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  Autore  Discussione: A Storm of Swords  (letto 379 volte)
doralys


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A Storm of Swords
« data: 01 Luglio 2007, 08:35:31 »
Cita



A Storm of Swords. Book Three of A Song of Ice and Fire, 2000
Tempesta di Spade - George R. R. MARTIN - Bestsellers Oscar n.1348
I fiumi della guerra - George R. R. MARTIN - Bestsellers Oscar n.1381
Il portale delle tenebre - George R. R. MARTIN - Bestsellers Oscar n.1420

Continua la saga di Martin in questo libro, diviso dall’editore in tre parti, con parecchi colpi di scena, e ribaltamenti di prospettiva. All’inizio ho fatto un po’ di fatica a riprendere i fili delle varie vicende, nonostante siano trascorsi solo due mesi dalla lettura del libro precedente. Tante sono infatti le storie da seguire, sebbene molti personaggi si siano persi per la strada molti, che magari  erano solo comparse, in questo libro prendono consistenza di personaggi.
Tra gli alti e i bassi, che inevitabilmente ha un romanzo tanto consistente, la lettura è piacevole e scorre veloce, tranne che per poche pagine sparse. Quello che mi ha sorpreso è il modificarsi dei caratteri dei personaggi, delle loro scelte, dei loro pensieri. Alcuni che nel primo libro, (e qui darò i titoli originali perché si tratta di tre libri e non sette) cioè A Game of Thrones, erano personaggi caratterizzati negativamente, forse perché visti solamente lateralmente, e che già nel secondo A Clash of Kings iniziavano a presentarsi in modo più accattivante, in questo ultimo diventano in buona parte positivi, ma non del tutto. Vengono dall’autore descritti a tutto tondo diventano veri, umani, naturalmente ognuno perseguendo il suo scopo, ma le loro azioni non sono né completamente buone né completamente cattive. Questo ribaltamento ti spiazza, poi ti fa comprendere il personaggio, poi te lo fa diventare simpatico quasi fino al punto di amarlo.
Sono rimasta sconcertata, invece, dalla disinvoltura con la quale Martin uccide i suoi personaggi chiave, quasi che non avessero più nulla da dire nel prosieguo della narrazione. Già nei primi due libri si libera di alcuni protagonisti, ma lì era quasi necessario per lo sviluppo successivo, mentre ora, in questo terzo romanzo, ne “uccide” alcuni e ne mette fuori gioco altri che avrebbero potuto sicuramente avere delle vicende con sviluppi molto interessanti.
Un appunto che si potrebbe fare all’autore è che, nonostante alcuni dei personaggi siano bambini in molti casi li fa parlare e agire da adulti, al punto che il lettore si dimentica dell’età, questo è molto evidende nei più piccoli, mentre per gli adolescenti riesce a mantenere un certo equilibrio tra infantilismo e maturità. Altra sensazione che ho avuto è che le storie, individuali sì ma collegate una all’altra, non sempre siano coordinate tra loro, si ha l’impressione di uno sfasamento temporale tra azione (in una storia) e reazione (in un’altra storia).
Concludo, Le Cronache, o meglio la Canzone (come recita il titolo originale) del Ghiaccio e del Fuoco è una splendida saga fantasy, Martin non fa quasi mai gli errori  che ho riscontrato in tanti ‘seguiti’, errori di ritmo rallentato, banalità degli eventi, prevedibilità. Riesce a sorprendere e interessare per quasi tutte le pagine dei tre volumoni, sa dosare bene scene di guerra e racconti di viaggi dove poco succede, scene cruente e incontri d’amore, insomma tutta la saga è un piatto ben cucinato, gustoso e sostanzioso. Un ciclo ideale da leggere sotto l’ombrellone, magari comprendendo anche l’ultimo uscito da poco Il dominio della regina che aspetto in ristampa Oscar.
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