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Home Forum | UraniaMania Forum... | Generico | Discussione: Fantascienza e tecnologia odierna «prec succ»
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  Autore  Discussione: Fantascienza e tecnologia odierna  (letto 670 volte)
claudiob


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Fantascienza e tecnologia odierna
« data: 26 Agosto 2014, 10:32:33 »
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Un dubbio che mi assilla in questi giorni è...
se ormai la tecnologia è diventata parte integrante della vita di ogni singolo essere umano, come mai in Italia la Fantascienza è un genere che non riesce a prendere piede? Cerco di spiegarmi meglio. Perchè devo vedere in cima alle classifiche di vendita titoli come Cinquanta sfumature di "nulla", "Tu hai lights" o cose simili e invece tutto ciò che la scienza potrebbe un giorno produrre o l'umanità scoprire non ha lo stesso fascino? La fantascienza è ciò che più si presta a ragionamenti filosofici e profondi. Nessun altro genere può spingersi così oltre senza snaturarsi. Eppure ancora oggi si fa fatica (non per tutti ovviamente) ad andare in libreria e comprare un libro fantascientifico. A volte sento anche l'espressione "No, la fantascienza non mi piace". Secondo voi qual è la causa?
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Re:Fantascienza e tecnologia odierna
« Rispondi #1 data: 26 Agosto 2014, 11:38:25 »
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Forse perchè sono poche le iscrizioni alle facoltà scientifiche?
Perchè pochi vogliono fare una carriera universitaria a 1.200 Euro al mese (o l'insegnante a scuola, stesso salario), da precari, e magari con la carriera bloccata dal solito "raccomandato di turno"?

Forse perchè il mondo attuale mette già "tanta paura" che al futuro è meglio non pensarci?

Ecco sono solo alcuni spunti di riflessione, perché, secondo me, l'amore per la FS non viene tanto da un approccio per così dire, umanistico o filosofico (e in questo caso si legge di più letteratura non di genere) ma dalla passione/interesse per la scienza e la tecnologia coniugata con il piacere della lettura, e in Italia l'interesse per la scienza e la tecnica (quella vera, non la passione per i telefonini ) latita...
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ciccio

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Re:Fantascienza e tecnologia odierna
« Rispondi #2 data: 26 Agosto 2014, 11:43:09 »
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Una bella domanda, direi che non esiste una risposta unica ma le cause vanno ricercate in vari aspetti del carattere nazionale, io ne vedo alcune ma probabilmente ce ne sono altre, un motivo è che molti utilizzano la tecnologia dandola per scontata senza sapere o preoccuparsi di capire come funziona e vedendola come una cosa avulsa dalla ricerca scientifica, un altro motivo e invece legato alla mancanza totale di stimolo verso la cultura (questo riguarda più in generale tutto quello che riguarda la letteratura) questo aspetto e incoraggiato anche dal massiccio uso di oggetti tecnologici che danno dipendenza (televisione, videogiochi, telefonini, ecc.) intendiamoci non è l'uso che è dannoso ma l'abuso, un altro aspetto che colpisce una categoria opposta e quello di considerare la fantascienza con disprezzo considerandola una letteratura da quattro soldi rispetto alla "cosiddetta letteratura seria".
Queste sono alcune mie ipotesi spero che si sviluppi una bella discussione e un tema stimolante.
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Re:Fantascienza e tecnologia odierna
« Rispondi #3 data: 26 Agosto 2014, 12:04:14 »
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Perché non sanno che esistono anche pessimi libri di fantascienza, se lo sapessero, ne comprerebbero vagonate.

Gli esempi di libri di "successo" che hai portato sono titoli che vendono, parecchio a due tipi di pubblico: ragazzini/e oppure lettori da un libro ogni tanto.
I lettori da "un libro ogni tanto" (ho lavorato 6 anni in libreria) sono interessati solo ai libri della vetrina o della classifica. Le cinquanta sfumature di Nulla ( ) è uscito quasi in contemporanea in tutte le vetrine delle librerie di Europa e America, con la stessa grafica e primo in tutte le classifiche... praticamente ai lettori di "un libro ogni tanto" lo avevano già venduto.

Ovviamente ci sono dei libri di fantascienza adatti anche per costoro, solo che per i motivi elencati da AgenteD e Ciccio, la gente ne resta a distanza.

Ora che gli editori sono alla canna del gas è probabile che cerchino di spingere anche la fantascienza, dopo fantatrash, horrortrash e pornotrash, non gli resata altro...
E allora vedrai le librerie piene di libri di fanascienza, solo che sarà pura cacca.
Forse anche peggio.

