magari a un'età già adulta. E mi sento di confermare la tua speranza: a volte, le cose belle che escono dalla... finestra, rientrano dalla porta (non viceversa).

Un abbraccio
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Grazie Dario.
In realtà proprio "zero" non è: tutte le collane principali restano intatte e ho anche scelto di conservare in luogo adeguato qualche decina di doppioni che per me sono incedibili (sono i primi Urania che ho avuto)... e già così sarà difficile...

E' solo iniziata una nuova fase della mia vita collezionistica: possiamo parlare di un "cauto realismo logistico/spazial/temporale"... non certo di "età adulta"...
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #114 data: 29 Maggio 2010, 09:25:51 »
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Facce sape' e resta con noi.  
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« Rispondi #115 data: 29 Maggio 2010, 09:41:43 »
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Citazione da: attiliosfunel il 29 Maggio 2010, 09:25:51

Facce sape' e resta con noi.  


Tranquilli: finchè avrete la pazienza di sopportarmi sarò qui a sproloquiare... in fondo ho ancora più di 2500 libri da recensire, no?

Ora però vado, buon weekend!
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #116 data: 29 Maggio 2010, 11:54:36 »
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Confessa...........devi fare spazio per una culla .
Mi piacerebbe diventare zia.
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Non sto invecchiando, sto diventando vintage.
dhr


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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #117 data: 29 Maggio 2010, 12:24:54 »
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Citazione da: gretana il 29 Maggio 2010, 11:54:36

Confessa...........devi fare spazio per una culla .
Mi piacerebbe diventare zia.


era quello che un po' sospettavo
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #118 data: 29 Maggio 2010, 12:33:41 »
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Sembra un bell'esempio di "decrescita felice": prima o poi ci arriverò anch'io a disfarmi serenamente
dei miei libri...
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Re:I Libri di Maxpullo 2010
« Rispondi #119 data: 29 Maggio 2010, 14:27:11 »
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Infondo sarà banale ma è pur vero: é il viaggio che conta non la metà.
Ricordo gli anni delle famose sakkettate di classici con U-Team come i più belli, quasi quasi vendo anchio e ricomincio ad andare a giro con le buste in tasca

Forza Max, se abbiamo ben capito, adesso il motivo è il più bello e meritevole.
Tempo e passione per ridare la caccia alla vetta non ti mancheranno in futuro
« Ultima modifica: 29 Maggio 2010, 14:29:16 di bibliotecario » Loggato
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