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Home Forum | La Fantascienza e gli altri generi... | Autori di Fantascienza | Discussione: Abram Terz / SinjavskiJ Andrej «prec succ»
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  Autore  Discussione: Abram Terz / SinjavskiJ Andrej  (letto 549 volte)
pepponedra


Uraniofilo

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Abram Terz / SinjavskiJ Andrej
« data: 04 Settembre 2012, 09:16:51 »
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SinjavskiJ Andrej è uno scrittore e critico letterario russo. Insegnante all'Istituto letterario di Mosca, dalla fine degli anni Cinquanta diventa scrittore clandestino pubblicando all'estero, con lo pseudonimo di Abram Terz, racconti, romanzi brevi e saggi, impietosamente satirici nei confronti della realtà sovietica. Nel 1966 viene scoperto e processato insieme all'amico Julij Daniel', suo "complice letterario", e condannato a 7 anni di lavori forzati da scontare in un lager a regime duro. Nel 1973 gli è consentito di lasciare il paese e si stabilisce a Parigi, dove insegna per molti anni alla Sorbona.

Di Abram Terz ho appena terminato la lettura di "Lubimov", edito da Rizzoli nel 1965, del quale mi sento di dire "due" parole.

Una piacevole scoperta, del tutto inaspettata. Ho trovato Lubimov su una bancarella ed incurriosito dalla fascetta, che riportava un invitante "Il più significativo scrittore sovietico degli anni sessanta (Marc Slonim)" non ho esistato a fare mio il tomo in questione per qualche euro. Ho un debole confessato per le utopie e le distopie, con un quadro clinico aggravato da una pasione per Orwell e Vonnegut. Voglio partire da quest'ultimo, per agevolare la conoscenza di Terz Abram. I dialoghi di Lubimov mi hanno ricordato molto quelli sconclusionati e surreali dell'autore americano e la storia si dipana grazie ad un'invenzione che consente di controllare la volontà dei cittadini, in una Russia alle prese con il comunismo e la gestione del potere. Lubimov è lontano dalle classiche storie di fantascienza, ma le prove che vi ho elencato sopra lo rendono un classico della sci-fi: anti utopia, forte impatto di un elemento tecnologico sulla società e l'individuo, trama surreale. Personalmente, lo collocherò a fianco di 1984 e non penso che tutto ciò sia un eresia. Mi chiedo solamente perché non abbia avuto il successo che meritava.  
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