Per il resto, libri decenti stentano ad esistere esattamente come i libri di fantascienza, solo che gli altri hanno il vantaggio della "scuola". Quello che salva i grandi autori come il mio amato Calvino è che ogni anno la scola obbliga migliaia di ragazzi a comprare i suoi libri. Nient'altro. Se non fosse per quello sarebbe già fuori catalogo da ventanni.
Sperare che un autore di fantascienza entri nei programmi scolastici è un po' un'utopia.
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Re:Fantascienza e tecnologia odierna
« Rispondi #4 data: 26 Agosto 2014, 13:30:03 »
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Una semplice questione di cultura.

La cultura e la scuola la fanno i testi classici. Per la scuola nasce tutto dalla riforma Gentile che ha relegato le materie scientifiche a comprimarie o peggio e da allora nulla è stato fatto per modificare la situazione. Pochi insegnanti di lettere conoscono bene e amano la fantascienza e nelle antologie oltre Asimov, Bradbury, Clark poco altro si trova, anche se non mancano le eccezioni. A volte è dedicato più spazio all'horror che alla fantascienza. Per non parlare dei fumetti che sono totalmente ignorati da quasi tutti.
La letteratura in Italia è solo quello che è legato e/o derivato dai classici, soprattutto del nostro paese, e pertanto la narrativa fantastica, per non dire di quella fantascientifica, è (stata) relegata in un angolino (quando c'è stata). Non c'è mai stata cultura scientifica in Italia nel passato, nonostante i grandi scienziati che in Italia sono nati e hanno dato lustro al nostro paese. Acquistare un Urania è considerato come prendere un Harmony, lettura di svago estivo e nulla più. Che Urania pubblichi i vincitori di premi importanti a livello internazionali, in Italia chi se ne accorge se non gli appassionati e i lettori di nicchia?
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claudiob


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Re:Fantascienza e tecnologia odierna
« Rispondi #5 data: 26 Agosto 2014, 19:58:50 »
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Personalmente il mio approccio alla lettura esula dalla mia esperienza scolastica. Se ho iniziato a leggere è stato perché mio padre e mia madre un giorno sono andati a comprarmi un giallo in un negozio di libri usati sotto casa. "Il mastino dei Baskerville". Seppur prima avessi già letto qualcosa è stato da quel momento che ho iniziato davvero ad appassionarmi alla lettura. E da lì poi in maniera indipendente ho spaziato (credo che mai come nel contesto di Urania il verbo "spaziare" sia così azzeccato) su altri generi. Ritengo che in Italia riescano a ottenere una certa visibilità anche i Thriller che pure a livello scolastico non vengono neanche menzionati. Io stesso ho letto qualcosa di Faletti e non mi è affatto dispiaciuto. Anche il fantasy ha un suo pubblico, basti pensare alle saghe di Harry Potter, Il Signore degli Anelli (che in realtà non è una saga se non ci aggiungiamo Lo Hobbit) o i libri di Licia Troisi. Forse quindi propenderei più per la teoria della brutta nomina che la fantascienza si è fatta in questo Paese.
"Leggere un Urania equivale a leggere un Harmony". Forse è davvero così.
E comunque non continuo ancora a capire la frase "la fantascienza non mi piace", specie se poi si scopre che chi la pronuncia non ha mai neanche provato a leggerlo un libro di fantascienza. Magari per me è difficile contraddire l'opposto, poichè a me la Fantascienza è sempre piaciuta, però ritengo che ci siano così tante sfaccettature in questo ampio genere che non sia possibile generalizzare.
Io ho deciso di avvicinarmi agli Urania l'anno scorso. Dovevo iniziare con il libro "Le macchine infernali". Beh, non c'è stato verso di trovarlo in edicola. Ho dovuto ordinare l'arretrato in edicola e fare in modo che potessero arrivarmi su prenotazione i successivi. La partenza è stata in salita, ma per fortuna, almeno così, le cose funzionano. Ma se ci fosse stata un'altra persona al posto mio che avesse deciso di smettere di cercare? Magari un lettore in meno di Sci-Fi. Un esempio su mille che se ne possano fare.
Credevo che i progressi fatti dalla tecnologia potessero portare a una maggiore consapevolezza di quelli che sono i limiti da superare e gli orizzonti rimasti inesplorati, ma forse al giorno d'oggi c'è troppa pigrizia intellettuale per cercare di capire cosa c'è dietro a determinate scoperte
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